Hot Topic (More than 10 Replies) Intervista a PIERO RATTALINO (Read 21299 times)
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Intervista a PIERO RATTALINO
14. Jul 2008 at 07:45
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Maestro, lei ha insegnato la storia del pianoforte a tutti i pianisti italiani, e oggi quello che dice fa tendenza. Sente il peso della responsabilità quando esprime un giudizio o un'opinione?


Ho sempre cercato di argomentare le mie valutazioni, e di farle
responsabilmente. Spero che ciò che dico e scrivo, più che "fare
tendenza", metta qualche pulce nell'orecchio del mio pubblico.


Probabilmente nessuno sa più cose di lei, però chi la conosce dice che lei mette al primo posto la comunicativa e la funzionalità dell'esecuzione in concerto. E' sempre stato così o il suo atteggiamento è mutato col tempo.

Ho mutato atteggiamento da quando, quasi quarant'anni or sono, ho
cominciato a fare il direttore artistico negli enti lirici. Oggi penso
che chi non pone al centro dei suoi interessi la comunicazione soffre di
una sindrome di autoannientamento.


I pianisti di oggi sono più colti di quelli del passato o sono solo più nozionisti.

Per fare pochi esempi, Busoni, Cortot, Arrau, Richter erano, Brendel
è una persona coltissima. Ci sono stati e ci sono - non li citerò -
grandi pianisti poco colti. La riuscita non dipende dalla sola cultura
ma da un insieme molto sfaccettato di fattori diversi, a partire, come
sosteneva Busoni, dal più importante, che è la conoscenza della vita.
Oggi, più che la cultura o il nozionismo, fa spesso difetto, secondo me,
la conoscenza del mondo, del dolore e della gioia, dell'"umano".


A volte più si approfondisce la conoscenza storica e filosofica di un brano, e più si sente il bisogno di liberarsi dal segno per arrivare ad una vera interpretazione. Ma allora secondo lei un vero talento condito con tanto buon gusto e fantasia potrebbe sopperire a una vita di ricerche storiche?

L'interpretazione è una questione di coscienza: bisogna agire come
detta la coscienza, e saper assumere rischi anche mortali.


continua
  
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #1 - 14. Jul 2008 at 07:48
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Da cosa dipende principalmente secondo lei questa crisi della nostra musica? Il nuovo linguaggio musicale, ermetico ed elitario, ha avuto un peso in questo allontanamento del pubblico?

L'evoluzione del linguaggio, nelle sue formulazioni più radicali, è
diventato progressivamente sempre più autorefenziale. Ma quel linguaggio
- e di ciò non ci si rende generalmente conto - ha avuto ripercussioni
anche sullo stile di esecuzione delle musiche del passato. Oggi esiste
secondo me un problema di postmoderno nell'interpretazione, così come è
esistito, in un recente passato, nella creazione.


Oggi ci sono dei nuovi grandi pianisti o solo delle grandi operazioni di marketing? Vede un ricambio generazionale degno dei grandi pianisti del passato?

Le operazioni di marketing vengono fatte sì, ma non su chiunque:
solo su chi, presumibilmente, può interessare al pubblico. Kissin,
Andsnes, Mustonen, Lang Lang possono piacere o no ai chierici, ma hanno
qualcosa da dire al "volgo".



Spesso si parla di concorsi e se ne dicono di cotte e di crude. C'è qualche strada alternativa secondo lei?

Premesso che la funzione dei concorsi è pressoché esaurita, l'unica
alternativa che vedo è trovare chi è disposto ad investire in quella che
Lei chiama "operazione di marketing".


Un giovane senza "spalle coperte" oggi ce la può fare?

Vedi la risposta precedente.

Il mondo del pianoforte così come lo conosciamo e lo concepiamo noi durerà ancora o siamo arrivati al capolinea?

Siamo al capolinea. Ma i capolinea sono sempre due. Esiste la strada
del ritorno, dopo quella dell'andata.



A cosa servono più di milleduecento cattedre di pianoforte in un Paese in cui la musica è trattata come fanalino di coda della cultura?

Dovrebbero servire a formare un esercito di praticanti (quelli che
una volta si chiamavano dilettanti, termine che oggi fa orrore), di
praticanti che suonano a casa e vanno ai concerti.



E ora qualcosa di personale. Lei incute soggezione a molti, ma chi la conosce parla di una persona estremamente cordiale e gradevole. Come mai questa contraddizione?

