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Ministro Gelmini & istruzione (Letto 6614 volte)
Riccardo Radivo
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Ministro Gelmini & istruzione
17. Oct 2008 alle 11:09
 
Come al solito arriva un nuovo ministro il quale dice delle cose, attua delle riforme, taglia, riorganizza, risparmia e tutti pronti a processare, anzi magari fosse un processo, a condannare qualsiasi azione di governo.

Non sopporto gli italiani, popolo che si muove se gli tocchi i privilegi e se ne frega fondamentalmente della giustizia, popolo che critica qualsiasi posizione di potere, dal ct della nazionale di calcio ai nostri governanti...popolo che non aspetta mai prima di criticare e di condannare un sistema, una scelta o una persona. Evidentemente il popolo italiano medio ha preso dal nostro sistema giuridico fiscale ove   se ti mettono gli occhi addosso sei sicuramente colpevole e casomai tu devi produrre prove per dimostrare il contrario.

ma veniamo alla Gelmini, partiamo per una volta dal fondo...Scuola elementare e la scelta del ritorno al maestro unico tanto discussa.

Facciamo un esempio... L'Alitalia ha degli esuberi tra i piloti, facciamo una legge e mettiamo su ogni aereo quattro piloti  così manteniamo tutti... i voli saranno più sicuri anche se al primo pilota gli becca un infarto ne abbiamo ancora tre di riserva...costa? beh pazienza paga chi rileverà la compagnia... accidenti così la compagnia non si vende?...ehh un bel problema...che si fa?

Scuola elementare  perchè siamo approdati ai maestri multipli?? per una nuova e migliore filosofia didattica?? ma per piacere, ve la siete veramente bevuta in questo senso??...C'era da sistemare il precariato. di conseguenza quello che poteva benissimo fare un docente è stato suddiviso (con costi assurdi e nessun beneficio tangibile!!!!!! )  su più docenti e qui tanto paga lo stato, cioè noi (un privato non lo avrebbe sicuramente fatto).

Ma vediamo com'è il sistema  attuale tanto difeso delle elementari...parlo da persona \docente in contatto con circa 50 famiglie alla settimana e da padre di una figlia frequentante una scuola elementare.

Scuola statale a maestri multipli orario sia normale che tempo pieno:

i bambini spesso, molto spesso si trovano a non riuscire a gestire la situazione compiti per casa e studio perchè completamente disorganizzata da maestri multipli che evidentemente non si cooordinano o non si parlano semplicemente... passano da una settimana senza manco un compito a settimane dove vengono soffocati dai compiti (da un giorno all'altro) , così in egual modo per le verifiche di classe... tre al giorno tutte concentrate nella stessa decina di giorni. Alunni a tempo pieno che tornano a casa strapieni di compiti... ma com'è possibile?? stai a scuola fino alle 16,30 e torni a casa pieno di compiti per il giorno dopo???

Ho circa una quindicina di allievi zona elementare statale a tempo normale e pieno più altre 10 bambini come "conoscenze", scuole statali sparse sul territorio regionale, Gorizia,Udine, Trieste e Pordenone (quindi 4 realtà molto diverse)  

Ho chiesto a tutti i ragazzi informazioni dettagliate sui programmi di italiano e matematica...
Quelli più indietro sono i bambini delle scuole a tempo pieno (classico esempio di quantità al posto della qualità), le altre scuole abbastanza indietro in particolari le quinte classi (dove evidentemente si accumulano i ritardi di svolgimento del programma)

Il tutto condito cambi continui di maestre, per malattia, gravidanze, contratti scaduti, supplenti temporanei e scioperi tanti scioperi.

Mia figlia è stata tolta dalla scuola pubblica in terza elementare e messa in una scuola privata parificata a maestro unico (oltre inglese, informatica e musica)
Orario con un rientro soltanto, sabato a casa, tanti compiti ma organizzatissimi, calendario verifiche per l'intero mese in corso, fanno un corso di musica regolare (non persente in tutte le scuole elementari) corso serio di informatica, gli portano a musei, mostre d'arte o scientifiche e concerti, teatro e opere liriche.
In due anni non ho avuto un giorno di sciopero o assenza della maestra. Nei primi mesi della terza elementare statale mia figlia aveva cambiato 5 maestre di italiano e 2 di matematica...quella di inglese è arrivata in novembre.

Nelle prossime puntate saliremo di livello, si fa per dire, e andremo a commentare gli scioperi degli studenti universitari...due su tre non sanno perchè scioperano... complimenti per la maturità.


 
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #1 - 17. Oct 2008 alle 11:26
 
Una mail che gira.... solo riguardo l'università


Vediamo cosa cambia con la legge 133/08 e perchè il mondo accademico sta iniziando a muoversi:

la 133/08 approvata il 6 agosto è la conversione del decreto 112 ed ha avuto un iter parlamentare molto veloce. questa legge prevede tagli in tutti i settori di cui si occupa, in particolar modo per l'università prevede:


1. riduzione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), i soldi che il ministero da all'università e con cui si pagano gli stipendi
2. blocco del turn over al 20%: in pratica ogni 5 pensionamenti l'università potrà effettuare una sola assunzione
3. possibilità per le università di diventare fondazioni private



la riduzione dei finanziamenti per le università (che di per sè già hanno i bilanci in bilico) costringeranno gli atenei ad aumentare le tasse agli studenti. i Senati Accademici di molte università italiane prevedono entro i prossimi cinque anni di dover TRIPLICARE le tasse universitarie, non riuscendo altrimenti nemmeno a coprire gli stipendi del personale. le università statali, però, hanno un tetto limite sulle tasse da imporre: il massimo imponibile, già raggiunto in molte università, è del 20% del'FFO. per questo le università saranno costrette a chiudere i battenti o la diventare fondazioni private: in quest'ultimo caso sarà come vendere l'università al miglior offerente.

