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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno (Read 8750 times)
Pepe
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #20 - 17. Feb 2015 at 08:58
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Gabri_BT wrote on 14. Feb 2015 at 22:25:
Ed ecco un film, appena uscito nelle sale, che solleva la questione sui metodi d'apprendimento, ...e nello specifico sull'apprendimento della musica attraverso l'umiliazione, la provocazione e la violenza...


un po' il metodo Scaramuzza, per intenderci  Smiley
L'hai visto Gabri?

  
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Gabri_BT
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #21 - 19. Feb 2015 at 22:25
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A proposito di
Whiplash (Trailer)

Pepe,
no, non l'ho visto! Anch'io, come 10dita, ne ho sentito parlar bene. Sicuramente varrà la pena constatar di persona Huh
  
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ibach13
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #22 - 22. Feb 2015 at 21:39
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a proposito di didattica, non musicale ma non importa, sto leggendo con interesse "Chagrin d'ecole" di D. Pennac

  
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Gabri_BT
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #23 - 22. Mar 2015 at 22:25
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"Una prova della correttezza della procedura educativa è la felicità del bambino"

(Maria Montessori)


Bisognerà che mi ricordi di quest'affermazione ogni qual volta mi assalgono i dubbi Roll Eyes
In effetti, veder andar via gli allievi da lezione con un bel sorriso... è quanto ci sia di più appagante per un insegnante Smiley
  
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Pepe
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #24 - 23. Mar 2015 at 10:10
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Già...  Smiley
  
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Gabri_BT
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #25 - 04. Dec 2015 at 09:55
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Vi riporto, qui di seguito, uno "scorcio" interessante su metodo didattico di altri tempi, e nello specifico sul metodo di MARTIN KRAUSE, uno dei discepoli più fedeli di Franz Liszt.


L'argomento è stato affrontato su:

FRANCE MUSIQUE,  Portraits de famille:  Claudio Arrau joue Liszt


Claudio Arrau fu particolarmente segnato dall'insegnamento di Martin Krause. Praticamente Arrau è stato formato da lui.

Con una borsa di studio del governo cileno, Arrau si recò da Krause, a Berlino, all’età di 10-11 anni, su consiglio di una straordinaria pianista cilena, Rosita Renard, che a sua volta era stata allieva di Krause.

Arrau visse quindi nella casa di Martin Krause

e racconta (da “Conversazioni con Arrau”, di Joseph Horowitz):


« Mi recavo ogni mattina verso le 9.00 / 10.00 in una sala del retro dove c’era un pianoforte verticale, era lì che studiavo.
Studiavo 7-8 ore al giorno. Krause appariva una, due, tre volte... per verificare il mio modo di studiare.
Poi alla sera, quando lui aveva finito con gli altri allievi, mi faceva lezione... ogni giorno un’ora / un’ora e mezza... almeno.

Facevo quattro o cinque pasti al giorno perché Krause diceva che non ero abbastanza forte, decideva pure quel che dovevo mangiare. Andavamo a passeggiare insieme ogni giorno mezz’ora / un’ora.

Bisognava studiare i passaggi difficili a velocità diverse, con ritmi diversi, in tonalità diverse... Poi staccato... con tocco leggero... martellato... con ogni tipo di formula.

Krause diceva: non bisogna suonare nulla in pubblico che non si sappia suonare dieci volte più veloce e dieci volte più forte di quel che si dovrebbe fare in concerto. Non c’è altro mezzo di dare al pubblico la sensazione di una padronanza che lasci intuire infinite riserve in fatto di velocità e di potenza.


Per anni la prima cosa che dovevo suonare ogni mattina era la Fuga della Sonata “Hammerklavier” di Beethoven, persino 5 o 6 volte di seguito, e sempre più veloce.

... e ciò anche per alcuni Preludi di Chopin: dovevo eseguirli più veloci di come erano scritti e più forti, e gli intervalli sempre ad occhi chiusi. Quando oggi vedo pianisti cercare gli intervalli nel secondo movimento della Fantasia di Schumann... non riesco a credere ai miei occhi!



Tutti i suoi allievi avevano paura di lui. A tutte le fanciulle che mostravano poco talento diceva: “Sposatevi, Mia Cara, sposatevi !”
E se si aveva troppa agitazione diceva: “Contenetevi ! Un po’ di contegno!”

Era avaro di complimenti. Si complimentava solo in presenza di altre persone.

