Hot Topic (More than 10 Replies) Dubbi esistenziali post- diploma (Read 8218 times)
Haydee
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Dubbi esistenziali post- diploma
14. Apr 2014 at 10:19
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Ciao a tutti!
Volevo sapere cosa ne pensate sul cosiddetto "salto nel vuoto" dopo il diploma (nel mio caso, vecchio ordinamento).
Voi consigliate di iscriversi al biennio, in un'accademia o tentare di andare all'estero?
  
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puma
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W Pianoforum!

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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #1 - 14. Apr 2014 at 11:14
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All'estero il diploma vecchio ordinamento non è riconosciuto quindi ti consiglio di iscriverti al biennio e successivamente di andare all'estero (nel frattempo potresti trovare occupazione in italia)

Ciao
  
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Brandauel
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W Pianoforum!

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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #2 - 14. Apr 2014 at 12:02
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Trent'anni fa tentai l'ammissione a Siena. Consiglio di fare concorsi, curare i rapporti con i maestri, lezioni private con i piu' potenti. Non disdegnare i compositori: sono sempre alla caccia di esecutori, e potrebbero promuovere qualcosa. Andare all'estero con qualche risultato acquisito e' meglio. Secondo me il diploma e' solo il nastro di partenza. Se stanco rifletti, non tutte le strade musicali sono ardue e faticose come il concertismo.
  
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Haydee
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #3 - 14. Apr 2014 at 12:32
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Grazie mille per i consigli! In effetti stavo pensando al biennio e magari all'erasmus, per avere comunque qualcosa di riconosciuto.
  
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10dita
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W Pianoforum!

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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #4 - 14. Apr 2014 at 19:54
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Brandauel wrote on 14. Apr 2014 at 12:02:
[...]  Non disdegnare i compositori: sono sempre alla caccia di esecutori, e potrebbero promuovere qualcosa.[...]  .


Gent.ma, codesto è ottimo consiglio Smiley Smiley Smiley

Tentare vie "nove" è cosa bella assai: appagamento troverai Roll Eyes

Cordiali saluti Smiley
  
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puma
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W Pianoforum!

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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #5 - 15. Apr 2014 at 06:12
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Considera che puoi iscriverti a due bienni contemporaneamente !
  
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Capriccio
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #6 - 29. May 2014 at 20:22
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Haydee wrote on 14. Apr 2014 at 12:32:
Grazie mille per i consigli! In effetti stavo pensando al biennio e magari all'erasmus, per avere comunque qualcosa di riconosciuto.


Mi sembra una buona scelta.  Wink
  
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Rapsodìa
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #7 - 13. Jun 2014 at 23:55
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Capriccio, se vuoi fare fortuna e carriera devi fare cosi':
1) Lascia perdere bienni, trienni che non servono a un cavolo; nessuno ti riconosce niente, a questo mondo e perderesti un sacco di tempo in cose inutili.
2) Studia con un Maestro degno di questo nome, un conoscitore della Musica a 360°; in Italia ne abbiamo tanti, che ne so, Michele Marvulli, per citare una persona di questo tipo che fa parte di un mondo pulito (citerei anche la mia insegnante, ma poi si pensa a nepotismo)
3) Vai da uno dei mafiosi che detengono l'asse dei concorsi pianistici piu' blasonati; lì ci vai solo per pararti il sedere e per far carriera: non pensare di imparare qualcosa, pero'; è solo business, e la musica non c'entra.

Ecco, questa è quella che credo sia una grande verità. Copritemi pure di insulti, ma la penso così.
  

