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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Come giudicare un pianoforte anni 30? (Read 12248 times)
sattwa
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Come giudicare un pianoforte anni 30?
01. Jan 2011 at 11:15
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Ragazzi buon giorno e buon anno!

ieri mi è capitato di vedere un Bechstein a coda (un 180 cm) degli anni 30, di aspetto decentissimo, tastiera e martelletti in ordine, suono dei tasti abbastanza omogeneo come tonalità (tra l'altro piacevolissima). Il costo è di 13000 euro, non proprio poco.
Ora immagino che un negozio prima di mettere un piano in mostra lo "impupazzi" per bene per cui mi chiedo come si fa a giudicare quanto concreto e stabile sia lo stato di un piano di quell'età in mostra in un negozio.
Come si fa a giudicare?
Quali aspettive (in quanto a stabilità ed affidabilità) si può avere da un piano di questa epoca?
Mi rendo conto che ciò dipende da come è stato tenuto il piano, per cui ragioniamo nella migliore delle ipotesi.

Nel negozio in verità c'erano anche pianoforti più moderni, Boston Yamaha.. magari anche meno costosi, ma quel Bechstein..

Vi ringrazio molto per il vostro aiuto, scegliere un pianofote è davvero molto importante..

Ciao

Fabrizio
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #1 - 01. Jan 2011 at 14:22
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Ciao e buon anno anche a te.

Credo che i Bechstei si quegli anni siano come hai detto tu degli strumenti stupendi, entrare nel merito dei criteri di valutazione non è semplice in quanto bisogna considerare il caso specifico.
Considera che sono comunque strumenti che non hanno molto mercato e che non tutti apprezzano.

Non ci hai detto se lo strumento è stato restaurato oppure nel suo stato originale, splendidamente conservato: nel primo caso oltra a valutarne lo stato è necessario capire se il restauro è stato eseguito correttamente, se sono state sostituite le corde dei bassi con delle corde nuove della sezione corretta, fabbricate copiando le originali, se la martelliera è stata sostituita con una martelliera idonea al tipo di strumento, se e quali sono stai i lavori di restauro di tavola armonica e meccanica. Bisogna capire se le caviglie sono state sostituite, se è stato rifatto il somiere e in questo caso chiedersi il perchè: dalla entità del restauro, dal numero di operazioni compiute di può capire in quale stato è giunto ai nostri giorni questo pianoforte...credo che uno strumento come questo, mantenuto il più possibile originale con una buona resa timbrica, apparentemente in ordine, senza problemi strutturali e con una buona meccanica possa valere anche la cifra richiesta, se venduto in garanzia.

Nel casi di pianoforti restaurati bisogna essere invece molto moto accorti: può capitare che dal rivenditore ci sembri tutto bello tutto ok, poi una volta ritirato il piano a casa, visti altri consulenti o accordatori, saltino fuori magicamente tutte le magagne di cui noi non ci eravamo accorti...un pianoforte "ricostruito" secondo me non vale quanto un pianoforte originale.

Per valutare gli aspetti tecnici di uno strumento bisogna analizzare molte variabili, alcune dei quali senza un accordatore non siamo in gradi di vedere.

Il Suono, tavola armonica e corde:

- non deve essere mai spento, scarico, ma sempre presente, rotondo e sostenuto (deve durare). E' importante soprattutto valutare, cronometro alla mano direi, la regione del cantabile (diciamo SOL3 - SOL5) dove il suono deve avere un sostegno importante, ovvero durare mediamente non meno di 10 secondi prima di spegnersi, questo per capire in quale stato si trova la tavola armonica che poi deve essere anche valutata a vista andando sotto il pianoforte per escludere l'assenza di fessurzioni, non è detto poi che un pianoforte con tavola lievemente crepata suoni male.

Per valutare invece i bassi bisogna vedere per prima cosa se le corde sono nuove oppure originali, in ogni caso suonando forte non si devono sentire ronzii o falsi battimenti...il suono di corde nuove purtroppo risulta acerbo, più metallico rispetto ad una corda datata...motivo per cui si cerca sempre di non cambiare le corde dei bassi, se possibile....anche qui valuterei per scrupolo il sostegno del suono, che dovrà essere non inferiore a 15 secondi...invine darei una controllatina agli acuti per vedere se sono vivi o morti.

