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Very Hot Topic (More than 25 Replies) scuole pianistiche (Read 17671 times)
Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #20 - 30. Oct 2013 at 19:40
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Incontrai il M°Vitale a Sermoneta, dove seguii alcune sue lezioni collettive, come uditore. Ciò che mi è rimasto, degli utili esercizi che impiegava,
ha assunto i modi e i contenuti utili al mio lavoro, assieme ad altri pareri
ricevuti nel tempo. Soprattutto idonei alla mia realtà didattica, priva
di futuri maestri quali Campanella, Bruno, Canino e Nicolosi. Peraltro il mio maestro fu Bruno Canino.
Certo Vitale era un maestro prodigo di consigli utilissimi, però una scala a centosessanta o si sa fare, oppure ci può essere anche Einstein.. Smiley
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #21 - 30. Oct 2013 at 20:18
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Brandauel wrote on 30. Oct 2013 at 18:33:
Ho sentito dire che Vitale ando' a lezione da Cortot, abbeverandosi a Parigi, o comunque in Francia. Vi risulta?


lo avevo specificato sopra in uno dei primi post miei.

Non aveva almeno a parole una buona idea del musicista francese, da quel che so il Vitale ha fatto la sua strada di Maestro di pianoforte in modo autonomo, come ho già detto. No, non credo si fosse abbeverato certament seguito con interesse e con rispetto.

Dal mio punto di vista Vitale eccedeva nei suoi giudizi, Cortot è stato un pianista e direttore d'orchestra eccellente! Saoeva che dal punto di vista didattico non aveva rivali e questo lo rese un po' vanitoso e antipatico, anche ai suoi allievi a volte.
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #22 - 30. Oct 2013 at 21:08
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Non dimentichiamo la Puglia, con la Grande Scuola Pianistica del Maestro Marvulli (Michele )




ELENCO PARZIALE ALLIEVI


1.      EMANUELE ARCIULI              (docente Bari)                              
2.      MICHELE BATTISTA              (docente Campobasso)
3.      LUDOVICO BRAMANTI             (docente Pesaro)                              
4.      PIERLUIGI CAMICIA              (docente Bari)                  
5.      DANIELA CANTARINI             (docente Foggia)                  
6.      CARMELA CASTRIGNANO           (docente Monopoli)                        
7.      LUIGI CECI                        (docente Bari)            
8.      ROBERTO CORLIANO’            (docente Matera)      
9.      ROBERTA DE NICOLA             (docente Pescara)              
10.      PIERLUIGI EPIFANI                (docente Lecce)            
11.      WALFRIDO FERRARI             (docente Bari)            
12.      PATRIZIA GARGANESE             (docente Bari)            
13.      GREGORIO GOFFREDO             (docente Bari)            
14.      ENZA  JANNONE                      (docente Bari)
15.      PASQUALE IANNONE             (docente Matera)      
16.      SILVANA LIBARDO                    (docente Lecce)                  
17.      BENEDETTO LUPO                    (docente Monopoli)                  
18.      GIUSEPPE MAIORCA            (docente Cosenza)
19.      CELESTINA MASOTTI            (docente Bari)
20.      ANGELA MATARRESE            (docente Bari)
21.      GIUSEPPE MISEFERI             (docente Reggio Calabria)
22.      ANGELA MONTEMURRO            (docente Bari)
23.      MARGHERITA QUARTA            (docente Bari)
24.      ROSALBA NOVELLI                    (docente Benevento)
25.      SALVATORE PAPPAGALLO           (docente Bari)
26.      EVA PRAYER                        (docente Bari)
27.      MARIANGELA SCAROLA            (docente Bari)
28.      ROBERTO PEGORARO             (docente Verona)
29.      FRANCESCO SCALA                   (docente Salerno)
30.      MARIA PIA TRICOLI               (docente Catania)
31.      MARGHERITA TRAVERSA            (docente Napoli)
32.      GIOVANNA VALENTE             (docente Bari)
33.      MASSIMILIANO VALENTE            (docente Enna)
34.      ASTRID WALDNER             (docente Bolzano)
35.      LAURA RICHAUD            (docente Torino)
36       COSTANTINO MASTROPRIMIANO   (docente a Perugia)
37       MICHELE GIOIOSA     (docente a Foggia)
  

