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Hot Topic (More than 10 Replies) Allievo perso (Read 7900 times)
paperippo
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Allievo perso
28. Aug 2012 at 14:31
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Cry Cry Che tristezza, poco fa è arrivato un mio allievo accompagnato dal papà che mi ha espresso il desiderio del ragazzo di non studiare più. Sono io che ho in certo modo fallito oppure era lui inadatto a suonare il pianoforte? Quando succede la stessa cosa a voi cosa pensate?
  

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Brandauel
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W Pianoforum!

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Re: Allievo perso
Reply #1 - 28. Aug 2012 at 15:12
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Sappiamo troppo poco di entrambi per azzardare un parere.
E' parecchio tempo che a me non capita, anche se a volte si usa cambiare classe senza neanche avvertire. Il fatto è che a noi non ci hanno insegnato a insegnare, e quindi capiamo poco per volta in cosa
possiamo migliorare. Le ipotesi possono essere tante per averlo motivato a smettere, d'altra parte spesso c'è un programma da seguire e poco si può fare oltre a quello. Che si sia stancato di impegnarsi? Smiley Noi non dobbiamo stancarci di trovare soluzioni più stimolanti con il pianoforte.
  
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ellemir
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Re: Allievo perso
Reply #2 - 28. Aug 2012 at 19:43
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Questo lo scrivo senza sapere nulla di te e del tuo allievo. Ogni storia è a sé e non è davvero possibile darti una risposta precisa in merito.

Prima di abbatterti pensa a tutti i corsi che i giovani fanno per 1 o 2 anni e che poi lasciano. Ginnastica, nuoto, arti marziali, danza...chi più ne ha più ne metta.
Si lascia, è normale.
So che nel rapporto fra allievo e maestro in musica le cose sembrano diverse, so che vorremmo che l'allievo alla fine seguisse le nostre orme, che cogliesse il messaggio che vogliamo trasmettere.
Ma se non va così non c'è necessariamente colpa e dolo.
E' nel diritto di tutti decidere che una cosa non va bene, è la vita e ognuno deve gestirsela come meglio crede, deve decidere cosa fare e cosa sfoltire. E alle volte si sbaglia e poi ci si pente.
Oppure semplicemente è stato un periodo passeggero che non lascia tracce. Per un insegnante è dura, è forse peggio pensare di non aver lasciato tracce, che pensare di averne lasciate di negative, per paradosso.

Ma alla fine penso che in tanti casi si lasci perchè è giusto, perchè nella vita bisogna prendere delle decisioni, perchè iniziare un corso di musica non significa obbligatoriamente dover proseguire per anni e anni. Si prova e - per quel che penso - si ha il diritto di provare. E se non piace...beh...amen. O si cerca un altro insegnante per vedere se funziona oppure si decide che non fa per sè.
E meno male, perchè il mondo è bello perchè è vario.

Per quanto riguarda me, le defezioni che ho avuto hanno avuto anche un perchè. Non vado bene per tutti e con alcuni mi ci scontro anche, soprattutto adulti (come questo forum per sua disgrazia sa). Per cui...so e me ne faccio una ragione.
  

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Kvitrafn
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Re: Allievo perso
Reply #3 - 28. Aug 2012 at 19:53
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Quanti anni ha l'allievo, e da quanto tempo studia con te? Solitamente, come ha già detto ellemir, i bambini praticano spesso sport per poco tempo (giusto per provarlo) e poi disdicono: danza, calcetto, piscina, ecc. e credo proprio che purtroppo rientri lo studio del pianoforte. Probabilmente la causa è la troppa disponibilità in tutto da parte dei genitori. Non credo sia molto giusto provare uno sport per una settimana e poi lasciarlo dicendo "Mi sono stufato" o "Non mi piace più".
  

