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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Pedale si / pedale no: dove quando perchè? (Read 27764 times)
salvatore
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Pianista mediterraneo

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #40 - 06. May 2006 at 23:24
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che ne dite del quarto pedale fazioli?
  
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Mephistofele
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Il pianista sul lago

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #41 - 06. May 2006 at 23:28
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A Mozart piaceva tanto

Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy

A parte gli scherzi il 4° pedale Fazioli ha la funzione di avvicinare la meccanica pratticamente come fa il pedale della corda sui verticali. Quindi offre un altra possibilità di ricerca timbrica. Direi... molto interessante.

Grin Grin Grin
  

La mia musica è compresa meglio dai bambini e dagli animali.&&- Igor Stravinsky -
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salvatore
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Pianista mediterraneo

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #42 - 06. May 2006 at 23:52
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la marca sauter e schimmel sono importanti?E buone?
(scusate il cambiamento di programma)
  
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Mephistofele
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Il pianista sul lago

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #43 - 06. May 2006 at 23:54
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Ric_Rad
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #44 - 07. May 2006 at 20:27
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...mi permetto di aggiungere che oltre alla timbrica si ottiene anche una tastiera più rapida...
  
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salvatore
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Pianista mediterraneo

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #45 - 07. May 2006 at 20:44
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Sauter e Schimmel?
  
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Pepe
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #46 - 10. May 2006 at 23:00
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A proposito del tonale: stavo cercando una frase di Brendel che no ho trovato dove stavo leggendo ma ho letto che Brendel usa il terzo pedale solo nel movimento Lento nel concerto per pf n° 1 di Bartok.
Vi riporto cosa dice:
Non dobbiamo dimenticare che i compositori dei secoli scorsi non avevano previsto l' esistenza del terzo pedale e pertanto è opportuno ignorarlo quando si eseguono le loro opere.

  
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Mephistofele
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Il pianista sul lago

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #47 - 10. May 2006 at 23:23
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Le cose si pensavano o i compositori le pensavano anche se il tonale non c'era.
Quindi un effetto musicale che si avvicini a quello che "forse voleva il compositore" ti da il permesso di usare il tonale.

Come si legano degli accordi di battute intere con degli staccati di 4/4 nella sinistra senza usare il pedale destro ?
E' chiaro che il compositore voleva continuare per tutta la durata i suoni degli accordi e pensava in maniera orchestrale, il fatto che il tonale non esistesse non c'entra secondo me un "....o"

Credo che il tonale sia nato nel 1853 ma ancor oggi c'è chi non lo usa affatto, cioè più di 150 anni dopo !!!!!


  

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Radu_Agnellu
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #48 - 11. May 2006 at 14:11
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Se il risultato sonoro è convincente, personalmente promuovo qualsiasi mezzo: perfino i gomiti e i colpi di karatè!
Non vedo perché il pedale tonale no!
Qui non si tratta di stravolgere una composizione con un effetto che è fuori stile (come potrebbe essere un pedale tenuto in Bach o Scarlatti), ma semplicemente di un mezzo che consente di far risuonare meglio lo strumento senza sporcare.
D'altra parte non ho mai incontrato nessun trattato, nessuno studioso, nessun grande interprete che sostenesse che è preferibile un passaggio col pedale sporco nei classici.
L'esempio che fa Mephisto è sperimentabile nell'inizio del Largo dell'op. 2 n° 2 di Beethoven, dove col tonale  si può ottenere una risonanza bellissima, perfettamente in stile e di gran lunga migliore che senza!
Ma ci sono decine di spunti ovunque, basta abituarsi ad usarlo.
In questo devo spezzare una lancia in favore della musica contemporanea, perché è stata una palestra imprescindibile per l'uso di questo pedale.
  

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Radu_Agnellu
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pianista maldestro

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #49 - 11. May 2006 at 19:37
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Quote:
Anzi forse chi lo usa è perchè usa un pò troppi trucchi.


Trucchi?
Perché, se uso il tonale tolgo forse delle note? Cambio o snaturo l'opera?
Se non ti dico che lo uso neppure te ne accorgi!
Io penso che sia soltanto una questione di abitudine mentale: il 90% dei pianisti non lo usa e basta, non si è mai neppure domandato se potrebbe!
  

