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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Scale e scalette... (Read 4522 times)
10dita
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Scale e scalette...
11. Oct 2015 at 16:56
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Da:

"Conversazioni con ALDO CICCOLINI"
di Dario Candela Ed. Curci



"Hai qualche altro consiglio sulle scale?

[A.C.] Bisogna vedere come si studiano! Studiarle come si fa normalmente può addirittura essere tempo perso. Innanzitutto perché studiandole sempre con la stessa diteggiatura ci si abitua a quella, mentre nelle composizioni si presentano con le più diverse. C'è un esempio celebre da citare nella Seconda Rapsodia di Liszt: nel finale si trovano scale molto rapide di cui le prime in La maggiore e le ultime due in Fa diesis maggiore. Ora, Liszt indica di cominciare quelle in Fa diesis maggiore col pollice sul tasto nero. Ed è così che andrebbero studiate le scale, cambiando le diteggiature, abituando le dita alle diverse combinazioni possibili, e non sempre le stesse. Solo così si possono sviluppare delle capacità di adattamento che permettono alle dita di diventare più versatili. ...>"


E' proprio vero che (arri-ri-citazione Cheesy):

"La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre"

(A.Einstein)

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lucabil
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Re: Scale e scalette...
Reply #1 - 12. Oct 2015 at 16:07
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Non ci pensano già i brani in sé (come il caso citato), a costringere lo strumentista a studiare questa o quella particolare combinazione "innaturale"?

Dovrei andare a cercare altre combinazioni "in astratto"?

Qualcosa di simile viene detto in un famoso testo di piano jazz, in cui si consiglia di studiare le scale, cominciandole (e terminandole) ogni giorno da una nota diversa (indipendentemente dal concetto di modi). Ma in quel contesto trovo che abbia più senso, si sta parlando di preparazione all'improvvisazione, in cui il collegamento tra scale diverse, usando schemi non predeterminati, è pane quotidiano.

Grazie per la frase di Einstein, andrebbe scritta sui muri ... Smiley
  
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10dita
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Re: Scale e scalette...
Reply #2 - 12. Oct 2015 at 19:36
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lucabil wrote on 12. Oct 2015 at 16:07:

Qualcosa di simile viene detto in un famoso testo di piano jazz, in cui si consiglia di studiare le scale, cominciandole (e terminandole) ogni giorno da una nota diversa (indipendentemente dal concetto di modi). Ma in quel contesto trovo che abbia più senso, si sta parlando di preparazione all'improvvisazione, in cui il collegamento tra scale diverse, usando schemi non predeterminati, è pane quotidiano.

Gent.mo, interessante codesta tua Smiley

Ma improvvisazione a parte (forse un poco per un "classico"  Questioning improvvisazione intendo Smiley), non trovi che anche per un "classico" potrebbe essere un modo per "aprire la mente"  Huh Undecided Cheesy

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ibach13
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Re: Scale e scalette...
Reply #3 - 13. Oct 2015 at 23:03
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devo dire che concordo con lucabil nella sostanza: se ci inventiamo gli esercizi + strampalati perche’ qui e la ‘nella letteratura ci sono cose particolari puo’ finire che facciamo solo esercizi
eppure quello dixit Ciccolini che ascoltai alla soglia dei 90 anni [pochi mesi prima di morire] in una memorabile esecuzione di K466 e K488 …

quanto alla paternita’ della citazione io l’ho sentita attribuire anche a BFranklin,
forse e’ uno di quei casi in cui “mater semper certa est, pater numquam”?
cmq stando a
http://www.brainyquote.com/quotes/quotes/t/thomasdewa142165.html
sarebbe da attribuire a TDewar, che non e’ un altro scienziato ma un uomo d’affari scozzese

  
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10dita
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Re: Scale e scalette...
Reply #4 - 15. Oct 2015 at 02:01
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ibach13 wrote on 13. Oct 2015 at 23:03:
devo dire che concordo con lucabil nella sostanza: se ci inventiamo gli esercizi + strampalati perche’ qui e la ‘nella letteratura ci sono cose particolari puo’ finire che facciamo solo esercizi
eppure quello dixit Ciccolini che ascoltai alla soglia dei 90 anni [pochi mesi prima di morire] in una memorabile esecuzione di K466 e K488 …


Ed io concordo con Voi! Smiley

Del “detto” di Ciccolini, con tutta la umiltà che posso, io evidenzierei particolarmente:

“Bisogna vedere come si studiano! Studiarle come si fa normalmente può addirittura essere tempo perso.”


