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Hot Topic (More than 10 Replies) Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione (Read 5932 times)
Gabri_BT
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Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
24. Aug 2015 at 21:44
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La paura del palcoscenico e l'ansia da prestazione....

come affrontarle?
Huh


Non so se tale argomento si addica nella sezione della "Didattica", difatti non so davvero se il controllo di queste emozioni si possa insegnare  Huh

ma tant'è che non sapevo proprio in quale altra sezione postare Embarrassed


[...] L’ansia è un’emozione che gli artisti conoscono molto bene. Tuttavia è necessario far differenza fra la classica paura del palcoscenico, situazione abituale irrazionale che si prova prima di affrontare un’esibizione, dagli effetti stimolanti e che mette l’organismo in guardia...  e l’ansia da prestazione, un’emozione molto più perturbante e penalizzante nel momento in cui mette l’artista in difficoltà.

Avere paura del palcoscenico è cosa normale.

“Nervosismo e paura del palcoscenico non mi hanno mai lasciato per tutta la durata della mia carriera”, disse il musicista Pablo Casals. La paura del palcoscenico è un fenomeno normale, fisiologico. Spesso quest’emozione si attenua nel momento in cui l’esibizione ha inizio. In realtà sono rari gli artisti che dicono di non averla. [...]

Estratto da:
Paura del palcoscenico e ansia da prestazione del ballerino: come affrontarle?
di Stéphanie Lavaud



Ad una sua allieva che affermava di non avere mai paura del palcoscenico, l’attore teatrale Louis Jouvet rispose:
“Non si preoccupi signorina, la paura le verrà...  le verrà con il talento!” 

Roll Eyes Roll Eyes Roll Eyes
  
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10dita
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #1 - 25. Aug 2015 at 03:14
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Gent.mi, lo argomento proposto dalla Gentil et Dolcissima Gabri, pur se altre volte discusso, merita sempre et comunque delle riflessioni et approfondimenti: sempre interessante esso è Smiley

Come ben dice Neuhaus (In “L’arte del pianoforte”):


“Il problema della preparazione ad un’esibizione pubblica […] interessa molti insegnanti e allievi. Dare […] una ricetta generale è molto difficile e addirittura impossibile, tenendo conto della varietà dei caratteri, dei talenti…”.

E’ pur vero che:

Gabri_BT wrote on 24. Aug 2015 at 21:44:
[...] La paura del palcoscenico è un fenomeno normale, fisiologico.[...]


e che:

Gabri_BT wrote on 24. Aug 2015 at 21:44:
[...] In realtà sono rari gli artisti che dicono di non averla. [...]


“Fenomeno fisiologico”! Finché resta, appunto, “fisiologico”!
Il problema nasce quando codesto stato “normal-fisiologico” degenera in: ansia se non panico Shocked
Allor qui sorgono seri problemi, e si sconfina ne:

Gabri_BT wrote on 24. Aug 2015 at 21:44:
[...]l’ansia da prestazione, un’emozione molto più perturbante e penalizzante nel momento in cui mette l’artista in difficoltà.


Dice sempre Neuhaus (op. cit.):

“Per molti pianisti e tanto più per gli allievi studenti l’esecuzione pubblica non è certo cosa semplice. E’ noto che esistono eccellenti virtuosi che temono il palcoscenico e che in pubblico suonano di solito molto peggio di come potrebbero.”

Se posso riportar una picciola nota personale: in tanti anni di audizioni concertistiche pubbliche non mi è mai capitato di udir (e veder!) pianisti al top in preda al panico! Saran stati nervosi, “fisiologicamente nervosi" Smiley, poco prima di metter lo piede sul palco, ma poi… Roll Eyes Roll Eyes

Infatti Neuhaus (op. cit.) prosegue dicendo:

“Evidentemente, questi pianisti non hanno la passione dei profeti e dei tribuni, il dono di <<andare davanti alla gente>> […]. Questa passione, o istinto, è la premessa più importante per l’attività concertistica.”.