Non bisogna mai aver paura di rompere le regole, se è il nostro cuore a chiederlo.&&Giovanni Allevi&&
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Re: scuole pianistiche
Reply #23 - 30. Oct 2013 at 23:07
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Si tratta di un vero e proprio albero genealogico, infatti ora sta spuntando una nuova generazione, i più conosciuti Beatrice Rana (allieva di Benedetto Lupo) e Leonardo Colafelice (allievo di Pasquale Jannone, a sua volta allievo di Gregorio Goffredo). I risultati (musicalissimi) parlano da soli. Curiosamente il Maestro Marvulli ha pure scritto un efficace trattato di tecnica pura...7 paginette! Alla faccia dei tanti chiacchieroni in circolazione. Una scuola pianistica non è un trattato, un libro, lezioni registrate o quant'altro: è il susseguirsi di generazioni di pianisti che condividono forma mentis e sensibilità, che sanno cosa significa il bel suono, il risultato artistico, l'interpretazione e raggiungono risultati artistici di livello assoluto grazie ad un Maestro che ha razionalizzato e trasmesso quello che lui stesso ha appreso da altri e/o dal proprio genio. In ogni caso: vi sono stati grandi pianisti che non sono stati capiscuola, ma non si è mai visto un caposcuola che non sia stato anche un grande pianista (e musicista). Se pare che si dia qualche caso, si tratta di un bluff e il tempo, il miglior giudice, ne farà giustizia.
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #24 - 31. Oct 2013 at 10:08
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Brandauel wrote on 30. Oct 2013 at 19:40:
Incontrai il M°Vitale a Sermoneta, dove seguii alcune sue lezioni collettive, come uditore. Ciò che mi è rimasto, degli utili esercizi che impiegava,
ha assunto i modi e i contenuti utili al mio lavoro, assieme ad altri pareri
ricevuti nel tempo. Soprattutto idonei alla mia realtà didattica, priva
di futuri maestri quali Campanella, Bruno, Canino e Nicolosi. Peraltro il mio maestro fu Bruno Canino.
Certo Vitale era un maestro prodigo di consigli utilissimi, però una scala a centosessanta o si sa fare, oppure ci può essere anche Einstein.. Smiley


Buongiorno,
certo dava indicazioni utili, ma se lei ha studiato con B Canino che è stato allievo del Vitale fino al compimento inferiore, ha avuto la formazione di base necessaria.

Relativmanete alle scale a 160 sono il comune lavoro del corso inferiore, a partire da 100 al metronomo la quartina, altrimenti non si possono affrontare i corsi successivi con speditezza. La scrematura è necessaria per accedere alla professionalità.

Vitale diceva che se al quinto anno non ci sono almeno i primi tre studi dell'op 740 a 140 di metronomo, è inutile proseguire, "il pianoforte non si può suonare"...
  

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Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #25 - 31. Oct 2013 at 12:21
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Infatti ricordo grande attenzione alla minuzia e alla lentezza dei movimenti, ad esempio nelle cinque dita del Tausig modulanti, con i quali mi sono poi esercitato anche in età adulta. La formazione l'ho avuta e ottima, proseguendola dopo il diploma anche con Bruno Mezzena. Il problema è che assieme alla formazione, grazie alla quale conseguii i massimi risultati possibili, vissi anche di disinformazione riguardo all'importanza preminente di essere felici, prima ancora che bravi pianisti affermati.
Interrogativo risolto fra i 40 e i 50 anni con l'opzione per la composizione.
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #26 - 31. Oct 2013 at 13:06
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Brandauel wrote on 31. Oct 2013 at 12:21:
Infatti ricordo grande attenzione alla minuzia e alla lentezza dei movimenti, ad esempio nelle cinque dita del Tausig modulanti, con i quali mi sono poi esercitato anche in età adulta. La formazione l'ho avuta e ottima, proseguendola dopo il diploma anche con Bruno Mezzena. Il problema è che assieme alla formazione, grazie alla quale conseguii i massimi risultati possibili, vissi anche di disinformazione riguardo all'importanza preminente di essere felici, prima ancora che bravi pianisti affermati.
Interrogativo risolto fra i 40 e i 50 anni con l'opzione per la composizione.


come dicevano gli antichi; "siamo e diveniamo allo stesso tempo"...
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #27 - 01. Nov 2013 at 13:03
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Brandauel wrote on 31. Oct 2013 at 12:21:
Il problema è che assieme alla formazione, grazie alla quale conseguii i massimi risultati possibili, vissi anche di disinformazione riguardo all'importanza preminente di essere felici, prima ancora che bravi pianisti affermati.


