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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Hanon: realtà o mito? (Read 19234 times)
scheggiasms
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"Dove finiscono le parole,inizia
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #40 - 18. Jan 2015 at 10:51
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Io so solo(da dilettante) che quando ,dopo essere stata per qualche tempo senza mettere le mani sul piano,voglio riavvicinarmi per riprendere  alcuni pezzi,e divertirmi,niente come una mezz'ora dei primi 10 studi di Hanon mi consentono di muovere di nuovo le dita in modo decente. Smiley
  
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occhibelli
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #41 - 18. Jan 2015 at 11:49
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Secondo me dipende da come si è impostati.... Cool
  
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10dita
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #42 - 18. Jan 2015 at 18:16
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occhibelli wrote on 18. Jan 2015 at 11:49:
Secondo me dipende da come si è impostati.... Cool


Gent.ma, hai proprio colto lo aspetto fondamentale di tutta la question Roll Eyes Smiley Smiley Smiley
In poche parole hai centrato lo bersaglio Smiley
Meraviglioso Roll Eyes Divino Roll Eyes
E permettimi di aggiungere, o se vogliam puntualizzar ulteriormente, che quello “impostati” non vale solo “anatomicamente”, ma (oserei quasi dir “fondamentalmente”!) “cerebralmente”!

“Ecco: la risposta è necessariamente complessa”
, dice Brugnoli in Smiley“Dinamica pianistica”!

Non perché bisogna complicarla a tutti li costi, ma perché la “sedimentazione” di alcuni “criteri” (se vuoi miti!) s’è così radicata nelle menti (io me medesimo ho dovuto faticar parecchio per “togliere” i residui di siffatta “mentalità”, se vuoi “mitometodologia” Tongue Smiley) che appunto “la risposta” necessita una “certa” analisi.

Il fatto d’esser “dilettante” o “professionista” non sposta d’una virgola lo “problema”, parlandone “in generale”, chiaro. Ho amici-colleghi che possono ascriversi nella categoria “professionisti” che hanno la “necessità” di farsi i “quotidiani esercizi” altrimenti (a detta loro) le “dita non funzionano a dovere”! Molto sintomatico ed “automatico” (l’inconscio!) che la “attenzione” sia rivolta in primis alle “dita”! Come se sol esse (porelle!) fossero il “motore” del tutto, e non una delle componenti! E già codesto fatto è “sintomo” di una certa “mentalità” e “mitometodologia”!

Ancor il Brugnoli verga (op. cit.):

“[…] molti [i soggetti di cui la”mitometodologia”!] non possono suonare se non fanno ogni giorno gli esercizi e non possono [probabilmente non tanto nella “sequenza delle note”, ma particolarmente dal punto di vista “fisiologico-anatomico-dinamico” della muscolatura]  eseguire un pezzo che non ripassano da tempo. Se invece di studiare irrazionalmente un passaggio [o “in generale”], faremo un allenamento per lo sviluppo delle qualità funzionali atte ad eseguirlo, tali qualità diventeranno parte del nostro organismo [una “seconda natura”, così come deve diventare lo “uso del rilassamento, della decontrazione”] cerebrale e funzionale, così che le ritroveremo a nostra disposizione in qualsiasi momento vorremo servircene.”.

Dice giustamente Gould (in Smiley“No, non sono un eccentrico"):

“[…] Ciò presuppone il fatto di aver messo a fuoco a un dato momento con estrema precisione i dati che entrano in gioco, di averli in un certo senso congelati e immagazzinati, in modo da potervi ricorrere in qualunque occasione. In fin dei conti questo significa che non è con le dita [e lo “resto”!!] ma con il cervello che si suona il pianoforte. […] se si ha un’idea assoltamente chiara di ciò che si vuole fare non c’è alcuna ragione per doverla confortare. Se non è così, tutti gli studi di Czerny e tutti gli esercizi di Hanon del mondo non saranno mai di alcun aiuto.”


E se qualcuno dubbi ha, ecco or qui bellissima citazione da “I fondamenti dello studio del pianoforte” di C.C. Chang:

“ Riferimenti [in relazione al libro di Abby Whiteside  Smiley“Indispensables of Piano Playing”.]

[…] Non importa se l’esecutore che ottiene le rapide e belle scale e arpeggi dice che fa proprio quello [pollice sotto], non è vero! Non  si intende che sta mentendo, ma semplicemente che è riuscito [per “avventura” direbbe Spagnolo!]  a scartare la coordinazione che gli è stata insegnata quando ne è sorta l’occasione di renderla inadeguata…”.


