Normal Topic ANNOTARE LO SPARTITO (Read 1026 times)
quartodito
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W Pianoforum!

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ANNOTARE LO SPARTITO
02. Jun 2016 at 15:18
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Buongiorno, vorrei chiedere un parere agli amici più di esperti di questo forum, anche per dirimere  una piccola disputa familiare.

Spero che non sia un quesito troppo poco intelligente per una rubrica di "tecnica pianistica", ma sinceramente non mi sento di escluderlo. Un quesito da "quartodito", mettiamola così.

Il fatto è questo. Da quando ho ripreso a studiare il piano ho preso l'abitudine, che non avevo da ragazzino, di annotare a matita gli spartiti: diteggiature, diesis/bemolle (questi con la matita rossa e blu), dinamiche, pedale, punti in cui fare attenzione..ecc.

Più sono complicati gli spartiti, e più abbondano i segni. Gli spartiti di Bach riesco ormai a decifrarli solo io.

La mia insegnante non ha nulla in contrario e mi lascia fare, anche se a volte ha difficoltà a seguire sullo spartito quello che suono (il che, ovviamente, ha i suoi lati positivi).

Mia figlia, invece, che studia  con una diversa insegnante, più giovane della mia (la mia ha 83 anni, ma più energia di me e mia figlia messi insieme), mi dice che secondo la sua insegnante è un metodo sbagliatissimo perché disabitua a leggere in chiave e a riconoscere a prima vista le alterazioni. Almeno questo è quello che ho capito.

Secondo voi chi ha ragione?

Grazie a chi vorrà rispondermi!
  
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occhibelli
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W Pianoforum!

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Re: ANNOTARE LO SPARTITO
Reply #1 - 02. Jun 2016 at 15:21
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Se suoni bene è ok perché no?
  
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pianozero
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Roma

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Re: ANNOTARE LO SPARTITO
Reply #2 - 02. Jun 2016 at 18:44
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la Maestra secondo me non ha tutti i torti... ma, come si dice...  chi è senza peccato....Smiley
  
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mordenteforte
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Re: ANNOTARE LO SPARTITO
Reply #3 - 04. Jun 2016 at 14:36
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quartodito wrote on 02. Jun 2016 at 15:18:
Buongiorno, vorrei chiedere un parere agli amici più di esperti di questo forum, anche per dirimere  una piccola disputa familiare.
....
Più sono complicati gli spartiti, e più abbondano i segni. Gli spartiti di Bach riesco ormai a decifrarli solo io.
....
Mia figlia, invece, che studia  con una diversa insegnante, più giovane della mia (la mia ha 83 anni, ma più energia di me e mia figlia messi insieme), mi dice che secondo la sua insegnante è un metodo sbagliatissimo perché disabitua a leggere in chiave e a riconoscere a prima vista le alterazioni. Almeno questo è quello che ho capito.

Secondo voi chi ha ragione?


non mi piace sporcare troppo libri e spartiti in genere. Per questo per gli spartiti faccio spesso delle copie prima di iniziare la lettura perché quando lo studio è duro capita anche a me di fare parecchie annotazioni!

Annoto quasi sempre gli spartiti, anzi più vado avanti nello studio e più li annoto. Anche perché prima di tentare di suonarli trovo vantaggioso fare le varie analisi (strutturale, armonica, ecc.) in poltrona e li segno con simboli a matita come anche per indicare la fine delle frasi e semifrasi, (per le fughe di Bach il ricorrere del tema, soggetto risposta, controsoggetto ecc.) poi quando sono davanti al piano mi segno anche gli attacchi che non mi riescono subito bene (oltre anche ribadire alcune note che tendo a sbagliare e qualsiasi cosa utile).

Poi segno anche notazioni di agogica. Oltre ai rallentamenti, accelerandi, l'utilizzo dei pedali (destro ma  anche specialmente il sinistro 1C) ecc. correggo o affino, spesso secondo le indicazioni dell'insegnate, le dinamiche. E' ovvio che alla fine lo spartito non si può dire certo pulito!

