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Very Hot Topic (More than 25 Replies) scuole pianistiche (Read 20704 times)
Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #40 - 10. Nov 2013 at 18:33
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Lei ha molte ragioni, e le permetto di darmi dell'ingenuo.
Ho conosciuto Pollini, e fra l'altro quando ero giovane sono stato l'ultimo supplente del m°Vidusso. Il tono di questo post è piuttosto teso, per cui lo lascio volentieri a lei.
  
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puma
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Re: scuole pianistiche
Reply #41 - 10. Nov 2013 at 19:09
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Contrariamente io vorrei invece che anche chi non ha talento si impegni nello studio della musica e che in tutte le scuole si studiasse uno strumento, fino al diploma. Dovrebbe essere una materia obbligatoria come la matematica….infatti la musica è troppo importante nella formazione degli individui e della società per essere relegata a materia di un gruppo elitario di talentuosi.
Riguardo alla scuola Russa sto conoscendo il metodo direttamente da un allievo di un allievo del grande Neuhaus. La scuola esiste eccome !

  Wink

viva la musica
  
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Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #42 - 10. Nov 2013 at 20:14
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viva la musica Smiley certo nessuno discute la necessità che a tutti venga
reso possibile cimentarsi con la musica da concerto. Anche se il nostro topic tocca differenza sostanziali, ma tutto sommato millimetriche fra i titani della tastiera, vorrei promuovere anche un modo di vivere la musica e di commentarla che tenga conto dell'umanità.
Perchè ad esempio non arricchire l'esperienza didattica, e perchè no anche Conservatoriale, introducendo prove creative? è possibile che uno arrivi a diplomarsi in pianoforte, senza che gli sia data la possibilità di inventare nuova musica? Questo per me è disumano..
  
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onaocn
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Re: scuole pianistiche
Reply #43 - 10. Nov 2013 at 20:55
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Brandauel wrote on 10. Nov 2013 at 18:33:
Lei ha molte ragioni, e le permetto di darmi dell'ingenuo.
Ho conosciuto Pollini, e fra l'altro quando ero giovane sono stato l'ultimo supplente del m°Vidusso. Il tono di questo post è piuttosto teso, per cui lo lascio volentieri a lei.


Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente il Polliini. Vidusso sì, per due volte mio esaminatore in occasioni pubbliche, anche compiaciuto.

Spiacente che le sembri vi sia tensione nei miei post, veramente sorpreso. E' un forum utile alla discussione e alla divulgazione, a parte questo non ho interessi personali ne s0no pro o contro, non parteggio, sono indipendente.

Cordialità
  

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Brandauel
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Re: scuole pianistiche
Reply #44 - 10. Nov 2013 at 21:27
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Senta, ma il fantastico Ciani non era arrivato secondo al Liszt Bartok di Budapest?
Cordialità
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #45 - 10. Nov 2013 at 23:39
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Brandauel wrote on 10. Nov 2013 at 21:27:
Senta, ma il fantastico Ciani non era arrivato secondo al Liszt Bartok di Budapest?
Cordialità


il mercato da una parte e nel caso del Ciani, mezzi non indifferenti, l'ho sentito spesso dal vivo e il I e il JJ di Bartok li eseguiva bene. Poi per farsi un repertorio differente dal Pollini, ha usato Weber e altri con alterne fortune. Purtroppo è morto prematuramente.

Tengo a precisare che stiamo sempre parlando di pianisti al top, anch'essi uomini fallibili e a volte anche criticanili.

Ho già espresso il mio pensiero e a parte un cosetta, appena avrò tempo, non mi rimane che augurarmi che la conversazione possa svilupparsi al meglio.
  

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puma
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Re: scuole pianistiche
Reply #46 - 11. Nov 2013 at 20:37
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Soprattutto sarebbe utile scambiarsi qualche consiglio di tecnica pianistica:

quali sono i fondamenti tecnici di una determinata scuola?
Facciamo un esempio pratico: come acquisire abilità per i trilli secondo il metodo Vitale?

