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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Consigli di Studio di Michele Marvulli. (Read 58464 times)
paola fasola
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W Pianoforum!

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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #100 - 21. May 2012 at 10:16
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Buongiorno a tutti, interessantissime le considerazioni del M° Marvulli riguardo i salti della Kreutzer! Stavo pensando che se noi ci "appoggiassimo" (accidenti, più facile a mostrarsi che a scriversi) sulle due note (Do-La) precedenti il salto di 2 ottave , potremmo usufruire di uno slancio che senza fatica ci porterebbe al La basso. Rimarrebbe solo il problema di "centrare il bersaglio"! Un appoggio, beninteso, che non ha niente a che fare con un incremento dinamico....Spesso invece, per timore di "sbagliare", arrivati in quel punto e/o  passi simili, ci tendiamo, irrigidiamo, togliendo invece quel pò di, peso, di appoggio, necessari alla soluzione del passaggio.
  
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Michele Marvulli
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #101 - 21. May 2012 at 19:44
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VELOCIZZARE LE TERZE

Riprendendo in esame dal topic precedente (compositori scomposti) il problema che analizzava “le difese del subconscio” devo dire che uno dei settori della tecnica in cui queste sono maggiormente insorgenti è proprio quello che riguarda le note doppie, le terze o le seste, usate per lo più in forma di scale (ascendenti o discendenti).
Nel forum se n’è scritto ultimamente con gran vivacità e con viva partecipazione di utenti; né sono mancati suggerimenti vari per tipologia. Ovviamente adesso sarebbe troppo lungo, per me che scrivo, elencarli tutti, per cui mi limiterò a prendere in considerazione solo quegli elementi necessari al superamento di problemi di ordine meccanico. Uno, fra tutti, rivolto soprattutto alle divergenze d’idee in merito alla diteggiatura più funzionale per la realizzazione delle scale suddette.

Occorre, prima di tutto, una netta distinzione tra scale diatoniche e scale cromatiche (per il momento parliamo soltanto di scale).

Per quello che riguarda le scale diatoniche non possono sussistere dubbi sulla corretta diteggiatura che, nell’ambito di un’ottava, è la seguente:

3 4 5 - 2 3 4 5 – 3  
1 2 3 - 1 1 2 3 – 1

La formula-base, generalmente adottata per le tonalità di do, sol, re, la, mi maggiore e relative minori, può iniziare anche da un punto diverso, in funzione della tonalità; con ciò è possibile evitare che il primo dito caschi su un tasto nero.



E’ facile notare che il sistema si basa su sette posizioni suddivise in due gruppi, uno di tre, l’altro di quattro, ai quali poi va aggiunta ancora una posizione, che rappresenta l’inizio di una seconda ottava.
Osserviamo adesso un po’ più da vicino la formula; è facile notare, così, che ogni dito ha una diversa funzione nell’ambito delle otto posizioni programmate e precisamente:
1 – il 4° e il 5° suonano solo due volte.
2 -  il 2° suona tre volte.
3 – il 1° quattro volte.
4 – Il 3° addirittura cinque volte! Cinque presenze in otto posizioni. Com’è possibile?

Al nostro subconscio (o cervello), sempre in agguato, il problema non interessa; il terzo dito lavora troppo; va protetto assolutamente, eliminando il pericolo! E in meno che non si dica – more solito – prende la drastica decisione: tutte ciò che dà fastidio alla rapidità di spostamento della mano, va eliminato…

Molto spesso infatti, sedendo in commissioni di esami in Conservatorio, ho ascoltato una scala per doppie terze, presente nella prova di cultura agli esami di Compimento
Medio del vecchio ordinamento, eseguita come è indicato nell’esempio seguente:
Nel frangente il male peggiore, purtroppo, era che l’errore passava indisturbato, senza che nessuno dei colleghi, distratti o poco attenti, lo rilevasse…



Ma torniamo ora alla nostra analisi, ripartendo dalla formula-base, con la linea retta che separa i suoni superiori da quelli inferiori;

