Hot Topic (More than 10 Replies) Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori (Read 6870 times)
Gianc
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W Pianoforum!

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Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
30. Aug 2010 at 10:16
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Diminuzione di udito nei professionisti.
Qualche numero: 74% tra i musicisti di musica classica, 55% tra quelli Pop, stimati 50% tra i tecnici del
suono, più del 50% tra i tecnici del pianoforte. Si confronti ciò con la media del 15% tra la popolazione.
Diminuzione di udito e gli altri disturbi nominati stanno in rapporto di 50:50.
La diminuzione di udito si sviluppa in genere progressivamente. Da notare che essa aumenta più in fretta
nei primi anni di eccessiva sollecitazione. Gli altri danni pare che compaiano piuttosto casualmente. Ma
non si dovrebbe dimenticare che p.es. Tinnitus, Hyperacusis e Ménière portano più spesso a inabilità
professionale, di quanto non avvenga con la diminuzione di udito. Vi sono anche casi di improvvisa
perdita di udito e improvviso Tinnitus e/o Hyperacusis. Questi disturbi dovrebbero venir trattati subito,
possibilmente entro due giorni.
Teniamo presente il confronto della tensione delle corde tra un Hammerklavier del 1800 (1500-2500 daN) e
un coda moderno (18 000-25 000 daN) e pensate che le nostre orecchie non sono diventate dieci volte più
resistenti.
Infine una citazione presa dall'industria del pianoforte: "Strumenti che suonano forte si vendono meglio. Ci
sarebbe facile costruire pianoforti migliori, ma non lo facciamo, perché non li venderemmo. Essi
avrebbero un suono più sommesso..." e "A partire dagli anni settanta i pianoforti hanno in gran parte
doppia sonorità".
Soprattutto per ignoranza, ma anche per la smania di suoni forti, rafforzata da interessi commerciali, noi ci
troviamo oggi spesso in una gabbia di rumori, che danneggia il nostro udito.
Tecnica "morbida" di accordatura e consigli per l'ascolto (orig. ingl. "soft" - n.d.t.)
La tecnica "morbida" di accordatura viene spesso definita come inadatta per una buona accordatura. Se
anche voi siete di questo parere, smettete di leggere e continuate pure a rovinare le vostre orecchie.
Probabilmente, nei prossimi 10-20 anni della vostra carriera non sentirete più bene. Questo articolo si
rivolge a quegli accordatori, desiderosi di accordare pianoforti senza problemi uditivi e che vogliano capire/
sentire cosa dicono i loro nipotini.
Con la tecnica "morbida" di accordatura si può ridurre l'effetto medio del suono di 10 dB! E di ulteriori 3
dB è possibile, se si aumenta la distanza - e ciò si ottiene se si accorda stando in piedi e non ci si piega
verso le corde per sentire meglio. Ma anche con questo effetto ridotto di 13 dB il carico uditivo
dell'accordatura è vicino al limite ufficiale di sicurezza di 80 dB. Ora sappiamo invero che i carichi da
impulsi acustici producono più danni, anche se non vengono presi in considerazione dagli standards
europei.
La migliore soluzione, per evitare un carico eccessivo: "Riduci il volume sonoro all'origine".
Se tutti gli strumenti suonassero meno forte, sarebbe un grande regalo per le nostre orecchie. E fino a
quando ciò non si potrà ottenere, l'accordatore, con la tecnica "morbida", aiuterà a proteggere le nostre
orecchie. L'accordatura "morbida" qui descritta è il risultato di triennali sperimentazioni pratiche. Io
Musikinstrumente ci vidi costretto, perch'e le mie orecchie non sopportano più di un paio d'ore di
esposizione ad un carico di 80-90 dB, prima che comincino a ronzare, a tintinnare, a dolere, e il suono
finisca col deformarsi. I pochi pianoforti che io riesco ancora ad accordare (comprese alcune accordature per
concetri), tengono assai bene con la tecnica "morbida" e nessuno ha da eccepire. Io faccio ancora sei
accordature per settimana, mantenendomi sempre abbondantemente sotto gli 80 dB. Vada il mio
ringraziamento a tutti gli accordatori che Musikinstrumente hanno fatto proposte, sul come comportarsi
meglio con il suono del pianoforte. Io ho esaminato tutte le proposte e le ho integrate nella tecnica
"morbida".
Tecnica "morbida" di accordatura: "Come si riduce il carico sonoro".
La tecnica "morbida" di accordatura vuole evitare dannk all'udito e rendere possibili accordature ad alto
livello professionale. Orecchie già congenitamente musicali o che abbiano avuto una mirata educazione
musicale, sono in grado di riconoscere un'accordatura "pulita". Si hanno evidentemente intervalli puri se
tutte le armoniche si combiano a dovere. Accordare diventa difficile , se deliberatamente scordiamo gli
intervalli, come accade accordando i pianoforti e altri strumenti a tastiera. Organi, clavicembali e
Hammerklaviere sono sempre di più facile accordatura che non i pianoforti moderni. La ragione di ciò sta
nell'alta disarmonicità dei pianoforti attuali.
Grande disarmonicità porta ad un'impressione "virtuale" della fondamentale, che può scostarsi non poco
dalla fondamental "effettiva". In casi estremi, tra fondamentale "virtuale" ed "effettiva" possiamo percepire
un divario di oltre mezzo tono. Per ottenere una distribuzione uniforme del temperamento lungo tutte le
ottave del pianoforte, dobbiamo regolare adequatamente l'altezza delle singole note, al fine di raggiungere
un risultato musicalmente soddisfacente.
Le seguenti proposte hanno lo scopo di ridurre gli effetti negativi dell'evento sonoro. Per la maggior parte
degli accordatori più esperti esse potranno apparire anche ovvie. Nessuno Musikinstrumente insegnò queste
cose 25 anni fa. E sarei stato contento se le avessi sapute, prima che le mie orecchie cominciassero a
ronzare...