In fin dei conti la capacità di “dominare” la paura, di tenerla a freno e ricondurla ad un “fenomeno normale, fisiologico” , è di fatto una dote, un dono, un talento, chiamiamolo come vogliam!!! Grin

Verga Rattalino (in “Da Clementi a Pollini”) parlando di Pollini al concorso di Varsavia:

“[…] è un concertista. Un concertista, cioè uno che di fronte ad una platea gremita suona meglio che a casa sua […]”.

Insomma, a parte casi “particolari” (se non “patologici”! Sad) che sfuggono (per le problematiche più varie! “Umanamente varie”!), in parte, ad una analisi il più possibile razionale, io son convinto che, per dirla con Neuhaus, il palcoscenico sia terreno per chi, effettivamente, possiede il dono, vuoi istinto, di:
<<andare davanti alla gente>>! Smiley

Detto ciò, oserei dir “quasi” in premessa Smiley, è certo che, anche per chi non possiede tale “istinto”, ci possono esser degli “accorgimenti” e “strategie” che alleviano la temibile (a volte “terribile” Shocked) “paura da palcoscenico”!
Ed ognun, al proprio livello, può “gratificarsi” d’essi/e, ovver: degli accorgimenti o strategie  Smiley

Mi permetto segnalar ancor (già linkai esso! Chiedo venia della "repetitione" Embarrassed) codesto interessante studio:

"FORME DELL’ANSIA E PREDITTORI DI PERSONALITA’ NEGLI ARTISTI: UNO STUDIO SUI MUSICISTI"

E le "strategie", gli "accorgimenti" Huh  Undecided

Parliamone Smiley

Cordiali saluti

  
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Gabri_BT
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #2 - 29. Aug 2015 at 14:07
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10dita wrote on 25. Aug 2015 at 03:14:
Verga Rattalino (in “Da Clementi a Pollini”) parlando di Pollini al concorso di Varsavia:

“[…] è un concertista. Un concertista, cioè uno che di fronte ad una platea gremita suona meglio che a casa sua […]”.


Questi sono quelli che nel mio settore chiamiamo
"animali da palcoscenico" .... ovvero: nati per stare sul palco   Smiley Smiley Smiley
  
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Gabri_BT
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #3 - 29. Aug 2015 at 14:58
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Aggiungo un articolo interessante sull'argomento Smiley


La performance musicale secondo il Metodo Rességuier


[...] "Anche per esorcizzare la paura a volte ricorriamo a rituali che proprio perché ricorrenti e ripetitivi ci tranquillizzano. Chi indossa qualcosa di particolare per i concerti importanti, chi prima di suonare visualizza qualcosa di rilassante, chi prende sostanze varie per calmare l’ansia e chi invece trova altri espedienti.

Sono tutti escamotage che ci rendono fragili perché in quei momenti non siamo più noi con la nostra “presenza consapevole” ma siamo in una modalità meccanica che procede per inerzia. Siamo cioè in uno stato re-attivo, dove solo grazie ad una stimolazione esterna ci sentiamo capaci di agire, non è una forza che nasce dal nostro intimo ma è qualcosa che ci autorizza dall’esterno [...]"
  
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Gabri_BT
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #4 - 29. Aug 2015 at 16:07
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Ecco... non ho proprio sbagliato sezione  Smiley
Secondo l'articolo di Alessandra Seggi (vedi post precedente) un nesso fra ansia da palcoscenico ed insegnamento c'è: 


"La caratteristica principale del Metodo Rességuier è la relazione che si stabilisce tra docente e studente basata su una continua attenzione che attualizza la relazione stessa."

