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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Maestro che non dimostra.... (Read 14239 times)
^Fra^
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Maestro che non dimostra....
04. Jun 2011 at 20:21
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E' ormai quasi da un anno che vado che seguo lezioni di pianoforte privatamente, faccio il mio percorso porto i pezzi che mi vengono assegnati che di volta in volta che dopo uno studio iniziale a mani separate, poi a mani unite, vengono discussi dal punto di vista musicale con il maestro che spiega anche l'approccio fisico con cui affrontare il pezzo. Tutto ok, soddisfatissimo della crescita musicale e per me va tutto bene ma....mi incuriosisce il fatto di non aver mai sentito il maestro suonare, lui si siede di fianco e fa vedere al più con una mano le posizioni da mantenere, la risoluzione di un passaggio... e dà i suoi giudizi...

...è normale che un insegnante non faccia sentire il pezzo assegnato all'allievo? Un "non va bene" o un "non mi piace così" non andrebbero dimostrati? Chiedo a chiunque abbia esperienza didattica da insegnante o da allievo, però mi piacerebbe in particolare sentire la prima categoria!!!  Wink
  
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seethorne
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #1 - 11. Jun 2011 at 15:38
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beh, togliti il pensiero... chiedigli di suonare qualcosa...
comunque ti do la mia esperienza. Il mio attuale maestro ha 83 anni e ormai è limitatissimo nel suonare per via dell'artrite (se ho ben capito). Però insegna in conservatorio tutt'ora armonia.
Quindi come insegnante sa il fatto suo anche se non è più in grado di suonare i pezzi che sto studiando io adesso. E i risultati si vedono! Ho avuto una crescita incredibile in un anno!
  
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paperippo
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #2 - 11. Jun 2011 at 15:54
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^Fra^ wrote on 04. Jun 2011 at 20:21:
E' ormai quasi da un anno che vado che seguo lezioni di pianoforte privatamente, faccio il mio percorso porto i pezzi che mi vengono assegnati che di volta in volta che dopo uno studio iniziale a mani separate, poi a mani unite, vengono discussi dal punto di vista musicale con il maestro che spiega anche l'approccio fisico con cui affrontare il pezzo. Tutto ok, soddisfatissimo della crescita musicale e per me va tutto bene ma....mi incuriosisce il fatto di non aver mai sentito il maestro suonare, lui si siede di fianco e fa vedere al più con una mano le posizioni da mantenere, la risoluzione di un passaggio... e dà i suoi giudizi...

...è normale che un insegnante non faccia sentire il pezzo assegnato all'allievo? Un "non va bene" o un "non mi piace così" non andrebbero dimostrati? Chiedo a chiunque abbia esperienza didattica da insegnante o da allievo, però mi piacerebbe in particolare sentire la prima categoria!!!  Wink


Chissà se sa suonare  Smiley
  

un mondo senza musica è come un mare senza pesci&&(paperippo)
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ellemir
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #3 - 11. Jun 2011 at 16:30
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Così, a occhio, verrebbe da dire che non è bene, non è giusto.
Però magari vuole che tu trovi la tua sfumatura o il tuo rallentando o cose così, non vuole che tu, semplicemente, imiti.
Alle volte, per esempio, non si suona perchè se l'allievo è abituato a fare ad orecchio - soprattutto sui pezzi più semplici - si basa su quello che fa l'insegnante piuttosto che leggere le note, restando sempre legato alla stampella di dover ascoltare, altrimenti non si sa suonare leggendo.
Comunque, chiediglielo. Chiedigli se ti fa sentire. Vedi cosa risponde.

Ma, cosa più importante, se vedi che stai migliorando e sei contento dei tuoi risultati (anzi, vostri risultati), vuol dire che l'insegnamento è efficace.
  

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10dita
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #4 - 12. Jun 2011 at 01:46
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Penso possa essere "utile" (e divertente Cheesy) leggere codesto libro:
"Liszt maestro di piano" Autor Butini Boissier Caroline
Lo trovi quì:
http://www.ibs.it/code/9788838913457/butini-boissier-caroline/liszt-maestro-pian...

