♫ Arabesque ♪ ha scritto il 09. Feb 2010 alle 20:34:Purtroppo, come anche Carla ha sottolineato, era fuori dello "star system";
non so sinceramente se mi sento di condividere quel "purtroppo", anzi... credo proprio di no. Alla fine quello che conta è ciò che si lascia attraverso la competenza e l'onestà. Questi pianisti sono veramente degli esempi che oggi si vedono sempre meno.
Dispiace solo che non ci siano testimonianze, questo si, e che nessuno abbia accolto il tuo invito a parlare del Maestro.
Ma come dice un noto proverbio... chi fa da se fa per tre, e l'importante è fare!

Magari qualcuno si farà coraggio e ci racconterà qualcosa in futuro.
♫ Arabesque ♪ ha scritto il 09. Feb 2010 alle 20:34:Qualcuno ne sa di più?
Pronta!

Allora, Fausto Zadra è uno dei pianisti di cui volevo parlare, nel mio percorso personale (e forum... mistico? forum..esco?... insomma anche per il forum

) sui pianisti argentini.
Ecco le poche cose che sono riuscita a trovare in questa mia ricerca:
Fausto Zadra nacque il 20 de marzo del 1935 a Barranquitas, Santa Fe, (Argentina) in un umile famiglia di origine triestina.
La sua passione per la musica fece in modo che suo padre, impiegato nella sanità, gli comprasse una fisarmonica quando Zadra aveva 3 anni, e quando andarono a vivere a Buenos Aires gli comprò il piano.
Il primo concerto lo offrì quando aveva 9 anni, e da quella volta si parlò di lui come un bambino prodigio.
Zadra deve la sua formazione a Vincenzo Scaramuzza.
Nel 1954, suo padre impegnò la casa di Villa del Parque, dove vivevano, in modo che il giovane Fausto potesse venire in Italia a completare i suoi studi con il pianista Carlo Zecchi.
Nonostante i problemi economici, in poco tempo iniziò una carriera di successo, come concertista prima, e dopo come anima dei Festival estivi a Taormina, Sorrento e la Primavera Musicale di Roma (questo negli anni 60). Più tardi si dedicò all'insegnamento e alla direzione orchestrale.
Con sua moglie, la pianista belga Marie-Louise Bastyns, fondò il Centro Internazionali di Studi Musicali. Negli ultimi anni dava lezioni nella Scuola Internazionale di Piano a Losanna, in Svizzera.
Zadra non volle mai dare un taglio al suo vincolo con l'Argentina. Anche se in forma sporadica tornava per dare concerti nel paese e si unì al progetto "El sonido y el tiempo", iniziato dal suo collega Antonio De Raco che come uno dei suoi principali obiettivi vuole favorire l'interscambio e il perfezionamento dei nuovi talenti pianistici tra Italia, Svizzera e Argentina.
Morì quando aveva 66 anni, al Teatro Ghione di Roma, durante un suo recital e di fronte alla sua famiglia.