Hot Topic (More than 10 Replies) Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann (Read 5868 times)
V.H.83
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Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
03. Aug 2014 at 15:21
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https://www.youtube.com/watch?v=2augQnGUyqA#t=18m00s

È da mesi che vado avanti ad ascoltarmi l'interpretazione degli Studi sinfonici di Schumann suonati al Van Cliburn da Beatrice Rana, ed è diventata un ossessione ormai.
Io non suono, sono un semplice uditore, ma giuro che se sapessi suonare, molto probabilmente non suonerei mai più questi studi perché tanto credo non riuscirei a ottenere di meglio.
Lo so che non esiste un'interpretazione assoluta, ma ognuna è diversa per fortuna, ma qua non riesco ascoltare e/o vedere aldilà di questa.

È da mesi che riesco ad ascoltare poo altro e ogni ascolto di tali studi è quasi come il primo, un viaggio che vorrei non finisse mai in mondi sperduti e in città incantate... come è possibile una cosa del genere?
Sono completamente perduto in quell'interpretazione, non c'è niente fuori posto, ogni suono, ogni singola nota ha un senso.
Suoni, colori e tecnica... tutto perfetto.
Non sembrano neanche degli studi.

Se vi dicessi poi che Schumann non mi è mai piaciuto molto, tranne che il Carnaval suonato dalla Virsaladze, ma qua è diventata un'ossessione, questa interpretazione è storica.
Voi non trovate?
E pure non vedo tutto questo entusiasmo.

Oltre a questa interpretazione ringrazio Beatrice Rana perché è stata capace di farmi ascoltare anche compositori che non ascolto facilmente come Prokofiev o Saint Saens.
Per l'età che ha trovo sia una delle più grandi promesse che abbiamo in Italia.
  
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10dita
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #1 - 03. Aug 2014 at 16:46
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Gent.mo, acciderbolina!
Mi hai messo una curiosità addosso!

Ascolterò con "viva e vibrante attenzione" Wink
E con partitura alla mano Smiley  Cheesy

Cordiali saluti
  
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10dita
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #2 - 04. Aug 2014 at 05:02
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V.H.83 wrote on 03. Aug 2014 at 15:21:
https://www.youtube.com/watch?v=2augQnGUyqA#t=18m00s [...]
Lo so che non esiste un'interpretazione assoluta, ma ognuna è diversa per fortuna, ma qua non riesco ascoltare e/o vedere aldilà di questa.

È da mesi che riesco ad ascoltare poo altro e ogni ascolto di tali studi è quasi come il primo, un viaggio che vorrei non finisse mai in mondi sperduti e in città incantate... come è possibile una cosa del genere?
Sono completamente perduto in quell'interpretazione, non c'è niente fuori posto, ogni suono, ogni singola nota ha un senso.
Suoni, colori e tecnica... tutto perfetto. [...]


Gent.mo, ho ascoltato Smiley Smiley e devo proprio dire che sono in piena sintonia con te Smiley Smiley
Quest’esecuzione è veramente eccezionale Roll Eyes  Smiley

Bellissimo fraseggio e splendida “dizione”  Roll Eyes
Il “dialogo” (certo: la polifonia!) tra le voci “cantanti” (tema etc.) veramente superbo: da brivido la variazione XI  Shocked Roll Eyes

Assai Belli, a mio parere indovinatissimi, i cambi di “atmosfera” e la "messa in rilievo" diversificata nei ritornelli.
Come pure bellissima la pedalizzazione: mi piace particolarmente nella var. VIII.

Mi pare proprio che in questa interpretazione si palesano: Florestano ed Eusebio (e sì, anche Maestro Raro  Grin).

