Hot Topic (More than 10 Replies) I brani chiave (Read 1461 times)
pianozero
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I brani chiave
03. Aug 2016 at 07:59
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Premesso che lo studio è un processo evolutivo continuo in cui c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare (e se questo non accade forse bisognerebbe cambiare strada) mi chiedevo se sia possibile fare una classificazione più o meno ufficiale dei  brani che portano a crescere e a maturare come pianisti più di altri. Pezzi che una volta fatti vi fanno esclamare , Però!  questa volta ho imparato tanto! ora suono meglio e ne so molto di più

O forse ci sono esercizi chiave ? si potrebbe anche chiedere questo. E in particolare in cosa sono stati fondamentali ?

Se doveste indicarne secondo la vostra esperienza alcuni? dite la vostra !
  
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Gabri_BT
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Re: I brani chiave
Reply #1 - 03. Aug 2016 at 12:18
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pianozero wrote on 03. Aug 2016 at 07:59:
mi chiedevo se sia possibile fare una classificazione più o meno ufficiale dei  brani che portano a crescere e a maturare come pianisti più di altri. Pezzi che una volta fatti vi fanno esclamare , Però!  questa volta ho imparato tanto! ora suono meglio e ne so molto di più

O forse ci sono esercizi chiave ? si potrebbe anche chiedere questo. E in particolare in cosa sono stati fondamentali ?


A me è successo con la Sonatina di Clementi. E poi con l'Invenzione n.1 di Bach. Ma il merito non è nei brani, ma soprattutto nel fatto di averli approcciati in maniera diversa rispetto ai brani che avevo studiato precedentemente.

Se ti aspetti una "lista ufficiale" di brani che facciano fare progressi, temo che rimarrai deluso. Nessuno può essere in grado di fornirtela, credo.

Qualsiasi brano potrebbe essere "rivelatore" se approcciato nel modo giusto e nella fase giusta.
Alcuni brani sono stati per me "rivelatori" di nuove sensazioni perché li ho affrontati nel momento giusto, ergo non erano troppo al di fuori della mia portata.

  
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pianozero
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Re: I brani chiave
Reply #2 - 05. Aug 2016 at 10:00
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Ciao Smiley No, non mi aspetto una lista ufficiale, credo che sia molto soggettivo e come dici tu dipende da molte cose. E' comunque vero per quanto mi riguarda che dopo aver affrontato certi pezzi alcuni precedenti siano sembrati "di colpo"  più facili e abbordabili. Chiaro, succede sempre che andando avanti si migliori, è ineluttabili, ma a volte, questi pezzi "chiave" ci spingono ben oltre quelle che sono le normali evoluzioni. Probabilmente, come dici tu, anche perché fatti al momento giusto. Comunque preso atto dei tuoi anche io credo che la Sonatina n°5 di Clementi apra diversi orizzonti (forse perché da fare in velocità impegnando molto le due mani) E Bach in generale certo insegna molto sulla  indipendenza delle mani.
  
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ALKAN
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Re: I brani chiave
Reply #3 - 05. Aug 2016 at 10:29
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Io ricordo che un effetto simile su di me lo hanno avuto
-gli studi op. 120 di Duvernoy
- per le ottave, la toccata in do minore di Kessler
- alcuni esercizi di Liszt (il numero 5, quello sulle terze alternate, quello sui trilli multipli con le mani alternate, quello sugli accordi)
-il preludio in do minore dal CBT 1
Forse anche altri, se mi vengono in mente li aggiungo
  
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andreavezzoli
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Re: I brani chiave
Reply #4 - 05. Aug 2016 at 18:33
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Senza dubbio Bach, ma non saprei dire quale brano in particolare... forse le invenzioni a 2 voci sono state un passo fondamentale.
  
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10dita
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Re: I brani chiave
Reply #5 - 07. Aug 2016 at 01:00
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Gent.mo pianozero, francamente il discorso del “cosa” mi ha sempre lasciato perplesso, ma credo (e spero!) di comprendere lo spirito della tua domanda.