Ed inoltre puoi scaricare questo tomo di AMY FAY MUSIC-STUDY IN GERMANY EIGHTEENTH EDITION (1908)
http://www.archive.org/details/musicstudyingerm017030mbp

Anche:
"Lettere a una giovane fanciulla sull'arte di suonare il pianoforte"
AutoreCzerny Carl

Sembran datati, ma come si legge quì:
http://www.ibs.it/code/9788889241370/lettere-una-giovane/czerny-carl.html

"E chi ha studiato (o studia) il pianoforte, professionalmente o per diletto, siamo sicuri si riconoscerà ora in un atteggiamento ora in un altro, e scoprirà come i meccanismi psicologici di chi siede allo strumento, a tutte le età, non siano ancora mutati dall'inizio dell'Ottocento."



Liszt suonava molto durante le lezioni, ma Amy Fay dice:
"Liszt, essendo un grande empirista, credo faccia tutto per istinto, senza esaminarlo coscientemente".

Certo Liszt era Liszt, e probabilmente si imparava più ad ascoltarlo (e vederlo!) suonare Wink


Come dice bene Huré degli insegnamenti dei più celebri virtuosi dell'epoca di Liszt :
<<Pianisticamente, essi non conoscono loro stessi: insegnano quello che hanno appreso e non si accorgono di praticare esattamente il contrario..>>


Meglio un M° che "dimostra"?
Ai posteri l'ardua sentenza Wink
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #5 - 12. Jun 2011 at 08:44
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10dita wrote on 12. Jun 2011 at 01:46:
Meglio un M° che "dimostra"?
Ai posteri l'ardua sentenza Wink


Mai avuto dubbi: la mia risposta è SI! Così come nella pittura, nella danza... nella scultura... e come sono belle e difficili nello stesso tempo quelle lezioni in cui il tuo Maestro si siede, e mentre lo guardi e mentre ascolti è così forte la voglia di fare di più, di arrivare.... a quello! che non vedi l'ora di sederti e di provare. Ma attenzione ai Maestri che ti dicono: si fa così. Questo no, assolutamente no! Ma il Maestro che ti dimostra, che cerca insieme a te le "tue" soluzioni, e guida le "tue" idee ed è per te stimolo a migliorare, attraverso anche quella stima che hai di lui, proprio perchè sai chi è, lo vedi suonare, lo ascolti... lo ammiri!!! e le lezioni in questo modo diventano un'Arte di bottega, dove il Maestro tramanda la sua esperienza, e contemporaneamente la rinnova grazie proprio a quell'allievo, facendogli vedere, e facendogli ascoltare. E' una meraviglia!

  
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ellemir
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #6 - 12. Jun 2011 at 12:29
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Ma sai, Pepe, non vorrei nemmeno che passasse il messaggio:"Siccome il tuo Mestro non fa sentire nulla, allora è incompetente a priori".

Le esperienze personali non fanno testo,lo so, PERO'.

In vita mia ho avuto 3 insegnanti che posso dire abbiano influito sulla mia formazione. La prima faceva sentire molto. Ma al diploma ci sono arrivata con delle lacune tecniche non banali.
Il secondo non ha mai esemplificato.  Son rimasta con lui 4 anni circa e finalmente, finalmente, dopo un girovagare di 2 anni con altri docenti, scontenta io e scontenti loro, ho preso a suonare, a capire, ad essere più sicura, ad affrontare il repertorio che pensavo solo di poter sognare. E' cambiato tutto, anche il mio modo di insegnare, nonostante insegnassi ai bambini. Era un docente che non aveva paura di nulla e per me, che venivo invece da docenti insicuri (e anche tanto) son stati anni di entusiasmo e quello che ho imparato con lui ancora oggi è parte fondamentale non solo per affrontare lo studio musicale, ma più in generale.

E poi? ...ho incontrato un altro Maestro, che al contrario fa sentire tutto. E come lo fa sentire!!!
Nonostante abbia fatto pochissime lezioni con lui per me è cambiata la concezione della musica da un giorno all'altro.

Direte: allora è meglio l'ultimo?
Però mi domando: se io non avessi avuto il docente di prima, se non fossi cresciuta durante le sue lezioni sarei stata capace di cogliere tanta ricchezza nelle pur poche lezioni dell'ultimo Maestro?

E sono convinta di no.

