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Very Hot Topic (More than 25 Replies) MARTHA ARGERICH PER PIANOFORUM!!! (Read 64691 times)
Pepe
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MARTHA ARGERICH PER PIANOFORUM!!!
03. Feb 2010 at 21:37
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Premessa

Questa che leggeremo non è proprio un’intervista, perché non avevamo pensato a delle domande precise, quindi direi che più che altro è una chiacchierata a ruota libera, pensieri che andavano e venivano…
Martha ci parlava in italiano, e ho pensato di rimanere il più possibile fedele a ciò che diceva, senza “impostare” troppo per bene i discorsi, perché quello che ha caratterizzato questa chiacchierata è stata la totale spontaneità, la voglia di raccontarsi e raccontarci, con tanta simpatia e immensa disponibilità e se avessi cambiato le frasi forse questo senso di naturalezza sarebbe un po’ scomparso… e non mi piaceva molto l’idea.
Per questo motivo non ho scritto le domande che interrompevano ogni tanto i suoi ricordi e i suoi pensieri, tranne poche cose.

Spero che vi piaccia tanto come è piaciuta a me!

Pepe

  
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Pepe
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #1 - 03. Feb 2010 at 21:40
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Ginevra, lunedì 1 febbraio 2010

pomeriggio, svegliati da poco e ancora in pigiama … fuori nevica

caffè

Iniziamo? Ok, da dove? Non so… Scaramuzza? Ne parliamo tanto in forum… Quando eri piccola?

Avevo 2 anni e otto mesi, ero all’asilo … mi ricordo ancora la mia prima amica, biondissima, Elenita de Nardo, Elena, … le volevo tanto bene… io ero affascinata da lei, era così bionda e invece io ero così scura… e c’era un ragazzino di 5 anni …. Pedrito… mi scocciava, non gli volevo molto bene, a lui e anche un altro ragazzino, che ora non ricordo…
Pedrito mi diceva che non potevo fare niente!… "Tu non puoi giocare a questo! Tu non puoi salire sulla scala, sei piccola!"  E io invece facevo tutto quello che lui diceva che non potevo fare.

La maestra ogni giorno ci faceva riposare su dei materassini per terra, eravamo tutti insieme, e lei suonava le canzoni tipo London bridge (canta la melodia) e altre cose …  e Pedrito "Tu non puoi suonare il pianoforte!"

mi sono alzata da questo materassino, sono andata al pianoforte e ho suonato con un dito la melodia, non avevo ancora tre anni e questo ha fatto impressione alla maestra perché ho suonato e non ho sbagliato! Allora lei ha chiamato i miei genitori e così ho iniziato….

Ernestina Corma de Kussrow fu  la prima insegnante di piano, era specializzata nei bambini…. Aveva un metodo senza leggere la musica….  C’ero io, e Anery Aste e Gladys Le Bas, eravamo in tre bambine e facevamo i concerti! Anery suonava un brano che si chiamava Il Cu cu, aveva un legato interessante e le veniva molto bene!  Io invece non legavo ancora e facevo altre cose…
La signora raccontava delle storie, molto semplici, mi ricordo una storia dove c’era un cavallino… e anche altri animali…
Mio padre però mi raccontava delle storie molto più interessanti di queste, allora io mi annoiavo con queste… poi ero timidissima, era una cosa terribile, non mi soffiavo nemmeno il naso perché mi vergognavo… parlavo poco…

Mia madre allora mi mandò con John Montes, lui mi ha insegnato a leggere le note, allora a 5 anni sono andata via dalla signora De Kussrow e mia madre … non so come sapeva tutte queste cose … mi ha presentato a Scaramuzza.
Anche mia madre suonava, e cantava.
Nel mio appartamento c’era un pianino verticale, io non la lasciavo studiare… volevo sempre suonare io.
Da Scaramuzza avevo 5 anni e mezzo…
Eravamo solo due bambini, gli altri studiavano con la figlia, o con la sorella. Solo io e Gelber che siamo nati tutti e due nel 41, lui è pesci, 19 marzo e io 5 giugno…. Quindi solamente noi due potevamo studiare con lui.
Lui non voleva avere un bambino a lezione, quindi la mia mamma veniva, ascoltava e scriveva tutto…
Io non parlavo, non dicevo nemmeno buongiorno, allora lui mi disse che era necessario, se volevo prendere lezione da lui, che imparassi a dare la mano, ma in una certa maniera! … dovevi sentire la palma… non dovevi darla in maniera morbida… questo perché non dicendo niente almeno facessi qualcosa per salutare con educazione.
Lui parlava moltissimo…
La prima volta che ho partecipato ai concerti che lui organizzava per i suoi allievi ho fatto la “Sonata facile” di Beethoven, lui era contento, rimase molto contento.. dopo che ho suonato è venuto dietro il palco e mi ha preso in braccio ma io lo respinsi, non volevo essere abbracciata, da piccola i grandi mi facevano paura, non volevo… Lui rimase molto offeso.
Volle parlare con mio padre, gli disse che non voleva darmi più lezioni, che io prendevo tutto da lui e non davo niente, che ero “una pietra”.
Mio padre gli disse “Maestro, è una bambina” … E lui ha detto “Noooo ne ha 40!!!” (sorride)
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #2 - 03. Feb 2010 at 21:41
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E poi ha cominciato a metterci contro a me e Bruno, che eravamo molto amici, con suo padre, che era viola nell’orchestra del Colon andavamo sempre a teatro, eravamo sempre insieme e molto amici..
Dunque lui diceva a Bruno “La Martita è molto più avanti di te” e a me diceva “Bruno è a 100 km di distanza da te!” faceva queste cose… un po’ .. così… (sorride)
Mi dava del lei, mi parlava di anatomia, faceva dei disegni… Nelson Goerner ha il quaderno di Carmen Scalcione, era un allieva di Scaramuzza, era sposata con Dante Amicarelli, pianista di jazz meraviglioso…il suo cugino Francisco è stato anche mio insegnante più tardi.
Don Ernesto Scalcione si era sposato con la madre di Carmen quando lei era già nata, lui la faceva studiare… don Ernesto veniva anche a casa mia per farmi studiare… e io andai anche da Carmen più tardi, quando avevo 7, 8 anni perché dovevo suonare i concerti… e lei mi diceva come studiare.

