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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Come comporre? l'ispirazione quanto serve? (Read 13457 times)
andreavezzoli
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Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
28. Oct 2014 at 14:36
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Ecco alla fine ho pensato che sia meglio optare per TOPIC separati per ogni argomento.
In questo TOPIC parleremo sul come comporre, da cosa ognuno di noi parte per comporre, se abbiamo metodi ben pianificati per procedere nel creare una nuova composizione...

Lo spunto di Duriel è stato illuminante: L'ispirazione quanto serve?

  
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10dita
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #1 - 29. Oct 2014 at 02:58
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andreavezzoli wrote on 28. Oct 2014 at 14:36:


Lo spunto di Duriel è stato illuminante: L'ispirazione quanto serve?


Gent.mi, il “soggetto” (la “ispirazione” Roll Eyes) non è certo di facile definizione Huh Undecided Smiley
E’ sfuggevole, forse ambigua etc.
Probabilmente, pria del “quanto serve”, occorre, per quanto possibile, definirla o almeno tentar di definirla.
Così “alla veloce” e dalla fonte (ovvio: Wikipedia QUI  Grin) più “facile”  in rete, ecco il “brutale” copia-incolla:

Ispirazione
Con il termine ispirazione si intende una particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad un'opera. In molte culture si ritiene che l'ispirazione sia l'azione di uno spirito divino o soprannaturale nell'uomo che si manifesta tramite visioni o rivelazioni. Generalmente l'ispirazione presuppone nel soggetto in questione particolari predisposizioni che possono variare nelle differenti culture.”

Ispirazione artistica
Per quanto riguarda le composizioni artistiche, l'ispirazione si riferisce ad una irrazionale ed incomprensibile esplosione di creatività. [...]”


(Poi i più eruditi potranno ulteriormente arricchir Smiley Smiley)

Comunque, queste forse le "definizioni" più vicine al comune sentir, anche se in qualche modo "banali". In genere si tende a credere (o a far credere Tongue) che lo "artista" crei in preda al "raptus" Smiley, ad un improvviso impulso incontrollabile, e "svegliato" da codesto, con i capelli ritti sullo cranio  Smiley, si metta a scrivere pagine immortali Cheesy



A presto

Cordiali saluti

  
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andreavezzoli
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #2 - 29. Oct 2014 at 10:23
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Io credo che in campo musicale l'ispirazione intesa come " irrazionale ed incomprensibile esplosione di creatività"  esista solo in rari casi in cui è abbinata alla genialità del compositore...
esiste poi secondo me una altro tipo d'ispirazione musicale meno "esplosiva" ma più importante cioè è quella mette nelle condizioni migliori il compositore per comporre si tratta di una commistione di fattori:

1) essere nel giusto stato psicofisico con la mente libera da cose potrebbero impedire la creatività

2) avere la fortuna di avere l'idea giusta che va poi comunque sviluppata


ma comunque ritengo che la maggior parte del tempo il compositore la debba passare a vagliare i possibili tipi di elaborazione che il materiale di base può offrire ed utilizzare quello o quelli che ritiene più adatti e poi ad eleborarli attraverso una razionale "economia" dei mezzi a disposizione.
Ciò che sembra frutto dell'ispirazione è spesso frutto invece di un meticoloso e lungo lavoro di progettazione ed eleborazione.
L'ispirazione quindi ritengo concorra in percentuale minima nel comporre...

Non esiste composizione di un certo livello che non abbia avuto una progettazione, anche l'improvvisazione è frutto di progettazione ed eleborazione estemporanea dei materiali...

Quando manca la progettazione, quando manca un metodo, solo la fortuna può portare a risultati di rilievo.
  