Scusate se ho editato qualcosa, in ogni caso non ho tolto nulla che servisse a capire il discorso. Smiley
  

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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #7 - 12. Jun 2011 at 15:07
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Mah sai, quando si scrive ognuno di noi passa attraverso le proprie esperienze personali e generalmente non penso ai "se" o ai "ma" della mia esperienza, perchè allora mi dovrei chiedere cosa sarei potuta diventare se invece che trovare il mio Maestro di bottega e di vita gli ultimi anni della mia crescita musicale lo avessi incontrato prima....
Preferisco parlare per ciò che sento, senza se e senza ma.  Smiley
Ma è anche vero che rileggendo quello che ho scritto ho omesso quello che è alla base del mio pensiero, e cioè che ci dimentichiamo sempre delle qualità innate, del talento se c'è o non c'è, della nostra intelligenza musicale e generale, del nostro istinto. Non tutti sono chiamati ad essere "pianisti", e questo non dipende solo dal Maestro ma anche dalle nostre qualità e predisposizioni. Uno senza talento nelle mani del maestro migliore del mondo arriverà forse a suonare con dignità, ma non avrà mai talento. Non so se mi sono spiegata.
  
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ellemir
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #8 - 13. Jun 2011 at 10:25
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Vero Pepe, in realtà alla fine quello che volevo dire è che se l'allievo sente di stare progredendo, è soddisfatto, si sente migliorato, sente che l'insegnante prosegue con lui sulla strada...forse dovremmo porci meno domande.
Se tutti dicessimo che, siccome l'insegnante non fa sentire nulla, allora è meglio cambiare, non sarebbe assurdo? Non sappiamo nulla nè dell'allievo, nè dell'insegnante...e ^Fra^ si dice contento, anzi, soddisfattissimo.

Guarda, scusa, veramente mi sto forse facendo troppi trip mentali.
Esistono tanti allievi e tanti insegnanti, tanti caratteri...
  

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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #9 - 13. Jun 2011 at 12:17
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Francesco, credo che ci sarebbe da dividere in "2 parti":

1) pianista agli inizi o in corso di formazione: temo indispensabile la presenza di un insegnante di ben nota affidabilità che mostri nei minimi dettagli le nozioni "universali" (se si tratta di un docente di alto livello eviterà d'entrare in merito a questioni dettate dal giudizio personale come fossero invece norme inderogabili, proponendole soltanto). Molto promettente un insegnante che abbia due pianoforti su cui confrontarsi direttamente in tempo reale...

2) pianista/studente esperto con repertorio: a questo punto potrebbe essere secondario il maestro che suoni o meno. Se, ad esempio, andassimo a lezione da Schiff o da Pollini, le indicazioni puramente "ad vocem" sarebbero già molto preziose...

In altre parole, dipende dalla situazione...

Il mio maestro, per fare un esempio, (per quanto possa valere, cattedra pianoforte principale) ripeteva l'esecuzione del brano che si stava studiando anche più volte se lo si desiderava e anche privatamente... era una cosa data per necessaria e per ovvia...
  
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^Fra^
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #10 - 13. Jun 2011 at 13:17
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Avevo perso le speranze di ottenere una risposta invece vedo che avete partecipato in tanti!!  Grin A furia di guardare solo la sezione in alto mi sono perso le risposte  Wink

Si, ribadisco, sono contento della crescita perché quel che speravo di ottenere da un percorso formativo dopo diversi anni da autodidatta era una guida che mi desse dei compiti come si faceva a scuola e che fissasse per me degli obiettivi: mi succedeva spesso di studiare da autodidatta un brano e di annoiarmi dopo un pò e di non portare a termine il pezzo; mi ritrovavo quindi con una serie di brani incompleti un pò per la poca voglia di ripetere i passaggi più difficili, un pò per la mancanza di tecnica.

Il maestro mi ha proposto un percorso che partisse un pò da zero, con il Rossomandi per la tecnica e il metodo Russo; questo mi è servito per capire come le due mani non hanno il solo scopo di suonare "note diverse" contemporaneamente ma anche quello di offrire contemporaneamente "due tocchi" differenti, per esempio uno staccato a destra con un legato a sinistra...tutte cose che magari prima facevo comunque ma per imitazione e non interpretando la scrittura. Ho scoperto poi lo studio a mani separate, lo studio con variazioni ritmiche etc.

Abbiamo affrontato Bach (i preludietti) e l'album per la gioventù di Schumann; ho sempre un pezzo da leggere e due da eseguire per la settimana successiva. Purtroppo lavoro e ho poco tempo ma riesco a far fruttare le mie due ore giornaliere considerando che non ho difficoltà di lettura. Dopo i primi esercizi con il pedale, dopo aver affrontato pezzi con difficoltà crescente riguardo alla polifonia, dopo aver capito come si può fare per "far uscire" il canto o una voce in un contesto polifonico, mi ha proposto un preludio di Scriabin (Op. 11, n. 4) che ora sto studiando.