3 4 5 - 2 3 4 5 – 3  
1 2 3 - 1 1 2 3 – 1

E’ facile notare che, in virtù della sua centralità, il dito medio è impiegato nel sistema con il doppio compito di realizzare sia la parte superiore della posizione, sia quella inferiore. Infatti  lo troviamo presente tre volte sopra la linea e due volte sotto. Da ciò si rileva che i punti critici di questa diteggiatura vanno ricercati nel passaggio da uno all’altro gruppo, ovvero tra la terza e quarta posizione e tra la settima e l’ottava. Quest’ultima, infine, rappresenta la punta dell’iceberg! Si osservi con attenzione la posizione del dito medio che, dopo aver percosso la parte inferiore di una posizione, dovrà spostarsi il più rapidamente possibile per andare a percuoterne una superiore,
Questo comporterà uno sbilanciamento totale della mano con conseguenze imprevedibili. Come porvi rimedio? E’ mio parere che, ancora una volta, lo studio lento di qualcosa che dovrà essere eseguito veloce non solo è inutile ma addirittura controproducente. Converrà, invece, abituarsi a velocizzare le posizioni partendo dal salto incriminato e usando la stessa diteggiatura che useremo in velocità. L’esempio seguente mostra nei particolari come sviluppare la progressione, aggiungendo via via una posizione.


     
CONTINUA
  
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Novellina
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #102 - 21. May 2012 at 20:34
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Molto interessante Maestro, grazie! Che peccato (e che tristezza) non riuscire a sedersi sullo sgabello del pf nemmeno un minuto per sperimentare di persona  Sad
  

"Tu sai che differenza c'è fra scolastico e artistico? Questa: lo scolastico è dell'alunno che esegue il legato, lo staccato e tutte le note, l'artistico, invece, è della persona che vive ciò che sta facendo." (V. Scaramuzza)
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volodya
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #103 - 21. May 2012 at 21:46
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Questi consigli sono oro colato per chiunque sappia farne buon uso!

Grazie Maestro!
  

Abbiamo già fatto otto ore sindacali! Siamo stanchi di lavorare come delle bestie!
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♫ Arabesque ♪
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #104 - 22. May 2012 at 06:36
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Grazie Maestrissimo! Non vedo l'ora di poterli sperimentare anch'io!
  
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Bluedress
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Emanuela

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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #105 - 22. May 2012 at 06:59
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Maestro!!!  Smiley

Per me è ancora tutta fantascienza ma stampo tutto, metto da parte in attesa che venga il mio "momento"!  Wink
  

Emanuela
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ivanricciardi
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #106 - 22. May 2012 at 07:35
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Bellissima lezione Maestro  Smiley
Le note doppie sono un tasto dolente per tutti (a meno di essere il nuovo Clementi!!!).
Adesso magari una bella lezioncina sulle note ribattute???!!!!!!  Roll Eyes
  

"Non studiare soltanto "meccanicamente". Sovente la difficoltà non risiede nelle note, ma nel colore del suono o nel dinamismo ... Tutto è possibile sul pianoforte, persino ciò che a prima vista pare impossibile. Basta lavorare con intelligenza." (Ferruccio Busoni)
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Filippo Balducci
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W Pianoforum!

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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #107 - 27. May 2012 at 17:43
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Un affettuoso saluto al caro Maestro Marvulli con cui ho studiato nel 1987. Smiley
  
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pianozero
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #108 - 25. Dec 2013 at 11:02
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staff wrote on 12. Jan 2009 at 10:45:
Adesso, con un breve esempio, proviamo a mettere in pratica tutto quanto ho scritto in precedenza, analizzando le prime misure del Preludio n°4 dall’opera 28 di F. Chopin; un  brano, in verità, considerato facile (sic!).
Credo sia abbastanza evidente per tutti osservare che la parte affidata alla mano destra, presa separatamente, appare come una semplice melodia, priva d’ogni significato; anzi, si può definire addirittura banale. Sostenuta opportunamente dal contesto armonico che figura alla sola mano sinistra, invece, s’illumina e s’effonde in tutta la sua incomparabile bellezza; è un canto triste, struggente, che arriva a momenti di disperazione totale, per finire nel nulla, quasi ultimo sospiro di morte! E questo succede soltanto in poche misure.
Tutto il gioco, quindi, tutta la linfa vitale del brano scaturisce da una complessa serie di accentuazioni presenti nel procedimento armonico della mano sinistra. Osserviamolo insieme, da vicino. Per mettere bene a fuoco ogni particolare del disegno è preferibile schematizzarlo, riscrivendolo nel modo seguente:


1 - I numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 indicano un inizio d’appoggiatura.
2 - Le legature di portamento collegano ogni appoggiatura alla sua risoluzione.
3 - In ognuno di questi casi è d’obbligo una dissolvenza di volume; così:
Ma questa non è che una parte; nel frammento citato esistono ancora altri particolari non meno importanti, che vanno sommati a quelli già analizzati:

     
I numeri racchiusi in un circoletto evidenziano l’esistenza d’altre situazioni che necessitano d’essere sottolineate ed accentate espressivamente:

1 – Ai numeri 12 e 14: presenza dissonanze!
2 – Al numero 13: alterazione provvisoria = modulazione!