Mi fanno difetto le qualità della mamma (o della chioccia) e mi
ripugna dare corda alle illusioni, mentre mi piace incoraggiare le
speranze fondate.



Legge pianoforum? Se sì cosa ne pensa? Ha qualche suggerimento per migliorarci?

No, è molto difficile per me trovare il tempo. Cercherò in futuro
di fare qualche fioretto.



FINE


un ringraziamento particolare al M° Daniel Rivera per aver fatto da collegamento tra Pianoforum e il M° Rattalino.
  
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duke
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #2 - 16. Dec 2011 at 14:42
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Quando ho letto questa intervista mi è arrivato fortissimo un flash del passato…

Correva l’anno scolastico ‘87/’88, ero studente in pianoforte principale al Conservatorio di Milano, aula 208, ed era anche l’anno dell’ esame di V corso. Alla fine dell’ anno ci comunicarono la notizia. Rattalino era in commissione!!
Era una delle peggiori notizie che ci potesse giungere; il Maestro Rattalino era considerato da tutti gli studenti (e pure dai docenti…) assolutamente il peggior elemento che potesse capitare. Probabilmente la nomea non era del tutto immeritata, non era una leggenda…
Eravamo in tre della stessa classe a dover fare l’esame, sala 201, ovviamente terrorizzati,con le mani gelate e cercando di dissipare le nostre paure, ovviamente ottenendo l’effetto contrario.

Fui il primo ad entrare, nel primo pomeriggio; fortunatamente i pezzi ad estrazione che mi capitarono erano quelli che sapevo meglio!  Suonai ovviamente peggio di quanto sapessi fare in Privato (ma questo credo capiti alla maggior parte degli studenti), e terminato mi sentii come se avessi posato finalmente un enorme macigno.
Mentre raccoglievo i miei libri e mi accingevo ad uscire mi restava solo l’attesa del VOTO. Appena chiusa la prima delle due porte, mentre stavo aprendo l’altra,  non ricordo se mi attardai per qualche motivo ma sentii chiaramente la voce del Maestro Rattalino che disse testualmente:”questa gente non deve stare in Conservatorio!!”.

Io rimasi di sasso ed uscii mesto. E lo odiai.

Non ricordo se lo dissi subito alle mie compagne hce dovevano ancor sostenere l’esame, spero di no…

Alla fine presi 7 così come Aurora, mentre  Maria prese 9.
Per me fu un grande sollievo, in fondo non era male con Rattalino in commissione, ma quella frase continuò sempre a rimbalzarmi nella testa per parecchio tempo.


Ora dopo tanti anni, appena venuto a conoscenza di questo sito, leggo quest’intervista e quando sono arrivato a questa frase:

E ora qualcosa di personale. Lei incute soggezione a molti, ma chi la conosce parla di una persona estremamente cordiale e gradevole. Come mai questa contraddizione?

Mi fanno difetto le qualità della mamma (o della chioccia) e mi
ripugna dare corda alle illusioni, mentre mi piace incoraggiare le
speranze fondate.



ho capito.


Ho capito che non era il “cattivo” di cui si narrava, ma come ha benissimo spiegato, semplicemente non faceva la chioccia come alcune/alcuni insegnanti sovente fanno, cercando di proteggere il proprio alunno  anche quando bisognerebbe invece un po’ guardare in faccia alla realtà, ma esprimeva un dato di fatto.

Certo ci sono modi più eleganti di farlo; ed in realtà non so ancora se allora disse quella frase sperando di farsi sentire da me oppure la sentii per caso.

Rimane il fatto che nonostante avessi delle discrete qualità, sono certo io stesso che non erano abbastanza buone per stare in un posto così prestigioso.

Quindi Maestro, continui così, non dia delle inutili illusioni.

Però, se mi posso permettere, la prossima volta usi un po’ più di tatto o si assicuri che non la possano sentire… giusto per non gettare nella depressione quei soggetti di carattere più debole!