E’ una di quelle interpretazioni che ti fanno dire (perdona Smiley se prendo in “prestito” codeste parole, ma rendono così bene che non ho resistito Cheesy):

“[…] Ci troviamo di fronte ad una di quelle rarissime letture nelle quali il termine <<interpretazione>> finisce per scomparire e non resta se non la realtà della musica, che pare rivelarsi attraverso l’esecutore.” (in  Smiley“Da Clementi a Pollini”- Parte 3° “Storia e mito” [Pollini] di P. Rattalino).

Spero, quanto prima, ascoltar dal vivo questa magnifica artista Roll Eyes Smiley

Cordiali saluti
  
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Pepe
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #3 - 04. Aug 2014 at 12:08
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Vista, ascoltata, seguita.... che dire, concordo pienamente con le vostre sensazioni all'ascolto!

A differenza tua, VH83 io sono una schumaniana convinta da tanto tempo  Cheesy lo adoro, veramente, mi ci sento dentro fino nell'anima, e gli Studi Sinfonici mi fanno impazzire, ma proprio tanto.
Qualche settimana fa vidi Trifonov in rete, su medicitv, a Verbier, e si presentò proprio con gli Studi Sinfonici.
Rimasi letteralmente rapita.
Ma so perfettamente il perché. Trifonov è un pianista straordinario, tra le nuove generazioni secondo me è al top, ma è anche un bel furbetto (in senso buono ovviamente e con grande stima e ammirazione!!!) nel senso che cerca, cerca, e ricerca l'effetto, la novità, una frase non è mai uguale all'altra, cambia dinamiche in modo pazzesco e per come sono fatta io, che mi annoio veramente moltissimo con la maggior parte dei pianisti, lui è l'ideale, ed è questo uno dei motivi per cui mi piace molto come pianista.
Ma Beatrice mi ha convinto, molto ma molto di più di Trifonov, per la sua coerenza e la sua serietà artistica. E' vero, come dici tu, non c'è un qualcosa di fuoriposto, tutto torna e tutto ha un senso.
Da un lato l'estroso e incantatore Trifonov, con tutte le carte in regola tecnicamente, quindi musicalmente che mi cattura con effetti speciali, e dall'altro lato la Beatrice che mi cattura senza effetti speciali, ma con la sostanza del suo essere musicista onesta.
Belli questi giovani!!!
Evviva Beatrice!!!  Smiley
E bella anche, mi piaceva quel look un po' figlia dei fiori  Wink
  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #4 - 04. Aug 2014 at 17:44
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10dita wrote on 04. Aug 2014 at 05:02:
Spero, quanto prima, ascoltar dal vivo questa magnifica artista Roll Eyes Smiley

Cordiali saluti


Anch'io, penso di non aver mai avuto così tanta voglia di voler ascoltare un pianista dal vivo.


Non per andare OT, ma quotando Pepe, io Trifonov l'ho riascoltato e riascoltato in più occasioni, non si può dire che non sia bravo, ma non mi ha mai trasmesso nulla.
Tra l'altro si muove troppo per i miei gusti e alla fine sembra quasi abbia fatto un bagno in piscina.
Va che bella invece Beatrice alla fine degli studi per nulla affaticata, quasi riposata... e sembra impensabile dopo un esecuzione del genere.
È proprio un talento.

Pepe wrote on 04. Aug 2014 at 12:08:
E bella anche, mi piaceva quel look un po' figlia dei fiori  Wink


Ahaha la stessa cosa che ho pensato io.
  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #5 - 04. Aug 2014 at 22:28
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finiro' nel girone degli eretici?

cmq ho ascoltato BR in due concerti successivi a maggio:
- recital solistico [Bach Partita N1 - Schumann Et Symph Op13 - Prokofieff Sesta Sonata Op82]
- concerto con OSN-RAI [Prokofieff Concerto N2 Op16]
l'ho apprezzata ma in nessuna delle due occasioni mi ha fatto gridare al miracolo ...