Ed allor:

pianozero wrote on 03. Aug 2016 at 07:59:
Pezzi che una volta fatti vi fanno esclamare , Però!  questa volta ho imparato tanto! ora suono meglio e ne so molto di più


Senza dubbio alcuno:

Sonata in fa# minore op. 11, di Robert Schumann

Per vari motivi, particolarmente: uso razionale del rilassamento, con annessi e connessi.

La studiai per “Amore”! (Travolto dalla interpretazione di Pollini Roll Eyes)

E l’Amor fu rivelator!

pianozero wrote on 03. Aug 2016 at 07:59:
O forse ci sono esercizi chiave ? si potrebbe anche chiedere questo. 


Nessun “esercizio” fu “chiave”.
Anche perché: nulla può esser “chiave” se prima non comprendi il “come”.

Concordo con quanto scritto da Gabri:

Gabri_BT wrote on 03. Aug 2016 at 12:18:
Qualsiasi brano potrebbe essere "rivelatore" se approcciato nel modo giusto e nella fase giusta.


Premesso quanto sopra, sicuramente un buon iter non può escludere “elementi chiave” di scrittura, come ad es. la polifonia: di chiunque (e ovùnque) essa sia!

Cordiali saluti


  
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pianozero
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Re: I brani chiave
Reply #6 - 14. Aug 2016 at 07:28
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Estremamente interessante !!! metto tutte queste cose che avete detto nel mio cassetto dei sogni pianistici per il futuro benché alcune siano cose molto "avanti". Il preludio in N°2 dal cbt lo avevo anche iniziato e conto di tornarci, il problema è che per me leggerlo suonando è quasi impossibile , troppe note ! quindi va memorizzato !

a proposito cosa pensate di questa rappresentazione grafica ? può nascondere qualche insegnamento o è pura estetica ? io lo trovo comunque affascinante.
https://youtu.be/Ezg68znooJ8




  
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Gabri_BT
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Re: I brani chiave
Reply #7 - 14. Aug 2016 at 20:52
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pianozero wrote on 14. Aug 2016 at 07:28:
a proposito cosa pensate di questa rappresentazione grafica ? può nascondere qualche insegnamento o è pura estetica ? io lo trovo comunque affascinante.

https://youtu.be/Ezg68znooJ8


Carino quel video  Smiley
Anch'io ho messo quel preludio nei miei programmi futuri.
  
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10dita
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Reply #8 - 23. Aug 2016 at 22:01
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pianozero wrote on 14. Aug 2016 at 07:28:
a proposito cosa pensate di questa rappresentazione grafica ? può nascondere qualche insegnamento o è pura estetica ? io lo trovo comunque affascinante.
https://youtu.be/Ezg68znooJ8


Gent.mo, riguardo "grafica", mi par interessante ricordare ciò che scrisse Attilio Brugnoli in "Dinamica Pianistica" (Ed. Florestano 2011, Rev. storico-critica a cura di Giuseppe Buzzanca):



Cordiali saluti
  
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pianozero
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Reply #9 - 24. Aug 2016 at 16:27
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10dita wrote on 23. Aug 2016 at 22:01:
pianozero wrote on 14. Aug 2016 at 07:28:
a proposito cosa pensate di questa rappresentazione grafica ? può nascondere qualche insegnamento o è pura estetica ? io lo trovo comunque affascinante.
https://youtu.be/Ezg68znooJ8


Gent.mo, riguardo "grafica", mi par interessante ricordare ciò che scrisse Attilio Brugnoli in "Dinamica Pianistica" (Ed. Florestano 2011, Rev. storico-critica a cura di Giuseppe Buzzanca):

http://i.imgur.com/qOgnEbW.jpg

Cordiali saluti



interessante !! ma da dove deriva l'informazione sulla intensità voluta dall'autore ? da altre informazioni a corredo ? ma soprattutto come si otterebbero ? come fa un suono ad iniziare medio a raggiungere un massimo e poi tornare al valore iniziale (vedi MIb) oppure a partire medio e finire forte (vedi successivo RE) ? 

PS: forse ho capito, il sistema si propone di dare queste informazioni "aggiuntive" ma rimane la domanda seguente. Come ottenerle con uno strumento come il pianoforte dove non posso intervenire sull'intensità in crescendo ?
  