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tighro
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Re: Allievo perso
Reply #4 - 28. Aug 2012 at 20:16
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A volte le defezioni hanno cause quasi sconosciute... ormai sono praticamente 6 o 7 anni che insegno, in varie scuole private. In generale ho sempre avuto un buon rapporto con i miei allievi, di qualunque età (qualunque veramente, dai 6 anni ai 60 e più!). L'anno scorso, però, in una scuola dove insegno ormai da tre anni, circa la metà degli allievi hanno lasciato il corso di musica, oltretutto senza avvertire... inoltre, con alcuni di loro mi ero lasciato a giugno dell'anno prima, vedendo in loro la chiara intenzione di continuare... il che ha reso tutto più strano!

Possibili opzioni:
  • La crisi: ok, può sembrare una bufala... ma se a un certo punto qualcuno ti convince del fatto che devi spendere meno soldi, che siamo in recessione, ecc... e tu devi decidere tra, da una parte, il corso di nuoto al tuo figliolo, o le rate della macchina nuova... e dall'altra il corso di pianoforte... cosa tagli? ecco... appunto...
  • Scarsa voglia di impegnarsi, in generale. A costo di sembrare retorico, tuttavia è evidente che siamo in una società che predilige il massimo del risultato nel minimo tempo; è chiaro che un'arte non si impara in questo modo (che sia musica, pittura, scrittura, ecc.). Però questo, bambini quanto adulti (e anziani, soprattutto!) fanno fatica a capirlo. Credo che, ad esempio, una delle cose più difficili da insegnare a un bambino sia che lo studio a casa è la parte più importante di tutta la settimana (a volte mi chiedo se certe cose vadano insegnate... uno, o le sente, oppure... oppure sta a scaldare lo sgabello del pianoforte a scuola finché non si stufa)
  • La pappa pronta. Se devo farmi un rimprovero, è che spesso cerco di facilitare la vita ai miei allievi, soprattutto quelli che non hanno voglia di studiare: a lezione studio con loro, non li rimprovero in malo modo se non hanno studiato, li faccio suonare tutti al saggio, ecc. Credo che questo sia un madornale errore... almeno per buona parte di essi. Da quest'anno ho deciso che cambierò il mio approccio, e sarò decisamente più esigente nei loro confronti, nella speranza che prendano la cosa più seriamente. E a chi questo sistema non va bene... pace, si allontani. Dopotutto le defezioni ci sono comunque; meglio tenersi vicino gli allievi più motivati!
  
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ellemir
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Re: Allievo perso
Reply #5 - 28. Aug 2012 at 20:38
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Ehm la crisi è una brutta bestia. Per quanto mi riguarda, la sento. Al supermercato, come nella benzina e soprattutto al sud. Sono rimasta allibita dal cambiamento e agghiacciata.
L'anno scorso il direttore della Civica ha visto dimezzarsi gli iscritti della scuola. Di tutti i corsi.

Per altro, vero verissimo della falsa convinzione che sia possibile ottenere molto con pochissimo sforzo. Nient'altro da aggiungere, nemmeno al fatto che i genitori per primi siano convinti che in un corso di musica non sia poi necessario studiare così tanto e che le modalità siano simili ai corsi di ginnastica, dove si fa in palestra, non a casa.
  

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Kvitrafn
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Re: Allievo perso
Reply #6 - 28. Aug 2012 at 21:33
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tighro wrote on 28. Aug 2012 at 20:16:
Credo che, ad esempio, una delle cose più difficili da insegnare a un bambino sia che lo studio a casa è la parte più importante di tutta la settimana

Lo studio in sè e la capacità di apprendere quanto importante sia, è di fatto una cosa che la si comprende solo quando si raggiunge una maturità psicologica adeguata. Solitamente al termine delle scuole medie o inizio delle scuole superiori. Prima solitamente (non sempre, ci sono le eccezioni) si vede lo studio come una seccatura, una noia, un compito trascurabile. Per questo molti degli insegnanti usa la tecnica del divertimento applicato allo studio: non sono un fiero sostenitore degli insegnanti rigidi e precisi, o almeno non se stai insegnando a dei bambini. Visto con gli occhi di un fanciullo, lo studio potrebbe risultare più piacevole se associato ad un divertimento o qualcosa con cui ci si sente a proprio agio.
  

