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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno (Read 13808 times)
Pegasofly
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #40 - 10. Jan 2016 at 20:19
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Zabrina wrote on 14. Feb 2015 at 23:25:
Ed ecco un film, appena uscito nelle sale, che solleva la questione sui metodi d'apprendimento, ...e nello specifico sull'apprendimento della musica attraverso l'umiliazione, la provocazione e la violenza...

Visto che in questo topic affrontavo una "problematica" completamente all'opposto, sinceramente non pensavo che questo potesse ancora essere tema attuale  Shocked

Whiplash (Trailer)


Soltanto ora ho visto il trailer del film. Emozionante a dir poco!!!! Da vedere assolutamente!

Smiley Smiley Smiley Smiley
  
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NicolaElias
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #41 - 27. Aug 2018 at 21:59
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Assolutamente d'accordo con quanto detto!

Spesso mancano mezze misure, ma soprattutto mancano percorsi organici, che vadano dalla A alla Z, prendendo in considerazione TUTTI quegli aspetti fondamentali che un pianista dovrebbe sviluppare, ossia non solo di sviluppare la tecnica!

Questo è un libro che va in quella direzione, permettendo di lavorare sì sulla mano, studiando a fondo la muscolatura, ma anche sulla sincronicità degli arti, sulle poliritmie, sulla vocalità, su una serie di aspetti ritmici fondamentali. Inoltre si sofferma molto su alcune questioni di carattere più "interiore"... la preparazione ai concerti, il metodo di studio, l'ascolto, il respiro, il grado di rilassamento, la posizione...

In 144 pagine affronta tutto il "sistema-uomo", infatti il metodo si chiama "La Mano, La Mente, Il Cuore"... Consiglio di andarlo a scoprire... Info ed acquisto qui:

https://fabbricadeisegni.it/negozi/editoria/home/20460-la-mano-la-mente-il-cuore
.html?search_query=pianoforte&results=3
  
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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #42 - 28. Aug 2018 at 02:33
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NicolaElias wrote on 27. Aug 2018 at 21:59:
In 144 pagine affronta tutto il "sistema-uomo", infatti il metodo si chiama "La Mano, La Mente, Il Cuore"... Consiglio di andarlo a scoprire... Info ed acquisto qui:

https://fabbricadeisegni.it/negozi/editoria/home/20460-la-mano-la-mente-il-cuore
.html?search_query=pianoforte&results=3

Gent.mo, ho testé acquistato il libro consigliato.

Lo leggerò avidamente.

Cordiali saluti
  
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tgdigit
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #43 - 28. Aug 2018 at 11:04
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NicolaElias wrote on 27. Aug 2018 at 21:59:
Assolutamente d'accordo con quanto detto!

Spesso mancano mezze misure, ma soprattutto mancano percorsi organici, che vadano dalla A alla Z, prendendo in considerazione TUTTI quegli aspetti fondamentali che un pianista dovrebbe sviluppare, ossia non solo di sviluppare la tecnica!

Questo è un libro che va in quella direzione, permettendo di lavorare sì sulla mano, studiando a fondo la muscolatura, ma anche sulla sincronicità degli arti, sulle poliritmie, sulla vocalità, su una serie di aspetti ritmici fondamentali. Inoltre si sofferma molto su alcune questioni di carattere più "interiore"... la preparazione ai concerti, il metodo di studio, l'ascolto, il respiro, il grado di rilassamento, la posizione...

In 144 pagine affronta tutto il "sistema-uomo", infatti il metodo si chiama "La Mano, La Mente, Il Cuore"... Consiglio di andarlo a scoprire... Info ed acquisto qui:

https://fabbricadeisegni.it/negozi/editoria/home/20460-la-mano-la-mente-il-cuore
.html?search_query=pianoforte&results=3

Non per polemizzare ma per dovuta correttezza, mi sarebbe piaciuto che tu avessi detto in chiaro, prima di tutto e senza alcun dubbio, in questo post, che sei anche l'autore del libro (se è vero che tu sei Nicola Elias Rigato) e non un x utente disinteressato, come sembrerebbe leggendo distrattamente.