Scaramuzza non diceva come studiare, lui parlava tanto e così Carmen iniziò ad insegnarmi davvero come studiare. Lei aveva visto anche Arrau, aveva fatto delle lezioni con lui …

Lui diceva sempre che dovevamo studiare la tecnica nei pezzi… aveva un temperamento molto forte,  c’erano delle persone che venivano anche da lontano per studiare con lui e lui chiamava “cretini”…. Faceva delle cose terribili, mia madre a volte piangeva.
Una volta a me disse “quando sei una cretina non devi venire a lezione…”

Io per non piangere guardavo la sua verruca (ride) per non essere triste guardavo quella specie di verruca che aveva nel viso…  per difendermi, capisci?  E così non piangevo, non ho mai pianto davanti a lui…
Io non piangevo davanti a nessuno…. Avevo tanta rabbia dentro… mi sentivo che mi saliva dentro e io penso che suonavo così veloce perché così sfogavo la rabbia, capisci?…. Io mi ricordo di questo… era una maniera di sfogarmi….

Io non credo che ero molto attratta dalla melodia… no, non ero attratta ero attratta dal ritmo e dalla polifonia.. avevo un orecchio fantastico ma non era questo… credo che il canto non lo capivo molto bene, ma sembra invece che lui rimase impressionato da me con il largo dell’op 10 n° 3 di Beethoven,  lui non mi aveva detto niente su quello…

c’era qualcosa naturale … non so di che tipo..
Non mi piaceva se mi parlava di cose di amore, di queste cosi qui capisci? .. per esempio nella Villa d'Este o a Au bord d'une source  lui diceva… caro.. caro… non mi piacevano queste cose.

A volte c’era una signora presente e lui… sai… si le faceva un po’ la corte e parlava, parlava … e io ero in imbarazzo…
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #3 - 03. Feb 2010 at 21:42
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Fuori nevica ancora più forte, caffè… telefono che squilla… sigaretta…

Le mie prime attrazioni musicali furono Bach, Beethoven e Paganini.
I preludi di Liszt … mio padre aveva un disco, c’erano anche delle musiche per violino..  sto parlando di ascoltare…. Ero molto attratta da queste musiche.

Non ero attratta dalle cose romantiche…. C’era qualcosa con il violino…

Ogni tanto ci guarda, sorride… o guarda in un punto fisso come si fa quando si ricorda…Dicevi di Scaramuzza?

Si, lui rimase colpito dal Largo ma io questo non lo sapevo, l’ ho visto dopo in una delle sue annotazioni.
Era un rapporto un po’ … così… (sorride)
Mi fece studiare gli Studi di Chopin e io dissi posso suonare l’op 10 il numero 4, ma le terze dell’opera 25 no. E lui mi disse “Ma chi è il maestro qui!!”  Io non ho mai suonato quello studio… sapevo che non lo potevo fare, anche se lui mi diceva di si… io sapevo quello che potevo fare e quello che non potevo….
Non l’ho infatti mai suonato, l’ho studiato ma non l’ho mai eseguito in pubblico….

Un'altra volta successe ancora che mi disse chi era il Maestro tra di noi, lui mi dirigeva un concerto, forse Mozart re minore, e io mi fermai. Lui mi disse “perché ti sei fermata?” e io gli dissi “non siamo insieme! E lui disse ancora “ Ma chi è il Maestro qui?”

Lui era geniale, era molto interessante ma sono rimasta con lui solo 5 o 6 anni.

Com’era quella dei pantaloni?

.. a volte diceva “è come i pantaloni di questo signore, che è entrato nella stanza, ci sono i suoi pantaloni ma lui dentro non c’è!!
Questo lo diceva per il suono vuoto, tutto è tecnica, quindi anche il suono … la produzione del suono fa parte della tecnica.

Poi mi ricordo della sua maniera di spiegare le cose, molto espressivo tutto, per esempio il braccio doveva essere in forma di c … per la cosa più clavicembalistica a z … e poi sai bisogna suonare con molto polpastrello e per questo diceva una cosa che mi piaceva molto e cioè che la mano era come un polpo, le dita i tentacoli ma quello più interessante è la punta del dito che è la ventosa… questo era interessante, sentire come se stai succhiando con le dita… (fa il verso onomatopeico) spiegare così diventa una cosa molto viva…. Trovo che sia meraviglioso questo… senti che prendi il tasto.

Che poi c’è anche il piacere del tatto nel suonare vero?

C’è anche il piacere tattile nel suonare … questo è interessante (sorride)

Mi ricordo anche un'altra immagine, quella per fare il legato che era per lui era come una linea fatta con cinque matite … le cinque dita le matite che scrivono la stessa linea…

La matita, il polpo… lui aveva questo modo di spiegare,  faceva gli esempi con delle immagini…. Per il peso, mi diceva che era come una zattera, la sensazione del suonare doveva essere quella… quella di essere una zattera nell’acqua …

Questo modo di spiegare mi da la sensazione che suonare il pianoforte non è una cosa rigida… è un altro modo per sentire il fatto di suonare…

Sempre prendendo… non era mai dall’alto… le dita mai dall’alto.

…. Erano moltissime le cose che diceva, veramente tante… era geniale.