Per La Cronaca 1 - in nessuno dei due concerti le ho visto un look "neo-figlia dei fiori"

PLC 2 - in entrambi i casi sostituiva un po' all'ultimo momento Yuia Wang perche' "A causa di un errore nella pianificazione dell'agenda, da parte dell'agenzia ... che la rappresenta, la pianista YW non potrà' rispettare gli impegni presi con l'OSN-RAI e con l'Unione Musicale. etc etc"
e' la scusa più' "bislacca" per annullare la partecipazione a un concerto che mi sia capitato di sentire in 40 anni e più' di stagioni concertistiche
se non sbaglio lo stesso e' successo a Milano e forse altrove, ma anche a Torino nella stagione precedente, ben motivando commenti su alcuni blog del tipo
"Ho visto la diretta web. [del concerto di BR] Notevole esecuzione. La Wang può riporre il tubino nell’armadio."
in realta' per i tubini di YW e' sufficiente una micro-borsetta


  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #6 - 04. Aug 2014 at 23:50
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Si possono esprimere impressioni non estasiate?
Le preferisco più declamate, forte la destra, e più veloce, e incalzante il ritmo, che è uno dei tanti caratteri schumanniani un po' deboli in questa lettura.
Il giocare, nei lisztismi, non è poi così evidente, e manca, nel senso che non è evidenziato questo carattere, la agogica del raccontare schumanniano, e ne sono poco sviluppate le armonie.
Insomma preferisco interpretazioni diverse, questa mi pare tutto sommato abbastanza piatta, e lo spirito schumanniano, che in realtà non sfuma mai le risoluzioni, lasciato un po' fuori.
Ma naturalmente sono le mie impressioni, sulla riga di un mio ideale schumanniano (per intenderci nell'op. 22 io faccio fischiare il pianoforte).
Certi allegri sono ridotti ad allegretti (testo non disponibile, se l'è preso mio figlio).
Resta l'estrema bellezza dell'opera schumanniana, di cui mancano però qui, secondo me, gli estremi contrastati.
Smiley
  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #7 - 05. Aug 2014 at 03:22
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ibach13 wrote on 04. Aug 2014 at 22:28:
finiro' nel girone degli eretici?

vecchiobambino wrote on 04. Aug 2014 at 23:50:
Si possono esprimere impressioni non estasiate?

Gent.mi, ma codesta è la cosa interessante Roll Eyes Cheesy:
esprimere pareri “opposti” sulla medesima interpretazione Smiley

Però, per quanto (ovviamente!) sia assolutamente lecito esprimere pareri personali, credo ci siano alcuni aspetti “oggettivi” (per quanto possibile, quando si parla di “interpretazione”  Huh) entro cui non è plausibile, secondo il mio sentir, aver pareri così agli antipodi Shocked Undecided

Ad es.:

vecchiobambino wrote on 04. Aug 2014 at 23:50:
[...] preferisco interpretazioni diverse, questa mi pare tutto sommato abbastanza piatta [...]

Beh,  non direi proprio che questa esecuzione sia “piatta”  Shocked  Shocked  Shocked  Shocked
Ok pareri “personali” e diverse “sensibilità”, ma non esageriamo Grin
Ma qui, tutto sommato, entro certi “limiti” si può “discutere”  Undecided Huh

Però quando si afferma che:

vecchiobambino wrote on 04. Aug 2014 at 23:50:

[...] Certi allegri sono ridotti ad allegretti (testo non disponibile, se l'è preso mio figlio).


Ciò è troppo Shocked Troppo: “tua impressione” !!
Dove sono di grazia codesti: “allegri ridotti ad allegretti”  Undecided Huh  Smiley

Il “testo disponibile”: SmileyQUI

vecchiobambino wrote on 04. Aug 2014 at 23:50:
[...] Resta l'estrema bellezza dell'opera schumanniana [...]

