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Very Hot Topic (More than 25 Replies) cos'è cambiato? (Read 12270 times)
Ric_Rad
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cos'è cambiato?
10. Apr 2006 at 16:52
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propio l'altro giorno parlavo con Leonardo Bartelloni che dopo anni e anni (quasi 25) ci siamo incontrati a Pistoia e si diceva della marea di iscrizioni che portavano le categorie del pianoforte a quattro mani (quasi sempre L M N) negli anni settanta/ottanta...c'erano 20/30 iscritti di duo pianistico, ora invece sia nelle categorie giovanili che nelle categorie superiore se arrivi a dieci duo sei già fortunato.
Cos'è cambiato secondo voi? per esempio l'età dei concorrenti nelle categorie senza limiti (e son sempre più concorsi ad addottarle) sono aumentate di molto...secondo voi c'è stata una selezione oppure una maturazione del fare duo vista più in maniera professionale e non casuale? il livello artistico espresso è migliorato? e se è migliorato lo dobbiamo ai concorrenti che finalmente hanno capito che un duo pianistico è una cosa seria oppure ai molti docenti specializzati in questa disciplina (Moreno, Canino, Masi, Ballista) che hanno scremato negli anni l'affluenza a questa categoria?

molte domande a voi le risposte, e gradirei di cuore un intervento del M° Rodolfo Alessandrini che più di noi ha il polso della situazione in questo campo in una duplice veste sia come membro di un duo che come organizzatore di concorsi

un grazie anticipato se volesse intervenire

Riccardo
  
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Lastregadellenote
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Re: cos'è cambiato?
Reply #1 - 10. Apr 2006 at 20:14
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Scusa la mia ingnoranza: chi è Leonardo Bartelloni  Undecided

Ma il M° Alessandrini del concorso Clementi?
Undecided Quell' Alessandrini  Undecided
Perchè è nel forum  Undecided Undecided Undecided Undecided Undecided Undecided Undecided
  
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Ric_Rad
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Re: cos'è cambiato?
Reply #2 - 10. Apr 2006 at 20:27
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Bartelloni è un pianista...un signor pianista

si è quel Alessandrini

si è nel forum con il nick "ra"


Ric
  
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Lastregadellenote
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Re: cos'è cambiato?
Reply #3 - 10. Apr 2006 at 20:36
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E chi è che diceva che in questo forum non ci sono persone che non sanno argomentare  Undecided Undecided Undecided Undecided Undecided

Ma che belloooooo  Grin Grin Grin Grin Grin

Mi sa che fra un pochino mi verranno anche i trilli della 109 con tutti questi pezzi da novanta che ci troviamo   Kiss Kiss Kiss Kiss Kiss Kiss

Alessandrini l' ho conosciuto (ero più piccola)  e conosco il concorso Clementi.
Difficile però!  ???
  
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Mephistofele
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Il pianista sul lago

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Re: cos'è cambiato?
Reply #4 - 10. Apr 2006 at 21:03
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Io penso che il duo sia una cosa seria.
Quindi ci vogliono anni di lavoro, somiglianza almeno nel pensare la musica e una volontà di lavoro notevole, accompagnata da una dedizione totale.

Secondo me non si può improvvisare un duo di tenera età, quindi ecco perchè il numero è esiguo nei concorsi. Ci vogliono almeno un po' d'anni d'affiatamento.

Può esser divertente ascoltare anche dei "grandi" quando si trovano a far duo, ma rimane sempre una situazione casuale, dove ci sono dei compromessi inevitabili, e qualcuno che fa da spalla all' altro.

Il duo è un altra cosa.
Te cosa ne pensi Ric ?
  

La mia musica è compresa meglio dai bambini e dagli animali.&&- Igor Stravinsky -
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Ric_Rad
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Re: cos'è cambiato?
Reply #5 - 11. Apr 2006 at 07:49
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indubbiamente sono d'accordo con te Mephi, non ci si può proprio improvvisare, nella mia vita ho fatto abbastanza musica da camera dal duo con violino, flauto, viola a trio con pianoforte e soprattutto quartetto e quintetto con pianoforte ma pianisticamente nulla di queste esperienze mi ha dato filo da torcere quanto il quattro mani (neanche il due pianoforti)...la fusione richiesta per questa formazione si radica nella perfetta e profonda conoscenza del proprio patner,questa malgama di conoscenza reciproca sfocia in un unica personalità musicale...trasportando in numeri il concetto sarebbe 4 - 2 - 1  quattromani, due persone, un'anima sola.

