Hot Topic (More than 10 Replies) jeu perlè  help! (Read 5185 times)
occhibelli
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jeu perlè  help!
12. Apr 2011 at 13:48
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ragazzi mi sapete spiegare come fare per ottenere un buon jeu perlè?
grazie Huh
  
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stefano1980
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Re: jeu perlè  help!
Reply #1 - 12. Apr 2011 at 15:33
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Shocked Shocked Shocked Shocked e cos'è....un passo a due di Garrison?
  
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occhibelli
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Re: jeu perlè  help!
Reply #2 - 13. Apr 2011 at 16:02
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e chi  Garrison??

siate carini grazie Cry
  
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paperippo
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Re: jeu perlè  help!
Reply #3 - 13. Apr 2011 at 17:17
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stefano1980 wrote on 12. Apr 2011 at 15:33:
Shocked Shocked Shocked Shocked e cos'è....un passo a due di Garrison?

Come in una collana di perle queste possono toccarsi una ad una, nel pianoforte ogni nota deve essere distinta dall'altra, ecco il jeu perlè, una delle cose più difficili da ottenere sul piano. Chopin era un maestro in questo  Roll Eyes
  

un mondo senza musica è come un mare senza pesci&&(paperippo)
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stefano1980
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Re: jeu perlè  help!
Reply #4 - 13. Apr 2011 at 22:53
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paperippo wrote on 13. Apr 2011 at 17:17:
stefano1980 wrote on 12. Apr 2011 at 15:33:
Shocked Shocked Shocked Shocked e cos'è....un passo a due di Garrison?

Come in una collana di perle queste possono toccarsi una ad una, nel pianoforte ogni nota deve essere distinta dall'altra, ecco il jeu perlè, una delle cose più difficili da ottenere sul piano. Chopin era un maestro in questo  Roll Eyes


ah ho capito...allora non è un passo di danza!  Grin
a proposito di questo, è da poco che ho scoperto un difetto alla mano destra....se faccio do-re-mi-fa-sol-fa-mi-re-do.... in velocità con la mano che io credevo fosse buona, succede che il terzo dito suona mentre ancora il secondo non si è completamente staccato, ottenendo una sottile sovrapposizione dei suoni re-mi. non accade con e dita deboli, ma accade con 2-3 e parliamo della mano destra!!
quindi io non ottengo nessun jeu perlè neanche con la mano dominante!!!
è una cosa difficilissima da ottenere, bisogna essere super coordinati con le dita e molto leggeri.
e lo capisco bene che chopin fosse un maestro in questo, la sua musica si presta più di ogni altra a questo modo di suonare
  
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occhibelli
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Re: jeu perlè  help!
Reply #5 - 20. Mar 2016 at 18:15
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Passati 6 anni nessuno spiega come si fa
Embarrassed grazie lo stesso
  
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ALKAN
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Re: jeu perlè  help!
Reply #6 - 20. Mar 2016 at 20:53
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Allora, ti dico quel che so.

Il suono perlato si applica in velocità. (Es. Chopin op. 25 n. 2)
Come saprai, la differenza tra legato e staccato si attenua con l'aumentare della velocità. Ebbene il perlato consiste nel suonare staccato ad una velocità tanto alta da far perdere l'effetto proprio dello staccato, ossia di separazione tra i suoni, in favore di un suono fluido come se fosse legato, ma in cui ogni nota ha un carattere quasi di pizzicato.
Un po' come il risotto.. Sai che ci sono quelli più cremosi e pastosi, oppure quelli in cui i chicchi sono più al dente, e dunque più granulosi... Ecco il perlato è il secondo tipo di risotto.