Però si studiava sempre la stessa cosa, stavamo molto tempo con lo stesso pezzo… e allora quando sono andata da Carmen tutto fu molto diverso, ogni due settimane dovevo fare due preludi e fughe di Bach, o studi di Chopin… e quindi si imparava presto e si facevano più cose.

Mi piacerebbe tornare a quell’epoca, avrei bisogno di tornare a “nutrirmi” di qualcosa, era un periodo in cui imparavo…
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #4 - 03. Feb 2010 at 21:45
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Ci fermiamo un attimo…
Sai che in forum stiamo facendo il questionario che fecero a Debussy, vuoi farlo?

Non so, forse non sono ispirata… non so …

Quale è la virtù che preferisci?
Bontà
La qualità che preferisci in un uomo?
Sensibilità,intelligenza e buon umore
E in una donna?
Naturalità e anche generosità
Cosa ti piace fare?
Parlare e qualche volta camminare, guardare films
Quale pensi  sia la caratteristica che ti contraddistingue?
Impazienza
Quale è la tua idea della felicità?
La felicità è lo stesso di quando inizia la primavera, questa festa della natura, i boccioli… l’aria è un po’ diversa, un po’ tiepida….
E dell’infelicità?
Una scatola nera quadrata, io sto dentro e non posso uscire, quando tutto è chiuso….
Il colore e il fiore preferito
Blu la rosa rossa o tea
Dove vorresti vivere?
Sul mare, e vicino a persone alle quali voglio bene.
Se tu non fossi tu, chi vorresti essere?
Un fuoco d’artificio, in questo momento
Scrittori e poeti preferiti
Dickens, Dostoevskij Kundera diversi….
Boudelerie in un epoca… mi piacciono tante cose….
Pittori e musicisti
Magritte, Klint molte opere del secolo venti… Beethoven! Non c’è niente da fare, Schumann, Prokofieff … dipende….
Il tuo eroe preferito
Gesù
Le cose che non sopporti
Crudeltà, la tortura… la pena di morte queste cose non le sopporto….
Il personaggio più crudele della storia
Ce ne sono parecchi, Hitler è il primo che viene in mente, Nerone anche…. Stalin…
Quale è il tuo umore ora?
In attesa…..
E il tuo motto?
Vivere!
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #5 - 03. Feb 2010 at 21:47
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Riprende…

Però la mia rivoluzione musicale fu con Gulda, lui era totalmente autodidatta sai? Non mi ha mai parlato di cose tecniche, non c’era bisogno… quello che contava per lui era il risultato.

C’è una storia fantastica, una cosa che gli è successa in Argentina sai che lì erano ossessionati dalla tecnica… allora lui era in una riunione di musicisti e tutta la gente parlava di tecnica, e la tecnica qui e la tecnica là…  Ci fu un ragazzo che suonò per lui (era molto giovane in quel tempo) e allora Gulda dopo che ebbe suonato gli chiese “Ti piace quello che hai fatto? Quello che è venuto fuori?” e il ragazzo “siiiiii” e lui  “Allora hai una tecnica fantastica!!!! “  (ride di gusto)

Mi ricordo Gulda che mi diceva “ no… no…questo crescendo che tu fai  …arrivi troppo presto è come un’eiaculazione precoce… ah… ma non puoi capire tu sei ancora piccola (avevo 13 anni) allora cerca comunque di capire che devi arrivare fino all’ultima nota!”
Lui si rese conto che io ero una ragazzina ma io ho capito ugualmente (ride)
Gulda aveva 11 anni più di me…

E tu ne eri innamorata …

Io mi sono innamorata, ma lui non sapeva niente.
Dopo ci siamo incontrati di nuovo, e lui diceva che io non ero in buona forma e neanche lui era in buona forma in quel momento, allora mi disse che potevamo stare un po’ insieme per aiutarci, ma dovevamo essere anche amanti ma io dicevo di no… e cosa vuoi… lui diceva “a te piace separare tutto io invece qui (indica la testa) qui (indica il cuore) e qui (indica un punto ben preciso, per intenderci, sotto la cintura dei pantaloni)  per me deve essere insieme!”
Era del Toro …. (guarda un “Toro”(*) seduto davanti a lei e sorride)
Ma non è successo tra noi, per me era impossibile, gli dissi “non posso, perché io ero così innamorata di te quando ero tua allieva (non mi ricordo se gli davo del lei) e lui ha detto… “io pensavo che eri una bambina!!!” (sorride)  Tanta ammirazione … tante cose è impossibile avere una relazione… capisci?

Mi disse “Io posso aiutare te al  70 per cento e tu puoi aiutare me per il 30 che rimane”
A lui piaceva come io suonavo, era molto interessante per lui e pensava che in quel momento poteva nuovamente aiutarmi…. Non è successo niente, sono andata via…. Non potevo sopportare questa  non so come dire… avevo ammirazione folle ho avuto paura…. capisci? (mi guarda in cerca di conferme)  Era troppo…..

Con lui sono rimasta un anno e mezzo… lui mi diceva “devi rimanere solo due o tre anni non di più perché stai iniziando a suonare come me e questo non va bene.
Stai facendo come facevo io con il mio maestro, ma lui non suonava in pubblico”.

