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Very Hot Topic (More than 25 Replies) MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!! (Read 26742 times)
Pepe
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MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
10. Feb 2010 at 10:00
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Carissimi amici del forum, ecco qua, come promesso, l'intervista/presentazione del nuovo libro di Marco Catarsi!

Conosco Marco da qualche anno, sono andata a trovarlo qualche giorno fa e abbiamo fatto questa chiaccherata per presentare i suoi nuovi studi, di cui in forum avevamo già iniziato a parlare.  Smiley


  
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Pepe
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #1 - 10. Feb 2010 at 10:01
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Marco Catarsi, già conosciuto da molti docenti e studenti di pianoforte per la sua precedente produzione, si presenta con una nuova opera, edita da Bianca Edizioni.

Una casa editrice nuova che punta sulla qualità, più che sulla quantità, come si legge nel sito, aperta a nuove e interessanti idee.
E di idee interessanti nel nuovo libro di Catarsi ne troviamo veramente!

Ma cerchiamo di conoscere meglio il compositore e capire come e perché è nato questo nuovo libro.

Marco, vorrei togliermi subito una curiosità: questa è l'opera 301... a parte le pubblicazioni che conosciamo, cosa c'è stato prima di questi studi? O più semplicemente, per quale motivo chiami op. 301 questa raccolta di studi?

Avrei voluto rimanesse un segreto, ma se mi punti la pistola alla tempia devo parlare. E parlerò.

Tutto nasce da una semplice questione: se vuoi depositare un brano alla SIAE devi dargli un titolo, non si scappa. Dal momento in cui ho scritto lo Studio numero 1, lo Studio numero 2 ecc. ormai in almeno cinque libri, ogni volta depositandoli alla SIAE con titoli chilometrici, tipo Studio numero 1 tratto dal Secondo Volume del Metodo Tal Dei Tali, Quartultima Parte (con sottotitolo) forse arriveremo alla terzultima ma non ne siamo sicuri, stavolta ho deciso di farla più semplice:
Studio n. x op. y.
Fine delle complicazioni per me e per chi, eseguendo i miei brani in pubblico, si trova a dover compilare il borderò SIAE.

Volendo avrei potuto optare per una diversa scelta: quella di dare un titolo fantasioso ad ogni studio, magari ispirandomi ai soliti simpatici animaletti (nei titoli non mancano mai i simpatici animaletti). Ma la mia innata stramberia avrebbe dato origine a titoli come:
- Finalmente ho spiaccicato la zanzara nel muro.
- Maledizione! Ho le formiche nel panino con la mortadella.


La qual cosa sarebbe stata improponibile; ecco che ho preferito rimanere sul classico.

Ma da dove salta fuori quel 301?

E' un numero casuale, non mi sono basato su niente. Se mi fossi messo a quantificare lo scempio della mia mano sul pentagramma non avrei saputo da dove partire: mettendo insieme i fiumi di stupide canzonette, qualche canzone meno stupida, un bel tot di brani destinati al teatro, una quantità impressionante di jingle pubblicitari, di documentari per la tivvù e per il cinema, la marea di solfeggi parlati, cantati, ritmici, le centinaia di studi per pianoforte e per altri strumenti, gli altrettanti esercizi tecnici, i brani per orchestre giovanili… credo che gli scarabocchi sonori partoriti dal sottoscritto siano nell'ordine delle migliaia.
"301", dunque, mi è sembrato un numero equo, e poi mi suona bene all'orecchio.


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Pepe
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #2 - 10. Feb 2010 at 10:03
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Marco, ancora per pura curiosità mi viene da chiederti come mai ti sei lanciato in un singolare progetto con Bianca Edizioni, una casa editrice che per il momento è sconosciuta. Non trovi che l'avventura sia un po' rischiosa?

Quando al mattino suona la sveglia, la maggior parte di noi allunga la mano, dà una scoppola a un odioso pulsantone, si gira dall'altra parte e continua beato a godersi il calduccio delle coperte, almeno per altri cinque minuti. L'inconfessata speranza è che lo snooze si sia guastato e ci lasci in pace a dormire fino alle 11. Un po' è per via del sonno, un po' è per via del freddo, un po' è per via del fatto che le coperte sono una garanzia: là sotto si combina poco, ma non c'è rischio di essere investiti dal tram.