Perciò sostengo per chiarezza che questa tua non è altro che l'opinione massimamente di parte, che più di parte non si può, del tuo libro, di cui qui fai pubblicità (pure gratuita) ed inviti pure all'acquisto   Grin.

Ora, detto questo, caso mai sarebbe più interessante sentire altri (magari molti altri) che di parte non sono, così magari ne guadagneresti in credito.

Mi dispiace, ma il mio giudizio verso la tua iniziativa, idea, progetto, ecc., fino a prova (non tua) contraria, rimane quindi obbligatoriamente sospeso tra il "geniale" e l'"asino", comprese tutte le mille sfumature che stanno in mezzo   Smiley.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

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andreavezzoli
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #44 - 29. Aug 2018 at 11:56
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Non mi sono mai piaciuti questi metodi di pubblicità tra l'altro senza nemmeno una presentazione nella sezione adeguata... senza una biografia, senza sapere con chi sia ha a che fare...
Siamo di fronte a SPAM? secondo me si
  
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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #45 - 29. Aug 2018 at 12:43
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Gent.mi, mi è or stato consegnato (in tempi rapidissimi! Che efficienza Smiley) il libro "pubblicizzato" qui sopra (Reply #41 - 27. Aug 2018 at 20:59).

Tempo di leggerlo e riporterò mie impressioni.

Sulla questione se lecito o meno far pubblicità in codesta maniera non ricordo (mea culpa Embarrassed) cosa dice "santo" regolamento.

Comunque, sia quel che sia, se posso permettermi dar un consiglio agli utenti che vogliono pubblicizzar o pubblicizzarsi: fatevi un po' più furbi!

E credo sia chiaro cosa intendo.


Cordiali saluti



  
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Zabrina
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #46 - 29. Aug 2018 at 21:17
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10dita wrote on 29. Aug 2018 at 12:43:
Sulla questione se lecito o meno far pubblicità in codesta maniera non ricordo (mea culpa Embarrassed) cosa dice "santo" regolamento.



Il regolamento fa riferimento solo al divieto di fare pubblicità ad altri forum o blog. Riporto il paragrafo di interesse:

8) SPAM e PUBBLICITA’: in questo forum non è permesso fare spam. Non riteniamo buon gusto entrare in questo forum e inserire messaggi pubblicitari di altri forums simili o blog riguardanti le tematiche di cui Pianoforum si occupa, pertanto messaggi contenenti pubblicità a forums o blogs simili saranno rimossi.


Ora, personalmente, io ritengo non ci sia niente di male nel proporre all'interno di una discussione una propria composizione, un proprio testo (che tra l'altro può essere di interesse per tutti), ecc... ma tutto dipende da COME e QUANDO lo si fa. Generalmente ci si iscrive ad un forum per partecipare in primis alle discussioni e non per pubblicizzarsi. Or, sebbene non ci sia nulla di male nel farsi un po' di "promozione" (purché non si pubblicizzino altri siti web simili), sarebbe senz'altro di buon gusto presentarsi, farsi conoscere, partecipare almeno ad un paio di discussioni, almeno aver la pazienza di attendere qualche giorno prima di spiattellare la propria "promo"  Lips Sealed
insomma, non è che ci voglia poi molto a far apparire la pubblicità alla propria opera un pochino meno "sgradevole" ed "invasiva". Come ben dice 10dita: fatevi un po' più furbi Wink

  
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #47 - 29. Aug 2018 at 21:48
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concordando con quanto teste' "postato" [terribile ...] sulla questione dello spam, del regolamento e della liceita’ di simili operazioni non so che dire ma sono pienamente convinto che un minimo di buon gusto imporrebbe di manifestarsi subito come l’autore di cio’ che si presenta [anche se e’ vero che la coincidenza fra nome dell’autore e username balza abbastanza all’occhio]

sul fatto poi che questa tematica di approccio globale alla musica manchi di precedenti illustri mi permetto invece di dissentire completamente:
non foste voi ne’ il primo ne’ l’ultimo
questo non picciol libro e’ pieno …

H.Neuhaus, G.Moore etc etc
simile anche nel titolo: “The Art of Practicing: A guide to Making Music from the Heart” di M.Bruser

posso assicurare con certificato antimafia che non ho relazioni ne’ commerciali, ne’ parentali con i suddetti autori …
  
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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #48 - 31. Aug 2018 at 00:59
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Gent.mi, riporto mie impressioni su codesto testo La Mano, La Mente, Il Cuore-Nicola Elias Rigato,  qualche post sopra “consigliato”.