[...] possono esserci più cause ad invalidare l’intenzione più determinata come se la ragione sfuggisse ai tentativi di ottimizzazione. In questo senso il Metodo Rességuier pone in primo piano il corpo ed il suo proprio sentire interiore, il tono intrinseco dei tessuti si riaggiusta e porta con sé la consapevolezza del momento risvegliando il “corpo sensibile” a tutte le sollecitazioni sensoriali che lo attraversano [...]


[...] La capacità di risvegliare il “corpo sensibile” è una capacità che va stimolata fin dall’inizio degli studi musicali e lo strumento principale per farlo è la relazione empatica. Nella pratica dell’insegnamento c’è, infatti, un relazionarsi continuo tra docente e studente [...]

Huh Huh Huh


Oh... caspita! Quindi non solo una questione "caratteriale"  Huh Huh Huh

Quanto è realmente importante la relazione stabilitasi con l'insegnante per riuscire a dominare la propria performance?

Cosa ne pensate? Huh
  
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10dita
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #5 - 30. Aug 2015 at 03:45
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Gent.ma et Soavissima , ho letto l’interessante articolo che hai postato Smiley Smiley

Et da esso si possono trarre molti spunti discussionali (urka che parolina Shocked), particolarmente in relazione, scusa se mi auto-cito  Embarrassed, ad:

10dita wrote on 25. Aug 2015 at 03:14:

[...] “accorgimenti” e “strategie” che alleviano la temibile (a volte “terribile” Shocked) “paura da palcoscenico”!


Venendo alla tua question:

Gabri_BT wrote on 29. Aug 2015 at 16:07:
Quanto è realmente importante la relazione stabilitasi con l'insegnante per riuscire a dominare la propria performance?


Premetto et ribadisco (come dicono gli eruditi: <<a scanso di equivoci>> Cheesy), ch’io non credo sia possibile “creare” i “performanti” (acci che paroline me vengono Tongue Pardon Embarrassed) senza il necessario “fertil terreno”! Ovvero quelli che tu hai nomato:

Gabri_BT wrote on 29. Aug 2015 at 14:07:
"animali da palcoscenico" .... ovvero: nati per stare sul palco   Smiley Smiley Smiley


E’ però vero, ed lo metodo citato nello articolo  postato ben chiarisce, che per chi non è “animale da palcoscenico” ci sono metodologie (et con codesto termine ci metto in dentro lo tutto!) che possono far emergere qualità insospettate (o sopite da malevoli insegnanti-insegnamenti Sad Tongue), et far (ti cito così direttamente Wink): “dominare la propria performance”!

Stante la picciola premessa, penso sia “realmente importante la relazione [… ] con l’insegnante etc.”, et i “fondamentali” credo siano (cito dallo articolo ):

-“Nel MR si lavora attraverso un insieme strutturato di pratiche tese ad instaurare una relazione in prima persona tanto da ottimizzare le possibilità comunicative e relazionali considerando l’individuo nella sua assoluta unicità[5].”

-“Per “essere con l’altro” è necessario rinunciare alle certezze di un protocollo stabilito per porsi di fronte all’altrui in un incontro autentico e reciproco.”

-“[…] migliore capacità di traduzione di un pensiero musicale in un gesto fisico potrebbe costituire la base per una nuova didattica strumentale in cui le competenze musicali di un individuo, sintetizzate in un’idea, trovano nello stesso individuo il gesto più appropriato alla sua sonorizzazione. In questa traduzione il MR sembra facilitare l’esperienza diretta del suonare a sostegno dell’idea astratta che lo motiva. Si tratta d’integrare alla didattica strumentale una modalità che valorizzi a pieno la musicalità individuale legata al proprio essere in prima persona e in aderenza con la situazione reale. Una sorta di rispecchiamento, di risonanza intima che accolga uno stato d’essere presente in costante collegamento e consonanza fra sé, il proprio strumento e la musica.


