Normal Topic La musica va ascoltata? (Read 747 times)
tgdigit
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La musica va ascoltata?
04. Dec 2015 at 21:15
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Sembra una domanda banale e anche stupida, ma proviamo a porla a chi esegue la musica.

E’ bene che questi ascolti musica, si ascolti quando produce musica? Ma cosa ascoltare di sé e degli altri e come? 

Partiamo dalla chitarra e sentiamo cosa pensa Davide Luca Civaschi in arte Cesareo che suona nel gruppo Elio e le storie tese, a proposito dell’improvvisazione.

“Bisogna ascoltarsi o ascoltare?”

https://www.youtube.com/watch?v=YOZalnZre30

  

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occhibelli
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Re: La musica va ascoltata?
Reply #1 - 27. Mar 2017 at 20:01
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Entrambe le situazioni Cool
  
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andreavezzoli
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Re: La musica va ascoltata?
Reply #2 - 28. Mar 2017 at 10:57
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Io credo che solo attraverso l'ascolto di altri (sia di oggi che del passato) noi possiamo trovare degli stimoli per poi costruire un nostro stile, questo vale per l'improvvisazione ma anche per la composizione, nulla nasce dal nulla.
Ascoltare ciò che abbiamo fatto per poi migliorare è importante, soprattutto a distanza di un po' di tempo per fare in modo di avere un ascolto distaccato e non emotivo, e da lì imparare.
Credo che la cosa più importante sia che gli ascolti che si fanno siano molto vari.
  
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tgdigit
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Re: La musica va ascoltata?
Reply #3 - 30. Apr 2017 at 09:36
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Cesareo nel video puntualizzava il fatto che alcuni musicisti ascoltino troppo e per questo fatto non riescono a creare un proprio stile.

Credo che il senso di ciò che afferma sia il prodotto del nostro quotidiano vivere, ricco, ricchissimo di stimoli musicali che ci portano ad inseguire un ascolto continuo ed eterogeneo.

Ottimo e positivo se non fosse per il fatto che senza un "criterio di lettura" diventa dispersivo e perde di significato.
Diventa così il Carneade di manzoniana memoria.
  

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