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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Ascoltare Liszt a 44 anni (Read 14089 times)
Acortot
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #20 - 23. Jan 2014 at 13:57
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per essere musica deve essere comprensibile anche ad un bambino, secondo me..

ovvio che il bambino deve avere intelligenza musicale

in ogni Capolavoro, gli aspetti tecnici sono NASCOSTI e mai in prima vista.  L'essenza fondamentale, l'ossatura di un'opera deve essere universale perchè il linguaggio assoluto dell'anima va oltre la parte fisica, tecnica, materiale

se la musica non ha una essenza che può essere capita da una persona di buon gusto senza analisi, è difficile che abbia vero valore, secondo me.

Liszt ha scritto delle cose belle ma effettivamente era uno showman che scriveva anche con l'obiettivo di aggredire il pubblico con virtuosismi vari.. ispirato forse da Paganini, che era uno showman.

Il virtuosismo Romantico in un certo senso segna il momento storico dove la musica esce da i Salotti ed inizia a vendere biglietti nei teatri.

  
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Bösendorfer
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #21 - 04. Apr 2014 at 10:17
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Radagast wrote on 13. Nov 2013 at 21:31:
Mi trovi d' accordo. Ho qualche anno più di te e ormai riesco a sopportare ben pochi compositori. Persino Chopin troppe volte mi sembra stucchevole. Ho invece grandemente rivalutato la produzione più antica e, paradossalmente, più moderna. Suono Bach praticamente tutti i giorni: guardando al passato, Bach creava musica che risulta attuale in qualsiasi epoca Smiley Cool


Ho settant'anni e leggendo queste parole mi chiedo se sono stato io a scriverle.
Suono JS Bach tutti i giorni, al pianoforte e all'organo.
Una volta adoravo la musica dei compositori romantici, ora mi lascia indifferente.
L'esibizionismo virtuosistico di Liszt mi irrita, le melodie di Chopin mi sembrano ormai languide canzonette.
Ora adoro la musica contrappuntistica, l'Arte della Fuga, Josquin des Prés, Palestrina, tutto ciò che una volta mi lasciava indifferente.

Per favore, prima di darmi dell'idiota, aspettate di compiere settant'anni.

Grazie et auguri.
  
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Bambu
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #22 - 29. May 2014 at 15:30
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lucabil wrote on 12. Nov 2013 at 18:27:
E' un problema mio, oppure anche altri condividono l'impressione che la sua musica sia in definitiva priva di spessore, e che tale superficialità renda gli eccessi espressivi poco sopportabili?



Ciao! Ci sono molti luoghi comuni e secondo me quello che la musica di Liszt sia priva di spessore è uno di questi. Liszt, uno studioso profondo, un virtuoso impressionante, colto, spirituale, ribelle, carismatico, una vera forza della natura. Come pensare che la sua musica sia priva di spessore? Fu un compositore vulcanico. Certo non tutto fu scritto allo stesso livello cosa valida per chiunque sia in costante ricerca. Il suo linguaggio si è evoluto nel corso di tutta la sua vita, si può dire che ha anticipato il Novecento con le ultime composizioni. E' stato il Maestro del Pianoforte, l'ideatore del pianismo moderno. Vogliamo prendere qualche brano a caso?
Apparitions? Del 1834 non è forse un anticipo dell'impressionismo? Gli Anni di Pellegrinaggio, una delle sue più importanti composizioni, intrisa di lirismo e di poesia. E quel capolavoro della Sonata in si minore? Geniale intuizione formale, brano sul quale si potrebbe parlare per ore. Mi fermo qui.  Smiley
  
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pianozero
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #23 - 10. Jun 2014 at 22:07
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discussione interessantissima e a livelli molto alti. Mi riesce difficile prendere le parti di qualcuno in particolare. Torno alla domanda iniziale. Da piccolo dilettante dico solo che per quanto Liszt non sia tra i miei autori preferiti in assoluto (non entra nella mia top ten , ma promette bene Smiley ) , non riesco a trovare "noiosi o vuoti" brani come questo http://www.youtube.com/watch?v=JdNNPcctrJY che saranno intrisi di lirismo esasperato (forse, non so)  ma hanno un fascino davvero notevole.

Io credo che a volte l'eccessiva conoscenza porti  alla noia per il semplice fatto che rende più impermeabili allo stupore. E' forse fisiologico ?
  