Non proprio in relazione al quoto, credo però in qualche modo attinente (da “Pianosophia” di Spagnolo/Stelli):

“Cap. I. <<LA TECNICA PIANISTICA E LA MUSICA>> § 2. La crisi dei “metodi”

[…] La presenza dell’insegnante risulta a volte sorprendentemente efficace attraverso un semplice gesto della mano […] o attraverso un esempio verbale, i quali – proprio perché estemporanei, scaturiti spontaneamente dal vivo della lezione – sprigionano in quel momento una forte carica di suggestione e una grande efficacia didattica; […] Nell’insegnamento del pianoforte è quindi assolutamente essenziale il possesso di quelle particolari capacità personali che consentono di praticare una lezione individualizzata. L’insegnante deve essere in grado di mettersi in sintonia con ogni singolo individuo […].”.

Argomento interessantissimo et pieno di sfumature  Roll Eyes  Smiley

Cordiali et sentiti saluti Smiley


  
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andreavezzoli
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #6 - 04. Sep 2015 at 07:40
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Vorrei contribuire all'interessante discussione partendo dalla mia breve esperienza personale come "esecutore":
paradossalmente avevo più ansia e paura quando suonavo il clarinetto in banda che quando ho fatto qualche concertino all'organo, forse questo è dovuto al fatto che quando suono da solo non devo preuccuparmi di "rovinare" con i possibili errori anche il lavoro di tutti gli altri.
Mentre altri si sentono più "protetti" dal poter distribuire le paure su tutti, e da soli invece, dovendo mettersi in dialogo con loro stessi, abbiano il timore non riuscirci.
Il compositore invece (a parte per gli esami) non deve realizzare una "prestazione" senza poter far nulla per gli errori , può correggere, può prendersi tempo e decidere a che ora comporre, ma ha esiste l'ansia del riuscire a farsi eseguire la musica composta e la paura, se pur minima, su quale reazione avrà il pubblico.
  
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Gabri_BT
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #7 - 26. Nov 2015 at 22:41
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Acci... dentaccio, il mio insegnante organizza un concerto dei suoi allievi la settimana prossima (e si è degnato di comunicarmelo solo ieri  Lips Sealed )


Tralasciamo per ora teorie ed articoli scientifici sull'ansia da prestazione...

...e pur i soliti consigli che riguardano la preparazione a livello pratico:

- bisogna sapere il brano al 200 %
- non eseguire solo di "memoria digitale"
ecc... ecc...


Quello che vorrei sapere è:

a livello psicologico, prima di una esibizione, voi che fate?
Vi bevete un litro di camomilla? Undecided
Vi fate due respironi? Che cosa vi aiuta a trovare la calma necessaria? Huh
  
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10dita
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #8 - 27. Nov 2015 at 02:00
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Gabri_BT wrote on 26. Nov 2015 at 22:41:
Quello che vorrei sapere è:

a livello psicologico, prima di una esibizione, voi che fate?
Vi bevete un litro di camomilla? Undecided
Vi fate due respironi? Che cosa vi aiuta a trovare la calma necessaria? Huh


Quando ancor sonavo non avevo particolari "rimedi" o "riti".

La "calma necessaria" me veniva quando ero sul palco, dopo un poco et avevo "scaldato" la mente: prima de salir la calma era utopia Tongue

A ben ponsarci Undecided  Sì!! Qualche bel "respirone" lo facevo, sì quello sì Smiley

Le prime volte furono traumatiche, poi con lo passar dello tempo lo trauma terribile che vi era pria di salir sullo palco se attenuò!
Esperienza, più sicurezza nei propri mezzi, consapevolezza di aver ben studiato ed esser preparato, i "giusti pensieri" (ovver non pensar affatto Smiley) etc.