Esempio sul medesimo studio di Chopin:
Esecuzione banalmente legata (Lisitsa) http://youtu.be/-o2lYktVy3I
Esecuzione perlata (Cziffra) http://youtu.be/6Txsa6ublDU

Dal punto di vista tecnico si ottiene 'strappando' le note, ossia non articolando ma serrando il dito verso la mano, come in un gesto prensile, in modo che la sua traiettoria (curva) vada ad essere tangente al fondo del tasto. Questo gesto deve essere rapidissimo, come rapidissima deve essere l'estensione del dito
immediatamente dopo la percussione. Le dita devono avere molta indipendenza per fare ciò.



Tempo fa ho trovato questo documentario.. Non lo ho ancora guardato ma dal titolo dovrebbe interessarti..
https://youtu.be/U_5lVqKg-0E
  
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occhibelli
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Re: jeu perlè  help!
Reply #7 - 21. Mar 2016 at 14:16
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Grazie esaustivo   Smiley poi dal dire al fare Roll Eyes

non mi verrà mai penso  Undecided
  
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Davide.
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Re: jeu perlè  help!
Reply #8 - 21. Mar 2016 at 20:51
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occhibelli wrote on 21. Mar 2016 at 14:16:
Grazie esaustivo   Smiley poi dal dire al fare Roll Eyes

non mi verrà mai penso  Undecided


Occhibelli, forse questo signore può aiutarti di più... https://www.youtube.com/watch?v=uVtJg5lsfDk
  
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Gabri_BT
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Re: jeu perlè  help!
Reply #9 - 29. Jul 2016 at 15:23
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Ciao Occhibelli,

sto leggendo "Techniques pianistiques" di Gerd Kaemper (citato innumerevoli volte da 10dita),

proprio ieri sono incappata nel paragrafo dedicato al Jeu perlé e mi è venuto in mente questo thread. Trovo che in questo libro le jeu perlé sia spiegato molto bene (p. 125-126):


"Le jeu perlé rappresenta il caso estremo del trasferimento del peso: il trasferimento del peso minimo. È il tocco necessario nei passaggi ultra-rapidi, comme ad esempio nelle fioriture dei Notturni di Chopin o nelle cadenze corte libere scritte graficamente in piccole note nella musica di Liszt.

Per portare leggerezza ed agilità all'estremo, il pianista trattiene quasi tutto il peso del braccio lasciandone solo un minimo, quanto basta affinché l'articolazione delle dita non lo respinga verso l'alto.

Le dita, liberate dal "carico" e dovendo sostenere solo un peso allegerito ed esiguo, non arrivano neanche a fondo tasto. Paragonabile alle gambe di un bambino su una bicicletta troppo grande - le dita imprimono al tasto solo un impulso iniziale. Di conseguenza ogni tasto deve ricevere l'impulso con precisione prima che sia troppo tardi. Il fascino del "jeu perlé" consiste dunque necessariamente nella delicatezza e nella precisione. L'azione, sotto l'impulso di un peso ridotto ai minimi termini, ha come conseguenza meccanica non solamente un suono necessariamente leggero, ma anche una separazione dei suoni attraverso delle pause minuscole.
Poiché i tasti si abbassano di pochissimo, gli smorzatori non si alzano al loro massimo e di conseguenza ricadono prima.

Da notare: né la leggerezza né le pause minuscole (che hanno evocato l'immagine di una collana di perle) necessitano uno studio o un'attenzione particolare - queste sono una conseguenza naturale del dato originale: un trasferimento del peso minimo."


P.S.
Tradotto dalla lingua originale con la consulenza tecnica di 10dita  Wink  per ulteriori specificazioni rivolgersi al nostro tecnico di fiducia  Grin
  
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Acortot
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Re: jeu perlè  help!
Reply #10 - 30. Jul 2016 at 21:42
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Praticamente si tratta della vecchia scuola, quella Francese.

considera che al conservatorio di Parigi, si facevano esercizi per le dita, scale etc. molte ore al giorno.  Le dita si muovono senza l'aiuto del gomito o il braccio o la spalla etc.. inizialmente quando suoni devi articolare molto di più di quello che farai una volta che hai sviluppato la muscolatura e la tecnica.. si iniziava con le dita ben alte e si colpiva il tasto.. man mano che lo studente aveva chiarezza e definizione nelle scale, dovuto a questo meccanismo delle dita, si diminuiva il gesto esagerato fino a che, quando lo studente era completamente sviluppato, il dito si muoveva il minimo possibile, non alzandosi mai dal tasto..
la chiarezza che si ottiene eliminando il peso, i gesti di braccio etc. era un'obiettivo tra i più importanti..
  