Tastiera:

Una valutazione accurata della tastiera prevede che l'osservatore di inchini a livello della stessa e che con un occhio solo ne osservi innanzitutto la linea che deve essere ovviamente perfetta, senza tasti rialzati o ribassati rispetto ad altri, non si devono vedere inoltre delle concavità o convessità sul piano della tastiera...
abbassando i tasti si deve sentire un fondo duro, rigido...l'eventuale fondo molle (cuscinetti di feltro) non è adatto allo studio e non restituisce una buona sensazione di precisione...
abbassando i tastia gruppi di cinque, e premendo un pochino più del dovuto, si deve osservare che gli affondi siano uniformi, cioè che i tasti si fermino tutti sulla stessa linea, senza piccoli sbalzi...
infinebisognerebbe misurare l'affondo per diverse zone della stastiera che non deve essere superiore a 9-10 mm: lo si misura bene con un metro di quelli rigidi, avvolgibili, poggiando la estremità metallica sopra il tasto, perpendicolarmente ad esso, in prossimità della sua estremità, facendolo affondare senza premere troppo e valutando così  quanti millimetri si abbassa rispetto al tasto immediatamente di fianco.

Infine bisogna valutare che i tasti neri abbiamo lo stesso affondo dei bianchi, per differenza misurando la loro altezza a riposo e da premuti, rispetto ai bianchi non prenuti: tipicamente un tasto nero eemerge dalla tastiera 12 mm, una volta prenuto spunterà rispetto ai bianchi di 1,5 - 2 mm a seconda della misura di affondo. Non deve verificarsi che
affondando i tasti neri questi vadano a finire a livello dei bianchi!!!

Infine si fanno oscillare trasversalmente i tasti (da destra a sinistra rispetto al piano della tastiera) per vedere quanto gioco c'è in questo movimento laterale. Il gioco deve essere minimo e il tasto deve dare la sensazione di essere ben saldo, a dimostrazione del fatto che le guarnizion, sotto, sono integre... infine si osserva il legno laterale dei tasti perchè in base a quanto e sporco si capisce quanto il pianoforte è stato usato...generalmente si sporcano maggiormente i tasti centrali, come l'avorio si consumava maggiormente nella stessa regione (se il restauratore e persona accurata pulisce sia l'avorio sia il legno dei tasti, riportandoli al loro splendore).

Meccanica:

bisogna controllare innanzitutto che funzionino tutti gli scappamenti. quindi che i martelli premendo lentamente i tasti si allontanino dalle corde poco prima di sfiorarle (tipicamente 2,5 mm per i bassi, 1,5 mm per gli alti)
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #2 - 01. Jan 2011 at 14:44
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Bisogna poi controllare che i martelli, premendo più tasti consecutivi magari con una barretta sempre lentamente, viaggino tutti insieme, "scappando" tutti nello stesso punto....

infine si controlla lo stato della molla di ripetizione (quello che si chiama comunemente doppio scappamento, anche se lo scappamento è sempre stato e sarà uno solo). Si deve premere in maniera decisa e veloce un tasto facendo in modo che il martello percuota in maniera decisa la corda. Mantenendo il tasto in posizione di affondo il martello viene arrestato dal paramartello, rilasciando lentamente il tasto il martello deve avvicinarsi alla corda...

  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #3 - 01. Jan 2011 at 14:50
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INfine si dovrebbe far estrarre la meccanica per valutare lo stato di usura generale di pelli feltri etc...

Se l'analisi di tutti questi elementi è positiva probabilemente il pianoforte sta bene, si deve poi vedere anche la struttura se è ok, l'aspetto esteriore...la laccatura...

La tenuta dell'accordatura deve invece essere valutata da un tecnico, diciamo che questi possono essere degli accorgimenti che si possono valutare da soli senza scomodare ogni volta il tecnico che costa...una volta decisi si dovrebbe far valutare lo strumento da un accordatore.

Infine bisogna suonarlo e suonarlo per vedere se risponde a noi come vorremmo, cosa non meno importante...