i privati che l'acquisteranno decideranno come amministrare l'università e diventeranno proprietari di tutti i beni materiali e immobili
dell'università: i privati stabiliranno anche le tasse universitarie, senza però alcun vincolo sull'imposizione fiscale. il che vorrà dire tasse universitarie aumentate liberamente, e che i privati potranno vendere i beni dell'università in un ottica di profitto che non tiene conto del miglioramento del servizio universitario.

la struttura didattica dell'università sarà totalmente stravolta. il blocco del turn over porterà in pochi anni alla chiusura di numerosi
corsi di laurea per l'evidente impossibilità da parte dell'univeristà di sostituire docenti e personale andato in pensionamento: già ora una buona fetta della didattica è coperta da ricercatori, il quale contratto non prevede l'insegnamento. in poche parole lo fanno gratis.
il blocco inoltre toglie ogni speranza a ricercatori e dottorandi e a tutti coloro che sognano un futuro lavoro nelle università semplicemente perchè non verranno mai assunti! potranno però essere precari a vita!

altro elemento non trascurabile, nel momento in cui l'università diventi fondazione, è che verranno naturalmente privilegiati determinati
corsi di laurea che portino benefici ai nuovi proprietari dell'università. verosimilmente corsi di laurea considerati inutili per gli interessi delle aziende e società che avranno acquistato l'università verranno rapidamente chiusi per dirottare personale e fondi a corsi considerati più produttivi.

ma non tutte le università avranno la 'fortuna' di diventare fondazioni e quindi sopravvivere. le fondazioni nasceranno solo in quei territori dove c'è una forte presenza di aziende e industrie pronte ad investire. le università lontane da queste zone come la maggioranza delle università del sud rischiano l'immediata chiusura.

questo riguarda:

gli studenti universitari che rischiano di non poter terminare i propri studi a causa dell'esorbitante aumento delle tasse
gli studenti delle superiori che rischiano di non poter accedere, di fatto, all'università pubblica
i cittadini delle città universitarie che perderanno economicamente dal declino dell'università
l'italia intera perchè il panorama che si prospetta è quello di avere poche università private di qualità con rette altissime (situate prevalentemente nel centro-nord dell'Italia) e altrettante poche università statali di serie b con rette nonostante tutto a livelli più alte di quelle attuali.

questo scenario non avverrà fra anni, se non si ferma subito questa legge accadrà tutto tra meno di un anno (basta il voto favorevole del senato accademico) coinvolgendo tutti. non sarà più garantita un istruzione superiore diffusa ma potranno giovarne solo piccolissime percentuali degli italiani. non è solo un impoverimento culturale quello a cui andiamo incontro ma è soprattutto una sconfitta dei diritti di ogni cittadino.

una volta avviato il processo di privatizzazione dell'università un eventuale ritorno al sistema statale richiederà anni e sarà tanto difficile quanto costoso per lo stato e quindi per tutti noi.

è importante in primo luogo informarsi ed informare, portare il problema all'attenzione di tutti, nonostante il silenzio dei media,
per far sì che siano tutti consapevoli di cosa ci aspetta in futuro.


alcuni collegamenti:

per consultare il testo integrale della legge: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm

per aderire all'appello degli atenei: http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html

per altre informazioni: http://salvarelaricerca.blogspot.com/
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #2 - 17. Oct 2008 alle 11:27
 
> Il nuovo governo ha approvato il 25 giugno
> con la fiducia un decreto (poi *legge 133*) che modifica profondamente
> la struttura dell'università :
> 1. Ci sarà un *taglio di 500 milioni* di euro in 3 anni alle
> università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la
> *chiusura*.
> Altrimenti:
> 2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se
> diventare *fondazioni private* o meno.
> PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
> 3.Per riuscire a finanziarsi *aumentando le tasse agli studenti*,che
> non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero
> aumentare a dismisura, anche raggiungendo i *6-7000 euro* l'anno, sul
> modello delle università americane.
> Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da *enti privati*, come ad
> esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo
> permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti
> quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro
> interessi.
> Ma soprattutto sarebbero *le ricerche* a venir danneggiate
> pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale,
> ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli
> enti stessi!!
> E IL FUTURO?
> 4. Università di serie A e di serie B in base alle *disponibilità
> economiche * degli studenti, quindi titoli di studio dal differente
> peso e possibile perdita del valore legale di questi.
> I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire
> le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da *governi sia
> di destra che di sinistra* di anno in anno, che minacciano quella che
> DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.
> Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i
> corsi quest'anno non partono per protesta, ma un problema così grave è
> ancora poco conosciuto.
> Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, *i media non ne
> hanno parlato*, se non per screditare a titolo di *'minoranza' *
> chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
> Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle
> televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione,
> sia chiaro!!) *per far sapere*, perché tutto questo non passi
> indifferente! !
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #3 - 17. Oct 2008 alle 11:32
 
Riccardo Radivo ha scritto il 17. Oct 2008 alle 11:09:

Nelle prossime puntate saliremo di livello, si fa per dire, e andremo a commentare gli scioperi degli studenti universitari...due su tre non sanno perchè scioperano... complimenti per la maturità.

Nei post precedenti ho fatto copia-incolla. Appena torno se riesco dico la mia semplice opinione.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #4 - 17. Oct 2008 alle 14:17
 
Eliminando il tono catastrofico dei due copia-incolla, e alcune previsioni che forse vanno troppo oltre, direi comunque che le premesse per notevoli problemi ci sono.

Io sono uno studente dell'università di Pisa. Non sono andato neanche una volta a Pisa in questa settimana a protestare o fare cortei. L'unica vera "protesta" che posso fare è studiare, studiare, studiare, a casa. Non puoi fare altro.
Chiudono il corso di laurea perché non ci sono più soldi? Vai in un'altra città. Aumentano le tasse? Problemi tuoi.
Quando un premier dice che se ne frega (e dice la verità) di quello che l'opposizione fa e dice, vuol dire che tutto il casino che sta succedendo è assolutamente inutile. Quando una legge sul sistema scolastico deriva da un decreto-legge (atto con forza di legge adottato dal governo in caso di straordinaria necessità e urgenza (?????) ) convertito in legge dal parlamento tramite fiducia (strumento ormai abusato da qualsiasi governo per evitare il dialogo parlamentare, perché non sono ammesse proposte di modifica) vuol dire che non c'è nulla da fare, possono decidere quello che vogliono e lo sanno. E ne prendiamo atto, non si può fare di più. Brunetta può dire che gli insegnanti guadagnano troppo, l'avvocato Gelmini che non è nemmeno dentro la scuola può fare una riforma scolastica.

