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Hot Topic (More than 10 Replies) Allievo perso (Read 6988 times)
lilKerber
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W Pianoforum!

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Joined: 31. Jul 2013
Re: Allievo perso
Reply #20 - 31. Jul 2013 at 23:35
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mi sembra esagerato prendersela per così poco, dai!
e non facciamo tutte ste paternali...
1. iniziare una cosa e lasciarla dopo poco o anche dopo un anno o due perchè  non ci piace o non ci stimola è del tutto normale e lecito. A maggior ragione se si tratta di un hobby.
2. studiare pianoforte richiede impegno e studio a casa, cose che non tutti i bambini possono fare (magari perchè hanno tanti altri impegni sportivi e scolastici) per cui non si può pretendere che studino e sta all'insegnante trovare un modo per far fruttare quelle ore che passano insieme all'allievo e cercare di stimolarlo, invece che a scoraggiarlo. Magari poi qualche ora alla settimana, se stimolato, la dedica allo studio a casa, pur avendo tremila altre cose da fare come hanno i bambini oggi. A meno che non sia un caso gravissimo, un accordo fra allievo e insegnante si può trovare, e si può lavorare per produrre qualcosina, anche se non c'è grandissimo impegno.
3. chi ama il pianoforte tante volte si dimentica  che per un bambino può essere molto demoralizzante e alienante trovarsi a lezione. prima di tutto perchè non ha modo di confrontarsi con gli altri bambini, ma è solo con un adulto, e non può condividere con altri la sua esperienza. Quindi sta anche all'insegnante incoraggiare a suonare insieme, a suonare con altri sturmenti ad esempio.
4. il mondo non è pianofortecentrico, ci sono tante cose. se uno prova e smette dopo un anno, bè è già tanto che abbia fatto quell'anno lì, per me. Tutti noi, credo, se ci pensiamo bene, almeno una volta, o forse tante volte, abbiamo iniziato una cosa, l'abbiamo conosciuta un po', e l'abbiamo lasciata. Io feci un giorno di calcio da bambino! Poi ricordo che dissi a mia madre "non ci torno più qui", e così è stato Cheesy
Ma mica perchè ce l'avevo con l'istruttore o perchè aveva sbagliato l'approccio, semplicemente quel campo, quella palla e quella rete non mi dicevano niente.
E se là fuori c'è qualche bambino a cui quei tasti bianchi e neri e quegli spartiti non dicono niente, beh,  dico pazienza, occuperà la sua vita con altro, si spera cose elevanti per la mente e per il fisico, e rispetto la sua opinione Smiley
  
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paperippo
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imperare sibi maximum
est imperium

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Re: Allievo perso
Reply #21 - 01. Aug 2013 at 20:39
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Mica me la son presa così tanto, la mia era solamente una riflessione dettata dal mio grande amore per il piano e dalla passione che metto nell'insegnare  Cheesy
  

un mondo senza musica è come un mare senza pesci&&(paperippo)
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F. Franciszek Esperanto
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Esperanto sempre

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Re: Allievo perso
Reply #22 - 03. Nov 2015 at 19:11
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È una scelta di vita che fa l'allievo, non per forza colpa dell'insegnante. Specie in età adolescenziale (fase critica per tutto) e ancora più quando ci si avvicina alla ventina si pensa a cosa fare della propria vita; il pianoforte è una porta che resta davvero aperta solo in gioventù, ma ciò non significa che ci si debba per forza entrare, l'importante è la soddisfazione nella vita.
Questa è la mia risposta breve, volendo ci si può fermare qui. In seguito come ho vissuto io la cosa, forse interessa agli insegnanti.