Ciao
Marco
  
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Antonioragni
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #3 - 03. Feb 2012 at 09:27
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Il Ratta ha colpito ancora, e stavolta in grande!  Wink

Mi è arrivata una newsletter che mi sembra particolarmente interessante: esce all'inizio di marzo la Guida alla musica pianistica di Piero Rattalino, dell'Editore Zecchini che ha pubblicato già un sacco di libri del Nostro.
Vi copio qualche info:

La Guida alla letteratura del pianoforte è impostata più come enciclopedia storica che come catalogo. I dati di catalogazione sono stati ridotti al minimo perché la pubblicazione intende rivolgersi soprattutto al pubblico degli appassionati, non degli esperti, e gli elementi di analisi tratti dalle circostanze storiche, dalle biografie, dalle descrizioni, dal linguaggio, dalle strutture, dalle strumentazioni, dalle drammaturgie riscontrabili nei diversi autori e nelle diverse composizioni vengono perciò utilizzati per una valutazione critica che riguarda sia l’aspetto artistico che l’aspetto sociologico delle musiche prese in esame. I compositori di cui si parla sono 109. Avrebbero potuto essere di più se l’Autore avesse dedicato meno spazio ai maggiori protagonisti, e avrebbero potuto essere di meno nel caso di una selezione più restrittiva. Sulla inclusione o sulla esclusione di questo o di quell’altro compositore si possono del tutto legittimamente esprimere le opinioni più disparate. Della scelta, che dipendeva essenzialmente dalla dimensione da dare al volume, né striminzita né esorbitante, è responsabile unicamente l’Autore, che si è mosso seguendo sia criteri oggettivi, indiscutibili, sia personali e soggettive e discutibili preferenze. Un ampio saggio di taglio sociologico precede le “voci” perché l’Autore ritiene importante che il lettore conosca almeno per grandi linee la storia dello strumento, la sua evoluzione tecnologica, la sua collocazione nel mondo musicale, e quindi il campo di possibilità concrete entro il quale si mossero e operarono in diversi momenti e in diverse circostanze i compositori. Vengono esaminate sia le composizioni per pianoforte solo che per pianoforte e orchestra poiché la contiguità fra i due campi è tale da aver consigliato di tenere unite, piuttosto che separate, le due trattazioni.

Comunque sul sito zecchini ci dovrebbe essere altro: io me la compro subito!!!
Ciao a tutti  Smiley
Antonio
  
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Acortot
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #4 - 14. Mar 2012 at 01:04
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Sono molto della stesse opinioni..  

Mi piace la risposta che associa l'annientamento con la mancanza di comunicazione etc.
  
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Acortot
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #5 - 14. Mar 2012 at 12:19
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Grande intervista!
  
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andreavezzoli
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #6 - 05. Apr 2012 at 13:22
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non trovo nulla di nuovo nelle risposte di Rattalino, e nulla di interessante, dice ciò che è ovvio...

I capolinea di cui parla sono sempre esistiti: il caplinea della dodecafonia, il capolinea delle avanguardie, il capolinea del minimalismo...
è ovvio che nessuna cosa potrà durare in eterno, nemmeno il concertismo cosi come è inteso oggi...

non trovo nelle risposte di Rattalino un tentativo di trovare delle soluzioni ai problemi, solo constatazioni.
Servirebbero invece soluzioni
  
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poppi
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #7 - 20. Aug 2013 at 20:53
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La saggezza del maestro, il suo senso spiccato dell'umorismo , il suo sapere e il modo che  ha di porgerlo mi hanno sempre aiutata nei momenti difficili. Ho avuto la fortuna di conoscerlo molto bene ed ora che la vita ci ha portato a vivere in città diverse, ricordo con nostalgia ed affetto il grande amico.
E' stato un piacere leggerlo qui.
Auguri Piero con grande e sincero affetto.
Wink
  
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Pippocamminadritto
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #8 - 10. Sep 2013 at 21:30
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grazie maestro!
  
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Pegasofly
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #9 - 11. Apr 2014 at 09:08
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duke wrote on 16. Dec 2011 at 14:42:
Quando ho letto questa intervista mi è arrivato fortissimo un flash del passato…

Correva l’anno scolastico ‘87/’88, ero studente in pianoforte principale al Conservatorio di Milano, aula 208, ed era anche l’anno dell’ esame di V corso. Alla fine dell’ anno ci comunicarono la notizia. Rattalino era in commissione!!
Era una delle peggiori notizie che ci potesse giungere; il Maestro Rattalino era considerato da tutti gli studenti (e pure dai docenti…) assolutamente il peggior elemento che potesse capitare. Probabilmente la nomea non era del tutto immeritata, non era una leggenda…
Eravamo in tre della stessa classe a dover fare l’esame, sala 201, ovviamente terrorizzati,con le mani gelate e cercando di dissipare le nostre paure, ovviamente ottenendo l’effetto contrario.

