Hot Topic (More than 10 Replies) L'anima in simbiosi con il pianoforte (Read 1940 times)
Ceccoclat
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L'anima in simbiosi con il pianoforte
25. Feb 2016 at 11:21
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Nel corso degli ultimi anni, ascoltando le performance di vari pianisti, ho notato un sempre più marcato divario tra 2 tipologie di esecutori. Faccio un esempio:
(IMHO) Saranno gusti, ma reputo altamente ridicola l'interpretazione di Valentina Lisitsa della Campanella di Liszt
(https://www.youtube.com/watch?v=MD6xMyuZls0).
Come se fosse completamente distaccata; non che manchi la dinamica, ma semplicemente si vede che non arriva dal cuore. Usando lo stesso criterio posso dire invece che per me Evgeny Kissin sia uno dei migliori pianisti dei nostri tempi (se non di sempre).
https://www.youtube.com/watch?v=0FbQZCsYXVg

Un altro esempio simile lo si ha ascoltando Mephisto Waltz n.1 di Daniil Trifonov https://www.youtube.com/watch?v=P5FDtRiN6fY, basti osservare le sue espressioni facciali e il movimento del corpo per capire quanto possa essere preso dall'esecuzione (non è un'analisi superficiale, i gesti sono solo l'esteriorizzazione dell'orgasmo musicale che prova il ragazzo in quel momento). Lo stesso non si può dire dell'interpretazione della medesima canzone da parte di Khatia Buniatishvili https://www.youtube.com/watch?v=2RyoK8rw4Sw

Chiudo qui con gli esempi e arrivo al punto:
Non credo sia un handicap l'incapacità espressiva, ma solo il risultato di un percorso ancora incompleto. Tutti sono potenzialmente in grado di dare un ottima performance e di coinvolgere il pubblico, ma questo solo dopo essere entrati perfettamente nella parte; questo non deve significare necessariamente uno studio ossessivo sulla pulizia del suono, ma piuttosto sul ritmo e sul potere evocativo di certi accordi, o di certi "picchi musicali" (mi piace chiamarli così). In altre parole in un'ipotetica battuta di quadriadi staccate ritmiche e marcate piuttosto che sentir mancare una qualsiasi delle precedenti qualità (marcato, staccato e ritmico), preferirei degli acciacchi e delle note sbagliate, piuttosto vorrei vedere l'artista prendere a cazzotti la tastiera in prossimità degli accordi desiderati.

Mi piacerebbe avere il vostro parere a riguardo e, in caso foste d'accordo con me, vi chiedo: Quando - nel percorso formativo di un pianista - dovrebbe avvenire il salto di qualità che lo porta a suonare con l'anima e non più con la semplice  e mera velocità di articolazione delle dita?



  
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andreavezzoli
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #1 - 25. Feb 2016 at 12:16
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Anch'io fino a qualche anno fa preferivo quei pianisti che anche con l'espressione facciale cercavano di esprimere sentimenti con la musica... ma più passano gli anni e più mi accorgo che la musica può evocare elementi extramusicali ma non li può esprimere, nel senso che la musica esprime musica e che l'attenzione (almeno per quello che è il mio pensiero) dovrebbe essere rivolta agli elementi interni alla composizione, al loro dialogare, ai loro conflitti, alle loro affinità ed alle loro "incompatibilità", è l'ascoltatore che poi attraverso gli elementi che mette in evidenza  l'esecutore  può evocare in se stesso sentimenti...
si nella musica esistono personaggi, paesaggi, conflitti, dialoghi... ma sono interni alla musica, sono personaggi musicali (i temi) che non esprimono altro che il fluire più o meno naturale della musica.
Non sono contrario a che i pianisti esprimano con le loro espressioni ciò che provano suonando la musica ma questo non deve far dimenticare che la musica è fatta di armonia, melodia, ritmo, contrappunto... sono questi elementi che poi fanno suscitare soggettivamente sentimenti contrastanti.
Se dovessi scegliere un pianista che più si avvicina al mio modo di intendere la musica questo è sicuramente Glenn Gould , lui era in simbiosi con il pianoforte (per riallacciarmi al titolo del topic), ma era una simbiosi musicale, per lui il pianoforte  era il mezzo e non il fine, sapeva suonare il pianoforte e quindi usava quello ma lo intendeva come un'orchestra immaginaria, metteva in luce il contrappunto facendo sentire le voci distintamente anche negli intrecci più complessi, è da questo che poi l'ascoltatore poteva evocare in se stesso emozioni, erano luoghi musicali quelli che lui evocava suonando Bach, Bird, ... Beethoven... Schoenberg... Berg.