Un episodio mi ha particolarmente segnato : mi mise nelle mani tre studi di Liszt: Mazeppa, Eroica e Feux Follets... avevo una settimana di tempo per prepararli. Ovviamente non ero pronto! Mi fece tutta una predica dicendo che potevo fare di meglio... che non era quello che si aspettava da me, ecc... ecc...
Sono corso dalle sue figlie (non erano ancora sposate ed abitavano tutte a casa, quindi avevo sei / sette “madri”) ed ho pianto come un disperato.

Krause faceva suonare tutti i preludi e le fughe del CBT in diverse tonalità ed a memoria...  Davanti agli altri allievi del Conservatorio provava a vedere chi potesse essere in grado di trasportare... e, in genere, in una tonalità molto lontana dall'originale, non semplicemente una trasposizione di un tono o di un semitono.

Insisteva molto anche affinché imparassimo a memoria le voci di una Fuga separatamente. Bach era una delle parti fondamentali del suo insegnamento. »



Shocked

Che ne dite? Ritenete che un metodo del genere possa ancora esistere al giorno d'oggi? Huh
  
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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #26 - 04. Dec 2015 at 11:59
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Gabri_BT wrote on 04. Dec 2015 at 09:55:
Tutti i suoi allievi avevano paura di lui. A tutte le fanciulle che mostravano poco talento diceva: “Sposatevi, Mia Cara, sposatevi !”

Mi domando: anche ai maschietti con poco talento il Krause dava codesto consiglio?

Oggi proporre una cotal "didattica"!?

Devo ponsarci!
Ma solo agli "Arrau" di turno, vero!?

Altre considerazioni occorrerebbe far, ma ora son di fretta.

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tgdigit
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #27 - 04. Dec 2015 at 19:29
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In completa leggerezza e pace all'anima del Krause se mi legge, ho difficoltà a considerarlo un metodo.
  

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Gabri_BT
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #28 - 05. Dec 2015 at 17:16
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10dita wrote on 04. Dec 2015 at 11:59:
Oggi proporre una cotal "didattica"!?

Devo ponsarci!
Ma solo agli "Arrau" di turno, vero!?


Dici?  Huh
Potresti provare a fare un esperimento con un pargoletto dal talento medio. Però il pargolo dovrebbe vivere a casa del Maestro, esattamente come si faceva talvolta ai tempi di Krause, altrimenti l'esperimento non funziona... 24 ore sotto l'attento controllo del 10  Shocked
Però sarebbe interessante veder che succede Huh




Gabri_BT wrote on 04. Dec 2015 at 09:55:
Krause faceva suonare tutti i preludi e le fughe del CBT in diverse tonalità ed a memoria...  Davanti agli altri allievi del Conservatorio provava a vedere chi potesse essere in grado di trasportare... e, in genere, in una tonalità molto lontana dall'originale, non semplicemente una trasposizione di un tono o di un semitono.


E cosa ne dite dell'utilità di tale esercizio?  Huh  Beh, sicuramente una ginnastica mentale incredibile  Shocked
Viene chiesto oggi nei Conservatori di trasporre a vista?
  
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tgdigit
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #29 - 05. Dec 2015 at 17:37
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Gabri_BT wrote on 04. Dec 2015 at 09:55:
Krause faceva suonare tutti i preludi e le fughe del CBT in diverse tonalità ed a memoria...  Davanti agli altri allievi del Conservatorio provava a vedere chi potesse essere in grado di trasportare... e, in genere, in una tonalità molto lontana dall'originale, non semplicemente una trasposizione di un tono o di un semitono.

Solo suonarli nella tonalità principale tutti ha memoria è difficilissimo.
Comunque sarebbe una preparazione da compimento medio di pianoforte straordinaria.
  

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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #30 - 05. Dec 2015 at 18:44
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Gabri_BT wrote on 05. Dec 2015 at 17:16:
10dita wrote on 04. Dec 2015 at 11:59:
Oggi proporre una cotal "didattica"!?

Devo ponsarci!
Ma solo agli "Arrau" di turno, vero!?