Ed andando in sintesi:

“[…]Studiarle come si fa normalmente può addirittura essere tempo perso.”

Ed in sintesi ancor più estrema (con “licienza”):

[…]Studiarle come si fa normalmente [è] tempo perso.”


Sul “resto”, oserei dir: chi ha tempo da perdere, lo “perde(rà)”!

Alla fine della fiera ci si accorgerà, pria o poi (meglio pria, ovvio!), che la vita è (ancora!) sempre breve.

Ma lo “brutal” esamino è lì in agguato che incombe!
Ed allor pur io vi dedicai dello tempo a codeste bene(male)dette scalette!
Ma lo minimo indispensabile!
Le scalette nelle “sonate” mi aspettavano!

Pur jovinello aveo capito che la vita poi tanto lunga non è!



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10dita
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Re: Scale e scalette...
Reply #5 - 16. Oct 2015 at 01:18
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Da:
“L’arte del pianoforte."
Note di un professore

di H. Neuhaus
Ed. Rusconi

“Godowsky […] una volta a lezione ci disse di non aver mai studiato le scale (ed era senz’altro vero), tuttavia le eseguiva con una vivacità, un’uniformità, una velocità e una bellezza di suono […]. Suonando nel modo migliore le scale che gli capitavano nelle composizioni che studiava, imparò a suonare in modo esemplare le <<scale come tali>>*.
[*Attenzione: si tratta di un processo deduttivo invece del comune processo induttivo, diffuso ma molto meno logico e sicuro, che consiste nell’imparare la <<scala in quanto tale>> per eseguirla poi nel pezzo.]”


Studiar le scale si dee!
Ma non certo tanto per “far"... le scale”!

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Re: Scale e scalette...
Reply #6 - 18. Oct 2015 at 15:09
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Difficili le scalette per le bimbette, sempre un pochetto rigidette Shocked

Ma lo Maestro gliele farà imparare Cheesy



Pollice sopra, sotto...senza...

E bravo il Maestro...Orso Smiley


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Re: Scale e scalette...
Reply #7 - 22. Oct 2015 at 18:54
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Re: Scale e scalette...
Reply #8 - 25. Oct 2015 at 18:16
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Dopo divagazione/i per “svago”, altra “divagazione” più seria Cheesy

Da “Leimer-Gieseking- Metodo Rapido di perfezionamento” di (guarda caso Grin) K. Leimer:


"[…] Anche il conseguimento di una buona tecnica è un lavoro mentale.    […] Suonare per ore ed ore scale ed esercizi, senza concentrarvi affatto l’attenzione, equivale a prendere una strada eccessivamente lunga. […] Io faccio eseguire pochissimi studi [e le scale!?], però colla massima perfezione possibile.”

Già! E le scale et scalette Undecided Huh Ulla! Le scaleeeeeeeeeeeee Huh Shocked Questioning

Dice Leimer (op. cit.):

“[…] Naturalmente necessita studiare bene tutte le 24 scale; bisogna quindi conoscere esattamente gli accidenti e il diteggio di ciascuna scala e saperle poi eseguire a perfezione con una certa velocità.
Studiare le scale in tutte le posizioni possibili, per terza, sesta, moto contrario ecc. non mi sembra necessario perché si perde troppo tempo. […] Invece vanno studiati molto accuratamente quei passaggi di scale, che ricorrono frequentemente nelle composizioni […].



Era l’anno del Signore 1931 quando Leimer scriveva ciò.


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Re: Scale e scalette...
Reply #9 - 25. Oct 2015 at 23:11
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bene dunque ricordavo questo concetto quando …
vergai
il terzo
replai

del resto e’ questo il concetto di base del “metodo LSC” su cui tanto si discusse in passato e probabilmente si discorrere' in futuro

“nihil sub sole novum”

devo ricordare che LSC = Leimer - Sandor - Chang ?
  
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Re: Scale e scalette...
Reply #10 - 08. Dec 2015 at 21:45
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Colgo al balzo la occasione (vedi lo evidente perché: QUI) e mi permetto segnalar, riguardo argomento dello T. or qui, codesto:

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"VELOCITA': PREPARAZIONE ALLE SCALE" di Michele Marvulli


Alli utenti più attenti li commenti.