  
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ALKAN
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #2 - 25. Feb 2016 at 12:27
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Molto interessante.
Forse capisco quello che vuoi dire.

Ci sono pianisti che quando li ascolti capisci subito che sono degli artisti, ti meravigliano con la loro musica e da subito provi 'simpatia' per loro.

Ce ne sono altri, invece, che quando li ascolti hanno un non so che di irritante ed insopportabile. Danno l'idea di essere 'prosaici' anziché poetici, indegni del loro posto.
E in questa categoria per me rientrano la Lisitsa (tra le altre, ricordo un'esecuzione indegna del Totentanz), Lang Lang, la Bunaisjsjskskwosososvili, la Wang, Matsuev solo per dirne alcuni.
Quando suonano hanno un qualcosa, difficilmente descrivibile, che li fa apparire come pieni di sè, di pessimo gusto, grossolani. Pare che si burlino della musica e che non la prendano sul serio (laddove è anche possibile una musica scherzosa, ma seria e non ridicola). Sono "sopra le righe".

Ritornando ai primi, ad esempio, quando ho sentito Haochen Zhang per la prima volta, ero un po' prevenuto perchè in genere i pianisti orientali non mi piacciono. Eppure è bastata la PRIMA battuta della Polacca fantasia per farmelo subito ritenere un artista degno di tale nome..


Forse si tratta solo di affintà nel carattere.. Probablimente se avessi incontrato i suddetti pianisti come persone, avrei provato in maniera ugualmente rapida simpatia o antipatia per loro.. Ma questo non si può dire.
  
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Phonic
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #3 - 25. Feb 2016 at 13:18
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Non so se ho ben capito cosa intendi per capacità espressiva. Se intendi nel senso facciale/gestuale, io non giudico questa come una valore aggiunto per un pianista... quello che mi interessa e cerco di "valutare" è la musica, e non mi interessa nè se il pianista fa poche smorfie o ha una interpretazione ingessata, ne se ne fa troppe e magari salta di continuo sullo sgabello (certo, magari lo noto, e può in casi estremi darmi anche fastidio o curiosità).

Se intendi nel senso musicale, beh la variabilità è molta, in molti casi le valutazioni sono soggettive, sottoposte e particolari esecuzioni o condizioni. Alcuni autori si rivelano molto bravi in certe performance e completamente fuori luogo in altre.
Delle volte non li riteniamo espressivi solo perchè non intercettano il nostro gusto (o la "nostra espressivita"), ma non vuol dire che non siano espressivi. Altre volte magari perchè hanno provato strade diverse, rischiando, cercando di uscire dal impostazione più diffusa su un brano e quindi andando incontro a facili critiche.
A me per esempio, (come detto in altro topic ) è piaciuta molto l'esecuzione della Lisitsa del terzo tempo della sonata  "Chiaro di Luna",

https://www.youtube.com/watch?v=zucBfXpCA6s

meno in questo video sulla Campanella che hai postato. Inoltre anche se l'esecuzione (della Campanella) di Kissin mi convince di più (anche dal punto di vista della precisione), non posso fare a meno di notare che quella di Kissin appunto sia più "standard" rispetto a quella tentata dalla Lisitsa (mia sensazione ovvio).