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ibach13
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #24 - 12. Jun 2014 at 01:13
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Bösendorfer wrote on 04. Apr 2014 at 10:17:
Ho settant'anni e leggendo queste parole mi chiedo se sono stato io a scriverle.
Suono JS Bach tutti i giorni, al pianoforte e all'organo.
Una volta adoravo la musica dei compositori romantici, ora mi lascia indifferente.
L'esibizionismo virtuosistico di Liszt mi irrita, le melodie di Chopin mi sembrano ormai languide canzonette.
Ora adoro la musica contrappuntistica, l'Arte della Fuga, Josquin des Prés, Palestrina, tutto ciò che una volta mi lasciava indifferente.

Per favore, prima di darmi dell'idiota, aspettate di compiere settant'anni.

Grazie et auguri.


le affermazioni categoriche mi lasciano sempre perplesso
non mi sento certo di dare dell’idiota a nessuno perche’ ha gusti musicali diversi dai miei
“chacun  a son gout” mi sembra il primo fondamento della liberta’
ma credo che ritenere un “necessario segno di maturita’” apprezzare solo certa musica e denigrare tutta l’altra denoti scarsa apertura mentale

ai 70 ci sono vicino; dopo alcuni anni di completo stop pianistico sto faticosamente riprendendo e suono tutti i giorni [o meglio tutte le settimane] Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt [poco perche’ per il momento mi e’ ancora molto difficile], Debussy e vorrei arrivare a Shostakovic e ora mi sento cantare “non piu’ andrai farfallone …”
al momento sono sicuro che mi piacerebbe continuare cosi’ per almeno altri 10 anni
pur avendo avuto periodi alterni di frequentazione di certo repertorio a discapito di altro, non ho mai vissuto una deriva costante in nessuna direzione; forse perche’ sono tipo che “vuol d’estate la magrotta, vuol d’inverno la grassotta”?
mah???????????????????

dovremmo forse dire dei due grandi Richter che uno, Karl, era un genio perche’ ha suonato tutta la vita Bach e company e l’altro, Sviatoslav, un idiota perche’, pur avendo suonato qualche volta Bach, ha continuato anche in tarda eta’ con Beethoven e company?
se e’ cosi’ credo sia stato comunque una grande fortuna per la MUSICA che Arrau in passato [teneva concerti anche intorno agli 80] e Pollini e Argerich [i 70 li hanno passati] oggi continuino a “propinarci” musica di tutti i tipi
Pollini p.es. il Clavicembalo l’ha pur registrato in tempi abbastanza recenti ma fortunatamente senza “conversioni sulla via di Damasco”

ma Boesendorfer, che mi piace molto - inteso come pianoforte - ma come gusti musicali mi sembra molto radicale, forse fra 10 anni ci dira’
“suono tutti i giorni i 48 Preludi e Fughe di Shostakovic!!! e ho messo completamente nel dimenticatoio quel noiosissimo Palestrina! solo Donadoni e Vacchi reggono il confronto!”

rileggendo tutto il thread trovo, salvo nel breve interludio di gennaio del ragionevole Acortot
Quote:
per essere musica deve essere comprensibile anche ad un bambino, secondo me..
,
delle posizioni di un radicalismo da guerra di religione che credevo impossibile trovare in una discussione di tipo culturale
ha proprio ragione GabriBT [vedi altro thread]:
non ci sono cose impossibili ma solo molto poco probabili …

almeno spero che questi siano pochi casi isolati


  
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Bösendorfer
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #25 - 14. Jun 2014 at 20:47
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Ciao, Ibach13

purtroppo non tutti siamo perfetti Smiley Grin

A proposito dei Richter: tra KARL l e Святослав Теофилович Рихтер
preferisco entrambi.

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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #26 - 16. Jun 2014 at 08:39
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è normale che ad un certo punto della nostra vita i nostri interessi musicali mutino, ciò che prima era la nostra passione ora può diventare qualcosa a noi indifferente questo secondo me è dovuto al fatto che il nostro cervello ha bisogno sempre di "novità" da una parte e dell'altra di "punti di riferimento".

