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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Maestro che non dimostra.... (Read 13534 times)
Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #20 - 14. Jun 2011 at 07:17
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Pepe wrote on 14. Jun 2011 at 07:14:
Quote:
L'insegnamento è un business come un altro, insieme a qualsiasi argomentazione didattica, d'insegnamento, perfezionamento, specializzazione, master classes et similia... Posso essere utili, interessanti, formative, ma senza una filosofia condivisa di cosa sia "musica" si perde facilmente il senso delle cose e temo che proprio un insegnamento costante, reiterato, ripetitivo, con obblighi e doveri di stampo 'italiano' possa solo partorire, nel più positivo dei casi, degli ottimi insegnanti di musica di paese. La storia lo mostra da tempo...



questo è un'altro argomento, e completamente indipendente da quello che si sta affrontando.  Smiley Ci sarebbe da parlarne molto su questo, ma è indipendente dal fatto che il Maestro dimostri o meno...
Io ti posso fare una domanda allora: se nei nostri Conservatori, dove trovi un Pianista ogni quanti... dieci? venti docenti? la situazione potrebbe essere stata diversa? Ma anche questo è un'altro argomento già trattato a lungo... e anche se non c'è mai una conclusione non si può, in questo caso, non trarre la conclusione che il livello artistico nei nostri conservatori è mediocre (e non lo dico io eh! che anzi ho sempre sostenuto i conservatori e continuo a farlo). Quindi la mediocrità cosa genera?  Smiley


La mediocrità genera mediocrità. Non c'è niente di particolare o di nuovo... la più brava allieva del conservatorio di una città importante qui vicina, in "privato" (non so se mi spiego...) mi confessò che Bach le faceva cacare, che sopportava qualcosa di Beethoven, un pò di Chopin e di Debussy, naturalmente senza sapere chi fosse Rubinstein, Pollini o Arturo Benedetti Michelangeli...!!! La verità è che siamo troppo morali e rispettosi di qualcosa che da tempo ha perso autorevolezza e importanza e lasciamo strada a persone che con l'arte non hanno nulla a che vedere.

In merito ai "Pianisti ogni 20", credo che il problema sia avvertibile nella parola "pianista" che tende a ridurre una professione un tempo artistica e intellettuale a qualcosa di puramente chirurgico/artigianale.

Un artista si trova ogni centinaia di migliaia o milioni di persone, un eccellente insegnante/pianista temo comunque ogni mille... poi se ci si accontenta, questo è un altro discorso...
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #21 - 14. Jun 2011 at 07:23
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Quote:
La verità è che siamo troppo morali e rispettosi di qualcosa che da tempo ha perso autorevolezza e importanza e lasciamo strada a persone che con l'arte non hanno nulla a che vedere.


Mah, può essere. Io finchè vedo all'opera quello che invece per me è Arte, è passione, è trasmettere ideali, è favorire l'entusiasmo e la propria strada, è stimolare, appassionare, smuovere dentro le cose ... insomma... finchè ho esempi così da vedere continuerò ad avere il rispetto che ho, e non perchè sono troppo morale, semplicemente perchè vivo alcune cose che mi permettono di pensare così e di crederci ancora  Smiley
  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #22 - 14. Jun 2011 at 07:27
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Pepe, a me fa piacere, seriamente. Io, purtroppo, più ne sento (e ne sento molte di cose) e più mi convinco del contrario.

Parole come passione, entusiasmo, ideali, stimolare, sono terminologie molto suscettibili di relatività e apparenti risultati positivi...

C'è un sentimento e un entusiasmo "giovane" (o sarebbe meglio dire adolescenziale) nella musica d'arte che con quest'ultima non hanno proprio niente a che vedere.

Naturalmente, sia chiaro, è un mio parere... per capire di musica è come per i libri: occorre averne letti (e digeriti) molti per capire qualcosa di letteratura; idem per la musica: finché non si sa a memoria una bella marea di grandi interpretazioni, non si può comprendere realmente come stanno le cose. Anche se non escludo che potrei pretendere dall'Arte più di quanto si pretenda e si chieda normalmente... è pur sempre una questione di domanda e di offerta...
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #23 - 14. Jun 2011 at 07:29
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Quote:
Un artista si trova ogni centinaia di migliaia o milioni di persone, un eccellente insegnante/pianista


anche senza andare a cercare l'eccellenza si potrebbe cercare la competenza... sarebbe già abbastanza.

