Hot Topic (More than 10 Replies) Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità (Read 4836 times)
Ceccoclat
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Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
06. Mar 2016 at 15:30
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Buongiorno a tutti,
prossimamente mi trasferirò in un condominio, e per motivi logistici non potrò portarmi appresso il mio amato pianoforte. Pensavo di comprarne uno digitale, ma navigando tra la miriade di consigli e pareri sono rimasto un po' disorientato.

Avrei bisogno di qualcosa che emuli quasi alla perfezione il tocco dei tasti di un grand piano, non che il suono non mi interessi, ma può passare in secondo piano. Del tutto irrilevanti invece diventano tutte quelle funzionalità quali librerie digitali infinite, distorsioni del suono, possibilità di registrazione e tutto ciò che ha a che vedere con chi monta musica e ci lavora magari anche al computer.

A me serve qualcosa che mi faccia dimenticare che dietro al piano c'è una presa di corrente.

Il mio budjet sarebbe di 1000 euro, ma posso sgarrare se ne vale la pena, quindi se avete in mente qualcosa di molto interessante che ne costa 2000 o anche 2500 (di più non posso) ditemi pure

PS. Per capirci, vorrei che lo strumento sia all'altezza dei capolavori di Liszt
  
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Pegasofly
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #1 - 07. Mar 2016 at 17:38
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Mio caro, con le caratteristiche che richiedi, penso che con 1000 euri ci fai davvero poco. Io ti consiglierei spassionatamente un Kawai CA65 (il prezzo si aggira intorno ai 2000 euro!). Uno dei migliori della marca Koreana!!!! Comunque all'interno del forum c'è chi se ne capisce molto meglio, tipo ^Fra^.  Roll Eyes Roll Eyes Roll Eyes Roll Eyes
  
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tgdigit
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #2 - 07. Mar 2016 at 20:22
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Bah! Premettendo che un digitale è un digitale, cioè non è un pianoforte che chiudendo gli occhi ti sembra di suonare su un acustico.
No, mi spiace, chiudi gli occhi e ti sembra di suonare su un digitale, nessuna sorpresa.

Detto questo, ti descrivo come ho fatto io:
Mi sono recato con delle ottime cuffie Sennheiser (il modello che ho usato è HD 465. Con questo non voglio dire che non ce ne siano altre anche migliori di questa), in due negozi fornitissimi.
Sottolineo che la qualità delle cuffie che userai è fondamentale, è da lì che sentirai il suono del tuo digitale quando suonerai a casa.

Qui ho passato pomeriggi interi, provando tutte le marche e modelli che ho trovato, non escludendone nessuna a priori ed ascoltando esclusivamente in cuffia, saggiando bene la sensazione della meccanica sotto le dita. 

Ebbene, io ho scelto un Roland, modello FP-4F, e finora non me ne sono pentito affatto.
Ho provato tantissimo e ne ho confrontati molti, di tutte le marche e modelli, nuovissimi o datati, economici o costosissimi, Kawai, Yamaha, Roland, Korg, Casio, ecc. ecc. rispetto a questo. Non ci crederai, ma è stato l'unico che mi ha convinto all'acquisto, per il feeling della meccanica e per il suono. Se non avessi provato quel modello non avrei acquistato nulla. E' stata una scelta faticosa e mi sono fatto l'idea che prezzo o marca non hanno nessun peso ai fini di una scelta che alla fine è profondamente personale.

Il suono in cuffia l'ho trovato bellissimo, al contrario, il suono che fuoriesce dalle casse del mobile, fa letteralmente pena.

Attenzione, questo non significa che il piano che ho scelto io a te debba piacere ugualmente.

In sostanza, con questo voglio dirti di lasciar perdere le opinioni altrui e, invece, provarne quanti più possibile e scegliere senza farti influenzare da nessuno.
  