Purtroppo questi “istintivi”, in sede didattica, poi (inevitabilmente!) tendono a riprodurre “sopra gli allievi” la errata concezione che a loro volta avevano appreso dai loro insegnanti, non rendendosi conto che nella pratica poi essi fanno esattamente il contrario Smiley

Ecco perché il “nostro” razionale Brugnoli verga che:

“[…] la risposta è “necessariamente” complessa”.

E chi, professionista o non, sente la necessità (perenne Shocked) di farsi il “suo esercizio quotidiano”, non ha, per dirla con Gould, “messo a fuoco a un dato momento con estrema precisione i dati che entrano in gioco”, non li ha “in un certo senso congelati e immagazzinati”.


Cordiali saluti
  
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scheggiasms
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #43 - 19. Jan 2015 at 06:16
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Ho capito,si tratta di un condizionamento mentale.Smiley
In effetti la mia insegnante era fissata con l'Hanon e la tecnica veniva sopra a tutto,anche all'interpretazione.
Comunque non si può negare che l'agilità sia anche un fatto fisico e che non sia da demonizzare la ripetitività degli esercizi dell'H.Credo che ci sia tempo e spazio per tutto per arrivare all'obiettivo,quello di interpretare un pezzo in maniera sia tecnicamente forte e corretta che melodicamente bella. Smiley
  
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La musica al piano mantiene
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #44 - 19. Jan 2015 at 09:14
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scheggiasms wrote on 19. Jan 2015 at 06:16:
Ho capito,si tratta di un condizionamento mentale.Smiley

Ma no, dai non farti condizionare, e' esattamente come dicevi.
Piuttosto, ti consiglierei, non fermati al 10, le sezioni dovrebbero essere passate per intero, perche' le difficoltà' dei singoli esercizi si compensano. Io trovo ottimo fare fino al 30, aggiungendo il 42-43 (estensioni) con ogni battuta scalata di un semitono sulla precedente, in salita e discesa.

PS: ed ora aspettiamoci la solita valanga di dotte considerazioni e citazioni, sec cui H. pensa solo alle dita e non al cervello....o simili. Tanto e' chiaro che  H. e' un virus benigno Smiley
  

"la gioventù è cosa troppo importante per lasciarla sprecare ai giovani"
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10dita
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #45 - 20. Jan 2015 at 11:54
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scheggiasms wrote on 19. Jan 2015 at 06:16:

Comunque non si può negare che l'agilità sia anche un fatto fisico e che non sia da demonizzare la ripetitività degli esercizi dell'H.Credo che ci sia tempo e spazio per tutto per arrivare all'obiettivo,quello di interpretare un pezzo in maniera sia tecnicamente forte e corretta che melodicamente bella. Smiley


Gentile, certamente lo è (in parte! Ovviamente escludendo problemi di oggettiva carenza anatomica Sad)
Che ci sia tempo e spazio per tutto, potrebbe pur esser Undecided
Certo se pratichi il “buon” Hanon secondo (tutte Shocked) le “varianti” che molti consigliano (vedi il Gentil Roberto Pipitone, che pur se “limita” Grin) bisogna che lo tuo tempo (ch’è prezioso, credimi Wink) lo gestisci bene assai!!

Personalmente (e dico personalmente), ad un dato momento m’accorsi che lo tempo “volava via”! Ed allor…la vita (sempre personalmente parlando!) è breve, breve assai Cry E lo tempo non basta mai Tongue

Comunque, credo sia impossibile convincere che in buona sostanza si può benissimo far a meno del “caro” Hanon!

Anche se per assurdo si potesse fornire la “prova delle prove”, io credo che il “convincimento hanonistico”, in certi soggetti, rimarrebbe.
Nulla di  male! Assolutamente!
E lo capisco: io me ebbi forte "innamoramento" per lo Pischna Smiley Come ben si sa: sotto "cotta" non capisci più nulla! E vedi i "difetti" come pregi Tongue Grin

Il tempo è “tutto tuo”, puoi impiegarlo come più ti aggrada!

Certo io come insegnante ho il dovere di fornirti tutte le informazioni, citazioni, anche “dotte” (si spera Huh Smiley), e darti tutti i mezzi per “capire”, per riflettere!
Poi: tocca a te medesimo Smiley

Tu devi mover lo tastino per ottener lo bel sonino Smiley

Cordiali saluti

  
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10dita
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #46 - 21. Jan 2015 at 00:47
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Gent.mi, in codesto topic dedicato allo Hanon s’è detto molto, di tutto e di più Smiley Smiley Smiley Smiley Smiley etc.