Quote:
poi se ci si accontenta, questo è un altro discorso...


eh beh certo! se ci si accontenta allora va bene anche il maestro che non suona o non è concertista o chiunque. Certo!
  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #24 - 14. Jun 2011 at 07:34
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Pepe wrote on 14. Jun 2011 at 07:29:
Quote:
Un artista si trova ogni centinaia di migliaia o milioni di persone, un eccellente insegnante/pianista[quote author=Davehammerklavier link=1307218864/20#20 date=1308035865]

anche senza andare a cercare l'eccellenza si potrebbe cercare la competenza... sarebbe già abbastanza.

[quote author=Davehammerklavier link=1307218864/20#20 date=1308035865] poi se ci si accontenta, questo è un altro discorso...


eh beh certo! se ci si accontenta allora va bene anche il maestro che non suona o non è concertista o chiunque. Certo!


La letteratura produce libri: si possono scrivere dei trattati di filosofia, studi medici, biografie, romanzi, saggi, storie di intrattenimento, eccetera, ma sono tutti libri... l'oggetto è lo stesso, il contenuto può invece variare sensibilmente. Stessa cosa con la musica e con il pianoforte... si può interpretare la 4^a ballata di Chopin come un Richter, oppure renderla un vero e proprio atto di volgarità e di oscenità artistica come recentemente accaduto al concorso Busoni seguita, naturalmente, da un'ovazione...  

Tornando alla domanda iniziale di Fra, la morale è che l'allievo (raggiunta l'età adulta) deve capire intuitivamente e autonomamente se si tratta di una situazione realmente positiva o di una circostanza di stampo surrealista/felliniano...  Smiley
  
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Pepe
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #25 - 14. Jun 2011 at 07:38
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Quote:
Pepe, a me fa piacere, seriamente. Io, purtroppo, più ne sento (e ne sento molte di cose) e più mi convinco del contrario.



No ma guarda che ti capisco, ne sento tante, ma tante anche io, credimi e di tutti i tipi. Ma vedo e conosco anche tanti giovani che non si accontentano, e ho avuto e ho la fortuna di conoscere anche pianisti/docenti che insegnano con passione, generosità e competenza e quindi sarà che per natura sono sempre più orientata verso le cose che mi piacciono, e sono anche un pò bastian contrario mi viene da scrivere perchè veramente e con tutto il cuore vorrei che chiunque avesse modo di incontrare un maestro di bottega.

E' vero che l'Arte non si può insegnare, ma come diceva Neuhaus nel suo bellissimo libro "l'arte del pianoforte", si può insegnare a suonare con cultura e trasmettere la conoscenza degli "attrezzi", ovvero gli strumenti per conoscere bene il pianoforte.
E' questo che intendo, e non credo che questo lo possa fare un docente che trasmette solo cultura (mi riferisco al parlare e basta) senza qualche dimostrazione pratica sullo strumento stesso.
Come tu scrivi è deprimente sapere che ci sono giovani che nemmeno sanno chi sono stati i pianisti del passato ma anche che non hanno mai letto libri sugli autori che credono di interpretare. La cultura dovrebbe essere un'esigenza personale di chiunque si accosti alla Musica o a qualsiasi altra arte, dovrebbe essere un percorso personale parallelo.
Ben vengano docenti anche di cultura, sicuramente le lezioni saranno più stimolanti ma la cultura da sola non basta, come non basta solo il talento come dice Baremboin.
  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #26 - 14. Jun 2011 at 07:50
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Pepe wrote on 14. Jun 2011 at 07:38:
Quote:
Pepe, a me fa piacere, seriamente. Io, purtroppo, più ne sento (e ne sento molte di cose) e più mi convinco del contrario.



No ma guarda che ti capisco, ne sento tante, ma tante anche io, credimi e di tutti i tipi. Ma vedo e conosco anche tanti giovani che non si accontentano, e ho avuto e ho la fortuna di conoscere anche pianisti/docenti che insegnano con passione, generosità e competenza e quindi sarà che per natura sono sempre più orientata verso le cose che mi piacciono, e sono anche un pò bastian contrario mi viene da scrivere perchè veramente e con tutto il cuore vorrei che chiunque avesse modo di incontrare un maestro di bottega.