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Re: Allievo perso
Reply #7 - 28. Aug 2012 at 23:37
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Kvitrafn wrote on 28. Aug 2012 at 21:33:
Visto con gli occhi di un fanciullo, lo studio potrebbe risultare più piacevole se associato ad un divertimento o qualcosa con cui ci si sente a proprio agio.


Ad esempio? Sono curioso... fai qualche esempio pratico.
  
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Kvitrafn
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Re: Allievo perso
Reply #8 - 29. Aug 2012 at 00:19
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Non sono un insegnante, ma provo a dare dei suggerimenti. Innanzitutto già dal punto di vista dello studio, esiste un libro davvero utile per bambini nell'approccio con il pianoforte.. il Bastien. Ovviamente è adatto per bambini sotto gli 8 anni, in quanto a scuola non hanno ancora cominciato le frazioni e risulterebbe difficile spiegargli i valori in ambito musicale. La musica è matematica e se si parla di misure da 1/4, 1/8 ecc. ad un bambino che non ha neppure la concezione di "frazione", risulterebbe davvero impossibile insegnare. Questo libro invece tiene in considerazione solo la minima e la semiminima che vengono spiegate al fanciullo come "valore pieno e valore dimezzato", il che è già più comprensibile e lo avvicinerebbe pian piano all'idea delle frazioni e della scomposizioni in parti di un numero magari facendo il banale esempio della torta.
Inoltre quel libro presenta molti colori, disegni e roba che un bambino troverebbe molto ma mooolto più interessanti di un semplice pentagramma e di lezioni su lezioni di assoluta freddezza nel spiegare cos'è una semicroma e quante ce ne vogliono per riempire una battuta da 4/4.
Oppure, un altro esempio fattibile è dar loro esercizi da fare a casa, iniziando non so.. facendogli disegnare delle chiavi di violino e posizionando le varie note (magari usando colori diversi per ogni nota: i bambini adorano i colori) nel pentagramma. Per l'avvicinamento al pianoforte una volta che ha anche imparato le scale basilari si potrebbe dar lo spartito di un brano dei cartoni animati che apprezza e che ascolta di continuo: sicuramente lo imparerebbe più facilmente e con voglia. Del resto, se una cosa ci attrae in maniera particolare, prestiamo sempre più attenzione.

Mi ricordo che avevamo alle scuole medie una insegnante di inglese che per farci apprendere maggiormente la lingua parlata ed avere più dimestichezza, ci faceva cantare canzoni assieme alla radio e personalmente riusciva perfettamente a farmi piacere la lingua: son questi particolari che attraggono il ragazzino verso la materia che si insegna in quanto ci si sente più 'coinvolti'.. credo. Bisognerebbe avere un po' di tatto, ovviamente sempre nei limiti dell'età.
  

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tighro
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Re: Allievo perso
Reply #9 - 29. Aug 2012 at 05:36
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Caro Kvitrafn, perdonami se lo dico, ma si vede che non hai esperienza come insegnante! Cheesy

Ti rispondo punto per punto. Per quel che riguarda le frazioni, è vero, i bambini di prima e seconda elementare non sanno cosa siano, quindi può essere un problema a volte; in ogni caso è un problema aggirabile, nel momento in cui gli spieghi che una battuta di 4/4 è una battuta che "contiene" 4 "battiti", e che ogni battito dura come... "quella nota lì"! Un problema più grande può essere spiegare loro la regola generale del punto di valore, ma vedo che non è un problema spiegargli il concetto di "metà" (se io ho due mele, e ne dò una a te e una la tengo io, quante mele abbiamo a testa? Smiley ).