Bene Smiley Qui non possiamo che essere in totale accordo! Smiley
Ed alla fine, pareri personali a parte, non rimane che godere di questo capolavoro Roll Eyes
Che (parere personale eh! Grin  Wink) nella esecuzione di Beatrice Rana possiamo apprezzare assai bene! Roll Eyes Anzi:
benissimo Roll Eyes Grin Wink


Cordiali saluti

  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #8 - 05. Aug 2014 at 08:28
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Pepe vuole la discussione, e discussione sia. Cheesy
1. Il suono mi giunge dinamicamente appiattito e la destra debole, sarà questione di registrazione, ma i youtube generalmente ce la fanno abbastanza bene a star dietro.
2. Schumann non è il dominio dell'equilibrio, è slancio e caduta, e la caduta non è abbandono, e ciò vale anche per i tempi, o meglio le indicazioni schumanniane di tempo, che non sono mai metronomici, ma soggetti a variabilità agogica (e tu che sei cembalista lo sai Wink Roll Eyes), in opposizione al carattere di regolarità sconsolata che io attribuisco all'allegretto, al di là del tempo,  che in Schumann non trovo (per piacere non fermiamoci a questioni metronomiche, perché in Schumann non di questo si tratta).
3. Ma insomma, l'hai studiato? Hai visto come le soluzioni di scrittura, talora al limite dell'ostico, ne condizionano l'esecuzione in un senso estremo che l'accuratezza suggerisce essere quello ricercato dall'autore?
Insomma la coerenza passa per i tre modi, che per loro definizione, schumanniana, non sono né equilibrati, né fusi, neanche in Maestro Raro, che ricapitola, riassume, conclude, ma non fonde.
E' poi mia convinzione, maturata suonandolo, che non si possa eseguire Schumann e Chopin nella stessa serata, invece ho visto che prima ha fatto Clementi, con molto colore, che ho apprezzato.
Smiley
  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #9 - 06. Aug 2014 at 11:49
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vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
Pepe vuole la discussione, e discussione sia. Cheesy


Evvai!!!  Smiley  Cheesy Cheesy

vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
E' poi mia convinzione, maturata suonandolo, che non si possa eseguire Schumann e Chopin nella stessa serata, invece ho visto che prima ha fatto Clementi, con molto colore, che ho apprezzato.
Smiley


questo mi incuriosisce molto... discutere prego!!  Cheesy come mai pensi che non si possa fare?

  
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vecchiobambino
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #10 - 06. Aug 2014 at 16:10
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Pepe wrote on 06. Aug 2014 at 11:49:
vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
Pepe vuole la discussione, e discussione sia. Cheesy


Evvai!!!  Smiley  Cheesy Cheesy

vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
E' poi mia convinzione, maturata suonandolo, che non si possa eseguire Schumann e Chopin nella stessa serata, invece ho visto che prima ha fatto Clementi, con molto colore, che ho apprezzato.
Smiley


questo mi incuriosisce molto... discutere prego!!  Cheesy come mai pensi che non si possa fare?


