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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Pianoforte Anelli (Read 117607 times)
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #180 - 15. May 2016 at 22:14
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #181 - 15. May 2016 at 22:18
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pianozero
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #182 - 16. May 2016 at 21:26
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Bel suono davvero, e belle immagini !
Nella prima foto del post precedente vedo la tavola armonica "rattoppata", è corretto ? , ma in quel modo recupera come fosse nuova ?
  
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #183 - 16. May 2016 at 21:58
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Dietro la tavola, trasversalmente al senso delle venature del legno, ci sono delle "costole" dette catene che, opportunamente formate, servono a conferire alla tavola la bombatura e "l'energia potenziale" per poter propagare la vibrazione delle corde attraverso i ponticelli.

Talvolta, quando la tavola si crepa, a cavallo delle crepe le tavole di abete possono scollarsi leggermente, magari non si vede ad occhio ma basta inserire una lastrina di metallo dello spessore di un foglio di carta tra catena e tavola per vedere se questa passa. Se c'è la scollatura si fanno dei buchini con un trapanino attraverso la crepa e la catena, senza trapassarla dalla parte opposta, poi con la stessa latrina si fa passare della colla a caldo molto fluida tra catena e tavola e si avvita una vite da legno con una piastrina rigida (quella che chiami rattoppo) e la si stringe in modo che avvicini la tavola alla catena come in origine, fungendo da morsetto.... E così via su tutte le catene lungo la crepa.

La colla a caldo fa rinvenire anche la colla originale, si lascia tutto pressato un giorno e poi i "rattoppi" vengono rimossi.... Alla fine si mette il filetto chiudere la crepa e ricostituire il corpo unico, enon si vede più nulla. In questo caso ho anche grattato tutta la vernice è fatto la verniciatura ex novo. La tavola guadagna di nuovo in bombatura, comuqnue si verifica anche se il dislivello tra telaio e ponticello (carica) è sufficiente prima di riarmare il piano. Ci sono diverse tecniche per aumentare/diminuire la carica.

Bombatura e carica sono due concetti differenti, un pianoforte di 100 anni era già in origine meno carico degli attuali, quindi caratterizzato da suoni più lunghi e attacco meno marcato di quello a cui siamo abituati oggi... non so dire se ritorna come da nuovo, chi lo sa come era da nuovo....forse a volte viene anche meglio...d'altra parte la tavola armonica è l'unica parte di liuteria del pinoforte, insieme ai ponticelli...quella che vive più a lungo.

Certamente se il pinoforte è stato tanti anni fermo va suonato e nel giro di un anno fa la sua maturazione, soprattutto dopo un restauro radicale.

Qui vedi la tavola finita, i rattoppi sono spariti, non è che si lasciano Smiley



  
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #184 - 16. May 2016 at 22:28
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Più che capire se il pianoforte restaurato è al 90 o 85 o 80% o meno delle potenzialità da nuovo bisognerebbe chiedersi se può essere più valido musicalmente rispetto ad una alternativa attuale a parità di prezzo... Sicuramente di verticali così alti, col tasto così lungo da permettere un buon tocco non me ne fanno più perché costerebbero una follia....

È il tasto più corto comporta dei limiti, che nel verticale ti fanno sentire tanto l'incidenza delle mollette, l'incidenza degli attriti, la difficoltà di fare il pinissimo Etc Etc ...tutti problemi che su una meccanica del genere, tanto
più se restaurata a dovere, non esistono. Pensa che quando togli la meccanica i tasti cadono in avanti, come nel coda, proprio perché la leva è favorevole verso il pianista! Succede anche su altri verticali grossi.


  
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pianozero
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Reply #185 - 26. May 2016 at 15:12
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Quindi alla fine è una vera operazione di chirurgia estetica e funzionale ! Si vede davvero la tua passione in questo lavoro. E guarda il suono che viene fuori da quel piano è davvero molto bello, in particolare l'attacco. Grazie per la spiegazione !
  
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #186 - 30. May 2016 at 10:47
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Grazie sei gentile, vedremo di far sentire qualcosa di meglio appena trovo il pianista  Wink
  
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #187 - 04. Jun 2016 at 06:03
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Bösendorfer
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #188 - 04. Jun 2016 at 15:25
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Sempicemente affascinante.
  