  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #4 - 01. Jan 2011 at 17:07
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wow quanti consigli!!! grazie grazie grazie Smiley
purtroppo non c'era molto tempo per fare valutazioni approfondite, ed ero incuriosito anche da altri pianoforti. Immagino ci voglia piu' di una giornata per capire quale strumento sia il tuo. Ad un certo punto devo riconoscere di avere avuto un po' di confusione. Alcuni strumenti li ho scartati al primo tasto, altri invece erano abbastanza piacevoli.
Tra l'altro il mio livello pianistico è ancora abbastanza basso (da quinto anno) quindi non ho gli strumenti adeguati per poter giudicare in modo completo le capacità di un piano. Il mio criterio si basa più sul piacere della timbrica, la mia tecnica immagino limiti un pò la valutazione del piano e ad un certo punto riesco ad essere poco selettivo.

Quel Bechstein mi ha colpito, è come se mi aspettasse (c'e' da dire che ho un verticale della stessa casa di fine '800, quindi ho riconosciuto il suo suono).
Come ti dicevo la tastiera era in ordine, abbastanza nuova e tonica. Qualche macchia sull'avorio, ma immagino sia una sciocchezza. Non ho fatto un'analisi quantitativa (che farò sicuramente grazie alle tue indicazioni) ma da quello che ho visto i tasti funzionano tutti bene e tutti allo stesso modo. Anche la timbrica mi è sembrata abbastanza omogenea tra tasto e tasto. Ho suonato in modo forte i tasti bassi per sentire eventuali risonanze, ma il suono era sempre pulito.
Riguardo ai martelletti sembra siano stati spazzolati (si dice cosi'?). Non ho fatto domande su un eventuale restauro, anche perchè immagino che le domande fatte ad un negoziante lascino il tempo che trovano, naturalmente loro ti risponderanno sempre nel migliore dei modi.

Pensavo che un piano degli anni 30 necessitasse comunque di un restauro, tipo cambio delle caviglie. Mi sbaglio? Esistono pianoforti di quell'epoca che non necessitano di nulla? Il legno non si degrada comunque?

Ciao e grazie

Fabrizio

  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #5 - 01. Jan 2011 at 17:21
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sattwa wrote on 01. Jan 2011 at 17:07:
wow quanti consigli!!! grazie grazie grazie Smiley
purtroppo non c'era molto tempo per fare valutazioni approfondite, ed ero incuriosito anche da altri pianoforti. Immagino ci voglia piu' di una giornata per capire quale strumento sia il tuo. Ad un certo punto devo riconoscere di avere avuto un po' di confusione. Alcuni strumenti li ho scartati al primo tasto, altri invece erano abbastanza piacevoli.
Tra l'altro il mio livello pianistico è ancora abbastanza basso (da quinto anno) quindi non ho gli strumenti adeguati per poter giudicare in modo completo le capacità di un piano. Il mio criterio si basa più sul piacere della timbrica, la mia tecnica immagino limiti un pò la valutazione del piano e ad un certo punto riesco ad essere poco selettivo.

Quel Bechstein mi ha colpito, è come se mi aspettasse (c'e' da dire che ho un verticale della stessa casa di fine '800, quindi ho riconosciuto il suo suono).
Come ti dicevo la tastiera era in ordine, abbastanza nuova e tonica. Qualche macchia sull'avorio, ma immagino sia una sciocchezza. Non ho fatto un'analisi quantitativa (che farò sicuramente grazie alle tue indicazioni) ma da quello che ho visto i tasti funzionano tutti bene e tutti allo stesso modo. Anche la timbrica mi è sembrata abbastanza omogenea tra tasto e tasto. Ho suonato in modo forte i tasti bassi per sentire eventuali risonanze, ma il suono era sempre pulito.
Riguardo ai martelletti sembra siano stati spazzolati (si dice cosi'?). Non ho fatto domande su un eventuale restauro, anche perchè immagino che le domande fatte ad un negoziante lascino il tempo che trovano, naturalmente loro ti risponderanno sempre nel migliore dei modi.

Pensavo che un piano degli anni 30 necessitasse comunque di un restauro, tipo cambio delle caviglie. Mi sbaglio? Esistono pianoforti di quell'epoca che non necessitano di nulla? Il legno non si degrada comunque?

