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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Hanon: realtà o mito? (Read 26776 times)
andreavezzoli
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #80 - 07. Mar 2018 at 16:40
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10dita wrote on 07. Mar 2018 at 00:08:
Gabri_BT wrote on 04. Mar 2018 at 18:05:
Credo che sia un po' fuorviante pensare al famigerato Hanon come ad una "forma di allenamento". Del resto nessun esercizio pianistico deve essere considerato tale  Undecided

Forse dirò qui di seguito cose banali, banalissime, ovvie, sapute e risapute...  

Gent.ma, concordo pienamente con quanto dici  Smiley

Nel tuo bel post hai colto pienamente i termini della questione, e non hai detto per nulla "cose banaliSmiley

Dobbiam approfondire assolutamente  Wink

...tempo abbiamo Wink

Stimatissimi saluti

Suo Devoto 10



Concordo con voi che lo studio di uno strumento non sia esattamente uguale a ad uno sport ma la resistenza è pur necessaria:
pensiamo ai pianisti che devono affrontare certi concerti per pianoforte e orchestra (Rachmaninov per esempio) lo potrebbero fare senza resistenza allo sforzo pianistico?  è stato dimostrato che perdono anche 1/2 kg di peso dopo questi sforzi...
quindi è vero l'arte è cosa ben diversa dallo sport ma ha alcuni punti di contatto, vi posso fare anche l'esempio degli strumentisti a fiato senza resistenza non potrebbero suonare, addirittura esiste la respirazione circolare che ha molti punti in comuni con l'allenamento sportivo.

Probabilmente questi discorsi sono più adatti a chi  fa il concertista suonando molti recital durante l'anno con un repertorio "impegnativo"...

Ma ci sono le eccezioni: Glenn Gould studiava relativamente poco e passava anche giorni senza suonare e riprendeva senza che se ne sentisse la differenza...




  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #81 - 07. Mar 2018 at 23:46
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tgdigit wrote on 07. Mar 2018 at 14:22:
Esempio di utilizzo intelligente dell'Hanon:

facciamolo presidente del Consiglio subito!!
  
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10dita
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #82 - 08. Mar 2018 at 00:52
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andreavezzoli wrote on 07. Mar 2018 at 16:40:
[...] pensiamo ai pianisti che devono affrontare certi concerti per pianoforte e orchestra (Rachmaninov per esempio) lo potrebbero fare senza resistenza allo sforzo pianistico? Probabilmente questi discorsi sono più adatti a chi  fa il concertista suonando molti recital durante l'anno con un repertorio "impegnativo"...

Ma ci sono le eccezioni: Glenn Gould studiava relativamente poco e passava anche giorni senza suonare e riprendeva senza che se ne sentisse la differenza...


Gent.mo Andrea, son un poco rinco (la età avanza Tongue), ma non mi è chiaro ciò che intendi Embarrassed
Devo dedurre che il concertista cui accenni abbia di bisogno di allenamento hanonistico-resistenziale per poter affrontare il repertorio "impegnativo"  Undecided Huh

Però Gould non affrontava il repertorio "impegnativo! E, se non erro, non amava particolarmente Rachmaninov.
Ma dal punto di vista di un "puritano" come Lui ciò è abbastanza ovvio.

Certo il video postato dal gentile tgdigit  di "utilizzo intelligente dell'Hanon" mette in luce ciò che i più illuminati didatti hanno sempre evidenziato, ovvero: che ogni studio meccanico (non sol sul "caro" Hanon) è profondamente deleterio e sterile, anche dal punto di vista prettamente tecnico.

Ergo, quindi et indi:
sonamo Hanon con ardor e sentimento! Così non sarà un patimento Cheesy

Cordiali saluti
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #83 - 08. Mar 2018 at 16:32
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Approfitto per aggiungere che il video che ho postato lungo meno di 7 minuti contiene una miniera di suggerimenti ed è molto, molto interessante.

Il Maestro indica anche come eseguire Musicalmente le scale.