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Gianc
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #189 - 05. Jun 2016 at 06:39
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complimenti, un buon lavoro ed ottimi risultati   Cheesy
  

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pianozero
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Re: Pianoforte Anelli
Reply #190 - 07. Jun 2016 at 12:56
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che dire davvero un bel suono, tra i più morbidi direi, molto equilibrio. Faccio il maligno bonario.... Il fatto che si siano scelti brani che rimangono abbastanza al centro della della tastiera è perché c'è meno fiducia nel suono agli estremi ? Smiley
  
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Reply #191 - 07. Jun 2016 at 14:05
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pianozero wrote on 07. Jun 2016 at 12:56:
che dire davvero un bel suono, tra i più morbidi direi, molto equilibrio. Faccio il maligno bonario.... Il fatto che si siano scelti brani che rimangono abbastanza al centro della della tastiera è perché c'è meno fiducia nel suono agli estremi ? Smiley


Oh ciao, grazie per la bella domanda ...bisognerebbe chiederlo al pianista, ha scelto lui cosa suonare e non io Smiley

Comunque credo che la scelta sia stata mirata ad esaltare il bel canto, che è la caratteristica del piano.

Non è il pianoforte più adatto per suonare Rachmaninoff, credo, per questo ne ho altri ben più esplosivi  Grin

Però ci si potrebbe suonare tranquillamente Debussy, con più estensione sui bassi, con note "fantasma" nei pianissimo, questo sicuramente lo permette e non tutti i pianoforti lo permetto, vuoi perchè si inceppa la meccanica, perchè bucano la nota etc.

Ora non deve trarre in inganno la registrazione fatta col telefonino, che qualcosa taglia sempre ed è solo indicativa. Bisognerebbe sentire sempre dal vivo.

Per quanto riguarda le pretese sul risultato ovviamente non erano tante, è un lavoro che è stato fatto cercando di recuperare tutto, nel tempo libero. senza contare le ore, comprese le corde dei bassi smontate e ripulite... erano buone perchè il piano non è stato probabilmente mai a corista, quindi perchè buttarle via? E questo lo si capisce bene dalla uniformità sul passaggio all'incrocio, tra le corde di acciaio nuove, e quelle avvolte, le sue vecchie originali! Senti bene il passaggio all'incrocio per capire cosa intendo (anche se era ancora scordato qui si capisce lo stesso, fa nulla).

https://www.youtube.com/watch?v=AR9pYP5jxPg

Altre volte, su altri strumenti, ho scelto di cambiare tutto, dipende, dipende anche dal valore dello strumento....

credo che a voler fare un lavoro del genere rivolgendosi sul mercato oggi si superi di gran lunga il valore dello strumento, quindi lo si fa solo in caso di un valore affettivo, oppure perché vuoi e cerchi proprio quello strumento (sedersi davanti ad un verticale così imponente, con quel mobile, con la tastiera in avorio è comunque una bella sensazione).

Nel complesso funziona molto bene meccanicamente, il timbro è uniforme dalla prima all'ultima nota. E' riuscito bene. Non sarà un piano urlatore, ma di quelli ne esistono tanti, ne ho io stesso!

Considera poi che tra un anno sarà ancora meglio: questo piano è stato terminato nei primi di giugno, è stato credo 40 anni fermo, o forse più....insomma deve maturare di nuovo in tutto.

Grazie anche a Giancarlo e Bosendorfer per l'intervento  Wink
  
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Reply #192 - 07. Jun 2016 at 14:21
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Ecco, senti qui:

https://youtu.be/8XWCRrg-Px0


Questa era la resa appena finito, considera che era un pianoforte morto recuperato da un magazzino di mobili vecchi, e quando dico morto, intendo morto  Smiley
  
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Reply #193 - 07. Jun 2016 at 14:54
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^Fra^ wrote on 07. Jun 2016 at 14:05:
pianozero wrote on 07. Jun 2016 at 12:56:
che dire davvero un bel suono, tra i più morbidi direi, molto equilibrio. Faccio il maligno bonario.... Il fatto che si siano scelti brani che rimangono abbastanza al centro della della tastiera è perché c'è meno fiducia nel suono agli estremi ? Smiley




Per quanto riguarda le pretese sul risultato ovviamente non erano tante, è un lavoro che è stato fatto cercando di recuperare tutto, nel tempo libero. senza contare le ore, comprese le corde dei bassi smontate e ripulite... erano buone perchè il piano non è stato probabilmente mai a corista, quindi perchè buttarle via? E questo lo si capisce bene dalla uniformità sul passaggio all'incrocio, tra le corde di acciaio nuove, e quelle avvolte, le sue vecchie originali! Senti bene il passaggio all'incrocio per capire cosa intendo (anche se era ancora scordato qui si capisce lo stesso, fa nulla).

https://www.youtube.com/watch?v=AR9pYP5jxPg



forse un minimo si avverte il passaggio ma davvero impercettibile, le corde nuove credo siano quelle delle ottave più alte e mi sembrano ovviamente più "sonore". MA giusto se uno sta lì a farci caso.
  
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Reply #194 - 07. Jun 2016 at 14:56
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No no, le corde nuove sono tutte eccetto quelle avvolte di rame dei bassi, forse non mi sono spiegato bene.
Le corde di acciaio nudo non si recuperano, quando si disarma si cambiano sempre.

