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Hot Topic (More than 10 Replies) Il "Repertorio" (Read 3036 times)
pianozero
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Il "Repertorio"
20. Aug 2016 at 14:19
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Ero convinto di aver già affrontato l'argomento qualche anno fa, ma pur avendo cercato in lungo e in largo, con la funzione Search e senza non l'ho trovato.
Dunque ripropongo.

Con il passare del tempo mi è sempre più difficile creare il cosiddetto "Repertorio", ovvero una oretta di musica da dire, questi pezzi li ho nelle mani posso suonarli sempre.

Sembra quasi che non ci sia scelta: affrontare un nuovo pezzo con difficoltà sempre crescenti o rimanere a provare per giorno tre quattro pezzi mandati a memoria (ebbene sì posso suonare solo a memoria in modo decente... a proposito , che sia questo il problema ? ).

Se studio un nuovo pezzo questo si impadronisce di me dalla prima all'ultima nota non ho che attenzioni per quello. Sicché tutto il resto si sgretola come se lo prendessi a mazzate. Finito il "nuovo" pezzo vorrei riprendere il penultimo il terz'ultimo. MA sono svaniti nel nulla. Certo riprendendo gli spartiti tornano alla luce ma con troppa fatica. Alla fine non ho mai quella agognata serie di pezzi. A volte non ne ho nemmeno uno ! perché ancora non ho completato l'ultimo ma ho già intaccato i precedenti.
Ci sono periodi che non prendo in mano nuovi pezzi ad arrivo ad averne due/tre sottomano, forse dovrei allora mantenere quelli e andare a ritroso a prendere i precedenti. Ma allora non progredirei con i nuovi di cui sono sempre curioso. Insomma sembra un problemone.

Aiuto! Come si crea un repertorio  Shocked ?
  
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Zabrina
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Re: Il "Repertorio"
Reply #1 - 20. Aug 2016 at 17:11
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Ciao Pianozero Smiley
rispondo ai tuoi due ultimi post in un colpo solo, perché le due questioni sono, a mio modesto parere, correlate:



(cito dal thread: "METODO BEYER DA COMPLETO AUTODIDATTA")

pianozero wrote on 20. Aug 2016 at 13:16:
...rimane sempre il problema di sapere se stai facendo bene, perché sei tu ad autogiudicarti. OK è vero! ma qui entra il gioco la questione "Dipende cosa ti proponi di fare". Vuoi il plauso di una commissione di Conservatorio critica e sapiente? Probabilmente (tendente al certo)  con questo sistema non l'avrai mai! Vuoi la soddisfazione di suonare al pianoforte un brano bellissimo, pieno di poesia, di interpretarlo magari a tuo modo ed ottenere non dico il TUO plauso, ma una piccola grande soddisfazione ? Ecco, in questo forse riuscirai Smiley
Ti/Vi chiedo, hanno senso le mie parole? Smiley



Contento tu  Smiley  le tue parole hanno un senso  Huh
Però poi non ti stupire di questo:



pianozero wrote on 20. Aug 2016 at 14:19:
Se studio un nuovo pezzo questo si impadronisce di me dalla prima all'ultima nota non ho che attenzioni per quello. Sicché tutto il resto si sgretola come se lo prendessi a mazzate. Finito il "nuovo" pezzo vorrei riprendere il penultimo il terz'ultimo. MA sono svaniti nel nulla. Certo riprendendo gli spartiti tornano alla luce ma con troppa fatica.



Il vantaggio di studiare con un Maestro non è certo quello di ottenere il plauso di una commissione di Conservatorio  Huh  bensì quello di imparare a studiare con metodo e sistematicità. Cosa che non è affatto ovvia. La conseguenza diretta di uno studio fatto bene sta proprio qui: il brano rimane nelle mani pur non suonandolo ogni giorno. L'ho verificato su me stessa. Prima pure io dimenticavo i brani non appena li lasciavo un pochetto. Ora non li dimentico più così facilmente. Non ho più suonato la mia Invenzione da giugno (due mesi)... e qualche giorno fa l’ho potuta fare subito davanti ad una mia amica senza alcun problema. Certo, forse qualche esitazione dopo qualche tempo che non si suona un pezzo potrebbe venire, ma si rimette subito a posto e senza fatica. Ma questo mi accade solo da poco tempo, da quando ho migliorato il mio metodo di studio...  ma ancora c'ho tanta tanta strada da far per imparare ad ottimizzare le ore di studio  Roll Eyes
  
