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Very Hot Topic (More than 25 Replies) SuperSoko IMPERDIBILE (Read 9332 times)
pianozero
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #20 - 16. Apr 2016 at 07:17
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Aggiungerei all'IMPERDIBILE del titolo anche INDIMENTICABILE.

Avevo letto che Sokolov è un personaggio pochi fronzoli e tutta sostanza, ieri mi sono reso conto che è l'anti Lang Lang per eccellenza. Quando entra sul palco va dritto sparato alla tastiera: neanche il tempo di sentir finire gli applausi che sta già suonando! E come sta suonando ! dal piano al forte con una regolarità mostruosa (io che sto combattendo con la dinamica del nuovo pianoforte scoprendo che è per me uno strumento ignoto, resto esterrefatto più di chiunque) senza una smorfia, una compostezza quasi esagerata a dire : senti la musica non guardare me, fate finta che io non ci sia.

Ora qualcosa va detta sul pubblico, io erano anni che non andavo ad un grande evento come questo, ma nel frattempo la gente è peggiorata nella salute e nei comportamenti ! Intendiamoci anche io sono un quasi dipendente da smartphone, ma all'inizio del concerto lo spengo. Accanto a me ho sentito almeno due suonerie da messaggio durante l'esecuzione dei pezzi di Schumann una cosa insopportabile, svariati colpi di tosse a mio avviso evitabilissimi, e inoltre (cosa incredibile) applausi sul finale di ogni tempo intermedio della Fantasia (zittiti fragorosamanete). Possibile che degli appassionati di musica non sappiano come comportarsi ? Non dico che si debba conoscere ogni opera, ma almeno sapere intuire quando un pezzo è finito lasciando all'interprete il tempo di alzarsi e non sovrastando l'eco delle ultime note facendosi prendere dalla smania di manifestarsi.

Nell'imminenza dell'inizio della seconda parte il direttore di Sala sale sul palco e redarguisce lo scellerato che durante il concerto ha puntato un flash in faccia al Maestro con le parole "restituisco volentieri il prezzo del biglietto a chi voglia compiere questi gesti purché se ne vada" Prende più o meno gli stessi applausi destinati a Sokolov al termine della Arabesque.

Poi si riprende con i due notturni di Chopin. Sarà l'effetto di quelle parole o forse la sola magia di Chopin, ma il pubblico appare molto più serio e compassato, meno tossi da ricovero, meno smartphone, nessun applauso fuori posto. E in questo contesto quando arriva la Sonata n° 2 op 35,  ho avuto veramente il momento dell'estasi.

6 generosi bis ad un pubblico che a stento lascia la sala.

Un concerto indimenticabile.
  
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Gabri_BT
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #21 - 16. Apr 2016 at 21:46
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pianozero wrote on 16. Apr 2016 at 07:17:
6 generosi bis ad un pubblico che a stento lascia la sala.

Un concerto indimenticabile.



Smiley Smiley Smiley
  
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10dita
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #22 - 16. Apr 2016 at 22:27
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pianozero wrote on 16. Apr 2016 at 07:17:
Aggiungerei all'IMPERDIBILE del titolo anche INDIMENTICABILE.

Un concerto indimenticabile.



Mio Gentile, non ho dubbi Roll Eyes
Come sempre Roll Eyes

Ed anco io, come già detto, godrò del Sommo martedì 19 corrente mese Wink

Cordiali saluti
  
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pianozero
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #23 - 17. Apr 2016 at 17:14
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10dita wrote on 16. Apr 2016 at 22:27:
pianozero wrote on 16. Apr 2016 at 07:17:
Aggiungerei all'IMPERDIBILE del titolo anche INDIMENTICABILE.

Un concerto indimenticabile.



Mio Gentile, non ho dubbi Roll Eyes
Come sempre Roll Eyes

Ed anco io, come già detto, godrò del Sommo martedì 19 corrente mese Wink

Cordiali saluti



Ah dunque ho equivocato, credevo ti riferissi a Zimerman. Buona serata con Sokolov ! Attendiamo impazienti  le tue autorevoli impressioni !
  
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10dita
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #24 - 17. Apr 2016 at 18:52
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pianozero wrote on 17. Apr 2016 at 17:14:
Ah dunque ho equivocato, credevo ti riferissi a Zimerman. Buona serata con Sokolov !



Mio Gentil, allor non cliccasti sulli miei linketti Grin

10dita wrote on 14. Apr 2016 at 22:50:


La gioia di udir lo Sommo è tale che ti perdono Wink Cheesy

Cordiali saluti
  
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pianozero
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #25 - 18. Apr 2016 at 13:22
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10dita wrote on 17. Apr 2016 at 18:52:
pianozero wrote on 17. Apr 2016 at 17:14:
Ah dunque ho equivocato, credevo ti riferissi a Zimerman. Buona serata con Sokolov !