Fui il primo ad entrare, nel primo pomeriggio; fortunatamente i pezzi ad estrazione che mi capitarono erano quelli che sapevo meglio!  Suonai ovviamente peggio di quanto sapessi fare in Privato (ma questo credo capiti alla maggior parte degli studenti), e terminato mi sentii come se avessi posato finalmente un enorme macigno.
Mentre raccoglievo i miei libri e mi accingevo ad uscire mi restava solo l’attesa del VOTO. Appena chiusa la prima delle due porte, mentre stavo aprendo l’altra,  non ricordo se mi attardai per qualche motivo ma sentii chiaramente la voce del Maestro Rattalino che disse testualmente:”questa gente non deve stare in Conservatorio!!”.

Io rimasi di sasso ed uscii mesto. E lo odiai.

Non ricordo se lo dissi subito alle mie compagne hce dovevano ancor sostenere l’esame, spero di no…

Alla fine presi 7 così come Aurora, mentre  Maria prese 9.
Per me fu un grande sollievo, in fondo non era male con Rattalino in commissione, ma quella frase continuò sempre a rimbalzarmi nella testa per parecchio tempo.


Ora dopo tanti anni, appena venuto a conoscenza di questo sito, leggo quest’intervista e quando sono arrivato a questa frase:

E ora qualcosa di personale. Lei incute soggezione a molti, ma chi la conosce parla di una persona estremamente cordiale e gradevole. Come mai questa contraddizione?

Mi fanno difetto le qualità della mamma (o della chioccia) e mi
ripugna dare corda alle illusioni, mentre mi piace incoraggiare le
speranze fondate.



ho capito.


Ho capito che non era il “cattivo” di cui si narrava, ma come ha benissimo spiegato, semplicemente non faceva la chioccia come alcune/alcuni insegnanti sovente fanno, cercando di proteggere il proprio alunno  anche quando bisognerebbe invece un po’ guardare in faccia alla realtà, ma esprimeva un dato di fatto.

Certo ci sono modi più eleganti di farlo; ed in realtà non so ancora se allora disse quella frase sperando di farsi sentire da me oppure la sentii per caso.

Rimane il fatto che nonostante avessi delle discrete qualità, sono certo io stesso che non erano abbastanza buone per stare in un posto così prestigioso.

Quindi Maestro, continui così, non dia delle inutili illusioni.

Però, se mi posso permettere, la prossima volta usi un po’ più di tatto o si assicuri che non la possano sentire… giusto per non gettare nella depressione quei soggetti di carattere più debole!


Ciao
Marco



Caro Duke, hai tutta la mia comprensione!!!!  Undecided Undecided Undecided
  
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Pianoebello
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #10 - 26. Apr 2014 at 21:44
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Leggo nell'intervista:
"D.: A cosa servono piu' di milleduecento cattedre di pianoforte in un Paese in cui la musica e' trattata come fanalino di coda della cultura?

R: Dovrebbero servire a formare un esercito di praticanti (quelli che una volta si chiamavano i dilettanti, termine che oggi fa orrore) di praticanti che suonano a casa e vanno ai concerti"

Leggo poi nel racconto di Pegasofly la frase a lui attribuita (l'avra' veramente pronunciata il Maestro?)

"Questa gente non deve stare in conservatorio"

Se le affermazioni sopra sono state fatte dalla stessa persona, mi parrebbe che:

1. Questa persona nel suo percorso esistenziale e' passata da una frase di indelicata intransigenza a una fase di maggior conciliante spirito di accettazione dei limiti della realta' e delle persone ( mi chiedo pero' quanto sia necessario e coerente che dei pur dignitosissimi e preparatissimi praticanti dilettanti debbano sobbarcarsi di esperienze di studio gravossissime e a mio parere poco "remuneranti" quali la preparazione di 23 studi del gradus di M. clementi, o lo studio delle scale im doppie terze e seste, o i molti studi-esercizi da Cramer/Czerny/ecc.  che il programma ministeriale classico impone(va?).
Personalmente penso che si possa costruire un' altrettanto dignitosa e molto piu' goduta esperienza di praticante/dilettante dedicando energie e tempo a ben altre meraviglie del ricco repertorio).

Se vale questa interpretazione, personalmente mi rallegro del suo cammino di crescita umana.