C'è anche da affermare che spesso la musica romantica è vista in modo distorto, troppo legata a questioni emotive, troppo legata a all'ispirazione improvvisa, fattori che esistono e che non possono essere negati, ma ci sono questioni anche molto più tecniche, sia nella forma, sia nelle derivazioni motiviche, sia nell'armonia, basti pensare che Chopin ci mise mesi a comporre ciascuna delle sue ballate (che paiono composte di getto, da tanto fluiscono naturalemtne, ma il tutto è frutto ragionamenti  minuziosi, di un lucido tentativo di conciliare la libertà con il rigore della forma)

Ecco forse se s'imparasse a vedere la musica romantica anche da questo punto vista, e non solo dal punto di vista delle belle invenzioni melodiche (che ci sono e sono fondamentali ma che da sole (senza l'armonia e la forma) non potrebbero reggere...), potremmo trovare nuovi stimoli per riascoltare questa musica.
  
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Pepe
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #27 - 16. Jun 2014 at 14:42
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ibach13 wrote on 12. Jun 2014 at 01:13:
forse perche’ sono tipo che “vuol d’estate la magrotta, vuol d’inverno la grassotta”?




Grin Grin Grin Grin Grin Grin Grin Grin scusate... ora torno seria e in topic, ma mi hai fatto morire!!!!
  
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Pepe
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #28 - 16. Jun 2014 at 14:53
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pianozero wrote on 10. Jun 2014 at 22:07:
Io credo che a volte l'eccessiva conoscenza porti  alla noia per il semplice fatto che rende più impermeabili allo stupore. E' forse fisiologico ?


Ho riletto più volte questa frase... pianozero... la trovo incredibile, cavolo... non so che dire, e sono stupita di me stessa  Cheesy sei riuscito a farmi riflettere prima di parlare... e ancora ci devo riflettere! L'eccessiva conoscenza porta alla noia perché si diventa impermeabili allo stupore.... E' una delle mie più grandi paure (sono seria eh) arrivare un giorno a rendermi conto che non mi stupisco più di niente, che non provo più stupore.
Per tante cose è già successo, per fortuna ho ancora un ampio margine...

Comunque, io credo che quando si arrivi alla nostra età, che non abbiamo più "obblighi" di studio, o di lavoro, ci si possa permettere di suonare quello che vogliamo, e soprattutto di suonarlo come vogliamo!!! Suono Bach alla Mugellini ...e sto proprio bene!  Wink Finalmente mi diverto. Mi diverto ad insegnare, ma non mi sono mai divertita a suonare, tranne nella musica da camera. Ora mi diverto quando suono, da sola, perché lo faccio "come sento".

Però concordo con Ibach, e mi rivolgo a Bosendorfer. Non credo che sia l'età, e non credo che sia maturità... credo appunto che sia un momento, un passaggio... in fondo la vita non è questo? Non si passa in continuazione da i noi stessi di ieri e i noi stessi di oggi?  Smiley L'idea che oggi apprezziamo Bach e domani saremo incuriositi dalla musica giapponese (che ne so tanto per dire) non è più fantastico che pensare che siccome siamo maturi abbiamo stabilito che ci piace solo quel determinato autore, o periodo?
  
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ibach13
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #29 - 18. Jun 2014 at 01:18
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Pepe wrote on 16. Jun 2014 at 14:53:
pianozero wrote on 10. Jun 2014 at 22:07:
Io credo che a volte l'eccessiva conoscenza porti  alla noia per il semplice fatto che rende più impermeabili allo stupore. E' forse fisiologico ?


Ho riletto più volte questa frase... pianozero... la trovo incredibile, cavolo... non so che dire, e sono stupita di me stessa  Cheesy sei riuscito a farmi riflettere prima di parlare... e ancora ci devo riflettere! L'eccessiva conoscenza porta alla noia perché si diventa impermeabili allo stupore.... E' una delle mie più grandi paure (sono seria eh) arrivare un giorno a rendermi conto che non mi stupisco più di niente, che non provo più stupore.
Per tante cose è già successo, per fortuna ho ancora un ampio margine...


senz'altro più' passa il tempo e più' aumenta la "quantità' di deja vu"
questo significa forse che sappiamo far tesoro dell'esperienza
ma se arriviamo, come dici, al punto in cui nulla più' ci stupisce e non sentiamo il bisogno di cercare cose nuove forse vuol dire che siamo arrivati "la'"!
"tuca fer" che tradotto dal piemontese e' "tocca ferro" o "touch wood" per dirla con quelli che guidano a sinistra anche quando non sono ubriachi ...

a proposito di "grandi vecchi" arzilli vedevo su YT che Ciccolini [classe 1925 del secolo scorso] ha tenuto un recital lo scorso anno a Napoli con Mozart, Debussy e Castelnuovo Tedesco
ha anche detto che la musica giapu e' in preparazione [ma forse me lo sto inventando ...]
miracoli della gioventù'!!!