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Duriel
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #3 - 29. Oct 2014 at 12:05
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Quando mi capita di parlare di questo argomento con perosne "profane" faccio sempre alcuni esempi pratici per fargli capire che appunto dietro una composizione si trova sempre un lavoro di progettazione ed elaborazione del materiale musicale. IL primo esempio è proprio l'improvvisazione: avete mai sentito qualche musicista bravo ad improvvisare dire frasi tipo " oggi non ho l'ispirazione per improvvisare"? se vogliono si mettono ed improvvisano.
Il secondo esempio è il lavoro su commissione. Se devi scrivere un brano musicale per qualche progetto ( dove magari ti pagano) ed hai delle scadenze da rispettare cosa fai? rispondi al committente " dipende se sono ispirato"?
Terzo ed ultimo esempio : il classico esame in conservatorio . Giorno tot alle ore tot hai qualche compimento di composizione. Cosa fai, dici alla commissione di spostare la prova perchè non ti senti ispirato quel giorno O.o? Sarebbe un ottimo modo per farsi radiare  dalle classi di composizione XD
  
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andreavezzoli
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #4 - 29. Oct 2014 at 14:49
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Infatti il termine "compositore" spiega bene il tutto: non "inventore" o "creatore" ma compositore, cioè colui che mette assieme vari elementi ecco è questo che si fa quando si compone, ovvio che da questo si possono percepire emozioni, sentimenti , suggestioni...
ma il "mestiere" è fondamentale.
Ogni cosa che ha un'anima ha una sua forma ed una sua organizzazione pensiamo al corpo umano per esempio...
  
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #5 - 30. Oct 2014 at 12:12
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andreavezzoli wrote on 29. Oct 2014 at 14:49:
Infatti il termine "compositore" spiega bene il tutto: non "inventore" o "creatore" ma compositore, cioè colui che mette assieme vari elementi ecco è questo che si fa quando si compone, [...]
ma il "mestiere" è fondamentale.


Gent.mo Andrea, sottoscrivo (anzi, come dicono gli informatici eruditi del forum: quoto Cheesy) codesto tuo scritto Smiley
Forse la “idea”, chiamala se vuoi spunto, intuizione, trovata, pensata etc. ecco forse è codesta  la “ispirazione” Undecided Roll Eyes La cellula “madre”!
Credo sia una sorta di pensiero fulmineo, un misto di “ragionamenti” (a livello inconscio) del nostro patrimonio “cultural-umano” talmente rapidi e quindi sfuggevoli alla nostra solita e “vigile razionalità”.
Come hai ben detto però se poi non c’è il “progetto”, la capacità di “sviluppare”, il mestiere (indispensabile: arte pur esso!) non si avrà un lavoro degno d’esser chiamato: composizione.

Scrive Chopin in una lettera ai suoi cari:

“[…] Qualche volta sono contento e qualche volta scontento della mia sonata per violoncello, la butto in un angolo e poi la riprendo. Ho tre mazurche nuove […]. Quando si compongono sembra che siano belle: se fosse diversamente non si scriverebbe mai; poi uno ci ripensa e le butta via o le accetta; il tempo è il miglior giudice e la pazienza la miglior maestra.”


Quante opere dei grandi sembrano scritte di getto, ed invece sono il frutto di un grande e lungo lavoro di ripensamenti, di cesellatura etc. E come ben evidenzia il grande polacco:
“il tempo è il miglior giudice e la pazienza la miglior maestra” Roll Eyes

Cordiali saluti

  
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andreavezzoli
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #6 - 30. Oct 2014 at 12:38
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mi piace il termine "cellula madre"  Smiley

Ora, secondo me, dovremmo soffermarci sull'aspetto successivo del come comporre: in che modo scegliere la tecnica compositiva, la forma... per elaborare la "cellula madre"? La cellula madre deve essere pensata già in funzione di una forma prestabilità ancor prima dell'aver "trovato" il nucleo primitivo da cui partire?
o viceversa?

ovviamente la risposta è che tutti e due i  metodi sono validi a seconda dell'abitudine di procedere del compositore, a seconda se la forma è già vincolata da chi commissiona l'opera... 

Ora mi piacerebbe che ognuno di noi esponga il suo metodo/metodi abituali nel comporre

personalmente fino a circa 10 anni fa ero solito comporre quasi tutto il brano piuttosto velocemente cercando di cogliere l'idea del momento col tempo però ho capito che la fase di progettazione del brano deve avere molto spazio, per poi poter procedere senza chiedersi "che nota metto ora"?