Mi riferivo al punto dove c'è incrociatura delle corde, il punto inquadrato dove c'è l'interruzione tra corde ramate e non. In genere è uno dei punti dove si valuta il pianoforte per capire se è abbastanza uniforme (certo una differenza ci sarà sempre anche sul gran coda, sono anche punti di risonanza differenti della tavola, anche se il ponticello è continuo).


Per quanto riguarda gli acuti è giusto che squillino di più, così deve essere, ed è giusto che i bassi non coprano il resto....
  
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Reply #195 - 07. Jun 2016 at 14:57
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^Fra^ wrote on 07. Jun 2016 at 14:05:
credo che a voler fare un lavoro del genere rivolgendosi sul mercato oggi si superi di gran lunga il valore dello strumento, quindi lo si fa solo in caso di un valore affettivo, oppure perché vuoi e cerchi proprio quello strumento (sedersi davanti ad un verticale così imponente, con quel mobile, con la tastiera in avorio è comunque una bella sensazione).





bè ma devo dire che il suono è notevole, dunque forse vale anche la candela farlo questo lavoro. E ti porti a casa un pianoforte notevole
  
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Reply #196 - 07. Jun 2016 at 15:02
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^Fra^ wrote on 07. Jun 2016 at 14:56:
No no, le corde nuove sono tutte eccetto quelle di rame dei bassi, non mi sono spiegato forse. Le corde di acciaio non si recuperano.

Intendevo dove c'è incrociatura delle corde, il punto inquadrato tra corde ramate e non.

Per quanto riguarda gli acuti è giusto che squillino di più, così deve essere, ed è giusto che i bassi non coprano il resto....

sì, se ho ben capito le corde dopo l'intervallo verso l'alto sono in acciaio nuove e le precedenti sono ramate originali, è lì che dico che avverto quella lieve differenza, del resto giustificata come spiegavi sopra.
  
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Reply #197 - 07. Jun 2016 at 15:03
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pianozero wrote on 07. Jun 2016 at 14:57:
^Fra^ wrote on 07. Jun 2016 at 14:05:
credo che a voler fare un lavoro del genere rivolgendosi sul mercato oggi si superi di gran lunga il valore dello strumento, quindi lo si fa solo in caso di un valore affettivo, oppure perché vuoi e cerchi proprio quello strumento (sedersi davanti ad un verticale così imponente, con quel mobile, con la tastiera in avorio è comunque una bella sensazione).





bè ma devo dire che il suono è notevole, dunque forse vale anche la candela farlo questo lavoro. E ti porti a casa un pianoforte notevole


Mmm, se te lo fai da solo conviene se lo devi far fare  bisogne vedere se lo hai già in casa perchè della nonna o della bisnonna, se lo devi reperire in giro etc...

Per un restauro totale fatto in questo ti potrebbero chiedere tranquillamente dai 3 ai 4 mila euro (e ci sta tutto il prezzo, se consideri le ore) esclusa la lucidatura del mobile, ovviamente.
  
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Reply #198 - 07. Jun 2016 at 15:06
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pianozero wrote on 07. Jun 2016 at 15:02:
^Fra^ wrote on 07. Jun 2016 at 14:56:
No no, le corde nuove sono tutte eccetto quelle di rame dei bassi, non mi sono spiegato forse. Le corde di acciaio non si recuperano.

Intendevo dove c'è incrociatura delle corde, il punto inquadrato tra corde ramate e non.

Per quanto riguarda gli acuti è giusto che squillino di più, così deve essere, ed è giusto che i bassi non coprano il resto....

sì, se ho ben capito le corde dopo l'intervallo verso l'alto sono in acciaio nuove e le precedenti sono ramate originali, è lì che dico che avverto quella lieve differenza, del resto giustificata come spiegavi sopra.


E ma in genere si avverte molto molto di più, poi così da vicino...se ti mettessi davanti a mobile chiuso non so se riconosceresti la nota di passaggio, senza vedere....almeno che tu non abbia un orecchio formidabile che sottovaluto ahahahah (te lo dico perché è verosimile anche un pianista esperto si possa sbagliare, senza essere aiutato dalla vista ovviamente....)
  
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Reply #199 - 07. Jun 2016 at 15:07
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^Fra^ wrote on 07. Jun 2016 at 15:03:
Per un restauro totale fatto in questo ti potrebbero chiedere tranquillamente dai 3 ai 4 mila euro (e ci sta tutto il prezzo, se consideri le ore) esclusa la lucidatura del mobile, ovviamente.

certo. immagino. E' una scelta da vero intenditore con buone disponibilità. Poi devi anche avere una consorte che ti accetta il design un po' retro per quanto bello del mobile Smiley
  
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