Ebbene, chi prima chi dopo, un bel giorno si accorge d'essersi svegliato... prima della sveglia. E si è pure alzato prima della sveglia! Che è mai successo? Quale strano fenomeno si è verificato per abbandonare anzitempo il rassicurante calduccio? Sarà forse mancanza di melatonina?

Per me la risposta è un'altra: il tram ha smesso di farci paura.

Bianca Edizioni è un tram che voglio prendere, non scansare per timore che mi investa; nel suo piccolo sta dandomi tutto quello di cui avevo bisogno per scrivere e pubblicare con serenità. Non ho più desiderio di rimanere "al calduccio". Le persone con cui collaboro amano la musica, la letteratura, credono fermamente nel valore educativo della carta stampata; non si occupano di marketing, di business e di tutte le altre brutte parole che ormai hanno invaso non solo il nostro vocabolario, ma anche il nostro pensiero. E' gente col sorriso sulle labbra, giocosa, colta, intelligente e seria.

In questo primo lavoro c'è solo un assaggio di ciò che bolle in pentola, ma all'orizzonte c'è ben di più, come ad esempio la presenza di nuovi e sconosciuti compositori: giovani che non si esibiscono né al Senato né all'altro ramo del Parlamento, e che tuttavia stanno proponendo idee musicali sbalorditive. Ne vedrete delle belle, parola d'onore. Naturalmente c'è da lavorare molto, attendere di essere "riconoscibili" e augurarci di incontrare diffusa approvazione da parte dei potenziali acquirenti. Se così non sarà, beh... significa che quel tram me lo prenderò in faccia assieme allo staff di Bianca Edizioni, è un rischio che sento di dover correre.

Perché è stato deciso - diciamo così - di "regalare" le registrazioni degli studi sotto forma di mp3 scaricabili dal web? Mi sembra singolare come scelta. Da una parte è sicuramente una scelta "generosa", dall'altra non so quanto proficua. Suppongo che le registrazioni abbiano richiesto un discreto impegno, un bel po' di tempo, e forse anche un esborso non indifferente.

Esatto, cara Pepe. Ma Bianca Edizioni, pur nella sua limitatezza di mezzi, con questo sforzo mette in chiaro la propria condotta editoriale e commerciale; il biglietto da visita è cristallino: «Piacere, mi chiamo casa editrice, non casa discografica, ragion per cui evito di procacciarmi introiti sul CD allegato».

Adoro i vecchi e strapazzati sani principi; vorrei che il mondo girasse tutto in questo verso. Non immagini quanta soddisfazione avrei, domani, nell'accorgermi che un modo di agire così fuori dai soliti schemi mercanteschi venisse apprezzato e premiato. Sarebbe un evidente segno di rifiuto e di "insurrezione" da parte di chi, ormai da decenni, accetta supinamente di foraggiare industrie che in teoria dovrebbero produrre cioccolato, in pratica traggono utili dalla sorpresa dell'uovo di pasqua. Ormai è consuetudine, sembra normale. Il bombardamento mediatico, evidentemente, sta facendo un lavoro sopraffino per privarci della capacità di riflettere; tant'è che nel 2010, pur sapendo alla perfezione che un file audio può essere trasferito sul computer con un semplice clic, la maggior parte di noi continua a comprare libri con CD allegati.


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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #3 - 10. Feb 2010 at 10:04
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Vogliamo andare ora nel dettaglio di questi studi, vorresti raccontarceli?

Perché no? Anzitutto voglio confidarti un segreto (tanto rimane fra noi e la rete, poca roba): scrivere facile a me risulta difficile. Mi spiego. Intanto il plagio è sempre in agguato: niente di più probabile che - avendo disponibili pochissime note su cui operare - l'idea musicale che mi ronza in testa sia già venuta in mente a un altro, magari la scorsa settimana o tre secoli fa. E per quanto il "furto" sia involontario, a me il pensiero di appropriarmi di un'idea altrui fa venire il morbillo. Se pensi che spesso (per aiutare il principiante ad avvertire immediata familiarità col pezzo che affronta) mi faccio ispirare da generi musicali piuttosto noti, le probabilità di scrivere musica già esistente si impennano.
Ma forse è proprio la sfida del «voglio farcela a tutti i costi» che mi fa trascorrere le notti in bianco alla ricerca di risultati che non mi procurino né morbillo né altre malattie infettive.