Il Bastien, onestamente, non ho mai voluto usarlo. Per alcuni tratti perché mi sembra parecchio noioso, per altri perché lo trovo pure diseducativo e difficile (è un metodo che propone quasi subito accordi di tre suoni in una mano - tipicamente la sinistra - che sono una delle cose peggiori su cui si scontra un bambino piccolo...). Preferisco usare altri metodi, ad esempio "La gioia del primo anno di pianoforte" ("The joy of first year piano") di Denes Agay; è un libro con le  note scritte in grande, che contiene pezzi brevi ma caratteristici, e la musica è molto bella (alcuni di essi, specie quelli dell'inizio hanno anche una parte di accompagnamento che può essere suonata dall'insegnante - e lo faccio sempre, perché i bambini si divertono tantissimo). Poi, appena possibile, affianco brani di repertorio molto semplici (i primi due volumi dell'antologia Cesi-Marciano ne sono pieni), poi più impegnativi, quindi appena possibile, Bach e studi (Duvernoy, Bertini, Czerny - che ha scritto anche cose molto semplici di tecnica).

Il discorso scale è un po' delicato: io inizio praticamente da subito con le scale, tipicamente la scala di do maggior a moto contrario; è in assoluto la cosa più facile per fare imparare ai bimbi una diteggiatura (123 1234) che gli servirà per molte scale. Ah, ovviamente le scale di almeno due ottave, farle di una è proprio inutile (non mi sembra logico rimandare a studi successivi il passaggio 4-1... potrebbe diventare un trauma, impararlo dopo!). Poi procedo a fare prima le scale con i diesis (fino a mi maggiore), alcune scale minori (la, mi), e dopo passo alle scale con diteggiature diverse (anche se da quest'anno potrei cambiare, e procedere per circoli di quarte-quinte, facendo subito tutte le tonalità minori... ho visto che i bambini non si imbarazzano poi così tanto per una diteggiatura nuova). Sorprendentemente, spesso la scala è il "pezzo" che a lezione viene studiato di più, e quindi viene meglio! La mia spiegazione per questo è che la scala permette di divertirsi muovendo le dita, senza dover stare con il naso incollato allo spartito (una delle cose che spesso i bambini odiano di più è dover decifrare le note).

Per quanto riguarda gli esercizi da fare a casa sulle chiavi, le note, disegnare coi colori, ecc... questa è materia del pre-solfeggio. Che viene comunque puntualmente ripassata a lezione di pianoforte (i bambini hanno comunque delle lacune... oppure una certa difficoltà a passare dalla teoria alla pratica).

Per quello che riguarda gli spartiti di cartoni animati... no, direi che non c'entra molto. Mi spiego: non è andando a cercare il pezzo che può piacere all'allievo che questo si motiva (almeno in buona parte dei casi). Se l'allievo non si motiva non è che non gli piace il pezzo che studia (a meno che non te lo dica esplicitamente); spesso, mi rendo conto di questo purtroppo, è solo un'immensa pigrizia nell'affrontare lo studio a casa, ed era di questo che parlavo nel post precedente. Infatti mi aspettavo che mi raccontassi qualche stratagemma per insegnare ai bambini ad appassionarsi allo studio a casa... le cose che hai scritto riguardano altro. Ho visto allievi che, pieni di buona volontà, hanno studiato qualunque pezzo gli abbia dato senza discutere (con ottimi risultati, tralaltro), e ho visto altri allievi (quelli che a lezioni ti portano uno spartito dicendo: "Mi piacerebbe imparare questo...") trascinarsi miseramente anche per tutto l'anno con un'unica partitura che non riuscivano a risolvere (perché nonostante a lezione gli mostrassi il modo giusto di studiare, poi a casa non lo applicavano).

Per mia esperienza, vedo che il metodo, sebbene importante, non è tutto. Purtroppo si scontra con la (sempre crescente) pigrizia dei bambini/ragazzi di oggi. Non sono abituati a fare "sacrifici" e a impegnarsi a lungo; e devo dire che pure la mia generazione (anni '80) è cresciuta così... ma le cose oggi stanno veramente peggiorando!
  
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Re: Allievo perso
Reply #10 - 29. Aug 2012 at 18:53
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paperippo wrote on 28. Aug 2012 at 14:31:
Cry Cry Che tristezza, poco fa è arrivato un mio allievo accompagnato dal papà che mi ha espresso il desiderio del ragazzo di non studiare più. Sono io che ho in certo modo fallito oppure era lui inadatto a suonare il pianoforte? Quando succede la stessa cosa a voi cosa pensate?