Al minuto 2:00 c'è anche un'interessantissima citazione del pianista Charles Rosen che sosteneva di pensare al senso armonico delle scale, quando le si suona.
A questo proposito Rosen consigliava per la scala di do maggiore, ad esempio, di effettuare il passaggio del pollice sul sol anzichè sul fa, come d'abitudine, in modo da "enfatizzare la tensione armonica sulla dominante piuttosto che sul 4° grado".

E se non bastasse, Prosseda, sfruttando sempre l'Hanon,  al minuto 4:00, spiega come percepire il fondo tasto (suonando silenziosamente), in modo da eseguire un vero pianissimo e così facendo controllare/ampliare bene lo spettro dinamico.
A tal proposito il maestro cita il libro "L'arte del pianoforte di Heinrich Neuhaus".

Ultimo consiglio che riassume tutto: "Mai lasciarsi prendere dalla meccanica fine a se stessa!
Anche un esercizio meccanico è un'occasione di sperimentare/scoprire nuovi timbri, nuovi modi di fare musica".
  

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andreavezzoli
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #84 - 08. Mar 2018 at 18:43
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10dita wrote on 08. Mar 2018 at 00:52:
andreavezzoli wrote on 07. Mar 2018 at 16:40:
[...] pensiamo ai pianisti che devono affrontare certi concerti per pianoforte e orchestra (Rachmaninov per esempio) lo potrebbero fare senza resistenza allo sforzo pianistico? Probabilmente questi discorsi sono più adatti a chi  fa il concertista suonando molti recital durante l'anno con un repertorio "impegnativo"...

Ma ci sono le eccezioni: Glenn Gould studiava relativamente poco e passava anche giorni senza suonare e riprendeva senza che se ne sentisse la differenza...


Gent.mo Andrea, son un poco rinco (la età avanza Tongue), ma non mi è chiaro ciò che intendi Embarrassed
Devo dedurre che il concertista cui accenni abbia di bisogno di allenamento hanonistico-resistenziale per poter affrontare il repertorio "impegnativo"  Undecided Huh

Però Gould non affrontava il repertorio "impegnativo! E, se non erro, non amava particolarmente Rachmaninov.
Ma dal punto di vista di un "puritano" come Lui ciò è abbastanza ovvio.

Certo il video postato dal gentile tgdigit  di "utilizzo intelligente dell'Hanon" mette in luce ciò che i più illuminati didatti hanno sempre evidenziato, ovvero: che ogni studio meccanico (non sol sul "caro" Hanon) è profondamente deleterio e sterile, anche dal punto di vista prettamente tecnico.

Ergo, quindi et indi:
sonamo Hanon con ardor e sentimento! Così non sarà un patimento Cheesy

Cordiali saluti


Intendo dire che Gould è un'eccezione, una mosca bianca, un genio che non aveva bisogno non solo dell'allenamento ma quasi nemmeno dello studio... anche se suonava un repertorio "non virtuosistico" è comunque un eccezione.
Mentre altri pianisti che devono affrontare il repertorio impegnativo o meno  hanno bisogno, secondo me di esercizi di riscaldamento, di mantenimento... poi quale sia il metodo migliore è domanda molto ardua... ma l'hanon è un punto di partenza, come ogni cosa è migliorabile. ma ha formato molti pianisti... la questione del tempo a disposizione e sul fatto che il tempo vada dedicato di più allo studio del repertorio più che sulla tecnica concordo, ma una parte del studio giornaliero andrebbe dedicato alla tecnica: mezz'ora? un'ora? quindici minuti?


  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #85 - 08. Mar 2018 at 22:24
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Se parliamo seriamente di repertorio impegnativo (e ovviaente citando i concerti di Rachmaninov lo facciamo) bè allora perchè non esercitarci direttamente con i meravigliosi e difficili studi di Chopin?
Ritengo che in questi casi non ci sia alcun bisogno di scavare alla ricerca di musicalità presente nell'Hanon o in altri esercizi di tecnica varia.

