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Very Hot Topic (More than 25 Replies) esami: segreti, consigli, trucchetti (Read 8715 times)
ivanricciardi
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #20 - 20. Jun 2013 at 07:06
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comefare wrote on 19. Jun 2013 at 14:26:
grazie
io credo che sarei in grado di suonare il pezzo senza spartito, ma credo di essere ancora troppo legato ad un automatismo di tipo fisico/meccanico.
Cioè se tu mi fermassi all'improvviso, io con molta probabilità non sarei in grado di dirti la nota che viene dopo nè a riprendere.

Con memorizzare le note/cantare intendo recitare il pezzo come una poesia imparata a memoria. Cioè con il pianoforte chiuso e le mani ferme o in tasca, essere in grado di dire: RE MI RE DO SI LA FA SOL SI RE MI SOL e cosi' via fino alla fine del pezzo.
Tu riesci a memorizzare così le note di un intero brano? hai l'orecchi assoluto?


Non ho l'orecchio assoluto (anche se secondo me non c'entra col discorso della memorizzazione). La mia, più che capacità di ricordare le note una per una, è una memoria fotografica che mi consente di visualizzare lo spartito e trovarvi dei punti di riferimento. Ho un'immagine dello spartito a tratti limpida ed a tratti un pò sfocata ma riesco sempre a trovare dei punti di riferimento. Ed in questo mi ha aiutato la ripetizione delle varie parti del brano; più corte sono le parti più punti di riferimento hai. Come ha giustamente detto Cassiopea (io non ero riuscito a trovare le parole giuste) si possono tollerare gli automatismi purchè ci sia dietro una memorizzazione consapevole e non si spenga il cervello.

Riguardo le tecnichre di memorizzazione, il mio maestro me ne ha spiegata una che pare essere molto valida, ma per la quale occorre molto tempo e quindi non ho potuto seguire alla lettera.
Consiste in questo:
1. Dividi lo spartito in diverse parti (più sono meglio) e numerale;
2. Memorizza e ripeti ogni parte fino a conoscerla ed a saperla eseguire senza problemi. Fatto questo metti via lo spartito.
3. Esegui tutte le parti saltando, ad es. prima i numeri dispari, poi i numeri pari, alternate a gruppi di 5, di 3, poi con altri criteri dettati dalla tua fantasia;
4. Esegui il brano per intero impegnandoti ogni volta a fissare per tutta la durata un punto fisso, davanti a te, alla tua destra ed alla tua sinistra;
5. Esegui il brano con un sottofondo a volume abbastanza fastidioso di tv o radio.

Fatto questo dovresti essere pronto per Carnegie Hall!!!  Grin
  

"Non studiare soltanto "meccanicamente". Sovente la difficoltà non risiede nelle note, ma nel colore del suono o nel dinamismo ... Tutto è possibile sul pianoforte, persino ciò che a prima vista pare impossibile. Basta lavorare con intelligenza." (Ferruccio Busoni)
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Cassiopea
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #21 - 20. Jun 2013 at 13:50
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ivanricciardi wrote on 20. Jun 2013 at 07:06:
3. Esegui tutte le parti saltando, ad es. prima i numeri dispari, poi i numeri pari, alternate a gruppi di 5, di 3, poi con altri criteri dettati dalla tua fantasia;
4. Esegui il brano per intero impegnandoti ogni volta a fissare per tutta la durata un punto fisso, davanti a te, alla tua destra ed alla tua sinistra;


Ecco, queste due invece non mi convincono per niente: la prima, perchè non conserva il senso musicale di ciò che si suona (è una specie di vivisezione della musica, a mio modo di vedere...) Undecided
La seconda invece perchè ti impedisce di guardarti le mani, il che, oltre ad essere un diritto sacrosanto, non è affatto indice di cattiva memorizzazione...
  
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10dita
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #22 - 20. Jun 2013 at 14:14
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ivanricciardi wrote on 20. Jun 2013 at 07:06:
Riguardo le tecnichre di memorizzazione, il mio maestro me ne ha spiegata una che pare essere molto valida

5. Esegui il brano con un sottofondo a volume abbastanza fastidioso di tv o radio.




Gent.mo, qui la “memorizzazione” non è la “protagonista”, ma del “mito” Gould si ricorda questo episodio (da <<Glenn Gould. Piano solo. Aria e trenta variazioni>> di M. Schneider):

“Di fronte alla terribile quinta variazione [Sonata op. 109 di Beetthoven] dell’ultimo movimento, resta completamente bloccato, incapace di trovare una diteggiatura soddisfacente. In ultima analisi, ricorre a due ordini di soluzioni. Una esterna: accende due radio a tutto volume. L’altra interna alla tastiera: suona molto forte le battute della mano sinistra, permutandone gli accenti nel modo più antimusicale possibile.
I due espedienti avevano in comune il fatto di cancellare la musica che la mano destra avrebbe dovuto far sentire. […] Era per lui necessario spezzare il legame tra l’elemento tattile  e quello sonoro per poterlo rinchiudere tra il suono e il pensiero. […] Non poter più sentire la musica suonata, per poterla suonare, non sentirsi più, potersi separare da se stesso grazie a un esterno intrusivo, decentrarsi, sdoppiarsi, proiettare sull’ambiente esterno il suono cattivo, l’antimusica, il rumore insomma, è a tutto ciò che si deve il superamento del blocco. […] non si trattava di un’astrazione immateriale, perché se avesse semplicemente cercato l’oblio del sonoro, avrebbe utilizzato una tastiera muta, ma del ritorno alla materia attraverso un’altra materia , che fosse la più ostile possibile.”