Sono quindi contento della crescita perché a 30 anni riesco a rendermi conto che lui dice cose giuste e che i suoi consigli sono utili, ma non l'ho mai sentito suonare. La nostra lezione si compone da una prima parte di discussione, anche sui fatti nostri, poi ad un certo punto mi chiede se e quanto sono riuscito a studiare e cosa voglio fargli sentire. Ci sediamo quindi al pianoforte, lui di fianco sulle ultime due ottave degli acuti.

Eseguo il mio pezzo e ricevo le sue osservazioni sulla diteggiatura, sul modo di mettere le mani o di affrontare un passaggio...capita che mi faccia vedere con la sua mano sinistra sulle due ottave alte quale è l'atteggiamento corretto da mantenere, la posizione corretta della mano, per poi farmi riprovare. Io tengo bene a mente tutti i consigli e per la prossima volta cerco di metterli in pratica finché lui non ritiene che il pezzo sia pronto.

A fine lezione si discute su quel che vogliamo fare, mi chiede se ho qualche preferenza...io preferisco a questo livello che il pezzo mi venga proposto.

Non ho interesse nel sentirlo suonare per sapere se è bravo, le persone non si mettono alla prova in questo modo...mi chiedevo solo se può essere una scelta didattica e da quel che ho letto pare che non sia solo il mio caso  Wink

Una volta nell'ora precedente alla mia ho trovato una ragazzina e ho visto che studiavano qualcosa a quattro mani, per cui qualcosa suona... Grin
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #11 - 13. Jun 2011 at 13:23
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Quote:
Francesco, credo che ci sarebbe da dividere in "2 parti":
(...)

In altre parole, dipende dalla situazione...



scusa se ho tagliato tutto il tuo discorso, ma tanto è sopra e si può leggere. Quoto perchè si, sono d'accordo dipende dalla situazione e anche dagli obiettivi, e, da una serie di cose, soprattutto anche dalla motivazione e dal livello raggiunto, dalle qualità e dallo scopo dello studio. Quindi a buon intenditore, come sempre, poche parole  Wink
  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #12 - 13. Jun 2011 at 15:32
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Pepe wrote on 13. Jun 2011 at 13:23:
Quote:
Francesco, credo che ci sarebbe da dividere in "2 parti":
(...)

In altre parole, dipende dalla situazione...



scusa se ho tagliato tutto il tuo discorso, ma tanto è sopra e si può leggere. Quoto perchè si, sono d'accordo dipende dalla situazione e anche dagli obiettivi, e, da una serie di cose, soprattutto anche dalla motivazione e dal livello raggiunto, dalle qualità e dallo scopo dello studio. Quindi a buon intenditore, come sempre, poche parole  Wink


Non preoccuparti, anzi grazie per avermi citato.  Smiley

Se posso aggiungere un mio personale appunto, non facilmente condivisibile e peraltro molto da argomentare, trovo estremente pericoloso disquisire in merito "all'età", ai "livelli raggiunti", agli "obiettivi", alla tecnica e, quindi, di tutte quelle disposizioni istituzionali o "tradizionali" atte a regolarizzare e racchiudere un'attività umana di tipo artistico e intellettuale (in questo caso il pianoforte e la musica colta) che trae dall'irregolarità e dall'individualismo le sue espressioni più importanti e più riconosciute. Inoltre è estremamente difficile da parte dei docenti poter giudicare oggettivamente "la situazione" e l'individuo nel particolare (ovvio che non ci sarebbero più corsi regolamentati) senza incorrere spesso in pareri discordanti, negando involontariamente l'evidenza scientifica che possano esistere "talenti" e persone "diverse", per le quali non ci sia necessità di discutere di nulla (potrebbe essere persino pericoloso per il talento iniziare un percorso "didattico"), come di trentenni che diventeranno conosciuti e di ragazzi prodigio che finiranno a fare un lavoro come un altro.

Sinceramente trovo molto triste, demotivante e lesiva della sensibilità e delle possibilità stesse di chi si sta avvicinando alla musica lo stesso confronto in merito a "x-brano", "x-tecnica", "x-livello", eccetera... (insieme a quelle teorie didattiche che pongono con rara prosaicità e volgarità intellettuale, ad esempio, Bach Johann Sebastian più facile di un Beethoven, lo stesso più semplice di Chopin e Chopin più semplice di un Prokofiev...)