In primis: a chi è indirizzato?
Domanda banale? Non credo.
Un lettore poco attento potrebbe pensare, dalla prima di copertina, che il “Metodo” possa esser affrontato anche dai principianti.
Ecco che nella quarta di copertina si svela a chi si rivolge:

Il metodo è consigliato a chiunque abbia già acquisito una buona lettura dello spartito e le nozioni di base del pianoforte.

Perché, se nella prima parte (LA MANO MUSICALE ) vengono proposti esercizi non sulla tastiera (Studi al tavolo, pag. 14/15), che teoricamente potrebbe fare pur un accorto principiante, già da pag. 16 codesti esercizi richiedono buona conoscenza della lettura ritmica ed anche una buona coordinazione, visto che la “esecuzione” deve esser fatta con le mani contemporaneamente e pur con “diteggiatura”.

Sulle dita appare significativa codesta indicazione (pag. 15):

"Qualche dito fa più fatica degli altri? Ascolta la tua mano e prendi i riferimenti. [...] il QUARTO DITO può aver bisogno, per sollevarsi bene, che si sollevi anche il quinto dito e, a volte, pure il terzo. [...]".

Evidente il riferimento alla "articolazione fisiologica".

L’autore invita poi a “giocare con la fantasia” e ad eseguirli: “ad esempio inserendo dinamiche o suonando tutto piano e spostando accenti qua e là, accentando gli 1, alleggerendo i 2, o viceversa, eccetera!” (pag. 19).

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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #49 - 31. Aug 2018 at 01:19
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>
Che non sia proprio per principianti ne abbiamo la prova più che evidente arrivati nella seconda parte (IL GIUSTO RITMO), dove troviamo il primo studio (Studio uno-con le mani) su “pentagramma” (“Townscapepag. 30).
A parte l’evidenza che non sia indirizzato ad un principiante (forse nemmen ad un livello sopra, eccezioni a parte), mi sfugge completamente la ratio di codesto studio!?

L’autore pone come “OBIETTIVO”:

Acquisire padronanza ritmica e controllo timbrico, grazie al rilassamento e alla indipendenza delle dita che sviluppano il pattern ritmico del brano.”.

Lo studio presenta degli incroci tra le mani non proprio agevoli (nulla di trascendentale, però  Huh), oltretutto in alcuni punti con le mani nello stesso registro, e quindi perché dovrebbe aiutar ad acquisire ciò che l’obbiettivo pone?

“[…] presta particolare attenzione ai veloci incroci che avvengono tra le mani mantenendo un buon rilassamento di polso, gomito e spalle”, avverte l’autore.

Forse che “complicando” si pone maggior attenzione alle componenti indicate? Si presuppone che ci sia un lavoro a monte? Etc.
In effetti un lavoro “a monte” è indicato dallo stesso autore, con “La tecnica dei quattro passi” (pag.28):

1- Posizione- Assumi una buona posizione, cercando il punto di equilibrio. […]
2- Rilassamento- […] Rilassa ogni area, in particolare le zone più bisognose.
3- Respiro- […] respiri lenti e profondi […]
4- Visione- Limitati a guardare tutto il brano da capo a fondo. […] osservare è già un primo livello fondamentale di comprensione.

L’autore poi specifica (pag. 29):

Immaginare un certo movimento senza svolgerlo fisicamente coinvolge la stessa area cerebrale che sarebbe coinvolta facendo il movimento stesso! Puoi imparare moltissimo soltanto guardando, questo predisporrà il tuo buon studio.”.

Codeste indicazioni  ("Tecnica dei quattro passi"), come altre che incontriamo lungo tutto il percorso, ci fanno intuire  che il metodo si riconduce al filone delle tradizioni spirituali dell’area orientale, infatti abbiamo un paragrafo nella terza parte che titola esplicitamente: “Lo yoga del pianista” (pag. 56).