Listz ha avuto seguito in una scuola pianistica?
Chopin ha avuto seguito in una scuola pianistica?


  
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10dita
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Re: scuole pianistiche
Reply #47 - 12. Nov 2013 at 09:34
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puma wrote on 10. Nov 2013 at 19:09:
Riguardo alla scuola Russa sto conoscendo il metodo direttamente da un allievo di un allievo del grande Neuhaus. La scuola esiste eccome !



Gent.mo, visto che hai questa linea "quasi" diretta Wink, potresti, con tutti i "limiti" del mezzo ovvio, evidenziare la/le peculiarità di codesta Scuola  Smiley Smiley

Grazie anticipatamente  Smiley

Cordiali saluti
  
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puma
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Re: scuole pianistiche
Reply #48 - 12. Nov 2013 at 14:44
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Finora ho seguito solo 3 lezioni, quindi è ancora presto per poter dire di conoscerla…. posso però affermare che è rivoluzionaria. Dove passa il maestro tutto diventa chiaro musicalmente e dal punto di vista tecnico diventa facile.
Si utilizzano metodi di cambio di accento in fase di studio per poi rendere i punti virtuosistici più abbordabili. Inoltre si suddivide ogni frase in punti di energia e di rilassamento che spesso coincidono con il fraseggio stesso del pezzo.
Vi sono poi trucchetti per cancellare rapidamente dalla memoria gli apprendimenti errati, per poi sovrascrivere nuovamente sul cervello le corrette informazioni.
L'approccio tecnico scaturisce da quello musicale (questo è il nocciolo del metodo)
Grosso peso viene dato al grip delle dita. Grandissimo peso viene dato al supporto psicologico e di incoraggiamento dell'allievo. Senza la grande energia positiva del maestro non mi sarei neppure presentato all'esame, che invece ho superato meglio di ogni più rosea previsione. Il supporto psicologico del maestro fa parte proprio dell'approccio metodologico della scuola Russa (tirare fuori tutto il meglio di se) e non è una caratteristica unica del mio maestro


Ciao
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #49 - 12. Nov 2013 at 20:36
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puma wrote on 05. Nov 2013 at 06:34:
Domanda sul metodo Vitale:
il metodo enfatizza la rilassatezza degli arti ed il movimento libero delle dita ma come risolve il discorso del controllo fine del suono? Dalla mia esperienza solo dopo aver conosciuto altre scuole ho appreso il controllo della corsa del dito e sviluppato la sensazione delle falangette. Quando suonavo con il metodo suddetto le dita correvano libere ma erano spinte più dall'inerzia dello slancio iniziale.
Mi spiego meglio: vi sono tre componenti del movimento del dito
fase di inizio articolazione (che può iniziare da lontano o da vicino al tasto), fase intermedia di avvicinamento al tasto e fase di riposo con sensazione di appoggio

Visto che sei un esperto su tale metodo mi spieghi come andrebbero gestiti tali momenti in base alla tua scuola?


quando non fossi stato chiaro,
Vitale ha costruito passo passo il suo modo di lavorare al pianoforte, prima su se stesso e poi sugli allievi.

A parole è molto difficile dire esattamente in cosa consista, potrei farlo per eseprienza qui e in altre sedi, ma solo il contaTTO DIRETTO, ha awnso in questi  casi. IL problema è che vi sono modi di ntendere la stessa cosa i modo diverso,, per cui concetti come il peso, lì'artiucolazione e la rilassatezz SPESSO VENGONO FRAINTESI.

Un collega mi raccontò, che a un concorso un giurato si complimentò per un passaggio di peso, mentre lui mi assicurò che stsve enebdo come un matto, altro che peso, alla faccia della giuria, capisxce?

Ci sono momenti in cui siamo + rilasciati e altri meno a seconda del momento pianistico e musicale incxontrato.

