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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Come giudicare un pianoforte anni 30? (Read 12251 times)
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #20 - 07. Jan 2011 at 21:20
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Se devi studiare pesantemente non è Lo strumento adatto, concordo con il tuo amico ... se invece hai già un mulo da studio il discorso cambia...sia chiaro che anche se prendi Lo steinway nuovo per studiare Lo consumi...e non ti dura una vita...anche michelangeli studiava sul petrof per non consumare Lo steinway....
  
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francescogiuseppe
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #21 - 07. Jan 2011 at 21:39
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^Fra^ wrote on 07. Jan 2011 at 21:20:
Se devi studiare pesantemente non è Lo strumento adatto, concordo con il tuo amico ... se invece hai già un mulo da studio il discorso cambia...sia chiaro che anche se prendi Lo steinway nuovo per studiare Lo consumi...e non ti dura una vita...anche michelangeli studiava sul petrof per non consumare Lo steinway....

Sarei curioso di sapere da dove ha trovato questa informazione..." Michelangeli studiava su Petrof per non consumare lo Steinway".....
Vorrei la prove per esempio da Fabbrini o da Nazzari che erano i suoi accordatori.....
Altrimenti sono parole a vanvera offensive per il Maestro e per la Steinway.....che forse sarebbe meglio evitare.
Questo non vuol dire che Michelangeli non abbia mai suonato su Petrof.
  
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sattwa
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #22 - 07. Jan 2011 at 21:42
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studiare pesantemente.. magari.. ormai penso di aver perso quella opportunità, almeno per come sono messo ora con il lavoro. Attualmente riesco a mala pena a coprire 2 ore al giorno, quindi sono abbastanza lontano da uno studio intensivo.

Il mio amico mi consigliava di tenere il verticale come muletto, come dici tu, anche perchè darlo in permuta significherebbe in pratica regalarlo, poichè con le permute non si hanno sconti  Wink
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #23 - 07. Jan 2011 at 22:35
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sattwa wrote on 07. Jan 2011 at 21:42:
studiare pesantemente.. magari.. ormai penso di aver perso quella opportunità, almeno per come sono messo ora con il lavoro. Attualmente riesco a mala pena a coprire 2 ore al giorno, quindi sono abbastanza lontano da uno studio intensivo.

Il mio amico mi consigliava di tenere il verticale come muletto, come dici tu, anche perchè darlo in permuta significherebbe in pratica regalarlo, poichè con le permute non si hanno sconti  Wink


Se è così prendilo, mi pare un consiglio giusto....ovviamente fallo valutare da un tecnico, non fidarti della tua sola opinione...suppongo che tu abbia un accordatore no?
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #24 - 08. Jan 2011 at 00:43
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francescogiuseppe wrote on 07. Jan 2011 at 21:39:
^Fra^ wrote on 07. Jan 2011 at 21:20:
Se devi studiare pesantemente non è Lo strumento adatto, concordo con il tuo amico ... se invece hai già un mulo da studio il discorso cambia...sia chiaro che anche se prendi Lo steinway nuovo per studiare Lo consumi...e non ti dura una vita...anche michelangeli studiava sul petrof per non consumare Lo steinway....

Sarei curioso di sapere da dove ha trovato questa informazione..." Michelangeli studiava su Petrof per non consumare lo Steinway".....
Vorrei la prove per esempio da Fabbrini o da Nazzari che erano i suoi accordatori.....
Altrimenti sono parole a vanvera offensive per il Maestro e per la Steinway.....che forse sarebbe meglio evitare.
Questo non vuol dire che Michelangeli non abbia mai suonato su Petrof.


Non vedo nulla di offensivo in quello che ho scritto, è naturale che sia un peccato consumare uno strumento di pregio per lo studio, con passaggi ripetuti n volte sempre sulle stesse note...sarebbe invece meglio utilizzarlo per il perfezionamento, non volevo dire che Steinway producesse pianoforti scadenti...l'aneddoto relativo al Petrof del Maestro Michelangeli (non solo il maestro suonava su un Petrof,  ma ne possedeva uno) mi è stato raccontato non molto tempo fa da un accordatore molto anziano, che conosco personalmente, e che fu un collaboratore del maestro Tallone.

Continuo a non capire cosa ci fosse di offensivo nel mio intervento...

dal momento che l'ho citato, ecco il Petrof in questione.....

http://www.youtube.com/watch?v=Wo10n4DU1WU
  
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sattwa
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #25 - 08. Jan 2011 at 16:45
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ancora più smontato dal mio accordatore-restauratore che mi dice che un coda 180 cm Bechstein restaurato (caviglie, martelletti...) di quell'epoca si trova a volerlo pagare caro sui 6-7000 euro, mentre a me hanno chiesto 9000 più il mio Bechstein verticale  Sad
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #26 - 08. Jan 2011 at 17:37
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sattwa wrote on 08. Jan 2011 at 16:45:
ancora più smontato dal mio accordatore-restauratore che mi dice che un coda 180 cm Bechstein restaurato (caviglie, martelletti...) di quell'epoca si trova a volerlo pagare caro sui 6-7000 euro, mentre a me hanno chiesto 9000 più il mio Bechstein verticale  Sad


Ma direi che il tuo accordatore ha ragione...non c'è molto mercato per questi strumenti....
  