Gent.mo, interessante e “curiosa” questa tua “affermazione” !
Intuisco, in parte, ciò che intendi, mi sfugge, però, il significato “recondito” di: “disinformazione”  Smiley
Ed in particolare: da parte di "chi" (la “disinformazione” Grin).
Visto il palese  Smiley (come immagino Undecided), credo sia  “logico”, se lo vorrai, che il tuo “chiarimento” avvenga QUI Wink

Cordiali saluti
  
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Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #28 - 01. Nov 2013 at 17:10
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Cerchero' come possibile di spiegare. Recondito oppure charo: per essere felice bisogna amare, fare gite e venire avvicinati alla felicita' Mentre cercare sempre di primeggiare, obbedendo in tal modo alle indicazioni ultraserie dell'abnegazione.. si conosce o'infelicita'. Tuttavia il destino (Dio?) puo' premiare, a patto di sospendere il galoppatoio pianistico. Ho scoperto quindi l'amore e la creativita', e ora vivo bene. Ma senza gli anni bui, cosa sarei? Se non altro il Parnassum l'ho raggiunto grazie a Youtube Smiley
  
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onaocn
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Re: scuole pianistiche
Reply #29 - 02. Nov 2013 at 13:37
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Sintesi

Florestano Rossoandi
Attilio  Brugnoli
Vincenzo Vitale


Su questi tre nomi poggia la "Scuola pianistica" del Vitale. Il primo era vecchio e sordo e non valido supporto per il Vitale, secondo sue indicazioni, ma aveva iniziato a svolgere un compito didattico che il suo allievo Brugnoli completerà con il suo trattato "La dinamica pianistica". A cui Vitale fece riferimento, non a Cortot.

Brugnol per chi non lo sapesse, compì gli studi musicali al conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli, dove fu allievo di Florestano Rossomandi (pianoforte) e Paolo Serrao (composizione). Si dedicò al concertismo, ottenendo significativi successi in Italia, in Germania e in altri paesi europei.

Nel 1905 vinse il concorso internazionale A. Rubinstein per pianisti compositori, vincendo il primo premio per la composizione, battendo Bela Bartok.

La sua esperienz di pianista, compositore  musicologo si completò nel suo lavoro più noto "La dinamica pianistica" pubblicato da Ricordi nel 1926.

Vitale è l'anello finale di questo ciclo storico, quello mancante, determinante ai fini del giusto modo di intervenire sulle esperienze di base dei sui predecessori. Dopo aver collaborato con diversi musicisti di alto livello in Italia e Germania, Hindemit, Ricci, , Piatigorsky e altri, approfondì l'opera didattica del Brugnoli traendone insegnamenti e anche personalizzandone alcuni aspetti in modo autonomo che gli hanno consnetito di formare centinaia di allievi, italiani e stranieri, di cui alcuni arrivati alla ribalta del concertismo internazionale e altri al ifficile compito didattico nei Conservatori della Repubblica.

Una breve carrellata di esecuzioni pubbliche di alcuni suoi allievi, un assaggio:

Michele Campanella, Beethoven, Concerto n. 5 in mi bem. magg. per pf.e Orchestra "Imperatore"
http://www.youtube.com/watch?v=7Pj2n1DIwEg

Bruno Canino, Mendelssohn piano concerto n°2 d-moll op.40 -Allegro
http://www.youtube.com/watch?v=h_AjpqlWCtk

Laura de Fusco; Saint-Saens - Concerto n.2 op.22
http://www.youtube.com/watch?v=4DDaefMrVuk

Sandro de Palma, Chopin: Studio op.25 n.6
http://www.youtube.com/watch?v=BxbvpsiZIHg

Alexander Hintchev, E.Grieg-Concerto p-f orch.1°t.
http://www.youtube.com/watch?v=eAuHLfy5OZU

Francesco Nicolosi, S. Rachmaninov Concerto n 2 op 18 - 3° tempo
http://www.youtube.com/watch?v=B5wC5xeXs9Y

Paolo Restani, LISZT: Concerto no. 2 - Riccardo Muti, conductor
http://www.youtube.com/watch?v=91EVvL1oIKU

  