  
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #7 - 03. Nov 2014 at 05:27
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andreavezzoli wrote on 30. Oct 2014 at 12:38:
Ora, secondo me, dovremmo soffermarci sull'aspetto successivo del come comporre:



Gent.mo, sì capisco che occorra far il "passo" successivo, ma vorrei ancor per un attimo soffermarmi sulla "ispirazione".
E per far ciò mi "servo" (ovviamente Grin) di una citazione Wink
Dunque:

"Lo studio del processo creativo è fra i più delicati: in realtà è impossibile osservar dall'esterno il suo sviluppo intimo ed è vano tentare di seguirne le fasi nel lavoro degli altri. E' egualmente difficile osservar se stessi. Tuttavia, ricorrendo alla mia introspezione, avrò qualche probabilità di guidarvi in questa materia essenzialmente incerta.
La maggior parte dei melomani crede che il primo impulso all'immaginazione creatrice del compositore venga da un certo turbamento emotivo, generalmente indicato con il nome di ispirazione.
Io non penso a negare all'ispirazione la parte eminente che le spetta nella genesi dell'opera: sostengo soltanto ch'essa non è in alcun modo la condizione preliminare dell'atto creativo, ma una manifestazione secondaria in ordine di tempo.
Ispirazione, arte, artista, altrettante parole perlomeno confuse che ci impediscono di veder chiaro in un campo in cui tutto è equilibrio e calcolo, in cui passa il soffio dello spirito speculativo. In seguito, ma solo in seguito, nascerà quel turbamento emotivo che è base dell'ispirazione e di cui si parla senza ritegno dandogli un significato che ci disturba e che giunge fino a comprometter la cosa. Non è chiaro che questa emozione è soltanto una reazione del creatore alle prese con quell'incognita che è ancora l'oggetto della sua creazione, e che deve diventare un'opera? [...] L'appetito che si risveglia in me alla sola idea di mettere in ordine degli elementi musicali non è affatto cosa fortuita come l'ispirazione, ma abituale e periodica, se non costante, come un bisogno di natura. [...] L'invenzione presuppone l'immaginazione, ma non deve esser confusa con essa, poichè il fatto d'inventare implica la necessità di una trovata e di una attuazione. Ciò che immaginiamo non prende necessariamente forma concreta e può rimanere allo stato virtuale, mentre l'invenzione non è concepibile fuori della sua attuazione nell'opera."

(da  Smiley <<Poetica della Musica>> Cap. III "La composizine musicale" di I. Strawinsky)

Credo che in codesta citazione ci siano molti spunti su cui riflettere e meditare Roll Eyes Smiley Smiley

Cordiali saluti


  
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andreavezzoli
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #8 - 03. Nov 2014 at 09:43
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interessantissima citazione Smiley e soprattutto piena di spunti:

mi ritrovo in alcuni punti di quello che scrive Stravinsky, il fatto che spesso l'ispirazione arrivi dopo l'aver incominciato a progettare o addirittura già comporre un'opera è vero, l'ispirazione viene spesso quando si è incominciato a vagliare le possibilità del materiale di base scelto, all'improvviso si trovano delle possibili elaborazioni del materiale che magari neanche ore ed ore di lavoro erano affiorate alla mente.
L'immaginazione spesso non riesce a finire tutta sullo spartito, si hanno delle idee che non si riescono a tramutare in musica...
mi azzardo a sostenere che esistono forse 2 tipi d'ispirazione, quella che permette all'immaginazione del compositore  di trovare l'idea iniziale e quella che permette di trovare le soluzioni pratiche per attuare l'input che l'immaginazione ci ha dato.