Poi di sfida ce n'è un'altra: quella di proporre formule tecniche che il principiante deve necessariamente affrontare, se vuole ottenere un controllo motorio soddisfacente. Qui son dolori, credimi. Ti faccio un unico esempio: applicare un basso albertino a una melodia sincopata anni '20 (tentando di non snaturarla) come ho fatto nello studio 12, mi è costato sette camicie. Non so se il risultato sonoro che ne è scaturito sia apprezzabile o meno, in questo senso lascio a voi il giudizio; dico solo che per me la ricerca di soluzioni tecniche e melodiche, tenendo il pianista pressoché a mano ferma, è stata piuttosto ardua.

Come ti dissi quando ti chiesi di presentare i tuoi studi al forum ti dissi anche che questo è frequentato da insegnanti, ma anche da studenti di ogni età, tra cui anche un bel gruppo molto appassionato di studenti adulti, principianti.
Ecco, mi piacerebbe che tu ci parlassi di ogni studio, se ti va...


D'accordo, per fare l'originale partirò dal numero 1.
E' un brano minuscolo, fatto di niente o quasi. Alla mano sinistra viene affidato un costante e ribattuto bicordo, di cui solo la nota più grave effettua un lieve spostamento; la più acuta rimane agganciata a un Re, senza mai mollarlo. Per questo risulta presto abbordabile: c'è solo da prendere confidenza con l'elementare movimento cromatico del sotto e non curarsi del sopra. La mano destra, invece, deve solo cantare la più semplice fra le melodie.  

Numero 2.
L'indicazione agogica non è soltanto agogica, è anche e soprattutto un titolo: Omaggio a Khachaturian (e di seguito: Andantino).
Lasciando perdere il brano, anch'esso semplicissimo, mi va di dire che Khachaturian è forse l'autore che più di ogni altro, attraverso i suoi brani pianistici, mi ha suggerito di scrivere musica. E' un po' come se mi avesse parlato e detto: «Te la senti di dare un contributo al mondo della didattica? Sicuro? Bene. In questo caso non curarti di come si parla di te, trascura l'epoca che stai vivendo, non badare a ciò che la tendenza musicale del periodo vorrebbe tu scrivessi, ignora il fatto che i Grandi del passato sono insuperabili (perché sono insuperabili); non confrontarti con Czerny e Clementi: saresti sconfitto in partenza. Di' la tua e basta. Poniti nell'ottica di far divertire chi si avvicina alla musica, fa' del tuo meglio per evitare che i ragazzi abbandonino lo studio di quest'arte miracolosa prima di averne assaporato il gusto, prima di averne tratto vantaggi culturali e intellettivi. Se lo farai, te ne saranno grati anche Czerny e Clementi, pur sorridendo dei tuoi limiti».


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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #4 - 10. Feb 2010 at 10:05
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Questo è curioso, Marco. Io ti conosco piuttosto bene, so che ami moltissimo compositori come Beethoven, Chopin, Debussy, Prokofiev... poi so che apprezzi il Jazz, il buon Rock, e ti piacciono persino gli autori Pop, quando li ritieni degni d'esser chiamati musicisti. Perché, allora, fra i tanti, hai immaginato un consiglio così esplicito proprio da parte di Khachaturian?

Perché nelle sue opere pianistiche, in particolare in quelle a indirizzo didattico, si individua lo spirito di chi sa dare il giusto peso alla fusione fra due elementi peculiari della nostra amata arte: aspetto educativo e aspetto ludico. Khachaturian non solo va in cerca di pregevole espressione musicale, fa qualcosa di diverso: gioca con i tasti, ne osserva la forma, la disposizione; e dall'insieme trova la giusta imbeccata per la creazione del brano.
Prendi la celebre Sonatina in Do: se qualcuno ti chiedesse di raccontargli come e dove vanno messe le dita per eseguirla, potresti prendere un lapis e tracciarne "l'itinerario" sulla tastiera. Altrettanto potresti fare con l'Andantino in Do minore (guarda caso: Andantino), potresti farlo con decine di altri suoi brani, persino con la Toccata.
Dal modo in cui scrive, si capisce bene lo spirito di questo straordinario autore. Si capisce che cerca il disegno della melodia sui tasti; si capisce che sta costruendo musica come se avesse in mano il Lego; sta divertendosi con l'immediata accessibilità de La Pista Cifrata e vuole che anche gli altri ne gustino l'innocente fascino. E' un uomo il cui obiettivo è quello di avvicinare alla musica, se ne sbatte (pardon) di quanto i suoi brani siano al passo coi tempi. La sua musica è il suo giocattolo, è tipica del ragazzino che guardando il pavimento cerca di scovare il sentiero creatosi dall'incastro delle mattonelle, per poi camminarci sopra in punta di piedi senza perdere l'equilibrio. Khachaturian è un uomo a cui rimane fresco e limpido il pensiero di un bambino, non lo dimentica, non lo giudica inutilmente puerile, ma concretamente efficace. La sua fantasia è incontaminata, e come tale fuori dal tempo.