Oppure

2. Questa persona, per quanto culturalmente e probabilmente didatticamente preparatissima, convive con una contraddizione di idee irrisolta, infatti se lo scopo e' la formazione di nobili praticanti dilettanti, perche' esprimere con modi apparentemente cosi' indelicati giudizi di rigetto infastidito ("questa gente..." e non "questo ragazzo" o "questo allievo").

Non conosco di persona il Maestro, di cui ho solo letto qualche testo in libri o in qualche rivista.

Quanto evidenziato sopra mi lascia pero' con il dubbio che il pur coltissimo Professore possa incarnare, come non di rado avviene e in particolare avviene nel nostro paese in svariati ambiti, la figura del sapiente incensato da molti ma che probabilmente non dovrebbe trovarsi dove oltre al sapere supremo conterebbe molto l'arte/scienza della pedagogia.

Nella mia modesta esperienza credo che in Italia, anche e non solo nella musica, forse piu' in passato che oggi (?), gli insegnanti fossero troppo poco formatori e troppo 'professori' e questo a mio parere non e' affatto un dettaglio, ma molto spesso porta consistenti sconfitte e/o parziali risultati nel bilancio formativo di molti...

Ciao a tutti
  
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Pegasofly
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #11 - 03. May 2014 at 13:03
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I "grandi Maestri" ( e ce ne sono pochi) che siedono nelle commissioni d'esame dovrebbero essere "tarati" per il livello del 99,9% degli studenti che si presentano agli esami. Non possono giudicare come se giudicassero un giovane Pollini!!!
  
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10dita
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #12 - 04. May 2014 at 05:30
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Pegasofly wrote on 03. May 2014 at 13:03:
I "grandi Maestri" ( e ce ne sono pochi) che siedono nelle commissioni d'esame dovrebbero essere "tarati" per il livello del 99,9% degli studenti che si presentano agli esami. Non possono giudicare come se giudicassero un giovane Pollini!!!


Gent.mo, questo è "probabilmente" giusto.
E "probabilmente" accade!
Anche perchè se il "livello di riferimento" dovesse essere quello da te citato, il "99,9% degli studenti"  sarebbe "bocciato" Shocked Sad
Ed allor torniam QUI dove si "parlava" di:    "...salvare un Mario Rossi qualsiasi"  Wink

Ecco appunto che il gentile utente Pianoebello, scrive:

Pianoebello wrote on 26. Apr 2014 at 21:44:

1. [...]  ( mi chiedo pero' quanto sia necessario e coerente che dei pur dignitosissimi e preparatissimi praticanti dilettanti debbano sobbarcarsi di esperienze di studio gravossissime e a mio parere poco "remuneranti" quali la preparazione di 23 studi del gradus di M. clementi, o lo studio delle scale im doppie terze e seste, o i molti studi-esercizi da Cramer/Czerny/ecc.  che il programma ministeriale classico impone(va?).
Personalmente penso che si possa costruire un' altrettanto dignitosa e molto piu' goduta esperienza di praticante/dilettante dedicando energie e tempo a ben altre meraviglie del ricco repertorio).
[...]

 e probabilmente [...] dovrebbe trovarsi dove oltre al sapere supremo conterebbe molto l'arte/scienza della pedagogia.


Già: "...arte/scienza della pedagogia Roll Eyes

Ti "trituri" le manine con settemila sonatine Shocked
Fai poi mille studiettini, e poi insegni alli bambini Huh
Se lo studente è "talentoso", la mente tieni a riposo!
E lo "guaio", tutto sommato, è scongiurato!
Ma se capita il Mario Rossi, ahi ahi!! "Son cavoli grossi" Shocked