PER CHI VOLESSE LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO:
http://www.troostmuziek.nl/pdf/Attenzione.pdf

saluti gianc.
  

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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #1 - 30. Aug 2010 at 11:05
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Peccato che la tendenza sia quella di costruire strumenti sempre più sonori, basta osservare negli anni quanto sono aumentate le dimensioni degli smorzatori di un pianoforte a coda...

anche nella scelta del pianoforte la prima cosa che si valuta è "quanto spara forte", e anche nelle sale da concerto, più ampie rispetto al passato, è una caratteristica spesso apprezzata.

Nessuno vorrebbe in casa un pianoforte afono, e comunque 10 dB di attenuazione mi sembrano veramente tanti: il nostro pianoforte attenuato di 6 dB suonerebbe con una intensità pari alla metà rispetto a quella naturale....10 dB significherebbe una attenuazione pari a più di 1/3....questo poi dice di voler arrivare a 13 dB!!!...ma è scemo?   Grin Mi chiedo se chi ha scritto l'articolo sia persona seria.

In ogni caso si deve sempre misurare il tempo di esposizione al rumore per per valutarne la nocività, cioè "l'integrale nel tempo della intensità del suono". Parlare di 80 dB fine a se stessi in termini assoluti non ha nessun senso, diversa cosa è infatti avere un martello pneumatico sulla testa per un ora rispetto a 10 secondi...come dire che un pianista suona il "fortissimo"" per tutta una esecuzione...

mettiamo a questo punto una bella striscia di feltro sulle corde e non ci pensiamo più....  Grin 13 dB  Shocked
  
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Gianc
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W Pianoforum!

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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #2 - 30. Aug 2010 at 12:07
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...credo che quando dica di attenuare di 13 db il suono , e lo fa quando parla di accordatura morbida, si riferisca al salvaguardare l'orecchio dell'accordatore pur mantenendo qualità nella tenuta dell'accordatura del piano.

saluti gianc.
  

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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #3 - 30. Aug 2010 at 12:17
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Non è molto chiaro, il tutto avrebbe ancora meno senso: che vantaggio ne trarrebbero gli orecchi dei pianisti? Una accordatura dura al più due ore e sinceramente non mi sembra una attività da sfondamento dei timpani...
  
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Gianc
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #4 - 30. Aug 2010 at 12:30
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Tempo fa lessi un'intervista ad un accordatore tedesco, che per contratto doveva fare 4 accordature al giorno due di mattina e due di pomeriggio, e a questo punto i 13  db in meno , o una sana otoprotezione (tappi cuffie etc.) avrebbero e hanno senso.

saluti gianc.
  

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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #5 - 30. Aug 2010 at 12:40
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Ah be in quel caso può essere, poverino, ma in genere non se ne fanno più di due al giorno..anche perché dopo 4 accordature sicuramente non ci sei più con la testa e non solo per via degli impulsi sonori! E poi, da quel che ho visto, ogni accordatore ha il suo metodo e non tutti picchiano forte quando accordano..
  
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Gianc
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #6 - 30. Aug 2010 at 15:17
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Finalmente ci siamo ACCORDATI Smiley
saluti gianc.

p.s. la miglior accordatura, a mio giudizio, soprattutto se si solleva di 40/50 centesimi , è quella in cui si fa una passata veloce e soft .
Poi si torna dopo 15 gg. a rifinire un po' meno soft.
  

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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #7 - 30. Aug 2010 at 16:03
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Secondo me quando la corda vibra piano si percepisce con maggiore precisione l'altezza del suono....va be che oggi molti accordatori utilizzano i dispositivi elettronici che aiutano non poco..  Wink
  
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Acortot
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #8 - 31. Aug 2010 at 01:31
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beh, chi si intende di pianoforti riconosce i meriti di una scalatura a bassa tensione..

il suono dolce e complesso di una volta è dovuto anche alla scalatura più bassa..

purtroppo come dice l'articolo la competizione cieca per il volume e potenza ha reso i pianoforti troppo duri e assordanti.

ci sono tanti motivi tecnici per abbassare la tensione, ma se le fabbriche non vendono chi glielo fa fare??