Dici?  Huh
Potresti provare a fare un esperimento con un pargoletto dal talento medio. Però il pargolo dovrebbe vivere a casa del Maestro, esattamente come si faceva talvolta ai tempi di Krause, altrimenti l'esperimento non funziona... 24 ore sotto l'attento controllo del 10  Shocked
Però sarebbe interessante veder che succede Huh


Beh, ricordo codesto che già citai in T. "Pargoli di 10 anni e STUDIO":

Da "Il bianco e il nero" di N. Gardi, Zecchini Editore:



“Capitolo XII-
I PRIMI PASSI NELL'APPRENDIMENTO DEL GIOCO PIANISTICO
[…] l’assistenza di un buon maestro il quale avesse tempo e modo di seguire continuamente, passo dopo passo, lo studio del suo allievo, risolverebbe alla radice il problema posto dalla necessità di esercitarsi in modo corretto fin dall’inizio dello studio. E infatti le biografie dei pianisti celebri ci dicono che molti dei cosiddetti bimbi prodigio, e molti di coloro comunque destinati a divenire illustri concertisti, hanno spesso potuto avvalersi di capaci e assidui precettori fin dalla più tenera età e già fra le mura domestiche.


E perdona se me autocito:

"Questo avvalora la mia tesi che la "canonica" lezion isolata è sostanzialmente priva di senso!"

Talento o no!

Riguardo lo "metodo", in generale, del Krause (pur io "ho difficoltà a considerarlo un metodo" Lips Sealed), esso mi par assai umiliante, frustrante et violento Shocked
E la testimonianza di Arrau lo conferma!


Gabri_BT wrote on 05. Dec 2015 at 17:16:
Gabri_BT wrote on 04. Dec 2015 at 09:55:
Krause faceva suonare tutti i preludi e le fughe del CBT in diverse tonalità ed a memoria...  Davanti agli altri allievi del Conservatorio provava a vedere chi potesse essere in grado di trasportare... e, in genere, in una tonalità molto lontana dall'originale, non semplicemente una trasposizione di un tono o di un semitono.


E cosa ne dite dell'utilità di tale esercizio? Huh  Beh, sicuramente una ginnastica mentale incredibile  Shocked
Viene chiesto oggi nei Conservatori di trasporre a vista?


Ottima praticaSmiley

Da esercitar anche nelle prime fasi di studio Smiley
Tu Gentilissima or me trasporterai lo primo tempo della "tua" sonatina de Clementi in do# maggior (non re b, me riccomanno Wink) dai è facile! Smiley Smiley

Quando studiavo Armonia principale (V.O.) alle lezioni di lettura della partitura era pratica costante, insieme con lettura nelle varie chiavi, se vuoi pur nomarle "antiche" Smiley

Per un pianista accompagnator de cantanti (lirici et non) lo saper trasportar lll'è un "dovere" Grin

Certo lo Krause me par un pochetto (ma sol un pochetto eh Cheesy) esagerato! Shocked Grin Tongue

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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #31 - 05. Dec 2015 at 18:59
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10dita wrote on 05. Dec 2015 at 18:44:
Ottima praticaSmiley

Da esercitar anche nelle prime fasi di studio Smiley
Tu Gentilissima or me trasporterai lo primo tempo della "tua" sonatina de Clementi in do# maggior (non re b, me riccomanno!!) Wink dai è facile! Smiley


Di un semitono?!  Ok, va bene, si può far...  Huh
ma... quante settimane mi dai?  Grin
  
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Reply #32 - 05. Dec 2015 at 19:02
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Gabri_BT wrote on 05. Dec 2015 at 18:59:
10dita wrote on 05. Dec 2015 at 18:44:
Ottima praticaSmiley

Da esercitar anche nelle prime fasi di studio Smiley
Tu Gentilissima or me trasporterai lo primo tempo della "tua" sonatina de Clementi in do# maggior (non re b, me riccomanno!!) Wink dai è facile! Smiley


Di un semitono?! Ok, va bene, si può far...  Huh
ma... quante settimane mi dai?  Grin


Settimane Shocked :
subito! Cheesy

Al max un giornetto Wink


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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #33 - 05. Dec 2015 at 19:03
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I ricordi di Ernesztina Kramer, che fu allieva di Liszt per tre anni, dal 1882 al 1885, sono particolarmente interessanti. Ernsztina era stata una bambina prodigio e, a 10 anni, era già nella classe di Erkel all’Accademia. Arrivò il giorno in cui, come altri prima di lei, ella fu presentata a Liszt.

