Hot Topic (More than 10 Replies) SCUOLE PIANISTICHE (Read 7882 times)
pianistamancata
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SCUOLE PIANISTICHE
13. Sep 2008 at 08:12
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Scusate la mia ignoranza:leggo spesso di "scuole pianistiche",Vitale,Marvulli,Zadra...ma in cosa consistono?Nella tecnica di insegnamento?Nel metodo di interpretazione?In una filosofia specifica?E i pianisti stranieri hanno anche loro questa appartenenza?
  
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Pepe
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #1 - 15. Sep 2008 at 15:37
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Prima era corretto parlare di scuole pianistiche, quando c'era un Maestro solamente che formava l'allievo dalla A alla Z, ma oggi credo che non abbia più senso.
In ogni caso credo che abbia a che fare molto con il metodo di insegnamento, e tutto ciò che comprende quindi anche la filosofia, l'interpretazione ecc.. ecc...

Della scuola pianistica italiana il "capo scuola" è sicuramente Clementi, che ha scritto un metodo, esercizi, studi e molte composizioni esclusivamente per un fine didattico. Poi in seguito i suoi "figli", "nipoti" e "pronipoti" l'hanno diffusa  Cheesy
Però ci sono anche scuole pianistiche in Francia, con Adam autore anche lui di un metodo per pianoforte e "padre" di molti allievi, tra cui Kalbrenner (che però si perfezionò con Clementi), poi Lemoine, Herold..
In Germania qualcuno fa risalire la scuola a Mozart, che ebbe come allievi Siegried, Pollini e Hummel. Pollini ebbe numerosi allievi italiani che poi a loro volta tornarono in Italia.
Poi si può parlare di scuola russa, polacca, spagnola.

In Italia, addirittura, si parla di scuola romana (Rossi, Pasquini, Zipoli), venerziana (Galuppi, Marcello, Platti, Paradisi...) napoletana (Porpora, i due Scarlatti, Pergolesi) e poi bolognese (Martini e Sarti) milanese (Pollini e Sanmartini - ovviamente non il pianista Pollini di oggi  Cheesy Cheesy )

Insomma poi si è andati avanti, per esempio tu hai nominato Vitale, fa parte di quei docenti del conservatorio di Napoli, a loro volta allievi degli allievi de "vecchi" caposcuola napoletani e così via.
Vitale fu allievo di Sigismondo Cesi, ma suoi colleghi furono Paolo Denza allievo di Alessandro Longo, Terenzio Gargiulo, allievo di Rossomandi, Tita Parisi allieva di Finizio e così via..

E' bello tutto questo, in alcuni libri ci sono anche delle tabelle che fanno vedere chiaramente questi "passaggi" di docente in docente ...

Il "nostro" Marvulli è stato "babbo" di tanti pianisti pugliesi, ma pianisti con le @@ e se vai a vedere nella sua intervista ne leggerai diversi di nomi famosi, concertisti oggi, e docenti.
Ecco perchè si è parlato di una "sua" scuola pianistica in Puglia.
Oggi, per esempio, è "nonno" di Beatrice Rana, di Viviana LaSaracina, di Mirco Ceci e di tanti altri giovani pianisti che studiano con suoi allievi.

Oggi gli allievi iniziano presto ad andare a farsi ascoltare da altri docenti, in master class e corsi anche all'estero, e anche la generazione precedente è stata così, ecco perchè secondo me non si può più parlare di "scuole pianistiche" ... secondo me, magari no...
  
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Pepe
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #2 - 15. Sep 2008 at 15:37
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ecco, ho fatto il solito lenzuolo.... scusate, ma vado a ruota libera  Undecided
  
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Pepe
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #3 - 15. Sep 2008 at 15:47
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Maestro Marvulli!!!

Ci viene a raccontare qualcosa?  Smiley

E la favola?? Procede? La sta pensando, scrivendo, organizzando?? Guardi che non le darò tregua!!  Cheesy
  
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Michele Marvulli
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #4 - 15. Sep 2008 at 15:59
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Pepe wrote on 15. Sep 2008 at 15:37:
Il "nostro" Marvulli è stato "babbo" di tanti pianisti pugliesi, ma pianisti con le @@ e se vai a vedere nella sua intervista ne leggerai diversi di nomi famosi, concertisti oggi, e docenti.
Ecco perchè si è parlato di una "sua" scuola pianistica in Puglia.
Oggi, per esempio, è "nonno" di Beatrice Rana, di Viviana LaSaracina, di Mirco Ceci e di tanti altri giovani pianisti che studiano con suoi allievi.


Pepita!
Grazie per la pubblicità.
Domani non ti dimenticare di passare alla Cassa, per riscuotere la percentuale.
Bacioni, strega!
La favola, la favola, la favola!!! E' in gestazione.

  
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Keith-Jarrett
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #5 - 15. Sep 2008 at 16:20
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Michele Marvulli wrote on 15. Sep 2008 at 15:59:
La favola, la favola, la favola!!! E' in gestazione.


Di che favola si tratta?
Roll Eyes

PS:
Comunque ogni favola è un gioco che si fa con il tempo, la puoi vivere tutta in un solo momento, è una favola e non è realtà.
Grazie.