"Ca, quala Limbo! L'inferno è il posto giusto per te! E' lì che devi stare!" Cit. M°Michele Marvulli
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Pepe
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #8 - 14. Jun 2014 at 10:29
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Rapso, a parte che era Haydee che chiedeva consiglio   Cheesy ma dico, ma che consigli dai?  Huh
Lascio perdere il numero 2, che darei anche io ovviamente, considerando l'esperienza di musicisti con la M maiuscola, ma il primo e il terzo?  Huh
Ma cosa vuol dire che bienni e trienni non servono a un cavolo? Che nessuno ti riconosce niente?
Studiare serve! Fare il biennio serve per approfondire un percorso iniziato prima! Magari consiglia di stare attenti a dove e con chi fare il biennio, perché sia veramente un aiuto valido.
Per esempio un biennio a Terni con la Vacatello, altro che se serve ma vogliamo scherzare?
Ma la vogliamo smettere con questa idea che tutti in Italia fanno schifo?
Che solo se andiamo dal Vardi di turno (tanto per dirne uno dei boss) facciamo carriera e lanciare il messaggio che quindi l'onestà personale e la dignità personale non servono a niente?

Ma poi mi dici chi, fammi il nome di qualche pianista italiano che è andato dai soliti noti della IPM come la chiama Risaliti (International Piano Mafia) e che ora ha una carriera al pari di quella di Trifonov....chi?
Io vedo tanti ottimi pianisti giovani, non giovanissimi intendo quelli che hanno fatto un ottimo percorso sano e pulito, appunto Vacatello, Andaloro, Ferrati che insegna a Udine e so per certo che ha ottimi allievi preparatissimi, Baldocci che è a Londra, che sta facendo benissimo il suo lavoro, ha allievi che si stanno facendo notare... ma tanto per citare i primi che mi sono venuti in mente (e che stimo, ovvio).
Suonano, insegnano, lavorano con passione e dignitosamente a testa alta.
Ma ti sembra poco questo?
A me no, assolutamente no!
Certo, per qualcuno di loro è stata durissima, se penso a Mariangela, alle batoste che ha preso proprio per non avere il padrino in giuria, è ovvio che il nervoso prende.
Ma guardala ora, serena, soddisfatta, attiva, viva! Stimata!!! Ho visto il suo cd su Amadeus, (vecchio del 2012) lei con la Sonata di Liszt e il marito, Adriano Falcioni con la sonata di Reubke per organo. Stimati musicisti entrambi.
Ma sono questi gli esempi da seguire!
Mica quegli idioti di ragazzetti, convinti di diventare grandi pianisti che vanno a studiare con il mafiosetto italiano, che poi non conta un tubo, e magari aspettano anni credendo nella promessa del concorso vinto.
Mi ricordo un ragazzo, che andava da un mafiosetto che mi disse: sai, lui ha la lista dei suoi allievi che vinceranno i prossimi concorsi, io sono il primo della lista.. beh... sono passati dieci anni e ancora non ha vinto nessun concorso.

Allora io non ti copro di insulti, ci mancherebbe, ma non ti appoggio assolutamente in questa visione sporca e mafiosa.

No, io voglio prendere come esempio chi sta lavorando, magari senza avere una carriera stratosferica (che poi qui ci sarebbe da aprire tanti discorsi su cosa sia... a cosa serva... a chi serva... a quale prezzo ecc.. ecc..) ma che suonano e sopratutto sono validi e rispettati!
La dignità prima di tutto, sempre, in qualsiasi scelta della nostra vita.
Poi vogliamo fare un percorso di studio all'estero?
Benissimo, sempre stata a favore per aprire nuovi orizzonti.
Ma anche in Italia abbiamo docenti preparatissimi nei nostri Conservatori e Istituti Pareggiati, concertisti, persone giovani o più mature ma che ancora suonano e soprattutto che hanno alle spalle una vita musicale di prestigio e che umanamente sono persone a cui affideresti senza problema la vita di un figlio o un allievo.
O ora, per esempio, che finalmente anche Santa Cecilia ha un docente che si possa chiamare tale, provare ad entrare con Lupo, anche se so che è difficilissimo.
O anche a Imola, ci sono nuovi elementi non mafiosi vedi Pace o Jin Ju che sono ottimi pianisti.
Bisogna essere aperti, secondo me, a più esperienze ma non partire dal cercare il mafiosetto o il boss perché così si fa "carriera"...ma quale carriera??? Prima ti devi fare il culo... scusatemi il termine, e prima ancora devi avere talento! Poi allora qualcosa nella vita farai di certo.
Non ho mai e dico mai visto una persona con vero talento che non faccia qualcosa di utile per se stesso e per gli altri.
Ma senza questi due elementi non c'è boss e mafia che tenga.
O si, c'è... in qualche caso c'è e c'è stato... dico di incompetenti raccomandati che hanno fatto vincere a grossi concorsi, qualcuno anche in giuria in un prossimo concorso che abbiamo sempre seguito qui sul forum... ma di certo non sono stimati.
Allora vale più andare a testa alta nella vita, o cosa?
Io direi, accertatevi di avere veramente talento e la stoffa per fare i pianisti, se ce l'avete fatevi il culo, studiate come pazzi, andate da diversi maestri competenti, fate master, corsi, seminari... ma con gente ancora attiva e provate a fare i concorsi, partendo dai più piccoli e fatevi esperienza.
Non avete granché di talento ma avete tanta tanta passione?
Potete lavorare dignitosamente, potete insegnare, potete dedicarvi ai bambini, agli adulti, agli anziani, potete diventare organizzatori, potete diventare tecnici del suono, accordatori, manager!! Ma mica lo dice il dottore che tutti devono per forza fare i pianisti.
La musica offre varie possibilità, ma se non c'è la dignità al primo posto ragazzi... siete perdenti in partenza.
  