Liszt le domandò di suonare qualche cosa; siccome lei era specializzata nel repertorio schumanniano, Liszt le suggerì una delle ultime sonate di Schumann. Nervosa e tremante, la povera giovinetta perse il sangue freddo e cominciò ad eseguire la sonata un semitono sopra. Liszt non la interruppe, e la lasciò proseguire nella tonalità sbagliata fino alla fine del brano. A questo punto la giovane prese coscienza dell’errore e sbottò: « Mio Dio! Che disgrazia! Posso suonare qualsiasi brano in qualsiasi tonalità, ed è ciò che è appena successo. » 
Liszt la consolò:  « Piccola mia – le disse – è una disgrazia che migliaia di pianisti sarebbero felici di conoscere ».

Un’altra volta, Ernesztina portò a lezione un preludio e fuga di Mendelssohn. Fece appena in tempo a cominciare che Liszt la interruppe: « Non sai leggere? – gridò – L’indicazione dice  Allegro con fuoco  e tu suoni in uno stile sentimentale! »  « È così che l’ho imparato dal Maestro Erkel », si difese Ernesztina. « Ah! – brontolò Liszt  – Alzati! ». Egli prese posto al pianoforte e suonò tutto il brano – con fuoco. Non c’era bisogno di nessun’ altra spiegazione. Per Ernesztina questo episodio era simbolo dei disaccordi che esistevano talvolta tra Liszt e Erkel. Come lei stessa dichiarò anni dopo:  « Con Erkel ero una Musicante, ma con Liszt sono diventata una Musicista. »



DA:
Franz Liszt: The final years, 1861-1886
di Alan Walker
  
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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #34 - 06. Dec 2015 at 04:06
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Gabri_BT wrote on 04. Dec 2015 at 09:55:
[...] Claudio Arrau fu particolarmente segnato dall'insegnamento di Martin Krause [...] gli intervalli sempre ad occhi chiusi. Quando oggi vedo pianisti cercare gli intervalli nel secondo movimento della Fantasia di Schumann... non riesco a credere ai miei occhi!


Sul "non guardar" abbiam codesto cenno in:

“Saggio di metodo per la tastiera”  di C. P. E. Bach (L’interpretazione della musica barocca. A cura di G. G. Verona)

“NOZIONI PRELIMINARI
21- Per imparare a trovare i tasti senza guardare la tastiera [...], sarà utile suonare accuratamente a memoria al buio i pezzi imparati."


Inzomma, nulla mai se inventa de novo sotto lo sol che brilla da tempo immemore Grin

Effettivamente "quel" (et non sol!) famoso passo nella Fantasia dello Schumann forse sarebbe meglio farlo ad "occhi chiusi"...altrimenti  Tongue Smiley

Però, però...anche la "vista" mica possiam buttarla via Wink

Nino Gardi, in "Il bianco e il nero", dice molto argutamente:

"Capitolo XVI
LA CONQUISTA DEL VIRTUOSISMO
§III. La funzione dello sguardo

[...] nel gioco pianistico anche le funzioni dello sguardo possono, a nostro avviso, essere studiate, indirizzate e automatizzate."


Ergo, quindi dico:

pria di dar per scontato, tutto ben dev'esser ponderato    Smiley

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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #35 - 15. Dec 2015 at 09:19
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Innanzitutto complimenti a tutti, questo è un thread da applausi (manca faccina che batte le mani ? ) per me dilettante è una fucina di indicazioni.

allora mi segno :

suonare al buio

trasporre

suonare 10 volte più veloce di quanto richiesto.[ma con i presto e prestissimo (vedi certe sonatine di Clementi), come la mettiamo ? ]

vedo che viene dato per scontata una cosa che per me non lo è assolutamente, iniziare il pezzo da un punto x . Tante volte devo riprendere 2/3 battute prima, sa un punto per me "significativo"

spero solo di non perder le speranze  Undecided di riuscire a suonare decentemente.



  
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Gabri_BT
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #36 - 15. Dec 2015 at 11:39
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La tecnica si studia sui brani.... e contraddizioni  Undecided


Come qualcuno di voi forse ricorderà, ho più volte accennato al fatto che il mio insegnante di pianoforte abbraccia la filosofia: “la tecnica si apprende sui brani”. Al solo sentir nominare Hanon, Czerny o simili... gli viene l’orticaria.

Bene! Sono trascorsi due anni e tre mesi da quando studio con lui. Ed ora mi chiedo:

“Che cavolo significa per lui studiare la tecnica sui brani???”