Quando avevo 14 anni iniziai a suonare, dapprima tastiera elettronica, ma per indole dopo il primo anno volli passare al pianoforte. Il mio insegnante di tastiera che da sempre mi invogliava più degli altri allievi (diceva che ho talento  Grin ), si adattò a farmi fare pianoforte, comprai quello eletronico e libri appositi, e chiese in giro per trovare un pianista che mi desse lezioni. Iniziai davvero a studiare pianoforte a 16 anni, dopo aver cambiato maestro. Avevo molto da recuperare e l'impressione di fare delle cose troppo semplici; compravo anche da solo libri più avanzati, sebbene la mia tecnica non mi permettesse di suonare tutto. Non fraintendete: capivo che serve tempo e che non si può ottenere tutto subito, e accettavo la cosa.
Il vantaggio mio era vedere i miglioramenti a vista d'occhio, cosa che chi inizia a 6 anni non vede: fare un trillo che 3 mesi prima era impossibile, e godere i frutti del tempo dedicato per eseguirlo con tutti i metodi che le persone a cui chiedevo mi consigliavano, con il discusso Hanon (che nel mio caso andò bene come ho raccontato altrove), cercando di tenere la mano rilassata capendo il perché, oppure non facendo trilli per una settimana ecc.

Però, nel frattempo... i ragazzi giocavano a calcio nello spiazzale vicino casa mia, e io stavo dentro, anche se di solito non mi pesava. Non avevo più tempo per andare a funghi o asparagi con mia nonna... i miei coetanei musicisti avevano già passato la fase degli studi "brutti". Già queste sono dure prove; non avevo la ragazza  Sad ma questo mi avvicinava di più alla musica e non era colpa della musica.

Arrivò il quinto anno di scuole superiori: pianoforte o università? I miei compagni che a 18 anni stavano per prendere il diploma di conservatorio (oggi laurea) non avevano un bivio così. a Qualcuno restavano 1 o 2 anni di conservatorio e poteva fare entrambi, ma io dovetti scegliere. Lasciai il pianoforte. Mi aiutò nella scelta anche il fatto che avevo visti troppi di 13enni o 15enni che suonavano come me a 18 anni. Mi sembrava che non sarei mai diventato un pianista di livello medio-alto e non volevo suonare solo ai matrimoni. Pochi come i pianisti sanno che significa "concorrenza" e la scelta era una scelta di vita. Volevo anche uscire di più e prendere aria.

Dopo aver lasciato non smisi né di suonare né di migliorare, ma non avendo né insegnante né fretta, i miglioramenti rallentarono. Suonavo ciò che mi piaceva e non era neanche tanto male.
Coi miei studi sentivo che stavo costruendo comunque qualcosa e ora posso dire di non essermi pentito né di aver studiato musica seguendo la passione, né di aver lasciato. Ora che il lavoro è più stabile, già penso ogni tanto ad un pianoforte elettronico... chissà, la parentesi non è chiusa del tutto. Magari mio figlio imparerà da me le basi, e se gli piacerà (senza costrizione alcuna)... vedremo, tutto da scrivere.
  
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Mike
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Piro

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Re: Allievo perso
Reply #23 - 17. Nov 2015 at 14:19
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tighro wrote on 28. Aug 2012 at 20:16:
Possibili opzioni:
  • La crisi: ok, può sembrare una bufala... ma se a un certo punto qualcuno ti convince del fatto che devi spendere meno soldi, che siamo in recessione, ecc... e tu devi decidere tra, da una parte, il corso di nuoto al tuo figliolo, o le rate della macchina nuova... e dall'altra il corso di pianoforte... cosa tagli? ecco... appunto...

Purtroppo questa é una cosa verissima, anche per gli studenti adulti, e forse direi specie per gli studenti adulti.

Nel mio caso subito dopo un trasloco, che non costa due lire ho avuto la "fantastica" notizia che a causa di clienti che non pagano, noi saremmo stati messi in cassa integrazione.

Quindi mi sono trovato molto a malincuore a dover rinunciare alle lezioni e mi son pure vergognato di dirlo all'insegnante, stando sul vago. Forse non dovevo perché cosí ho fatto la figura dell'antipatico.

Quindi purtroppo ci sono motivi esterni che possono colpire indipendenti dalla capacita` di chi insegna.

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--&&Mike
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