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Pepe
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #9 - 14. Jun 2014 at 12:47
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Rapsodìa wrote on 13. Jun 2014 at 23:55:
(citerei anche la mia insegnante, ma poi si pensa a nepotismo)
.


Ascolta ciccia, la conosci la storiellina della famiglia e dell'asino?
I maligni penseranno sempre male, sia che tu dica, sia che tu non dica.
Se dici perché dici, se non dici perché non dici.
Allora non vedo perché non dare il giusto valore anche attraverso un semplice ricordare che ancora sa il fatto suo alla incredibile Annamaria Pennella, che ho scoperto proprio da te che ha 91 anni e ancora studia ogni giorno.
Tra l'altro sono anni che prometti una sua intervista  Angry ma devo venire io?  Cheesy
Perché non organizziamo davvero? Cioè qui si sta parlando della storia del pianismo italiano, non so se rendo l'idea....
  
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RicRad
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #10 - 30. Jun 2014 at 08:04
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Rapsodìa wrote on 13. Jun 2014 at 23:55:
Capriccio, se vuoi fare fortuna e carriera devi fare cosi':
1) Lascia perdere bienni, trienni che non servono a un cavolo; nessuno ti riconosce niente, a questo mondo e perderesti un sacco di tempo in cose inutili.
2) Studia con un Maestro degno di questo nome, un conoscitore della Musica a 360°; in Italia ne abbiamo tanti, che ne so, Michele Marvulli, per citare una persona di questo tipo che fa parte di un mondo pulito (citerei anche la mia insegnante, ma poi si pensa a nepotismo)
3) Vai da uno dei mafiosi che detengono l'asse dei concorsi pianistici piu' blasonati; lì ci vai solo per pararti il sedere e per far carriera: non pensare di imparare qualcosa, pero'; è solo business, e la musica non c'entra.

Ecco, questa è quella che credo sia una grande verità. Copritemi pure di insulti, ma la penso così.



ecco... almeno qualcuno che si rende conto della situazione italiana dei conservatori di quella bufala di trienni e bienni.
Ci vuole una dose esagerata di culo trovare un docente all'altezza in un conservatorio oggi, senza contare che se frequenti tutta quella massa di lezioni complementari dimmi quando studi  Wink

Accademia all'estero o qui in Italia oppure qualche Maestro in privato e comunque impara prima a suonare poi pensa al conseguimento del "pezzo di carta", perché i trienni e bienni quello sono e nient'altro.

Per quanto riguarda il Maestro mafioso non incoraggerei simili usanze, meglio ultimi ma puliti.

Ma il mio vero consiglio è CAMBIA LAVORO..che è meglio
  
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puma
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #11 - 19. Jul 2014 at 06:02
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Da quando frequento il Triennio suono peggio di prima, peggio di quando ho dato l'esame di ammissione. Sicuramente più formativo il vecchio ordinamento (dal punto di vista pianistico)
  
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Pepe
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #12 - 19. Jul 2014 at 08:35
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ciao Puma, è per le materie complementari che sono troppe e il tempo da dedicare al piano è minore rispetto a prima?
  