Questi equilibri sono difficili o molto rari da trovare nel 4mani di bambini, che nonostante tutto sono forse più duo loro che  i grandi pianisti che per l'occasione si ritrovano nel 4mani,
i primi per una evidente carenza di personalità propria, solitamente annullata dall'insegnante (ma in senso buono) o meglio equalizzata dall'insegnante tra i due bimbi duettanti, la seconda per l'esatto contrario, cioè due pianistoni arrivati che difficilmente rinunciano alla loro forte personalità musicale per un concerto occasionale.

Forse il mondo musicale rispetto a 20 fà ha capito questo, il quattro mani si è valorizzato non è più il "rifugio peccatorum" dei pianisti falliti o degli allievi negati...anche nei concorsi una volta c'erano le categorie di quattro mani solo nei concorsi pianistici ma raramente nei concorsi di musica da camera...oggi le cose sono cambiate e credo per il meglio, anche didatticamente vediamo dei duo che si formano in classi specifiche di musica da camera con pianoforte con docenti di alto spessore musicale.

...mi son dilungato, chiedo scusa

Ric
  
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Pepe
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Re: cos'è cambiato?
Reply #6 - 11. Apr 2006 at 08:56
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Ma figurati, non ti sei dilungato affatto.

Io penso che è cambiata proprio la concezione del duo pianistico o del pf a 4 mani.
Come diceva Ric oggi si pensa al duo come musica da camera.
Prima non credo che fosse proprio così.
C'è molta più attenzione grazie anche ad alcuni duo di tutto rispetto, vedi Moreno/Capelli, Canino/Ballista, Tipo/Specchi anche se ora non sono più insieme, ed altri che hanno fatto in modo che il repertorio specifico per duo pianistico e 4 mani fosse rivalutato ed apprezzato, oltre che conosciuto.
Il duo Alessandrini/Bartolucci sono un duo stabile da 15 anni, e a loro va anche il merito di avere fatto proprio una ricerca sul repertorio per duo, ed aver portato alla luce dei programmi con delle prime esecuzioni rare.
Anche le sorelle Labeque, anche se possono essere criticate pianisticamente, hanno sicuramente contribuito alla conoscenza del repertorio.
Insomma, forse il duo prima nasceva un pò per caso: non riusciamo a suonare vediamo in due che possiamo fare.
Ma oggi non penso proprio che sia così, perchè c'è molta più consapevolezza, e sicuramente non mancano duo importanti con i quali confrontarsi e dai quali prendere spunti.