Negli studi di Chopin c'è già moltissima tecnica e moltissima musicalità insieme, e se non bastasse, è anche già repertorio!  Smiley
  

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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #86 - 10. Mar 2018 at 18:52
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Sono d'accordo fino ad un certo punto, giusto gli studi Chopin uniscono difficoltà tecnica e musica Smiley ma non isolano tutte le difficoltà tecniche ma isolano quelle difficoltà tecniche che Chopin ha scelto per noi.
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #87 - 10. Mar 2018 at 19:47
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andreavezzoli wrote on 10. Mar 2018 at 18:52:
Sono d'accordo fino ad un certo punto, giusto gli studi Chopin uniscono difficoltà tecnica e musica Smiley ma non isolano tutte le difficoltà tecniche ma isolano quelle difficoltà tecniche che Chopin ha scelto per noi.

Ok, ma concorderai con me che lì, siamo nel pieno campo della musica (e che musica!), non più negli esercizi direi, poco o nulla, musicali.
E allora, viva la musica, via con gli autori, Chopin, Liszt, Schumann, Prokofiev, ecc. ecc.
Perchè è dentro la Musica che c'è la difficoltà tecnica, non fuori.
  

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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #88 - 11. Mar 2018 at 12:14
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Certo grandissima musica Smiley però non è necessario ma sufficiente a formare tecnicamente il pianista, c'è bisogno di esercizi costruiti in modo simmetrico, con difficoltà progressiva, studiati apposta per allenare tecnicamente.
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #89 - 11. Mar 2018 at 15:16
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andreavezzoli wrote on 11. Mar 2018 at 12:14:
Certo grandissima musica Smiley però non è necessario ma sufficiente a formare tecnicamente il pianista, c'è bisogno di esercizi costruiti in modo simmetrico, con difficoltà progressiva, studiati apposta per allenare tecnicamente.

Ti seguo.
Una precisazione, intendi esercizi costruiti apposta dal didatta e personalizzati per ogni allievo o che si trovano già tra gli studi pubblicati di tecnica?

Puoi fare degli esempi?
  

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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #90 - 11. Mar 2018 at 17:16
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Esistono gli studi di Czerny, l'Hanon, il Rossomandi...
che sono costruiti in modo piuttosto progressivo... esiste una parte meccanica nello studio del pianoforte e questa va esercitata.
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #91 - 11. Mar 2018 at 17:57
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andreavezzoli wrote on 11. Mar 2018 at 17:16:
Esistono gli studi di Czerny, l'Hanon, il Rossomandi...
che sono costruiti in modo piuttosto progressivo... esiste una parte meccanica nello studio del pianoforte e questa va esercitata.

Aspetta, ho capito cosa intendi dire:
Anch'io ritengo che gli esercizi progressivi di tecnica siano importantissimi durante gli anni di studio.
Lo prevede anche il programma ministeriale di pianoforte, sono di difficoltà via via crescente fino ad arrivare a trasformarsi in musica e non più tecnica pura, come dicevamo.
Il programma parte da Beyer, Scuola preparatoria op. 101 del primo anno fino ad arrivare a vette come ad esempio gli studi op. 111 di Camille Saint Saëns e, volendo, andando oltre, in un percorso di difficoltà crescenti, passando, come si diceva da pura tecnica a Musica vera e propria.

Temevo che intendessi dire di continuare con l'Hanon e gli altri autori di tecnica dei primi anni per sempre  Shocked quando invece, giunto al diploma, neanche ti ricordi più in quale cassetto li hai lasciati, visto quanti anni son passati dall'ultima volta che li hai usati Smiley



  

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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #92 - 15. Mar 2018 at 00:05
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Gent.mi, qui mi son un poco perso Undecided
Come dicono gli eruditi: "pane e sarciccia qua l'affare me se impiccia!" Huh