Paperippo come hanno scritto già gli altri secondo me la colpa non è tua, sono le situazioni, la crisi, le scelte...
  
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paperippo
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Re: Allievo perso
Reply #11 - 30. Aug 2012 at 17:37
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(quasi) incredibile!  Shocked L'allievo è tornato! Mi ha telefonato il papà dicendomi che il ragazzo ci ha ripensato, che si impegnerà, che non voleva continuare perchè non era riuscito a fare alcuni studi e si era demoralizzato ecc.ecc. Comunque io nutro dubbi su questo suo ripensamento e penso sia opera di persuasione del papà (lo aveva minacciato di vendere subito il pianoforte). Staremo a vedere. Per il momento mi sento risollevato perchè, a prescindere da come finirà, il fatto che sia tornato mi dice che non era tutta colpa mia  Cheesy
  

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Re: Allievo perso
Reply #12 - 31. Aug 2012 at 10:15
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Smiley evviva! certo che se il ragazzo è piccolo è facile che cambi idea, secondo me fino ai 15 anni ci si può demoralizzare per poco quando si studia pianoforte! Io ho fatto una lezione di prova alla mia vicina che ha 13 anni e quando ha visto che studiare musica e pianoforte è uno sbattone non mi ha più chiesto di andare avanti...
  
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Kvitrafn
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Re: Allievo perso
Reply #13 - 31. Aug 2012 at 11:00
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Mmmh, tighro, non ho argomenti per poter ribattere tentando di arrivare alla ragione perchè non son un insegnante e non ho proprio l'occhio e la mentalità di tale, dunque son costretto a darti ragione. Forse vorrei avere solo una precisione sulla frase da te detta:
Quote:
Il Bastien, onestamente, non ho mai voluto usarlo. Per alcuni tratti perché mi sembra parecchio noioso, per altri perché lo trovo pure diseducativo e difficile
, perchè diseducativo?

Comunque, paperippo, come ti abbiamo già chiesto.. possiamo sapere l'età dell'allievo?   Grin
  

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Re: Allievo perso
Reply #14 - 31. Aug 2012 at 11:29
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Scusate, non avevo fatto caso alla domanda sull'età dell'allievo: ha 13 anni ma ha iniziato tardi, un anno fa  Lips Sealed
  

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Re: Allievo perso
Reply #15 - 31. Aug 2012 at 12:14
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Eh età difficile...anch'io ho iniziato a 13 anni e modestia a parte devo aver avuto una tenacia di ferro per poter ingoiare certi rospi e andare avanti...a quell'età forse si pensa che suonare sia tanto facile quando impugnare una racchetta da tennis o infilarsi gli occhialini per nuotare in piscina...per forza poi quando vedono che studiare pianoforte è ben altra cosa gettano la spugna... io a 18 l'ho gettata per altri motivi, ma per fortuna dopo i 20 sono rinsavita e ora non riesco a fare a meno di suonare, certo ci sono giorni che ho da fare e posso dedicare pochissimo al piano, però se posso, anche ad un quarto d'ora la sera sul digitale non vi rinuncio...
  
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CapricciOsa
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Re: Allievo perso
Reply #16 - 12. Sep 2012 at 12:35
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paperippo wrote on 30. Aug 2012 at 17:37:
(quasi) incredibile!  Shocked L'allievo è tornato! Mi ha telefonato il papà dicendomi che il ragazzo ci ha ripensato, che si impegnerà, che non voleva continuare perchè non era riuscito a fare alcuni studi e si era demoralizzato ecc.ecc. Comunque io nutro dubbi su questo suo ripensamento e penso sia opera di persuasione del papà (lo aveva minacciato di vendere subito il pianoforte). Staremo a vedere. Per il momento mi sento risollevato perchè, a prescindere da come finirà, il fatto che sia tornato mi dice che non era tutta colpa mia  Cheesy