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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #3 - 07. Mar 2016 at 20:40
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Visto che si parlava di spesa di 1000€ e visto che tgdigit ha citato un Roland (non so in quale fascia di prezzo) voglio indicare con beneficio di inventario, non sono un superesperto ma credo di essere stato ben consigliato, il Roland F140. Io in realtà ormai quasi 5 anni fa presi un Roland F110 (suo progenitore) elo pagai 1000 euro tondi. Devo dire che some suono mi ha sempre soddisfatto(certo meglio in cuffia che non dalle casse) e come tastiera mi sembra ben pesato.

Una pecca è che ad oggi parte dei comandi elettronici (per le registrazioni) sono fuori uso e mi è stato detto che è un problema farli riparare. Detto questo come suono e meccanica è come se fosse nuovo.
  
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Pegasofly
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #4 - 12. Mar 2016 at 19:46
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tgdigit wrote on 07. Mar 2016 at 20:22:
In sostanza, con questo voglio dirti di lasciar perdere le opinioni altrui e, invece, provarne quanti più possibile e scegliere senza farti influenzare da nessuno.


Non sono d'accordo. L'opinione di una o due persone non fa testo. Ma se più persone (esperte o competenti) ti consigliano un determinato modello di pianoforte un perchè ci sarà, penso io!
Se ti perdi e il tuo GPS si scarica cosa fai, non chiedi la strada a qualcuno del posto? O ti fidi del tuo istinto di sopravvivenza?
E' ovvio che un pianoforte digitale, anche il più costoso al mondo è sempre un pianoforte digitale e che nulla può sostituire un pianoforte acustico.
Esistono dei pianoforti digitali degni di essere chiamati pianoforti. Non tutti fanno vomitare!
  
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tgdigit
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #5 - 13. Mar 2016 at 21:20
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In effetti non escludo che io abbia un'opinione particolare sui pianoforti digitali, per cui non me la sento di consigliarne nessuno.

Piuttosto dicci quali sono questi pianoforti digitali (marca e modello) che molte persone esperte e competenti (magari ci dici anche chi sono) consigliano, così da aiutare il nostro amico.

Te lo chiedo senza nessuna intenzione polemica, naturalmente.

Grazie  Smiley
  

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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #6 - 13. Mar 2016 at 21:48
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Io non sono un amante dei pianoforti digitali, nè da 1000 euro nè da 15 mila euro (con meccaniche reali)....non mi interessano proprio e non mi entusiasmano.

Però se si parla di una spesa intorno ai 1000 euro o poco piu c'è un modello che mi ha colpito (solo uno) per risposta del tasto, che ho trovato verosimile (eh sì, qualche tasto lo premo ogni tanto per curiosità quando mi trovo nei negozi che vendono questi strumenti). Roland FP 50. Mi ha colpito perché mi simula un pochino il gradino aftetouch del coda, particolare che in altri modelli tipo Yamaha Clavinova manca in quella fascia di prezzo....lo ritengo importante perché spesso chi passa da verticale a coda (o peggio da digitale) si trova un pó a disagio per via del secondo scappamento e dell'aftertouch, anche se non sa il perché o cosa sia. Quindi una simulazione importante. Quello che non hanno fatto mai è simulare lo smorzatore, come peso incrementale "in corsa" e pesano il tasto sul totale dei grammi necessari per azionare tasto e smorzo del coda (120 grammi a scendere verso gli acuti). Eppure, non ci vorrebbe poi tanto (è un'altro aspetto meccanico che infastidisce chi passa da digitale ad acustico, anche se non lo sa).

Kawai si, è leader anche in questo settore ma credo che si debba spendere di più. Non so se loro hanno inserito questa accortezza nei modelli economici.

Un digitale è sempre un digitale, però per mille euro secondo me quel Roland....non è male. Quello che avevo visto io alla Ricordi per 1200 euro aveva anche il mobiletto....chi suona in cuffia deve avere le cuffie buone (costose, purtroppo), questo vale anche quando in cuffia si ascolta il pianoforte.





  
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tgdigit
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #7 - 14. Mar 2016 at 09:57
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Ricordo che gran parte (decine) di pianoforti digitali li ho scartati proprio a causa della sensazione sgradevole che mi dava la meccanica, lontana, davvero anni luce, dalla sensazione che mi dà il pianoforte acustico (a coda) che suono ormai da decine d'anni.

