Sticky Topic Parametri regolabili del suono (Intro) - Inviluppo (Read 7921 times)
Ray
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Parametri regolabili del suono (Intro) - Inviluppo
18. Mar 2008 at 20:00
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Il sintetizzatore, nel suo aspetto esterno, presenta una serie di parametri, ciascuno relativo a una singola caratteristica del timbro, e la possibilità per ciascun parametro di impostare il suo valore da un minimo a un massimo.

Quindi per creare un certo timbro, bisogna sapere quali parametri regolare e a che valore regolarli
I parametri regolabili del suono, nei moderni sintetizzatori, sono numerosi, e infinite sono le possibili combinazioni.


INVILUPPO. L'inviluppo è l'andamento del volume del suono, dal momento in cui è provocato fino al momento in cui il soggetto smette di agire sullo strumento.

Ogni strumento, e il relativo andamento del volume del suono, rientra nel settaggio di questi parametri.


I parametri dell'inviluppo sono:

- Attacco (Attack): determina la velocità/lentezza con cui il suono, una volta abbassato il tasto, cresce fino al suo volume massimo. (il pianoforte per es non ha questo crescendo, il volume è già massimo)

- Decadimento (Decadimento): (tenendo premuto il tasto) determina la velocità/lentezza con cui il suono, una volta raggiunto il volume massimo, decresce.

- Sostenimento (Sustain): fino a quanto il suono decresce? fino a Zero o fino a un certo volume fisso? Il Sustain allora determina il VOLUME che il suono ha alla fine della fase di decadimento. (infatti non è detto che il suono diminuisca fino a zero)

- Rilascio (Release): determina la quantità residua del suono una volta rilasciato il tasto.

NB I primi tre agiscono quando il tasto rimane premuto, solo il Release agisce quando viene rilasciato il tasto.


Ciascuno dei 4 parametri va dal valore 0 al valore Massimo.
Esempi.
Attacco: es, velocità massima: il suono raggiunge immediatamente il volume massimo, appena abbassato il tasto. (es. pianoforte)
Decay: es, velocità bassa: il suono, raggiunto il volume massimo, diminuisce molto lentamente (es. pianoforte)
Sustain: es, volume 0: il decay (diminuzione del volume) arriva fino al volume 0.   Es, volume medio: la diminuzione arriva fino a un volume medio e il suono non scompare; finché il tasto è abbassato il suono continua a quel volume medio fisso.
Release: es, valore 0: appena lasciato il tasto, il suono cessa.   Es, valore medio: il suono dura ancora un pò dopo aver lasciato il tasto.

L'INVILUPPO DEL PIANOFORTE.
Attack: max. Il suono raggiunge immediatamente il volume massimo, appena abbassato il tasto. Non c'è NESSUN CRESCENDO.
Decay: lento. Tenendo premuto il tasto il suono non rimane costante bensì decresce lentamente.
Sustain: valore 0. (Fino a che punto diminuisce il decay). Il suono diminuisce fino al volume 0; infatti dopo qualche secondo, pur tenendo premuto il tasto, il suono cessa.
Release: valore 0. Rilasciato il tasto, il suono cessa immediatamente (eccettuati il riverbero del luogo e l'utilizzo del pedale)


Tutto questo è perfino ovvio relativamente al pianoforte, ma pensiamo a cosa succede se variamo il valore di uno di questi 4 parametri.
Provate a immaginare un inviluppo di pianoforte modificato in modo che cambi magari l'attack: attack lento (il suono non raggiunge il volume massimo immediatamente, bensì c'è un crescendo) oppure sustain a un valore medio, ecc.
Nonostante il timbro rimanga identico, non lo riconosceremmo come pianoforte.

Questo lo si può fare con ogni strumento, e si nota come il passaggio (tramite la modifica) da uno strumento ad un altro (magari molto diverso) non è dato da altro che dalla semplice variazione dell'attack (per es), senza variare la timbrica.