Io sono disposto ad accettare gli aspetti negativi di una legge quando ne è chiaro l'intento. Lo "spirito". Magari ci sono delle conseguenze negative ma era necessario, magari c'è un principio ispiratore giusto che porta conseguenze positive nonostante tutto. Sono disposto, ci sto pensando. Fatemi capire, quale sarebbe il vantaggio che riesca a compensare e a superare ampiamente tutti i 'contro'? Il principio in nome del quale rischiare un aumento non precisato di tasse (che non pago io ma i miei genitori, e che già adesso ammontano a più di 2000 euro, e più mi fanno perdere tempo più si paga), servizi (miglioreranno?), chiusura dei corsi, conseguenze del caso (perdite di tempo, chiusura di corsi, lezioni e appelli).

Per questo ora studio a casa, perché finché sto qui è come se per ora non cambiasse nulla. Ma allora perché sono così incaxxato? Non vedo la tv (tanto non dicono niente), non ho partecipato a pisa (non si può nemmeno dire che le atmosfere della piazza mi abbiano aizzato o caricato), ho solo letto la legge!

Citazione:
Non sopporto gli italiani, popolo che si muove se gli tocchi i privilegi e se ne frega fondamentalmente della giustizia, popolo che critica qualsiasi posizione di potere, dal ct della nazionale di calcio ai nostri governanti...popolo che non aspetta mai prima di criticare e di condannare un sistema, una scelta o una persona.


Hai ragione, non c'è più il rispetto per le decisioni, tutto è sempre messo in discussione. Gli italiani non hanno più senso civico. Ma sono gli stessi italiani che scelgono i governi, non sono altri. E cos'hanno scelto? Quello che meglio li rappresenta. Questo governo rappresenta bene tutto questo. Il nostro premier (non è un giudizio di valore ma di fatto) si è sempre posto come il conservatore ma trasgressivo, paladino della sicurezza ma contro il sistema e le istituzioni. La sfiducia dei cittadini verso la politica lo ha portato a essere visto in prima fila contro il sistema politico, come se fosse esterno, per questo è stato eletto. Lui stesso si è posto più volte contro i "politici di professione", per primo ha messo in discussione le istituzioni. Quindi? Quando si parla di questo, non bisogna forse dire che il potere stesso e la classe politica rappresentano perfettamente quello che noi stessi italiani siamo? E allora come possiamo giustificare i governanti e non criticarli quando creano riforme simili o quando mentono? Come faccio ad avere "rispetto dei governanti" se rappresentano proprio quello che non sopportiamo più della nostra mentalità italiana?

Come faccio a non mettere in discussione il potere?
Ma, se abbiamo un premier con 17 processi totali sulle spalle e 16 leggi con efficacia diretta sulla sua sfera privata il quale riesce a farti credere che i processi siano una conseguenza persecutoria della sua entrata in politica (cosa evidentemente non sostenibile perché alcuni ne aveva già prima di entrarvi), e farti credere solo sulla base di questa evidente falsità che sia giusto che "uno debba pur difendersi" utilizzando le istituzioni e leggi a suo favore (cosa che uno non può fare nemmeno se per ipotesi fosse innocente in tutti i quanti i procedimenti!), allora significa che agli italiani va bene così, quindi niente da dire. (NB non sto affermando nulla circa la sua innocenza o la colpevolezza, sto dicendo che la questione è irrilevante, perché se hai 17 processi porca miseria non puoi fare il premier nemmeno nella migliore ipotesi che fosse vero che sei innocente e perseguitato dalla giustizia). E' questo che mina l'equilibrio istituzionale di un paese, rende normale una cosa istituzionalmente inconcepibile, ma lo abbiamo scelto noi, e va bene cosi.

(E non è un off topic, l'argomento era anche rapporto col potere e rispetto dei governanti)
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #5 - 17. Oct 2008 alle 14:52
 
PS Ovviamente parlare del comportamento 'italiano' non vuole essere riferito né a singoli né a tutti gli italiani, è solo un riferimento a un atteggiamento generale diffuso che non ha un rapporto di coincidenza col tipo di voto espresso, e riprendeva il senso che intendeva Ric nell'apertura. E non vuol essere una critica politica, anzi sociale, anche perché la stessa cosa potrei dirla e vale per l'opposizione quando era al governo, che non ha fatto nulla, e nemmeno ora che è all'opposizione; l'ultima perla è che nemmeno si sono accorti che nel decreto alitalia c'era la 'postilla' salvamanager, se n'è dovuta accorgere una giornalista..ma in che mani siamo?
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #6 - 17. Oct 2008 alle 15:13
 
Secondo me la scuola italiana non e' mica tanto male; c'e' tanta gente che malgrado le difficolta' si impegna e lavora bene.
Non vorrei che queste manovre volte comunque a diminuire le risorse e quindi a svalorizzare gli investimenti in questo settore venissero interpretate davvero come "innovazioni"!
Viva il privato? Come con laTelecom? Come con le Banche? Come con Eni ed Enel?
Il nostro grande presidente liberista oggi dice che e' indispensabile l'intervento statale, dopo 15 anni di religlione-liberista.
Non e' che fra altri 15 ci si accorgera' quanto era bella l'istruzione in Italia, aperta a tutti, indipendente, in una parola LIBERA?
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #7 - 17. Oct 2008 alle 15:39
 
visione ha scritto il 17. Oct 2008 alle 15:13:
Secondo me la scuola italiana non e' mica tanto male; c'e' tanta gente che malgrado le difficolta' si impegna e lavora bene.
Non vorrei che queste manovre volte comunque a diminuire le risorse e quindi a svalorizzare gli investimenti in questo settore venissero interpretate davvero come "innovazioni"!
Viva il privato? Come con laTelecom? Come con le Banche? Come con Eni ed Enel?
Il nostro grande presidente liberista oggi dice che e' indispensabile l'intervento statale, dopo 15 anni di religlione-liberista.
Non e' che fra altri 15 ci si accorgera' quanto era bella l'istruzione in Italia, aperta a tutti, indipendente, in una parola LIBERA?