Ho provato anche pianoforti digitali con tastiera e meccanica identica (come fattura) a quella di un pianoforte acustico. Non ricordo adesso marca e modello. Si vedeva la meccanica in bella mostra, identica a quella di un piano a coda. Ma niente da fare, non mi ha convinto.

Il vantaggio dei pianoforti digitali è il poterne saggiare la meccanica isolata dal suono che producono, che potrebbe in qualche modo influenzare la scelta.

Perciò se posso dare un consiglio è di provare dapprima il comportamento della meccanica muta, prima di ascoltarne il suono e poi, se convince, provarla nella sua totalità.
  

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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #8 - 14. Mar 2016 at 10:18
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Provare a sentire come si comporta il tasto muto in questi casi è quello che mi viene naturale fare, ovviamente se uno non conosce il comportamento del tasto di un pianoforte a coda (che comunque non è paragonabile perché manca la corda dove il martello rimbalza e diverse altre cosette) è tutto inutile. Il paragone va fatto come se si abbassasse il tasto di una coda lentamente, facendolo scattare, senza però produrre un suono.

Introducendo la componente suono e la dinamica del meccanismo il modello si complica e la tastiera digitale pesata (ma anche il real piano perché manca la corda) non si avvicina minimamente a quel modello.

Alcuni digitali economici con meccanica real sono I bachmann, un pó obsoleti ma non male per studiare. Provare lo stesso verticale RPT 114 in versione acustica e digitale real di fianco una volta è stato molto interessante.


  
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Ceccoclat
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #9 - 21. Jun 2016 at 21:18
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Mi sono imbattuto da in due pianoforti digitali, i roland hp 605 e 603; sul sito mettono molto in risalto questa caratteristica del doppio scappamento simulato, con una meccanica a parer mio interessante.
Cosa ne pensate? Per chi li ha suonati: potrebbe essere una scelta valida?

Mi sembra di aver capito che la differenza di tra il 605 e 603 sta solo nella  quantità e nella qualità degli speaker; ne vale la pena o conviene comunque buttarsi su un buon paio di cuffie?
Grazie  Smiley

Per chi volesse buttare un'occhiata http://www.roland.it/products/hp603/specifications/ Shocked
  
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #10 - 22. Jun 2016 at 14:19
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Ceccoclat wrote on 06. Mar 2016 at 15:30:
Buongiorno a tutti,
prossimamente mi trasferirò in un condominio, e per motivi logistici non potrò portarmi appresso il mio amato pianoforte.
....
PS. Per capirci, vorrei che lo strumento sia all'altezza dei capolavori di Liszt


vista la premessa e secondo la diceria che quelli erano gli unici pianoforti che reggevano alla mano dell’ungherese in questione direi che l’unica soluzione e’ un Boesendorfer silenziato [verticale o coda] …

scherzi a parte bisoognerebbe sapere quali sono esattamente i problemi logistici e il tuo goal
problemi di spazi e “rumore” o solo “rumore”?
hai bisogno di trasportabilita’ o  spostabilita’?
e cosa ci farai:
sara’ il tuo quasi unico strumento per un periodo per ora indefinito o passerai dal digitale al normale con una certa frequenza?

i Roland su cui hai posato l’occhio sono sui 2000 EUR [603] e 2500 [605]
altoparlanti e ampli migliori sono senz’altro un vantaggio se ascoltano anche altri se invece ascolti quasi solo tu meglio 603+cuffia di qualita’
alla lunga cmq solo-cuffia puo’ essere pesante …

la mia esperienza, gia’ riportata in precedenza, di tastiera discreta [Roland FP7] usta in settimana e coda usato in we e’ stata MOLTO deludente: i pezzi che sul digitale sembravano ok sul coda era quasi come se li dovessi ricominciare da capo!