Cordiali saluti
  
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ivanricciardi
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #23 - 20. Jun 2013 at 20:50
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Cassiopea wrote on 20. Jun 2013 at 13:50:
ivanricciardi wrote on 20. Jun 2013 at 07:06:
3. Esegui tutte le parti saltando, ad es. prima i numeri dispari, poi i numeri pari, alternate a gruppi di 5, di 3, poi con altri criteri dettati dalla tua fantasia;
4. Esegui il brano per intero impegnandoti ogni volta a fissare per tutta la durata un punto fisso, davanti a te, alla tua destra ed alla tua sinistra;


Ecco, queste due invece non mi convincono per niente: la prima, perchè non conserva il senso musicale di ciò che si suona (è una specie di vivisezione della musica, a mio modo di vedere...) Undecided
La seconda invece perchè ti impedisce di guardarti le mani, il che, oltre ad essere un diritto sacrosanto, non è affatto indice di cattiva memorizzazione...


Beh, considera che nel momento in cui si ricorre a questi espedienti non si sta badando al senso musicale ma al modo di memorizzare le note. Se ci pensi, neanche il suonare a 70 la semicroma conserva il senso musicale di ciò che stai eseguendo Wink... è un metodo come un altro. Per quanto riguarda la seconda, lo so che è estremo; io riesco a farlo solo in alcuni punti ma non me ne faccio un cruccio. Anch'io reputo che sia un sacrosanto diritto potersi guardare le mani mentre si suona. Tra l'altro a me piace molto guardarmi le mani mentre suono. Il discorso però è sempre lo stesso: si tratta semplicemente di un metodo, che si può prendere alla lettera o si può trarre spunto. Secondo me però è innegabile che qualora si riuscisse a farlo si potrebbe veramente suonare alla Carnegie Hall!!! Sicuramente è un metodo estremo però io in qualche occasione l'ho provato (non per intero) ed effettivamente ha dato i suoi frutti. Smiley
  

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ivanricciardi
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #24 - 20. Jun 2013 at 20:53
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10dita wrote on 20. Jun 2013 at 14:14:
ivanricciardi wrote on 20. Jun 2013 at 07:06:
Riguardo le tecnichre di memorizzazione, il mio maestro me ne ha spiegata una che pare essere molto valida

5. Esegui il brano con un sottofondo a volume abbastanza fastidioso di tv o radio.





Gent.mo, qui la “memorizzazione” non è la “protagonista”, ma del “mito” Gould si ricorda questo episodio (da <<Glenn Gould. Piano solo. Aria e trenta variazioni>> di M. Schneider):

“Di fronte alla terribile quinta variazione [Sonata op. 109 di Beetthoven] dell’ultimo movimento, resta completamente bloccato, incapace di trovare una diteggiatura soddisfacente. In ultima analisi, ricorre a due ordini di soluzioni. Una esterna: accende due radio a tutto volume. L’altra interna alla tastiera: suona molto forte le battute della mano sinistra, permutandone gli accenti nel modo più antimusicale possibile.
I due espedienti avevano in comune il fatto di cancellare la musica che la mano destra avrebbe dovuto far sentire. […] Era per lui necessario spezzare il legame tra l’elemento tattile  e quello sonoro per poterlo rinchiudere tra il suono e il pensiero. […] Non poter più sentire la musica suonata, per poterla suonare, non sentirsi più, potersi separare da se stesso grazie a un esterno intrusivo, decentrarsi, sdoppiarsi, proiettare sull’ambiente esterno il suono cattivo, l’antimusica, il rumore insomma, è a tutto ciò che si deve il superamento del blocco. […] non si trattava di un’astrazione immateriale, perché se avesse semplicemente cercato l’oblio del sonoro, avrebbe utilizzato una tastiera muta, ma del ritorno alla materia attraverso un’altra materia , che fosse la più ostile possibile.”

Cordiali saluti


Bellissimo episodio 10dita!!!