Cordiali saluti
  
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Homer
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #13 - 29. Jun 2015 at 13:19
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"Mi fanno difetto le qualità della mamma (o della chioccia) e mi
ripugna dare corda alle illusioni, mentre mi piace incoraggiare le
speranze fondate."
Seguo con curiosità gli articoli, gli scritti di Rattalino da moltissimi anni, fin dai suoi primi libri di storia del pianoforte, che all'epoca davvero rappresentarono qualcosa che mancava in lingua italiana.
Scrivo questo post perchè ho trovato in edicola quindici giorni fa il primo cd omaggio ad Arturo Benedetti Michelangeli, primo di una raccolta di molti ed il mio stupore è stato grande apprendendo che la raccolta era curata da Rattalino.  Perchè proprio lei, Rattalino ?
E' una vita che punzecchia Michelangeli, con pochissimo stile direi.
E anche leggendo le prime due introduzioni ai due cd, la linea non cambia.
Lei è stato eliminato da giovane pianista al concorso Busoni, con Michelangeli in giuria; la qual cosa la ha poi verosimilmente convinta ad abbandonare le sue velleità di pianista e di ripiegare sull'insegnamento e la saggistica: questo è il motivo del suo rancore verso il nostro grande maestro e sommo pianista.  E' ora di finirla e di lasciare in pace lui e le persone a lui vicine (che intuile beffa lanciargli frecciatine celebrando i 20 anni dalla sua scomparsa... che comportamento indegno direi!).  Non ce ne importa niente se il Maestro non ha mai inciso un notturno di Chopin, o non lo ha mai eseguito in pubblico (cosa che in verità è tutta da dimostrare).  Chi lo ha conosciuto, sa che suonava di tutto, da Bach, Scarlatti fino ai contemporanei, passando per le armonizzazioni dei canti degli alpini e la messa all'organetto della chiesa di Rabbi.
E' stata una persona generosissima; certo sceglieva lui le persone che ammetteva alla sua frequentazione.  Se lei Rattalino non ha avuto questa fortuna, se ne faccia una ragione, dopo tutto questo tempo, e la smetta con questi interventi di finta critica e genuino rancore.
  
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #14 - 29. Jun 2015 at 15:28
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Leggo sempre con piacere quello che scrive Rattalino, e credo negli anni di aver imparato molto da lui. Anch’io ho cercato di spiegarmi la sua incapacità a cogliere da subito (o il suo sminuire con pervicacia) l’arte somma di straordinari mastri come Michelangeli o Fiorentino (ma non solo loro). Io (senza conoscerlo personalmente) vi leggevo tuttavia un suo curioso difetto di sensibilità artistica, che ovviamente stride con l’originalità e la lucidità di pensiero che gli vanno altrimenti riconosciute. Mi era venuto in mente Erik Larsen, celebrato studioso e autorità massima su Van Dyck negli anni ottanta, altra penna elegante, che non sapeva tuttavia distinguere un Van Dyck di mano del Maestro da un buco nel muro, come testimonia il suo eruditissimo e aneddoticamente ricco (e ora fortunatamente superato) catalogue raisonne….  Lips Sealed
  
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #15 - 23. Jul 2015 at 13:12
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Dico solo una cosa: NESSUNO e dico NESSUNO dovrebbe spegnere l'entusiasmo e la volonta' di fare ad uno studente in corso di studi e quindi di maturazione. Ho vissuto un'esperienza simile col mio ex maestro. Oggi ho suonato in sale che forse il mio maestro (anche noto) non ha mai calcato. RICORDATE:la volonta' vince su tutto e anche il NON TALENTO puo' diventare TALENTO. Ognuno di noi conserva all'interno di se' uno scrigno e un'energia potenziale che bisogna solamente saper aprire. Il resto verra' da se'... E poi sono convinto che chi trova solo difetti abbia qualche pregiudizio o rancore da nascondere...QUindi:mai demordere!
Scusate lo sfogo! Cheesy
  

La musica e' equilibrio tra suoni...
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #16 - 23. Jul 2015 at 15:26
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giovanni2 wrote on 23. Jul 2015 at 13:12:
Dico solo una cosa: NESSUNO e dico NESSUNO dovrebbe spegnere l'entusiasmo e la volonta' di fare ad uno studente in corso di studi e quindi di maturazione. Ho vissuto un'esperienza simile col mio ex maestro. Oggi ho suonato in sale che forse il mio maestro (anche noto) non ha mai calcato. RICORDATE:la volonta' vince su tutto e anche il NON TALENTO puo' diventare TALENTO. Ognuno di noi conserva all'interno di se' uno scrigno e un'energia potenziale che bisogna solamente saper aprire. Il resto verra' da se'... E poi sono convinto che chi trova solo difetti abbia qualche pregiudizio o rancore da nascondere...QUindi:mai demordere!
Scusate lo sfogo! Cheesy


Niente di più condivisibile!
Ho sempre pensato che i maestri che dichiarano inaccessibili determinati traguardi, siano in realtà coloro che per primi non SANNO come arrivarci.