Ora si può capire cosa significhi dire che il sintetizzatore vede il suono di uno strumento non per se stesso ma in quanto modificato dal suono di un altro strumento. E questo lo distingue dalle altre tastiere, che hanno i suoni dei vari strumenti già tutti divisi e separati in quanto campionati e non modificabili.
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Ray
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Invil
Reply #1 - 18. Mar 2008 at 21:13
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A grandi linee, questo è tutto (su questa prima parte)
Potete scrivere qualsiasi cosa, domande, dubbi, critiche..
  
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Beps...
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Invil
Reply #2 - 29. Mar 2008 at 20:35
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spettacolare...! crei una guida per l'uso dei synth?! aspetterò ansiosamente le prossime puntate!
  
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Ray
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Invil
Reply #3 - 30. Mar 2008 at 23:27
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Felice che ti piaccia! Grazie!
Sì, il mio intento è sfatare alcuni miti che considerano erroneamente il sintetizzatore uno strumento troppo elettrico e finto, per mostrarlo anzi dal suo lato più acustico: nasce infatti basandosi sulle leggi della acustica (unite poi a quelle degli algoritmi matematici); i filtri, gli oscillatori, le meccaniche erano vere, non simulate, un filtro aumentava (o dimunuiva) veramente la banda di frequenza del suono, tramite un movimento meccanico reale.
Elettrica è l'alimentazione. Come se la meccanica del pianoforte con martelletti e quant'altro funzionasse e si potesse muovere solo dopo avergli dato un pò di corrente. Lo so, non è del tutto acustico, ma sicuramente molto di più di quanto si creda. La meccanica è reale.

Che il sintetizzatore sia in grado di riprodurre qualsiasi timbro non va visto come un tentativo mal riuscito di simulazione degli strumenti acustici, non è quello l'intento: semplicemente questa è una sua caratteristica innata, nasce come uno strumento generale, con la disponibilità di parametri in grado di agire su ogni caratteristica del timbroi, regolarla a un certo valore e combinare in infiniti modi le numerose caratteristiche del suono e le loro eventuali e varie regolazioni. Perciò se ne può trarre il suo lato più acustico, il suo lato legato alla conoscenza delle caratteristiche dei timbri dei vari strumenti acustici.

Combinare insieme certe regolazioni dei valori delle caratteristiche (andamento del volume [attacco-decadimento-volume finale-volume dopo il rilascio], velocità d'oscillazione, regolazione del filtro delle frequenze, quantità di aftertouch, forma d'onda, grado di portamento da una nota all'altra, scelta fra polifonia e monofonia, ecc.) determina come risultato un determinato timbro, un determinato Strumento.
Il pianoforte (nell'analisi, s'intende), se dovessimo analizzarlo in termini di paramentri, è un timbro risultato dalla combinazione di determinati e ben precisi valori di inviluppo [attacco max -decadimento lento -volume finale zero -volume dopo il rilascio zero], polifonia sì, durata del suono media, filtro di frequenze ecc..
Il sintetizzatore è tutti gli strumenti e allo stesso tempo nessuno, si parte da 0 e i valori li decidiamo noi, e le combinazioni sono infinite.

Era talmente analogico che per far uscire il suono (altrimenti non usciva) non bastava regolare tutte le caratteristiche ad un certo valore ma bisognava anche mettere i moduli (ciascun modulo riguardava una caratteristica) in un preciso ordine fisico (collegati da fili), per esempio prima va messo il modulo riguardante oscillatore e forma d'onda (l'origine del suono) e dopo quello del filtro (fa passare solo alcune frequenze del suono generato), e non viceversa.
Più fisico di così!

PS questo era il synth modulare (perché composto dai cosiddetti moduli da mettere in ordine, separati da scocche ben visibili)
http://www.arbiter.co.uk/arturia/products/images/mmv2_3d.jpg
  
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ServoInFuga
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Invil
Reply #4 - 14. Jun 2008 at 07:44
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Ciao!