PS
posso dirtelo qui che esiste un sito "Scuola Musica Ritrovata" in cui ho visto le foto che tu forse conosci bene?
bello il tipo di approccio alla musica proposto



  
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Pepe
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #30 - 18. Jun 2014 at 19:17
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ibach13 wrote on 18. Jun 2014 at 01:18:
a proposito di "grandi vecchi" arzilli vedevo su YT che Ciccolini [classe 1925 del secolo scorso] ha tenuto un recital lo scorso anno a Napoli con Mozart, Debussy e Castelnuovo Tedesco
ha anche detto che la musica giapu e' in preparazione [ma forse me lo sto inventando ...]
miracoli della gioventù'!!!


che grande!

ibach13 wrote on 18. Jun 2014 at 01:18:
PS
posso dirtelo qui che esiste un sito "Scuola Musica Ritrovata" in cui ho visto le foto che tu forse conosci bene?
bello il tipo di approccio alla musica proposto


grazie!  Smiley in quella scuola tengo un laboratorio, anzi due, per i piccini piccini  Cheesy e ci divertiamo un sacco!  Cheesy

  
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #31 - 03. Jul 2014 at 17:00
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Salve a tuti,

mi fa piacere vedere che questo Thread, pur essendo nato da un commento poco rimuginato, sopravvive. Secondo me, non a caso.

Non a caso, perché al di là del "mi piace - non mi piace", tentazione in cui sono caduto e ricadrò, la verità è che questo thread ha toccato una delle questioni più irresolubili ed affascinanti che sta intorno ad ogni arte: come si pone l'arte nei confronti di intelletto ed estetica?

La vera "guerra" di questo thread è proprio su questo aspetto.

La visione tecnicistica, che ha il suo punto di forza nello studio enella conoscenza, tende a valorizzare ciò che è stato filologicamente rilevante (quando è sana) o strutturalmente complesso (quando lo è meno). Questa cosa può condizionare la fruizione dell'arte in modo netto (la "noia e stupore" di pianozero), giudicando l'oggetto artistico in base al suo valore "da manuale", al di là di ogni altra considerazione, da cui affermazioni del tipo "Tizio è un maestro, come ti permetti?"

La visione estetica, viceversa, è legata alle contingenze del soggetto, inteso come prodotto delle proprie peculiarità e della cultura in cui egli è immerso, quindi effimera e instabile per definizione. Eppure a me pare che il tentativo di dare una valutazione estetica sia l'unico percorso possibile per distinguere l'Offerta Musicale dalla Torre Eiffel. Sono entrambe opere dell'ingegno. Entrambe hanno una complessità che la maggior parte delle menti fanno fatica ad abbracciare. Entrambe portano una determinata tecnica laddove nessuno aveva mai osato. Eppure farei fatica a metterle sullo stesso piano in termini di valore artistico.

Dopo aver fatto studi musicali (diploma di pianoforte, studi di composizione e poi dopo arrangiamento e concerti jazz), il mio mestiere è poi diventato l'ingegnere del software. Ogni giono ho a che fare con sistemi numerici, progettati da me o da altri, assai più complessi di tutte fughe o le sinfonie mai scritte. Ma questo non mi fa pensare al software come forma d'arte. Il software complesso si fa con un buon QI e tanto studio ... Non veicola nulla ... non emoziona nessuno.

Non molto diverso è il discorso del linguaggio. Inventare un nuovo linguaggio, facendolo divenire stilema, anche precorrendo i tempi, è senza dubbio indice di un intuito prodigioso, eppure perfino questo tipo di "acuto intellettuale" non è lo stesso atto di pensiero in grado di produrre il (non) sorriso della gioconda, l'espressione del davide di michelangelo, la nona sinfonia di Beethoven o la divina commedia.

L' essenza dei capolavori assoluti non risiede nella quota di innovazione della scrittura musicale. In tutti i grandi capolavori il rapporto è rovesciato: la tecnica è al servizio di un messaggio che l'autore non poteva veicolare altrimenti. E' solo questa necessità che fa sì che spesso innovazione e capolavori vadano di pari passo, ma attenzione a non scambiare la causa e l'effetto.