Cito (ovver quoto):

tgdigit wrote on 11. Mar 2018 at 17:57:
Temevo che intendessi dire di continuare con l'Hanon e gli altri autori di tecnica dei primi anni per sempre  Shocked quando invece, giunto al diploma, neanche ti ricordi più in quale cassetto li hai lasciati, visto quanti anni son passati dall'ultima volta che li hai usati Smiley


andreavezzoli wrote on 07. Mar 2018 at 16:40:
Concordo con voi che lo studio di uno strumento non sia esattamente uguale a ad uno sport ma la resistenza è pur necessaria:
pensiamo ai pianisti che devono affrontare certi concerti per pianoforte e orchestra (Rachmaninov per esempio) lo potrebbero fare senza resistenza allo sforzo pianistico?  è stato dimostrato che perdono anche 1/2 kg di peso dopo questi sforzi...
quindi è vero l'arte è cosa ben diversa dallo sport ma ha alcuni punti di contatto
Probabilmente questi discorsi sono più adatti a chi  fa il concertista suonando molti recital durante l'anno con un repertorio "impegnativo"...


Formazione a parte, mi par di capire (se rinco non son Tongue) che i concertisti, in base all'enunciato di Andrea, "devon" proprio "continuare con l'Hanon e [/o] gli altri autori di tecnica" qual allenamento (alla stregua degli sportivi, come detto sempre da Andrea) per ottenere la "resistenza allo sforzo pianistico".
Altrimenti codesta "resistenza" come la ottengono? Con esercizi ad hoc?

Ma, sempre formazion a parte, chi non è concertista? Ovver: la maggioranza della popolazione pianistica!
Codesta maggioranza può dedicarsi ad "allenamenti" assai più soddisfacenti!? Assai più "goduriosi"? Roll Eyes
Se rinco non son, ciò mi par buon Smiley

Cordiali saluti


  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #93 - 16. Mar 2018 at 10:24
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Ecco su questo son d'accordo Smiley bisognerebbe distinguere qual'è l'obbiettivo del pianista, il repertorio che vuole interpretare e le caratteristiche individuali, cioè sono d'accordo che per uno che non deve fare il concertista, oppure per chi vuole fare il concertista con repertori meno virtuosistici l'hanon possa essere messo da parte sostituito dallo studio di brani di repertorio (personalmente opterei per la musica di Bach come punto di partenza visto che contiene sia tecnica che soprattutto musica Smiley e fa tenere allenato anche il cervello).
  
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tgdigit
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #94 - 16. Mar 2018 at 13:43
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andreavezzoli wrote on 16. Mar 2018 at 10:24:
Ecco su questo son d'accordo Smiley bisognerebbe distinguere qual'è l'obbiettivo del pianista, il repertorio che vuole interpretare e le caratteristiche individuali, cioè sono d'accordo che per uno che non deve fare il concertista, oppure per chi vuole fare il concertista con repertori meno virtuosistici l'hanon possa essere messo da parte sostituito dallo studio di brani di repertorio (personalmente opterei per la musica di Bach come punto di partenza visto che contiene sia tecnica che soprattutto musica Smiley e fa tenere allenato anche il cervello).

Ok daccordo anch'io sul meraviglioso e super formativo Bach.

Però, perdonami se insisto, faccio fatica ad accostare lo studio dell'Hanon che personalmente ho fatto il I-II anno di studio (ma anche meno), con la preparazione tecnica di un professionista che si appresta allo studio dei concerti di Rachmaninov.

Intendo dire, tu fai così o conosci dei professionisti che studiano l'Hanon per prepararsi ad un concerto impegnativo?

Mi spieghi in che modo?

Mi interessa molto, perchè sarebbe un argomento per me nuovo e rivaluterebbe enormemente l'opinione limitata (in quanto limitata massimo ai primi 2 anni di studio) che ho del libro.
  

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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #95 - 17. Mar 2018 at 10:03
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andreavezzoli wrote on 16. Mar 2018 at 10:24:
Ecco su questo son d'accordo Smiley bisognerebbe distinguere qual'è l'obbiettivo del pianista [...] per uno che non deve fare il concertista... l'hanon possa essere messo da parte


Io, invece, non sono d'accordo affatto  Smiley  Ma che vuol dire che per i concertisti l'Hanon va bene, per gli altri no ?  Shocked
Certamente l'obiettivo influisce sul modo di studiare. Possiamo discutere sull'utilità di studiare 8 ore al giorno, se si fa pianoforte solo per hobby, ma questa è altra faccenda.