  
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RA
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Re: cos'è cambiato?
Reply #7 - 11. Apr 2006 at 12:13
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Scusate il ritardo, rispondo volentieri all’invito di Ric Rad.
Devo subito premettere che sono il primo a darmi una bella tirata di orecchie da solo. Dico questo perché proprio nei concorsi che curo il duo pianistico non è sicuramente valorizzato come vorrei e come meriterebbe. Il motivo di questo non è di carattere musicale ma, ahimè, materiale. Purtroppo in questo ultimo decennio i fondi per queste manifestazioni si sono sempre assottigliati, ed oggi la priorità è quella di mantenerle in vita, dunque sono costretto anch’io a puntare sui solisti dove c’è maggior richiesta e sui giovanissimi, nei quali ho sempre creduto profondamente.
C’è anche da dire che Ric Rad probabilmente ha ragione sul fatto che ultimamente ci sono meno duo in circolazione, almeno nei concorsi. Dico probabilmente perché confesso di non essere molto presente nelle giurie, dunque non ho un termometro attendibile. So soltanto che dove mi è capitato di esserci ho notato un progressivo diminuire dei partecipanti.
Però è vero che una quindicina di anni fa, quando partecipavo io stesso ai concorsi, c’erano molti più duo agguerriti, e ricordo che i numeri degli iscritti erano sempre piuttosto alti; oltretutto ricordo che c’erano almeno sei o sette duo veramente bravi in circolazione e diverse volte le “battaglie” per il premio più ambito erano sinceramente appassionanti e a veri colpi di musicalità e professionalità. Ricordo anche che più di una volta io stesso non avrei saputo a chi assegnare il premio perché chi avesse vinto lo avrebbe comunque fatto con merito e soprattutto avrebbe reso una buona pubblicità al duo pianistico con la sua attività.
Se oggi le cose sono cambiate le ragioni possono essere tante, e non ultimo il costante imbarbarimento culturale che avanza ormai inesorabile e che sta relegando la musica classica a livello di nicchia, dove il duo pianistico è verosimilmente una nicchia nella nicchia.
Chi ha provato a suonare in duo seriamente sa bene quali difficoltà ci siano, e quante ore di prova siano necessarie soltanto per ripulire un pedale o per mandare insieme un innocente rigo di musica. Per poter fare sacrifici occorrono due cose: bisogna poterseli permettere (e oggi è sempre più difficile), ma soprattutto bisogna crederci! Io ricordo che qundici anni fa quei duo ci credevano davvero, e sentire sul collo il fiato di altri duo agguerriti conferiva paradossalmente più sicurezza che timore: non eravamo soli e c’erano più speranze di quanto questi ultimi anni abbiano permesso di avere ai più giovani.
Non posso biasimare chi non se la sente di investire su una formazione che i più considerano di serie B oppure un ripiego per signorine o per fidanzati; posso soltanto continuare a lavorare per dimostrare che il duo è anche altro, e ringraziare ed incoraggiare chi come Ric Rad fa altrettanto, studiando, documentandosi, indagando sul repertorio e sui problemi veri di questa formazione.
L’altra faccia della medaglia può essere rappresentata dal fatto che oggi ci sono molti più duo pianistici di ieri nelle stagioni concertistiche. Anche qui però vorrei fare una riflessione perché bisogna fare qualche distinguo fra duo e duo. Ho visto un esercito di duo pianistici, alcuni anche bravi, durare per una stagione o poco più, mentre ho visto pochissimi duo superare la decina d’anni di attività. Questo è abbastanza normale, perché il numero di prove necessarie ed il sacrificio necessari ad un buon duo presuppongono anche un minimo di ritorno materiale, che se non arriva in tempi brevi comporta un comprensibile scoraggiamento. Alla fine chi sopravvive? I coniugi, i parenti, i fratelli e qualche raro caso di professionisti estranei fra loro ma con una notevole abnegazione al lavoro o una situazione logistica particolarmente favorevole. Purtroppo andare insieme ad un altro pianista è maledettamente più difficile che trovare la sintonia con un altro strumento, e col tempo e il mestiere almeno per quanto mi riguarda le cose non migliorano poi troppo.
Malgrado tutto, però, non mi pento di questa avventura e invito da sempre tutti i pianisti a questa esperienza, quantomeno nella speranza che portino un po’ più di rispetto a questo repertorio fantastico e ancora per lo più inesplorato.
Grazie a Pepe delle sue parole carine e un saluto a quelli che conosco, specie Lastregadellenote che dice di conoscermi: non riesco a focalizzare chi tu sia, comunque tante buone cose!

Rodolfo Alessandrini
  
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Ric_Rad
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Re: cos'è cambiato?
Reply #8 - 12. Apr 2006 at 08:38
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Alessandrini parla di un "ritorno materiale" ed ha perfettamente ragione, molte formazioni ma non solo duo pianistico si sfaldano per questo motivo, se pensate il nostro lavoro è uno dei lavori meno pagati come quota oraria (la mia signora delle pulizie guadagna all'ora moooolto di più!!) se dovessi dividere il mio reddito per le ore che ci dedico per produrlo...beh è meglio che non ci pensi va' che è meglio