Ecco perché mi piace pensare di aver avuto una spintarella proprio da lui.

Avanti col numero 3.
Una sorta di piccolo blues, che non è un vero blues, ma un po' gli assomiglia.

Numero 4.
Iniziano le prime difficoltà, doppio compito per la mano destra: le dita forti sono impegnate in un costante ribattuto, quelle deboli fanno emergere la melodia. E' comunque un pezzo quieto, risolvibile anche dal pianista in erba.

Saltiamo un po' di roba, ché altrimenti si fa notte.

Numero 16.
Mi dicono sia uno dei più apprezzati.
Per scriverlo ho immaginato un pianista serissimo e impegnatissimo al quale, appena iniziata l'esecuzione pubblica di un brano classico, viene voglia di prendersi burla della propria compostezza e ne combina di cotte e di crude: intanto parte con l'inserire dissonanze del tutto fuori luogo, dopodiché, nella parte centrale (delicata e melodica) diventa decisamente maleducato e si concede anche un paio di orribili pugni sui tasti neri. E' un autentico scimunito di pianista, però simpatico, a quanto pare.




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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #5 - 10. Feb 2010 at 10:06
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Veniamo alle quattro mani.
Ho sempre trovato utile e divertente suonare a quattro mani, sia quando studiavo, sia più tardi, nel ruolo di insegnante. Insieme si fa musica d'insieme, che per un pianista alle prime armi è un evento piuttosto raro, curioso e istruttivo: desta interesse, accentua il desiderio di non perdere il passo, dà la misura di quanto sia importante non interrompere l'esecuzione; sostanzialmente rende chiaro il concetto che la balbuzie pianistica non danneggia solo l'orecchio del maestro, ma proprio la musica. A noi sembra un fatto scontato, per un principiante non lo è.

Ebbene, in questo mio nuovo lavoro ho provato a incrementare un tantino la letteratura pianistica a quattro mani (intendo quella elementare), che a mio avviso scarseggia.

Spremendo forte le meningi, ho cercato di allontanarmi il più possibile dal genere Beyer (che tuttavia non disdegno) per dedicarmi all'esplorazione di categorie musicali meno battute, almeno nel quattro mani. La spremuta ha dato origine a quanto sotto.

Numero 19.
E' un blues, stavolta un vero e proprio blues nella forma e nel ritmo: è costituito da 12+12 battute; viene scritto in duine di crome che - avendo in testa al pentagramma l'indicazione grafica swing feel - vanno eseguite come fossero una semiminima e una croma sotto il segno di terzina; infine vi è contenuta la sua tipica ambiguità del modo maggiore/minore. Per come eseguire lo swing feel ho introdotto un'apposita pagina con spiegazione dettagliata.

Numero 20.
Trattasi di un genere musicale nato secoli prima del pianoforte; la sua indicazione agogica lo definisce Brioso Medievale. All'allievo spettano quinte parallele a tutto spiano, le stesse che più tardi gli saranno vietate dall'insegnante di armonia.

Numero 21.
Studio che mira ad affinare il tocco melodico. A tratti, ma solo a tratti, compare una vaga atmosfera di stampo impressionistico.

Numero 22.
E' una specie di sigla televisiva di genere poliziesco. Certo, non si può dire che il pianoforte sia lo strumento più indicato per brani del genere; perlopiù li ascoltiamo eseguiti da sintetizzatori e altri strumenti elettronici. Ma mentre mi balenava l'idea di scriverlo ho pensato: che importa?

Gli studi a quattro mani non sarebbero finiti, ma mi è venuto un dubbio: come mi sono stancato io di scrivere, temo vi siate stancati anche voi di leggere. Facciamo così: la pianto qui e siamo tutti soddisfatti.

