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Hot Topic (More than 10 Replies) Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332 (Read 13134 times)
Leila89
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"Non esistono sogni troppo
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Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
01. Mar 2010 at 17:04
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Ciao! sto studiando questa sonata di Mozart, ma siccome lo faccio da privatista, non studio nulla di teorico, perciò volevo sapere se qualcuno che studia in conservatorio, o semplicemente che ha fatto delle ricerche, mi può dir qualcosa sullo stile di quest'opera, quando è stata composta, etc...Grazie
  
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Pepe
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #1 - 01. Mar 2010 at 20:31
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ciao Leila, poni una domanda alla quale non basterebbe un anno per risponderti  Cheesy Ci sarebbe da parlare del tocco, dei fraseggi, dei pedali, del suono.... ma scusa, non hai un insegnante che ti segue?
Poi il fatto che tu studi da privatista non vuol dire che tu non possa approfondire lo studio dei compositori che suoni, magari leggendo dei libri e sicuramente anche ascoltando i grandi pianisti che lo eseguono, dai quali puoi sicuramente imparare molto, non copiare... ovvio... imparare  Smiley ma anche le sinfonie, i concerti... le opere...
Sul forum qualcosa su Mozart in giro c'è, per ora ho trovato un topic che puoi divertirti a leggere, qui ma credo che ce ne siano anche altri.

p.s. per quanto riguarda quando è stata composta, fa parte delle 4 sonate scritte a Parigi nel 1778
  
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madflyhalf
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #2 - 02. Mar 2010 at 02:02
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È stata la prima sonata che ho fatto in vita mia. Sofferta perché anch'io privatista e con poco tempo per studiare (università, sport...), però mi ha dato una soddisfazione grandissima.

A parte che è veramente didattica per esposizione, sviluppo e ripresa ben chiari, un rondo come III movimento che anche non esagerato in velocità (allegro assai) suona da dio, dal mio piccolo punto di vista anche il "piano" del secondo movimento dovrebbe essere un "piano" ma comunque bello intenso e pieno come sonorità.

L'altro giorno mentre lo ristrimpellavo mi sono accorto che sarebbe (quasi) facile anche da orchestrare quell'adagio!
Fallo con le terzine sincopate mi raccomando, ma non ci aggiungere tutte le cose "a posteriori" scritte da vari revisori (vabbè... quando ci arriverai...)! È già bello di suo.

Niente pedale secondo me!
Pochissimo comunque, forse quando vai a prendere le ottave basse nella parte finale dell'esposizione (quella parte che poi diventa l'inizio dello sviluppo e che chiude la ripresa quando si torna in tonalità di Fa maggiore)!
Lì un po' di pedale sul tempo forte e sulle note in ottava lo puoi tenere, ma in contemporanea con le mani (è una cosa che a me riesce molto difficile, non è immediata il pedale viene sempre da metterlo poco dopo le mani)!

Gran sonata! Gran bella sonata!

Quando vorrai ascoltare varie esecuzioni, non dimenticarti di Gould (alla fine, dopo gli altri... Grin ).
Certe sonate di Mozart fatte da Gould sono un pozzo di idee per tantissimi passaggi (senti soprattutto la romanza e il rondo), grazie alla sua continua ricerca del contrappunto! Ti fa sentire cose che altri non ti fanno sentire!

Inoltre credo che Mozart, a volte quando eseguiva questa sonata, la suonava come Gould.
Convizione personalissima.... magari per rompere la noia, o per fare il suo show di tecnica così da abbagliare anche coloro che non potevano cogliere la bellezza compositiva di questa opera!
  

You'll meet each other in the street in 30 years time and... there will be just a look and you'll know just how special some days in your life are. No words, a look. And the biggest thing to say is: you're special.&&&&Ian McGeechan
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Leila89
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"Non esistono sogni troppo
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #3 - 23. Mar 2010 at 21:16
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Grazie mille x le risposte! ho provato a documentarmi, ma siccome volevo qualcosa di specifico non l'ho trovato, così mi chiedevo se qualcuno di voi l'avesse già studiata e a quanto pare si! comunque sia sono arrivata al terzo tempo! ci sto mettendo parecchio! è da circa un mese che la suono!!!Tongue però conto di farcela e di arrivare fino in fondo Cheesy
  
