Normal Topic Presentazione libro IL VIOLINISTA di A. BONACCHI (Read 3229 times)
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Presentazione libro IL VIOLINISTA di A. BONACCHI
28. May 2012 at 14:11
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Edito da Curci “Che lavoro fai? Il violinista! Si ma di lavoro?” un musicista sicuramente non può che annuire, magari sorridendo, leggendo questa frase. Come mai hai scelto proprio questa frase per il titolo del tuo libro?

Nel Bel Paese anche altre professioni sono ritenute "ludici passatempo" ma senz'altro la maggior parte dei musicisti si è trovata prima o poi di fronte a questa domanda e immagino che si possa "riconoscere" nel titolo goliardico del libro dove per altro invece parlo seriamente proprio della professione, di quel che è utile sapere, di quel che spesso non sappiamo, dei "trucchi" del mestiere, delle "stranezze" del suonare. Una provocazione al lettore: titolo goliardico, contenuto serio (anche se l'ultimo capitolo è con le barzellette sui musici).
Chi è curioso, chi cerca, sicuramente aprirà il libro e sfogliando capirà che non è un prontuario di bischerate; chi non è curioso e già crede di sapere tutto... spero almeno vorrà sorridere!

Ma Antonio Bonacchi, di lavoro fa il violinista?

Di lavoro? Che cos'è il lavoro?
Diciamo che al momento gioco a "siamo tutti Provider" ed altre faccenduole collegate per arrivare a fine mese nel miglior modo possibile, considerando come si è costretti a lavorare in Italia...  Poi c'è musicherie.com e qualche fattura per consulenza, ma, evviva evviva, m'incasinano gli studi di settore e a volte penso sia più il costo che il ricavo, è un po' come dover correre con le palle ai piedi. In ogni caso se volete farvi il sito con Promonet siete tutti i benvenuti!!

Che legami hai con la musica, e soprattutto con il violino?

Contorti, tormentati e permanenti. Non aggiungo altro se non che bisognerebbe scriverci sopra come sulle sigarette: attenzione, può creare dipendenza.
  
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Re:  Presentazione libro IL VIOLINISTA di A. BONACCHI
Reply #1 - 28. May 2012 at 14:12
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Come è nata l’idea di scrivere questo libro, che nella quarta di copertina si legge essere un compendio di notizie uitli per chi suona il violino (ma non solo).

Posso fare un po' copia-incolla con la risposta data a Grazia Rondini di http://www.lachiavediviolino.net/ su analoga dimanda?!
Aggiungo prima che non ho memoria, tendo a scordare le cose anche importanti e l'unico modo perché non finiscano nel dimenticatoio è prendere appunti, scrivere, perché come diceva il mi babbo: "ricordati mimmo che indove è scritto, si legge", così ho scritto e scrivo appunti.
In orchestra mi trovavo spesso a spiegare a voce buona parte delle informazioni che ho inserito nel testo, e, dal momento che non c'era niente di simile in giro, pensai di raccoglierle tutte per farne un libretto (ho ritrovato una mia mail del 1996 in cui scrivevo ad un amico "penso di farci un fascicoletto da distribuire"). Ogni anno, puntualmente, tra giugno e settembre mi venivano le "paturnie del libro" e davo qualche colpo di penna. Nel 2005 mi invaghii del LaTeX (un programma di impaginazione usato spesso da matematici, universitari, cervelloni insomma) e cominciai a trasferire il testo in TeX, così tanto per darmi un tono e rallentare ulteriormente il lavoro. Poi l'esperienza di grafico (e dai con un mestiere non mio) ed il contatto fisico con la prestampa-stampa davanti ai macchinari dell'ex CRT, dove per gentile concessione dell'amico Carmine potevo "sciupare" un po' di carta: stavo giocando a "siamo tutti tipografi"; il processo di trasferimento dell'inchiostro dalla lastra al rullo di caucciù e poi sulla carta mi affascinava. Il tempo passa veloce, troppo, a suon di esperimenti ed esperienze sapevo quasi tutto di un libro, ne avevo montati e stampati diversi, ma il mio era ancora lì da finire.
In un breve stacco di lucidità ho smesso di lavorare per l'UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici) ed ho deciso di impaginare il tutto in modo "normale" con InDesign (mi manderà Adobe delle provvigioni per la pubblicità?). All'inizio del 2011 mi sono messo a testa bassa a riordinare gli appunti, a cercare le immagini giuste e completare l'impaginato (si potrebbe anche dire che era l'ora!).