Ricordo che alcune letture (Zen in particolare!) me mettevano una certa serenità Roll Eyes

Eviterei sostanze di qualsi tipo, vuoi calmanti che eccitanti Tongue Smiley
Se può perder nel mezzo del cammin di nostro concertin la diritta via  Shocked  Cheesy

E lo so per esperienza!! Shocked  Sad

Smiley


  
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Gabri_BT
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #9 - 27. Nov 2015 at 09:11
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10dita wrote on 27. Nov 2015 at 02:00:
Eviterei sostanze di qualsi tipo, vuoi calmanti che eccitanti Tongue
Se può perder nel mezzo del cammin di nostro concertin la diritta via

E lo so per esperienza!!



ollà, e che caspita... hai preso?  Shocked
Dici che pure la camomilla...  meglio evitare?
Non sia mai...  magari mi fa venire un abbiocco improvviso durante la Sonatina  Huh  Grin
  
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10dita
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #10 - 27. Nov 2015 at 11:43
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Gabri_BT wrote on 27. Nov 2015 at 09:11:
10dita wrote on 27. Nov 2015 at 02:00:
Eviterei sostanze di qualsi tipo, vuoi calmanti che eccitanti Tongue
Se può perder nel mezzo del cammin di nostro concertin la diritta via

E lo so per esperienza!!



ollà, e che caspita... hai preso?  Shocked
Dici che pure la camomilla...  meglio evitare?
Non sia mai...  magari mi fa venire un abbiocco improvviso durante la Sonatina
  Huh  Grin


Cosa ingurgitai!? Intruglio

Meglio evitar Lips Sealed Tongue

Ecco! Brava! Anche beveraggi "calmanti" son pericolosi Grin

Meglio aver una "sana paura" Smiley

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10dita
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #11 - 28. Nov 2015 at 00:47
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Da “Saggio di metodo per la tastiera”  di C. P. E. Bach (L’interpretazione della musica barocca. A cura di G. G. Verona):

“Cap. 3° Dell’interpretazione
9- […] Di rado ci si trova nel necessario stato di rilassatezza e serenità, perciò quando si suona in pubblico, qualunque sia il grado di tecnica, è bene non arrischiarsi a fare più di quanto ci consenta perfetta sicurezza. Si esamini la propria capacità e disposizione nei passaggi più rapidi e difficili, per non oltrepassare i propri limiti, cosa che si risolverebbe certamente in un insuccesso. In pubblico si devono evitare quei passaggi che a casa riescono soltanto di rado e a fatica, perché richiederebbero una eccessiva tensione nervosa.”


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tgdigit
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Argh !

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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #12 - 28. Nov 2015 at 09:33
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Problematica sempre presente e mai sopita in tutte le attività professionali che richiedono la presenza di un uditorio.
Spesso studiata principalmente da quei professionisti che hanno il compito di trasmettere un messaggio, spiegare un accaduto, stimolare al dibattito, convincere di un'opinione, raccontare una storia.
Sono tutte le professioni che hanno come obiettivo la comunicazione.

Gli esempi sono numerosi, il giornalista, il politico, il conduttore di eventi, l'attore, l'artista in generale e così via.
Tutti questi subiscono l'effetto del riflettore che ad un certo istante si accende e punta su di essi, quel "protagonismo improvviso" che si attiva salendo su un palco, senza gradi intermedi, come un interruttore che passa da spento ad acceso.

L'effetto è senz'altro drammatico, una tensione che si attiva all'istante!

Ma vediamo invece la scena dall'altro lato, dal pubblico che assiste.
Qui c'è al contrario molta calma e tranquillità, c'è attesa, c'è la curiosità di sapere, di apprendere, di capire, c'è l'interesse di ascoltare, di farsi piacevolmente trasportare da un racconto, di vivere quella storia che si vuole ascoltare.

L'effetto è senz'altro piacevole, un piacere che si attiva all'istante!

Ma sono due opposti!!!

Ecco che si accendono i riflettori, ecco che entra il protagonista sulla scena, ecco che si attiva tensione e piacere all'istante!!!