Mi preme soltanto aggiungere una cosa, che forse è più utile del resto: tutti i pezzi a quattro mani vengono introdotti dal maestro (o da chi sta a sinistra, per capirci); le prime battute dell'allievo sono sempre vuote. Non è un caso ma una scelta: potendo scaricare (anche) la parte audio del solo maestro, l'allievo potrà servirsene per esercitarsi "in compagnia" pur essendo solo in casa. Per questo motivo, anziché inserire un freddo metronomo iniziale, ho preferito fosse l'introduzione musicale a indicare il preciso punto di attacco.

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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #6 - 10. Feb 2010 at 10:07
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Noi siamo toscani, anche se tu livornese, e io pisana Smiley  quindi sai a cosa mi riferisco se ti chiedo: c'è un po' di toscanità in questi studi?
(Per chi non è toscano posso dire in due parole che generalmente con questo termine si intende l'atteggiamento sanguigno, istintivo e goliardico che nei toscani è molto frequente e ben evidenziato.)


Penso di sì, è probabile che la mia toscanità, o per meglio dire, la mia livornesità si nasconda anche nei brani che scrivo.

Per prima cosa presentiamo questo livornese. Generalizzando, posso tranquillamente affermare che egli vive della propria sottile filosofia, esibita sotto forma di cordiale spavalderia. Il livornese è un socratico: sa di non sapere ma, al contrario di Socrate, vuol farti credere di saperla lunga; un po' è per fare la coda del pavone, un po' è per trascinarti nel suo mondo, in cui lo spirito irriverente, la battuta crudele e l'incessante sfottimento sono da considerare la tessera di adesione al buonumore. O ne capisci il senso, ne fai parte e ti diverti, o sei destinato a soccombere. E' anche un vanitoso, il livornese: si gloria di qualsivoglia sua conquista; sarebbe capace di redigere un curriculum vitae come sotto:
2001 - Esperienza professionale presso l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri
2002 - Laurea a pieni voti in Scienze Politiche
2003 - Pizza ai Quattro Formaggi mangiata assieme al fratello dell'ex-batterista dei Dik Dik.

Ne dico un'ultima, forse quella che lo definisce meglio: il livornese è prepotente, un prepotente senza eguali, ma lo è solo per strapparti una risata e convincerti, o addirittura costringerti, a non prendere la vita come una condanna ai lavori forzati.

Dopo questo sbrigativo ritratto del labronico, torniamo pure a noi. Riprendo con un sì: non è da escludere che il toscano che è in me riesca a infiltrarsi abusivamente anche nel pentagramma. Prova ne sia che, per quanto io mi occupi di musica da una vita e con serietà, sovente mi scappa di mano quel qualcosa che assomiglia a una storia buffa (nell'ultimo lavoro direi "buffa per bambini"); se ne trova un'evidente testimonianza nello studio 6, il Valzer dell'ubriaco, in cui ho cercato di narrare una situazione grottesca, affinché il pianista possa immedesimarsi nel personaggio da descrivere; possibilmente divertendosi a mimarlo, oltre che a raccontarlo suonando.

Sai Pepe, per come la vedo io, l'unico modo per innamorarsi della musica e non abbandonarla mai è riuscire ad associarla all'ora di ricreazione, non ai famosi lavori forzati. Quindi ribadisco il sì: credo che la mia toscanità abbia influenza su ciò che scrivo, tant'è vero che riesco a farlo con la più responsabile sconsideratezza.


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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #7 - 10. Feb 2010 at 10:08
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Tornando sul tema di scaricare gli studi dal web, personalmente ritengo l'idea ottima, in modo che gli insegnanti, o gli studenti stessi, possano avere subito l'idea di cosa si tratta, anche se devo dirti mi sembra in alcuni casi che tu abbia scelto dei tempi che in realtà non mettono in evidenza la bellezza del brano. Dato che questo discorso è emerso anche in forum, vorrei sapere se sei d'accordo con me o c'è stata un pensiero ben preciso dietro la scelta dell'andamento?

La cosa che più spesso mi sento dire è che i miei studi, ascoltandoli, appaiono molto più difficili di quanto in realtà siano; è per questo che stavolta ho scelto di eseguirli a velocità moderata, proprio per dare un'idea di quanto invece siano semplici. Alcuni li ho proprio pensati lenti, esattamente come li ho registrati, ad altri ho volutamente tirato un po' le briglie.