Ciao e grazie

Fabrizio



Se un pianoforte è sempre stato accordato, sempre suonato e conservato in un ambiente sano potrebbe anche non avere problemi.
Il pianoforte si degrada maggiormente quanto non viene utilizzato e quando non viene accordato...comunque le domande sui lavori eseguiti, vendo cura di farsi mostrare il tutto, è sempre bene farle al rivenditore...magari è bene andare anche quando c'è il tecnico del negozio che probabilmente ha lavorato sullo strumento....

dai una occhiata anche a ponticelli, ma se non hai sentito strane vibrazioni e romori di friggitua....dubito abbiano di problemi....

tutti i controlli più dettagliati sulle tastiera dei vari pianoforti che vedrai invece, potrai farli velocemente anche con delle monetine da 5 centesimi come ho spiegato qui :-D

http://www.pianoforum.it/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1283005909

sembra un giochino ma funziona, dal momento che il pianoforte ti serve per andare avanti con gli studi credo che sia importante anche valutare questi aspetti....

ciao
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #6 - 01. Jan 2011 at 17:29
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si possibilmente vorrei un piano che non si smantelli ne giro di pochi mesi dall'aquisto e che non necessiti di un intervento costante di un tecnico. Sono abbastanza pignolo e con i mio pianoforte sono sempre a caccia di rumori e vibbrazioni varie..

Una curiosità: come mai per un buon mantenimento del piano è opportuno accordarlo e suonarlo sempre?

Fabrizio
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #7 - 01. Jan 2011 at 17:42
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sattwa wrote on 01. Jan 2011 at 17:29:
si possibilmente vorrei un piano che non si smantelli ne giro di pochi mesi dall'aquisto e che non necessiti di un intervento costante di un tecnico. Sono abbastanza pignolo e con i mio pianoforte sono sempre a caccia di rumori e vibbrazioni varie..

Una curiosità: come mai per un buon mantenimento del piano è opportuno accordarlo e suonarlo sempre?

Fabrizio


- affinche la tavola rmonica rimanga sempre carica è necessario ogni tanto tirare le corde (e quindi accordare)

- le corde sono di metallo e rimanendo scariche per molto tempo una volta rimesse in tensione avranno perso parde della loro elasticità, essendo quindi più vicine alla fase critica della snervatura e quindi rottura

- la meccanica essendo sempre in movimento non andrà incontro ad indurimento (sostituzione dei perni etc) e necessiterà solo di manutenzione ordinaria negli anni.

per tutti questi motivi un pianoforte ben mantenuto è poi garanzia di restauro ben riuscito, si spera poi che un pianoforte sempre utilizzato venga curato, controllato aperto ogni tanto....ho visto proprio da poco un pianoforte non suonato e non accordato per 10 anni, era praticamente morto....
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #8 - 01. Jan 2011 at 17:50
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Quote:
praticamente morto....


proprio quello che ho pensato quando sono andato a provare un Bosendorfer 170 "seminuovo"..
aveva 20 anni ed era stato suonato solo per i primi 6 mesi..
per farlo suonare dovevo pestarlo, ed il negoziante (venditore di tessili, non di strumenti musicali..) continuava a dire che il pianoforte era come nuovo..

molto interessante la discussione sulle monetine, provero' sul mio verticale, prima mi procurerò le 14  monetine.. Cool
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #9 - 06. Jan 2011 at 22:11
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una piccola domanda che riguarda il mio pianoforte verticale (Bechstein di fine '800):
il difetto di oscillazione laterale dei tasti è recuperabile?
Inoltre alcuni tasti quando lasciati di scatto fanno un pò di rumore, anche questo e' recuperabile?
Una decina di tasti nei bassi suonano un pò sordi e timbricamente non in linea con gli altri tasti, cosa si può fare? (uno di questi tasti ha anche le corde nuove ma coimunque suona sordo)

Ciao e grazie
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #10 - 06. Jan 2011 at 22:42
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Per quanto riguarda la tastiera "ballerina", il mio tecnico ha messo a posto la mia con una specie di pinza costruita da lui guardandone una di proprietà di un altro tecnico. Praticamente toglie il tasto, lo preme e questo non dondola più. Mi ha assicurato che ai tasti non succede niente di male, sarà vero?  Undecided
  