Vitale tuonava senza dita forti, niente pianoforte, vero. Ma poi c'era tutto il resto, cultura.

Infine le cose sono chiare, se almeno un'ora di musica pianistica non si ha a 15, il pianoforte è solo una chimera, brutta bestia. aNCHE A fare bene l'accompagnatore bisogna essere pianisti provetti, altrimenti accompagnare la sonata la "Sonata a Kreutzer"   è dura.

Beethoven Kreutzer Sonata (1st Mov.)Nathan Milstein
http://www.youtube.com/watch?v=mixnMzHUYxA
  

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puma
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Re: scuole pianistiche
Reply #50 - 12. Nov 2013 at 21:36
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Quote:
se almeno un'ora di musica pianistica non si ha a 15….


cosa intendevi dire, non ho capito
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #51 - 12. Nov 2013 at 21:53
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un concerto pubblico di repertorio, se vai bene, entro 18 anni si tenta il colpo grosso, altrimenti no top.

stiamo parlando di carriera pianistica, difficile, oggi impossibile, troppi pianisti, e il troppo stroppia.

pianificsazione demografica per 25 anni, altrimenti ci ciberemo di noi stessi...
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #52 - 12. Nov 2013 at 22:35
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puma wrote on 11. Nov 2013 at 20:37:
Soprattutto sarebbe utile scambiarsi qualche consiglio di tecnica pianistica:

quali sono i fondamenti tecnici di una determinata scuola?
Facciamo un esempio pratico: come acquisire abilità per i trilli secondo il metodo Vitale?

Listz ha avuto seguito in una scuola pianistica?
Chopin ha avuto seguito in una scuola pianistica?




Nel senso comune che non condivido, sì. Ad esempio Cortot è stato allievo di un suo allievo, dunque certe intenzioni dell'autore polacco le ha recepite. Sgambati ha frequentato Liszt ai tempi dell'abate a Roma. In qualunque caso nelle "dinamica poianistica" del Brugnoli" è tutto scritto, origini e sviluppi, lo trova in biblioteca a Milano.

Listz, viene da SALIERI, BEETHOVEN, CZERNY

Chopin,  viene da Wojciech Żywny

due talenti in buone mani!

Ho già detto che scuola pianistica, deve avere un comune denominatore di convincimenti, di intenti e di finalizzazione, non può essere usata per questi signori, unici prodotti professionali dei loro maestri. La scuola pianistica la si riconoscwre non solo al top, ma anche nel medio.
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #53 - 13. Nov 2013 at 10:09
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pianoverona wrote on 08. Nov 2013 at 18:47:
Anche a me non piace questa esecuzione di Pollini (mi piace in altri repertori). Certo, non è conosciuto come interprete lisztiano, anzi credo sia raro ascoltarlo in musiche di questo autore. Senz'altro sono d'accordo sulla valutazione: una lettura acrobatica ma superficiale


a parte l'equilibrato parere di maestrosfredda a conferma della mia critica iniziale, nessun altro ha dato una valutazione del perché il Pollini, eccellente pianista, sbagli nell'esecuzione dello studio trascendetale n 10.

A parte la corsa folle, ci sono delle ragioni intrinseche alla corsa stessa che svelano gli errori psicologici, interpretativi e in ultimo pianistici. Chiunque vorrebbe avere le mani del Pollini, non la testa, in questo caso.

Aspetto ancora, o pubblico le risposte e la ciliegina sulla torta?

Dai su, con così tanti musicisti presenti, rispondete al quesito...
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #54 - 14. Nov 2013 at 09:02
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onaocn wrote on 13. Nov 2013 at 10:09:
pianoverona wrote on 08. Nov 2013 at 18:47:
Anche a me non piace questa esecuzione di Pollini (mi piace in altri repertori). Certo, non è conosciuto come interprete lisztiano, anzi credo sia raro ascoltarlo in musiche di questo autore. Senz'altro sono d'accordo sulla valutazione: una lettura acrobatica ma superficiale


a parte l'equilibrato parere di maestrosfredda a conferma della mia critica iniziale, nessun altro ha dato una valutazione del perché il Pollini, eccellente pianista, sbagli nell'esecuzione dello studio trascendetale n 10.