la mia vita musicale e privata è stata sempre segnata da questo "ritorno materiale"...mi ricordo bene il fuggi fuggi generale del quartetto o quintetto quando gli archi studiavano più per l'audizione in teatro per violino di fila che l'opera 60 di brahms...e come dargli torto?
io stesso ad un punto della mia vita ho dovuto per forza fare delle scelte, trovarmi un lavoro come insegnante e pensare anche alla mia vita privata, mettere su famiglia, una casa, figli ecc ecc...e queste cose costano, costano un casino e non potevo di certo pagarmele con i concerti a 200.000 lire (all'epoca)...provate andare in una banca a chiedere un mutuo con in mano le sole fatture dei concerti!
soldi di famiglia non c'erano proprio ne per i miei studi ne per mettere su famiglia...primo pf a coda preso a rate dopo il diploma con i primi soldi presi da contrattini del cavolo, primo appartamento distrutto comprato con mutuo e ristrutturato completamente da me nei week end distruggendomi le mani dapprima trapassandomi la mano destra con un trapano (la punta è passata giusta giusta tra i due tendini del 4° 5° dito senza toccarli per fortuna)e infine provocandomi una cisti tendinea sul 3° della sinistra (per par condicio) sfondando un muro con una mazza da dieci chili  che si è trasicnata dietro la mia mano....non voglio tediarvi oltre con il racconto della mia vita che non interessa a nessuno, ma è per spiegare che il concetto di "ritorno materiale"... è un concetto importante che non deve mai essere sottovalutato, lo si può fare quando si è giovani ed idalisti ma poi le cose cambiano e nella vita serve anche altro oltre al pianoforte e la musica...il mio "non ritorno materiale" di quando ero giovane mi è costato 5/7 anni più o meno di vita musicale e qualche operazione alle mani per rimetterle a posto....ora guadagno molto bene, ho una moglie una figlia meravigliosa, una bella casa (non il primo appartamento quello l'ho rivenduto a più del doppio di quanto l'avessi pagato Cheesy)...ora sono libero di pensare alla musica al mio duo e questa volta nessun ritorno materiale potrà fermarmi perchè non manca nulla ne a me ne alla mia famiglia...rimane un unico problema che potrebbe interrompere il mio obiettivo, come dice sempre giustamente Alessandrini, la mia compagna di duo non è mia moglie, non è mia sorella, non è mia parente e ha 25 anni,indipendente finanziariamente, nubile..perfetta direi...ma chissà quanto durerà? troverà una situazione compatibile tra duo e famiglia con figli? mica facile...

Ric
  
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Pepe
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Re: cos'è cambiato?
Reply #9 - 12. Apr 2006 at 10:39
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Già.. mica facile... e se il marito fosse geloso sei fritto  Cheesy
Non scherzo, è successo a miei amici,  hanno dovuto interrompere un lavoro di duo proprio per gelosie dei rispettivi compagni.
Ad un certo punto scegli: o il duo la serenità coniugale....

Mi auguro che non sia così per te Ric, anche perchè i successi che ottenete sicuramente serviranno anche come stimoli a non mollare!


  
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RA
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Re: cos'è cambiato?
Reply #10 - 12. Apr 2006 at 13:52
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Non mollate, mi raccomando.
Se può consolarvi posso assicurarvi che facendo duo col proprio partner familiare, la vita coniugale è a rischio forse di più! Tutti i problemi personali si riflettono infatti sul lavoro e viceversa; ci vuole molta esperienza e maturità per non farsi travolgere dagli eventi. L'unico vantaggio è pratico, nel senso che abitando sotto lo stesso tetto le prove sono più comode, almeno fino al divorzio!
Il mio consiglio per i coniugi o compagni che svolgono l'attività di duo è di studiare molto a due pianoforti nei periodi difficili. Non è una battuta, c'è una ragione, infatti alcuni dei problemi più grandi nel suonare a quattro mani sono proprio la conquista dei pochi spazi fisici a disposizione su una sola tastiera, la tollerabilità del pedale altrui, e anche l'istinto di voler plasmare a propria immagine e somiglianza una mano estranea che si trova proprio lì a pochi centimetri dalla nostra e che così da vicino mostra ogni minima sbavatura o imperfezione, difettucci che soltanto a un metro di distanza in più sarebbero facilmente mascherati.
A due pianoforti, specialmente se sono disposti a 69, si trovano altre difficoltà, ma la bellicosità è senz'altro un po' mitigata dalla distanza!
Invece per tutti coloro che non fanno coppia nella vita posso soltanto rivolgere un invito caloroso a guardare sempre avanti e cercare una regolarità.
Devo anche confessare che mi ha molto commosso la storia di Ric Rad per le sue scelte difficili che mi ricordano molti episodi della mia vita: per fortuna le mie mani non hanno subìto quei traumi, ma sono comunque visibilmente coperte di segni e calli, di cui un po' mi vergogno e un po' vado fiero.
Mi ha molto colpito l'entusiasmo con cui adesso si dichiara libero di fare finalmente musica senza altri problemi, e spero che non cambi mai idea in questo.
Con i migliori auguri, e non soltanto di buona Pasqua!!