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pianozero
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Re: Scale e scalette...
Reply #11 - 17. Dec 2015 at 10:05
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10dita wrote on 08. Dec 2015 at 21:45:
Colgo al balzo la occasione (vedi lo evidente perché: QUI) e mi permetto segnalar, riguardo argomento dello T. or qui, codesto:

Smiley
"VELOCITA': PREPARAZIONE ALLE SCALE" di Michele Marvulli


Alli utenti più attenti li commenti.

Smiley

2 – Progressivamente cominciare ad allontanare i due suoni fino a percepirli “distinti” anche se vicinissimi. In questa seconda fase il primo suono deve sempre essere eseguito con appoggio del braccio (dito passivo), il secondo con articolazione molto riavvicinata del dito (dito attivo). Più vicino al tasto sarà il dito, più veloce risulterà il passaggio.

è da intendere per il secondo dito ? ovvero per aver più velocità il dito da articolare (il secondo) deve partire da molto vicino il tasto.

L'articolazione è quella tanto "cara" all'hannon giusto ? Dunque è sbagliata l'idea di appoggiare il dito facendolo partire già alto.
  
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10dita
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Re: Scale e scalette...
Reply #12 - 18. Dec 2015 at 03:10
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pianozero wrote on 17. Dec 2015 at 10:05:
10dita wrote on 08. Dec 2015 at 21:45:
Colgo al balzo la occasione (vedi lo evidente perché: QUI) e mi permetto segnalar, riguardo argomento dello T. or qui, codesto:

Smiley
"VELOCITA': PREPARAZIONE ALLE SCALE" di Michele Marvulli


Alli utenti più attenti li commenti.

Smiley

2 – Progressivamente cominciare ad allontanare i due suoni fino a percepirli “distinti” anche se vicinissimi. In questa seconda fase il primo suono deve sempre essere eseguito con appoggio del braccio (dito passivo), il secondo con articolazione molto riavvicinata del dito (dito attivo). Più vicino al tasto sarà il dito, più veloce risulterà il passaggio.

è da intendere per il secondo dito ? ovvero per aver più velocità il dito da articolare (il secondo) deve partire da molto vicino il tasto.


Gentilissimo, sarei tentato dir una qualche cosetta, ma credo giusto et doveroso sia lo Autore, se voglia avrà, ad aver la "precedenza": chi meglio di Lui può svelar lo arcano!? Nessuno Smiley

pianozero wrote on 17. Dec 2015 at 10:05:
L'articolazione è quella tanto "cara" all'hannon giusto ? Dunque è sbagliata l'idea di appoggiare il dito facendolo partire già alto.


Quel <<L'articolazione è quella tanto "cara"...>> è tutto un programma Wink

V'è un monno dietro! Vi sono discussioni infinite! Cheesy

Su questo vergato forse comprendo il movimento cui ti riferisci, ma non pienamente Undecided Huh

Cordiali saluti Smiley
  
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pianozero
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Re: Scale e scalette...
Reply #13 - 18. Dec 2015 at 08:05
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10dita wrote on 18. Dec 2015 at 03:10:
Quel <<L'articolazione è quella tanto "cara"...>> è tutto un programma Wink

V'è un monno dietro! Vi sono discussioni infinite! Cheesy

Su questo vergato forse comprendo il movimento cui ti riferisci, ma non pienamente Undecided Huh

Cordiali saluti Smiley


Eruditissimo nonché gentilmente sollecito 10dita, cerco di spiegarmi meglio.

Come forse sai il mio incubo è l'hannon, causa di penose discussione con la mia ex maestra e forse vera causa della nostra "separazione" didattica. Ma se fosse da intendersi che per ogni singolo dito della scala io debba alzare (come quello raccomanda  Cry )   il dito  prima di affondarlo nella tastiera mi ritirerei subito in buon ordine,poiché  in velocità non saprei mai e poi mai farlo Sad


Ciò che saprei fare sarebbe, forse,  farmi trovare con il dito che deve suonare già alto sulla tastiera.
  
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10dita
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Re: Scale e scalette...
Reply #14 - 22. Dec 2015 at 04:09
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pianozero wrote on 18. Dec 2015 at 08:05:
Come forse sai il mio incubo è l'hannon, causa di penose discussione con la mia ex maestra e forse vera causa della nostra "separazione" didattica. Ma se fosse da intendersi che per ogni singolo dito della scala io debba alzare (come quello raccomanda  Cry )   il dito  prima di affondarlo nella tastiera mi ritirerei subito in buon ordine,poiché  in velocità non saprei mai e poi mai farlo Sad


Ciò che saprei fare sarebbe, forse,  farmi trovare con il dito che deve suonare già alto sulla tastiera.