Di buono sai che c'è? C'è che in futuro, se avrò un po' di tempo libero, potrò nuovamente suonarli, registrarli, depositarli sul web e farne scaricare due versioni: una a velocità contenuta e un'altra a velocità più spedita. Con Bianca Edizioni posso farlo.


(fine)


Bianca Edizioni
  
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Pepe
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #8 - 10. Feb 2010 at 10:09
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Bene, finita, spero vi sia piaciuta e aspetto i vostri commenti!  Cheesy
  
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #9 - 10. Feb 2010 at 17:21
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Ho appena finito di leggere l'intervista...e devo dire che è molto interessante e anche divertente!!!  Cheesy

In realtà ancora non avevo ascoltato i piccoli studi, messi a disposizione dal sito dell'editore, ma adesso ne ho ascoltati parecchi e mi sono piaciuti davvero...penso che se fossi un'insegnante non esiterei a farli studiare ai miei alunni, così come penso che studiarli da piccola mi avrebbe divertito molto...la cosa che mi piace è proprio questo voler giocare con le note, questa ricerca degli espedienti giusti per far sì che gli studi risultino divertenti, in modo da non annoiare e far avvicinare sempre più allo studio del pianoforte...soprattutto essendo rivolti principalmente ai bambini, la categoria di studenti probabilmente più difficili da coinvolgere. A questo proposito mi ricollego proprio a quello che Catarsi ha detto raccontando dello studio ispirato a Kachaturian...insomma, l'aspetto ludico è fondamentale.
Encomiabile poi l'idea di pubblicare l'incisione dei pezzi su internet, gratuitamente; è un modo per stimolare i bambini mediante l'ascolto, per spingerli ad impegnarsi al fine di suonarli sempre meglio...e anche il fatto che non sono eseguiti troppo velocemente, pur non rendendo giustizia, a volte, ai brani in sè, è giusto perchè i piccoli allievi che dovranno studiarli non si spaventino, magari desistendo dall'eroica impresa! Roll Eyes

Complimenti, Maestro Catarsi, per il suo bellissimo lavoro e per la coraggiosa decisione di scegliere una casa editrice emergente, anche a rischio di...prendere il tram in faccia! Ma confido nel fatto che non sarà così!  Cheesy

Pepe, come al solito ringrazio anche te per la brillante intervista!
Ciaooo...

  
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Cherry
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #10 - 10. Feb 2010 at 18:45
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Mi fa molto piacere aver fatto la conoscenza attraverso questo forum di questo musicista livornese che non ho mai avuto il piacere di conoscere dal vivo.  
Nella vita faccio altro, non insegno, e non posso approfittare di questa nuova opera pianistica perciò posso solo fare un grande in bocca al lupo a Marco Catarsi e a questa questa nuova casa editrice.
In un mondo in cui diamo molta importanza a tante cose futili e dannose che distolgo l'attenzione dai valori fondamentali è molto importante che ci siano persone che lascino da parte il profitto, il marketing e l'affare e che ci facciano sperare in una società dove il valore educativo della musica ha più importanza dell'immagine e dei soldi. Un grande in bocca al lupo a tutti voi! Auguro di cuore tanto successo e fortuna. Grazie.
  
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Ugo Uti
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #11 - 12. Feb 2010 at 12:02
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Guarda cosa abbiamo! Smiley Ci ho dato un'occhiata veloce perché devo mangiare e tornare al lavoro. Fra stasera e domani rileggo con più calma e me gusto todo (si dirà così?). Per ora grazie Catarsi e Grazie Pepe, a risentirci quanto prima.
  
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Pepe
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #12 - 12. Feb 2010 at 22:22
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Ciao Ugo! Aspetto il tuo commento, ci tengo!  Smiley
  
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Max Fermi
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #13 - 15. Feb 2010 at 00:55
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Quote:
Ho appena finito di leggere l'intervista...e devo dire che è molto interessante e anche divertente!!!  Cheesy

Sono d'accordo, me la sono letta 2 volte  Cheesy 

Quote:
In realtà ancora non avevo ascoltato i piccoli studi, messi a disposizione dal sito dell'editore, ma adesso ne ho ascoltati parecchi e mi sono piaciuti davvero...penso che se fossi un'insegnante non esiterei a farli studiare ai miei alunni, così come penso che studiarli da piccola mi avrebbe divertito molto...la cosa che mi piace è proprio questo voler giocare con le note, questa ricerca degli espedienti giusti per far sì che gli studi risultino divertenti, in modo da non annoiare e far avvicinare sempre più allo studio del pianoforte...soprattutto essendo rivolti principalmente ai bambini, la categoria di studenti probabilmente più difficili da coinvolgere. A questo proposito mi ricollego proprio a quello che Catarsi ha detto raccontando dello studio ispirato a Kachaturian...insomma, l'aspetto ludico è fondamentale.