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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #11 - 06. Jan 2011 at 22:48
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fra81 parlava di integrità delle guarnizioni che si trovano sotto al tasto.. mi chiedo se sono recuperabili
  
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Reply #12 - 07. Jan 2011 at 00:04
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sattwa wrote on 01. Jan 2011 at 17:50:
Quote:
praticamente morto....


proprio quello che ho pensato quando sono andato a provare un Bosendorfer 170 "seminuovo"..
aveva 20 anni ed era stato suonato solo per i primi 6 mesi..
per farlo suonare dovevo pestarlo, ed il negoziante (venditore di tessili, non di strumenti musicali..) continuava a dire che il pianoforte era come nuovo..

molto interessante la discussione sulle monetine, provero' sul mio verticale, prima mi procurerò le 14  monetine.. Cool



attenzione che i martelli nuovi sono scuri... quelli vecchi sono duri e brillanti, e 'facili da suonare'

però.. non hanno sfumature.. nel senso che un martello duro suona piano e forte fino ad un certo punto, ma suona anche uguale su tutte le graduazioni dinamiche.. o quasi..

certe volte sono troppo sordi i martelli, certe volte i pianoforti sono troppo grossolani e quindi il martello scuro sembra poco fine.

certe volte i martelli non sono in buona condizione..

però poterebbe veramente essere che i martelli erano nuovi, quindi brillanti solo con molta forza..
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #13 - 07. Jan 2011 at 00:21
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sattwa wrote on 06. Jan 2011 at 22:48:
fra81 parlava di integrità delle guarnizioni che si trovano sotto al tasto.. mi chiedo se sono recuperabili


Le guarnizioni dei tasti nei pianoforti d'epoca andrebbero sempre rifatte, ora non so il Bechstein, ma ci sono alcuni pianoforti che le hanno di cuoio altri di cachemire...
quando le guarnizioni sono ancora buone il tecnico agisce ruotando le punte metalliche con una chiave opportuna; le punte sono leggermente ovali, proprio per consentire la regolazione del gioco laterale e per equispaziare i tasti.

Se sfili un tasto del tuo pianoforte le puoi vedere nella parte sottostante, sono in genere rosse....nella boccola anteriore e nella boccola di centro tasto...si possono sostituire, sono delle striscioline di cachemire da incollare...è un lavoro solamente noioso, di mezza giornata (se uno è pratico).

Per i rumori della meccanica come per il suono sordo possono essere diverse le cause....bisogna vedere di persona, inutile fare mille ipotesi

  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #14 - 07. Jan 2011 at 00:30
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paperippo wrote on 06. Jan 2011 at 22:42:
Per quanto riguarda la tastiera "ballerina", il mio tecnico ha messo a posto la mia con una specie di pinza costruita da lui guardandone una di proprietà di un altro tecnico. Praticamente toglie il tasto, lo preme e questo non dondola più. Mi ha assicurato che ai tasti non succede niente di male, sarà vero?  Undecided


E dove lo preme esattamente? Probabilmente agisce sulle guarnizioni...se è così male non fa, ma quando sono consumate se uno vuole alte prestazioni si devono rifare...così come i cuscinetti sotto i tasti, sembrano sciocchezze ma migliorano non di poco un pianoforte...
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #15 - 07. Jan 2011 at 07:38
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mi fa piacere che siano cose recuperabili, il mio tecnico (che a dire il vero è un pò disfattista) mi disse che riguardo a quel moviemtno dei tasti ed al rumore non c'era nulla da fare, il pianoforte era vecchio..

un'altra domanda, al mio pianoforte sono state sostituite le caviglie. Mediamente quale è la resa di questo lavoro? Cioè fino a quando si può stare tranquilli? Mi rendo conto che dipende molto dal legno del pianoforte e dalle condizioni ambientali (anche dalle volte che lo si accorda??), ma nella migliore delle ipotesi per quanto tempo si può stare tranquilli?