I capolavori sono immortali non per il linguaggio, né per la complessità, ma perché hanno dentro qualcosa di universale che risuona con l'animo delle persone. Qualcosa che sfugge sia allo studio del "è stato fatto così", sia alle valutazioni stilistiche contingenti.

Bach ad esempio è considerato universalmente un gigante, nonostante in fondo abbia portato ad un livello supremo, nel '700 inoltrato, tecniche compositive che tutti intorno a lui stavano abbandonando. Come mai? Perchè molto di ciò che ha scritto questo tradizionalista artigiano e didatta non è solo complesso e perfetto, ma anche eminentemente bello, immortale, fuori dal tempo.

Invece faccio fatica a reperire nella musica di Liszt (e non solo, ovviamente) una grande urgenza di comunicazione universale ... Scorgo solo intelligenza ed ostentazione ...
  
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ibach13
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #32 - 03. Jul 2014 at 23:55
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per dirla alla Littizzetto "non tutti giusti sono alla menta"; purtroppo l'effetto della frase e' scarso senza l'accento piemontese ...

in questo thread c'e' chi a tutte le eta' ama e pratica tutta la musica da Palestrina a Castagnoli, chi a 70 anni ritiene necessario virare di 1800 e passa dai romantici al '700 e chi a 44 abbandona Liszt per amare "solo" Bach, Mozart, Beethoven e Schubert
insomma ce n'e' veramente per tutti i gusti

l'importante secondo me e' che tutti i bambini [dagli 8 agli 80 anni] sappiano stupirsi davanti a tante cose

credo che il 90% di quelli che guardano la Tour Eiffel o ascoltano la Nona e dicono "Bello!!!!" non conoscano i calcoli strutturali [di ingegneria o di armonia] che fanno stare in piedi questi capolavori

Quote:
Ma questo non mi fa pensare al software come forma d'arte. Il software complesso si fa con un buon QI e tanto studio ... Non veicola nulla ... non emoziona nessuno.


davvero non ci emoziona????????????????? forse perche' non ci pensiamo! come quando si ascolta la Nona come musica d'attesa in una chiamata telefonica
perche' prendiamo quel che stiamo vivendo  e "usando" proprio in questo momento come una cosa "banale"

sono d'accordo che l'arte e' qualcosa di diverso ma il fatto che in questo momento, vivendo sparsi in tutto il mondo, discutiamo di queste cose come fossimo tutti nella piazza di un piccolo paese deve "meravigliarci" se ci pensiamo bene

se un bambino [8 - 80] di Rovigo swippa su un tablet e via Skype dice "ciao" al papa' in viaggio di lavoro a Mumbai o ai nipotini ormai trasferitisi a San Francisco, la cosa e' possibile grazie a un enorme complesso di SW e HW frutto dell'umano ingegno
non mi stupirei se un domani, dopo aver dato il Nobel a chi ha studiato i fenomeni all'origine del funzionamento di quegli HD senza i quali i moderni computer forse non sarebbero esistiti, non fosse assegnato un Nobel a chi ha ideato quel WWW senza il quale non potremmo certo scambiarci questi messaggi

forse ogni volta che battiamo quelle 3 W in un indirizzo internet dovremmo un po' stupirci come davanti alla Tour o alla Nona


  
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scheggiasms
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"Dove finiscono le parole,inizia
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #33 - 01. Feb 2015 at 16:41
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lucabil wrote on 12. Nov 2013 at 18:27:
Salve a tutti,

sono Luca, ho 44 anni, ascolto e suono musica classica da quando sono bimbo. Il mio autore preferito è sempre stato Beethoven, ma quando studiavo il piano, adolescente quindi, amavo molto la musica di Liszt. A 16 anni ho anche vinto un concorso pianistico con i Funerali.

Poi, dopo un lungo periodo in cui mi sono dedicato ad altri generi musicali (rock e jazz), negli ultimi anni sono tornato alla musica classica.
E cosa ho scoperto? Beh, che sono cambiato.
Ora sento cose che prima non sentivo nella musica immortale che ho sempre avuto a disposizione (ad es, Bach e Beethoven). Sono sbigottito di fronte alla naturalezza di Mozart, riuscendo finalmente ad intuire (non di più) quale prodigio di sintesi innata sia nascosto nella sua musica. Ho scoperto Schubert, autore che da giovane non mi aveva mai attratto e che ora considero uno dei doni più grandi.
Corrispondentemente ci sono delle cose che non riesco più a trovare interessanti. Da pianista ex "fan", la più eclatante uscita da questa specie di Hit Parade è Liszt. Trovo ormai la sua musica non solo incapace di emozionarmi, ma addirittura fastidiosa, verbosa, boriosa, kitsch, quasi volgare ...