Io con i miei allievi sto usando questi studi da più di un mese, pressapoco da quando sono usciti. Pensa che il 24 gennaio scorso li ne ho già fatti suonare alcuni a qualche mio allievo ad un piccolo saggio, è stato formidabile. Si sono divertiti da morire i ragazzi ed i genitori. Credo che materiale del genere sia davvero importante per noi insegnanti e soprattutto per le persone a cui vogliamo trasmettere la nostra passione.

Lunga vita a questa stranissima e sconosciuta Bianca Edizioni, lunga vita alla sua nobile filosofia e i miei più sinceri complimenti a Marco Catarsi. Grazie Pepe per avercelo fatto incontrare.
  
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Pepe
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #14 - 15. Feb 2010 at 07:25
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Max Fermi wrote on 15. Feb 2010 at 00:55:
Credo che materiale del genere sia davvero importante per noi insegnanti e soprattutto per le persone a cui vogliamo trasmettere la nostra passione.


si, sono d'accordo!

Max Fermi wrote on 15. Feb 2010 at 00:55:
Lunga vita a questa stranissima e sconosciuta Bianca Edizioni, lunga vita alla sua nobile filosofia


ti dirò che uno dei motivi che mi hanno spinta a chiedere a Catarsi di presentare il libro anche sul nostro forum è stato anche questo andare contro corrente che ho ammirato e che credo sia bello da mettere in evidenza, in un periodo in cui tutto sembra andare nel verso opposto.
Chi mi conosce sa che il buonismo non mi piace granchè, quindi se dico che oltre ai brani,  ho veramente apprezzato questo spirito "sano" che torna su temi e valori che personalmente mi fanno stare bene, non lo dico con nessuna ipocrisia, lo dico perchè lo credo.
Tornare a credere nel valore educativo e dare esempio che si può fare delle cose senza lasciarsi stravolgere e coinvolgere in tematiche lontane dalla musica credo che sia qualcosa da sostenere, soprattutto quando questo qualcosa è fatto bene.
Ti dirò che all'inizio, quando Marco venne un bel pò di tempo fa dicendoci che aveva lasciato l'altra casa editrice, grossa, io rimasi un pò dubbiosa, non capivo tanto bene cosa gli passava in testa.
Dopo l'ho capito e l'ho appoggiato in pieno nella sua scelta, e mi piace l'idea, e mi fa stare bene quindi è anche egoistica, il fatto di contribuire nel mio piccolo a dare un sostegno ad un iniziativa con la quale mi sento in sintonia.

  
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plb
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #15 - 16. Feb 2010 at 15:28
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Grazie di averci regalato questa intervista, davvero molto interessante!
L'idea di consentire l'ascolto degli studi gratuitamente dovrebbe essere molto efficace nel venderne lo spartito: sentendoli, danno proprio l'idea di essere materiale che invoglia lo studio.
Per quel che mi riguarda, penso che comprerò gli studi e tra un po' proverò a vedere come reagiscono le mie bambine, cui ho fatto cominciare da un po' a mettere le mani sul pianoforte...
Ciao
Paolo
  
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Ugo Uti
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #16 - 16. Feb 2010 at 17:05
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Pepe wrote on 12. Feb 2010 at 22:22:
Ciao Ugo! Aspetto il tuo commento, ci tengo! Smiley

Eccomi da te.

Ho letto, riletto, riletto l'intervista e riflettuto a lungo prima di intervenire. Sul momento volevo scrivere una tonnellata di commenti, poi, prima di farlo, ho pensato che tutto si poteva riassumere in poche parole: questa è gente preziosa, ormai introvabile; sta giocandosi le mutande credendo fermamente che il nostro buonsenso sia ancora in vita. Se passa inosservata un'iniziativa del genere, vuol dire che ci meritiamo lo schifo di mondo su cui poggiamo i piedi. E ce lo meritiamo al di là del gradire o non gradire i brani di Catarsi: in ballo c'è un ideale da sostenere, che è diverso dalle noccioline americane.