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puma
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Re: scuole pianistiche
Reply #30 - 05. Nov 2013 at 06:34
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Domanda sul metodo Vitale:
il metodo enfatizza la rilassatezza degli arti ed il movimento libero delle dita ma come risolve il discorso del controllo fine del suono? Dalla mia esperienza solo dopo aver conosciuto altre scuole ho appreso il controllo della corsa del dito e sviluppato la sensazione delle falangette. Quando suonavo con il metodo suddetto le dita correvano libere ma erano spinte più dall'inerzia dello slancio iniziale.
Mi spiego meglio: vi sono tre componenti del movimento del dito
fase di inizio articolazione (che può iniziare da lontano o da vicino al tasto), fase intermedia di avvicinamento al tasto e fase di riposo con sensazione di appoggio

Visto che sei un esperto su tale metodo mi spieghi come andrebbero gestiti tali momenti in base alla tua scuola?
  
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onaocn
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Re: scuole pianistiche
Reply #31 - 05. Nov 2013 at 10:46
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puma wrote on 05. Nov 2013 at 06:34:
Domanda sul metodo Vitale:
il metodo enfatizza la rilassatezza degli arti ed il movimento libero delle dita ma come risolve il discorso del controllo fine del suono? Dalla mia esperienza solo dopo aver conosciuto altre scuole ho appreso il controllo della corsa del dito e sviluppato la sensazione delle falangette. Quando suonavo con il metodo suddetto le dita correvano libere ma erano spinte più dall'inerzia dello slancio iniziale.
Mi spiego meglio: vi sono tre componenti del movimento del dito
fase di inizio articolazione (che può iniziare da lontano o da vicino al tasto), fase intermedia di avvicinamento al tasto e fase di riposo con sensazione di appoggio

Visto che sei un esperto su tale metodo mi spieghi come andrebbero gestiti tali momenti in base alla tua scuola?


Non è possibile parlare di cose che si fanno, se a un tennista spiegassi come tenere la racchetta per posta ne verrebbe fuori un disastro, altrimenti avrebbe lasciato qualche scritto in merito, mentre intelligentemente ha formato degli allievi che si possono permettere di continuarne l'insegnamento di un Scuola pianistica.

Non approvo che su questo forum e altrove, si parli di dettagli che se fraintesi possono solo nuocere, solo il rapporto diretto Maestro discepolo può e deve procedere per la giusta strada, tenendo presente che il primo e indispensbile requistito è l'ascolto del suono espresso dal discepolo, su cui il Maestro vedrà di trovare le misure idonee atte ad aiutaarlo a togliere i difetti e a migliorare quello di buono presente, poi la natura farà  il suocorso e ad alcuni si apriranno le potre del top level, entre altri si collocheranno per mansioni differenti

Solo se avesse studiato con Vitale potrebbe avere un'idea concreta di queelo che vorrebbe sapere, o andando da un suo allievo accreditato.

i permetta poi di allontanrmi dl suo tipo di approccio, io non sono un esperto del metodo pinco palla.
Sono un musicista, pianista e didatta. Ho avuto rapporti di lavoro con il Vitale dal quale ho appreso alcune cose, maturandone altre personalmente facendo esperienza sul campo.

Vitale pure non applicava nessun metodo scritto, non si tratta di costruire con il Lego, insegnare è un fatto talmente complesso e ricco di variabili che solo alcuni fortunati ne hanno l'acume e i mezzi. E' vero invece che la sua esperienza ha prodotto metodologie di lavoro, esercizi e scelte culturali estese, con cui si possono ottenere risultati altrimenti irrangiungibili, se ben eseguite.

Le faccio un esempio.
l'Argerich, allieva dello Scaramuzza (sempre di cultura del pianoforte gravitante nel napoletano), è stato un fenomeno che stupì Ginevra e Varsavia. Dopo, col tempo si è appena guastata perdendo quel controllo deil mezzo pianistico che le aveva consentito assieme alla sua natura, performance uniche. E lo diceva che non aveva trovato nessuno come il suo primo Maestro in seguito.

Ebbene se lei ascoltasse ad esempio la Rapsodia ungherese n 6 di Liszt confrontando la sua esecuzione con quella di Campanella si accorgerebbe che nella fase finale ha gestito male i suoi mezzi , mentre il Campanella li usa al meglio senza  eccessi dannosi al dominio della tastiere. Chi non è in grado di sentirlo, evidentemente non ha una preparazione adeguata per poterlo fare. Io al primo ascolto sono in grado di capire cosa sta facendo e se sta sbagliando pianisticamente, dal suono e da altri fattori. Così come di qualunque altro pianista.

kissin che è solo un fenomeno unico, a volte fa cose assolutamente sbagliate sotto il profilo pianistico, non ha una scuola pianistica rilevante alle sue spalle. Talento assoluto e basta.