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10dita
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #50 - 31. Aug 2018 at 01:31
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>
Per ritornare alla domanda iniziale: a chi è indirizzato il metodo?
Cui si risponde: “[…] a chiunque abbia già acquisito una buona lettura dello spartito e le nozioni di base del pianoforte.

Appurato non per principianti, quelle “nozioni di base” come le “quantifichiamo”? Come le "qualifichiamo"?

Comunque, tutto il metodo è pervaso da concetti molto sani e più che condivisibili, certo nulla di nuovo sotto il sole.

La già citata M. Bruser in “L’arte di esercitarsi-Guida per fare musica dal cuore” propone, pur non essendo un “Metodo”, un percorso “filosofico” simile;
il didatta S. Fink in “Mastering Piano Technique”, prima di addentrarsi negli specifici problemi esecutivi, enuclea una serie di esercizi che coinvolgono i movimenti della nuca, delle spalle e delle braccia; come pure J. Gát in “The Technique of Piano Playing” presenta esercizi “a corpo libero”, lontano dalla tastiera.

Solo per citar alcuni esempi.

Non ho ancor evidenziato che:
tutti i brani-studi contenuti nel Metodo, di ottima fattura e “moderni”, sono dell’autore stesso, compreso il già lodato (QUI.) “Through the History Variations” (pag. 105)

Mi riservo andar in altri interessanti dettagli successivamente.

Cordiali saluti
  
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Zabrina
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #51 - 31. Aug 2018 at 22:57
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Grazie, 10dita, per questa accurata recensione  Smiley
  
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Zabrina
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #52 - 31. Aug 2018 at 23:04
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10dita wrote on 31. Aug 2018 at 01:19:
4- Visione- Limitati a guardare tutto il brano da capo a fondo. […] osservare è già un primo livello fondamentale di comprensione.

L’autore poi specifica (pag. 29):

Immaginare un certo movimento senza svolgerlo fisicamente coinvolge la stessa area cerebrale che sarebbe coinvolta facendo il movimento stesso! Puoi imparare moltissimo soltanto guardando, questo predisporrà il tuo buon studio.”.


Tutto ciò sembra ispirarsi alle tecniche somatiche che hanno preso piede (inizialmente soprattutto in ambito sportivo) all’inizio del ‘900, momento in cui cominciano a diffondersi studi e ricerche in ambito di educazione fisica, scienze motorie e fisiologia del movimento. Diversi studi dedicati ai traumi ed alle patologie da usura in ambito sportivo mettevano in luce i limiti del sistema di allenamento tradizionale, essendo questo basato sostanzialmente su ripetizioni atte ad aumentare la soglia di affaticamento. Un allenamento focalizzato quindi sulla quantità delle ripetizioni piuttosto che sulla qualità. Le tecniche somatiche quindi (per citarne alcune: il metodo Feldenkreis, il metodo Alexander, lo yoga, l’ideochinesi) si prefiggono di studiare il movimento attraverso la presa di coscienza delle parti del corpo implicate utilizzando la respirazione, il rilassamento, l’ascolto e l’interiorizzazione del movimento. Tutto ciò con lo scopo di raggiungere una maggiore efficienza e funzionalità. Gli esercizi sono focalizzati sulla qualità dei movimenti, non sulla quantità, e sono finalizzati all’affinamento della propriocezione del proprio corpo.

L'autore del libro sopracitato sembra far riferimento in particolar modo ai concetti dell' ideochinesi, disciplina sviluppata inizialmente da Mabel Todd (The Thinking body, 1937 ovver Il corpo pensante), e successivamente da Lulu Sweigard, Barbara Clark e André Bernard. È una disciplina di educazione corporea che utilizza l’immaginazione e la visualizzazione per migliorare la coordinazione neuromuscolare. Per mezzo della visualizzazione è possibile predisporre l’organismo ai movimenti fisiologici che lo dirigeranno verso un’azione psicomotoria più efficiente. Nel momento in cui si immagina un movimento, nel cervello si attivano nuove combinazioni nervose da cui consegue una coordinazione migliore (Eric Franklin, Il corpo e l’energia; Conditioning for Dance). Si tratta quindi di visualizzare il movimento più corretto possibile dal punto di vista fisiologico a livello mentale: queste immagini anticipatrici permettono già di trasformare il messaggio che andrà al corpo modificando la qualità dei movimenti e rendendoli più efficienti. Infatti, dal punto di vista neurologico, l’evocazione interiore di un movimento provoca le medesime onde elettriche corticali o muscolari che l’esecuzione materiale del movimento. Vale a dire che la sua evocazione presuppone un abbozzo di questo movimento.