Lui incideva le lezioni, a me non piaceva iniziare, allora iniziavo a parlare di cose che mi preoccupavano, gli parlavo della questione dell’anima  … queste cose… lui ascoltava, si era reso conto che io non volevo iniziare e che ero preoccupata… lui mi faceva parlare, intanto si sedeva al piano e iniziava a suonare trenta secondi, e io allora continuavo da dove lui aveva iniziato… aveva capito che io mi bloccavo.
Ho ancora questo problema per cominciare qualsiasi cosa…
Incideva e dopo si doveva ascoltare, io dovevo ascoltare con lui con la matita guardando cosa facevo e dovevo criticare me stessa da quello che sentivo… allora lui mi diceva ok fai, quello che  hai pensato.
Una volta io gli dissi che dovevo andare a casa, e studiare e pensare e lui mi disse “No! Tu lo puoi fare adesso”
Tu lo puoi fare adesso…. (sorride)

Una volta dovevo suonare la ballata in sol minore e lui mi ha sentito e ha detto “E’ orribile!” e ha iniziato lui a suonare la ballata e dopo ha detto “Anche la mia è orribile…
Cerchiamo di fare qualcosa insieme cerchiamo di capire….”
Aveva onestà… come tutti i Toro (ride, e guarda nuovamente il “T oro”(*) che ha davanti) diceva le cose che pensava….
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #6 - 03. Feb 2010 at 21:52
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Ogni tanto interrompe i ricordi e le viene in mente che deve fare delle cose Devo andare a comprare lo yogurt e sta chiudendo il negozio! Sono le sei del pomeriggio.

Una volta ero rimasta un mese con una sonata di Schubert, una delle la minore (canta … do si la miiii do la mi ) e lui era preoccupato
“Argerich” mi disse “io pensavo che tu eri talentuosa ma forse mi sono sbagliato!”
E mi disse “Ok la settimana prossima portami Gaspard de la nuit e le variazioni Abegg”
Io non sapevo che era difficile Ravel e l’ho imparato in cinque giorni! Lui mi ha fatto questo…
ha visto che ero bloccata con questa sonata…e mi ha dato questa altra cosa da studiare…
Io ormai avevo un vaccino con Scaramuzza….

Hai ritrovato il bambino… Pedrito…

Ho ritrovato il bambino che mi diceva che io non potevo fare niente, e io facevo le cose che lui mi diceva che non potevo fare.
Lui sapeva delle cose a livello inconscio, era incredibile.
A me piaceva quando suonavo per lui e lo guardavo e mi rendevo conto dalla sua faccia, era trasparente….

Telefono … sigaretta …
Si sta facendo buio. Cammina e continua a parlare dall’altra stanza, mentre si cambia.


Non sapevo che avrei fatto la pianista… ma non so fare altro, non sapevo fare altro…

Gulda era molto speciale, un giorno lo incontrai a Berlino, io stavo male, per amore. Lui mi vide e mi disse  “Lasciami pensare cinque minuti” dopo mi disse  “Ti dirò quello che faccio io, comincia a guardarti attorno, non ti dico di andare a letto con altri, guarda come questo cammina, se quello ha un bel sorriso, se questo è intelligente… guarda intorno  a te e apprezza le qualità che tu vedi negli altri”
…. Guardare e apprezzare le qualità degli altri…
Uno quando sta male per amore non vede niente, è terribile…
Questa cosa è divertente…. Non trovi? (ride)

Ma è strano, Gulda io so che è morto ma per me non è morto, quando penso a lui è una carica di vitalità, di vita, di talento… per me non è morto, è strano!!!
E’ strano … non ho questo con altre persone….

Lui voleva che io facessi jazz, e un po’ l’ho fatto ma poi ho lasciato.
Era molto arrabbiato per questo, mi ha incontrato quando avevo 40 anni e trovava orribile questo fatto, che non avessi continuato con il jazz… anche io. Ma ormai forse è troppo tardi…. Non ho tempo nemmeno per andare a comprare lo yogurt!

Il negozio ormai è chiuso, niente yogurt.

Tu pensi che sia troppo corta per il forum? Vuoi continuare? (chiede a me... io si, vorrei continuare, ma penso anche che è tutto il pomeriggio che è qui con noi a parlare di sè... ma è anche vero che le piace... non so... non rispondo e mi limito a guardarla, ma lei ha capito che vorrei continuare)

Nel frattempo è arrivata Akane(**), abbiamo fame e decidiamo di andare a mangiare.
Ha nevicato molto, e fuori è freddo, ma pensiamo di andare comunque a piedi.
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #7 - 03. Feb 2010 at 21:54
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Di nuovo in casa. Riprendiamo le nostre postazioni

Dove eravamo rimasti?

A Gulda ...

Lui era del 16 maggio...
Non sono mai rimasta affascinata da nessuno come da Gulda, non avevo mai visto una cosa così interessante e originale, ma originale naturalmente…. E poi anche la sua espressione era così diversa…
Lui era flessibile con le dinamiche, senza barare, lui, nei riguardi del testo, voleva essere come un musicista fotografo, non come un pittore …. Voleva avere una fedeltà visiva, far vedere quello che c’è.
Quando guardi il testo vedi che è esattamente quello! .. e poi aveva delle sonorità talmente straordinarie…
Era rimasto affascinato da Cortot, è interessante perché non ha molto a che vedere con lui
Ha iniziato a suonare Chopin grazie a Cortot, si è entusiasmato ascoltandolo…
Avevano in comune che vedevano oltre….

Cortot si, straordinario, le incisioni, non personalmente. Straordinario musicista, coerente. Si, una cosa straordinaria.

È interessante il fatto che Gulda fosse attratto da una cosa totalmente diversa da lui, i suoi compagni non capivano tanto bene.
Era straordinario…

Una volta c’era Ludwig Hoffmann che voleva sposare un'altra pianista, e Gulda ha detto “Ma come vuoi sposare quella li… non ha ritmo!!!” (ride)

Un’altra volta fece un concerto a Vienna che era con prova di viso (ride)

Prova di viso?