A chi si rivolge questo libro? Solo agli “esperti”?

Mmm, gli "esperti" son quelli che vanno verso la specializzazione verticale e sanno sempre di più di sempre di meno e alla fine sapranno tutto di nulla!
Appartiamo le abbattute, nel mio intento c'è il voler dare uno sguardo a tutto tondo al mondo del violino, non di rado inesplorato anche per molti violinisti, io per primo.
A detta di lettori "non amici" è leggibile senza fatica anche dai non addetti ai lavori, uno dei commenti: "Ho scoperto un mondo che immaginavo diverso".
Per gli addetti ai lavori, o aspiranti tali, credo che il sapere come viene fatta una crinatura sia fondamentale non tanto per il fai-da-te quanto per poterne stabilire in autonomia se è fatta bene, male, o così così. In tanti si dannano l'anima senza rendersi conto che basterebbe cambiare una corda ormai vecchia per ottenere risultati migliori con metà della fatica, magari nessuno gli ha fatto notare che le corde non si cambiano solo quando si rompono!
  
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Re:  Presentazione libro IL VIOLINISTA di A. BONACCHI
Reply #2 - 28. May 2012 at 14:12
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Non l’ho ancora letto tutto, però da curiosa quale sono l’ho sfogliato e devo dire che ci sono alcune pagine che mi hanno colpito, per esempio addirittura c’è un capitolo dedicato all’abbigliamento!

Nell'Ottocento il bon-ton veniva insegnato d'obbligo, e con esso anche tutte le "regole" del vestire elegante. Il primo invito che ricevetti per suonare ad una "festa galante" recava l'indicazione "cravatta bianca". Nella mia ignoranza pensai che si sarebbe sporcata con facilità e che non ne avevo neppure una, di cravatta bianca... Per mia fortuna fui informato per tempo che l'indicazione "cravatta bianca" significava in pratica "presentarsi in frac" e non avevo neppure quello... Ma insomma, sarò stato l'unico a non sapere che presentarsi in smocking col fiocchino bianco è da cafoni? O che non si mette mai una cravatta "normale" con una camicia dal colletto alto? Ecco là un promemoria sul come vestirsi, du' "regole" per tutti! Poi ciascuno faccia pure come meglio crede, ma, come diceva il mi' nonno: omo avvertito, mezzo salvato!

Qua e là mi sembra di aver intuito anche delle “bacchettate”… La Nuova Orchestra delle fregature? Senza svelare niente… ci anticipi qualcosa?

Qualche anno fa ero un po' più "rampante", bacchettate sulle dita ne avrei volute dare tante e anche mandare a zappar terra un po' di "musicisti", ma chi sono io per emettere sentenze?
Però, insomma, un po' di "chivvalà" perché nessuno abbassi la guardia, per tanto per poter poi dire l'antipaticissimo "te l'avevo detto io..." quanto per un "te lo sto dicendo ora", prima che tu ci caschi. È che il mondo musicale non è sempre così lineare e pulito, quel che peggio ad oggi è troppo mescolato con la politica e questo ne crea un mostro da cui spesso bisogna guardarsi le spalle ed anche... i concertini!!
Comprate il mio libro!!
  
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Re:  Presentazione libro IL VIOLINISTA di A. BONACCHI
Reply #3 - 28. May 2012 at 14:13
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Ci sono anche delle deliziose frasi “alla toscanaccia” che riporti quando parli del tuo Maestro, Marco Fornaciari, e si nota subito, al di là della “battutaccia” un profondo legame, e una profonda stima. Ce ne parli un po’?