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sattwa
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #27 - 08. Jan 2011 at 18:33
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certo che sti negozianti a volte sono propri senza scrupoli e se ne approfittano dell'entusiasmo dei clienti..

tra laltro anche il mio accordatore mi ha sconsigliato l'uso di un piano di 80 anni per studiarci, anche se solo per un paio di ore al giorno. A suo avviso quegli strumenti, anche se di una nobiltà ineguagliabile oggi, vanno suonati occasionalmente.

certo che se di moderno ed abbordabile esiste solo yamaha o kaway  Sad
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #28 - 08. Jan 2011 at 18:58
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sattwa wrote on 08. Jan 2011 at 18:33:
certo che sti negozianti a volte sono propri senza scrupoli e se ne approfittano dell'entusiasmo dei clienti..

tra laltro anche il mio accordatore mi ha sconsigliato l'uso di un piano di 80 anni per studiarci, anche se solo per un paio di ore al giorno. A suo avviso quegli strumenti, anche se di una nobiltà ineguagliabile oggi, vanno suonati occasionalmente.

certo che se di moderno ed abbordabile esiste solo yamaha o kaway  Sad


Come dargli torto, c'è Yamaha c'è Kawai ma ci sono anche dei pianoforti europei usati di 20 anni, suonati poco e praticamente nuovi, che farebbero al caso tuo...potrei farti qualche esempio se mi dici di dove sei....
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #29 - 08. Jan 2011 at 19:10
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si, mi farebbe piacere avere qualche consiglio
sono di Napoli

shimmell mi è piaciuto molto, anche Grotrian-Steinweg anche se parecchio analitico, di impostazione opposta al Bechstein, ma una gran bella voce
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #30 - 19. Oct 2017 at 00:38
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^Fra^ wrote on 01. Jan 2011 at 14:22:
Ciao e buon anno anche a te.


Il Suono, tavola armonica e corde:

- non deve essere mai spento, scarico, ma sempre presente, rotondo e sostenuto (deve durare). E' importante soprattutto valutare, cronometro alla mano direi, la regione del cantabile (diciamo SOL3 - SOL5) dove il suono deve avere un sostegno importante, ovvero durare mediamente non meno di 10 secondi prima di spegnersi, questo per capire in quale stato si trova la tavola armonica che poi deve essere anche valutata a vista andando sotto il pianoforte per escludere l'assenza di fessurzioni, non è detto poi che un pianoforte con tavola lievemente crepata suoni male.

Per valutare invece i bassi bisogna vedere per prima cosa se le corde sono nuove oppure originali, in ogni caso suonando forte non si devono sentire ronzii o falsi battimenti...il suono di corde nuove purtroppo risulta acerbo, più metallico rispetto ad una corda datata...motivo per cui si cerca sempre di non cambiare le corde dei bassi, se possibile....anche qui valuterei per scrupolo il sostegno del suono, che dovrà essere non inferiore a 15 secondi...invine darei una controllatina agli acuti per vedere se sono vivi o morti.



Ho appena scoperto la discussione. Consigli molto preziosi. leggendo questo ho cronometrato il mio pianoforte attuale, un Seiler 220 relativamente recente

il suono nel la# 3, cioè il terzo la# a partire dai bassi cronometro a mano si spegne del tutto a 31 secondi. Mentre gli acuti, specialmente nella penultima ottava durano circa 3 secondi, mi sembrano molto spenti


Ma quindi da marca a marca c'è differenza? Ad esempio quale potrebbe essere uno 'standard' di lunghezza per gli Steinway e i Chickering di cent'anni fa?
sarebbe interessante per me conoscere le varie differenze tra marche e periodi storici per farsi un'idea più precisa di quanto dovrebbero durare.  Sad
  
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Re: Come giudicare un pianoforte anni 30?
Reply #31 - 19. Oct 2017 at 05:03
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Mi sembra un po’ tanto il 31 secondi dei bassi, sicuramente non devi contare fino a che non si sente più alcuni suono perché la tavol armonica continua a risuonare.

Mi sembrano pochini i tre secondi bella penultima ottava invece (nelle ultime note invece ci può stare).

Non è tanto una questione di modello a parità di lunghezza quando di bombtura della tavola, impedenza e decadimento. In genere quando si perde la bombatura o anche la carica il suono tende ad allungarsi senz più spegnersi.

Non è un bene perché per l pedalizzazzione serve il giusto equilibrio.
  
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