Ecco perché non posso rispondere alla sua domanda, solo un approccio diretto e un lavoro ben condotto con persone idonee, potrebbero soddisfare le sue curiosità. La musica si fa, non si parla.
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #32 - 05. Nov 2013 at 13:37
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Sono perfettamente d'accordo: ciò che si scrive sul forum è solo un'idea vaga di ciò che viene realizzato durante la lezione, tuttavia possono essere introdotti concetti basilari.
Ad esempio posso dire di rilassare l'arto mentre suono, scaricando il peso sulle dita attive…. ma se poi non lo faccio praticamente non posso immagazzinare l'informazione. Tuttavia avendo già studiato con tale metodo ed avendo ora iniziato lo studio con un maestro della scuola Russa, ero curioso.
Vorrei sapere come viene acquisito l'aspetto propriocettivo del singolo dito dal metodo del M° Vitale: nella mia esperienza tale metodo mi ha lasciato delle lacune da questo punto di vista
In sostanza nella gestione del tocco cosa può dirci la scuola Vitale ?
Qualcosa può essere pur detta, come è stato detto nei vari trattati di tecnica pianistica.
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #33 - 06. Nov 2013 at 10:58
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puma wrote on 05. Nov 2013 at 13:37:
Sono perfettamente d'accordo: ciò che si scrive sul forum è solo un'idea vaga di ciò che viene realizzato durante la lezione, tuttavia possono essere introdotti concetti basilari.
Ad esempio posso dire di rilassare l'arto mentre suono, scaricando il peso sulle dita attive…. ma se poi non lo faccio praticamente non posso immagazzinare l'informazione. Tuttavia avendo già studiato con tale metodo ed avendo ora iniziato lo studio con un maestro della scuola Russa, ero curioso.
Vorrei sapere come viene acquisito l'aspetto propriocettivo del singolo dito dal metodo del M° Vitale: nella mia esperienza tale metodo mi ha lasciato delle lacune da questo punto di vista
In sostanza nella gestione del tocco cosa può dirci la scuola Vitale ?
Qualcosa può essere pur detta, come è stato detto nei vari trattati di tecnica pianistica.


In un contesto pubblico il Vitale a seguito di una mia esecuzione, disse ai suoi allievi; "lui fa già tutto quello che si deve fare". Intendeva che vi sono modi differenti per arrivare al risultato. E anche se suon vao in modo istintivo avevo assolto i principali compiti del pianista.

Si è diffuso un virus dell'intelligenza che pervade in forma parlata ciò che solo nei fatti si manifesta. Per cui si crede che da un metodo scritto si possa arrivare al contesto fattivo, nulla di più forviante.

Ho solo dato indicazioni generali su un filone della scuola napolrtana che dal Rossomandi al Vitale ha chiuso un ciclo storico. Gli esempi pubblicati ne danno conferma.

Lei può scaricare tutto quello che vuole e noneuonerà un accidente così, perde tempo, così come tutti quelli che vorrebbero arrivare aa suonare attraverso sistemi più o meno intelligenti, come già detto il Vitale msicista colto ha utilizzato tra gli altri, anche l'eseprienzadel Brugnoli, ma non ha esso in pratica il suo "metodo", ne ha tenuto presente alcuni rpincipi, sapendoli ben amalgmare con iltutto che compone ogni azione umana.
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #34 - 06. Nov 2013 at 22:52
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puma wrote on 05. Nov 2013 at 06:34:
Domanda sul metodo Vitale:
il metodo enfatizza la rilassatezza degli arti ed il movimento libero delle dita ma come risolve il discorso del controllo fine del suono? Dalla mia esperienza solo dopo aver conosciuto altre scuole ho appreso il controllo della corsa del dito e sviluppato la sensazione delle falangette. Quando suonavo con il metodo suddetto le dita correvano libere ma erano spinte più dall'inerzia dello slancio iniziale.
Mi spiego meglio: vi sono tre componenti del movimento del dito
fase di inizio articolazione (che può iniziare da lontano o da vicino al tasto), fase intermedia di avvicinamento al tasto e fase di riposo con sensazione di appoggio

Visto che sei un esperto su tale metodo mi spieghi come andrebbero gestiti tali momenti in base alla tua scuola?