Si! Quelli che venivano a comprare il biglietto ed erano brutti dovevano stare in fondo… c’era un suo assistente per questo!
Poi un'altra volta a Losanna si presentò con un programma,  Bach e Gulda (una cosa così) e il concerto iniziò con lui che improvvisava. Molta gente andò via, allora lui, visto questo disse: “e ora che gli scemi se ne sono andati suonerò Bach …”

Lui era molto povero quando era piccolo, durante la guerra quando l’Austria fu occupata suo padre non era nazi, e quindi non poteva lavorare … aveva freddo, aveva un cappotto sottilissimo e accompagnava cantanti per guadagnare un po’ di soldi, era giovane 11 anni magro e (Bruno Seidlhofer mi ha raccontato questo) Andò da lui, da Seidlhofer e gli chiese “Maestro sarò un grande pianista?” E lui rispose si. E allora Gulda gli chiese: “Quando?” (ride)

Un'altra volta c’era una ragazza bellissima di 15 anni, era la fidanzata di Jacques Klein era brasiliana, una bellezza incredibile e era anche miliardaria e aveva parecchio talento, non suonava niente male. Suonò per lui, lui la guardò e le disse: “sei così bella, sei così ricca perché vuoi suonare il pianoforte?

Secondo lui (e non soltanto secondo lui) quando tutto va bene nella vita, sei bella, sei felice, hai l’amore non hai un bisogno di fare qualcosa in modo speciale, lui trovava che nella mancanza si trovano molte cose speciali… non so se ha ragione …

Gulda una volta mi disse che era stufo di suonare tutto ciò che non fosse Mozart perché tutti gli altri “mostravano il loro mal di pancia” e che per questo voleva suonare solo Mozart e il suo proprio mal di pancia, le sue proprie composizioni…. (ride)

Non so se è solo attraverso la sofferenza che si trasmette.

Con Steven Kovacevich bisticciavamo moltissimo, e lui diceva “ bene,così avremo dei buoni cachet!” e io dicevo”Perché?” e lui diceva” perché soffriamo tanto e suoneremo meglio!! (ride)
Quando tutto va bene, è troppo liscio non so…. Forse è davvero così, ma per esempio Mendelssohn stava molto bene, era un ragazzo prodigio , era bello…  non so….

Anche Steven mi diceva che vedi gli amici nelle cose piccole, perché nelle cose grandi tutti siamo bravi, ma non nelle cose piccole.
  
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Reply #8 - 03. Feb 2010 at 21:55
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È tardi… siamo un po’ tutti stanchi e i discorsi non seguono più un filo conduttore… vanno e vengono… io scrivo, qualcosa, altre cose mi passano …

Io non ho mai visto una persona così talentuosa come Gulda.

Un'altra persona straordinaria è Rostropovich, e Bernstein è una cosa fuori dal comune, straordinaria….


Celidibache certo…
Mi ricordo una cosa, nella prova generale non eravamo in sintonia, nel concerto di Schumann, c’era Steven che ascoltava, anche lui mi diceva che sembrava che facessimo due cose diverse… Celidibache mi disse “Non essere schiava della tua propria confusione”… mica male no? (ride)

Una volta una persona che lavorava in un teatro, non so… metteva i programmi… lavorava per il teatro mi disse una frase: “Lei deve abbracciare la saggezza dell’incertezza”

Queste due cose mi hanno colpito, ma non so se ho imparato qualcosa da questo… credo di no, ma mi hanno comunque impressionato.

Ultimamente mi piace studiare il pianoforte, ci sono dei momenti in cui mi piace, altri no… ma mi piace studiare le cose che non devo suonare! E questo è un problema, perché suono troppo e poi non posso studiare bene da pertutto, a Bruxelles si perché a me piace studiare di notte e li posso farlo.

Da molti anni ho questo ritmo, perché di notte? Perché sono meno disturbata, la gente dorme, e c’è una sensazione diversa… però mi piace iniziare prima di buio…
Mi è difficile cominciare a studiare, poi però quando ci sono ci sono!

E poi ora forse perché sono vecchia e non ci sono tante cose da fare, in altri sensi…. Allora questo è diventato molto interessante (ride)

C’era un periodo in cui se non avevo una vita amorosa, sentimentale, mi era molto pesante studiare, mi sentivo depressa. Se invece non dovevo fare tanti concerti non mi interessava, perché c’erano gli amici, le cose da fare… ma quando c’è troppo lavoro allora diventa pesante.

Ci guarda e ci chiede Tu pensi che più avanti che si va nell’età le persone iniziano a suonare in maniera più fredda?

Con la musica, con il fare musica ancora non mi sento cambiata, però non so se le persone hanno notato un cambiamento… io parlo sempre con Nelson (Freire) di questi cambiamenti se ci sono stati o no… con Nelson eravamo in simbiosi in un certo periodo, non c’è stato mai niente tra di noi, ma era comunque un amore…. Ora è diverso, ci vediamo poco… ma lui sa tutto di me, osserva molto, mi conosce molto bene… una volta ci siamo detti che quando suoniamo insieme è come se fosse un’altra persona a suonare … è molto interessante questo…

Questo è interessante del suonare insieme, vedere se c’è un soccorso reciproco. A volte succede che ci si contagia a vicenda, invece a volte può succedere che uno tira l’altro nel momento in cui l’altro non va molto bene.  Questo viene se si suona ascoltandoci… è molto speciale quando succede che fai qualcosa nel momento….

Il pubblico? Si, sento quando c’è qualcosa, quando ascoltano… a volte vedo qualcuno che sbadiglia, succede anche questo, sai? Ci si rimane un po’ male, mi metto a pensare che forse sto facendo qualcosa di noioso (mi capita di guardare il pubblico quando suono con l’orchestra)…
Poi ovvio che dimentichi, ma c’è di tutto quando suoni… in ogni posto è diverso, ogni sera è diverso… non è sempre lo stesso ci sono dei concerti nello stesso posto che possono essere totalmente diversi … mi è successo di sentire una cosa dal vivo di un'altra persona che mi era piaciuta molto e poi mi hanno dato un incisione di quello che avevo sentito e non mi piaceva più… anche questo succede, allora questo è anche l’ascolto che cambia…..
  