Mio Gentil, allor non cliccasti sulli miei linketti Grin

10dita wrote on 14. Apr 2016 at 22:50:


La gioia di udir lo Sommo è tale che ti perdono Wink Cheesy

Cordiali saluti



scoprii l'arcano solo a posteriori, clickando sulli linketti Smiley
  
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10dita
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #26 - 22. Apr 2016 at 11:30
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pianozero wrote on 16. Apr 2016 at 07:17:

6 generosi bis ad un pubblico che a stento lascia la sala.

Un concerto indimenticabile.



Mio Gentile, pur in Bologna fu così Roll Eyes Smiley

Esattamente così Wink

E per la cronaca codesti li bis (nell'ordine):

-Schubert, Moment musicaux op. 94  n.  2, 3 ,4
-Chopin, Mazurka op. 30/2
-Schubert, Moment musicaux op. 94 n.5
-Debussy, Prelude “...Canope”

Or non ho tempo di "relazionarti", ma tornerò! Tornerò senza dubbio alcuno Smiley

Così al volo, partendo dalla "fine", interpretazioni superlative Roll Eyes

Il Sommo "declamò", fraseggiò et toccò in maniera divina Roll Eyes Roll Eyes

In Schubert ho udito, finalmente, lo "abisso" che v'è dietro codesto autore.

...sol per ora ciò Wink

Cordiali saluti
  
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pianozero
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #27 - 22. Apr 2016 at 14:44
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Già preziosissimo nell'indicare con precisione i bis , e basterebbe questo ! Dei quali avevo  riconosciuto per certo solo la Mazurka e intuito che l'ultimo era Debussy e il primo Schubert.

Ma attendo con sommo interesse il giudizio complessivo. !
  
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ibachnew
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #28 - 22. Apr 2016 at 23:14
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dunque saltando tra i due bigggggg devo dire che Zimerman a Torino c’e’ venuto con Schubert last e pre-last, ovvero D959 e D960
io mi limito a una parola: “sublime”
vi posso pero’ raccomandare la recensione di Erik Battaglia; non a caso un espertissimo del lied schubertiano [del resto chiunque lo capisce al volo da quel che scrive]:
http://www.unionemusicale.it/recensione-del-concerto-di-krystian-zimerman-11-apr...

paragonare i due e’ per me assolutamente fuori luogo [come il bis dopo Winterreise]: godiamoceli entrambi!

perche’ non e’ venuto a Roma? magari teme eccessivi controlli di sicurezza sui suoi pianoforti?
vedere la voce KZimerman su Wiki …

PS: alla stregua dell’ultimo Richter anche Zimerman suona con lo spartito, anche se nascosto nella pancia del suo Steinway
  
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Davide.
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #29 - 26. Nov 2017 at 22:28
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Il Maestro è in piena forma. Lunedi bellissimo concerto al Filarmonico di Verona.

Qui sotto vi riporto un articolo apparso sul quotidiano locale (di cui non condivido stile e toni in più punti, ma i giornalisti sono così...).



"Il pianista Grigory Sokolov ha stregato il pubblico del Teatro Filarmonico


La stagione sinfonica dell’Accademia Filarmonica si è conclusa di fatto l’altra sera con un entusiastico e straordinario concerto del pianista Grigory Sokolov al Filarmonico. Un fine stagione che ha permesso al numerosissimo pubblico (teatro esaurito) di ascoltare forse il più grande interprete al pianoforte attualmente in carriera. Un ascolto spesso “da brivido” che ha lasciato estasiato l’ascoltatore, mandandolo in visibilio al termine, grazie alla classe adamantina e indiscussa dell’esecutore.

Più ascolti Grigory Sokolov più ti rendi conto di quanta modernità sia circondato il suo pianoforte. Il celebre pianista russo ha suonato tutto d’un fiato, senza soste come sua abitudine, le tre Sonate di Haydn numeri 32, 47, 49 e nella ripresa il resto del programma che prevedeva le Sonate 27 e 32 di Beethoven, completandole con una sfilza di ben sei “generosi” bis, che hanno scatenato gli applausi ritmati del pubblico che non voleva andarsene via. Indubbiamente Sokolov è un interprete che non sbaglia mai una nota, né la dinamica, né il fraseggio o l’espressione. Ha il culto delle legature, è impermeabile emotivamente all’ambiente umano e acustico in cui si esibisce. Sembra a volte un automa con in testa un computer, poi scopri che invece è uno che studia ore su ore, anche nel giorno in cui deve compiere il suo concerto, per avere le idee ben piantate e per saperle esprimere appieno.