Una frazione di secondo e poi? Applausi, non ci possono essere che applausi...il pubblico ora così trasmette e attiva la comunicazione del proprio piacere verso chi sta sulla scena e la voglia di stare lì ad ascoltare. Agli applausi cosa consegue se non i ringraziamenti? La comunicazione si è attivata, entrambi, relatore e uditori provano piacere.

La tensione è durata una frazione di secondo e poi è sparita!

Da qui in poi la comunicazione non si deve interrompere, deve durare tutto il tempo che occorre.

La protagonista di un evento di questo tipo è la comunicazione.
La paura, la tensione, l'agitazione, e così via sono solo eventi estranei, se vuoi, rumori di fondo, che devono stare lì, in fondo perché non c'entrano nulla con quel che sta accadendo.

C'è un errore, qualche notina sbagliata? Cosa importa? E' un evento estraneo alla comunicazione.
Qualcuno tra il pubblico ha un colpo di tosse? E che importa? Il pubblico sa che può accadere, ma non se ne cura.

Il compito dell'interprete ora è quello di trasmettere ciò che è scritto nel testo che ha studiato, la sua concentrazione deve essere tutta lì, deve comunicare, tradurre il muto testo, trasportare il pubblico in quel racconto.
Il pianista in quel momento è come l'attore che trasmette ciò che prova il personaggio, comunica lo stato d'animo del personaggio, è il personaggio.
Il pianista trasmette la musica, si fa musica, è musica.

Se la concentrazione è tutta lì sulla comunicazione, dov'è allora la paura da palcoscenico? E' sparita dopo il primo istante, gli applausi.
Dov'è l'ansia da prestazione? Quale prestazione? Nessuna prestazione.
  

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tgdigit
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #13 - 28. Nov 2015 at 09:42
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E poiché un video vale più di mille parole, vediamo cosa vuole comunicare il maestro e poi vediamo quale interesse ha lui e noi verso il non-problema della paura e dell'ansia:

https://www.youtube.com/watch?v=tyUQ8IlZkQU

Da ascoltare in cuffia perchè l'audio è piuttosto basso.
  

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Michele Marvulli
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #14 - 28. Nov 2015 at 13:32
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Ti ringrazio per la "citazione"; in effetti l'audio è molto flebile. Sull'argomento esiste un mio divertente racconto (di vita vissuta) scritto qualche anno fa http://www.michelemarvulli.com/scritti/13-scritti/i-racconti-di-michele-marvulli...

Altri spunti di riflessione sulla paura si ritrovano anche in una mia lezione sulla Dante Sonata di Liszt (in cui racconto di un sogno particolare...).
https://www.youtube.com/watch?v=-8q3I7OhQzU

  
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Gabri_BT
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #15 - 04. Dec 2015 at 22:07
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Ecco... prima di affrontare il palco, questo dovrebbe essere il nostro unico pensiero:


"Non cerco di fare meglio di chiunque altro.
Cerco solo di fare meglio di me stesso"


(Mikhail Baryshnikov)

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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #16 - 05. Dec 2015 at 19:13
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Gabri_BT wrote on 26. Nov 2015 at 22:41:
Acci... dentaccio, il mio insegnante organizza un concerto dei suoi allievi la settimana prossima (e si è degnato di comunicarmelo solo ieri  Lips Sealed )


Tralasciamo per ora teorie ed articoli scientifici sull'ansia da prestazione...

...e pur i soliti consigli che riguardano la preparazione a livello pratico:

- bisogna sapere il brano al 200 %
- non eseguire solo di "memoria digitale"
ecc... ecc...


Quello che vorrei sapere è:

a livello psicologico, prima di una esibizione, voi che fate?
Vi bevete un litro di camomilla? Undecided
Vi fate due respironi? Che cosa vi aiuta a trovare la calma necessaria? Huh


Gentilissima, come andò!Questioning

Che strategie tu hai messo in pratica!?

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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #17 - 05. Dec 2015 at 19:25
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10dita wrote on 05. Dec 2015 at 19:13:
Gentilissima, come andò!Questioning

Che strategie tu hai messo in pratica!?