Mi sia concesso (a costo d’esser “bannato per l’eternità”!), sull’onda dello Czerny-ballet Smiley  (la Gentil Gabri ben m’intende Wink), cantare a piena voce codesta song  Smiley“in memoria” Smiley del “caro” Hanon!
Con molto “pàthos” (ed anco con “tenerezza” Smiley Soprattutto per me medesimo che giovinetto passai non poche ore con Lui  Smiley Tongue), ed allor:

"Hanon senz'anima" Sad (E' tutto già "scritto" Smiley)





E adesso siediti
sullo sgabello

stavolta ascoltami
senza interrompere

è tanto tempo che
volevo dirtelo

studiare insieme a te
è stato inutile

tutto senza allegria
senza una lacrima

molto da aggiungere
tutto da togliere

nella tua trappola
ci son caduto anch’io

avanti il prossimo
gli lascio il posto mio

povero diavolo,
che pena mi fa!


E quando al piano lui
ti chiederà di più

glielo concederai
perché tu fai così

come sai fingere
se ti fa comodo

E adesso so chi sei
io non ti tocco più

e se verrai di là
te lo dimostrerò

e questa volta tu
te lo ricorderai

E adesso lusingami
come sai fare tu

ma non illuderti
io non ci casco più

non ti rimpiangerò
Hanon senz'anima!

(Con voce straziante!)

Na naa..
Na na na naaa
na na naaa...


Cordiali saluti
  
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scheggiasms
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #47 - 21. Jan 2015 at 07:54
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10dita wrote on 20. Jan 2015 at 11:54:
scheggiasms wrote on 19. Jan 2015 at 06:16:

Comunque non si può negare che l'agilità sia anche un fatto fisico e che non sia da demonizzare la ripetitività degli esercizi dell'H.Credo che ci sia tempo e spazio per tutto per arrivare all'obiettivo,quello di interpretare un pezzo in maniera sia tecnicamente forte e corretta che melodicamente bella. Smiley


Gentile, certamente lo è (in parte! Ovviamente escludendo problemi di oggettiva carenza anatomica Sad)
Che ci sia tempo e spazio per tutto, potrebbe pur esser Undecided
Certo se pratichi il “buon” Hanon secondo (tutte Shocked) le “varianti” che molti consigliano (vedi il Gentil Roberto Pipitone, che pur se “limita” Grin) bisogna che lo tuo tempo (ch’è prezioso, credimi Wink) lo gestisci bene assai!!

Personalmente (e dico personalmente), ad un dato momento m’accorsi che lo tempo “volava via”! Ed allor…la vita (sempre personalmente parlando!) è breve, breve assai Cry E lo tempo non basta mai Tongue

Comunque, credo sia impossibile convincere che in buona sostanza si può benissimo far a meno del “caro” Hanon!

Anche se per assurdo si potesse fornire la “prova delle prove”, io credo che il “convincimento hanonistico”, in certi soggetti, rimarrebbe.
Nulla di  male! Assolutamente!
E lo capisco: io me ebbi forte "innamoramento" per lo Pischna Smiley Come ben si sa: sotto "cotta" non capisci più nulla! E vedi i "difetti" come pregi Tongue Grin

Il tempo è “tutto tuo”, puoi impiegarlo come più ti aggrada!

Certo io come insegnante ho il dovere di fornirti tutte le informazioni, citazioni, anche “dotte” (si spera Huh Smiley), e darti tutti i mezzi per “capire”, per riflettere!
Poi: tocca a te medesimo Smiley

Tu devi mover lo tastino per ottener lo bel sonino Smiley

Cordiali saluti



Grazie 10dita per i tuoi preziosi consigli,li terrò a mente Smiley
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #48 - 23. Jan 2015 at 01:17
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scheggiasms wrote on 21. Jan 2015 at 07:54:

Grazie 10dita per i tuoi preziosi consigli,li terrò a mente Smiley


Gentile scheggiasms (maschio o femmina Huh Perdona Smiley: m'è sfuggito Embarrassed), si fa quel che si può Wink Cheesy

Comunque, sia ben chiaro: nessuno ha "La Verità" in tasca Smiley

E "coltivare" un pochetto (non molto, il giusto Smiley) lo dubbio è salutare  Smiley Huh Undecided  Roll Eyes

A questo punto, sarebbe interessante una sorta di indagine "psicologica" riguardo lo argomento, vuoi Hanon o "altro" Smiley

Or pensiamoci

Ci aggiorniamo.