Grin Grin

E' una convinzione maturata parecchi anni fa  Roll Eyes, di cui cercherò qui di ricostruire i motivi, dipende anche dagli accostamenti, ci sono prime opere, di influsso ancora biedermeier, decisamente più accostabili, ma poi le due anime si differenziano musicalmente e in sentire, pur usando, ma solo tecnicamente, lo stesso linguaggio.
Il problema è appunto qui, che lo stesso linguaggio tecnico è piegato musicalmente, ai fini espressivi, da due fortissime personalità antitetiche, slancio e caduta, invito e sorpresa il primo, tra i molti diversi modi, rigorosa struttura, canto, ritrosia e talora ombroso distacco il secondo.
Prendiamo ad esempio (ma mi stai trascinando in problemi difficilissimi Cheesy) i riferimenti bachiani dei due: nel secondo (Chopin) il sostrato bachiano è sotteso, diffuso, come se un riferimento implicito costante, nel primo (Schumann), il contrappunto è usato in maniera palese, esplicita, e di momento estremizzante. Già questo è un rivivere gli elementi del passato totalmente diverso, e si può continuare con tantissimo.
Il punto è che la loro opera, oltre che in assoluto il culmine, è il punto germinale della differenziazione dell'evoluzione musicale successiva.
Ciò non toglie, ovviamente, che non si possa suonare Schumann "alla Chopin", ritraendone gli estremi, o viceversa Chopin alla Schumann esplicitandone i contrasti. Il punto è che, essendo essi il punto cruciale della differenziazione successiva, andrebbero, secondo me, tenuti distinti per antiteticità di carattere, che trovo difficile cambiare nella stessa serata, ma anche nella stessa giornata.
Tutto ciò presuppone, dal punto di vista esecutivo, l'autentico desiderio di conformarsi al carattere dell'autore non come esercizio stilistico, ma perché lo si ritene affine in quel momento a quella parte del proprio personale sentire, che benché mutevole, non si può cambiare a comando.
E qui andiamo a toccare, ma siamo OT, l'argomento cruciale di quanto ciò influenzi l'esecuzione pubblica anche di ottimi pianisti.
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #11 - 06. Aug 2014 at 20:13
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vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
2. Schumann non è il dominio dell'equilibrio, è slancio e caduta, e la caduta non è abbandono, e ciò vale anche per i tempi, o meglio le indicazioni schumanniane di tempo, che non sono mai metronomici, ma soggetti a variabilità agogica (e tu che sei cembalista lo sai Wink Roll Eyes), in opposizione al carattere di regolarità sconsolata che io attribuisco all'allegretto, al di là del tempo,  che in Schumann non trovo (per piacere non fermiamoci a questioni metronomiche, perché in Schumann non di questo si tratta).
3. Ma insomma, l'hai studiato? Hai visto come le soluzioni di scrittura, talora al limite dell'ostico, ne condizionano l'esecuzione in un senso estremo che l'accuratezza suggerisce essere quello ricercato dall'autore?
Insomma la coerenza passa per i tre modi, che per loro definizione, schumanniana, non sono né equilibrati, né fusi, neanche in Maestro Raro, che ricapitola, riassume, conclude, ma non fonde.


Sono assolutamente d'accordo sulla tua visione schumaniana. Proprio non avrei saputo trovare esposizione migliore di quella che hai scritto.

Invero, Schumann è un autore folle e non si dovrebbe suonare quando si è "in carriera", per ovvie ragioni. Adoro il pianismo di Bea, adoro lei come musicista e come persona, anche se non la conosco bene direttamente, ma tendo a pensare che quando si è sotto i riflettori e si suona un autore come Schumann, ci si preoccupi anche un po' della "critica". Insomma Schumann andrebbe suonato in un contesto avulso da quello concertistico-preofessionistico, secondo me, proprio per le ragioni di cui su. Gli Studi Sinfonici, ancora ancora, mi sembrano inglobati in una forma, sebbene schizoide, ma abbastanza coerente. Ma per esempio la Fantasia, i Kreisleriana, Le Davids: è musica che oscilla in modo iperbolico dalla follia piu' acuta alla tenerezza piu' sussurrata.

Sono anni, per quanto mi riguarda, che non mi accontento di alcun pianista -eccetto pochissimi- che suoni Schumann.

Beatrice, comunque, è una pianista in carriera ed è molto giovane e credo che la sua coerenza travalichi l'autore prediligendo l'esecutore, e credo che questo, per ora, sia il SUO Schumann; e non sento di dar torto a questa concezione.
  

"Ca, quala Limbo! L'inferno è il posto giusto per te! E' lì che devi stare!" Cit. M°Michele Marvulli
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #12 - 06. Aug 2014 at 21:19
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Rapsodìa wrote on 06. Aug 2014 at 20:13:
Beatrice, comunque, è una pianista in carriera ed è molto giovane e credo che la sua coerenza travalichi l'autore prediligendo l'esecutore, e credo che questo, per ora, sia il SUO Schumann; e non sento di dar torto a questa concezione.