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cla
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #4 - 23. Mar 2010 at 21:57
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Ecco per la nostra Leila qualche notizia sulla sonata K332: nel 1748 l'editore Artaria pubblicò tre sonate per pianoforte di Mozart (K330, K331,K332) attribuendo loro il numero d'opera 6.
Gli studi più recenti sono concordi nel fissare la data di composizione nel periodo compreso tra il 1781 ed il 1783, dunque al momento della creazione dell'opera "Idomeneo"o, più probabilmente, ai primi anni viennesi.
Giunto a Vienna nel 1781, infatti, Mozart cercò ed ottenne una rapida affermazione nella veste di pianista-compositore; le opere pianistiche di questi anni mirano così ad incontrare i gusti disimpegnati del pubblico, non presentano difficoltà eccessive per i "dilettanti", e tuttavia costituiscono un modello del "nuovo" pianismo di Mozart, dove tutte le risorse di dinamica, di brilantezza, di sfumature espressive del nuovo strumento a tastiera trovano una sintesi magistrale e per molti versi, unica.  (fine prima parte...continua)
  
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cla
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #5 - 23. Mar 2010 at 22:05
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seconda parte, sonata K332, Mozart.
...La sonata riassume tutti questi tratti. Vi troviamo innanzitutto un Allegro in forma-sonata ed in ritmo ternario, con un primo tema scorrevole, una transizione agitata, un secondo tempo più brillante e poi un terzo tema più rilassato.
La sezione dello sviluppo, che parte dal terzo tema, offrendone una interpretazione piu' complessa, è piuttosto sintetica, e la ripresa regolare.
L'adagio è una romanza dal tema lineare e cantabile, che viene arricchito però nella ripresa da fioriture ed abbellimenti che offrono l'idea del gusto ornamentale ed improvvisativo del pianismo di Mozart.

fine seconda parte...continua...
  
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cla
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #6 - 23. Mar 2010 at 22:10
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terza parte...
In conclusione, troviamo un brillante Allegro assai in forma-sonata particolarmente ricco nei temi come il terzo (in minore) o come completamente nuovo che scaturisce nel corso dello sviluppo per ritardare l'effetto della ripresa.

FINE.
tratto dal libretto allegato al CD fabbri classica "MOZART, Opera maxima", collana di CD e fascicoli tutti dedicati alla musica di mozart uscito diversi anni fa.
  
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Leila89
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #7 - 28. Mar 2010 at 22:33
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cara cla: GRAZIE MILLE! era proprio quello che cercavo! buono studio=)
  
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Frank
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #8 - 04. Jun 2010 at 09:44
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A proposito del primo tempo ho trovato il seguente scritto:

"[...] Vi troviamo innanzitutto un Allegro in forma-sonata e in ritmo ternario, con un primo tema scorrevole, una transizione agitata, un secondo tema più brillante e poi un terzo tema più rilassato; la sezione dello sviluppo, che parte dal terzo tema, offrendone un'interpretazione più complessa, è piuttosto sintetica, e la ripresa regolare.
[...]"
...e qui mi fermo.

Il fatto che questa sommaria analisi parlasse di 3 temi mi ha fortemente incuriosito.
Se fosse riferita ad un quartetto, ad un movimento di una sinfonia ...ancora ancora; in questi casi infatti, vista la "presenza" di diversi strumenti è un modo per valorizzarli, ma riferendosi in questi termini ad una sonata per pianoforte, per di più di Mozart, mi è sembrato strano.

Andando a vedere, molto sommariamente e sinteticamente direi:
ESPOSIZIONE
1-12 --> I° tema (4+4+4) - Tema costruito su 3 semi frasi
12-22--> Risposta (4+4+4)
22-40--> Ponte modulante
41-48--> II° tema (4+4) alla dominate
49-66--> secondo me qua parte veramente lo sviluppo, ed in particolare su 2 cicli; il primo da 49 a 55 (per preparare quello che sarà lo sviluppo... "vero e proprio") e il secondo da 56 a 66 (un primo sviluppo)
67-70--> collegamento alle codette (battute da 71 a 93)

SVILUPPO
94-101 Sviluppo
102-109 risposta
da 109 riprende lo sviluppo del II° tema (sentito nell'esposizione) ampliandolo ulteriormente
da 127 sviluppa il collegamento che portava alle codette e che adesso porta alla ripresa

RIPRESA
da 133: I° tema (4+4+4)
da 144: risposta (4+4+4)
da 154: ponte modulante che sviluppa sino alla 177
177-202: II° tema nella tonalità d'impianto, comprese evoluzioni e sviluppo
203: collegamento alle codette dell'esposizione che in realtà diventano coda

Discorso temi:
A me sembra che lo sviluppo non parta con un nuovo tema ma con un' elaborazione di diversi frammenti melodici presentati già nell'esposizione.
Più in generale direi che il primo movimento presenta almeno sette idee melodiche diversificate tra loro che, ritornando variate, rivelano ogni volta nuovi aspetti, non penso che ogni idea sia un tema, per cui mi verrebbe da dire che questa sonata è comunque bitematica.