Sono d'accordo con te. Di certo non si può dire che la scuola pubblica non abbia bisogno di essere riformata, perché i problemi ci sono, ma la storia delle ultime riforme dice che è meglio non cambiare, perché non è in meglio. In questo senso per la scuola sono conservatore. Parlo da studente, quando inizi un percorso di studi hai la necessità di arrivare in fondo senza 'dirottamenti' e cambi di ordinamento. anche il miglior cambiamento, fatto a metà percorso, è dannoso, figuriamoci un cambiamento pessimo. Ma lo può dire chiunque all'interno della scuola. Secondo me sta anche in questo, queste cose le deve fare uno nell'ambiente.

Comunque parlo soprattutto dell'università, e rendere privata un'università non è come rendere privata una elementare o una media. Non ci sono i compitini a casa, e anche se ti creano una migliore organizzazione, che può essere un vantaggio alle elementari, non è un vantaggio all'università perché tanto te la devi fare da te la tua organizzazione, studi da solo e hai solo bisogno di certezze per poter studiare e finire il prima possibile. Ogni riforma, ogni nuovo ordinamento, a metà percorso è deleterio, crea vuoti e incertezze. Comunque non parlo a priori, è chiaro che se un riforma è fatta bene ben venga.

Ma possibile che a Pisa esistano 3 ordinamenti di Giurisprudenza contemporaneamente? Quello vecchio quinquennale, il 3+2 che è già vecchio, e il nuovo quinquennale che hanno voluto rimettere perché hanno capito che il 3+2 a giurisprudenza è una cavolata. E' chiaro che è una cosa esclusivamente interna alla facoltà, ma è anche chiaro che sono conseguenze ovvie di queste riforme fittizie e dei 'vuoti' creati. Non puoi fare una riforma ogni 4-5 anni in media!Non fa nemmeno in tempo a finire un ciclo!
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #8 - 17. Oct 2008 alle 22:17
 
Non fraintendetemi, il mio non era un inno al "viva il privato" ma la scuola pubblica così non va, non vanno le scuole elementari, non vanno i conservatori e non vanno le università.

Tagliare indiscriminatamente sull'istruzione è un'idiozia...tagliare gli sprechi è una cosa giusta.

Tutti i docenti dalle elementari alle scuole superiori sono sottopagati, personalmente ne vorrei di meno ma più pagati, più preparati e più responsabilizzati...stesso ragionamento nei 70 conservatori italiani....uno spreco di denaro pubblico. Esistono delle facoltà universitarie ridicole e inutili che sfornano solo che centinaia di disoccupati.

I soldi sono finiti, la crisi è ormai mondiale lo stato deve tagliare per forza e liberarsi di voragini mangia soldi e rendere il sistema più agile e competitivo. Trasformare le università in fondazioni non la vedo una cosa terrificante, lo sono anche i 12 enti lirici teatrali, trasformati in Fondazioni e hanno sempre finanziamenti dallo stato e la possibilità di averli da privati. La ricerca stessa potrebbe invece avere uno sviluppo da parte di società private che siano farmaceutiche piuttosto che in altri campi non fa differenza... Mio nipote laureando in ingegneria dei materiali (tra 6 giorni) già lavora come ricercatore per una società specializzata in nanotecnologie che sovvenziona questa ricerca nel dipartimento della sua università.

Io credo che si possa fare una riforma a tutti i livelli di istruzione, farla bene  di modo che si torni alla qualità e non alla quantità (di disoccupati sfornati dalle università). La quantità di oggi è un costo che non porta a nulla, la qualità è un costo che viene sempre ripagato.

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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #9 - 18. Oct 2008 alle 00:44
 
Riccardo Radivo ha scritto il 17. Oct 2008 alle 22:17:

Tutti i docenti dalle elementari alle scuole superiori sono sottopagati, personalmente ne vorrei di meno ma più pagati, più preparati e più responsabilizzati...stesso ragionamento nei 70 conservatori italiani....uno spreco di denaro pubblico.