E poi credo che, essendo umani, ci sia sempre anche un elemento di istintiva simpatia/antipatia in certi casi, certe cose si sento "a pelle", e magari quando si ha un'idea, è dura cambiarla.  Smiley


Secondo me la capacità espressiva salta fuori quando si capisce il pezzo; a volte, e se il pezzo e in "armonia col proprio "spirito/carattere" del momento, salta fuori subito.
Delle volte basta che qualcuno ti "spieghi " il senso di un brano, per avere l'illuminazione e poterlo fare con migliore espressione.
Per altri brani, quando questi sono totalmente diversi dal nostro umore, e non si accordano con il nostro vivere le cose, non salterà mai fuori.

A volte è il nostro modo di vedere la vita che cambia col tempo, e allora capiamo meglio certi brani, e salta fuori l'espressività.
  
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pianozero
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #4 - 25. Feb 2016 at 13:35
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Sarà che sono un dilettante alle prime armi, fissato forse ancora troppo  con le doti tecniche, ma a me la Lisitsa sembra una grandissima pianista, su Beethoven poi mi sembra veramente tra i migliori in assoluto. Anche nel video della Campanella cosa le si può dire ? E' di una nitidezza e pulizia impressionante. Ha forza, è molto dinamica... Dà una interpretazione originale forse, ma non direi disprezzabile ! (Diverso è il discorso su Lang Lang che spesso va proprio contro le regole del buon senso).
Magari non azzecca i vestiti ed è un po' sgraziata con quelle braccia larghe, ma in fondo la musica è da ascoltare. Poi asseconda dei cliché che qualcuno le suggerisce per motivi di marketing, inondandoci di video, questo è evidente.
Ma quanto a tecnica...
  
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Ceccoclat
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #5 - 25. Feb 2016 at 15:19
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Ho guardato il video proposto da Phonic, ed in effetti devo ammettere che Lisitsa in questo caso è stata molto convincente. Forse nel caso dell'esecuzione della Campanella è stata un po' grossolana, come dice Alkan.

Comunque parlando di espressione mi riferisco a quella musicale, che poi nel caso di Trifonov si è tradotta in una pittoresca gestualità (a parer mio affascinante).

P.S.: Scusate se mi fossilizzo ancora sulla Campanella, ma ho trovato un altro video di Lisitsa in cui l'aspetto di cui parlavo è piuttosto evidente:
https://www.youtube.com/watch?v=ez_X4em2f9M


Dopo 20 secondi di video mi è salito il nervoso: come puoi girarti e scherzare?
Se sei un vero artista ti devi impegnare, non sei un fenomeno da baraccone che deve dimostrare di saper acchiappare con estrema velocità i tasti distanti anche ad occhi chiusi. Sarà che in mezzo ad una piazza pubblica tra 150 persone che guardano forse 10 sanno articolare le dita sulla tastiera, e forse una sola sa veramente suonare, di conseguenza magari alla fine 149 applausi ci sono; ma io mi preoccuperei più di quel singolo pianista, sarebbe lui a mettermi alla prova, e dopo un'esibizione del genere mi vergognerei.

Spero di non aver fatto arrabbiare nessuno, ma questo è quello che penso
  
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ALKAN
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #6 - 25. Feb 2016 at 15:23
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Nell'ultimo video che hai proposto si permette pure delle facilitazioni..
  
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pianozero
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #7 - 25. Feb 2016 at 15:33
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Scusate... mi viene da ridere Smiley state criticando una grande artista che se ne va per le strade a suonare i pianoforti pubblici  ! Ne ho visto uno in aeroporto con una signora che alla fine le dice ma sa lei che lei è proprio brava , dove ha studiato ? (e lei che le risponde dettagliatamente ma senza arroganza Smiley ) L'ho trovato adorabile e francamente chi se ne impipa se fa due sorrisi mentre suona per strada .. e/o si semplifica due passggi .... personalmente desta una simpatia enorme
  
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Ceccoclat
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #8 - 25. Feb 2016 at 19:10
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Ma certo, su quello sono d'accordo, ma se dovessi suonare in pubblico nei locali, all'aeroporto, per strada e via dicendo mi sceglierei un Maple Leaf Rag o qualche bel valzer di Chopin (sono pareri), non mi andrai ad infilare in un diabolicamente tecnico pezzo di Liszt, ove in caso omettessi determinati passaggi comprometterei la resa dell'intero brano. Poi ognuno è libero di farlo, ma che sia fatto bene.
  