R. A.
  
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Ric_Rad
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Re: cos'è cambiato?
Reply #11 - 13. Apr 2006 at 07:52
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beh alla fine anch'io vado fiero delle mie "cicatrici di guerra" che per fortuna non mi hanno mai causato poi problemi o limitazioni nel suonare...e poi saper fare di tutto nella vita aiuta sempre, qualsiasi cosa ti possa capitare...insomma, se a mia moglie gli serve un' idraulico un elettricista di domenica non deve far altro che gridarmi:-"smettila di perder tempo su qual pianoforte e ripara la caldaia che non parte!"...vuoi mettere la soddifsfazione, di entrare in cucina come un eroe, con la tuta da lavoro color blu oltremare, armato di tutti i tuoi migliori e costosissimi attrezzi...e constatare che inavertitamente tua moglie ha toccato l'interruttore principale della caldaia ??? Undecided.... e tu fai "click" col ditino e inorgoglito dici: -"Ecco tesoro mio, anche questa volta ho salvato la mia famiglia dall'assideramento"....sono belle soddisfazioni eh? senza contare che il fascino della divisa (la tuta blu oltremare da idraulico) scatena nelle mogli un certo interesse, un certo appetito, stuzzica l'immaginazione e ti fa uscire dalla routine quotidiana che si insidia quasi sempre nelle coppie sposate...poche mogli possono affermare di essere fedeli al martio e farsi L'idraulico, l'elettricista, il piastrellista, il giardiniere, il tutto senza mentire Shocked Shocked

Cheesy Cheesy Ric
  
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Mephistofele
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Il pianista sul lago

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Re: cos'è cambiato?
Reply #12 - 13. Apr 2006 at 10:35
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Ric, hai una grande spirito e il tuo umorismo è sempre in primo piano. Questo è sempre trasparente nei tuoi discorsi.

Tanto di cappello per le "cose passate".
Personalmente devo dire che anch'io sono cresciuto a son di lavori e lavoretti e penso che questi abbiano consolidato in un certo senso la realtà, mi hanno fatto mettere bene i piedi per terra e mi hanno permesso di conoscere tanta gente.
Nel periodo più importante di formazione della mia vita, ho lavorato per 4 anni ininterrottamente, -naturalmente non in musica- prima di dedicarmi a pieno al pianoforte, ecc. ecc.
Fino a qualche anno fa avevo le "mani assicurate". Poi ad un certo punto decissi di smetterla con questo tipo di assicurazione, e un bel giorno, non molto lontano, usando una semplice sega a mano, che andava nella direziione della mano sinistra (quelle distrazioni che costano) zac un bel taglietto, piccolo ma profondo vicinissimo all'indice.
Qualche cosa nell'aldilà mi deve aver aiutato, perchè anche qui poteva essere un danno irrimediabile, ma tutto fu aspettare la guarigione ed è rimase solo il segno o cicatrice di una ferita che poteva provocare danni insormontabili.
Non ho mai capito, quei musicisti che non portano manco un libro, perchè il peso può danneggiare non so quale "questione" nella durezza delle mani. Mah... Cheesy Cheesy Cheesy Wink Wink
  

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Lastregadellenote
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Re: cos'è cambiato?
Reply #13 - 13. Apr 2006 at 22:31
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Ma signori  ??? ma voi mi state sfatando il mito del pianista con i guanti e le mani liscie, bianche e vellutate  ???

Ma insomma benedetti pianisti, un pò di attenzione  Embarrassed Embarrassed 
  
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Ric_Rad
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Re: cos'è cambiato?
Reply #14 - 14. Apr 2006 at 12:10
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Mephi ha scritto:"...e un bel giorno, non molto lontano, usando una semplice sega a mano, che andava nella direziione della mano sinistra quelle distrazioni che costano) zac un bel taglietto, piccolo ma profondo vicinissimo all'indice...."

beh Mephi poteva andarti veramente peggio...potevi diventare cieco! Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy
  
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Pepe
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Re: cos'è cambiato?
Reply #15 - 14. Apr 2006 at 14:47
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Lorentz
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Re: cos'è cambiato?
Reply #16 - 14. Apr 2006 at 14:57
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Ehm! Ehm! Contegno Pepe, contegno Angry Angry ???
  
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chopin
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Re: cos'è cambiato?
Reply #17 - 14. Apr 2006 at 15:09
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Ma cosa ha  Undecided  ???
  
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Lorentz
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Re: cos'è cambiato?
Reply #18 - 14. Apr 2006 at 15:12
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Quote:
Ma cosa ha  Undecided  ???

Mi sa che ce la siamo persa ???

Ohe Pepe! Se quando hai finito di spanciarti in quel modo esecrabile avessi la decenza di tornare fra noi, ci faresti piacere ???
  
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Pepe
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Re: cos'è cambiato?
Reply #19 - 14. Apr 2006 at 15:24
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E' colpa di Ric!   Grin

  
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