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Reply #9 - 03. Feb 2010 at 21:56
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Tu pensi che il concerto è una cosa che continuerà? (chiede lei a me)

Celidibache per esempio non voleva incidere,… no, non succede la stessa cosa con il video….


Stephen Ashkenazy diceva che certe volte si addormentava quando un concerto era bello…
(Ride)

Una volta ho smesso di suonare,  ero in una crisi molto forte, avevo avuto la mia prima figlia, non avevo nessuna guida…. Mi ricordo andai a Bruxelles perché mia mamma mi aveva iscritto al concorso … sono andata a provare, ho capito che non dovevo presentarmi..  quel concorso lo vinse il babbo di Sasha Mogilevsky….
In quel periodo pensavo di me che prima ero una pianista, ma ora non lo ero più.
Iniziai a pensare a cosa avrei potuto fare, sapevo le lingue.. potevo fare la segretaria.
Mia madre mi fece incontrare con Stephen e Annie,  erano a Bruxelles. Loro mi hanno dato forza, iniziai a suonare di nuovo e dopo qualche mese vinsi Varsavia.

Ho fatto tre concorsi, che ho vinto, Busoni, Chopin di Varsavia e Ginevra….

Dopo la prima volta che andai in Russia volevo andare da Michelangeli a suonare, avevo 19 anni .
Andai, c’erano altre persone, ma non si studiava per preparare dei concerti, non si suonava in pubblico, si andava per stare da lui e studiare. Lui era un grandissimo artista, ma ci trattava come se fossimo la sua famiglia, eravamo circa dodici, lo aspettavamo sempre si mangiava insieme, si giocava a ping pong… ad Arezzo e Moncalieri….

Io stavo molto bene in quell’epoca….

Ho dei ricordi fantastici anche di quell’epoca, bellissimi.
Una volta mi disse che io mangiavo troppo, ma io ero molto magra anche se mangiavo, ma lui mi diceva che andavo a finire all’ospedale.
Poi fumavo molto e lui una volta mi propose di fare un patto, lui avrebbe smesso di fumare insieme a me e per due giorni l’ha fatto!
Un'altra volta sotto il tovagliolo ho trovato un profumo diverso da quello che io portavo sempre, mi disse: “il tuo profumo non va bene con il mio”, allora mi regalò questo!
Era molto strana quell’epoca, perché era proibito andare anche ai suoi concerti, si doveva andare di nascosto… non so perché….
Una volta c’erano due pianoforti in un posto io avevo iniziato a suonare e l’indomani i pianoforti erano chiusi a chiave… lui non voleva che si facesse musica insieme…. E’ molto strano questo…

Una cosa molto comica, quando ho fatto il mio debutto a New York lui c’era, e c’era un signore dello Steinway che parlava di me con lui.. Michelangeli gli disse: “io ho fatto molto a questa ragazza!” e questo signore gli disse “ma maestro io so che ha fatto solo quattro lezioni con lei” e lui disse: “ma io gli ho insegnato la musica del silenzio!”

All’epoca ero molto fan di Horowitz (anche oggi) e avevo molti lp e mettevo molta sua musica nella mia camera.
Una volta mi ha detto un amico, Alberto Neuman che Michelangeli camminava sotto le scale, camminava, e girava, e camminava e sentiva e diceva “ahhh quella Martha con il suo Horowitz!!!” Non so se era geloso ma è curioso, non so cosa pensasse…. Lui era una persona generosissima dal punto di vista dei soldi, non si pagava niente!
Il Maestro Sonzogno mi raccontò che una volta avevano suonato insieme e Michelangeli aveva ricevuto una busta con il cachet. Un signore per la strada lo fermò, gli disse che era molto povero e Michelangeli senza dire nulla gli ha dato la busta del cachet!
Michelangeli non è morto nella ricchezza per niente, aveva cancellato tanti concerti, non voleva fare uscire alcune incisioni ..

Noi l’aspettavamo sempre, lui a volte si scocciava per questa cosa… non si pagava niente e allora non potevamo pretendere e aspettavamo che lui avesse voglia di chiamarci per farci lezione.
Alla fine di questo corso era necessario fare tre concerti e lui ha chiesto a me e a Premezzi, e io quando ho sentito questo ho detto “Maestro ma io non le ho fatto sentire molte cose, vorrei suonare metà con Premezzi”…. Mi sembrava giusto suonare qualcosa che lui avesse sentito… e allora lui mi disse “No da qui in poi ti darò una lezione ogni giorno”… allora ho accettato…. Invece non successe niente!… allora per mostrare che ero dispiaciuta feci anche lo sciopero della fame, passeggiavo davanti alla sua camera…. E tre o quattro giorni prima del mio concerto lui se ne andò via, e io ho suonato…
Ritornò tre giorni dopo e mi disse “ho sentito che hai suonato molto bene”… è tutto quello che mi ha detto (ride)

Ad altri disse “Io non do lezioni, quelli che devono suonare suoneranno in qualche modo, io do lezioni a quelli che devono insegnare”…. Questo lo disse una volta a qualcuno… non a me direttamente…

Io non ho mai insegnato, posso dare un parere a volte, ma non ho mai fatto lezioni a nessuno….
  
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Pepe
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #10 - 03. Feb 2010 at 22:03
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Ritorna sul tema del concerto, se andrà a finire perché ci sono tutti i video… lo domanda a Daniel e lo domanda ad Akane….