Il procedimento immaginativo può essere in molti casi più efficace dell’azione volontaria, dal momento che il fare attivamente si trasforma spesso in un “fare troppo” e comporta quindi delle tensioni superflue. Il solo abbozzo del movimento, provocato dal pensiero, è spesso sufficiente a indurre un cambiamento significativo, in quanto attraverso l’immaginazione si può eseguire un movimento alla perfezione.
L’ideochinesi può giocare, in questo modo, un ruolo importante per migliorare la tecnica esecutiva, ma soprattutto per interiorizzare un movimento corretto.

È comunque importante sottolineare che giungere all’ideochinesi è un processo molto graduale e necessita un profondo stato di consapevolezza.
  
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #53 - 01. Sep 2018 at 15:30
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Mia Ben Gentile, molto interessante il tuo post. Smiley

Prendendo spunto da codesto tuo vergato:

Zabrina wrote on 31. Aug 2018 at 23:04:
Nel momento in cui si immagina un movimento, nel cervello si attivano nuove combinazioni nervose da cui consegue una coordinazione migliore (Eric Franklin, Il corpo e l’energia; Conditioning for Dance). 

Fatte le dovute proporzioni, mi è sovvenuto ciò che scrive E. Willems su come sviluppare l’audizione interiore (in “L’orecchio musicaleVol. II, ed. G. Zanibon, pag. 89/90):

-Uno strumentista eseguirà […] esercizi di audizione interiore, suonando silenziosamente sul suo strumento […] Ciò rafforza l’audizione interiore e, inoltre, l’associa alla tecnica strumentale […] <<Le sensazioni muscolari finiscono per associarsi alle sensazioni uditive […]>> come leggiamo ne <<Il ritmo>> di Jaques-Dalcroze."

Chiaro che:

Zabrina wrote on 31. Aug 2018 at 23:04:
È comunque importante sottolineare che [...] è un processo molto graduale e necessita un profondo stato di consapevolezza.

Argomento assai interessante, grazie ancor delle informazioni Smiley

Cordiali saluti
  
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #54 - 02. Sep 2018 at 23:45
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Mia Ben Gentile, riguardo alla:

Zabrina wrote on 31. Aug 2018 at 23:04:
propriocezione del proprio corpo.

Ho trovato essa citata in Biomeccanica applicata agli Esercizi di Liszt - a cura del M° Tiziano Poli

Spunti interessanti in codesto video, in cui si evidenzia anche l'importanza del (tanto evocato Cheesy) COME Roll Eyes

Cordiali saluti
  
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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #55 - 03. Sep 2018 at 09:38
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10dita wrote on 02. Sep 2018 at 23:45:
Mia Ben Gentile, riguardo alla:

Zabrina wrote on 31. Aug 2018 at 23:04:
propriocezione del proprio corpo.

Ho trovato essa citata in Biomeccanica applicata agli Esercizi di Liszt - a cura del M° Tiziano Poli

Spunti interessanti in codesto video, in cui si evidenzia anche l'importanza del (tanto evocato Cheesy) COME Roll Eyes

Cordiali saluti

Lezione molto interessante che vale più dei libri che ripetono gli stessi concetti già esposti da altri  Wink.

Aggiungo che un'immagine vale più di 1000 parole, un video più di mille immagini (e una lezione dal vivo più di mille video-lezioni  Smiley).

In ogni caso trovo che il maestro spieghi molto bene.

In particolare mi piace dal minuto 16:03 a minuto 17:46 dove si parla del suonare rapidamente.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

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Re: Riflessioni ... La didattica d'oggigiorno
Reply #56 - 30. Oct 2018 at 14:54
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Una buona relazione educativa con gli alunni è importante,  un insegnante di pianoforte cercherà di formare la tecnica, stimolare l'interesse e l'artista che c'è in ogni alunno Roll Eyes
  
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