questo è verissimo. rimane il problema di cosa ne facciamo di quelli che 'non rientrano' ora, non i futuri disoccupati, quelli di ora. qui parliamo di 400 milioni in 5 anni se non sbaglio, e 1 assunzione ogni 5 pensionamenti. Sono d'accordo che è meglio meno insegnanti più pagati, ma fin'ora è stata stabilita solo la riduzione di quantità e non anche l'aumento di stipendio che dovrebbe corrisponderle. Scommettiamo che non aumenta un bel niente? quei 400 milioni dove vanno, non certo negli stipendi. E allora crolla il discorso a metà, perché rimarranno meno insegnanti di ruolo, sempre sottopagati, e una massa di disoccupati in più.
Citazione:
Esistono delle facoltà universitarie ridicole e inutili che sfornano solo che centinaia di disoccupati.
è vero, ci sono lauree specialistiche che valgono meno di una laurea che si ferma alla triennale (e già la triennale non vale niente, quindi figuriamoci!). Ma per questo basta cambiare i programmi dall'interno, accorpare i corsi (in modo che non ci siano mille sfaccettature di corsi e sotto corsi e sottocurriculum all'interno di una stessa facoltà), così ti laurei in legge, o in lettere o in medicina e stop, come una volta. dai corsi di laurea escono i disoccupati perché sono corsi di laurea 3+2 che contengono già una fittizia specializzazione che invece di fornire una preparazione completa restringe il campo di spendibilità del titolo. E' questo che va cambiato. Molte facoltà lo stanno facendo dall'interno, come giurisprudenza. In certi settori, non in tutti, ci sarà un'enorme differenza tra lauree 3+2 e lauree delle nuove quinquennali che stanno reintroducendo pian piano. Era una cosa che stavano già cambiando senza traumi.
Citazione:
Mio nipote laureando in ingegneria dei materiali (tra 6 giorni) già lavora come ricercatore per una società specializzata in nanotecnologie che sovvenziona questa ricerca nel dipartimento della sua università.
credo che tuo nipote abbia trovato lavoro subito (anzi in anticipo) perché in Italia mancano tipo 3000 ingegneri, non credo che il motivo sia solo la società interessata. è un campo in cui trovi lavoro a prescindere. Cmq buona questa cosa sulla ricerca.
Citazione:
Io credo che si possa fare una riforma a tutti i livelli di istruzione, farla bene  di modo che si torni alla qualità e non alla quantità (di disoccupati sfornati dalle università). La quantità di oggi è un costo che non porta a nulla, la qualità è un costo che viene sempre ripagato.
credo anch'io, una buona riforma è necessaria. una buona. Cmq il problema è che puntare la preparazione universitaria sulla qualità in vista della meritocrazia è buono ma per ora è inutile perché poi all'esterno nella successiva fase di lavoro la meritocrazia non c'è lo stesso. Le cose devono cambiare, ma dappertutto. Se no penalizzi e basta: pensiamo al futuro ok, ma pensiamo anche ai disoccupati di ora, i precari, quelli che a 40 anni fanno ancora gli assistenti a 2 lire o i supplenti proprio se capita. una riforma del genere può funzionare in america, anzi è già così, ma funziona non perché funzioni di per sé un sistema scolastico del genere, ma perché c'è una corrispondenza col mondo esterno, che accoglie quello che deve accogliere. Da noi non credo ci sia questa corrispondenza.

Per non contare i problemi che già ho detto prima sui costi delle rette e quelli prettamente temporanei sui disagi al percorso degli studenti di ora.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #10 - 18. Oct 2008 alle 07:33
 
Una BUONA riforma fatta da questo governo?
Ma tu ti fideresti di un ministro che pensa che la scuola "non deve piu' essere un ammortizzatore sociale"?
A queste persone vogliamo davvero affidare la trasformazione del sistema scolastico ed universitario?
Non facciamoci infinocchiare, per favore, analizziamo attentamente le cose che non vanno, senza addossare sempre ai lavoratori la responsabilita'.
Qualche anno fa' ci sono gia' stati tagli, all'epoca della Moratti, e sono nati gli Istituti Comprensivi. Questo per risparmiare sulle amministrazioni scolastiche, cioe' riunendo sotto un solo dirigente ed una sola segreteria scuole materne, elementari e medie si ottiene un significativo risparmio.
Vero, ma la qualita' del servizio puo' migliorare in questo modo?
E da allora sono significativamente aumentati gli stipendi?
La promessa di stipendi piu' alti secondo me e' una bufala ridicola.A mio avviso serve per tentare di dividere il fronte degli insegnanti fra chi e' in ruolo, e magari vicino alla pensione, e chi e' precario.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #11 - 18. Oct 2008 alle 13:24
 
Una buona riforma ci vuole, che la faccia questo governo o quello che verrà dopo, ci vuole, e questo lo sappiamo da tempo.
Siamo i più ignoranti in Europa.
Evidentemente nemmeno i precedenti governi hanno saputo fare qualcosa.
Non si può cambiare qualcosa in corso?
Ok, allora se si prende questo concetto non si cambierà mai nulla.

Non entro nel merito di questa riforma, che non conosco perchè non ho letto, e di certo non mi baso su quello che passa alla televisione, o dai cartelli che vedo davanti alle scuole.
Quello che però vorrei dire è che la strumentalizzazione politica è un qualcosa che mi disgusta, e mi ha disgustato vedere la solita manifestazione in piazza. Sempre la stessa cosa, non si cambia mai.
Addirittura con i bambini!
Bambini con i megafoni in mano!! Ma si scherza davvero?
Ma cosa ne sanno i bambini? Ma ci vogliamo rendere conto di quando si esagera e quando no?
Questo è quello che vogliamo per i nostri bambini? Mettergli uno striscione addosso a 7 anni, e un megafono a 8, e fischiettini e berrettini in testa e mandarli a sfilare in un corteo, e permettere così di essere strumentalizzati?
Posso capire i ragazzini che sfilano tanto per fare, anzi, così non vanno a scuola, lo facevo anche io.
Ma questa protesta è stata solo una strumentalizzazione politica, e non ci prendiamo per i fondelli!
Se la riforma è una riforma cattiva se ne discute, si fa opposizione in maniera seria, e si trovano dei punti in comune.
Io ho la sensazione che si sia fatto questo ragionamento: questa è la riforma del governo, quindi non ci piace a priori, allora tutti in piazza, facciamo vedere che ci siamo e che facciamo "opposizione".
Come è sempre stato fatto in circostanze simili.
Certo che non danno proprio un bell'esempio di serietà, coloro che pilotano tutto questo.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #12 - 18. Oct 2008 alle 13:41
 
ricadiamo sempre li, l'esempio parte dalle famiglie...è li il vero problema. Un genitore che mette megafono e fischietto in mano al proprio figlio è un cretino e da cretino lo educa.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #13 - 18. Oct 2008 alle 14:54
 
Non sarei cosi' categorico, un bambino puo' non mettere un berretto ed usare un fischietto? Se i genitori gli dicessero che siamo in un regime dittatoriale e bisogna resistere con i fucili in piazza di certo sbaglierebbero, ma quello che si e' intravisto sono girotondi, balli, filastrocche...il diritto di sciopero esiste, mi pare, e lo stesso Ministro vuole reintrodurre l'educazione civica. Perche' non fare una bella lezione "sul campo"?
Io non ho provato ribrezzo, lo provo quando il Ministro dell' Istruzione dice che la scuola deve smettere di essere un ammortizzatore sociale ( si intende che chi lavora nella scuola e' un poveretto che vive sulle spalle dello Stato)
Che ne pensate voi di una frase del genere?
Siete d'accordo con il Titolo de "Il Giornale" - gli asini lasciano le cattedre e scendono in piazza, o con l'articolo grondante perbenismo che postero' a seguire?
Se il dito indica la luna dobbiamo far finta di guardare il dito?
La playstation si', l'isola dei famosi si', Uomini e Donne si', i videogiochi violenti si', l'assenza delle famiglie si', e il corteo no?
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #14 - 18. Oct 2008 alle 14:56
 