In questo momento sto ascoltando il volume 23 dell'opera della Philips sui grandi pianisti del '900. E' Cziffra che suona appunto Liszt. E come lo suona! Eppure ... boh ...

E' un problema mio, oppure anche altri condividono l'impressione che la sua musica sia in definitiva priva di spessore, e che tale superficialità renda gli eccessi espressivi poco sopportabili?

Chiedo scusa se questo intervento è poco serio, ed intriso di personalissime e discutibilissime opinioni, decisamente tranchant, ma di fronte ad un'ondata di disgusto verso musica molto celebrata mi sono chiesto quanto sono solo Smiley



Anch'io 5 o 6 anni fa ascoltavo quasi esclusivamente Listz e Rachmaninov,oggi ho bisogno di altro,Debussy,Ravel,Satie,Bach.
Credo che capiti quando ci fissiamo troppo su un compositore,ad un certo punto è come se la nostra anima fosse satura e si ribellasse.Questo non rende meno grande la musica di Listz ,uno dei più grandi innovatori del XIX secolo.
Va solo messo un attimo da parte,verrà il momento che ritorneremo ad apprezzarlo come merita.In musica niente deve essere per forza,deve essere un piacere,un ristoro per la mente e lo spirito  Smiley
  
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #34 - 01. Feb 2015 at 16:50
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*Liszt
  
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #35 - 21. Mar 2015 at 19:34
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ALKAN wrote on 01. Feb 2015 at 16:50:
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L'ho capita solo ora  Grin meglio tardi che mai.E' stata una svista
  
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Fate vobis

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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #36 - 22. Sep 2019 at 18:56
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Ho la stessa età di Luca, e in questo momento ascolto proprio la sonata in si minore di Liszt. Luca ha ragione, in certi momenti della vita si preferisce ascoltare un autore, in altri tutt'altro. E' normale. La sonata in si minore è un capolavoro complesso, a un ascolto non dico distratto ma poco empatico (capita a tutti di sentirci poco empatici in certi momenti anche con quello che di solito amiamo) può risaltare solo l'aspetto virtuosistico, che è senz'altro parte del discorso musicale di quell'opera, ma non lo esaurisce affatto. A Luca consiglierei di riascoltare qualcosa della terza Année de pèlerinage, che racchiude molto del Liszt meno virtuoso e più spirituale.
  

Esistono principi di tale forza che si può essere sicuri di essere nel giusto anche se si resta soli a sostenerli. Avere ancora molto da imparare è il primo di essi.
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vecchiobambino
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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #37 - 22. Sep 2019 at 22:38
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Bitter wrote on 22. Sep 2019 at 18:56:
La sonata in si minore è un capolavoro complesso, a un ascolto non dico distratto ma poco empatico (capita a tutti di sentirci poco empatici in certi momenti anche con quello che di solito amiamo) può risaltare solo l'aspetto virtuosistico, che è senz'altro parte del discorso musicale di quell'opera, ma non lo esaurisce affatto.

Dipende, se te la fa ascoltare la Argerich.. emergono molte cose che forse erano anche nel carattere di Liszt, virtuosismo non c'è, sparisce, strumentale e assorbito nel contesto.
  
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Fate vobis

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Re: Ascoltare Liszt a 44 anni
Reply #38 - 23. Sep 2019 at 17:49
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vecchiobambino wrote on 22. Sep 2019 at 22:38:
Dipende, se te la fa ascoltare la Argerich.. emergono molte cose che forse erano anche nel carattere di Liszt, virtuosismo non c'è, sparisce, strumentale e assorbito nel contesto.


Assolutamente vero. Anche Zimerman ha dato un'ottima lettura, e naturalmente Arrau. Sono di parte perché è un pezzo che amo molto, ma a me pare che il virtuosismo , sebbene evidentissimo e a tratti quasi irreale, si fonda perfettamente nella poesia dell'insieme anche nella vecchia incisione mono di Horowitz degli anni Trenta.
  

Esistono principi di tale forza che si può essere sicuri di essere nel giusto anche se si resta soli a sostenerli. Avere ancora molto da imparare è il primo di essi.
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