Comunque gli ultimi due punti sono più incentrati al mantenimento della massima concentrazione che alla memorizzazione. Concentrazione e memorizzazione sono legati a filo stretto, non pensi? Wink
Ovviamente Glenn Gould se n'è servito per tutt'altro motivo Smiley
  

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10dita
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #25 - 21. Jun 2013 at 11:53
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ivanricciardi wrote on 20. Jun 2013 at 20:53:
10dita wrote on 20. Jun 2013 at 14:14:
ivanricciardi wrote on 20. Jun 2013 at 07:06:
Riguardo le tecnichre di memorizzazione, il mio maestro me ne ha spiegata una che pare essere molto valida

5. Esegui il brano con un sottofondo a volume abbastanza fastidioso di tv o radio.





Gent.mo, qui la “memorizzazione” non è la “protagonista”, ma del “mito” Gould si ricorda questo episodio (da <<Glenn Gould. Piano solo. Aria e trenta variazioni>> di M. Schneider):

“Di fronte alla terribile quinta variazione [Sonata op. 109 di Beetthoven] dell’ultimo movimento, resta completamente bloccato, incapace di trovare una diteggiatura soddisfacente. In ultima analisi, ricorre a due ordini di soluzioni. Una esterna: accende due radio a tutto volume. L’altra interna alla tastiera: suona molto forte le battute della mano sinistra, permutandone gli accenti nel modo più antimusicale possibile.
I due espedienti avevano in comune il fatto di cancellare la musica che la mano destra avrebbe dovuto far sentire. […] Era per lui necessario spezzare il legame tra l’elemento tattile  e quello sonoro per poterlo rinchiudere tra il suono e il pensiero. […] Non poter più sentire la musica suonata, per poterla suonare, non sentirsi più, potersi separare da se stesso grazie a un esterno intrusivo, decentrarsi, sdoppiarsi, proiettare sull’ambiente esterno il suono cattivo, l’antimusica, il rumore insomma, è a tutto ciò che si deve il superamento del blocco. […] non si trattava di un’astrazione immateriale, perché se avesse semplicemente cercato l’oblio del sonoro, avrebbe utilizzato una tastiera muta, ma del ritorno alla materia attraverso un’altra materia , che fosse la più ostile possibile.”

Cordiali saluti


Bellissimo episodio 10dita!!!

Comunque gli ultimi due punti sono più incentrati al mantenimento della massima concentrazione che alla memorizzazione. Concentrazione e memorizzazione sono legati a filo stretto, non pensi? Wink
Ovviamente Glenn Gould se n'è servito per tutt'altro motivo Smiley


Gent.mo, certo Smiley

Sempre il mitico Glenn (da <<No, non sono un eccentrico>> di B. Monsaingeon) :

“[…] credo che questa estrema concentrazione sia l’aspetto più importante nella personalità di un musicista.[…] Una buona capacità di concentrazione, l’orecchio assoluto  e una eccellente memoria musicale sono stati i tre elementi  essenziali su cui ha fatto leva il mio lavoro.”.

Riguardo la “memoria”.
Mi diceva, tempo addietro,  il pianista Olaf John Laneri  di non far mai affidamento solo su un “tipo” di memoria (visiva, cinetica, uditiva, analitica..)!
Pur avendo ognuno una propensione (predisposizione) verso l’una o l’altra tipologia, è quanto mai opportuno “coltivarle” tutte, in modo che se una viene, per qualsiasi motivo, a “mancare”, intervengono a “supporto” le altre!
Quindi, mai privilegiare l’una a scapito dell’altra, ma “svilupparle” tutte allo stesso grado. E se per propria “natura” si propende per un tipo (o più), meglio allora dedicare del tempo alle “altre”.
Solo così si potrà raggiungere una memorizzazione "sicura" (al 99%,  la perfezione non è di questo mondo Cheesy) e “affidabile”.

Rimane in "sospeso" il discorso della "mente cosciente" durante la esecuzione, ma questa, come si suole dir, è altra "storia" Wink

Cordiali saluti

  
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #26 - 23. Jun 2013 at 14:57
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Illuminanti le dichiarazioni del M° Laneri!!! Ne prenderò atto Wink
  

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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #27 - 19. Sep 2013 at 14:39
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Come passereste le 5 ore tra l'appello e l'esame ???
In biblioteca a leggere, facendo una passeggiata e leggendo un giornale, ascoltando gli altri candidati, scaldandosi la mano su un altro pianoforte

Smiley

speriamo estraggano un pezzo facile

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Reply #28 - 19. Sep 2013 at 16:12
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La prima e/o la seconda.
In bocca al lupo! Smiley
  
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Re: esami: segreti, consigli, trucchetti
Reply #29 - 19. Sep 2013 at 19:50
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puma wrote on 19. Sep 2013 at 14:39:
Come passereste le 5 ore tra l'appello e l'esame ???
In biblioteca a leggere, facendo una passeggiata e leggendo un giornale, ascoltando gli altri candidati, scaldandosi la mano su un altro pianoforte

Smiley

speriamo estraggano un pezzo facile

Smiley


Gent.mo, mio parere personalissimo:

-"In biblioteca a leggere": ottimo Smiley
Consiglio: "Lo zen e il tiro con l'arco";

-"facendo una passeggiata": ottimo Smiley
Consiglio: respirazioni ampie e "profonde";

-"ascoltando gli altri candidati": da evitare assolutamente  Smiley

-"scaldandosi la mano su un altro pianoforte": possibile Undecided
Consiglio: se fatto senza stress, può essere utile, ma senza esagerare!
 

"Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti. Ti aspettano cose nuove." (Niccolò Ammaniti, Ti prendo e ti porto via)

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