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pianozero
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Re: Il "Repertorio"
Reply #2 - 21. Aug 2016 at 09:59
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E' molto interessante: il metodo di studio è fondamentale. Ma devi avere, credo anche il maestro giusto. Che io sappia tu lo hai sempre avuto un maestro però  tu stessa hai detto che stai migliorando solo recentemente sotto questo aspetto e se non sbaglio hai cambiato... IO in gioventù studiavo chitarra classica con un maestro, e ricordo che anche lì faticavo ad avere un repertorio di diversi pezzi. Ricordo che il sistema era quello di fare un brano, non fino alla perfezione,  si passava ad altro e poi magari si riprendeva il precedente o due precedenti. I brani in ballo erano sempre due o tre e mai uno solo. Ma comunque anche lì prima o poi se non mosso dalla mia curiosità il pezzo finiva per perdersi Con il pianoforte mi sembra che sia anche più difficile, ci sono tantissime note da ricordare. Ora sto rivedendo LA fille au chevaeux de lin. Un sacco di accordi da ricordare che finiscono per confondersi con altri accordi di altri brani. C'è da districare la matassa, comunque in tre giorni lo sto rimettendo in piedi: la sensazione è quella di spolverare un mobile di cui non si distingueva nemmeno più il colore, ci vuole un po' mai poi torna lucido un po' alla volta Smiley

Allora io credo che un metodo possa essere quello di iniziare ogni sessione di studio ( o se vuoi ogni giornata se frazioni in più parti) con il "repertorio", gli ultimi due tre pezzi fatti e poi aggiungerne di nuovi (presto saranno troppi da fare tutti e allora si dovrà alternare , ma almeno un paio si dovranno fare).
IL fatto è che sento l'urgenza tremenda di buttarmi a capofitto nel nuovo pezzo che per sua natura è quello più sfuggente proprio perché lo stai studiando. E fare altro mi dà la sensazione sgradevole che tolga lucidità per il nuovo.

Una domanda Smiley dici che non avevi  suonato l'Invenzione da due mesi e poi lo hai fatto quasi perfetto in pubblico. Posso chiederti se lo hai eseguito leggendo o comunque con lo spartito di fronte in modo da giovarti dello stesso ? E poi quanti pezzi hai sottomano o potresti rifare allo stesso modo e infine quanti ne studi in un anno ? Smiley scusa se approfitto...  Roll Eyes


  
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10dita
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Re: Il "Repertorio"
Reply #3 - 21. Aug 2016 at 11:34
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pianozero wrote on 21. Aug 2016 at 09:59:
il metodo di studio è fondamentale. Ma devi avere, credo anche il maestro giusto.


Gent.mo, parole sante Wink

E sottolineo, un Buon Maestro che:
-insegna a studiare (ottimizzare lo studio)
-estremamente duttile e non dogmatico

Cordiali saluti
  
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ibachnew
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Re: Il "Repertorio"
Reply #4 - 21. Aug 2016 at 21:20
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10dita wrote on 21. Aug 2016 at 11:34:
pianozero wrote on 21. Aug 2016 at 09:59:
il metodo di studio è fondamentale. Ma devi avere, credo anche il maestro giusto.


Gent.mo, parole sante Wink

E sottolineo, un Buon Maestro che:
-insegna a studiare (ottimizzare lo studio)
-estremamente duttile e non dogmatico

Cordiali saluti


giustissimamente credo che la questione del feeling con il maestro sia di fondamentale importanza nel caso dell'allievo adulto; senz’altro piu’ che per i bambini

come gia' detto in passato lo spettro di condizioni in cui si trovano questi "adulti" e' infinito: studio precedente, pratica negli anni, tempo a disposizione etc etc
in compenso il goal e' forse uno solo: suonare per il piacere [ma anche i tipi di piacere sono infiniti ...]