  
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Zabrina
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #9 - 12. Nov 2014 at 02:07
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E se proprio dal ciel non vi arriva alcuna ispirazion, ecco qui la soluzion. Che dite? Forse anche così si può far Grin



P.S. Scusate, non ho resistito Embarrassed Me pareva proprio "in topic" Wink


  
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #10 - 12. Nov 2014 at 02:30
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Gent.ma, con codesta “vignetta” ( Smiley) ci vuoi forse dir che qualcuno ha pensato ad una nuova “tecnica di composizione”  Huh

La: DADOCAFONIA! o  DADICAFONIA!

Sai che potrebbe esser una idea Smiley
Io non son compositor, ma vediam “essi” che ci dicono Cheesy

Comunque:  Smiley

Cordiali saluti


  
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Duriel
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #11 - 12. Nov 2014 at 09:59
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QUesta vignetta mi ricorda il primo brano che ho composto. Il mio prof fece pescare da un sacchetto tre note a caso e uno struemnto a caso a tutti i suoi allievi e poi disse:" bene . scrivete qualche miniatura per lo strumento pescato con queste sole tre note. vediamo che salta fuori" . Che spasso XD
  
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10dita
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #12 - 13. Nov 2014 at 05:21
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Gent.mi,

comunque, casualità, probabilità etc. a parte, credo che alla fine la “scelta delle note”, vuoi chiamarlo “tema”, vuoi chiamarla “cellula madre”, vuoi chiamarle/o/a….come vuoi, dicevo alla fine della storia ciò che fa la “differenza qualitativa” è la abilità dello artista-creator di “comporre”, di sviluppare, di mettere insieme una “architettura” che regga, e ciò prescindendo (anche) dal linguaggio usato, vuoi tonale, dodecafonico, cacofonico, "dadocafonico"...  Grin
E’ evidente ( e scontato) che un “certo” materiale in “mano” allo abile compositor (al “genio” creativo)  sortisce "effetti" e qualità enormemente differenti Roll Eyes
Pensiamo, ad es., cosa ha “costruito” Ludovico su quel “valzerino” (detto con tutto il rispetto!) di Diabelli Roll Eyes Roll Eyes Roll Eyes
“Nella idea (pur "casuale"!) è racchiuso il suo divenire”  
(Domanda retorica Grin)
Il “destino” di essa è nelle mani di chi la “tratta”  
(Credo proprio di: sìììììì!)


Pausa e citazion Cool
Stravinskij era “spaventato” Shocked dalle “infinite possibilità” :

“La funzione del creatore è di vagliare gli elementi che ne riceve, poiché è necessario che l’attività umana imponga a se stessa i propri limiti. Più l’arte è vagliata, limitata, elaborata, più essa è libera.
Per quel che mi riguarda, io provo una specie di terrore quando, al momento di mettermi al lavoro e innanzi alle infinite possibilità che mi si offrono, ho la sensazione che tutto mi sia permesso. Se tutto mi è permesso, il meglio e il peggio, se nulla mi oppone resistenza, ogni sforzo è inconcepibile, io non posso appoggiarmi a nulla per costruire e quindi ogni impresa sarebbe vana. […] Io non ho bisogno di una libertà teorica. Che mi si dia cosa finita, definita, mi si dia della materia che può servire alla mia operazione solo in quanto è adeguata alle mie possibilità. Essa mi si offre con i suoi limiti: spetterà a me di imporle i miei.”

(da    <<Poetica della Musica>> Cap. III "La composizine musicale" di I. Stravinskij)

Imporre i propri limiti! Straordinario Roll Eyes Roll Eyes


Cordiali saluti
  
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andreavezzoli
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #13 - 14. Nov 2014 at 12:24
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il discorso sta prendendo una via interessante.

Il terrore della libertà da una parte, e la causalità dall'altra, di primo acchito potrebbero sembrare due elementi inconciliabili... ma a pensarci bene sono elementi quasi imprescindibili per chi compone.
E' il vincolo che fa scaturire la creatività, meno regole ci sono e più la creatività non viene supportata dalla coerenza, magari idee di per se buone ma che non si agganciano (come quando si mischiano le tessere di puzzle diversi...).

