Eliminando il tono catastrofico dei due copia-incolla, e alcune previsioni che forse vanno troppo oltre, direi comunque che le premesse per notevoli problemi ci sono.
Io sono uno studente dell'università di Pisa. Non sono andato
neanche una volta a Pisa in questa settimana a protestare o fare cortei. L'unica vera "protesta" che posso fare è studiare, studiare, studiare, a casa. Non puoi fare altro.
Chiudono il corso di laurea perché non ci sono più soldi? Vai in un'altra città. Aumentano le tasse? Problemi tuoi.
Quando un premier dice che se ne frega (e dice la verità) di quello che l'opposizione fa e dice, vuol dire che tutto il casino che sta succedendo è assolutamente inutile. Quando una legge sul sistema scolastico deriva da un
decreto-legge (atto con forza di legge adottato dal governo in caso di straordinaria necessità e urgenza (?????) ) convertito in legge dal parlamento tramite
fiducia (strumento ormai abusato da qualsiasi governo per evitare il dialogo parlamentare, perché
non sono ammesse proposte di modifica) vuol dire che non c'è nulla da fare, possono decidere quello che vogliono e lo sanno. E ne prendiamo atto, non si può fare di più. Brunetta può dire che gli insegnanti guadagnano troppo, l'avvocato Gelmini che non è nemmeno dentro la scuola può fare una riforma scolastica.
Io sono disposto ad accettare gli aspetti negativi di una legge quando ne è chiaro l'intento. Lo "spirito". Magari ci sono delle conseguenze negative ma era necessario, magari c'è un principio ispiratore giusto che porta conseguenze positive nonostante tutto. Sono disposto, ci sto pensando. Fatemi capire, quale sarebbe il vantaggio che riesca a compensare e a superare ampiamente tutti i 'contro'? Il principio in nome del quale rischiare un aumento non precisato di tasse (che non pago io ma i miei genitori, e che già adesso ammontano a più di 2000 euro, e più mi fanno perdere tempo più si paga), servizi (miglioreranno?), chiusura dei corsi, conseguenze del caso (perdite di tempo, chiusura di corsi, lezioni e appelli).
Per questo ora studio a casa, perché finché sto qui è come se per ora non cambiasse nulla. Ma allora perché sono così incaxxato? Non vedo la tv (tanto non dicono niente),
non ho partecipato a pisa (non si può nemmeno dire che le atmosfere della piazza mi abbiano aizzato o caricato),
ho solo letto la legge! Citazione:Non sopporto gli italiani, popolo che si muove se gli tocchi i privilegi e se ne frega fondamentalmente della giustizia, popolo che critica qualsiasi posizione di potere, dal ct della nazionale di calcio ai nostri governanti...popolo che non aspetta mai prima di criticare e di condannare un sistema, una scelta o una persona.
Hai ragione, non c'è più il rispetto per le decisioni, tutto è sempre messo in discussione. Gli italiani non hanno più senso civico. Ma sono gli stessi italiani che scelgono i governi, non sono altri.
E cos'hanno scelto? Quello che meglio li rappresenta. Questo governo rappresenta bene tutto questo. Il nostro premier (non è un giudizio di valore ma di fatto) si è sempre posto come il conservatore ma trasgressivo, paladino della sicurezza ma contro il sistema e le istituzioni. La sfiducia dei cittadini verso la politica lo ha portato a essere visto in prima fila contro il sistema politico, come se fosse esterno, per questo è stato eletto. Lui stesso si è posto più volte contro i "politici di professione", per primo ha messo in discussione le istituzioni. Quindi? Quando si parla di questo, non bisogna forse dire che
il potere stesso e la classe politica rappresentano perfettamente quello che noi stessi italiani siamo? E allora come possiamo giustificare i governanti e non criticarli quando creano riforme simili o quando mentono?
Come faccio ad avere "rispetto dei governanti" se rappresentano proprio quello che non sopportiamo più della nostra mentalità italiana?Come faccio a non mettere in discussione il potere?
Ma, se abbiamo un premier con 17 processi totali sulle spalle e 16 leggi con efficacia diretta sulla sua sfera privata il quale riesce a farti credere che i processi siano una conseguenza persecutoria della sua entrata in politica (cosa evidentemente non sostenibile perché
alcuni ne aveva già prima di entrarvi), e farti credere solo sulla base di questa evidente falsità che sia giusto che "uno debba pur difendersi" utilizzando le istituzioni e leggi a suo favore (cosa che uno
non può fare nemmeno se per ipotesi fosse innocente in tutti i quanti i procedimenti!), allora significa che agli italiani va bene così, quindi niente da dire. (NB non sto affermando nulla circa la sua innocenza o la colpevolezza, sto dicendo che la questione è irrilevante, perché se hai 17 processi porca miseria non puoi fare il premier nemmeno nella migliore ipotesi che fosse vero che sei innocente e perseguitato dalla giustizia).
E' questo che mina l'equilibrio istituzionale di un paese, rende normale una cosa istituzionalmente inconcepibile, ma lo abbiamo scelto noi, e va bene cosi.(E non è un off topic, l'argomento era anche rapporto col potere e rispetto dei governanti)