Mi scusi, ma se lei deve suonare forte come fa, e piano e lento e  veloce?

E' possibile dissociare tutto ciò dalla pagina musicale?, No.  Solo essa può infondere quel transfert che solo gli animali musicali (i musicisti) sanno percepire, altrimenti freddezza.

Pensa che Horowirz pensasse alla falangi o al braccio? Errore e orrore, pensava alla musica che gli dettava le scelte pianistiche immediate, senza la medizione di alcunché!

sI SUONA dEBUSSY CHE è PERVASO DALLO SWING africano del Jazz americano, inamidati, scolastii, mentre un qualunque moccioso di strad a New York lo suonerebbe meglio.

Mentre si continua a parlare di musica, essa langue uccisa  dai musicisti sindacalisti, da quelli legulei e da quelli intelletualizzati, una rovina. Orecchio zero, memoria modesta, facilità di mano da corso inferiore, ma per favore...

Senza tre programmi da concerto e almeno 4 concerti la carriera è impossibile, metodo o scuola, che differenza fa?

Se uno a 15 anni almeno non ha dato concerti cosa si aspetta di fare il concertista?

Michelangeli a 15 anni era diplomato, metodo, scuola?

Il Vitale aveva il merito di aver dato pulizia, brillantezza e sonorità robuste, altro no. Mi sussurrava all'orecchio, "un'arma a doppio taglio". Bisogna essere molto esperti e scaltri per usare con profitto certi procedimenti, senza che l'allievo ne sia coscente, altrimenti si possono diminuire altri canali della percezione del pianista. La coperta o copre la testa o le gambe, tutto difficilmente e solo allora si è bravi.

Pollini ha registrato un'esecuzione delllo studio trascendentale in fa minore di Liszt, un capolavoro di teatralità melodrammatica. Il tapino lo esegue vai Bartali che Coppi se no ti frega? Non ha capito una mazza del pezzo, non lo sente non ha interagito con esso e lo suona al galoppo, mama son arrivà primo! Infantile davvero, questo è il mondo dei pianisti moderni.
Liszt Studio Trascendentale X, con il nome del pianista prima di quello dell'autore, altro neo, non mi dite che Pollini viene prima di Liszt...
http://www.youtube.com/watch?v=JdFRj5-k6TU

Amo solo quelli del secolo scorso, irraggiungibili.
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #35 - 07. Nov 2013 at 15:32
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ij sede di concorso ricordo Vitale inviperito per una battuta del Pollini, secondo cui nulla egli doveva al proprio Maestro Vidusso.  " e chi gli avebbe insegnato a studiare, a usare il metronomo, a metterte le diteggiature, a fare gli aggiusti e chi gli ha fatto studiare gli studi di Chopin all'inferiore? Sua sorella?" Bravo Vitale, era il meno che potesse dire...

Stimava il Vidusso, lo definiva un tarzan della tastiera, bonariamente, altri tempi...

la dizione studio non è da intendersi alla lettera nei trascendentali, opera sì di un grande pianista virtuoso, ma musicista di razza, artista colto e raffinato che viveva e diffondeva gli umori artidstici dell'epoca. Non è mica un  grand galop quello studio, ne un metronomo meccanico...

In cosa sbaglia il Pollini?
Dai su, musicisti, fuori...
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #36 - 08. Nov 2013 at 18:47
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Anche a me non piace questa esecuzione di Pollini (mi piace in altri repertori). Certo, non è conosciuto come interprete lisztiano, anzi credo sia raro ascoltarlo in musiche di questo autore. Senz'altro sono d'accordo sulla valutazione: una lettura acrobatica ma superficiale
  

Soddisfa il tuo bisogno di fare musica attivamente, per il tuo benessere Suonare Cantare Star bene&&&&
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Re: scuole pianistiche
Reply #37 - 09. Nov 2013 at 20:24
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bene, da nicolasfredda un primo cenno utile ed equilibrato, me ne compiaccio.
Altri musicisti vogliono esprimre il loro parere, e magari perché la scelta del pianista milanese risulti poco consona allo stile e all'humus compositivo e fantastico del brano?