qualora nella nuova casa tu abbia spazio per il tuo attuale pianoforte, hai provato a considerare il silenziamento dello stesso con sistema tipo QuietTime-PianoDisc? con questo mi trovo molto bene
il budget dovrebbe essere circa quello del Roland 603

in ogni caso tieni presente che anche solo l’azionamento della meccanica di un pianoforte/tastiera muta produce rumore e puo’ disturbare vicini molto “sensibili”

  
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F. Franciszek Esperanto
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #11 - 19. Oct 2017 at 08:41
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Risposta secca: Kawai DP90.
Oppure cerca in qualche modo di portarti il tuo verticale ed applicare un silenziatore, che ti permetterà di suonare con le cuffie (col suono del tuo pf campionato, o anche di installare la libreria di un Fazioli o altro e sentirne il suono dal tuo pf).

Risposta lunga: nella fascia di prezzo che dici tu, solo pf a mobiletto, a me come sensazioni tattili piacciono le tastiere di Casio e Roland. Stranamente non mi trovo con Yamaha che tutti lodano, mentre Kawai mi sembra che monti tastiere troppo leggere. Ma qualsiasi rivenditore ti indirizzerà verso Kawai o Yamaha (non ho capito se per motivi di pregiudizio o pratici) da cui la mia risposta secca sopra.

La Casio ha ottima tastiera, un suono più sintetico ma (nel 2017) ha migliorato il suono con la serie x70 dei suoi Privia e Celviano e introduce la possibilità di usare applicazioni su dispositivi mobili. Fino al x60 ogni Celviano (AP) aveva un gemello Privia (PX) con le stesse specifiche, meno bello ma più economico; con la serie x70 invece le differenze non sono solo estetiche.
Ti consiglio l'AP-270 (oltre al pf classico c'è il nuovo Steinway americano), i seguenti hanno 1 pf e coperchio apribile: nuovo PX-870; i "vecchi" x60: AP-460 o l'equivalente PX-860 (aspettando l'AP-470, suppongo col nuovo pf). Conto solo i pf da concerto, ci sono altri pf e strumenti.

Della Roland: F-140R che (se ti interessano) ha anche i ritmi della batteria, simulazione tattile dello scappamento (se ci credi).

La Yamaha le cose se le fa pagare, a meno di 1000€ direi di andare su altre marche, però se proprio vuoi, prova lo Yamaha P-140 o modelli Arius come YDP-163.

Salendo di prezzo: ho provato solo Kawai e Casio sopra i 2500€, non saprei scegliere tra i due che mi sembrano ottimi (Casio ibrido con meccanica e voci di Bechstein, Kawai con meccanica... Kawai). Per la Yamaha dai un'occhiata ai Clavinova. Kawai e Yamaha campionano i propri pf, le marche che non ne producono si guardano attorno (Casio tende a Bechstein).

Italia: è una nazione che ha fatto la storia dell'elettronica musicale. Ci sono marche italiane che producono strumenti di qualità sia scadente che ottima. Ho provato solo la GEM (ora resuscitata dai finlandesi ma non nella sezione musica classica) dai una possibilità alla Orla (evita i modelli troppo economici!) e alle meccaniche Fatar, ben note nel mondo. La Orla si vanta di aver prestato competenze, centri di ricerca e fabbriche a più note marche giapponesi e statunitensi (http://www.orla.it/ita/company.php). L'Orla Grand 500 è a coda, ha la meccanica Fatar, estetica per occhi e orecchie e il prezzo di 2800€ (1/3 della concorrenza).

Altre marche buone ci sono, ma non le conosco.

(IN)UTILITÀ AGGIUNTIVE
Alcuni modelli si connettono ad applicazioni didattiche sui tablet. Devi informarti se ti servono, forse no e so di gente che ne è rimasta delusa. Forse nuove applicazioni appariranno; ci sono cose interessanti come lo spartito sul tablet che cambia pagina premendo il pedale centrale del pf; alcune funzionano solo su iOS, altre anche su Android e Windows. Ai fortunati funziona tutto, ad altri il bletooth dà problemi e devono comunque usare il cavetto. Ovviamente sullo spartito sul tablet non puoi scrivere diteggiatura e annotazioni a matita... e ci sono alternative(*)

Su questi ultimi punti devi leggere tu sui siti o i libretti con le specifiche, ogni funzionalità ha un nome commerciale che devi ricordare se questa ti interessa. Per esperienza, i venditori non sono a conoscenza di tali funzioni e non sanno nemmeno attivarle, quindi salvo essere fortunati, non aiutano su questa parte, o magari sanno usare solo il modello che hanno a casa. Secondo me dovrebbero invece imparare ad usare ogni nuovo modello che gli arriva, per questione di professionalità.