Io mi sono distrutto le orecchie con le cuffie e la chitarra elettrica (suono principalmente la chitarra Roll Eyes)... non è bello perdere l'udito.

evitate le cuffie a tutti i costi sono pericolosissime.

meno male che mi ha salvato chopin
  
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dolcestellina
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #9 - 31. Aug 2010 at 09:07
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Acortot wrote on 31. Aug 2010 at 01:31:
evitate le cuffie a tutti i costi sono pericolosissime.



Davvero sono così pericolose? Anche se si tiene un volume molto basso?
Purtroppo quando si ha necessità di studiare in certi orari su un digitale diventano indispensabili...  Undecided
  
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Acortot
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Reply #10 - 02. Sep 2010 at 12:24
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a parità di volume le cuffie sono pericolose perchè sono accoppiate meccanicamente al timpano, un pò come un pistone.

se riesci a non alzare il volume troppo non penso ci siano problemi.

Io avevo il difetto di essere eccessivo nel volume, e quindi ho sofferto delle alterazioni all'udito.

non è bello parlarne ma vale la pena di fare capire questa cosa a chi ha iniziato da poco ad usarle o abusarle.
  
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dolcestellina
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #11 - 02. Sep 2010 at 13:30
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Certo che vale la pena parlarne! Wink
E grazie per aver condiviso la tua esperienza!
  
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andreavezzoli
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #12 - 02. Sep 2010 at 18:18
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a meno che non si suoni il liuto... o la spinetta è normale che un musicista sia soggetto ad una diminuzione dell'udito:
pensate a chi nell'orchestra sinfonica si trova alle sue spalle i tromboni o i timpani...   oppure le trombe....
  
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Acortot
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #13 - 03. Sep 2010 at 11:52
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beh, l'orecchio sinistro dei violinisti?
  
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andreavezzoli
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #14 - 03. Sep 2010 at 20:22
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e i batteristi....
  
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minavagante
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #15 - 03. Sep 2010 at 20:51
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Se fosse veramente così, sarei già sordo da un bel pezzo!
Scusate se modifico solo ora!
Sto parlando di accordature e non di uso delle cuffie.
Per anni ed anni ho accordato anche fino a quattro pianoforti al giorno; ci sento ancora benissimo.
La stanchezza è un discorso, la perdita dell'udito a causa delle accordature è un altro.
Coraggio, non troviamo scuse; accordare ad orecchio è difficile e stancante. Usare il macchinino elettronico è molto più pratico e facile .... però ......... peccato che il pianoforte lo si ascolti ad orecchio.
Minavagante
  
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andreavezzoli
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #16 - 03. Sep 2010 at 22:46
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perchè la diminuzione dell'udito non segue una curva proporzionale ad un certo punto si ferma la diminuzione
  
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Gianc
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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #17 - 05. Sep 2010 at 09:59
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Per tutti colore che vogliono testare il proprio udito posto un generatore di frequenze simile a quello usato per l'audiometria:

http://www.divshare.com/download/12466024-3ca

poi basta fare delle prove a diverse frequenze e si inizia a vedere una differenza tra orecchio dx e sx .

poi si fa una gara con un giovanissimo e alle alte frequenze.... ci si mette a piangere   Cry

saluti gia  :
  

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F. Franciszek Esperanto
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Esperanto sempre

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Re: Diminuzione di udito nei musicisti e accordatori
Reply #18 - 04. Mar 2019 at 13:48
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Ricordo quando da adolescente finalmente approdato al pianoforte "vero" dopo un passato elettronico, notai subito come fosse forte il suono di quest'ultimo.
Un Kawai verticale dalle dimensioni importanti, molto potente... in una stanza 4x4m. Ricordo che all'inizio per attutire il suono misi un cuscino dentro la cassa armonica, senza effetto.

In pochi giorni però mi ci abituai e non ci feci più caso; alla prima accordatura l'accordatore trovò il cuscino, del quale mi ero dimenticato...

Il pf è ancora dai miei, la scorsa estate mi sono messo a suonarlo; davvero molto potente, anche i pianissimo... dopo alcuni minuti ho dovuto mettere dei tappi che erano in casa e sentivo al volume giusto.
Chi ha letto il libro di C. Chang (Fondamenti dello studio del pf) ricorderà che - almeno secondo l'autore - è lo choc da suono percussivo che c'è nel primo istante quando la corda viene percossa che danneggia l'orecchio, e non la fase di vibrazione della nota; l'autore consiglia quindi la regolazione dei martelletti (punzonatura) per dare un suono più morbido al pianoforte che così non danneggia l'orecchio pur mantenendo la sua potenza. Ovviamente è un lavoro che deve fare un tecnico.

Nel mio caso, pur sentendoci bene, temo che quello strumento abbia lasciato il segno nelle mie orecchie...
  
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