Sì, dici benissimo  Cheesy, ci stavo arrivando anch'io riflettendo sulla complessa questione autore-esecutore e della compatibilità esecutiva di autori diversi, ancorché coevi.

Allora riporto quanto quanto mi rimuginavo poco fa.

Prendiamo ad esempio 1838 di Schumann, Mendelssohn e Chopin, si può? Schumann è per la sua strada, con caratteri unici, tutti affettivi. Mendelssohn va diritto come il suo solito dall'inizio alla fine pensando all'orchestra in un equilibrio formale rigoroso. Chopin è alla ricerca, con dubbi. Come si mettono assieme i tre? Si asseconda Chopin mentre Schumann si esalta e Mendelssohn scorre? E come si fa senza farsi prendere la mano, e la testa, dal più forte dei tre? E chi è il più forte? E ciascuno dei tre si estende sugli altri, chi Schumanizza (cosa a mio avviso impossibile), Chopinizza, Mendelssohnizza chi?
Gli autori vanno secondo me tenuti separati, a meno che non si voglia fare uno studio sui richiami e le reminiscenze tra essi.

Smiley
  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #13 - 07. Aug 2014 at 05:21
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vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
Pepe vuole la discussione, e discussione sia. Cheesy
 )

Gent.mo, e se discussion  non vi fosse Huh Che facciam sullo forum Undecided
Discussioni appassionate, anco pure indiavolate, ma sempre in cordialità e son certo che tanta bella gente verrà qua Cheesy Epppoi: quel che Pepe vuole, Pepe ottiene Grin  Wink  Smiley
Il tuo splendido intervento Roll Eyes, scaturito in “risposta”, è la prova evidente che la discussion presente è linfa assai vitale che allo forum non fa certo male Smiley
Detto ciò, rimatamente, vengo qui risponderti allo istante al quesito tuo pregnante:

vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
2. Schumann non è il dominio dell'equilibrio, è slancio e caduta, e la caduta non è abbandono, e ciò vale anche per i tempi, o meglio le indicazioni schumanniane di tempo, che non sono mai metronomici, ma soggetti a variabilità agogica (e tu che sei cembalista lo sai Wink Roll Eyes), in opposizione al carattere di regolarità sconsolata che io attribuisco all'allegretto, al di là del tempo,  che in Schumann non trovo (per piacere non fermiamoci a questioni metronomiche, perché in Schumann non di questo si tratta).


Bravo sei assai, ma in “buca” non mi vedrai Cool  Wink
Hai detto tutto molto bene, ma un poco l’hai “girata” la question su evidenziata  Smiley Smiley
Certo, se così tu “mella” metti al diavolo tutti gli “allegretti” e ti do ragion suprema: ed allor non mi do pena!
Citazion fatale (da “Regole di vita musicale”):

“-Suonate a tempo! L'esecuzione di certuni artisti rassomiglia all'andatura di un ubriaco. Guardatevi di prendere a modello costoro.”
-Il suonare troppo in fretta o troppo lento, sono difetti grandi al pari.”

Ovvio: quel “a tempo”, non è “metronometrico”.
Ohh! Qui il “folle” Schumann ci appare così “razionale” Grin Smiley

vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
3. Ma insomma, l'hai studiato?  

Se “studiato” l’ho o non l’ho, non capisco che v’entra mo Huh
Però, domandar è lecito e risponder è cortesia: sì, studiato lo ebbi Smiley
Eseguito/i poche volte, perché (purtroppo Cry) non eran nelle mie corde Sad Se interessa, più volte sonai la sonata in Fa# minor e in questa, molto di più, vidi gli “spettri” schumanniani palesarsi Shocked In codesti studi vedo più una “razionalità folle”, che una “folle razionalità”! Differenza sottile, tagliente come un lama, ed assai perigliosa Smiley

vecchiobambino wrote on 05. Aug 2014 at 08:28:
E' poi mia convinzione, maturata suonandolo, che non si possa eseguire Schumann e Chopin nella stessa serata

Questa “tua” è assai interessante Smiley E merita una meditazione abbondante Smiley Huh
Ma, come ben dici:

vecchiobambino wrote on 06. Aug 2014 at 16:10:
E qui andiamo a toccare, ma siamo OT, l'argomento cruciale di quanto ciò influenzi l'esecuzione pubblica anche di ottimi pianisti.