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Gabri_BT
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Re: jeu perlè  help!
Reply #11 - 31. Jul 2016 at 18:15
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Acortot, scusa, non ti ho capito bene  Undecided

sembrerebbe che identifichi le jeu perlé con il metodo francese e non come una delle caratteristiche, come un tipo di tocco fra tanti (io l'ho inteso così Huh ).

Inoltre inquadri le jeu perlé in un certo contesto storico. Quindi, visto che trattasi di "vecchia scuola" (come dici), oggi non si farebbe più?





  
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occhibelli
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Re: jeu perlè  help!
Reply #12 - 02. Aug 2016 at 13:12
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Grazie Gabri  Smiley Smiley
  
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10dita
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Re: jeu perlè  help!
Reply #13 - 04. Sep 2016 at 11:52
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Gabri_BT wrote on 31. Jul 2016 at 18:15:
Acortot, scusa, non ti ho capito bene  Undecided

sembrerebbe che identifichi le jeu perlé con il metodo francese e non come una delle caratteristiche, come un tipo di tocco fra tanti (io l'ho inteso così Huh ).

Inoltre inquadri le jeu perlé in un certo contesto storico. Quindi, visto che trattasi di "vecchia scuola" (come dici), oggi non si farebbe più?


Gent.ma, forse, e lasciando star per un attimo da parte il discorso (“scivolosissimo”) sulle peculiarità tecniche (avulse dalla “storia”) dell’argomento in discussione, possiamo intravedere cosa volesse intendere Acortot (lungi da me voler interpretarlo, sia chiaro!) in questo passaggio, credo molto lucido, scritto da Piero Rattalino in “Da Clementi a Pollini. Duecento anni con i grandi pianisti” (Ed. Ricordi/Giunti Martello, pag. 115/116) :

“[…] d’altra parte, non si può non notare che la tecnica di Cortot rappresenta un tentativo di superamento della cultura in cui Cortot si era formato. I pianisti francesi dell’Ottocento, da Planté a Saint-Saëns a Diémer, erano famosi per la chiarezza, la leggerezza, l’agilità, l’impeccabilità […] a me sembra che in Cortot il volume di suono e la varietà timbrica siano molto maggiori che nei suoi predecessori. Ma volume maggiore e varietà timbrica si ottengono con una diversa tecnica. Si può supporre che Cortot, vincitore nel 1896 del Premier Prix, suonasse benissimo <<alla francese>>, e che poi, eseguendo Wagner a due pianoforti e ritornando al pianoforte dopo aver studiato e diretto le partiture di Wagner, ripartisse da concezioni del suono del tutto diverse da quelle della tradizione francese. Quando rimane nel solco della tradizione francese- ad esempio, nello Studio op. 10 n. 5 di Chopin e nello Studio in forma di valzer di Saint-Saëns, probabilmente imparato con Diémer- Cortot suona con sorprendente scioltezza virtuosistica. Quando ne esce- ad esempio, nella Rapsodia ungherese n. 2 di Liszt- lo slancio virtuosistico non trova dita pari alle intenzioni e alle idee. Cortot incarna probabilmente il momento storico in cui una solidissima tradizione viene messa in crisi […] il momento in cui la cultura francese scopre non soltanto Wagner, ma anche le teorie sulla tecnica pianistica che si andavano discutendo in Germania.”.

Chiedo scusa della lunga citazione, ma essa mi sembra interessante, anche per ulteriori riflessioni.

Cordiali saluti
  
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