Quali strategie? Huh

Dunque... il maestro ci fece arrivare in anticipo per poter avere il tempo di provare il pianoforte. Quando arrivai non c'era ancora nessun altro allievo, quindi passai in rassegna tutti i miei pezzi...

...dopodiché il maestro mi mise in mano le sue chiavi per accedere alle salette studio degli studenti dell'Accademia e mi disse:
"Vai (nel senso di: "FILA") a de-stressarti in saletta !!!" Grin

Mi sono chiusa in saletta per un'ora a ripassare  Tongue
  
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10dita
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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #18 - 07. Dec 2015 at 01:37
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Gabri_BT wrote on 05. Dec 2015 at 19:25:
10dita wrote on 05. Dec 2015 at 19:13:
Gentilissima, come andò!Questioning

Che strategie tu hai messo in pratica!?

Mi sono chiusa in saletta per un'ora a ripassare  Tongue


Beh, anche il ripasso dello ultimo momento, se preso con la "giusta filosofia” (se non, possibile che faccia aumentar l'ansia Shocked Tongue), può esser utile Smiley

Soprattutto alla bisogna di:

Gabri_BT wrote on 05. Dec 2015 at 19:25:
de-stressarti!!!" Grin

Smiley


Mi permetto aggiunger sul T. quivi in corso qualche cenno da:

“Lettere ad una giovane fanciulla sull’arte di suonare il pianoforte”
C. Czerny
(Pardes Edizioni, 2007 a cura di M.C. Mazzi e M. Pierantoni):


“QUINTA LETTERA
[…] SU COME SUONARE IN PRESENZA DI ALTRI

“In particolare, dovrete selezionare a questo fine quelle composizioni di cui avete padronanza completa e del cui buon effetto voi non dubitiate: ricordate che ogni pezzo difficile diviene doppiamente difficile quando lo si suona di fronte ad altri […] molti pianisti, che sarebbero stati buoni esecutori, hanno perso la loro reputazione musicale ed ogni fiducia futura in loro stessi a causa della scelta inadeguata dei brani da suonare [aggiungo: e da studiare!!].
Quando suonerete di fronte ad altri, dovrete sforzarvi soprattutto di eseguire un brano ben studiato con tranquillità e familiarità, senza affrettarvi, senza permettere alla vostra mente di distrarsi e senza bloccarvi: soprattutto questo è ciò che di più spiacevole può accadere di fronte al pubblico.
Prima di cominciare, dovrete tenere le dita ben calde […] e dovrete, se possibile, suonare sempre sul pianoforte sul quale vi siete esercitata, perché uno strumento la cui tastiera sia molto più leggera o molto più pesante di quella alla quale si è abituati può confondere davvero molto l’esecutore.”



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tgdigit
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Argh !

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Re: Paura del palcoscenico e Ansia da prestazione
Reply #19 - 14. Dec 2015 at 19:27
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Gabri_BT wrote on 26. Nov 2015 at 22:41:
a livello psicologico, prima di una esibizione, voi che fate?
Vi bevete un litro di camomilla? Undecided
Vi fate due respironi? Che cosa vi aiuta a trovare la calma necessaria? Huh

Anche qui facile a dirsi, difficile a farsi, però provo a dire come la penso.

La calma è una condizione prima di tutto corporea, cioè se si trova (e la si deve trovare), la rilassatezza muscolare, l'assenza di tensioni, si può suonare come si deve, altrimenti, come diavolo si potrebbe suonare?
Questa condizione è la stessa che si applica abitualmente a casa propria, quando si studia ed è la stessa condizione che si deve trovare quando si suona in pubblico, come se si stesse suonando a casa.

Trovata la tranquillità corporea, non c'è bisogno d'altro.
  

Rafal Blechacz Chopin competition 2005 Pianoconcerto No. 1 !
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