PS2 (non la console del video gioco):
Ossequi e saluti al Maestro Michele Marvulli: sono sempre a sua disposizione per lezioni di web publishing.
Smiley
  
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Pepe
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #6 - 15. Sep 2008 at 17:28
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E' una favola che ho scritto io, e il Maestro Marvulli la metterà in musica.
Una favola didattica, per bambini piccoli  Wink
A dire il vero ne ho mandate due, ora non mi ricordo nemmeno quale farà  Undecided

Maestro Marvulli, ma io non volevo farle pubblicità  Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy
Volevo che ci raccontasse qualcosa sulle scuole  Cheesy
  
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Rapsodia
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #7 - 15. Sep 2008 at 17:40
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Non è per fare la Marzulla della situazione, ma io ancora devo capire quando, una tradizione pianistico-strumentale, diventa Scuola. Quali sono i principi che possono dar luogo ad una Scuola? Che cosa si tramanda in una Scuola? E per piacere non tiriamo fuori l'esempio del "suono russo", come se il bel suono ce l'avessero solo loro. Grazie a quanti vorranno chiarire questi dubbi, soprattutto al Maestro Marvulli (velata richiesta di chiarimento LOL) che, giustamente, in quanto portatore del marchio "Scuola", potrà essere precisissimo, ove ritenesse opportuno.
  
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Pepe
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #8 - 15. Sep 2008 at 19:21
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Rapso, mi sembra che Caramiello abbia risposto benissimo nella sua intervista, vai a leggere  Wink
Se io ho parlato di scuola russa, come di francesce, come di italiana è perchè, come avevo detto sopra, si può risalire a di "capo scuola".
Il suono russo per me è come il suono femminile o maschile.
Non esiste, quindi....  Wink
  
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Rapsodia
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #9 - 15. Sep 2008 at 19:27
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Vado subito a leggere, si.
Con l'affare del suono russo, è chiaro che non potevo riferimi a te, che anzi hai contribuito a far chiarezza, ma ad un grande quantitativo di bombardamenti da piu' lati che pongono come esempio distintivo, la capacità dei soli russi, di tirar fuori questo suono magico. Era una considerazione generale, non era rivolta a te, assolutamente Wink
  
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Eusebio
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Perduto qualcosa?

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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #10 - 15. Sep 2008 at 23:11
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Sì, a proposito delle scuole pianistiche... Forse la mia domanda è un po' assurda, comunque... In genere ho sempre pensato, ragionando molto per stereotipi, che nella scuola pianistica russa, gli insegnanti insegnassero ai propri allievi l'assoluto controllo della tastiera e la solidità tecnica, nella scuola italiana ad ottenere un bel suono e un cantabile dalla tastiera... Mi domando, cosa insegnano ai propri allievi gli insegnanti, per esempio, del Brasile? O del Sudafrica? Smiley
  

A destra ed a manca va &&di qua, di su, di giù, di là &&la luna sorge all'olimon &&e i palmipedon neppur. &&&&Albeggia ed il solleon &&a larghe falde sbianca il mar &&la luna sorge all'olimon&&e i palmipedon invece pur.
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pianistamancata
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #11 - 16. Sep 2008 at 09:38
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A questo punto vi chiedo:come giudicate un insegnante che,dichiarandosi allievo di una data "scuola", non accetta allievi che abbiano iniziato il loro percorso didattico con insegnanti seguaci di altre scuole pianistiche? Sad
  
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Pepe
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #12 - 16. Sep 2008 at 09:48
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Mah, potresti spiegare meglio, per favore?
Già il termine "seguaci" secondo me non ha proprio nulla a vedere con la musica, quindi mi torna un pò difficile seguire quel tipo di ragionamento.
E poi, proprio in virtù di quanto detto come si fa, oggi, a dire di appartenere ad una "scuola"?
  
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pianistamancata
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #13 - 16. Sep 2008 at 19:00
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Pepe wrote on 16. Sep 2008 at 09:48:
Mah, potresti spiegare meglio, per favore?
Già il termine "seguaci" secondo me non ha proprio nulla a vedere con la musica, quindi mi torna un pò difficile seguire quel tipo di ragionamento.
E poi, proprio in virtù di quanto detto come si fa, oggi, a dire di appartenere ad una "scuola"?


Non c'è molto da spiegare, ci sono dei maestri che "non se la senttono"di confrontarsi con allievi provenienti da insegnanti appartenenti ad altre "correnti":sentito con le mie orecchie!Per questo ho voluto chiedere lumi! Smiley
  
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Rapsodia
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #14 - 16. Sep 2008 at 19:40
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E che si puo' pensare di questo, se non che il docente che rifiuta per questa ragione, sia uno che non vede al di la del proprio naso e uno che non si mette in discussione per paura o debolezza? Mia personale opinione. Posso al limite comprendere che per un docente sia antipatico correggere certe malsane abitudini e che si preferisca lavorare su altro, questo si, ma credo che nessun Musicista rifiuti di lavorare con un allievo SOLO per questa ragione. No?!

p.s. non so da chi tu abbia sentito cio', ma non lo voglio manco sapè Undecided
  
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Re: SCUOLE PIANISTICHE
Reply #15 - 05. Oct 2008 at 22:53
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Bisognerebbe cercare di capire il contesto  Undecided
Così come l'ha raccontanta Apple è un pò strana la cosa.
Cosa vuol dire che ci sono maestri che non se la sentono?
Di far che? Mica bisogna fare gli allievi a nostra immagine e somiglianza? Plagiarli e volere che suonino esattamente come vogliamo noi!
Posso capire se qualcuno, magari in un master, quindi in breve tempo, non voglia intervenire su aspetti radicati, quali atteggiamenti tecnici, quindi che preferisca dire cose più che altro musicali, la dove ci siano delle opinioni tecniche completamente diverse.
Ma se un ragazzo decidesse di provare a studiare, quindi di fare un percorso e un progetto di studio insieme ad un maestro, non vedo perchè questo non dovrebbe dirgli quelli che sono i suoi principi musicali, anche a costo di rivoluzionargli tutta l'impostazione.
Non so bimbi, c'ho capito veramente poco  Undecided
  
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