Ho una sorpresina che pubblicherò quale ciliegina sulla torta se mi aiutate a farla crescere con i vostri interventi. Per approfondire meglio il concetto di scuola pianistica, magari ritornando su temi già citati e mi auguro anche nuovi.
  

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Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #38 - 10. Nov 2013 at 09:03
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Beh, sin dagli anni '70 si sapeva che Pollini non nutriva grande interesse per Liszt. Peraltro a Milano c'erano altri eccellenti pianisti, come Balzani, Levi Minzi, Borciani e altri. A Genova Damerini, altro eccellente. Poi la storia più che le scuole pianistiche la fa il resto, anche la sociologia.
  
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onaocn
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Re: scuole pianistiche
Reply #39 - 10. Nov 2013 at 17:48
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Brandauel wrote on 10. Nov 2013 at 09:03:
Beh, sin dagli anni '70 si sapeva che Pollini non nutriva grande interesse per Liszt. Peraltro a Milano c'erano altri eccellenti pianisti, come Balzani, Levi Minzi, Borciani e altri. A Genova Damerini, altro eccellente. Poi la storia più che le scuole pianistiche la fa il resto, anche la sociologia.


Lei mi permetta è un ingenuo, mi scusi.

Dopo la vittoria a Varsavia COSA AVREBBE DOVUTO SUONARE, Frescobaldi?

Ciani dopo la vittoria  a Budapest cosa avrebbe dovuto suonare, CHOPIN?

Campanella dopo la vittoria a La Spezia e a Napoli, per via delle essscuzioni lisztiane che avrebbe dovuto suonare, Ravel?

Cari miei viviamo nell'era dell'industria culturale, putroppo, le case discografiche fanno contratti alle loro condizioni, è il mercato. Credevate ancora a babbo natale, ovvero che i pianisti possono suonare di libera SCELTA?

Balzani che ho conosciuto in sede di concorsi, non ha vinto un concorso che lo abbia spinto più di tanto, mica era Gould che con la NBC alle costole solo con le Goldberg si è inventato una carriera.

Levi Minzi, ha preso a stento un terzo premio al CiAni, dove volev che arrivasse?

Rubinstein, a 20 anni si voleva suicidare perché non faceva carriera a Parigi, eppure era un fior di talento anche sponsorizzato dall'aristocrazia polacca. Signori stiamo parlando del mestiere + dificile del mondo!

Bene,
ma la domanda,viene elusa, al momento nessuno ha detto perché lo studio di Liszt esegguito dal Pollini è sbagliato! E' un pianista professionale, prende da 50.000 a 100.000 € a sera, ha il dovere di suonare con cura e ben preparato, pianisticamente e culturalmente. E' libero di fare le sue scelte di programma, ma non può fare di un Etude Trascendant una gara velocistica, eludendone l'essenza artistica! i DILETTANTI LO POSSONO FARE, sono a costo zero. E  la critica, dove era, dov'è finita?

Qui ho posto ul altra domanda relativa a esecuzione concerto 1 Brahms del Campanella, ancora senza risposta, eppure siamo tutti musicisdti, via...
http://pianoforum.livingclassic.com/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1268219914/12#12

Relativamente alla scuola, forse ha letto in modo approssimativo, i precedenti interventi altrimenti saprebbe che, Pollini.vidusso, Argerich-Scaramuza, e Campanella-Vitale, hanno ricevuto, soprattutto gli ultimi due una scuola, che gli ha consentito assieme ai loro mezzi poiiscofisici e intellettuali di emergere.

Pollini e Argerich suonavano molto meglio a 18 anni, glielo assicuro.

Se a uno non riesce di fare il concertista, c'è molto altro, accompagnare cantanti e struentisti, e i maestri sostituti, il didatta se ne ha l'acume. Ma, beninteso, se non ha una buona formazione e talento, lasci perdere.

Infine come ho già detto, qualcuno ha fatto uno scambio di voto, accontentando in modo scandaloso clientele e amici, col risultato di inflazionare il ercato del lavoro. Le 40 classi di piano a Frosinone sono l'esempio + scandaloso. Signori, siamo troppi e malgestiti, da avventurieri che industrialmente sfruttano le masse, addio, scelta e qualità!

Le Baronie universitarie sono un altro scandalo ragguardevole intere dinastie a contatto di gomito, ricordo il Busoni alla prima esperienza a Bologna, dopo una settimana se ne andò a Berlino. Ne aveva avuto abbastanza dei "tengo famiglia"...
  

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