A parte la corsa folle, ci sono delle ragioni intrinseche alla corsa stessa che svelano gli errori psicologici, interpretativi e in ultimo pianistici. Chiunque vorrebbe avere le mani del Pollini, non la testa, in questo caso.

Aspetto ancora, o pubblico le risposte e la ciliegina sulla torta?

Dai su, con così tanti musicisti presenti, rispondete al quesito...



Gent.mo, personalmente opto per avere "le risposte" e soprattutto "la ciliegina sulla torta"!
Però, non voglio certo togliere la "opportunità" agli altri utenti di pronunciarsi sul quesito posto.
Ammetto che "la ciliegina" mi stimola assai curiosità!

Cordiali saluti

  
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Re: scuole pianistiche
Reply #55 - 14. Nov 2013 at 14:43
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[/quote]


Gent.mo, personalmente opto per avere "le risposte" e soprattutto "la ciliegina sulla torta"!
Però, non voglio certo togliere la "opportunità" agli altri utenti di pronunciarsi sul quesito posto.
Ammetto che "la ciliegina" mi stimola assai curiosità!

Cordiali saluti

[/quote]

sì,
appena ho tempo publico risposte motivate ed esemplificazioni come prova, certo in un contesto musicale così vasto, anche professionale, mi sarei atteso maggiore curiosità e partecipazione...
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #56 - 14. Nov 2013 at 20:47
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Pollini non mi dice nulla, sempre meglio lui:

http://www.youtube.com/watch?v=S-kE_ZiTJog
  
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Re: scuole pianistiche
Reply #57 - 14. Nov 2013 at 21:28
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bene,
una seconda visione in linea con l'idea del brano composto da Liszt, melodrammatico, non ciclistico...

bravissimo il pianista Maurizio Zana, ha suonato con facilità (sin troppa?!) la versione pianistica dello Cziffra, sturm und drang e tzigana, veramente bravo. Perché deve suonare solo Pollini, visto che ci sono almeno una decina di pianisti meritervoli in questo paese? Manager, discografia, agenti, cattiva conduzione delle scuole nel numero e non nella qualità, e la musica va a farsi fottere...

Ne riparliamo, e questo è solo una fettina della torta, vedo che comincia a farsi grandina, un bravo anche a voi pazienti lettori e collaboratori spontanei e puntuali...

PS
tra un po' anche il titolo andrà stretto, viva la musica!
  

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Re: scuole pianistiche
Reply #58 - 15. Nov 2013 at 13:05
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studio trascendentale n 10 dai trascendentali, ultima versione.

Liszt Studio Trascendentale X, Maurizio Pollini -
http://www.youtube.com/watch?v=JdFRj5-k6TU

LISZT 12 Studi Trascendentali - 10/12 FAm - Piano: M.Campanella
http://www.youtube.com/watch?v=iHheQ32EJY4


due piccioni con una fava, rispondo cioè a due aspetti importanti, sul concetto di scuola pianistica, e sulle reletive implicazioni pratiche e di linea di condotta concettuale.

Perché l'esecuzio ne del Pollini risulta priva di interesse e quella del Campanella risulta assai più espressiva?

Bene,
la scuola pianistica napoletana ha una grande tradizione e molti nomi, ma l'oggeetto di cui mi sono voluto occupre qui, è quel particolare filone di essa che ha avuto nel Rossomandi, nel Brugnoli e nel Vitale i suoi principali esponenti.

Non bisogna dimenticare che l'ispiratore di detto filone è stato Sigmund Thalberg, pianista coevo del Liszt, e celeberrimo per il duello pianistico affrontato col medesimo. Inferiore come statura artistica egli invece aveva il titale dominio della tastiera, grazie a un approccio che tendeva a minimizare lo sforzo prodotto per ottenere il meglio dallo strumento. La critica del tempo non riusciva inftti a capire come egli potesse passare dal pp al fragoroso FF e viceversa senza che si notasse un fremito del viso, un movimento delle mani.