Cordiali saluti
  
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F. Franciszek Esperanto
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #49 - 01. Nov 2015 at 21:33
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Se posso dare alla discussione un poco della mia (in)esperienza... forse senza aggiungere niente di nuovo...

Premessa: ho iniziato a studiare già adolescente ed avevo molta tecnica da recuperare... Anche se avevo una forte passione e miglioravo molto rapidamente, qualcosa mi mancava sempre. Nessuno dei miei maestri mi menzionò mai l'Hanon. Un giorno incontrai una ragazza che mi disse di aver studiato pianoforte; mi diede i suoi libri, tra i quali questo Hanon. Nello stesso periodo mi fu suggerito di studiarlo con delle variazioni ritmiche. Non dissi niente al mio maestro del libro misterioso, e dopo una prima occhiata lo lasciai ad ammuffire.
Arrivano le vacanze di Natale; nessun compito particolare per casa, anzi, riposarsi per l'anno nuovo. Riapro l'Hanon che mi sembra poco stressante per la mente, scelgo 4-5 esercizi e li faccio 1h al giorno circa, senza la tensione dell'esecuzione e quindi riposando il cervello.
Eppure: con l'anno nuovo il maestro si dice stupito dei miei miglioramenti al mio punto debole... la tecnica! Più stupito di lui (mi ero accorto dei miglioramenti solo nell'ambito dell'Hanon stesso) dovetti quindi rivelare il misterioso libro che mi aveva aiutato.
La cosa dovette colpirlo davvero perché la settimana dopo mi disse di aver guardato il libro (quindi lo aveva anche lui?) e di averci trovato "cose interessanti". Non so se lo usò, anzi credo di no (non era certo alle prime armi). E per la cronaca, non nominammo mai più la parola Hanon, ma io continuai a casa con qualche altro esercizio.

Osservazioni da questa discussione e simili che ho letto altrove:
- si propongono brani come gli studi di Chopin o la musica di Beethoven per imparare le stesse cose. Certo che è possibile, ma si studia l'Hanon come propedeutica per gli studi di Chopin anni prima di poter solo annusare il libro dei suddetti studi, e poterli affrontare con un poco di scioltezza in più.
- non è musica. Sì, ma non so se questo è necessariamente un problema: è propedeutico alla musica, così come i palleggi non sono calcio.
- rovina il tocco. Credo che il tocco sia una questione di carattere che può essere influenzato molto poco dai maestri e metodi. Così come in una prima elementare di 20 bambini con la stessa maestra e libri, non ci saranno 2 bambini con la stessa calligrafia. Ovviamente è un'ipotesi mia.

Piccole conclusioni:
Tutto può essere utile ma se lo si usa bene e non tutto va bene per tutti. E forse questione di carattere, se si notano miglioramenti meglio andare avanti, sennò, si usi un altro metodo. Il maestro dovrà vigilare affinché il principiante non prenda brutte abitudini (era in dubbio per caso?) sia con l'Hanon che con Bach. Forse più per l'Hanon, ma solo perché pone certe difficoltà tutte insieme e solo quelle.
Arrivati ad un certo punto, fa perdere tempo. Certo quando non ne avrai più bisogno: lascialo perdere  Grin non è un corso da fare per la vita, prendi ciò che ti serve e il resto prendilo altrove...

Poi... di più, nin zo Smiley
  
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10dita
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #50 - 25. Nov 2015 at 03:23
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F. Franciszek Esperanto wrote on 01. Nov 2015 at 21:33:
Se posso dare alla discussione un poco della mia (in)esperienza... forse senza aggiungere niente di nuovo...


Evidenzio

Tu hai riportato "tua" esperienza (di vita!) ed assai interessante! Smiley

Hai tratto beneficio dallo arido "quinvitato"! Molto bene! Roll Eyes

Io potrei portarti "altre" esperienze (Sì! Anche la mia!) ed arrivare allo estremo opposto! Tongue Sad Cry

Dici qui nel quoto molto bene:

F. Franciszek Esperanto wrote on 01. Nov 2015 at 21:33:
Tutto può essere utile ma se lo si usa bene e non tutto va bene per tutti. E forse questione di carattere, se si notano miglioramenti meglio andare avanti, sennò, si usi un altro metodo. Il maestro dovrà vigilare affinché il principiante non prenda brutte abitudini (era in dubbio per caso?) sia con l'Hanon che con Bach.   