Ho messo su questo benedetto Andante della Sonata facile. Ci ho messo molto fino a che sono arrivata a poterlo eseguire senza esitazioni, senza notine sbagliate... evidentemente avrei dovuto cominciare con brani più corti, più facili (vabbé, questo è un altro discorso), ma alla fine l’ho fatto... e quando non avevo più problemi coi passaggi... il maestro che fa? Non entra nei dettagli, ma passa ad altro  Lips Sealed

In quel momento ho pensato ciò fosse dovuto al fatto che avendo richiesto tale brano troppo tempo, fosse meglio leggere roba nuova. Giusto! Benissimo.

Metto su la Sonatina di Clementi. Decisamente più facile. "Oh, là" - mi dico io - “finalmente entreremo ora nei meandri della tecnica, del tocco, del movimento digitale necessario per gestire sfumature e/o velocità!”.

Nella Sonatina di Clementi non vi è alcun passaggio che presenta particolari problemi. L'ho messa sotto le dita abbastanza velocemente. Però (sebbene a casa, fra tante ripetizioni, mi capita di eseguire senza errori) a lezione eseguo una volta Undecided per cui le possibilità di far sentire al maestro senza esitazione alcuna son esigue...

Ora... il mio insegnante traduce sempre l’errore in: “non conosci ancora bene il brano”.
Quindi da agosto in qua i compiti sono:

- esegui senza partitura
- studia più lentamente
- esegui ed impara la sinistra a memoria
- suona mano sinistra, canta le notine della destra e viceversa
- suona 4 battute con la sinistra, continua il brano con la destra per altre 4 battute, poi sinistra, poi destra
- ecc...ecc...

ergo... solo ed unicamente compiti che hanno come unico scopo la memorizzazione! Per carità... roba utile. Lo studio a casa però sarebbe tanto più stimolante se, oltre a ripetere per memorizzare, nel frattempo ricevessi anche correzioni relative al tocco, al fraseggio, ecc... ecc... Anche perché, nel cercare di imparare a gestire il brano senza esitazione alcuna, io comunque, per mesi, automatizzo determinati movimenti  Undecided  La vedo dura cominciare ad inserire tali correzioni dopo mesi e mesi. E poi... è giusto, secondo voi, pretendere che il pezzo sia senza esitazione alcuna prima di cominciare a correggere fraseggio o altro relativo alla tecnica?  Huh

E poi, i pezzi li so. Tant’è che lentamente posso facilmente eseguire senza errori e senza partitura. Adesso come adesso l’errore scappa se provo ad eseguire il primo movimento ad esempio a 120 (alla semiminima). Il secondo movimento lo gestisco molto più facilmente senza errore alcuno (di note). Ed infatti la settimana scorsa mi corresse accenti inopportuni. Solo ora me lo dice? Shocked 

Allora, qui bisognerebbe indagare: perché nel primo movimento mi scappa l’errore? Ovviamente io stessa mi accorgo che in velocità non riesco ad aver la rilassatezza (mentale e digitale) che ho quando eseguo più lentamente. Ma magari c'è dell'altro.

Presa dalla curiosità, ieri chiesi al maestro di verificare che non facessi movimenti inopportuni da correggere  Undecided

Gli spiegai che nella scaletta ascedente alla fine del terzo movimento (ma stesso problema pure nel primo movimento) sento un problema col quarto dito. Lentamente nessun problema, ma se metto il brano a velocità mi inceppo Undecided Capita che riesca a proseguire senza errori, ma sento comunque che non sono comoda e che la riuscita di tali passaggi (in velocità) è dovuta più al caso che ad una vera consapevolezza di ciò che faccio.

Il mio insegnante mi disse che non faccio nessun movimento sbagliato. La difficoltà, secondo lui, è solo legata al fatto che il quarto dito è più debole e bisogna allenarlo Huh  Quindi ha cominciato a parlarmi di indipendenza delle dita  Shocked e mi ha proposto le soluzioni seguenti:

Varianti ritmiche con le notine dei passaggi incriminati (bene... mi sembra in effetti che le varianti ritmiche aiutino)

Esercizi per l'indipendenza delle dita:

- nota tenuta con un ditino mentre le altre si alternano (l'esercizio va fatto per ogni dito)  Shocked
- nota tenuta più... ribattuti  Shocked

Son rimasta sbalordita. Da quel che mi spiegò la mia prima insegnante e da quel che ho sempre letto qui, io ho capito che per usare bene il quarto dito è fondamentale imparare ad aiutarlo con un corretto movimento (e senza irrigidire) più che cercare di renderlo indipendente.