"Sapere è potere"
(Francis Bacon)
  
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10dita
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #17 - 24. Jul 2015 at 03:33
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Gent.mi, capisco (et codesto sì condivido appieno Smiley) che:

giovanni2 wrote on 23. Jul 2015 at 13:12:
 NESSUNO e dico NESSUNO dovrebbe spegnere l'entusiasmo e la volonta' di fare ad uno studente in corso di studi e quindi di maturazione.  


Et come si dice: c’è modo e modo…umano, mai brutale!!

Però, codesto non condivido e non ben comprendo:

giovanni2 wrote on 23. Jul 2015 at 13:12:
  RICORDATE:la volonta' vince su tutto e anche il NON TALENTO puo' diventare TALENTO.


Ci sarà un “arcano” (forse quel “può”!?) dietro questa affermazione (perdoni il gentil utente giovanni2 se oso dir così!), in qualche modo (anche se alla prima vista essa non appar così!) “violenta” et “brutal” pur anche!
Perché anche instillare una “illusione” (nel senso peggior dello termine! Per contro meglio un sano et saggio realismo!), pur con  tutto lo buon intendo di codesto monno, è “violento” et “brutal” !

Affermare che il “NON TALENTO” (cos’esso è il NON…!? Mancanza di “qualità” specifiche!?) può diventare “TALENTO” (et pur ciò, allor, cos’esso è!?) mi par ardito et confinante con lo giudizio “arcigno” e “pesante” dello: “spegnitor di entusiasmo et volontà di far” dello discente in “corso di studi” et in “maturazione”!

[“Sperimento”]
Se ciò fosse, non si spiegherebbe (chiedo venia se porto mia esperienza! Ma ciò feci in via “sperimentale”!) come sol “una” delle due pargole, ch’io ho seguito codesto anno, tutte due pur partite nel medesimo momento, con lo medesimo maestro (lo sottoscritto!), con lo medesimo metodo, con le medesime tempistiche di studio (due ore settimanali: una di puro studio con lo maestro!), con (ciò non sarebbe pienamente corretto! Ma la “sperimentazione” ciò volea!) lo mesmo materiale musicale…diceo, come sol “una” delle due pargole dopo pochi mesi raggiunse un tal livello di cui pur io rimasi stupefatto! Mio “merito”!? Non credo!
Mio “demerito”!? Nel caso dell’altra pargola che raggiunse un livello molto assai inferiore!!
Neppure!
Non lo studio a casa fu trascurato! Sotto mia regia i genitori monitorarono le tempistiche di studio! Che sostanzialmente, essendo due principianti, avveniva con lo maestro, et lo studio casalingo dovea, sotto mio espresso volere (pena la vanificazione dello “esperimento”!), esser ripetizion di ciò che si avea fatto insieme, et nello tempo ch’io aveo prescritto!!
Possibili picciole “variabili”!?: i genitori furon ben consapevoli dello esperimento, et non sgarrarono!

Codesto picciol “esperimento” , pur con tutte le carenze (non è infatti possibile, et nemmen “corretto”, operar in modo “spersonalizzato” con gli allievi!!), mette comunque, io credo, in luce un aspetto assai importante et pregnante! Ovver: se lo tutto fu per le due pargole uguale (nella metodologia etc.), come si spiega la abissale differenza di risultato!!??
Casualità!!??
Io non credo ciò!!
Credo che le “qualità” intrinseche, vuoi “naturali”, vuoi “genetiche” etc. siano ciò che comunemente vien nomato: TALENTO!!
Negare ciò, è negare la realtà!!
Chi ottiene risultati rilevanti (la rilevanza può esser soggettiva! Ma è indubbia et verificabile!), pur avendo avuto una formazione “carente” (sotto tutti i punti di vista!), è un “TALENTO”!
E sotto la parola TALENTO ci stan tante qualità, non solo espressamente o specificatamente musicali!

Ovviamente (ovviamente!?) lo insegnamento (insegnante) deve esser accurato, cosciente e consapevole delle potenzialità ch’esso può far scaturire dallo allievo, Talento o non Talento!
Questo, io credo, è un “buon operare”!
Et spesso gli “antipodi” son le due facce della stessa medaglia!
Banalmente: gli estremi si toccano! Dicea sempre mia nonna! Pace all’anima sua!