Discorso sviluppo:
Anche se la sezione propriamente definita sviluppo appare breve, in realtà ci sarebbero da considerare altri aspetti come ad esempio il fatto che una parte dello sviluppo è già compresa nell' esposizione (+ la parte nella ripresa) e soprattutto il fatto che lo sviluppo è messo in ritornello (compresa la ripresa... che, come dicevo, contiene una parte dello sviluppo stesso).

Avrete capito che non mi ci ritrovo troppo in quello scritto, però voi cosa ne pensate?

Frank
  
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andreavezzoli
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #9 - 04. Jun 2010 at 11:01
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Negli sviluppi spesso compaiono nuovi temi derivati dai temi presentati dell'esposizione:
nel caso specifico il ponte modulante tra il primo e il sendo tema è molto interessante armonicamente e può considerato non come un terzo tema ma come un'idea tematica secondaria: armonicamente il ponte modulante parte modulando a rem, poi a dom e successivamente la tonalità si stabilizza in do maggiore prima del secondo tema, è molto interessante capire come nell'uso della forma sonata abbiano molto importanza queste idee tematiche di transizione tra i 2 temi principali, anche perchè spesso negli sviluppi sono propio queste idea tematiche ad essere sviluppate, spesso in lunghe progressioni
  
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Frank
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #10 - 04. Jun 2010 at 11:56
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andreavezzoli wrote on 04. Jun 2010 at 11:01:
Negli sviluppi spesso compaiono nuovi temi derivati dai temi presentati dell'esposizione:


Infatti nella forma sonata il materiale presentato viene elaborato nello sviluppo.
Dal mio punto di vista quell'idea tematica nasce da spunti dell'esposizione; anche se potrebbe risultare un idea nuova.

Mi sembra anche interessante l'idea di sviluppo come una "semplice variazione" del ribattuto (49-56) che gli serve per preparare quello che avverrà dopo e che verrà ripreso nella sezione puramente definita sviluppo.
A tal proposito non sottovaluterei il ritornello che in questa accezione assume una valenza di carattere strutturale.

Frank
  
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andreavezzoli
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #11 - 04. Jun 2010 at 13:13
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il ritornello nella forma sonata ha un'importanza a volte fondamentale, ripetendo da capo l'esposizione l'ascolatatore riuscirà a ricordare i temi ed a affermerali nella sua mente...
  
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Tremolo
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Re: Mozart Sonata n.12 in fa maggiore, K 332
Reply #12 - 04. Jun 2010 at 14:17
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Come regola teorica assoluta lo sviluppo parte dopo la cadenza finale dell'esposizione (batt.94).

A batt. 49 vi è il conseguente del "periodo composto" da cui è formato il secondo tema, a batt. 56 inizia una nuova transizione (secondo la teoria più recente, possono esistere due transizioni all'interno dell'esposizione) che porta a batt. 71 al terzo tema (un tema di minuetto): notare il passaggio inconsueto V-IV.
A batt. 86 vi è la cadenza del terzo tema e l'inizio delle code.

Lo sviluppo inizia con un tema nuovo, ma sempre nello stile del minuetto.
  
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Frank
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Reply #13 - 04. Jun 2010 at 15:12
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Tremolo wrote on 04. Jun 2010 at 14:17:
Lo sviluppo inizia con un tema nuovo, ma sempre nello stile del minuetto.


Non sono d'accordo, lo sviluppo non può iniziare con un tema nuovo, si chiama sviluppo proprio perchè sviluppa il materiale presentato (esposizione) in precedenza.


Si può vedere anche come da 56 a 93 coda dell'esposizione, basata su elementi del II° tema (il ribattuto sincopato, se si vuole speculare, è, ritmicamente, la battuta 41 al contrario) e la "coda" vera e propria (71 e segg.) non è altro che l'unione dell'elemento cantabile del I° tema con l'elemento ribattuto del II°
A 86 rifà capolino il I° tema al V grado, spogliato del carattere cantabile.