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Pepe
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #50 - 15. May 2006 at 22:30
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Ma cosa c'entrano i trucchi?  Cheesy
Usare il tonale è un trucco?
Ma dai  Cheesy Cheesy
Credo anche io che siano in pochi ad usarlo, semplicemente perchè o non ci hanno mai pensato o perchè non sanno proprio dove mettere.. i piedi  Cheesy
  
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Mephistofele
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #51 - 16. May 2006 at 11:59
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Come si farebbe a suonare l'"Eroica" di Liszt senza il tonale ?
Macchè trucco...

Radu ha ragione su quel esempio ma ci sono tantissimi.
Quello a cui avevo fatto riferimento sull op. 10 nro. 3 è eclatante. Naturalmente ci vuole un sincronismo col piede notevole.
Ma attenzione che il pedale tonale si usa col sinistro (nella stragrande maggioranza dei casi) al contrario del piede destro che si usa per il  freno in automobile.
Conoscevo un pianista che si era costruito un piccolo supporto d'allungamento per usare contemporaneamente il pedale di "una corda" col tonale. Se non si ha un bel piede grande o una scarpa leggermente larga non è facile l'uso dei due pedali contemporanei.

ROTFL
  

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Pepe
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #52 - 12. Jan 2007 at 23:53
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Io vi devo dire che faccio davvero molta fatica a capire le motivazioni che spingono studiosi, docenti, concertisti e musicisti a continuare a pensare al passato o meglio, ai pianoforti del passato.
Siamo sempre alle solite, perchè non usare tutti i mezzi che i pianoforti moderni ci mettono a disposizione, cercando sempre e comunque di mantenersi il più vicini possibili allo stile e all' epoca delle composizioni che si eseguono?


  
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krismik
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W la Musica

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #53 - 14. Jan 2007 at 12:54
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Mamma mia! Per me il pedale di un pianista è la lancetta che indica a che livello conosci e sai suonare un pezzo. Tutto il tuo mondo interiore insieme a tutta la tua conoscenza alla fine sono lì, sul pedale... E ognuno pedalizza a modo suo, per fortuna! E' una delle caratteristiche peculiari che debba avere un pianista. Una scelta consapevole e soprattutto che non vada a scapito dello stile del compositore, questo sì...
Per l'allievo che è alla ricerca veloce della soluzione si può dare la ricetta pronta, ma la stessa cambierà appena il pezzo suonerà meglio...
  
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Mephistofele
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Il pianista sul lago

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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #54 - 14. Jan 2007 at 14:48
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Il pedale, anzi "i pedali" che oggi possono arrivare anche a quattro, sono elementi indispensabili ed inscindibili nella conoscenza del pianoforte già a partire dai primi corsi.
Una volta mi trovai una allieva appena entrata più o meno al sesto o settimo corso e non usava affatto il pedale. Quando chiesi spiegazioni mi disse: ma a me mai mi avevano fatto usare il pedale.  Cheesy

Perchè mai non si dovrebbe usare il pedale sin da "subito" ?
Ci vuole tanta pratica, orecchio e sensibilità oltre a uno studio completamente collegato con il modo di suonare con "le dita", altrimenti il pedale potrebbe essere un arma impropria.
Secondo me lo studio del pedale è una delle cose più importanti nel percorso di un pianista e come il suono (che da quello dipende in tante situazioni) si sviluppano durante tutta una vita.

Molto spesso mi capita di sentire la solita domanda da allievi: " ma qui lo devo mettere il pedale" ?   Cheesy Cheesy Cheesy o anzi, peggio "posso" ? o ancora "qui posso mettere il ped. della corda" ?  al chè io un po' a mo' di scherzo, mi dirigo verso la porta dell'aula ed esco per 10 secondi per poi rientrare e contemplare le risate generali.



Wink Wink Wink Wink
  

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Rapsodia
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Re: Pedale si / pedale no: dove quando perchè?
Reply #55 - 15. Jan 2007 at 23:48
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Io prima di un annetto e mezzo a questa parte, il pedale lo avevo sempre messo ad orecchio. Mai avute indicazioni dal Maestro. Cambia l'armonia? schiaffo il pedale. In un secondo momento prestavo attenzione alla pedalizzazione scritta dal compositore che era la stessa grosso modo suggerita dall'orecchio. Solo negli ultimi tempi mi rendo conto di quanto sia importante uno studio separato del pedale. Poi volevo fare una domanda circa la pedalizzazione in Debussy. E' mai possibile che ad esami e concorsi ho sempre, dico sempre, sentito fare storie sulla controversia interpretativa circa i pedali nei pezzi di questo autore? Non riguarda la mia esperienza, ma ho assistito ad un ottavo e un diploma nel quale i commissari hanno discusso animatamente per piu' ore unicamente per questo aspetto, rimandando la prova dell'ottavo e facendo scendere vertiginosamente il voto del diploma nell'altro caso. Mi chiedo: cosa abbia di cosi' strano il pedale in Debussy?
  