Scrive Spagnolo (in  Smiley “Pianosophia” ed. Alfredo Guida):

Per concludere
Una profonda elaborazione di quanto detto, unita ad una certosina applicazione strumentale, consentirà al giovane (e meno giovane) pianista di poter donare, dell’opera d’arte, una limpida fruizione, viva, dinamicamente corretta, la più vicina all’originale intenzione del compositore. Fruizione che risulterà, quanto meno, sempre musicalmente chiara, spesso gradita, mai noiosa. E’ soltanto ad altissimi livelli artistico-esecutivi che l’arcana magia della Musica affiora e…illumina d’immenso l’attento e sensibile ascoltatore.”


“E’ soltanto ad altissimi livelli artistico-esecutivi che l’arcana magia della Musica affiora…”, ed è lì che “incontriamo” lo TALENTO Roll Eyes
Per la gioia dello monno intiero Smiley  Roll Eyes

Cordiali saluti

  
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giovanni2
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #18 - 26. Jul 2015 at 11:07
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Grazie 10 dita per la tua esaustiva risposta. Vedo che non sei d'accordo col fatto che il Non Talento possa trasformarsi in Talento. Diciamo subito quello che secondo me e' il talento. Talento e' uguale a suonare tutto cio' che non c'e' scritto sullo spartito con la stessa naturalezza con cui un fiume scorre liberamente (quello che musicalmente si chiama respiro musicale ma che a mio avviso non e' spesso ben codificato). Detto questo chi non sente la necessita' fisiologiga di suonare forte o piano, di accellerare o rallentare e' ovvio che manchi di questa bella parolina magica. Ma non e' detto che la volonta' non possa far aprire delle porte mentali che mettono in connessione il Musicista con la Musica. Ebbene: questa connessione la potrebbere trovare tutti o quasi con una volonta' inifinita. Quindi: se una persona mostra passione inifinita' e dedizione e volonta' da vendere IO non sono nessuno per dirgli di cambiare mestiere per il sol fatto che non so quella grande volonta unita ad un percorso artistico e interiore di un certo spessore dove possa sfociare. Spero di aver reso un'idea di quel che voglio dire...
Buona Domenica
PS:Esperienza personale
  

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Gabri_BT
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Re: Intervista a PIERO RATTALINO
Reply #19 - 26. Jul 2015 at 13:09
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Secondo me, se posso permettermi, non state dicendo due cose in contraddizione fra di loro Smiley
Comprendo e condivido entrambi i vostri pensieri  Smiley Smiley Smiley

Ha ragione 10dita quando dice che due persone...  con le stesse identiche condizioni di partenza... raggiungono risultati ben diversi grazie al fattore TALENTO. Questo è un dato di fatto! È indiscutibile! Lo constato pur io ogni giorno nelle mie lezioni. Nelle lezioni collettive ciò è ancora più evidente. Vedo persone partire da zero, eppure nella stessa lezione, con la stessa identica spiegazione, c'è chi "acchiappa" subito e chi no. E questa è una cosa....

Altra cosa invece è il pensiero di giovanni2.... ovvero che.... con la buona volontà, l'impegno e TANTO  TANTO STUDIO si possono raggiungere dei risultati notevoli.... anche quando all'inizio sembrava che ciò non fosse possibile.

Sono d'accordissimo! E pure io parlo per esperienza personale (anche se, come ben sapete, non in campo pianistico).

Solamente direi che il modo di esprimere codesto pensiero, forse, fu un pochetto fuorviante Huh
Io non parlerei di NON TALENTO che, grazie alla buona volontà, si trasforma in TALENTO Undecided

Se i risultati arrivano.... vuoi con un nuovo insegnante, ...vuoi con un nuovo metodo... vuoi per via di un nuovo atteggiamento mentale... più, ovvio, la famosa tanta buona volontà Cheesy  ebbene, significa che di base un certo TALENTO già C'ERA Wink (talento ci può essere a vari livelli).

Alle volte, per vari motivi, capita che un insegnante non sia in grado di capire il carattere di un allievo e che sottovaluti le sue vere potenzialità. Ogni allievo (e pur ogni maestro) ha il suo carattere e la sua sensibilità... se le alchimie dei due non si incontrano.... non c'è nulla da far Cry le potenzialità (o chiamatelo TALENTO, se volete) non vengono fuori Cry

Detto questo, penso anche che...
se talento alcuno ce stà  Undecided... ma davvero alcuno Sad
beh, non c'è Maestro o metodo che tenga.... e pur con tutta la buona volontà di sto mondo,

scordatevi la "magia" a "tutto tondo"  Tongue Tongue Tongue
  
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