Poi, per fortuna, prima o poi (più poi che prima) il pezzo lo so praticamente a memoria e tutti quegli scarabocchi mi servono solo per documentazione e per future riletture a distanza di tempo.  Smiley

Quindi, in breve, se fai delle copie puoi dare a tua figlia spartiti puliti. Se invece la sua insegnante possa avere ragione o torto non lo so,  Undecided certo che finché non si legge correttamente e velocemente a prima vista non mi sembra tanto sbagliato prendere appunti che possano agevolare l'apprendimento.  Wink

  

per aspera ad astra
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quartodito
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Re: ANNOTARE LO SPARTITO
Reply #4 - 05. Jun 2016 at 13:35
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Grazie mille per le vostre risposte. Per conciliare le due tesi mi viene da pensare che l'annotazione  non sia un errore in se', anzi in qualche modo agevola l'apprendimento, ma forse puo' ritardare l'acquisizione della capacita' di lettura a prima vista (che infatti in me sono molto scarse) e quindi influire indirettamente anche sui tempi di apprendimento del pezzo.
Certo, Mordenteforte, il livello delle tue annotazioni e' molto molto piu' sofisticato del mio e attiene ad un livello di analisi dello spartito che io non mi sogno neppure. Io, per dirla in breve, metto i segni che mi servono per spingere i tasti giusti al momento giusto, e poco altro (ma  a volte e' davvero  tanta roba)..
Anche quando ho studiato le invenzioni a due e tre voci di bach (il mio massimo attualmente) ammetto di non averla  neanche imnaginata l'analisi "a tavolino" che fai tu (soggetto, controsoggetto...). I temi dopo un po' li riconosco, ma solo quando le dita cominciano a filare e le mani ad andare insieme. Prima e' un tutto indistinto che comincia a rischiararsi solo dopo abbondanti "segnaletiche" (e opportune capatine su youtube...).
Pero' e' molto interessante questa cosa dell'analisi preventiva a tavolino,
probabilmente anche ad un livello di tecnica inferiore al tuo potrebbe essere utile per capire il pezzo prima di suonarlo. Immagino che le annotazioni, almeno quelle piu' elementari (come le mie) potrebbero ridursi sensibilmente.
Grazie a  tutti, comunque. E scusate se ho detto delle castronerie. Il sospetto e' forte..
  
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mordenteforte
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W Pianoforum!

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Re: ANNOTARE LO SPARTITO
Reply #5 - 05. Jun 2016 at 17:00
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Secondo me fai bene a trovare e seguire un tuo metodo di apprendimento che sarà solo tuo e non è detto che sia valido per altri (per esempio anche tua figlia potrebbe trovare inutili certi tuoi sforzi o segni, se ha o sviluppa un metodo differente).

Come non ti devi preoccupare del livello di volta in volta raggiunto e dei "segnacci" da inventarti per evidenziare qualcosa sullo spartito (peraltro si possono copiare alcuni segni utilizzati da grandi pianisti: per es. la Y per indicare inizio/fine di una frase musicale, la v per indicare l'accento di una nota, una freccetta verso l'alto per indicare di non fare il legato ma quasi alzare - di poco - la mano per evidenziare di più uno staccato ecc.). Comunque segui le tue attuali esigenze e se ti soddisfano piano piano incrementerai o renderai piu standard i tuoi segni (se ti va e per te stesso, ovviamente).

Hai citato le invenzioni a 2 voci: mi ricordo che qualche anno fa (leggevo più lentamente allora) feci l'analisi a tavolino della n.8 e ne ricopiai su un quaderno tutte le osservazioni per esteso, battuta per battuta, (armonia, fraseggio ecc.) con parziali copie di battute o parti di alcune battute. Non l'avevo mai provata sul piano, ma dopo un paio d'ore di questo lavoro mi misi al pianoforte e mi accorsi che ormai la sapevo quasi a memoria, migliorando così anche la capacità di leggere a prima vista.

Il lavoro a tavolino alcuni lo trovano noioso, ma sicuramente dà buoni frutti a tutti i livelli di apprendimento. Certo se hai già nozioni di armonia, di forme e strutture sei agevolato, ma come dice la mia vecchia insegnante: "si fa un passetto alla volta, step by step". Non credo che sia fatica sprecata!

Auguri e ad majora!  Wink
  

per aspera ad astra
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