Gentilissimo, non capisco (forse intuisco!) se il "tuo incubo" è l'Hanon in quanto Hanon o il "come" ti fu proposto di farlo che creò la brutal "separazione didattica" Undecided Huh

Comunque, pria di ulterior approfondimento mi piacerebbe saper le tue impressioni, se vuoi sensazioni etc., dopo la visione di codesto video:

" Tecnica 2°: Articolazione del dito pollice"

Cordiali saluti
  
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Re: Scale e scalette...
Reply #15 - 22. Dec 2015 at 09:23
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pianozero wrote on 18. Dec 2015 at 08:05:
... Ma se fosse da intendersi che per ogni singolo dito della scala io debba alzare (come quello raccomanda  Cry )   il dito  prima di affondarlo nella tastiera mi ritirerei subito in buon ordine,poiché  in velocità non saprei mai e poi mai farlo Sad


ma... Pianozero  Huh
chi ti ha detto che in velocità tu debba fare lo stesso movimento che fai da lento, in fase studio  Huh
Più aumenta la velocità e più il movimento delle dita prima dell'attacco al tasto si riduce... mi par cosa naturale Huh

Tuttavia penso sia necessario, specialmente all'inizio, studiare con movimenti più ampi (non dico articolando in maniera forzata fino al ciel), ma muovendo bene le dita... Questo per preparare il corpo all'impostazione, alla coordinazione ed al movimento corretto...  tutte cose difficilissime da trovare se si studia con movimenti veloci e ridotti (poco ampi) quando ancora non si ha tecnica.

P.S. Attenzione... non voglio fare l'erudita in tecnica pianistica... eh?  Grin I miei cari Maestri mi redarguiranno se dico fesserie  Roll Eyes

Dico questo... solo perché ciò vale anche nell'acquisizione della tecnica in danza classica... (che è campo mio). Il corpo umano dopotutto è lo stesso... e quindi le stesse "leggi" si applicano in qualunque tecnica che richieda raffinatezza, controllo, agilità e quindi: estrema consapevolezza del proprio corpo.

Però se sbaglio... sgridatemi pure  Tongue
  
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Re: Scale e scalette...
Reply #16 - 22. Dec 2015 at 09:58
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10dita wrote on 22. Dec 2015 at 04:09:


È esattamente ciò che mi fece fare la mia adorata prima Maestra durante il mio primissimo anno  Cheesy
Non imparai ad eseguire neanche un branetto da inizio a fine senza fare pasticci (che frustrazione!) ... ma a lei di questo non importava nulla. L'unica sua "ossessione" era che avessi tutte le ditina rilassate ed appoggiate subito dopo il "lancio". Mi rimase impresso il suo "picchiettar" sui gomiti (per ricordarmi di non irrigidire)... e poi mi rimetteva di continuo il pollicino sul piano  Grin
  
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Re: Scale e scalette...
Reply #17 - 23. Dec 2015 at 09:20
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pianozero wrote on 17. Dec 2015 at 10:05:
L'articolazione è quella tanto "cara" all'hannon giusto ? Dunque è sbagliata l'idea di appoggiare il dito facendolo partire già alto.


pianozero wrote on 18. Dec 2015 at 08:05:
Come forse sai il mio incubo è l'hannon, causa di penose discussione con la mia ex maestra e forse vera causa della nostra "separazione" didattica.


Vorrei tornare un momentino sulla questione...
perché ancora non ho ben capito la causa del tuo terrore Undecided

Mi sembra di capire che tu faccia questa associazione: Hanon = articolazione = idea sbagliata  Undecided
Ma il fatto di "articolare", in sé, non è sbagliato. Dopotutto "articolare" vuol dire "muovere gli arti". E per suonare... le dita bisogna muoverle!!!

Ora bisognerebbe capire, come cavolo ti faceva articolare questa tua insegnante Huh

- Un dito alla volta? Tutte e cinque le dita isolatamente? Anche 3º, 4º e 5º in maniera isolata?