E' vero che l'Arte non si può insegnare, ma come diceva Neuhaus nel suo bellissimo libro "l'arte del pianoforte", si può insegnare a suonare con cultura e trasmettere la conoscenza degli "attrezzi", ovvero gli strumenti per conoscere bene il pianoforte.
E' questo che intendo, e non credo che questo lo possa fare un docente che trasmette solo cultura (mi riferisco al parlare e basta) senza qualche dimostrazione pratica sullo strumento stesso.
Come tu scrivi è deprimente sapere che ci sono giovani che nemmeno sanno chi sono stati i pianisti del passato ma anche che non hanno mai letto libri sugli autori che credono di interpretare. La cultura dovrebbe essere un'esigenza personale di chiunque si accosti alla Musica o a qualsiasi altra arte, dovrebbe essere un percorso personale parallelo.
Ben vengano docenti anche di cultura, sicuramente le lezioni saranno più stimolanti ma la cultura da sola non basta, come non basta solo il talento come dice Baremboin.


Sono in linea generale pienamente d'accordo con te. Quello che trovo invece sintomo di contraddizione è confondere la cultura che la musica, in quanto attività "umanisitica", racchiude con il ruolo intellettuale che essa può (dovrebbe) svolgere.

Mi spiego meglio: proprio Baremboim parla di "senso inesprimibile verbalmente, ma tangibile e concreto" come oggetto fondamentale della Musica. In altre parole, se i medici si occupano della cura dei pazienti, la Musica si occupa di questo "senso inesprimibile". Il problema è che proprio tale senso inesprimibile sfugge alla maggior parte di chi oggi si occupa attivamente e seriamente di Musica. E' diventato un noioso sollazzo medio broghese, senza nulla di trascendente, di totale, di fatidico, di necessario. E' qualcosa di simile all'artigiato d'arredamento, distratto, superfluo, monouso e a tratti agonistico...

Per citare di nuovo la giovane promessa di conservatorio che ha raggiunto da tempo la maggiore età: "Per me il pianoforte è come la discoteca".  Smiley
  
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ivanricciardi
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #27 - 14. Jun 2011 at 11:54
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Io sto preparando il programma di compimento medio (che dovrei dare a settembre) ed il mio maestro, ogni volta che mi assegna un brano nuovo, me lo fa prima ascoltare... per me è un vero spettacolo e mi da una carica incredibile.
Mi suggerisce tutte le soluzioni possibili ai vari passaggi, lasciando a me il gusto di trovare l'interpretazione più idonea ed efficace.
Mi sento veramente fortunato  Wink
Non concordo con chi sostiene che il maestro non debba far ascoltare il brano, per evitare che si possa essere influenzati; io ritengo invece che l'ascolto serva all'allievo per capire tutte le possibili sfumature che per la gran parte delle volte (parlo di me ovviamente) non si riesce nemmeno ad immaginare non avendo l'esperienza che ha il maestro.
Sarò banale, ma secondo me per insegnare ci vuole tanto tanto mestiere e sicurezza dei propri mezzi.
  

"Non studiare soltanto "meccanicamente". Sovente la difficoltà non risiede nelle note, ma nel colore del suono o nel dinamismo ... Tutto è possibile sul pianoforte, persino ciò che a prima vista pare impossibile. Basta lavorare con intelligenza." (Ferruccio Busoni)
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #28 - 14. Jun 2011 at 12:20
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ivanricciardi wrote on 14. Jun 2011 at 11:54:
Io sto preparando il programma di compimento medio (che dovrei dare a settembre) ed il mio maestro, ogni volta che mi assegna un brano nuovo, me lo fa prima ascoltare... per me è un vero spettacolo e mi da una carica incredibile.
Mi suggerisce tutte le soluzioni possibili ai vari passaggi, lasciando a me il gusto di trovare l'interpretazione più idonea ed efficace.
Mi sento veramente fortunato  Wink
Non concordo con chi sostiene che il maestro non debba far ascoltare il brano, per evitare che si possa essere influenzati; io ritengo invece che l'ascolto serva all'allievo per capire tutte le possibili sfumature che per la gran parte delle volte (parlo di me ovviamente) non si riesce nemmeno ad immaginare non avendo l'esperienza che ha il maestro.
Sarò banale, ma secondo me per insegnare ci vuole tanto tanto mestiere e sicurezza dei propri mezzi.