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10dita
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Re: I brani chiave
Reply #10 - 28. Aug 2016 at 12:25
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pianozero wrote on 24. Aug 2016 at 16:27:
PS:Come ottenerle con uno strumento come il pianoforte dove non posso intervenire sull'intensità in crescendo ?


Gent.mo, non credo, ma potrei sbagliare, che Brugnoli intendesse ciò!

E comunque, pur essendo anche interessante la “ […] proposta di riforma razionale nella grafia musicale” di Brugnoli, non mi par di facile applicazione. Ed infatti…
Postai per pura curiosità dopo aver visto il video  da te evidenziato.

Allor più chiara la “trascrizione” in crome del passaggio originale polifonico; per maggior precisione e comprensione riporto il tutto di seguito (mancava nella prima “citazione” mio post del 23/08):



Occorre dire che l’abilità di tocco del pianista può, con il supporto fondamentale del pedale, creare la “illusione” (o realtà!?) di “intervenire sull’intensità in crescendo”!

Cita Piero Rattalino (in “Storia del pianoforte” pag. 71, Ed. il SAGGIATORE ):

“[…] e il gioco delle vibrazioni per simpatia fa accadere il miracolo: <<Chi crede che un pianista non possa far “gonfiare” un suono non ha mai sentito Edwin Fischer suonare la prima entrata dell’Adagio del Concerto Imperatore di Beethoven!>> scrisse Alfred Brendel. E ha ragione."


Cordiali saluti

PS
Gent.mo pianozero, non mancherò commentare tua interpretazione del Prélude di Debussy  Smiley
  
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Re: I brani chiave
Reply #11 - 30. Aug 2016 at 12:10
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Bello questo topic, mi ha stimolato e allora mi sono messo a pensare un po' a quali brani potevo per me considerare chiave...
In realtà pensa che ti pensa, non ne sono riuscito a identificare nessuno veramente  Sad
Se invece volessi fare la lista dei brani che mi sono sembrati inizialmente rivelatori, allora sarebbe molto più lunga Smiley
La verità è anche quando credevo di aver fatto il cosidetto balzo in avanti, alla prova successiva, non riscontravo i clamorosi  progressi sperati. Magari capivo meglio la logica o dove era il problema, ma la soluzione veniva sempre gradualmente.
Con questo voglio direi che nel mio caso, pur sperando nel tempo di essere migliorato Smiley, in realtà i progressi sono sempre stati graduali, senza nessuna "discontinuità". Nessun salto evidente, o almeno così pare a me.

Anche adesso, che studio del CBT vol 1, Preludio e fuga in mi Magg. (n° 9) mi sono scoperto a dire, "adesso si, forse ho capito!", ma non credo che quando farò il prossimo la differenza sarà clamorosa Smiley, vedremo, solo un pochino forse. Undecided 

In soldoni, anche se mi scuso perchè non era questo lo spirito del topic ma ho voluto comunque dire la mia, nel mio caso i progressi sono stati sostanzialmente graduali. Nel tempo ho capito magari chi, come autore, dal punto di vista didattico pare più utile: Bach, Mozart e (mi pare, considerazione recente), Schumann.
  
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10dita
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Re: I brani chiave
Reply #12 - 02. Sep 2016 at 15:58
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Phonic wrote on 30. Aug 2016 at 12:10:
In soldoni, anche se mi scuso perchè non era questo lo spirito del topic ma ho voluto comunque dire la mia, nel mio caso i progressi sono stati sostanzialmente graduali. 


Gent.mo, perché scusarsi?
Interessanti le tue considerazioni Smiley

Da parte mia or mi è sovvenuto un brano:  Studio n. 3 Op. 70, di I. Moscheles

Non sol per la "formula tecnica", ma soprattutto per ben graduare la dinamica dei crescendo e diminuendo.

Cosa che potevo far anche in altri pezzi, ovvio.

Ma nella memoria ho vivo il ricordo del lavoro fatto in tal senso su questo studio.

Ergo: il brano si è ben fissato nel mio cervello.

Cordiali saluti
  
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