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puma
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #13 - 19. Jul 2014 at 15:55
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Esattamente. Nel primo anno di triennio ci sono ben 9 esami da superare e la frequenza e di 3 pomeriggi a settimana. Per chi non lavora ciò incide poco ma per chi lavora o frequenta facoltà impegnative all'università è veramente difficile trovare tempo per suonare.
  
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Pepe
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #14 - 20. Jul 2014 at 08:38
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Si è vero, purtroppo  Sad Capisco perfettamente, anche altri ragazzi sono nelle stesse condizioni. E anche l'opzione di farlo partime, in più anni non è poi che serva a granché, anche perché le lezioni di pianoforte sono ancora meno frequenti quindi chi ha interesse a studiare piano alla fine perde ancora più tempo e studia ancora meno, a meno che sia seguito da un docente privatamente e vada in conservatorio solo per avere il foglio di carta. Però aumentano le spese... insomma.... non è semplice...  Undecided
  
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10dita
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #15 - 29. Jul 2014 at 03:01
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Gent.mi, credo sia interessante, come ulteriore spunto di riflessione, ciò che scrive C. Rosen in  SmileyPiano Notes- Il pianista e il suo mondo” :

I Conservatori e i concorsi-
[…]Avere una conoscenza anche superficiale di tutto il repertorio è un’impresa prodigiosa. Sfortunatamente, le […] istituzioni che controllano l’inizio della carriera di quasi tutti i pianisti, le scuole di musica e i concorsi, tendono a impedire lo sviluppo di un approccio diretto e sperimentale al repertorio, cosa che sarebbe massimamente vantaggiosa.
Non metto in dubbio che i migliori conservatori e dipartimenti musicali delle università siano a conoscenza del problema*
, e facciano del loro meglio per affrontarlo: si propongono eccellenti corsi di repertorio pianistico per rendere gli studenti consapevoli delle straordinarie possibilità a disposizione, e la lettura a prima vista è incoraggiata attivamente. Tuttavia la difficoltà è intrinseca al sistema. Un conservatorio, o un dipartimento di musica, deve rilasciare […] un certificato che garantisca che lo studente ha avuto un’educazione adeguata. Si fanno esami di solfeggio, contrappunto e storia della musica che molti studenti di pianoforte ritengono meno importanti e alcuni di essi una vera e propria seccatura: la maggior parte di loro vuole comprensibilmente concentrarsi sul pianoforte e soprattutto sul repertorio solistico. Il fatto che pochi, anche fra i più ambiziosi, intraprendono alla fine una carriera come solisti è irrilevante: l’educazione artistica, come quella umanistica e scientifica, deve offrire sia la speranza di un futuro sia il diritto di studiare quello che interessa di più a ciascuno di noi.”. (*La riflessione di Rosen, pur se rivolta in modo generale alle istituzioni scolastiche musicali, trae i suoi esempi dal sistema americano[N.d.R.])

Ora, a parte i casi di “allievi adulti” che (suppongo) studiano (beati loro!) per proprio piacere e cultura, credo non sia affatto “irrilevante” che:

”[…] pochi, anche fra i più ambiziosi, intraprendono alla fine una carriera come solisti […]”!

Ed in codesta ottica la “seccatura” che può provocare la frequenza delle  “altre” materie credo sia proprio fuori luogo!

E’ stato detto: “La musica offre varie possibilità”.
Giusto, giustissimo! Ma le “altre” possibilità chiedono (ovviamente!) competenze specifiche e molta, molta “Cultura” Smiley Smiley Smiley Smiley

Dice Piccioli in  Smiley“Didattica pianistica”:

Chi intende dedicarsi all’insegnamento sappia che la sua sarà una carriera di sacrificio e di abnegazione, spesso non compresa e non sempre valutata come meriterebbe. D’altra parte non tutti [pochi!] hanno le qualità per intraprendere la vita concertistica, né per questo bisogna mortificarsi; concertisti nel vero senso della parola si nasce, non si diventa, e non basta essere in possesso di una buona tecnica e di senso musicale per affrontare con successo duraturo i pubblici più disparati. Si può diventare buoni insegnanti anche senza essere concertisti, purchè non ci si limiti alle poche nozioni imparate a scuola e all’esercizio meccanico della professione.”:

Direi parole molto sagge e grande senso della realtà Roll Eyes

Cordiali saluti

  
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Pepe
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #16 - 29. Jul 2014 at 08:34
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D'accordissimo con Piccioli e con Rosen, però c'è qualcosa che non torna.
Oggi, credo molto più di "ieri" ci sono tantissime persone che non "nascono concertistici" come dice Piccioli, eppure lo vogliono diventare e si illudono di poterlo fare.
Il livello dei pianisti attuali, parlo delle nuove generazioni, si è notevolmente abbassato, tranne quei pochi che veramente escono e brillano, per il resto si rimane ad un livello accettabile ma tendente al mediocre.
Perché la maggior parte vuole fare il pianista, pur non avendone le possibilità?
E' vero che la musica offre molti spunti, anche oltre l'insegnamento.
Per esempio quanti tra tutti i diplomati in pianoforte pensano di diventare bravi accordatori o riparatori?
Eppure tutti sappiamo che è difficile trovare qualcuno veramente competente in questo campo.




  
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ibach13
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Re: Dubbi esistenziali post- diploma
Reply #17 - 29. Jul 2014 at 22:36
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Pepe wrote on 29. Jul 2014 at 08:34:
omissis ....
E' vero che la musica offre molti spunti, anche oltre l'insegnamento.
Per esempio quanti tra tutti i diplomati in pianoforte pensano di diventare bravi accordatori o riparatori?
Eppure tutti sappiamo che è difficile trovare qualcuno veramente competente in questo campo.



premetto sempre che non sono un "professionale" del mondo pianistico

cmq questa proposta mi lascia perplesso su due punti

il primo aspetto e' quello commerciale
siamo sicuri che in un mondo in cui la vendita di pianoforti e', credo, in continua decrescita sia veramente necessario/conveniente aumentare il numero di accordatori/riparatori dei medesimi?
ovvero "se il mercato dell'auto langue [per usare un eufemismo] mi conviene aprire un'officina meccanica?"

il secondo aspetto e' quello della conoscenza
da un lato si dice [anche su questo forum e credo a ragione] che il pianista e' il musicista che meno conosce l'anatomia e la fisiologia del suo strumento
e' dell'altro ieri [o quasi] su altro thread la frase "molti pianisti non sanno neppure se i martelli del loro pianoforte sono impregnati o no" [e mi sembra vero]
quindi, ammesso che un diplomato di II livello non sia così' "choosy" da accantonare le sue aspirazioni artistiche e si accontenti di passare da davanti a dietro la tastiera, cosa riesce a combinare di buono?
voi chiamereste domani questo diplomato [magari con il massimo dei voti] per accordare/riparare il vostro pianoforte?
il suo destino sarebbe di "andare a bottega" da qualche esperto del settore o comunque ricominciare la sua formazione in qualche scuola apposita [non so se ce ne siano per il pianoforte analogamente a quanto esiste per la liuteria - poche per altro]

incuriosito dal post di Pepe ho dato una scorsa veloce alle "offerte formative" dei Conservatori di Milano e Torino, e mi sono pure spinto fino in "209 AVENUE JEAN-JAURÈS 75019 PARIS" [Conservatoire National etc etc]
ebbene la mia impressione e' che quando si parla di "tecnica pianistica" si intenda sempre il software [ovvero la capacita' di muovere le mani sopra la tastiera] e mai l'hardware [ovvero la capacita' di muovere le mani dentro alla pancia dello strumento]


forse prima di pensare di riformare le aspirazioni dei diplomati bisognerebbe pensare di riformare ulteriormente le scuole?


con tutto cio' so di non aver contribuito a risolvere i problemi dei diplomati
e il thread "Concerti e capelli bianchi" che avevo aperto tempo fa alimenta ulteriormente il pessimismo, purtroppo ...



  
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