Sokolov non è mai contento di quanto fa, per questo durante i suoi estenuanti preparativi deve capire innanzitutto lo strumento e la sala affinché ogni nota sia al suo posto e ben udibile. Un perfezionista che deve modificare il suo assetto fino a far diventare il proprio corpo un “docile tramite” tra lo strumento e il suo pensiero. Sokolov è ancora un moderno perché il piacere che prova dopo aver sistemato il suo oggetto sonoro è fatto di contemplazione e non di emozione. Qualcuno potrebbe incolparlo di impassibilità, ma sarebbe una valutazione errata. Sokolov non è freddo e distaccato, ma solo un estatico. La sua è l’estasi di chi contempla la bellezza che ha costruito, l’estasi di chi si sgomenta compiacendosi della perfezione, l’estasi del matematico: contemplazione della perfezione, non solo impeccabilità. La sua tecnica è trascendente nel senso che trascende se stessa.

Solo chi ha sudato sangue sui trilli brevi del finale della Sonata op. 111 di Beethoven, dopo la famosa Arietta che anticipa certi atteggiamenti della musica novecentesca, può capire quanto miracolosa sia l’esecuzione di Sokolov, nella quale non si intrufola una grammo di preoccupazione o di timore. E l’Allegro con brio ed appassionato del primo tempo, se lo gioca alla sua maniera riducendo a cose infantili tutte quelle maledette difficoltà che Beethoven vi ha sparso qua e là. Il primo tempo della Sonata n° 27 op. 90 è reso pre-schumanniano e suonato perfino con un tono di intima affettuosità.

Una tecnica da favola la sua, però anche una forte sensibilità sia ai valori formali che espressivi. Un tecnico granitico -con tutto l’impeto dei pianisti di scuola russa- nel senso dell’uomo infervorato dalla passione attorno al suo lavoro, ammirevole e tale da chiudere tutti gli spazi per chi volesse camminare su quella stessa strada. Forse l’ultimo dei moderni. Gianni Villani"


  
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Davide.
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #30 - 26. Nov 2017 at 22:40
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Davide.
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #31 - 26. Nov 2017 at 22:47
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Da GB Opera Magazine

"Verona. Teatro Filarmonico. Il Settembre dell’Accademia 2017. XXVl edizione
Pianoforte Grigory Sokolov
Franz Joseph Haydn: Sonata(Divertimento) n.32 in sol minore Op.53 n.4 Hob.XVl:44;  Sonata(Divertimento) n.47 in si minore Op.14 n.6 Hob.XVl:32; Sonata n.49 in do diesis minore Op.30 n.2 Hob.XVl:36
Ludwig van Beethoven: Sonata n.27 in mi minore Op.90; Sonata n.32 in do minore Op.111
Verona. 20 novembre 2017.
Il concerto straordinario della rassegna Il Settembre dell’Accademia di Grigory Sokolov per l’Accademia Filarmonica di Verona al Teatro Filarmonico ancora una volta è stato trionfo. I concerti di Sokolov attirano pubblico dalla Russia, dalla Germania, oltre che da numerose da città italiane. Uno stuolo di ammiratori certi di  assistere ad una  esibizione di alto livello. Sokolov è una figura unica nel panorama concertistico e richiama un modo di essere di altri tempi. Vincitore del concorso Tchaikovsky nel ‘66 a 16 anni, il più prestigioso premio internazionale per pianoforte con il grande Emil Gilels presidente della giuria, la sua carriera non è esplosa in modo eclatante, ma è assimilabile a un lungo  crescendo. Ha sempre rifiutato incisioni con case discografiche e anche interviste. Non si esibisce più nel repertorio con orchestra per l’incognito dell’esito delle collaborazioni. Il suo mondo appare monastico. Fa due programmi all’anno che porta in lunghe tournée nelle sale più prestigiose dell’Europa tornandoci con cadenza fissa. Anche se replicato più volte, ogni concerto viene provato fino all’ultimo momento per poter prendere la più assoluta confidenza con lo strumento a disposizione e l’acustica della sala. Così ogni recital di Sokolov non è mai una replica, ma un importante tassello del suo percorso artistico. Il suo pubblico sa che la sala rimane chiusa fino all’ultimo momento per le sue prove, il palcoscenico è avvolto nella penombra e che lui, vestito in un ampio frac, fa pochi passi prima di fermarsi un istante in fondo alla tastiera per un l’inchino formale appena accennato, quindi si siede, fissa in modo penetrante il pianoforte per un periodo relativamente lunga prima di immergersi nel suo vero mondo. In tutto questo, non c’è neanche la più minima traccia di affettazione. Il suo modo di suonare è composto, i movimenti essenziali. La logica interna del suo programma non ammette cali  di tensione o interruzione. Le tre sonate di Haydn della prima parte, come le due sonate di Beethoven della seconda, sono state eseguite senza soluzione di continuità. Il silenzio del pubblico è impressionante, sembra quasi che trattenga  il fiato. Sokolov lo sa trasporre in una dimensione di profonda consapevolezza della sua visione della musica arricchita da risorse tecniche infinite e meravigliose; la chiarezza dell’articolazione, la dolcezza del  tocco carezzevole, pianissimi vellutati, trilli interminabili di una morbidezza e fluidità ineguagliabile, il turbinio degli arpeggi, la sensazione di spazio e tempo intorno ad ogni singola nota sottolineando l’importanza vitale di ognuna, l’inaspettato peso sonoro grande e profondo nei momenti drammatici, il legato sovrastante che apparterrebbe più al mondo degli strumenti ad arco e il cantabile all’altezza del confronto con una voce umana piena e di grande estensione. Porge la musica colmo di significato e di espressione con eloquenza e semplicità che la rende fresca e spontanea. Sokolov ha accostato tre sonate di Haydn. La prima n.32 in sol minore in due movimenti, di piccole dimensioni, dall’espressione malinconica dove l’uso abilissimo dei silenzi crea tensione senza toni drammatici, era contrapposta alla sonata n.47 in si minore, una sonata invece drammatica. La terza sonata del gruppo, la n. 49 in do diesis minore, ha elementi in comune con la n. 47 per l’uso della linea semplicemente raddoppiata in ottava. Nella seconda parte del concerto l’accostamento è ancora più diretto. La sonata op.90 di Beethoven, una composizione di grandi dimensioni in due soli movimenti, apriva la via all’altra sonata in programma, l’op. 111, la sua ultima sonata anch’essa in due soli movimenti; il primo severo e impetuoso, pieno di densa tensione armonica e percorso da una vigorosa fuga, e il secondo, coerente e visionario. Chi conosce Sokolov sa che è generoso nel concedere bis, abitualmente arrivano a 6 e vanno quasi a formare una terza parte  del concerto. Dopo  una presentazione filologica di Haydn e Beethoven, il pianista ha offerto una carrellata di squisite pagine di Schubert, Schumann, Rameau e Chopin, ognuno un gioiello di maestria tecnica, dialettica  musicale. Il concerto si è chiuso  con il Preludio op 28 n.20 di Chopin, conosciuto come Marcia Funebre. Gli accordi della frasi iniziale suonavano come campane a morto, pesanti, maestosi e risonanti, la seconda frase invece era celestiale,  la terza contemplativa prima degl’accordi finali che  ci  riportava a una realtà, tremenda e ineluttabile."
  