Nell'arte quello che conta è il risultato, sia da celebri sia da sconosciuti, il resto sono soltanto parole e la musica, si sa, con le parole ha poco a che vedere, anzi è la più autentica negazione del linguaggio verbale.

Inoltre, nonostante abbia ricevuto una formazione accademica, devo ancora conoscere un insegnante di un conservatorio (italiano naturalmente) che abbia qualcosa di simile o di "vicino" a quello che per me è essere Artista. L'istituzione italiana, che da tempo non premia più la qualità o la "classe" (intesa come raffinatezza), ma soltanto la più pura e banale regolarità borghese ponendo sullo stesso piano l'arte con un corso di economia aziendale, temo abbia ormai globalizzato e banalizzato l'arte più di quanto possa aver fatto internet o l'attuale fruizione di musica attraverso tecnologie audio di scarso e insufficiente livello che, in verità, posso aver diffuso positivamente contenuti artistici altrimenti destinati ad un pubblico particolarmente ristretto.

L'Arte (quella vera, non l'artigianato) funziona quando è per pochi e fatta da pochi e temo che siano invece in troppi a voler dire "deve essere così", "devi fare così", questo si suona così e non così...

Pretendiamo libertà, a partire dall'arte.
  
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giangyk
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #13 - 13. Jun 2011 at 17:55
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Quello che scrive Davehammerklavier mi ricorda quanto citato in un libro di Rattalino, ove si narra che il giovanissimo Joseph Hofmann non avrebbe mai sentito una sola nota a lezione dal grandissimo Anton Rubinstein il quale motivava tale scelta col fatto che, l'unico modo per fare propria una frase, una sonorità ecc. era quella di trovarsela da soli, senza imitare altri. Con questa chiave di lettura Fra, dovresti ritenerti soddisfattissimo.
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #14 - 13. Jun 2011 at 18:26
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Scusate ma qualcuno ha parlato di imitazione? Cioè tutti i discorsi si riducono a questo? Si parla di "imitare" il maestro? Se si, allora chiedo scusa, evidentemente avevo letto male l'argomento.

In ogni caso, certamente come sempre, ognuno la pensa come vuole, ma siccome non credo che tra di noi ci siano tanti "Rubinstein" forse bisogna cercare un pò di più la semplicità, e pensare a cosa ci può aiutare, nel nostro piccolo, a suonare al meglio delle nostre possibilità.

Buon proseguimento!  Smiley

  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #15 - 14. Jun 2011 at 04:32
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Pepe wrote on 13. Jun 2011 at 18:26:
Scusate ma qualcuno ha parlato di imitazione? Cioè tutti i discorsi si riducono a questo? Si parla di "imitare" il maestro? Se si, allora chiedo scusa, evidentemente avevo letto male l'argomento.

In ogni caso, certamente come sempre, ognuno la pensa come vuole, ma siccome non credo che tra di noi ci siano tanti "Rubinstein" forse bisogna cercare un pò di più la semplicità, e pensare a cosa ci può aiutare, nel nostro piccolo, a suonare al meglio delle nostre possibilità.

Buon proseguimento!  Smiley



Verissimo e, anzi, mi pare che oggi, a partire dai grandi concorsi, di nuovi "Rubinstein" non ce ne sia nemmeno l'ombra...  Smiley

Allo stesso modo c'è da dire che se non fosse stato per la moglie e/o per un nodo scorsoio fatto male, Rubistein (Arthur in questo caso) sarebbe rimasto un autentico nessuno...  

Anche i grandi sono venuti dal niente.
  
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andreavezzoli
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #16 - 14. Jun 2011 at 05:40
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che argomento interessante!
aggiungo qualche considerazione:

come già detto non esiste una risposta definitiva alla domanda iniziale "il maestro deve far sentire?"
secondo me dipende molto dall'allievo, dal maestro... potrebbe essere che un allievo potrebbe sentirsi in soggezione sentendo il brano eseguito perfettamente dal suo maestro, sentendo l'esecuzione del maestro, potrebbe scoraggiarsi dopo pochi tentivi... perchè potrebbe pensare "non sono capace... meglio lasciar perdere"
ma allo stesso potrebbe capitare che sentendo il maestro uno si sente di doverlo "superare" e cerca in tutti i modi di imparare...