Ciao e grazie mille per il tuo supporto!
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #16 - 07. Jan 2011 at 11:57
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Non c'è un tempo, dipende come hai detto tu dalle condizioni ambientali...se il lavoro è stato fatto bene non c'è motivo di credere che si verifichino problemi nell'immediato...se viene accordato e tiene l'accordatura al corista non hai di che preoccuparti...In ogni caso dal momento che si chiama Bechstein converrà sempre restaurarlo (se si tratta di un modello a meccanica scoperta)...se fra 50 anni il somiere non dovesse più tenere, lo si fa ex novo (è una tavola di multistrato da bucare, non è mica oro...)

Capisco che i tecnici spesso non siano propensi a lavorare su pianoforti vecchi, come ti ho detto poi il cambio delle guarnizioni è un lavoro noioso...ti dico anche che per rimettere a posto tutta la tastiera come livellamento, affondi e guarnizioni non è nemmeno necessario portare lo strumento in laboratorio, si può portar via solamente il telaio dei tasti (in legno) per poi rifinire il lavoro di regolazione a casa del pianista...
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #17 - 07. Jan 2011 at 14:05
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^Fra^ wrote on 07. Jan 2011 at 00:21:
sattwa wrote on 06. Jan 2011 at 22:48:


quando le guarnizioni sono ancora buone il tecnico agisce ruotando le punte metalliche con una chiave opportuna; le punte sono leggermente ovali, proprio per consentire la regolazione del gioco laterale e per equispaziare i tasti.

Se sfili un tasto del tuo pianoforte le puoi vedere nella parte sottostante, sono in genere rosse....nella boccola anteriore e nella boccola di centro tasto...si possono sostituire, sono delle striscioline di cachemire da incollare...è un lavoro solamente noioso, di mezza giornata (se uno è pratico).




Sempre lo stesso tecnico mi ha detto di non permettere mai di ruotare le punte ovali poichè è una pratica errata. Praticamente mi ha spiegato che in futuro questo porta soltanto danno, quindi secondo lui la soluzione migliore è l'impannatura o la sua pinza, se il panno lo permette.
  

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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #18 - 07. Jan 2011 at 14:23
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si a furia di ruotarle poi è chiaro che diventano lasche....in ogni caso sarebbe sempre meglio rifare le guarnizioni quando sono andate, per quel che costa....
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #19 - 07. Jan 2011 at 19:43
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Oggi sono ritornato a vedere il coda Bechstein degli anni 30.
Che bel pianoforte... in sala c'erano svariati yamaha, petrof, grotrian-steinweg.. ma nessuno aveva quel suono cosi' romantico.
Ho cercato di verificare tutto quello che mi avevate suggerito. La tavola armonica e' integra, mi sono steso sotto al pianoforte e non ho trovato nessuna crepa. Il suono di ogni tasto persiste ben oltre i 10 secondi. I tasti non hanno cavità di usura ed il legno sottostante all'avorio e' chiaro. Comunque i tasti hanno avuto un processo di pulitura. Non ci sono oscillazioni laterali particolari, almeno non di più di pianoforti nuovi (anche Steinway) ed anche la rumorosità della tastiera e' confrontabile a quella di strumenti nuovi. La discesa mi è sembrata regolare ed omogenea lungo tutta la tastiera. Peccato solo per qualche scegguatura sull'avorio di alcuni tasti. Non mi sono soffermato a fare misure di forza per la discesa, ma al tocco mi è sembrata abbastanza tonica ed omogenea, anche in questo.
Le uniche sostituzioni che sembra aver subito sono le caviglie, tutte le corde e cordoni e le teste dei martelletti. Il mobile è stato riverniciato.

Ho chiesto di farmi tirar fuori la meccanica e mi e' sembrato tutto in ordine e pulitissimo. Anzi a pensarci mi chiedo come mai il legno della meccanica sia cosi' chiaro e pulito, sembrava nuovo, praticamente uscito di fabbrica. Possibile che si mantenga cosi' bene?

Insomma è chiaro che me ne sono praticamente innammorato.
Un mio amico pianista e tecnico pero' mi ha smontato di brutto perchè mi ha detto che un pianoforte degli anni 30 non ha la meccanica adatta allo studio, me la ritroverei sgangherata nel giro di pochi mesi.
Cosa ne pensate?

grazie!
  
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