D'accordissimo!  Smiley
  
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^Fra^
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #29 - 14. Jun 2011 at 12:28
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Aggiungo Anche che Il mio maestro non ritiene corretto che in fase di studio io ascolti altre interpretazioni del pezzo.
Posso cercare "suggerimenti" o soluzioni diverse solo dopo che Il pezzo è stato acquisito a livello tecnico, quando è Il momento di eseguirlo...
  
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Davehammerklavier
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #30 - 14. Jun 2011 at 13:01
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^Fra^ wrote on 14. Jun 2011 at 12:28:
Aggiungo Anche che Il mio maestro non ritiene corretto che in fase di studio io ascolti altre interpretazioni del pezzo.
Posso cercare "suggerimenti" o soluzioni diverse solo dopo che Il pezzo è stato acquisito a livello tecnico, quando è Il momento di eseguirlo...


Sono tutte questioni di filosofia e di approccio: obiettivamente non credo ce ne sia una sbagliata o una giusta in senso totale e il loro valore varia radicalmente in rapporto alla persona a cui sono applicate. Da tempo ad esempio m'impongo (con piacere) d'analizzare il più profondamente possibile le interpretazioni dei grandi nomi della musica (possibilmente con cuffie e sorgente da "audiofilia") "nota per nota", in un modo che, per impegno e tempo dedicato, è del tutto comparabile allo studio sulla tastiera, ma è solo un modo di fare le cose... ognuno deve seguire quello che sente giusto fare: il "si deve fare così" non vale nella musica. Se si hanno presentimenti negativi è giusto affrontarli, mentre se ci si sente a proprio agio, perché cambiare?  Smiley
  
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10dita
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #31 - 14. Jun 2011 at 22:33
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Da "Liszt pédagogue. Leçons de piano données par Liszt à Mademoiselle Valérie Boissier à Paris en 1832"  di Caroline Butini Boissier (Titolo in italiano: "Liszt maestro di piano"):
<<Decima lezione. Martedì 24 gennaio.
Questa lezione è trascorsa senza che Valérie abbia avuto l'occasione di suonare, non per questo però è stata meno interessante. Liszt ha suonato per due ore e mezza.>>


Certo: Liszt era un "genio" Wink

Cordiali saluti
  
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Roberto Pipitone
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #32 - 15. Jun 2011 at 00:38
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Grin Grin Grin Grin Grin Ma dai !!!!!!
  
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #33 - 16. Jun 2011 at 10:41
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Roberto Pipitone wrote on 15. Jun 2011 at 00:38:
Grin Grin Grin Grin Grin Ma dai !!!!!!


Gent.mo, si: era un "genio" Cheesy

Come pianista e compositore Smiley
Come insegnante  Smiley


Da "Liszt pédagogue. Leçons de piano données par Liszt à Mademoiselle Valérie Boissier à Paris en 1832"  di Caroline Butini Boissier (Titolo in italiano: "Liszt maestro di piano"):

<<Ottava lezione.
Vuole anche degli accordi ribattuti, poi ottave semplici e arpeggiate e ancora trilli con tutte le dita mantenendo abbassate le dita che non suonano, infine note semplici ribattute sempre tenendo ferme sulla tastiera le dita che non suonano.
Fa tutto questo per ore e nello stesso tempo, per non annoiarsi, legge. E' in quei momenti che egli medita le sue letture, esercitando le dita.>>

Liszt attribuiva la sua meravigliosa tecnica all'effetto di questi esercizi, senza rendersi conto che poi, eseguendo, faceva esattamente il contrario Grin

<<24° lezione.
..ha fatto suonare un esercizio di Bertini che ha rattristato la povera Valérie, perché dopo averlo studiato bene le é sembrato di essere ancora al medesimo punto dim prima, ma si sbagliava di grosso. L'interpretazione di Liszt è qualcosa di assolutamente speciale e io temo che non potremo comprenderla pienamente prima della nostra partenza..>>

Amy Fay, dopo alcune lezioni con Liszt a Weimar nel 1871, finisce per constatare: "Egli non da alcun consiglio tecnico, tocca sbrigarsela da soli!"