Simulazioni tattili del doppio scappamento: sulla loro utilità e realismo ho letto opinioni diverse. Il doppio scappamento "vero" nel digitale si chiama "terzo sensore" e non si sente al tatto. Senza entrare nel tecnico, se uno strumento ha 3 sensori per tasto, allora il tasto può ri-suonare senza tornare alla posizione iniziale (gli basta ripassare davanti al "terzo" sensore, messo tra gli altri due); se ne ha solo 2, allora il tasto deve tornare al punto in cui è installato il primo sensore (che può essere più in basso della posizione di riposo per "simulare" il 3o sensore. Sotto i 1000€ so solo di Casio e Roland che montano 3 sensori. La funzionalità però non è fondamentale, anzi non averla forse aiuta a forgiarsi la tecnica del ribattuto(?).

IN GENERALE
Prova il più possibile prima di acquistare: ad un certo punto ti fisserai su una certa marca, tenderai a convincerti che sia meglio delle altre e a non cambiare più idea.

NOTA
Dopo tanto girare ho messo le mani su un acustico verticale, le sensazioni che mi ha dato sono state infinitamente superiori agli elettronici che avevo provato fino a quel momento. Ma su questo punto rileggi la mia risposta "secca".

Alla fine, se hai scelto, cosa hai scelto?

(*) Soluzioni fai-da-te per avere il cambio pagina: connettere un computer o tablet a Youtube e visualizzare muto un video tipo questo: https://www.youtube.it/watch?v=WJ8RVjm49hE

Spartito in PDF e tastiera del computer sul pavimento per premere lo spazio...
Prevedo future app usabili con ogni pf o strumento acustico, che ci guardano dalla fotocamera e cambiano pagina quando facciamo l'occhiolino, o quando sentono l'ultima battuta.
  
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pianozero
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Reply #12 - 20. Oct 2017 at 12:03
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F. Franciszek Esperanto wrote on 19. Oct 2017 at 08:41:
Ma qualsiasi rivenditore ti indirizzerà verso Kawai o Yamaha (non ho capito se per motivi di pregiudizio o pratici) da cui la mia risposta secca sopra.

....

Della Roland: F-140R che (se ti interessano) ha anche i ritmi della batteria, simulazione tattile dello scappamento (se ci credi).




Devo dire che io fui indirizzato "fortemente " verso il Roland (all'epoca F-110). E ne sono stato contento. Unico neo... non da poco... dopo 4 anni sono saltati quasi tutti i comandi elettronici per cambiare registro, registrare, ecc... Resta praticamente da suonare solo il piano di default che comunque non è per niente male. Lo stesso rivenditore mi ha per altro detto che per ripristinare tutta la parte elettronica c'è poco da fare... meglio ricomprarlo nuovo... e te pareva....
  
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #13 - 20. Oct 2017 at 13:28
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pianozero wrote on 20. Oct 2017 at 12:03:
F. Franciszek Esperanto wrote on 19. Oct 2017 at 08:41:
Ma qualsiasi rivenditore ti indirizzerà verso Kawai o Yamaha (non ho capito se per motivi di pregiudizio o pratici) da cui la mia risposta secca sopra.



Devo dire che io fui indirizzato "fortemente " verso il Roland (all'epoca F-110). E ne sono stato contento.


Ci credo  Smiley e vorrei precisare che per non appesantire il già lungo messaggio (che ho riassunto perché eccedeva la lunghezza massima) ho scritto frasi contenenti espressioni come: "sempre/mai" che vanno interpretate come: molto spesso/raramente. Ciò al puro scopo di essere sintetico e non perdersi in dettagli.