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Phonic
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #9 - 26. Feb 2016 at 11:35
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Ceccoclat wrote on 25. Feb 2016 at 15:19:
Ho guardato il video proposto da Phonic, ed in effetti devo ammettere che Lisitsa in questo caso è stata molto convincente. Forse nel caso dell'esecuzione della Campanella è stata un po' grossolana, come dice Alkan.

Comunque parlando di espressione mi riferisco a quella musicale, che poi nel caso di Trifonov si è tradotta in una pittoresca gestualità (a parer mio affascinante).

P.S.: Scusate se mi fossilizzo ancora sulla Campanella, ma ho trovato un altro video di Lisitsa in cui l'aspetto di cui parlavo è piuttosto evidente:
https://www.youtube.com/watch?v=ez_X4em2f9M


Dopo 20 secondi di video mi è salito il nervoso: come puoi girarti e scherzare?
Se sei un vero artista ti devi impegnare, non sei un fenomeno da baraccone che deve dimostrare di saper acchiappare con estrema velocità i tasti distanti anche ad occhi chiusi. Sarà che in mezzo ad una piazza pubblica tra 150 persone che guardano forse 10 sanno articolare le dita sulla tastiera, e forse una sola sa veramente suonare, di conseguenza magari alla fine 149 applausi ci sono; ma io mi preoccuperei più di quel singolo pianista, sarebbe lui a mettermi alla prova, e dopo un'esibizione del genere mi vergognerei.

Spero di non aver fatto arrabbiare nessuno, ma questo è quello che penso


Però noto ancora una certa mancanza di chiarezza.. dici che ti interessa l'espressione musicale, ma poi commenti negativamente l'atteggiamento e la gestualità della Lisitsa, non la musica, e quindi ancora io vado in confusione...   Tongue

Ad ogni modo, io credo che il contesto proprio in cui ha suonato in questo video che posti porti naturalmente al divertimento, allo scherzo, al gusto di suonare per divertirsi, mi sembra più naturale anzi di un atteggiamento tutto compreso dalla grandezza o difficoltà  del pezzo che si suona. A me non dispiace, si espone con naturalezza davanti a persone che incontra per caso. Con la musica si può anche scherzare, basta adattare ogni cosa alla situazione giusta.
Considera poi che suona in una piazza trafficata, con tutta una serie di suoni che noi nemmeno sentiamo (traffico, voci),  su un verticale immagino nè provato ne accordato... teniamo presente dei pianoforti e degli ambienti in cui questi concertisti sono abituati a presentarsi, che provano, magari esigendo tutta una serie di cose (luci, accordatura, meccanica). Secondo me fa bene a divertirsi  Grin , non lo vedo così scandaloso, per i concerti impegnati ci sono i teatri.   Smiley
  
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Re: L'anima in simbiosi con il pianoforte
Reply #10 - 27. Feb 2016 at 20:07
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Forse non mi sono spiegato bene:
L'approccio di Lisitsa nei confronti del brano è pressappochista, e lo dimostra con il modo di fare. Nel caso della campanella penso che sia indispensabile una concentrazione e un impegno difficilmente raggiungibili in una piazza pubblica ridendo e scherzando. Se Tizio ci riesce, allora Tizio è bravo. Valentina ci ha provato, ma non ci è riuscita. Avrebbe dovuto scegliere qualcosa di meno complesso a parer mio. è come se hai 5 minuti per cucinare qualcosa e invece di buttare giù una pasta prendi un ossobuco e lo cuoci in microonde con olio pepe e sale.
  
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