Parlare del Forna... Mica è facile!
Per come lo conosco io è un uomo molto riservato, con due personalità distinte tra la vita quotidiana e l'arte, tra quando lo incontri per un caffè e quando invece prende in mano il violino.
Nella vita è molto calmo, quasi un po' bradipo, anticonformista, ben istruito, curioso, qualche volta sarcastico, sensibile nell'animo, diligente, disordinato nelle "faccende" quotidiane, disponibile alla goliardata da buon Livornese doc (ma senza esagerare), generoso senza riserve. Certe volte può sembrare distratto, ma ha registrato la più sottile delle sfumature espressa nella conversazione. Ha ottima memoria, ed è per me un vero appassionato ed un profondo conoscitore della materia.
Quando prende il violino in mano sembra che si accenda come un albero di Natale, come se il violino fosse la batteria che va collegata prima di mettere in moto il "dispositivo umano Forna". Col violino in mano diventa energico, entusiasmante, coinvolgente, l'ho visto far suonare un gruppo di studentelli come fossero una grande orchestra, non solo spreme ogni violino fin quando non suona anche l'anima, ma riesce a spremere tutto quel che c'è anche da ogni violinista (salvo i casi proprio disperati, ovvio!).

Il Forna ha studiato, molto. Sinceramente non so se è nato "col violino in mano" ma ha ovviamente la "stoffa" giusta. Credo abbia anche molto lavorato per risolvere delle problematiche e l'ha fatto alla grande, così oggi è in grado di risolvere anche tutti quei problemi che possono incontrare i suoi allievi in corso d'opera. Io sono un caso vincente e al contempo un mezzo fallimento visto che di lavoro... non faccio più il violinista (almeno per ora)! Mi spiego. C'era, c'è in me del "talento" musicale, ma stavo quasi per appendere il violino al chiodo (anche se ora sta spesso appeso alla libreria del soggiorno!). Dopo la "strigliata" del Forna andavo molto molto meglio, oserei direi che mi sentivo un violinista!
Il Forna sa insegnare, sa trasmettere molto bene anche ai piccoli violinisti i "segreti" del suonar bene, ci sono giovani talenti del momento che scrivono in curriculum bei nomi del panorama accademico dimenticando di esser stati forgiati dalla scuola del Fornaciari, sicuramente in cuor suo si dispiace ma non se la prende, non brontola, gli basta sapere che il risultato è arrivato, il merito è suo anche se non viene detto!

L'uomo Marco Fornciari è una persona integra, per mia opinione non ha avuto tutti i riconoscimenti che merita forse un po' per il suo essere appunto integro e schivo da favoritismi, scambi e cincischierie. Ha lavorato e lavora ancora tanto con poca ricompensa, ma il valore di un musicista non si afferma certamente con le chiacchiere, sono i fatti che concretizzano le parole e di fatti, parlando del Forna, ce n'è che ne avanza.
  
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Re:  Presentazione libro IL VIOLINISTA di A. BONACCHI
Reply #4 - 28. May 2012 at 14:15
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Quanto c’è di te in questo libro?

Un bel pezzo, direi. Tutto quell'ahi-"me" che col violino è cresciuto, ha convissuto, litigato, guadagnato, cercato, sofferto, gioito.
Ci son le fregature che ho preso, traslate in una sorta di "fate attenzione a", c'è la parte "Libro Cuore", come ha osservato un'amica (ma son poche righe in fondo al libro), c'è il me che gioca a "siamo tutti scrittori", "siamo tutti impaginatori e grafici", "siamo tutti archettai". Un po' di me, insomma!

Antonio, io so perché l’ho sperimetato, che tu sei anche un ottimo cuoco e visto che in forum ultimamente mi piace giocare alla cuoca, e ho una mia rubrica dal titolo “Musicisti cotti&mangiati” mi regali una tua ricetta, ma scritta “alla maniera del Bonacchi?”

la risposta nella rubrica di Pepe "Musicisti Cotti&Mangiati, cliccate qui

Pepe per Pianoforum - maggio 2012
  
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