Qui si sta discutendo sulla validità di un metodo. Se esso è buono e funzionale, lo è a prescindere dall'obiettivo finale. Se non lo è...  non lo è per nessuno.

Comunque... sarei curiosa di fare un test. Porrò la questione a diretti interessati... sperando che alla mia domanda... l'Hanon non me lo tirino dietro  Tongue Grin

  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #96 - 18. Mar 2018 at 10:57
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La mia idea infatti è quella che sarebbe meglio per tutti usare l'Hanon ma visto che molti pensano che sia una perdita di tempo ho cercato un "compromesso" dicendo che è indispensabile per i concertisti mentre è utile ma forse non "indispensabile" per gli altri, ma la mia non voleva essere una distinzione "discriminatoria" ma un tentativo di conciliare le esigenze.
Quindi sono d'accordo con te che è questione più di quanto tempo si studia.
Quindi riassumendo io l'Hanon lo trovo utile per tutti ma di più per i concertisti: nella musica come nella vita non si sempre si può fare festa e suonare ciò che si vuole e che piace a volte si devono fare sacrifici utili, in questo caso il sacrificio è usare l'Hanon quasi come se fosse la medicina cattiva di sapore da prendere con un po' di zucchero per addolcirla Smiley anche se per me l'Hanon non è poi così cattivo di "sapore" Smiley
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #97 - 18. Mar 2018 at 18:16
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andreavezzoli wrote on 18. Mar 2018 at 10:57:
Quindi riassumendo io l'Hanon lo trovo utile per tutti ma di più per i concertisti: nella musica come nella vita non si sempre si può fare festa e suonare ciò che si vuole e che piace a volte si devono fare sacrifici utili, in questo caso il sacrificio è usare l'Hanon quasi come se fosse la medicina cattiva di sapore da prendere con un po' di zucchero per addolcirla Smiley anche se per me l'Hanon non è poi così cattivo di "sapore" Smiley

Gent.mo, posso dir allor che son ben contento di non esser Concertista Grin
"Ben contento" nella misura in cui la natura (Dio per chi crede) non mi ha concesso il talento necessario, ovvio.

Cordiali saluti
  
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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #98 - 18. Mar 2018 at 18:35
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10dita wrote on 18. Mar 2018 at 18:16:
andreavezzoli wrote on 18. Mar 2018 at 10:57:
Quindi riassumendo io l'Hanon lo trovo utile per tutti ma di più per i concertisti: nella musica come nella vita non si sempre si può fare festa e suonare ciò che si vuole e che piace a volte si devono fare sacrifici utili, in questo caso il sacrificio è usare l'Hanon quasi come se fosse la medicina cattiva di sapore da prendere con un po' di zucchero per addolcirla Smiley anche se per me l'Hanon non è poi così cattivo di "sapore" Smiley

Gent.mo, posso dir allor che son ben contento di non esser Concertista Grin
"Ben contento" nella misura in cui la natura (Dio per chi crede) non mi ha concesso il talento necessario, ovvio.

Cordiali saluti

Anch'io non sono concertista, sarà per questo che rimango scettico sull'affermazione che l'Hanon per un concertista sia indispensabile?  Huh
  

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Re: Hanon: realtà o mito?
Reply #99 - 20. Mar 2018 at 12:32
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Non penso sia l'Hanon indispensabile, ma è indispensabile, secondo me, fare degli esercizi di tecnica al di fuori dello studio sul repertorio, trovo l'Hanon tra i metodi più adatti a questo, poi come tutte le cose non vanno viste in modo "integrale", forse suonare tutto l'Hanon tutti i giorni è sicuramente esagerato, ma ogni pianista potrebbe isolare quei 10/15 esercizi da utilizzare come "riscaldamento" quotidiano.
  
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