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Rapsodia
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Sul Pedale dal 1800 in poi.
Reply #56 - 07. Aug 2007 at 22:06
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Mi piacerebbe tantissimo sapere in che modo e perchè cambia la pedalizzazione grosso modo a partire da quest'epoca. (Cioè se qualcuno avesse voglia, mi interesserebbe anche l'epoca precedente, ma ho scelto questa perchè piu' vicina al repertorio che sto studiando) O meglio, a parte le ragioni prime legate alle caratteristiche dello strumento, mi chiedo in base a quale criterio ad esempio, Chopin pedalizzava in un modo e Scriabin in un altro? Brahms in un altro ancora e Debussy non ne parliamo proprio?  Le ragioni sono legate principalmente all'epoca storica, al carattere delle forme musicali, alla tipologia del compositore o piu' "semplicemente" alle esigenze acutistiche di spazi che cambiano? Inoltre, c'è una relazione stabilita legata alla modalità di cambio pedale? mi riferisco strettamente al modo col quale si cambia. Se si perchè? Scusate forse la banalità della domanda ma non mi ci raccapezzo sulle motivazioni reali. Se puo' essere d'aiuto magari, si potrebbe fare qualche esempio tratto dalla letteratura: che so..Ballate di Chopin, Sonate di Scriabin, Cicli Brahmsiani, Preludi di Debussy...

Grazie a voi Smiley
  
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Lo studio del Pedale
Reply #57 - 28. Jun 2008 at 12:03
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Mi accorgo negli anni che uno dei maggiori problemi di un pianista sta nell'uso sapiente del pedale. Voi come pedalizzate? Avete la stessa sensazione che sia un elemento difficilissimo da inquadrare? Avete consigli su come pedalizzare bene? Per es uno studio che favorisce le mani separate puo' aiutare a pedalizzare bene?
  
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Lalita
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Re: Lo studio del Pedale
Reply #58 - 30. Jun 2008 at 19:43
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Non credo che sia un elemento difficilissimo da inquadrare, come tu sostieni. E' forse più difficile incontrare Maestri sapienti nell'uso del pedale, che sappiano correggere mancanze dovute a scarse attenzioni. Per mia esperienza posso raccontare che ho conosciuto molti giovani bravi, impostati molto bene da Maestri di conservatorio o privati, bene tecnicamente, solidi, ma carenti per quanto riguarda l'uso del pedale. Molto spesso pedali non curati e non insegnati. A mio avviso è bene iniziare da subito, fin dalle prime lezioni nei primissimi corsi a prestare attenzione al risultato sonoro che il pedale comporta e l'uso del pedale deve crescere parallelamente alla tecnica ed espressività. I primi pedali saranno semplici, sincopati o simultanei a seconda dei casi, per poi passare gradualmente a modi più sofisticati di usare i pedali. Diventerà una questione d'orecchio e sarà lui a guidare nelle scelte appropriate.
  
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Acortot
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Re: Lo studio del Pedale
Reply #59 - 30. Jun 2008 at 20:45
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Per me l'uso del pedale è una cosa completamente istintiva e di gusto.

come qualsiasi arte, la cosa migliore e di ascoltare SOLO GLI ARTISTI PIU BRAVI (nessun altro please) all'inizio, e copiare loro per capire e sentire il perche..

se un compositore ha scritto il pedale in un certo modo, bisogna scavare il manoscritto e cercare di capire il perche, tenendo in mente i strumenti dell' epoca.

infatti una delle regole base per i musicisti che vogliono parlare fluentemente la lingua della musica e di ascoltare solo chi la parla perfettamente..

questa è una cosa che spesso differenzia i bravi da i bravissimi..

pensate che bello tornare indietro nel tempo ed avere una serie di lezioni private con Liszt, oppure sentirlo suonare dal vivo..

quanti dubbi si scoglierebbero, quante verità si manifesterebbero! Smiley
  
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