ritengo quindi che il maestro debba essere importante per l'insegnamento della tecnica e della musicalità' ma meno per il metodo di studio se inteso come "monogamia vs poligamia" ... poiche’ ritengo che su questo debba contare molto il desiderio dell’allievo; in sostanza se dovessi prendere un maestro metterei come condizione che su questo punto si decide di comune accordo

del resto l’esperienza di Zabrina dimostra che e’ contenta perche’ in sostanza ha trovato il maestro/a che diceva di volere e quella di Michelangelo42 e’ pure molto istruttiva per un altro verso

per i problemi espressi da piano0 circa lo “sgretolamento” dei brani gia’ ben imparati a memoria sono pero’ stupito: forse e’ il “tipo” di memoria che non funziona?
io non suono a memoria e sono un deciso fautore dell’uso dello spartito che molto aiuta la mia tendenza poligamica; del resto vedo con i miei occhi che non sono pochi anche i professionisti che suonano con spartito [anche senza ricitare i citatissimi Richter e Zimermann]
  
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Zabrina
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Re: Il "Repertorio"
Reply #5 - 21. Aug 2016 at 22:26
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ibachnew wrote on 21. Aug 2016 at 21:20:
ritengo quindi che il maestro debba essere importante per l'insegnamento della tecnica e della musicalità' ma meno per il metodo di studio se inteso come "monogamia vs poligamia" ... poiche’ ritengo che su questo debba contare molto il desiderio dell’allievo;



Ciao Ibach! È un piacere rileggerti.

Scusa, però non ti seguo molto...  Che vuol dire  "studio inteso come monogamia vs poligamia"  Huh
Non capisco cosa c'entri il desiderio dell'allievo con il metodo di studio... e come si possa decidere di comune accordo come studiare in maniera efficace Undecided 

Io per "metodo di studio" intendo imparare a capire come risolvere i problemi, imparare ad analizzarli ed affrontarli al microscopio, cosa che fa inevitabilmente ottimizzare i tempi di studio...

I miei desideri come allieva c'entrano ben poco  Undecided  se io, ad esempio, continuo a sbattere la testa contro il muro... perché sbaglio sempre nello stesso punto... ci faccio poco con i miei "desideri".

Perché secondo te un Maestro non dovrebbe insegnare a studiare in maniera efficace? Penso che sia in assoluto la cosa più difficile... per tutti: adulti e bambini.
  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #6 - 21. Aug 2016 at 23:02
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pianozero wrote on 21. Aug 2016 at 09:59:
Una domanda Smiley dici che non avevi  suonato l'Invenzione da due mesi e poi lo hai fatto quasi perfetto in pubblico. Posso chiederti se lo hai eseguito leggendo o comunque con lo spartito di fronte in modo da giovarti dello stesso ? E poi quanti pezzi hai sottomano o potresti rifare allo stesso modo e infine quanti ne studi in un anno ? Smiley scusa se approfitto... 



Un momento...  non esageriamo...  Tongue  non ho detto "quasi perfetto, in pubblico" Shocked  Ho detto "davanti ad una mia amica" "senza alcun problema"... che significa senza grossi intoppi... (non vorrei fare la pignolina, ma c'è un pochetto di differenza Grin ).

Si, ho suonato con lo spartito. Ma a dir il vero, l'Invenzione mi è sempre piaciuta farla con lo spartito. In altri casi invece, ad un certo punto, eseguo a memoria.

Non posso fare lo stesso con tutto. Solo con i brani che ho studiato ultimamente e che ho approcciato meglio. Ad esempio anche il valzer di Brahms (op.39 n.2) mi è rimasto abbastanza bene nelle dita pur non suonandolo.
  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #7 - 21. Aug 2016 at 23:16
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credo sia una questione di lessico
quel che tu indichi come "metodo di studio", ovvero imparare a risolvere i problemi, io lo includo nella "tecnica" intesa forse in senso molto ampio
per "poligamia vs monogamia" intendo invece il decidere quanto a fondo andare sul singolo brano prima di passare al successivo, ovvero su quanti lavorare in parallelo con tutto ciò' che questo comporta
  
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pianozero
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Re: Il "Repertorio"
Reply #8 - 22. Aug 2016 at 09:46
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ibachnew wrote on 21. Aug 2016 at 21:20:
per i problemi espressi da piano0 circa lo “sgretolamento” dei brani gia’ ben imparati a memoria sono pero’ stupito: forse e’ il “tipo” di memoria che non funziona?
io non suono a memoria e sono un deciso fautore dell’uso dello spartito che molto aiuta la mia tendenza poligamica; del resto vedo con i miei occhi che non sono pochi anche i professionisti che suonano con spartito [anche senza ricitare i citatissimi Richter e Zimermann]


Caro Ibach, perché tu leggi bene ! è quello il problema . Io purtroppo non essendo un gran "lettore" tendo ad imparare molto presto il brano a memoria. Del resto su un pezzo "nota per nota" forse ce la faccio pure a stare dietro al rigo musicale ma quando si passa a pezzi alla Debussy e alle sue celebri armonie estese  pieni d'accordi, spesso 9/10 note insieme, scoppio , anzi scoppio ben prima ! Dunque per me è un problema di analfabetismo pianistico (la chiave di violino l'ho imparata da giovane e bene o male le sto appresso).