Tu guarda Glenn Gould, lui non ha più suonato, a lui piaceva molto la tecnologia, a lui piaceva di più del suonare in pubblico. Lo disturbava viaggiare, tante cose lo disturbavano, cose  che secondo lui non favorivano la musica…
Era molto solitario…. Con gli amici soltanto al telefono….
A lui piacevano molto gli animali, ha lasciato nel suo testamento molto per loro…. Sai?

è tardi, ma abbiamo voglia di continuare a parlare, quindi i suoi discorsi si mescolano a quelli dei suoi amici presenti, quindi è difficile per me continuare a scrivere ma decido di continuare a provarci, non avranno un senso logico, ma forse qualcosa di bello ci sarà comunque

Io quando vado nel pubblico ad ascoltare i concerti guardo sempre gli altri.
È una cosa terribile invece quando sono sul palco e sono guardata. C’è un problema perché c’è una certa immobilità della testa, non ho spazio soprattutto se c’è pubblico anche dietro, o intorno come in certe sale… c’è un problema nell’essere guardato… non so da quanti occhi, qualche volta le luci su di te… non so se è soltanto il problema della miopia, ma anche i problemi degli insetti..
Tu sei li, vulnerabile… c’è una cosa che fa un po’ paura, istintivamente, fa una cosa strana… Non siamo preparati a questo, immaginati che sei per strada e non so magari ci sono tante persone che ti guardano come ti senti?  Non è naturale…

Noi sappiamo che la gente viene anche per guardare, ma questo è terribile….

C’è poca gente che viene per ascoltare la musica come per esempio in Germania, a volte venivano con lo spartito si preparavano per questo, e a volte ti chiedevano come mai ha fatto questo … prima era così… oggi non succede quasi più… la gente non viaggiava come oggi, quindi rimanevano nella loro città e apprezzavano quello che la città offriva, non c’erano tanti dischi non c’erano video….

Anche fare un disco era una cosa molto speciale, oggi tutti possono fare un disco, prima era una cosa speciale.

In un certo senso siamo andati peggiorando con la modernità
Anche la gente che non aveva la possibilità di ascoltare aveva le trascrizioni, per questo ci sono tante trascrizioni, volevano capire, sapere come era la musica  a casa allora si faceva house music ...
Oggi  anche con internet è tutta un'altra cosa, tutto è molto cambiato….

Noto una mancanza di fervore già da tempo…


Vorrei capire perché quando eravamo da Michelangeli non era permesso andare al suo concerto, si doveva andare di nascosto…
Lui non doveva vederci… non doveva sapere che eravamo li… non so perché…. Tu vedi una qualche spiegazione in questo?

Chiede a me, e lo chiede a Daniel.
Io dico che non si può sapere, si può pensare qualcosa, tipo che in quel modo loro avevano ancora più curiosità di lui … Daniel dice che forse potrebbe essere il fatto che lui era un perfezionista …  a volte suonava il programma dopo averlo suonato in concerto per farsi autocritica…

L’altro giorno a Milano volevo suonare ancora un'altra volta la Cenerentola, perché non mi è piaciuta, volevo farla bene.

Anche io a volte dicevo ai miei amici di non venire, ma non era per scherzo… perché non mi sentivo a mio agio…

Mi ricordo una battuta, ero in questo recital a New York, suonava lui (Michelangeli) e c’era anche Rubinstein … e io ero in un palco e c’era la signora Horowitz, la Wanda Toscanini… e ad un certo momento Michelangeli ha suonato una sonata di Scarlatti … o Soler, non ricordo.. e ha doppiato il basso con l’ottava e la Wanda disse “Non posso sopportare questi bassi raddoppiati!”
Allora io mi sono arrabbiata e le ho detto “Signora lei dovrebbe essere abituata!” e lei ha risposto subito “Esattamente per questo!”

Ridiamo della furbizia e della prontezza della signora Wanda

La paura? Sul palcoscenico, in pubblico perché uno deve aver paura?
Qualche volta ho molta paura, a volte no.

Aldo Ciccolini è andato a chiedere a tante persone di cosa avevano paura e anche a una donna che faceva lo streptease se aveva paura di fare il suo show, e la donna diceva che la disturbava essere guardata eppure era il suo lavoro… non è incredibile?

La gente pensa che io voglio suonare, pensano “questa ha voglia di farsi vedere” e invece non è vero, questo è l’assurdo no?


Sono le due di notte passate ... ho sonno… Martha, come la finiamo?

Non c’è finale di niente. C’è soltanto un cammino….


Martha Argerich per Pianoforum by Pepe
Ginevra, 1 febbraio 2010


alcune foto

(*)   = Daniel Rivera
(**) = Akane Sakai



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Pepe
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #11 - 03. Feb 2010 at 22:04
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Finito!  Cheesy
Ora vi lascio un paio di giorni per leggere tutto  Cheesy è lunga vero?
Poi però voglio leggere i vostri pensieri ok?  Smiley

  
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Werckmeister
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #12 - 04. Feb 2010 at 01:11
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Finito... Pepe, ci hai fatto un regalo ME-RA-VI-GLIO-SO, e anche la signora Argerich, grazie infinite a tutt'e due, Smiley
  
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giangyk
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #13 - 04. Feb 2010 at 01:30
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Letto tutto con molto interesse!
  