Ho anche il sospetto che alcuni rivenditori abbiano condizioni particolari con un certo fornitore.

Per esempio ho visitato un negozio che è l'unico fornitore Kawai della zona con vari modelli esposti (gli altri possono avere 1-2 strumenti o ordinarli su richiesta). Quando sono andato di persona in quel negozio, mi hanno indirizzato verso la Kawai ma hanno anche parlato bene di altri strumenti che avevano esposti in negozio prodotti da altre marche.

Quando invece ho scritto per email, hanno sconsigliato le altre marche senza neanche nominarle, e poi mi hanno consigliato solo la Kawai, quasi avessero paura di lasciare tracce scritte. Forse hanno la concessione (quasi) esclusiva in zona che non vogliono perdere.

Mi sembrava che dal vivo e via email io abbia avuto a che fare con negozi completamente diversi. Se avessero avuto la stessa, sempre ipotetica, concessione/accordo con la Roland probabilmente mi avrebbero indirizzato là.

Sulla tua sfortuna con l'elettronica, ritengo risieda una differenza fondamentale: l'acustico è per sempre (o quasi) il digitale, oltre la garanzia è destinato a rompersi. Per fortuna puoi usare il pf...

Io per la cronaca cerco cose col prezzo massimo di 1000 € e sono indeciso tra il Celviano AP-270 e il Roland F140R.

Nelle prossime settimane vorrei riprovarli entrambi e deciderò. Grande problema è che non esiste un negozio in zona che abbia entrambe le marche. Devo provarne uno il giorno X e poi uno o più giorno dopo andare all'altro negozio cercando di ricordare le sensazioni che ho provato e confrontarle con quelle che provo in quel momento... mi viene quasi impossibile essere imparziale. L' AP-270 non lo ha ancora nessuno, quindi devo provare dei modelli simili che hanno la stessa tastiera (il 260 o 460).

Potrei anche giocare sul fatto che tra poco uscirà anche l'AP-470 (chissà quando?) e cercare di negoziare il prezzo del AP-460 che ho visto esposto, o fare lo stesso col PX-860 essendo già in vendita il PX-870 ma mi sono impuntato sulla serie nuova, e forse stupidamente escludo la serie x60 che dovrebbe subire un calo di prezzo.
  
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #14 - 22. Oct 2017 at 09:09
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pianozero wrote on 20. Oct 2017 at 12:03:
...dopo 4 anni sono saltati quasi tutti i comandi elettronici per cambiare registro, registrare, ecc... 


Aah... allora è per questo che non ci hai più fatto sentire nulla  Undecided
recentemente mi stavo proprio chiedendo come mai non ci facessi sentire gli esiti del tuo studio debussyniano  Smiley
  
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #15 - 22. Oct 2017 at 19:53
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sicuramente sono stato molto frenato dal deteriorarsi del comando REC. In realtà c'è ancora modo di registrare (ma non di salvare) per cui è tutto molto difficile. Bisogna salvare tutto subito sul PC prima di togliere l'alimentazione al piano.

IL claire de lune sarebbe fatto ma è un pezzo talmente articolato che non lo ritieni mai presentabile, c'è sempre la cosetta.... la notina che non va,,,  Smiley

però proverò...  Wink
  
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Esperanto sempre

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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #16 - 03. Nov 2017 at 11:30
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Rieccomi; per evitare che me lo chieda qualcuno quando avrò dimenticato tutto, ecco il confronto tra il Celviano AP-270 e il Roland F140R, così mi levo il pensiero.

Premetto che non sono un esperto, ci sono altri strumenti simili ma non posso girare tutti i negozi per provare tutto.
Questi sono quelli che ho selezionato io per le mie esigenze, che potrebbero essere diverse da quelle di chi legge. Ad esempio ho considerato solo strumenti a mobiletto, chi si accontenta di un pianoforte portatile può comprare uno strumento di fascia superiore ad un prezzo uguale o inferiore.