Slogan rabbiosi, pugni chiusi e bimbi in corteo di Cristiano Gatti

Non è facile parlare di bambini. Serve delicatezza, ma ancora di più serve rispetto. Per una volta, noi adulti dovremmo riuscire a parlarne al di fuori e al di sopra delle nostre coloriture, dei nostri schieramenti, dei nostri giochi politici. Il tema, molto semplice e molto scarno, è di stringente attualità: ha senso, in questi giorni di ruvida contestazione stradale, mandare avanti i bambini? È poi così normale portarseli in corteo, cartellonarli sotto slogan rabbiosi, invitarli al coro col pugno proteso, dotarli di megafono?

Se la questione viene sollevata dalla Gelmini, che è di parte e non ha figli, risulta troppo facile liquidarla come strumentale e interessata. Ma la circostanza vuole che questa non sia una fissa della Gelmini. È un problema molto più serio. È possibile affrontarlo, per un attimo soltanto, nell'esclusivo e superiore interesse degli innocenti?
Io lo so che sollevare l'eccezione significa tirarmi addosso gli insulti di mezza Italia. Non importa. Non si può accettare che certe scene passino inosservate. Che siano vissute come tranquille e normali. A costo di passare per un papà dell'Ottocento, o per uno spirito da Giovane Marmotta, lo voglio dire forte: quei bambini in corteo, nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione. Non è di questo che voglio parlare, non è in queste feroci battaglie ideologiche che voglio farmi trascinare. Il tema è un altro, molto più alto e molto più fragile. I bambini in piazza, a quel modo, sono un salto di qualità che dovremmo risparmiarci. Soprattutto, che dovremmo risparmiare loro.

Eppure, a Roma come a Genova, a Bologna come a Napoli, la grande novità della contestazione studentesca sta proprio nei baby-scioperati. A Milano le bambine sfilano mostrando cartelli molto più grandi di loro, non nelle dimensioni: «Blocchiamo il decreto, occupiamo tutto». Stanno lì, davanti o in mezzo ai cortei, mentre attorno gli studenti di università e superiori fanno il loro mestiere, il mestiere di sempre, il mestiere di tutte le giovani generazioni, cioè lanciare petardi, imbrattare vetrine, insultare ministri.
Allora, mammine evolute che per le creature cercate la merendina «bio» e lo zainetto-trolley: siamo sicuri che l'esperienza del corteo sia così edificante? Com'è che a questi nostri piccoli cerchiamo di risparmiare qualunque esperienza troppo forte, mentre ci va benissimo che sfilino assieme ai ventenni nel pieno esercizio della ribellione ormonale?

Inutile specificare: poco da ridire sulle iniziative inventate negli ultimi giorni, come le notti bianche a scuola, tra pizze al trancio, giochi di gruppo e disegno libero, mentre i dibattiti impegnati stanno sullo sfondo, là in fondo, dentro la palestra, con genitori e maestre. Per i bambini, se non hanno a che fare con adulti fanatici e incoscienti, l'esperienza si risolve più o meno in un simpatico gioco.
Altra cosa, tutta un'altra cosa, è il corteo. Se non ricordo male, noi siamo quelli che giustamente compatiscono i nostri padri per quei loro avvilenti sabati in divisa da balilla, tanto tempo fa. Siamo quelli che giustamente provano un sano odio per tutti i regimi subdolamente impegnati nell'indottrinamento dell'infanzia, nel Sud come all'Est del mondo. Cioè: siamo quelli che doverosamente, civilmente, sensibilmente si ribellano all'uso improprio, qualunque uso, dei bambini. Improvvisamente, in queste ore, la nostra tremula ipersensibilità evapora, in nome di una battaglia ritenuta decisiva e fondamentale. Nessuno lo discute, che sia fondamentale: il problema è se sia accettabile mandare avanti i bambini. Solo questo. Sarò di un altro tempo e di un altro pianeta, ma secondo me no, non è accettabile. Resto dell'idea che i grandi debbano fare i grandi e i piccoli debbano fare i piccoli. Senza nessuna accelerazione. Senza ambigui scambi di ruoli.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #15 - 18. Oct 2008 alle 15:06
 
Un momento, chiariamo una cosa. Il fatto che ci siano degli imbecilli tra i manifestanti non cambia di una virgola il problema, non vuol mica dire che ci siano meno motivi per avercela con la riforma. Se questi genitori sono dei dementi (e lo sono) ciò non deve screditare le critiche. Ce l'hanno a priori con questo governo? ma noi stiamo a parlare soffermandoci sul contenuto della legge, i posti i soldi..ma guardiamo dove vogliono arrivare questi signori, a cosa stanno mirando. Ma se la scuola pubblica va riformata, allora va migliorata, non ABOLITA. Se diventa privata, non sarà una scuola pubblica migliore, sarà una scuola NON pubblica migliore (migliore?). E allora?
Qual'è il loro obiettivo? E' tutto una grande azienda, applichiamo anche alla scuola le logiche dell'impresa, della concorrenza? ma diamo i numeri? E l'istruzione dov'è?

Citazione:
Posso capire i ragazzini che sfilano tanto per fare, anzi, così non vanno a scuola, lo facevo anche io.
Io ho la sensazione che si sia fatto questo ragionamento: questa è la riforma del governo, quindi non ci piace a priori, allora tutti in piazza, facciamo vedere che ci siamo e che facciamo "opposizione".