A volte a voce si può insegnare di più che suonando...
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #17 - 14. Jun 2011 at 06:49
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andreavezzoli wrote on 14. Jun 2011 at 05:40:
A volte a voce si può insegnare di più che suonando...


ah, non lo sapevo questo. E quindi, anche l'aspetto tecnico, che è legato sempre e comunque all'interpretazione, basta che il maestro dica "studia di più" giusto? Cioè non serve che il maestro lavori con l'allievo, dimostri in quanti modi può posizionare il polso, piuttosto che l'avambraccio, o la differenza che c'è tra suonare con il peso o i diversi tipi di tocco, o pensiamo anche solamente alle diverse pedalizzazioni... insomma, si nasce tutti "imparati" e quindi a questo punto basta andare da chiunque e a seconda delle nostre possibilità potremmo diventare dei concertisti e fare carriera (se è questo che vogliamo) anche leggendo un libro, perchè se basta la voce, allora basta anche la lettura, no?
Ma allora perchè quando si leggono i curricula di pianisti realmente in carriera, sia anzianotti ma anche i giovani di oggi che sono arrivati a distinguersi nel panorama concertistico internazionale, si leggono sempre nomi di maestri che sono stati a loro volta pianisti di fama, concertisti ecc.. ecc... e perchè si cercano i migliori docenti per i nostri figli, anche piccoli, quando si capisce che hanno le qualità per diventare "pianisti" ? Perchè si cercano pianisti se non è importante che suonino? Allora va benissimo i critici, o i direttori di orchestra, o anche i violinisti... no?
Mi sembra che qui la figura del Maestro sia veramente messa in secondo piano, tanto basta chiunque e tutto dipende....
In realtà tutto dipende si, ma anche da chi ti insegna e questo, fortunatamente, i giovani che hanno le qualità lo sanno!  Smiley
  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #18 - 14. Jun 2011 at 07:08
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Giovani che si "distinguono"... Bene, temo che il più 'giovane' degno di merito e di nota si chiami Andras Schiff, ben noto per non mostrare nessun curricula particolare e nessun risultato di rilievo in concorsi importanti... and then...? Credo si possano solo citare dei "carneadi" che di arte non sanno nulla per confutare la mia tesi... la verità è che i sentimenti e gli "assetti interiori" dei giovani d'oggi sono diversi da quelli degli anni d'oro della Musica. La tecnica è acquisibile naturalmente e spontaneamente per un talento; l'Arte è un'altra cosa: se non c'è, non vi è contenuto e coloro i quali comprendono la musica con una weltanschauung totale e consapevole se n'accorge e passa oltre. I giovani pianisti di oggi fanno mercato e possono attrarre interesse solo per chi ascolta Allevi e chi ascolta musica a basso volume in sottofondo mentre fà l'uncinetto.

L'insegnamento è un business come un altro, insieme a qualsiasi argomentazione didattica, d'insegnamento, perfezionamento, specializzazione, master classes et similia... Posso essere utili, interessanti, formative, ma senza una filosofia condivisa di cosa sia "musica" si perde facilmente il senso delle cose e temo che proprio un insegnamento costante, reiterato, ripetitivo, con obblighi e doveri di stampo 'italiano' possa solo partorire, nel più positivo dei casi, degli ottimi insegnanti di musica di paese. La storia lo mostra da tempo...
  
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #19 - 14. Jun 2011 at 07:14
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Quote:
L'insegnamento è un business come un altro, insieme a qualsiasi argomentazione didattica, d'insegnamento, perfezionamento, specializzazione, master classes et similia... Posso essere utili, interessanti, formative, ma senza una filosofia condivisa di cosa sia "musica" si perde facilmente il senso delle cose e temo che proprio un insegnamento costante, reiterato, ripetitivo, con obblighi e doveri di stampo 'italiano' possa solo partorire, nel più positivo dei casi, degli ottimi insegnanti di musica di paese. La storia lo mostra da tempo...



questo è un'altro argomento, e completamente indipendente da quello che si sta affrontando.  Smiley Ci sarebbe da parlarne molto su questo, ma è indipendente dal fatto che il Maestro dimostri o meno...
Io ti posso fare una domanda allora: se nei nostri Conservatori, dove trovi un Pianista ogni quanti... dieci? venti docenti? la situazione potrebbe essere stata diversa se così non fosse? Ma anche questo è un'altro argomento già trattato a lungo... e anche se non c'è mai una conclusione non si può, in questo caso, non trarre la conclusione che il livello artistico nei nostri conservatori è mediocre (e non lo dico io eh! che anzi ho sempre sostenuto i conservatori e continuo a farlo). Quindi la mediocrità cosa genera?  Smiley
  
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