Con un insegnante "geniale" probabilmente occorre un allievo "geniale" Cool

Perchè, gent.mo: Liszt era un "genio" Wink

Cordiali saluti
  
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #34 - 16. Jun 2011 at 11:25
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In effetti di tutti gli allievi di Liszt le incisioni veramente degne del buon nome del Maestro ungherese si contano sulle dita di una mano.
E guarda caso sono tutti pianisti che si erano già formati prima di prendere lezioni da Liszt.
  

Abbiamo già fatto otto ore sindacali! Siamo stanchi di lavorare come delle bestie!
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Reply #35 - 16. Jun 2011 at 13:21
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Ma sì, scherzavo. Mi era solo scappata una risata pensando: ma guarda questo furbo di Liszt, si diverte a suonare solo lui, e si fa anche pagare la lezione !
  
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #36 - 16. Jun 2011 at 13:53
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Son giorni che continuo a pensarci...perchè mi va, perchè mi piace e ne sento il bisogno.

A domanda cruda, alla fine, mi sento di rispondere "assolutamente bisogna far sentire", da subito, fin dalla primissima lezione con i bambini.

A Davehammerklavier, che dice che con Pollini e simili potrebbero essere preziose anche solo indicazioni a voce, rispondo che in realtà se non ascoltiamo loro, che sono i Maestri, chi ascoltiamo? Se non ci fanno vedere loro, chi può far vedere?

Se il Maestro  Marvulli (mi perdona Maestro per averla tirata in mezzo?  Smiley ), quando parla -ad esempio- di timbri, di livelli, di voci, non facesse sentire...avremmo noi idea di cosa intende?
O non sarebbe come imparare a parlare una lingua senza un madrelingua che ci faccia sentire la pronuncia? Sarebbe come vagare alla cieca e magari azzecare il suono giusto per puro caso. E non saperlo magari ripetere poi.

Sfumature, movimenti, intenzioni...no, solo a parole non funziona, non si può fare, non si può spiegare tutto.
A parole ci si può esprimere per efficaci metafore, si può fare - si deve fare - tanto. Ma poi, si, si deve far sentire.

E non è importante chi si ha davanti e cosa farà nella vita, perchè qualsiasi cosa si faccia bisogna farla al meglio. Altrimenti è semplicemente spreco di vita.
E se anche non siamo in ambienti dove crescere pianisti, benissimo, cresciamo persone con una sensibilità tale da apprezzarli, questi grandi pianisti.
Altrimenti i grandi, se nessuno apprezza, capisce, ascolta, cosa stanno a fare? Che senso avrà il loro genio se passa inascoltato, se non c'è un pubblico che segue?
C'è tanto lavoro da fare. Rimboccarsi le maniche e farlo.
  

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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #37 - 17. Jun 2011 at 10:03
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volodya wrote on 16. Jun 2011 at 11:25:
In effetti di tutti gli allievi di Liszt le incisioni veramente degne del buon nome del Maestro ungherese si contano sulle dita di una mano.


Lamond, Siloti, von Sauer, Friedheim, Sgambati, d'Albert, Vianna da Motta, von Bulow, Tausig, Rosenthal, Thomàn.....

Scusa, Volodya, ma quante dita ha la tua mano?!  Cheesy

  
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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #38 - 17. Jun 2011 at 12:04
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5!
Però insomma dicevo che questi qui son pochi considerando la moltitudine di allievi che Liszt ha avuto.
Anche tra loro alcune incisioni sono di gente che non ha più la tecnica tanto a posto, sicuramente è perchè avevano una certa età, però si diceva che Liszt a 75 anni suonasse con la stessa facilità di quando era un ragazzino.
  

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Re: Maestro che non dimostra....
Reply #39 - 17. Jun 2011 at 12:53
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volodya wrote on 17. Jun 2011 at 12:04:
.... si diceva che Liszt a 75 anni suonasse con la stessa facilità di quando era un ragazzino.


davvero? la cosa personalmente mi conforta molto  Smiley
  
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