E poi un'altra cosa, è chiaro che se cambi qualcosa non potrà che essere in corso, è ovvio, ma io stavo semplicemente facendo presente che migliaia di studenti non è che non abbiano altro da fare. Ogni studente universitario sa benissimo che ogni giorno perso, ogni sciopero, ogni interruzione, ogni casino è un'interruzione una perdita di tempo, in cui ci rimette solo lui. Attenzione, non sono studenti delle superiori, che darebbero un braccio per saltare un giorno di scuola per fare casino o sciopero o manifestare. E' diverso, uno va a Pisa sapendo che costa, che deve preparare un esame perché lui stesso ha scelto di farlo, nessuno lo obbliga, quindi ha tutto l'interesse a non essere interrotto, da scioperi e casini. Non si tratta di "non andare a scuola". Non esistono studenti universitari 'svogliati', che tendono a 'salare', a far 'casino', anche perché all'università sennò che ci sono andati a fare? E tutto questo costa. Ognuno di loro lo sa, quindi se lo fanno è perché sanno benissimo di cosa si tratta, sia chiaro. Detto da uno che non ha partecipato a niente.

Citazione:
Io ho la sensazione che si sia fatto questo ragionamento: questa è la riforma del governo, quindi non ci piace a priori, allora tutti in piazza, facciamo vedere che ci siamo e che facciamo "opposizione".


No, pepe, davvero. Se leggi te ne accorgi.
Potenziali tagli organici: a 87400 cattedre e 44500 posti di personale Ata. 240mila docenti precari delle graduatorie provinciali a casa.
60mila cervelli che devono ritrovare un lavoro entro il 30 giugno 2009 altrimenti vanno all'esterno. Protestano per niente?

Ricordo che la legge della Gelmini non è dichiarata come riforma scolastica. Si chiama "razionalizzazione della spesa pubblica", quindi non ha alcun intento di miglioramento della scuola pubblica, e non ha intenti riformatori. Giustissimo risparmiare i soldi dello Stato, ma non diciamo che le cose miglioreranno per la scuola. Sono conti, stop! Non una parola sulla cultura, sull'istruzione, sulla preparazione.
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Pepe
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #16 - 18. Oct 2008 alle 16:27
 
Ray, la mia era una critica ad un modo di fare che non mi piace, e che non condivido.
Ripeto, se questa riforma non va bene non è certamente una strumentalizzazione che può far cambiare le cose, ma un atteggiamento serio e maturo intanto di informazione giusta e corretta, e poi di opposizione seria, non quello che si è visto in questi giorni.
Quello che ho visto non mi è piaciuto!
Io se avessi un figlio, anche se fossi di sinistra, figlia dei fiori nell'anima, (e lo sono!) non vorrei mai e poi mai che mio figlio di 8 anni partecipasse ad un corteo con il pugno chiuso!
Mai e poi mai! E nemmeno che qualcuno gli mettesse un megafono in mano e gli facesse urlare slogan!
E questa è la scuola che ho? Queste sono le maestre, i dirigenti scolastici?
Se sono quelli allora siamo messi proprio bene! Altro che riforma!
Questo per me non è fare politica, e non si risolvono le cose così, si peggiorano, perchè si perde la fiducia sempre di più, in ciò in cui si è creduto davvero.
Bisogna ragionare con la testa, e se le cose non vanno bisogna ammetterle, ma non solo quelle che ci fanno comodo o solo quelle della parte politica opposta alla nostra.
Fino a che non avremo un atteggiamento onesto in questo senso non si potrà mai cambiare un bel niente, perchè è tutto in funzione di una strumentalizzazione politica.

La scuola italiana va bene?
Dovremmo partire da questa domanda.
La risposta è NO.
Il Governo ha fatto una proposta che non piace.
Ok, allora governo e opposizione lavorino insieme a trovare una giusta soluzione.
Se siamo un paese responsabile dovremmo fare così, se non lo facciamo allora vuol dire che di responsabile non abbiamo nulla.
E non mi venite a dire che è utopia, perchè per cosa gli interessa, a tutti, gli accordi li trovano!

Ma il fatto è che della scuola, in realtà, non gli interessa un bel niente a nessuno! Ancora non si è capito questo?

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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #17 - 18. Oct 2008 alle 17:47
 
Pepe ha scritto il 18. Oct 2008 alle 16:27:
Ray, la mia era una critica ad un modo di fare che non mi piace, e che non condivido.
Ripeto, se questa riforma non va bene non è certamente una strumentalizzazione che può far cambiare le cose, ma un atteggiamento serio e maturo intanto di informazione giusta e corretta, e poi di opposizione seria, non quello che si è visto in questi giorni.
Quello che ho visto non mi è piaciuto!
Io se avessi un figlio, anche se fossi di sinistra, figlia dei fiori nell'anima, (e lo sono!) non vorrei mai e poi mai che mio figlio di 8 anni partecipasse ad un corteo con il pugno chiuso!
Mai e poi mai! E nemmeno che qualcuno gli mettesse un megafono in mano e gli facesse urlare slogan!
E questa è la scuola che ho? Queste sono le maestre, i dirigenti scolastici?
Se sono quelli allora siamo messi proprio bene! Altro che riforma!
Questo per me non è fare politica, e non si risolvono le cose così, si peggiorano, perchè si perde la fiducia sempre di più, in ciò in cui si è creduto davvero.
Bisogna ragionare con la testa, e se le cose non vanno bisogna ammetterle, ma non solo quelle che ci fanno comodo o solo quelle della parte politica opposta alla nostra.
Fino a che non avremo un atteggiamento onesto in questo senso non si potrà mai cambiare un bel niente, perchè è tutto in funzione di una strumentalizzazione politica.

Ma il fatto è che della scuola, in realtà, non gli interessa un bel niente a nessuno! Ancora non si è capito questo?


Questo l'ho detto anch'io! Ho detto per primo che in questo mese non sono mai andato in piazza, ci sarà un motivo, ed è perché la penso come te.