Ed allora per scongiurar l’OT, apri un new topic questo giovedì Wink

Rapsodìa wrote on 06. Aug 2014 at 20:13:
Beatrice, comunque, è una pianista in carriera ed è molto giovane e credo che la sua coerenza travalichi l'autore prediligendo l'esecutore, e credo che questo, per ora, sia il SUO Schumann; e non sento di dar torto a questa concezione.


Oh mia Divina Rapsodia Roll Eyes Smiley Codesto tuo vergato è una poesia Roll Eyes Roll Eyes
In relazion a ciò, e tenendo ben in mente lo loco dove avvenne la interpretazione qui presente, cito questo immantinente:

“Beatrice Rana ci sembra oggi possedere notevolissime qualità espresse ancora avendo ben presenti quali siano i requisiti previsti da un grande concorso internazionale, ossia una attenzione fin troppo vigile rivolta a soddisfare mille aspetti a volte in contraddizione tra loro. La grande carriera permetterà a Beatrice di esprimersi nella maniera a lei più congeniale: siamo certi che ella saprà sfruttare al meglio le proprie potenzialità già ampiamente dimostrate durante il recente concorso[…]” (da una recensione di Luca Chierici:QUI).

Insomma, la giovane artista in codesta situazion deve: aver occhio per la commission; altro per lo pubblico (birbaccion Grin) e non perdere la Trebisonda nella difficile esecuzion Tongue
Mentre in cuffia sento echeggiar la “nostra” giovane artista, mi permetto in coda una citazion (da  Smiley“L’interpretazione musicale” di G. Graziosi):

“[…] Nei confronti di Debussy qualora egli, per ipotesi, avesse ascoltato la tua interpretazione, il minimo che ti potrebbe capitare è di sentirti ripetere la frase che il grande compositore francese gridò al quartetto Capet dopo aver ascoltato il proprio Quartetto: “Non è ciò che avevo immaginato, ma per carità non cambiate niente di come avete fatto!…” Ch’è un’altra prova come all’autore per primo la propria creatura possa apparire imprecisata e cangiabile.”

Cordiali saluti

PS
Ho ascoltato la sonata di Clementi:
accipicchia Shocked Assai bella Roll Eyes Roll Eyes Sai che quasi, quasi è meglio de....però, devo meditarci sopra ancora un po' Undecided Huh

  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #14 - 07. Aug 2014 at 12:40
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D'accordissimo su tutto  Cheesy
Sono in blackout da questo pomeriggio ... devo mettere il fumo alla locomotiva ... ho due padroncini esigentissimi ..  Grin Grin
Smiley
  
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #15 - 02. Jun 2016 at 18:56
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Oggi ho trovato per caso questa registrazione dove a fine concerto suona Schumann... a quanto pare è un bis

https://www.youtube.com/watch?v=QEZ6Sy6UrW8

sapete che è tutto il pomeriggio che ci penso, il brano ce l'ho nel cervello e lo conosco a memoria, ma non mi ricordo da che raccolta è preso.
È tutto il pomeriggio che ascolto brani di Schumann e alla fine mi sono arreso.   Undecided
  
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vecchiobambino
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Re: Beatrice Rana - Studi sinfonici di Schumann
Reply #16 - 03. Jun 2016 at 04:54
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E' Myrthen op. 25 Schumann Liszt, n.1 Widmung.
Brava!
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