Già! Codesta è grande verità!  Smiley

No! Dubbio non v'è!

F. Franciszek Esperanto wrote on 01. Nov 2015 at 21:33:
è propedeutico alla musica, così come i palleggi non sono calcio.


Eccolo!!! Smiley Smiley Smiley Smiley

Da "Il bianco e il nero" di Nino Gardi, Zecchini Editore:

"Capitolo XII
I PRIMI PASSI NELL'APPRENDIMENTO DEL GIOCO PIANISTICO
§II. Gli Esercizi

[...]Noi pensiamo che non vi sia ragione alcuna per sconsigliare ad un esecutore, quantomento nei primi anni di studio, di dedicare un poco del suo tempo all'esecuzione di simili esercizi, paragonabili a quei movimenti che nelle discipline sportive vengono definiti come "fondamentali" e vengono appresi e praticati prima e al di fuori dei veri e propri allenamenti di gioco."


Sugli "Studi" lo autore del sopra citato dice:

"Per quanto riguarda invece le raccolte di Studi, le nostre considerazioni ci inducono a valutazioni un poco diverse."

Ma questa, come s'usa dir, è tutta un'altra storia.



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Michele Marvulli
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #51 - 25. Nov 2015 at 12:32
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Quote:
un'altra storia.


MIRACOLO!!!   MIRACOLO!!!   MIRACOLO!!!   

UN APOSTROFO

  
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Michele Marvulli
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #52 - 25. Nov 2015 at 12:34
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MI CORREGGO:

UNA POSTROFO
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #53 - 26. Nov 2015 at 09:10
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I primi esercizi di Hanon potrebbero essere più utili se eseguiti in altre tonalità, almeno un semitono sopra ( do# maggiore) e un semitono sotto (si maggiore).
In questo modo non ci si può distrarre, niente pigrizia mentale, e le mani saranno costrette a cambiare posizione ad ogni battuta, con qualche vantaggio anche nello studio del tocco.

  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #54 - 26. Nov 2015 at 18:19
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Bösendorfer wrote on 26. Nov 2015 at 09:10:
I primi esercizi di Hanon potrebbero essere più utili se eseguiti in altre tonalità, almeno un semitono sopra ( do# maggiore) e un semitono sotto (si maggiore).

Sulla possibile utilità (se non per "tecnica"...ma cosa è codesta "tecnica!?) evidenziata nel quoto dubbio non v’è Smiley

Sempre considerando che:

“[…] il corpo umano non può compiere movimento alcuno se privo della forza motoria sviluppata dall’azione muscolare sulle sue articolazioni, così come non può sottrarsi, in ogni sua parte, alle leggi della forza gravitazionale e della forza inerziale.
[…] è necessario considerare l’indispensabilità della presenza di tutte queste forze come elementi principali del pianismo […]”


(Da "Il bianco e il nero" di Nino Gardi, Zecchini Editore)

et ciò:
F. Franciszek Esperanto wrote on 01. Nov 2015 at 21:33:
sia con l'Hanon che con Bach.   

Ma:
F. Franciszek Esperanto wrote on 01. Nov 2015 at 21:33:
(era in dubbio per caso?) 



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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #55 - 03. Jan 2016 at 07:06
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Un Hanon troverà sempre posto nelle scuole di musica pubbliche e private italiane. É stato uno dei pilastri della tecnica pianistica in Italia per oltre 1 secolo e lo rimarrà sempre!!!!
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #56 - 03. Jan 2016 at 15:47
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Insomma è come I Promessi Sposi !  bruttino ma inevitabile. Smiley
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #57 - 03. Jan 2016 at 16:19
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pianozero wrote on 03. Jan 2016 at 15:47:
Insomma è come I Promessi Sposi !  bruttino ma inevitabile. Smiley


'bruttino'
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #58 - 03. Jan 2016 at 16:20
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ALKAN wrote on 03. Jan 2016 at 16:19:
pianozero wrote on 03. Jan 2016 at 15:47:
Insomma è come I Promessi Sposi !  bruttino ma inevitabile. Smiley


'bruttino'
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #59 - 03. Jan 2016 at 17:25
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Rachmaninoff ha detto che nelle scuole russe, i pianisti di una volta facevano solo esercizi Hanon e simili per i primi 5 anni.. la tecnica per loro era essenziale.. l'interpretazione veniva dopo, una volta acquistata la tecnica..

per me forse è meglio Czerny, dato che i compositori studiavano quello.
  
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