Citazione:
Il Governo ha fatto una proposta che non piace


Il problema sta proprio in questo, il governo non ha proposto nulla, ha deciso di porre la Fiducia al parlamento per far approvare il proprio decreto. Questo vuol dire che, sotto il rischio (in questo caso irrisorio, visti i numeri) che il governo cada in caso di voto negativo, si ha, per compensare tale rischio, il vantaggio di far approvare dalla propria maggioranza parlamentare il decreto senza dialogo parlamentare, cosa che serve proprio a non dare la possibilità all'opposizione di presentare proposte di modifica alla legge in fase di voto. Allora? Chi è che non dialoga? Su un tema come quello scolastico..

Nemmeno a me sono piaciute certe cose che ho visto in piazza. Ma ti è piaciuto sentire dal capo del governo "Me ne frego di quello che dice l'opposizione" dopo che uno gli ha chiesto "come pensa di rispondere alla richiesta di dialogo proposta dall'opposizione?" ?
Per me è più grave questo, perché non è una semplice schermaglia fra avversari politici che ci può stare in momenti di tensione, in realtà è la vera dimostrazione dell'atteggiamento generale con cui questo governo si rivolge ai problemi e alle persone. Ha detto la verità, ha detto che faranno tutto quello che vogliono fregandosene delle istituzioni. Se queste sono le regole del gioco, è ovvio che è assolutamente inutile che si mobiliti un milione di persone, perché nemmeno vengono considerate, è per questo che ritengo irrilevante quello che fanno, sia nel bene sia nel male, perché non cambia di una virgola il problema, perché non servirà a far cambiare la legge, cosa che non può fare nemmeno l'opposizione in parlamento perché non ha i numeri. Non esiste nessuna opposizione. Esiste il governo e esiste chi ci rimette. Non l'ho detto io, l'ha detto il governo. Ma quando lo capiamo con chi abbiamo a che fare?

Non è solo per la scuola, è un problema generale, che riguarda di certo tutta la classe politica; ma se è vero che è un problema di fiducia, come stavi giusto dicendo tu, e di rispetto delle istituzioni, allora vediamo chi è che sta minando questo? Chi è che mette continuamente in discussione la Costituzione? (sembra una cosa da niente), il Capo dello Stato? Il centrosinistra al governo è capace di prendere provvedimenti ben peggiori, il problema è che sono reputate più gravi sempre e solo le cose più evidenti e fastose, mai quelle invisibili, che minano le istituzioni lentamente. Chi reputa peggiore un provvedimento sbagliato rispetto a una semplice dichiarazione istituzionale INAMMISSIBILE? Crediamo davvero che quest'ultima possa fare meno danni? E' da questo che dobbiamo ripartire.

Tutti i governi sono capaci di far danni, ma solo questo è capace di mettere in discussione tutto, rendere normali cose istituzionalmente inaccettabili. Per me queste sono le cose più gravi, perché alla lunga un paese ne risente di più. Poi la gente crede che un pluriprocessato possa anche non fare solamente i propri interessi, e va bene cosi.

O come quando volevano mettere in Corte Costituzionale un ex avvocato del premier (!!!) e quando gli hanno chiesto 'non le sembra un pò inaccettabile?' lui ha detto 'mah lo posso fare perché tanto è un tema che ai cittadini non interessa'. Sicuro! Perché i cittadini non sanno nemmeno cosa voglia dire o cosa comporti una cosa del tipo. Per forza che non gli interessa. E' questo il problema!

Scusate ma in questi giorni non ci sto più. E' solo uno sfogo personale, non rivolto a nessuno.
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #18 - 18. Oct 2008 alle 20:15
 
La Riforma:

1- Vi piacciono le classi separate fra Italiani e no?
2- Vi piace la chiusura delle scuole di montagna e di piccoli paesi?
3- Vi piace la messa a riposo di 100.000 precari che da anni lavorano con enormi sacrifici?
4- Vi piace il moltiplicarsi delle tasse universitarie, come conseguenza dei tagli ai finanziamenti?
5- Vi piace il progetto di finanziamento delle scuole private, in contrasto con la Costituzione?

Che bello il grembiulino, siamo tutti piu' buoni con il voto in condotta, e finalmente con un bel 4 invece che insufficiente decidero' che devo proprio studiare e fare il bravo bambino!
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Pepe
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Re:  Ministro Gelmini & istruzione
Risposta #19 - 18. Oct 2008 alle 20:56
 
Se la questione è politica io vi saluto.

Se invece questo topic voleva analizzare la riforma in tutti i suoi punti, senza andare a toccare discorsi politici e preferenze politiche, per quanto mi riguarda vi leggerò con piacere.

Visione, a tutte le tue domande rispondo di no.

Però:
1) ritornare ai voti non mi sembra affatto male, dopo anni di giudizi "diplomatici".
2) il maestro unico non lo vedo in grosso "pericolo" didattico, la maggior parte di noi adulti ha avuto un solo maestro, e quando furono introdotti i diversi maestri non fu per uno scopo didattico, ma semplicemente per dare lavoro ai precari.
3) il voto in condotta mi sembra una buona cosa, i fatti hanno dimostrato che il rispetto, in questo paese, non si sa più cosa sia. O ci siamo dimenticati i vari fatti di cronaca? Non servierà? Non possiamo saperlo ora, intanto facciamo capire ai ragazzi che comportarsi male non è lecito.
4) bocciare, con 5, mi sembra ottimo.
5) il grembiulino? è così un grosso problema?

Quindi, dal mio punto di vista, come in tutte le cose, prendere solo una parte è indice di cattiva fede. Se tutto non va se ne parla, e se ne discute, si boicotta, si lotta, si fa ciò che si può fare.
Ma è veramente tutto che non va, o lo diciamo solo per partito preso?
Non c'è veramente niente, ma proprio niente di buono in questa riforma?
Scusate ma io non ci credo, quindi ripeto, se lo si fa per sfogarsi di questo governo, che nemmeno a me piace ma proprio per nulla!, posso capirlo, però mi piacerebbe di più capire meglio quali sono le cose negative, e quali quelle positive di questa riforma.
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