L'idea di trovare la cellula madre attraverso i dadi è molto interessante, perché poi il compositore dovrà "solamente" pensare all'elaborazione.
Cosi come quando è qualcun altro a scegliere il materiale da elaborare per esempio quando viene scelto il soggetto per un concorso di fuga ... non è il compositore a sceglierlo, cosi come all'esame...
Infatti l'intento del nostro laboratorio di composizione è proprio quello di stimolare la creatività dei compositori attraverso materiale di base scelto non dal compositore...

  
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #14 - 17. Nov 2014 at 04:32
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andreavezzoli wrote on 14. Nov 2014 at 12:24:
 
Infatti l'intento del nostro laboratorio di composizione è proprio quello di stimolare la creatività dei compositori attraverso materiale di base scelto non dal compositore...


Gent.mo, hai fatto bene ad accender il riflettor sul nostro (un "poco" dormiente Sad) Laboratorio Smiley

E' sempre interessante veder come viene elaborato e sviluppato un medesimo "materiale di base" dai diversi "soggetti" Roll Eyes
Ed i (purtroppo Cry Tongue) pochi "esperimenti" fatti nel Lab. hanno evidenziato ciò, soprattutto quelli con "materiale di base" musicalmente <<puro>> Wink
Colgo la occasione per ri-portar alla attenzione dei compositori (se ci sono ancora in questi paraggi Undecided Huh Grin) l'ultimo progetto lanciato da Andrea:

QUI

Io ci sono, nel mio piccolo (bisogna "accontentarsi", anche perchè per ora non vedo alcun altro allo orizzonte!), come esecutor Smiley
Ed allor: forza e coraggio Smiley
Il basso fu dato!
Lo spunto creato!
Un pianista, pur datato, qui s'è palesato!
Che aspettate Huh Undecided Smiley
Non gradite lo "spunto" immaginato Huh
Ok, proponete altro "dato" Smiley
Non v'aggrada lo pianista assai datato Huh
Beh, posso anche capir! Ma come dissi tempo addietro:

se volete poi Pollini, sapete che ve dico miei "bambini":


E se "pianista" non sarò, un "pezzettone" scriverò Grin
E "da per me solo" lo eseguirò   Cheesy

Cordiali saluti

  
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Zabrina
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #15 - 28. Nov 2014 at 01:23
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Cari compositori, vi dedico un'altra vignetta sull'ispirazione e sull'arte del comporre Smiley




e sempre in tema di "partners creativi":

Secondo tre ricercatori, Anna Magdalena, la seconda moglie di Johann Sebastian Bach, sarebbe la vera compositrice di alcune celebri opere del marito, quali Le Variazioni Goldberg e le sei suite per violoncello. [...] Insomma una specie di “lavoro in famiglia”.

DA:
http://www.lepoint.fr/culture/la-femme-de-bach-aurait-ecrit-certaines-oeuvres-de...

Un'ipotesi alquanto azzardata Huh

Al di là della sua veridicità, vien da riflettere...   capita infatti che sia proprio il partner a fornir l'ispirazion, ad aiutare ad uscire da situazioni di stallo o ad influenzare su alcune scelte estetiche.

...e se siete "single", boh, potreste provare anche voi col pappagallo Huh
  
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vecchiobambino
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #16 - 28. Nov 2014 at 03:28
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Sembrerebbe di no.
Pare che la relatività ristretta sia della moglie di Einstein.
Così sonate "di Dussek" siano della moglie arpista.
Per non parlare della probabile influenza di Nannerl, Fanny ecc..
Ne sono sempre stato convinto.
Meriterebbe un topic.
10dita  Cheesy
  
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #17 - 28. Nov 2014 at 04:08
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vecchiobambino wrote on 28. Nov 2014 at 03:28:
.
Meriterebbe un topic.