Quello che si sente a 94 è un' idea che non si sentirà più nella Sonata, quindi potrebbe apparire come un III° tema ... però continuo a considerarla l'ennesima idea tematica (se terza piace, vada per terza ... ma non è un tema).
Infatti le due batt. 94-95 sono affini a 71-72 per l'elemento melodico di 95=72; quindi questa terza idea è in realtà uno "sviluppo" di un'idea della "coda" dell'esposizione, a sua volta basata sul II° tema.

Frank
  
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Tremolo
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Reply #14 - 04. Jun 2010 at 15:55
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Frank wrote on 04. Jun 2010 at 15:12:
Non sono d'accordo, lo sviluppo non può iniziare con un tema nuovo, si chiama sviluppo proprio perchè sviluppa il materiale presentato (esposizione) in precedenza.


La presenza di temi "nuovi" nello sviluppo (anche all'inizio) è un evento frequente, lo sviluppo inizia solo dopo la conclusione dell'esposizione.

Quote:
Si può vedere anche come da 56 a 93 coda dell'esposizione, basata su elementi del II° tema


Può essere una possibile lettura, ma Hepokoski e Darcy (i più importanti teorici della forma-sonata attuali) affermano in base a molte motivazioni che qui sarebbe lungo esporre che la coda inizia a 86. (Sono considerazioni circa le cadenze, nonché la pratica del cosiddetto TMB, Trimodular Block, la presenza, cioè di due temi nella zona S, cioè del secondo tema, divisi da una nuova transizione).
La recente teoria sulla forma-sonata è chiara in questo.

E' spiegato a pag. 159
http://books.google.it/books?id=0MzgwoyW4VgC&printsec=frontcover&lr=

Quote:
Quello che si sente a 94 è un' idea che non si sentirà più nella Sonata, quindi potrebbe apparire come un III° tema ... però continuo a considerarla l'ennesima idea tematica (se terza piace, vada per terza ... ma non è un tema).


Perché non è un tema?
E' un tema nuovo che apre lo sviluppo.
  
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Frank
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Reply #15 - 04. Jun 2010 at 16:23
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Interessante, gli darò un occhiata, almeno questo trattato mi giustificherebbe l'affermazione che riporatvo all'inizio:

Frank wrote on 04. Jun 2010 at 09:44:
"[...] Vi troviamo innanzitutto un Allegro in forma-sonata e in ritmo ternario, con un primo tema scorrevole, una transizione agitata, un secondo tema più brillante e poi un terzo tema più rilassato; la sezione dello sviluppo, che parte dal terzo tema, offrendone un'interpretazione più complessa, è piuttosto sintetica, e la ripresa regolare.
[...]"


Di fondo penso che uno dei limiti dell'analisi sia proprio il fatto che quello che realmente pensava Mozart non lo sapremo mai e che di fondo la forma è una codifica stabilita a posteriori dagli amici teorici; per fortuna non tutto è sempre riconducibile ad uno schema definito o comunque ci sarà sempre una teoria più nuova od "innovativa" o comunque diversi chiavi di lettura.

... comunque guarderò il testo da te indicato, grazie.

Frank
  
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Reply #16 - 04. Jun 2010 at 21:55
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Tremolo wrote on 04. Jun 2010 at 14:17:
notare il passaggio inconsueto V-IV.

Dove?
Non sono riuscito a trovarlo.
  

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vecchiobambino
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Reply #17 - 04. Jun 2010 at 23:48
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Frank wrote on 04. Jun 2010 at 15:12:
Quello che si sente a 94 è un' idea che non si sentirà più nella Sonata, quindi potrebbe apparire come un III° tema ... però continuo a considerarla l'ennesima idea tematica (se terza piace, vada per terza ... ma non è un tema).

Infatti è l'inizio della terza sezione (finale) del 1° tema (batt 9).
  
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andreavezzoli
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Reply #18 - 05. Jun 2010 at 10:35
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volodya wrote on 04. Jun 2010 at 21:55:
Tremolo wrote on 04. Jun 2010 at 14:17:
notare il passaggio inconsueto V-IV.

Dove?
Non sono riuscito a trovarlo.


il passaggio V-IV lo si trova pure nel II movimento, entrambi gli accordi sono in rivolto, la spiegazione di questo è data dal fatto che dopo una cadenza sospesa al V grado qualche volta si può ricominicare dal IV grado...
  
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Reply #19 - 05. Jun 2010 at 14:48
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E nel primo movimento 'ndo sta? Che battuta?
  

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