Ebbene il Campanella ha fatto propria questa proprietà attraverso gli insegnamenti del Maestro Vitale ed è noto per la sua notevole compostezza, nonostante egli esegua sovente il virtuosismo lisztiano. Un paradosso i "nemici" Thalberg e Liszt, pacificati da questa operazione culturale prima che pianistica, assieme al loro potenziamento in virtù dell'apprendimento dei fondamenti razionali che il Vitale fece suoi attraverso il Brugnoli. Vediamone gli effetti.

l'introduzione delle prime 8 battute deve essere un gioco lieve per preparare l'elemento tematico portante alla battuta n 6, accentato e appassionato assai. Il tutto P attenzione altrimenti l'enfasi drammatica del suo sviluppo non verrebbe resa e il Campanella si avvicina  bene, il Pollini non so che stia pensando.
Questi è il cardine tematico da cui l'autore ciclicamente procede ai suoi sviluppi, assolutamente il personaggio principale e se volete femminile, un bel soprano drammatico verdiano, non tasti!

Bene il pianista napoletano nel crescere fraseologico e agogico e brillantezza di suoni con pulizia trascendant!

batt. 22  ri0proposta del tema principale che il soprano enfatizza fino all'apice espressivo e dramatico alla battuta

31, seconda idea che si rafforza in virtù della sua struttura ripetitiva e ostinata, insomma udite udite quale storia orribile ho da raccontare o voi del pubblico, bene il Campanella, sobrio ma con sonorità adeguate, appena poco incisivo e poco drammatico il finalno di frqase a batt 41

batt 42 ripresa di elementi espositivi, contrasto ritico al precedente valore espressivo drammatico.

batt 54  FF, riproposta della seconda idea al basso e qui Pollini ha preso il direttissimo, invece di esperire la maggiore drammaticità del cambio di registro, non ha capito il brano preso come è dal demone dionisiaco (magari nell'Isle)...

bene il Campanella nella chiusura dell'episodio alle batt. 75/77, un cavallo di razza! Rinforza e attende, mistero che il Pollini disattende troppo spesso! Dicevo attende il tempestoso con apice alla ripresa del tema principale, soprano che reitera il suo racconto

batt 90, questa vlta però la seconda idea batt 100, compare con altra orchestrazione + lieve P, così che la perorazione appare un ricordo del pensiero, piuttosto che un atto declamatorio, meno drammatico, bene il Campanella male il Pollini!

A sorpresa quel fenomeno musicale del Liszt tira fuori il coniglio dal cilindro e gradatamente rinforzando fino al compimento dell'azione drammatica che da batt 122 con una sola nota ribattuta accellerata e rinforzata riporta al clima espressivo e drammatico assoluto delle precedenti batt 31.

Il resto si ripete.

Ecco dunque lo spaccato vero di due esecuzioni, in cui il primo appare indemoniato e il secondo interpreta con gli strumenti e le propiretà della cultura, della formazione e della lettura coerente della pagina musicale, struttura, melodia, armonia e significati reconditi ed espressivi, in una parola MUSICA.
In un mondo dove l'apparenza e i fattori simpatici, dunque affato portanti, oramai la fanno da padroni, con gravissimo danno educativo e formativo reso alle giovani generazioni. No star system, no miti, sì alla ragione, superba conduttrice di tutte le nostre azioni!













  

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Re: scuole pianistiche
Reply #59 - 15. Nov 2013 at 13:38
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Peraltro alcune esecuzioni di Pollini, a confronto di quelle di Campanella,
eccellono. Si pensi a Schumann e Boulez. Pollini è l'unico pianista, non riparato in Svizzera, riuscito in carriera mondiale, apparso sopra la linea gotica.
  
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