Caratteristiche comuni:
- tastiera a 3 sensori, più pesante nel registro grave
- tasti con ebano/avorio sintetici
- la Roland si vanta dell'audio Supernatural e la Casio risponde con la tecnologia AiR (chi ci capisce è bravo)
- applicazioni didattiche: quella della Roland è già disponibile, quella della Casio per i pianoforti sarà rilasciata nel novembre 2017 (già esiste la versione per le tastiere) - comunque in giro si trovano anche applicazioni di terze parti.

Il Roland F140R vince sulla carta:
- ritmi
- un maggior numero di strumenti
- casse più potenti
- modalità suono specifica per le cuffie
- gradino tattile che simula il doppio scappamento premendo il tasto
- connessione bluetooth
- oltre ai "soliti" pezzi dimostrativi (che ha anche l'AP-270) segnalo i pezzi didattici Hanon e Czerny

Il Casio Celviano AP-270 vince sul prezzo (più di 100€ in meno):
- maggiore polifonia (192 note)
- possibilità di registrare separatamente mano dx e sx in due tracce
- funzionalità "concert play"
- [sensazione mia? migliore simulazione del mezzo pedale]

Entrambi fanno al caso mio, come funzionalità e prezzo.
Il Casio è più essenziale, ad esempio non ha ritmi ed offre solo 22 strumenti, migliorati rispetto alla serie precedente; al grancoda "europeo" si è ora aggiunto lo Steinway New York.
Il Roland ha molti più strumenti e pianoforti (personalizzabili), i ritmi del Roland forse mi avrebbero fatto comodo, senza di essi la musica leggera è in gran parte esclusa e possono attrarre i bambini allo strumento.
Ma dovendo scegliere, ho preferito la funzionalità concert play, ovvero delle registrazioni di pezzi per con orchestra nei quali è possibile suonare la parte del pianista. Suonare con l'orchestra è un sogno che ho da ragazzo ma che è irrealizzabile da amatore quale sono.

Potrei citare altri dettagli, ma non so se ne vale la pena e comunque si può dare un'occhiata ai siti di Casio e Roland con le relative specifiche.

Recensioni approfondite (ma in inglese):
AP-270
F140R
  
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andreavezzoli
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Re: Consigli acquisto pianoforte digitale di qualità
Reply #17 - 14. Nov 2017 at 17:07
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Provo a dare il mio parere: la mia attività musicale mi ha portato a suonare strumenti a tastiera di ogni tipo, pianoforte, organo, tastiere elettroniche e l'anno scorso ho studiato persino clavicembalo.

Quando iniziai a suonare, il mio povero papà mi comprò una tastiera Bontempi di quelle a ventola, cioè una sorta di organino, con tanto di accordi precomposti stile fisarmnoica... il suono era peggio della voce della figlia di Fantozzi, ma mi permise di iniziare ad appassionarmi alla musica.
Poi comprai una roland quasi professionale e poi una roland EM2000 (regalo della nonna, nessuna aveva i tasti pesati), però quando iniziai a studiare pianoforte, a parte la prima volta non ebbi grandi problemi a passare da i tasti non pesati, ma pur sempre con dinamica, ai tasti del pianoforte, ovvio la differenza è notevole.
Questo per dire che la  scelta dello strumento è importante ma non è così determinante... pensate agli organisti che vanno a suonare su strumenti che non posso scegliere, ognuno diverso...

Da tastierista posso però assicurarvi che molte delle funzioni che vengono fatte passare come cose straordinarie in realtà servono a poco...
ciò che conta, parlo a livello professionale è:
1) facilità di cambio dei timbri
2) tasti adatti al genere musicale che si suona, per esempio se si deve spesso simulare l'organo hammond io opterei per tasti piuttosto leggeri, visto che si devono suonare spesso figurazioni virtuosistiche.

Il registratore interno serve fino ad un certo punto, visto che tutte le tastiere sono provviste di porta midi con cui comunicare con il pc, volendo registrare è più comodo farlo direttamente utilizzando programmi di editor midi sul pc, potendo poi rielaborare il file a piacimento.
  
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