Ciao paperippo!
Intanto mi fa molto piacere che l'allievo sia tornato...ho rivisto da poco una tua mail, mi sembri uno che mette tantissimo impegno nel proprio lavoro! Secondo me dovresti parlare molto apertamente con il papà di questo ragazzo e chiedergli da chi realmente parte l'interesse per il piano!
Mi è capitato talvolta di notare uno scarso interesse se non addirittura un'avversione per la musica in alcuni ragazzi o bambini, nonostante mi impegnassi in tutti i modi ad adottare un atteggiamento non noioso e un'attitudine diciamo "user-friendly", a quel punto, per onestà intellettuale, faccio un bel discorso al genitore (se non anche all'allievo) e gli spiego che non è il caso per tanti motivi:
- loro stanno sprecando soldi e tempo
- IO sto sprecando tempo (potrei mettermi a studiare, ad esempio, o potrei investire meglio il mio tempo insegnando a qualcuno che ha veramente voglia di fare)
- sono un'insegnante e non una baby sitter e se il bambino viene per distrarsi o per bighellonare meglio che se ne stia a casa sua
- il ragazzo potrebbe, se costretto, mantenere un ricordo negativo del piano, cosa che non vorrei mai accadesse
- sono una persona onesta e non mi va di rubare soldi alla gente, approfittando della buona disposizione dei genitori. Potrei giocarci, ma non lo faccio!

Mi sono capitati bambini viziati, provenienti da famiglie di ricconi assurdi, che venivano a lezione e pensavano all'impegno che avevano dopo: basket e poi a danza e poi corso d'inglese e chi più ne ha più ne metta: mi dicevano che erano stanchi e che volevano giocare col la wi!!! In pratica credo che con tutti questi impegni non si riesca a fare bene quasi nulla...
Magari prendi le lezioni un pò più "easy", cerca di chiedere a lui cosa gli piacerebbe ottenere dallo strumento, cosa si aspetta, che genere gli piace...e perchè! Motivalo dandogli un brano che gli piace particolarmente (se c'è) oppure cerca di proporgli qualcosa che si avvicini un pò alla sua personalità.
Ti faccio tanti auguri per tutto! Fammi sapere poi com'è andata Smiley
  

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Re: Allievo perso
Reply #17 - 12. Sep 2012 at 15:19
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Rispondendo mi è doveroso ringraziare CapricciOsa per le belle parole nei miei confronti. Per quanto riguarda il cercare qualcosa che interessi all'allievo, il problema è che, avendo iniziato da poco, è difficile trovare qualcosa di adatto anche perchè io odio le trascrizioni facilissime che oltrepassano il ridicolo e che snaturano le opere d'arte. Preferisco che sia più spedito nella lettura per affrontare dopo qualcosa di diverso dai "soliti pezzi" e studi  Cheesy
  

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Re: Allievo perso
Reply #18 - 20. Jul 2013 at 14:13
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Riguardo ai sensi di colpa....anche io me ne faccio troppi..
vi è mai capitato qualcuno che viene poco e va senza darvi una spiegazione, almeno dire una bugia tipo ho trovato un insegnante più vicino ecc...non pochissime  lezioni e silenzio totale  e sparisce,
non vi dico i sensi di colpa!!! avrei dovuto non farlo studiare a lezione,
o altro...ma poi penso io ho fatto il mio dovere se non mi ha lasciato nemmeno il tempo di organizzare il tutto? o questa persona è venuta solo a curiosare, o peggio si crede chissà chi!
perchè l'educazione è tutto.. non puoi giudicare un insegnante subito così senza provare ...non avessi impostato dialogo allora potrei capire.. ma così è brutto ora mi è passata  Lips Sealed
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gioia per te paperpippo e pianto  per me , a proposito non era un bambino ma vaccinato Sad
  
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Re: Allievo perso
Reply #19 - 20. Jul 2013 at 18:09
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A tutt'oggi l'allievo continua e fa discreti progressi anche se ritmicamente ha ancora qualche problemino  Cheesy
  

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