Mi piace molto questo post e il tuo tentativo di evidenziare le potenzialita' espressive di un buon sintetizzatore, strumento, a mio parere, con sua piena dignita', nonostante spesso "snobbato"in quanto "elettronico"
( poi si finisce ad ascoltare Varése con onde.-martenot e sirene ... e vabbe' ... )

Lungi da me fare il professore ma secondo me c'è un aspetto errato nella tua descrizione, in particolare nell'esempio dell' ADSR relativo ad un pianoforte.

Mi spiego, quello che hai descritto piu' che un piano e' un organetto in una camera anecoica!

La funzionalita' dell'ADSR e' di riprodurre i parametri di inviluppo relativi ad uno strumento nel suo complesso acustico, non solo nella meccanica. Quindi un pianoforte avra', ad esempio, un tempo di Attacco molto breve ma non nullo (spesso esponenziale piuttosto che lineare) in quanto, se da una parte e' vero che il suono viene prodotto al suo massimo volume non appena il martelletto colpisce la corda, dall'altra e' anche vero che la propagazione della vibrazione sulla stessa e nella cassa armonica del piano fa si che noi non lo percepiamo come "immediato". La differenza e' di qualche frazione di secondo (~50-60 ms) ma ti assicuro che nel programmare un suono piano-like e' essenziale.

Per quanto riguarda il tempo di rilascio inoltre esso e' tutt'altro che nullo!
Al rilascio del tasto di un pianoforte, per quanto sia efficiente e rapida l'azione dello smorzatore, il suono continua a propagarsi anche per quasi un secondo! Un suono piano-like programmato con Release time nullo suona veramente molto molto sintetico e irreale!
Per la verita' il tempo di Release, nella buona pratica della programmazione, non viene MAI impostato a zero a meno di non voler ottenere effetti particolari di "troncamento" o di utilizzare, in combinazione al synth, moduli di riverberazione dedicati.

Spero di essere stato utile!

Ciao ciao!
  
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Invil
Reply #5 - 15. Jun 2008 at 06:10
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Il tuo intervento è correttissimo ma parte da un punto inverso a quello che considero io. Tu parti dal sintetizzatore per arrivare al piano ma l'intento mio non era quello di 'come regolare l'inviluppo per ottenere un pianoforte': io parto dal punto di vista del pianoforte, cioè la domanda è: "che esempio di combinazione ADSR è il pianoforte?"; quando parlo di inviluppo parlo del suo inviluppo naturale, che nessuno gli ha programmato, ma che è semplicemente una razionalizzazione di quelle che sono le sue caratteristiche meccaniche. Per iniziare a ragionare cosi, e per vedere gli strumenti per quello che sono e anche per quello che sarebbero potuti essere se avessero avuto caratteristiche fisiche diverse e quindi diversi valori ipotetici di parametri (esempio malandatissimo, un violino sarebbe una chitarra se solo avesse un attack più tot e un decay più tot ecc...), bisogna ricollegare caratteristiche fisiche a valori che rendano l'idea: martelletto->attacco praticamente immediato; corda libera se tasto rimane premuto->decay presente; il volume del suono dopo che il tasto rimane premuto per qualche secondo è zero->sustain zero; il volume del suono ogni volta che il tasto è rilasciato è zero->release zero.
In questo modo si rende l'idea, poi la programmazione vera è un'altra cosa e in quei millisecondi in più di cui parlavi giustamente sono fondamentali i riverberi, ma non intendevo vederla in questo modo perché l'intento era aprire una finestra su questo ambito semplicemente a livello concettuale e di analisi, non di programmazione. ma non è detto che si debba fare per forza dal punto di partenza che intendevo io! ben vengano interventi cosi!
  
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ServoInFuga
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Invil
Reply #6 - 15. Jun 2008 at 09:30
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Ottimo!

Due punti di vista entrambi validi sullo stesso argomento!

Beh, saro' felice di rispondere a ulteriori post in futuro.

Ciao a tutti!
  
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Re: Parametri regolabili del suono -Parte I: Inviluppo
Reply #7 - 03. Mar 2010 at 10:43
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Re: Parametri regolabili del suono (Intro) - Inviluppo
Reply #8 - 15. Dec 2011 at 00:03
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