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Rapsodia
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #14 - 04. Feb 2010 at 08:15
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E' una cosa fantastica, interessantissima. Mi è piaciuto molto che non abbiate impostato domande e risposte perchè cosi' s'è ricreato il "salottino" e il clima intimistico dell'intervista. E ho apprezzato, penso lo apprezzino tutti, la fatica nel trasporre le cose scrivendo, perchè hai scelto di non viverti tutto il momento da sola, quindi grazie molto per questo. Sono moltissimi i punti che mi hanno colpito, come parla di Gulda..della sua vita, del suo imbarazzo nell'essere guardata (si vede anche da come cammina veloce sul palco), ma una cosa su tutte mi colpisce da sempre e per sempre e ne ho la riprova in queste occasioni: questa donna che ne sa veramente di tutto, volendo essere obiettivi, ha la straordinaria capacità di "non sapere nulla"; nel senso che non credo che ne dia solo l'idea, ma per ogni frase, per ogni concetto che espone è subito pronta, prontissima a metterlo in discussione con te, con l'interlocutore che spesso credo sia anche semplicemente se stessa; dubitare di tutto, trovare le soluzioni insieme all'altra persona. Questa è una cosa veramente interessante; penso che al di la della Musica, sia la sua piu' grande lezione che abbia potuto trarre da tutti i suoi maestri e dalle persone interessanti che ha trovato sul suo cammino; ripeto musica a parte, anche se nella musica, il fatto che sia stata abituata a criticarsi dopo aver suonato, a dire cio' che secondo lei non andava bene, è servito molto anche umanamente. A me piace moltissimo quando qualcuno sinceramente si mette sempre in discussione, specie se questo qualcuno è una persona cosi' GRANDE nel senso veramente ampio del termine. E' pazzesco, assolutamente pazzesco, che dopo tutto quello che ha visto, vissuto, guardato, applicato, pensato, viaggiato, suonato lei abbia una curiosità per le cose che la circondano, pari a quella di un neonato che scopre piano piano il mondo. Vorrei sapere come fa...

W la Martha, ditele che anche io sono un Toro di Maggio, pero' Grin
  
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Topolina
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #15 - 04. Feb 2010 at 08:38
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La semplicità dei grandi.
Grazie!
  
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Cav.E.M.Fairendelli
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #16 - 04. Feb 2010 at 09:06
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grazie pepe intervista meravigliosa.
gran donna davvero, anche per chi pianisticamente ha magari altri idoli.
CEMF
  
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mrth
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #17 - 04. Feb 2010 at 10:00
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Quote:
gran donna davvero, anche per chi pianisticamente ha magari altri idoli.
CEMF


E' vero! Per quanto mi riguarda è il mio idolo da sempre, da quando ero piccola, e prima di me lo è mio papà che mi ha passato la passione per il pianoforte e per la Argerich! Di questo parlerò altrove per non rischiare di essere off topic sin dal mio primo messaggio  Cheesy
Ho voluto scrivere qui, prima di presentarmi, perchè mi sono iscritta per dire grazie grazie grazie grazie! Avevo letto nel topic sulla Argerich di questa intervista ma non ci credevo, lo dico francamente, mi sembrava una cosa troppo grossa! So che la Argerich è allergica persino agli autografi, non capivo come potesse aver accettato di fare l'intervista per un forum italiano e ho cercato di capire quale fosse il collegamento tra Pepe e lei ma non ci sono riuscita!  Vorrei sapere tutto di questo incontro! Come era vestita, come era seduta, come è nata l'idea, perchè ha accettato, come è successo tutto!
Alcune cose che ho letto le sapevo già, per esempio che imparò Gaspard in cinque giorni, ma sono rimasta impressionata dall'amore per Gulda! Sapevo della sua grande ammirazione ma non che l'amasse e ne fosse innamorata e nemmeno che la sua figura l'avesse influenzata così tanto!
Sono bellissimi gli aneddoti che racconta di quando era bambina!
Pensavo erroneamente che la figura più importante per Argerich fosse stata Scaramuzza, in realtà non è così, le ha insegnato molto ma non le ha insegnato a studiare, questo mi ha colpito abbastanza perchè anche io avevo l'idea che Scaramuzza fosse un grandissimo didatta in tutti i sensi.
Quello che mi è piaciuto di più di questa intervista è che traspare una natura umana che spesso noi fans non vediamo, perchè siamo condizionati dal mito Argerich e poi forse l'intervista fatta da una donna ad una donna ha contribuito a creare l'atmosfera dolce e spontanea che si percepisce leggendo tutto il racconto, dall'inizio alla fine!
E' stata ottima la scelta, Pepe, di lasciare il dialogo come è stato realmente, sarebbe stato bello vederla, perchè non avete pensato a fare un video!  Cry
e il finale? "Non c’è finale di niente. C’è soltanto un cammino…." questo lo inserirò nella firma!

Scusate se ho scritto tanto ma sono molto emozionata, qualsiasi cosa sulla Argerich mi produce emozione e mi piace parlare di lei con i suoi fans spero di trovarne tanti qui!
Corro a presentarmi! GRAZIE PIANOFORUM!


  

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parsifal
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #18 - 04. Feb 2010 at 10:19
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Grazie Pepe, un regalo meraviglioso!
  
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Re: Martha Argerich per Pianoforum!
Reply #19 - 04. Feb 2010 at 11:28
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Pepe....non ci sono parole...l'ho letta tutta d'un fiato...questa chiacchierata è così...sincera, e Martha è così...immensamente meravigliosa...nella sua umiltà e nel suo non voler apparire altro che una persona come le altre.
Sono d'accordo con Rapsodia, anch'io sono stata colpita dalla sua grande disponibilità al dialogo, dalla sua capacità di andare sempre oltre la superficie, cercando costantemente di migliorarsi....Bellissima poi l'ultima frase: "Non c’è finale di niente. C’è soltanto un cammino…."
Come vorrei poterla conoscere di persona...Smiley

Basta, sono troppo scioccata per dire altro... *___*

Solo ancora un ringraziamento speciale Pepe...grazie davvero. E ringrazierei anche Martha Argerich se potessi, per averci raccontato tutto ciò, per essere stata così generosa...  Kiss
  
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