Ma se ciò è vero – e indubbiamente lo è – ai punti 12, 13 e 14 ci troveremo in gran difficoltà: il calo di volume, obbligatorio per la risoluzione d’appoggiatura, coincide con l’accento espressivo necessario alla dissonanza o la modulazione. Come fare a crescere e diminuire in contemporanea? Niente paura! Quella che chiamo scherzosamente la suggestione d’ascolto ci verrà incontro, per nostra fortuna. Infatti, adopreremo il calo di volume per la risoluzione d’appoggiatura e l’allungamento temporale per la dissonanza e la modulazione. Così:

(N.B. Il segno V indica il punto dell’allungamento temporale).

Credete risolto ogni problema? Neanche per sogno! L’uso delle forcelle, infatti, produrrà un affievolirsi progressivo del suono, fino al suo totale spegnimento, se non vi apportiamo alcun correttivo. In altre parole, è indispensabile trovare dei punti neutri nei quali riprendere quota, aumentando gradatamente (e quasi impercettibilmente) il volume sonoro; i migliori sembrano, a mio parere, quelli che precedono un’accentuazione o un allungamento temporale. La scrittura in quartine di ottavi ci viene in aiuto e il risultato potrebbe essere - grosso modo - così:

Naturalmente, per rendere ben visibili questi segni dinamici mi vedo costretto a scriverli in grande; in realtà la loro quantità va intesa come differenza quasi microscopica, tanto microscopica che solo l’esecutore dovrà essere in grado di rilevarla. E chi ascolta? I professionisti esperti capiranno subito di che si tratta, i meno esperti si limiteranno ad osservare: “C’è qualcosa di magico in questo suono, non riesco a capire cosa sia, comunque è molto bello”.

A questo punto mi aspetto la domanda:
- Come diavolo si fa a realizzare un crescendo e un diminuendo nello stesso momento e, soprattutto, con una sola mano?
Risposta:
- L’indipendenza delle dita – che vedo sbandierata a destra e a manca con gran disinvoltura – cosa credete che sia? Solamente la capaci tà di alzare un dito, mentre un altro si abbassa? Questo credete? Troppo facile! Indipendenza delle dita, per me, ha un significato assoluto: poter fare qualsiasi cosa, anche usando meccanismi diversi, nello stesso momento. Come? Ve lo dico la prossima volta.

CONTINUA



ma questo argomento così interessante per me che sto affrontando questo preludio è poi rimasto incompiuto proprio sul più bello ?


La prego Maestro Marvulli lo continui !!

  
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Michele Marvulli
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #109 - 25. Dec 2013 at 11:41
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Ho notato che su pianoforum alcune immagini di esempi sono andate perdute. Al loro posto figurano solo delle crocette, per un malfunzionamento di imageshack. I miei consigli di studio completi di immagini li potete trovare nel mio sito: http://www.michelemarvulli.com/scritti/15-scritti/consigli-di-studio.html
a breve completerò e pubblicherò nel mio sito l'analisi di quello splendido e difficilissimo preludio oltre al tema dell'indipendenza delle dita. Buon Natale a Cassiopea e a tutti voi!
  
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pianozero
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #110 - 25. Dec 2013 at 20:42
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Michele Marvulli wrote on 25. Dec 2013 at 11:41:
Ho notato che su pianoforum alcune immagini di esempi sono andate perdute. Al loro posto figurano solo delle crocette, per un malfunzionamento di imageshack. I miei consigli di studio completi di immagini li potete trovare nel mio sito: http://www.michelemarvulli.com/scritti/15-scritti/consigli-di-studio.html
a breve completerò e pubblicherò nel mio sito l'analisi di quello splendido e difficilissimo preludio oltre al tema dell'indipendenza delle dita. Buon Natale a Cassiopea e a tutti voi!


Grazie! rimango in attesa.

Il sito indicato naturalmente è andato tra i "preferiti".
  
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Gabri_BT
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Re: Consigli di Studio di Michele Marvulli.
Reply #111 - 08. Dec 2015 at 20:15
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Ecco qua  Smiley

per la gioia di molti pianoforummini la versione aggiornata e revisionata:


I  Consigli di Studio  su tecnica pianistica e interpretazione musicale
  
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