Gent.mo, meriterebbe sicuramente!
Pensiamoci Huh
Intanto (dalla fonte più immediata il brutal "copia-incolla" Grin):

"Attribuzione delle opere a Johann Sebastian Bach

Nel 2006 uno studioso ha avanzato la teoria che Anna Magdalena possa aver composto alcune delle musiche attribuite fino ad ora a Johann Sebastian Bach.[1]
Il professor Martin Jarvis della Charles Darwin University School of Music di Darwin in Australia ha infatti affermato che probabilmente fu lei ad aver scritto le famose Suites per violoncello solo (BWV 1007-1012), alcune Variazioni Goldberg (BWV 988) e il primo preludio de Il clavicembalo ben temperato (BWV 846)[2]. Tale idea è accolta con radicale scetticismo da alcuni importanti violoncellisti[1] e musicologi[3], vista la difficoltà di trovare evidenti conferme a tali ipotesi, pur trovando lodevoli le tecniche d'indagine usate da Jarvis[4]."

(QUI )

E:

«Alcune composizioni di Bachsono state scritte dalla moglie»

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Reply #18 - 28. Nov 2014 at 04:21
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Zabrina wrote on 28. Nov 2014 at 01:23:
 

... potreste provare anche voi col pappagallo Huh


Mia Gentilissima, dopo la "tua" gustosissima vignetta, non posso non ricordare codesta magnifica Roll Eyes del Maestro Trilussa Wink Ed ora dopo "Er pappagallo":

"ER MAESTRO DE MUSICA E LA MOSCA

Un celebre Maestro
era rimasto nun se sa si quanti
giorni dell'anno co' la penna in mano
e la carta de musica davanti
per aspettà che je venisse l'estro:
ma, spreme spreme, nun j'usciva gnente.
Ècchete che un ber giorno
una Mosca zozzona e impertinente
agnede franca franca
sopra la carta bianca,
e je ce fece tanti punti neri
come quelli che spesso avrete visto
ne le vetrine de li pasticceri.
— Chi sà — disse er Maestro — che 'sta Mosca,
che m'ha messo 'sti segni, nun conosca
le note de la musica? Chissà
che lei, senza volello, m'abbia fatto
er pezzo der prim'atto?
Questo è un do, questo è un re, si, si, la, fa... —
E du' o tre vorte lo provò ar pianforte.
Er motivo era bello, e da quer giorno,
quanno la Mosca je volava intorno,
nu' je faceva sciò, nu' la cacciava:
anzi, er più de le vorte, se ciaveva
er zucchero o er candito, je lo dava
pe' fasse fa' più punti che poteva.
Ma una matina, invece
de falli su la carta, je li fece
sopra a certe camice innammidate
portate allora da la stiratrice.
Che vôi sentì er Maestro! Era un ossesso!
— Brutta porca che sei! Brutta vassalla!
Chi t'ha imparato a fa' 'ste zozzerie
su le camice mie? —
E je coreva appresso p'acchiappalla.
La Mosca allora j'arispose male;
dice: — Vojantri séte tutti eguale:
ammazza ammazza, tutti d'una razza.

Nun fate caso a certe puzzonate
finché ve fanno commodo, ma quanno
capite che ve possino fa' danno,
diventate puliti, diventate!...
Io, invece de chiamalla pulizzia,
la chiamerebbe con un antro nome... —
Però la Mosca nu' je disse come:
fece quattro puntini e scappò via."
(da "Favole moderne" in "Poesie scelte" Vol. 1° ed. Oscar Mondadori)

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andreavezzoli
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Re: Come comporre? l'ispirazione quanto serve?
Reply #19 - 28. Nov 2014 at 11:48
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Conoscevo già questa bellissima poesia di Trilussa, fa riflettere e sorridere
Bella citazione.
la cellula madre, come già detto in precedenza va elaborata, sviluppata
Da essa possono essere composte altre cellule derivate da essa che danno vita a più temi… il compositore può trovare per fortuna una bella idea ma se non ha la capacità di svilupparla, non serve a nulla.

Sulla questione J.S Bach sono un po’ scettico… può essere che una piccolissima parte delle sue composizione siano state composte o suggerite dalla moglie, ma secondo me questo non influisce in un  discorso complessivo sulla produzione musicale di Bach.

Quello


  
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