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Davide.
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #32 - 27. Nov 2017 at 00:47
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Tra i bis di Lunedì a entrambi i giornalisti è sfuggito, forse non conoscendolo ed è comprensibile, questo piccolo valzer di Alexander Griboedov che ha tolto, per l'ennesima volta nella serata e nonostante la tarda ora, il fiato al pubblico.

https://www.youtube.com/watch?v=jlD7Fn689Zg
  
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #33 - 27. Nov 2017 at 09:52
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Davide. wrote on 26. Nov 2017 at 22:28:
La sua è l’estasi di chi contempla la bellezza che ha costruito, l’estasi di chi si sgomenta compiacendosi della perfezione, l’estasi del matematico: contemplazione della perfezione, non solo impeccabilità.

"




Rende bene l'idea. Anche a me due anni fa quando lo andai ad ascoltare  sembrò molto compassato nel suonare, oggi se non ti muovi come Lang Lang non sei "mediatico".
  
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Re: SuperSoko IMPERDIBILE
Reply #34 - 27. Nov 2017 at 11:32
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pianozero wrote on 27. Nov 2017 at 09:52:
Davide. wrote on 26. Nov 2017 at 22:28:
La sua è l’estasi di chi contempla la bellezza che ha costruito, l’estasi di chi si sgomenta compiacendosi della perfezione, l’estasi del matematico: contemplazione della perfezione, non solo impeccabilità.

"




Rende bene l'idea. Anche a me due anni fa quando lo andai ad ascoltare  sembrò molto compassato nel suonare, oggi se non ti muovi come Lang Lang non sei "mediatico".



Le parole dell'articolo le trovo un pò fuorvianti: se non conoscessi Sokolov di persona, leggendolo, mi immaginerei una persona estremamente diversa, soprattutto musicalmente.

Il pianismo di Sokolov, da un punto di vista puramente tecnico, è da definirsi "titanico": articolazioni ampissime, uso totale e fisico dello strumento, spinte che spostano il pianoforte e lo mandano fuori accordatura e così via.

I vari "Lang / Wang" (a mio avviso) sono appariscenti esteriormente, nei modi, nell'abbigliamento, nel porsi, ma in concreto, "sotto il cofano", hanno "esili manine" che fanno molto rumore per nulla e che producono un timbro metallico e stridente mai ben prodotto, mai compiuto.


Sokolov è un nobiluomo consacrato all'Arte... Non potrebbe fisicamente fare il "teatro" di Lang Lang.

  
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