Ciò che mi duole e mi lascia incredulo, è che in questo topic scarseggiano gli interventi dei professionisti; anch'io, pur essendo diplomato in conservatorio, svolgo un'attività che con la musica non ha legame, dunque anche il mio non è il parere d'un professionista.
Fine del commento "eloquente", passiamo a quello meno significativo.

Premetto che sono un accanito lettore da una vita. La letteratura è un'altra delle mie passioni e cerco di continuare a coltivarla nonostante il poco tempo a disposizione.

Ebbene, trovo che leggere Catarsi sia uno spasso: quell'uomo riesce ad amalgamare il serio col faceto in modo del tutto unico. Certe cose, leggendo sommariamente, neanche si notano; tant'è che solo alla seconda (più attenta) mia lettura dell'intervista, a un certo punto ho visto spuntare la frase che riporto:

"Quindi ribadisco il sì: credo che la mia toscanità abbia influenza su ciò che scrivo, tant'è vero che riesco a farlo con la più responsabile sconsideratezza".

Notare: "LA PIU' RESPONSABILE SCONSIDERATEZZA"

Dov'è la faccina che piange dal ridere? Cheesy

Per non parlare del "socratico livornese", che nel curriculum vitae, dopo la laurea a pieni voti in Scienze Politiche, si fa grande col requisito "Pizza ai Quattro Formaggi mangiata assieme al fratello dell'ex-batterista dei Dik Dik".

Voglio subito conoscere un livornese  Cheesy

Ma tornando al "serio", non posso fare a meno di dire che la sua descrizione di Chacaturjan, oltre che di contenuto originale, a mio parere è perfettamente calzante.

Ciao Pepe e ciao a tutti, grazie
  
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Cherry
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #17 - 17. Feb 2010 at 16:53
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Ugo Uti wrote on 16. Feb 2010 at 17:05:
Voglio subito conoscere un livornese  Cheesy


Ti va bene anche una livornese?
  
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Ugo Uti
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #18 - 18. Feb 2010 at 17:53
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Cherry wrote on 17. Feb 2010 at 16:53:
Ugo Uti wrote on 16. Feb 2010 at 17:05:
Voglio subito conoscere un livornese  Cheesy


Ti va bene anche una livornese?

Per me va anche meglio. Ora sento cosa ne pensa mia moglie, poi eventualmente prendiamo accordi Smiley

A parte gli scherzi, mi va di farti una domanda: ti riconosci nello "sbrigativo ritratto del labronico" di Catarsi? Saresti pronta a sottoscriverlo o ritieni che la sua visione del vivere livornese non risponda al vero? Così, per curiosità.
  
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Cherry
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Re: MARCO CATARSI presentazione nuovi Studi per pf!!
Reply #19 - 19. Feb 2010 at 12:13
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Era una battuta...  Embarrassed
Provo a risponderti sul ritratto del labronico  Smiley Catarsi stesso precisa che la sua è una generalizzazione che però sottoscrivo in pieno. Io non sono una livornese tipica, sono molto timida, ho poco senso dell'umorismo, sono poco spavalda, abbastanza permalosa e ho sempre reagito male agli scherzi pesanti dei compagni. Il livornese tipico è tutto il contrario. Pepe invece (parlo di lei per confidenza,dato che è l'unica che conosco dal vivo) sembra più livornese che pisana  Smiley ed è molto "toscana", così come Gabriele Baldocci, per quel poco che ho potuto vedere. Conosci il personaggio televisivo Solange? Ha partecipato anche alla Fattoria, lui è molto "livornese".

Anche io ho una curiosità ed è questa cioè sembra che a Livorno non ci siano tracce di Marco Catarsi! Ho svolto una breve ricerca sulla rete e si parla solo di un diploma con il massimo dei voti e della lode al Mascagni, ma con chi ha studiato? In che periodo? Non è stato nel mio periodo e nemmeno nella mia classe perchè l'avrei saputo, e penso che non sia stato allievo del mio Maestro perchè avrei saputo anche questo. Le poche persone musiciste che ancora frequento non hanno saputo darmi nessuna informazione, sicuramente qui ho più probabilità  Smiley Ringrazio in anticipo.
  
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