Oppure

- nel modo in cui fa vedere quell'insegnante nel video postato da 10dita?
(credo lo abbia postato appositamente per avere da te un riscontro Wink )
  
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10dita
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Re: Scale e scalette...
Reply #18 - 23. Dec 2015 at 11:32
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Vedo che la Gentil et Soave Gabri s'è "scatenata" sulla annosa question della mitica articolazione Cheesy

Gabri_BT wrote on 23. Dec 2015 at 09:20:
- nel modo in cui fa vedere quell'insegnante nel video postato da 10dita?
(che, credo, te lo abbia postato appositamente per avere da te un riscontro Wink )


Beh, effettivamente il video serviva per aver "riscontro" Wink


Gabri_BT wrote on 23. Dec 2015 at 09:20:
Mi sembra di capire che tu faccia questa associazione: Hanon = articolazione = idea sbagliata  Undecided
Ma il fatto di "articolare", in sé, non è sbagliato. Dopotutto "articolare" vuol dire "muovere gli arti". E per suonare... le dita bisogna muoverle!!!


Ecco! Bravaaaa!
Lo arcano sta lì!! Smiley

Sembrerebbe banale...
Evidentemente il termine "articolazione" si porta dietro:
sensazione "sgradevoli", antiche pratiche (antiche "torture": esercizi con note tenute Shocked), dita "isolate" (sole solette! Porelle! Senza "amici" Cry) etc.

Leggendo vecchi T. (QUI) sull'argomento è curioso notare atteggiamenti agli antipodi, e si possono leggere frasette tipo:

"non articolare" opp. "devi articolare bene" (spesso inteso: bene=molto! Hanon dice prima dello primero es.:"Articolare bene le dita affinchè ogni nota risulti nettamente distinta.") etc

In cui parrebbe che il:

"non articolare"=non muovere il dito.

Poi frasette:

"La mia maestra mi ha insegnato che è importante articolare bene negli esercizi tipo l'hanon e che articolare è utile [...]"

E guarda caso compare sempre il nostro caro Hanon!
Porello anche lo Hanon Sad
Sempre bistrattato!

Se "muovi le dita" non "bene", ovver "male", che sia Hanon o Clementino: mica va bene mio bambino Cheesy

Se ben movi le ditine: puoi far anche la scalettina in "Alba Chiara" di Vasco Wink

Cordiali saluti
  
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pianozero
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Re: Scale e scalette...
Reply #19 - 24. Dec 2015 at 10:38
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avete ragione , urge un chiarimento.

Innanzitutto, quando mi presentai la prima volta dalla maestra con due pezzettini di Bach e (me sciagurato, l'avessi mai fatto, un valzer di Chopin,) la prima cosa che mi disse è che non avevo nessuna forza sui tasti e mi appoggiavo soltanto. L'Hanon divenne quindi subito centrale.
Chopin ovviamente mi disse di dimenticarlo immediatamente , che crudeltà  Cry

Il video postato da 10dita era anche uno degli esercizi che avevo da svolgere, ma l'Hanon era da intendere diversamente. Ogni singolo dito doveva essere mosso quanto più possibile autonomamente senza il movimento degli altri, solo al 4° era concesso di dare luogo a qualche movimento delle dita vicine (si insomma si poteva chiudere un occhio).  Indice medio e mignolo dovevano alzarsi davvero tanto (come specifica il testo "sollevare bene il dito")  e partire sempre dal livello del tasto. Il mignolo alto mentre suonavano le altre dita era poi un orrore da curare. Bisogna "afferrare" il tasto con il dito, mentre le altre dita restano a riposo, ricordo questa frase della maestra. E qui se ricordo bene nascevano i problemi perché io mi facevo trovare con il dito già troppo altro sul tasto.

Intendiamoci avevo anche benefici da tutto ciò, perché mi accorgevo di acquisire forza e precisione sui tasti quando poi andavo a suonare i pezzi assegnati.

Ora però leggere che in velocità bisogna far partire il dito da livello del tasto come fosse l'esercizio suddetto mi mette i sudori freddi !  Lips Sealed

Nello specifico, riguardo il video proposto da 10dita, il "riscontro" è che lo trovo naturale e ragionevole, sicuramente da quando prendo lezione ho migliorato la posizione del mignolo e la rilassatezza, ora fare quel tipo di esercizio mi riesce abbastanza agevole. Ma solo fino a che la velocità sia limitata. In corsa credo che si debba un po' rivedere tutto. Posso fare una scala veloce alzando e abbassando tutte le dita della mano ad ogni tocco ???

Gabri sopra diceva di no ovviamente...

...ovviamente !?... boh  Undecided
  
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