Ma la questione che vi voglio porre è la seguente:

La tecnica si impara sui brani. Bene! Quindi No ai libri degli esercizi.
Ma poi... mi vengono dati compiti che hanno come unico obiettivo la memorizzazione.

E per risolvere un problema di tecnica mi si dice:

“Bisogna allenare il ditino con esercizi appositi !!!”

Allora perché essere contrari all'Hanon?

Non trovate vi sia una contraddizione di fondo in questo approccio?  Huh


  
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Michele Marvulli
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #37 - 15. Dec 2015 at 12:13
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CORREGGO: DUE SETTIMANE E MEZZO!!!
  
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Gabri_BT
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Reply #38 - 15. Dec 2015 at 12:22
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Shocked Shocked Shocked
  
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Reply #39 - 17. Dec 2015 at 01:39
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Gabri_BT wrote on 15. Dec 2015 at 11:39:
Ma la questione che vi voglio porre è la seguente:

La tecnica si impara sui brani. Bene! Quindi No ai libri degli esercizi.
Ma poi... mi vengono dati compiti che hanno come unico obiettivo la memorizzazione.

E per risolvere un problema di tecnica mi si dice:

“Bisogna allenare il ditino con esercizi appositi !!!”


Allora perché essere contrari all'Hanon?

Non trovate vi sia una contraddizione di fondo in questo approccio?  Huh


Già!

Pane e salsiccia! Qua l'affare me se impiccia Huh Undecided

Hai colto una grande contraddizione Huh Huh Huh

E se poi lo tuo Maestro te fa far:

Gabri_BT wrote on 15. Dec 2015 at 11:39:
Esercizi per l'indipendenza delle dita:

- nota tenuta con un ditino mentre le altre si alternano (l'esercizio va fatto per ogni dito)  Shocked
- nota tenuta più... ribattuti  Shocked


Urka la mazurka Shocked Shocked

Pasta e ceci! Qua dovemo contare fino a dieci!



Qua or quivi chiediam lumi !! Huh Huh Huh Huh Huh Questioning Questioning Questioning

Proviamo a veder un erudito che dice:

N. Gardi  ("Il bianco e il nero")


"Cap.XII
I PRIMI PASSI NELL' APPRENDIMENTO DEL GIOCO PIANISTICO
§ II. Gli Esercizi

[...] Nei Metodi più datati e tradizionali, gli esercizi sono alcune volte corredati da brevi didascalie, che indicano empiricamente il modo in cui essi dovrebbero essere eseguiti: di solito l'obiettivo consigliato è quello di sviluppare quanto più possibile la forza dell'articolazione digitale, senza però spiegare come e dove si generi tale forza. E' questa la ragione che ha fatto tanto imbestialire i tecnologi scientifici? In questo caso non ci sentiamo certo di dar loro tutti i torti.
Ma chi può sostenere che a quegli stessi esercizi non siano applicabili altre specie più appropriate e fisiologicamente più corrette di dinamica*? In questo secondo caso, essi si rivelerebbero davvero provvidenziali: il carattere elementare della loro forma e la semplicità schematica della loro esecuzione permetterebbero a chi li esegue di concentrare tutta l'attenzione proprio sull'applicazione della corretta dinamica, senza al contempo preoccuparsi di altre difficoltà esecutive."


Un poco c'è siam chiariti le ideuzze!? Undecided

Come dire:

fatte lo esercizietto, fatte lo studietto, fatte pur la sonatina, ma che la dinamica* sia divina! Cheesy Smiley

Cordiali saluti, et un bel Moi Moi che sempre c'è casca bene Smiley Smiley



*Gardi (op. cit.):

"Cap. I
IL PROBLEMA DINAMICO NELL'ESECUZIONE PIANISTICA
§ I. Il Gravecembalo con il piano e forte

Che cosa si intende con quel termine?
Lasciamo la parola ad Attilio Brugnoli [...] La Dinamica Pianistica: "Dinamica è la relazione che sussiste tra la forza, il moto e la materia del mobile: è dunque il ramo della scienza che maggiormente ci interessa, poiché dal possederla deriva la possibilità di esprimere le proprie sensazioni al pianoforte"."
  
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