Certo sapendo leggere bene cambia tutto e credo che a quel punto la "poligamia" sia assicurata Smiley

Tra ieri e oggi mi sono messo di buzzo buono sul preludio di Debussy e un po' alla volta ho riportato nelle mani quasi tutte le posizioni con gli automatismi che avevo creato in precedenza (ero arrivato a suonarlo tutto piuttosto fluido e ci risiamo quasi...anzi ora mi sembra più nitido e consapevole, come se certe cose si fossero chiarite da sole) insomma in totale riprendere il pezzo che avevo lasciato finito per dedicarmi totalmente ad uno nuovo mi costerà 4/5 giorni di almeno due ore al giorno. Forse un pezzo per me troppo complesso armonicamente. In più sto cercando di suonare tra una prova e l'altra anche la romanza di Liszt per non perdere quella ! MI sembra un po' il numero da circo dei piatti che girano sui bastoni ma credo che possa funzionare Smiley OH, e ovviamente mi guardo bene dall'intraprendere nuovi pezzi in questa fase !

Zabrina wrote on 21. Aug 2016 at 23:02:
Si, ho suonato con lo spartito. Ma a dir il vero, l'Invenzione mi è sempre piaciuta farla con lo spartito. In altri casi invece, ad un certo punto, eseguo a memoria.

Non posso fare lo stesso con tutto. Solo con i brani che ho studiato ultimamente e che ho approcciato meglio. Ad esempio anche il valzer di Brahms (op.39 n.2) mi è rimasto abbastanza bene nelle dita pur non suonandolo.



Sono molto contento per te che tu abbia trovato questo equilibrio, lo sto cercando anche io. Sul fatto che sia il nuovo maestro ad averti ben indirizzato e non il Maestro in generale sei d'accordo ? Io comunque alla base penso che ci sia sempre il nostro lavoro e impegno.

Poi vorrei approfondire  il tema di cosa sia esattamente questo ottimizzare lo studio, concetto che avete ripetuto sia tu,  che 10dita che Ibach infine. Per esempio io saprei dirlo per gli studi sui libri (es universitari) ma non per il pianoforte. E' l'idea di fare esercizi e brani in modo coerente ?, andare in un ordine predefinito di difficoltà? ripetere brani già fatti alternandoli sapientemente con i nuovi ?
  
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Zabrina
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Re: Il "Repertorio"
Reply #9 - 23. Aug 2016 at 10:59
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pianozero wrote on 21. Aug 2016 at 09:59:
E' molto interessante: il metodo di studio è fondamentale. Ma devi avere, credo anche il maestro giusto. Che io sappia tu lo hai sempre avuto un maestro però  tu stessa hai detto che stai migliorando solo recentemente sotto questo aspetto e se non sbaglio hai cambiato...


ibachnew wrote on 21. Aug 2016 at 21:20:
del resto l’esperienza di Zabrina dimostra che e’ contenta perche’ in sostanza ha trovato il maestro/a che diceva di volere e quella di Michelangelo42 e’ pure molto istruttiva per un altro verso

pianozero wrote on 22. Aug 2016 at 09:46:
Sul fatto che sia il nuovo maestro ad averti ben indirizzato e non il Maestro in generale sei d'accordo?



Ibach, pianozero...   Magariiiiiii  Undecided

Vi confesso che né il vecchio né la nuova Maestra che recentemente mi hanno seguito (per quanto mi insegnino cose utilissime) mi hanno veramente insegnato a studiare. Per il semplice fatto che non lo facciamo insieme a lezione. A lezione si esegue, si verifica a che punto è il brano, ma i problemucci si sistemano a casa. E come? Di fondamentale importanza è proprio imparare a sistemare quello che non va.

Ho incontrato solo due Maestri (su 7) che mi hanno indirizzato VERAMENTE BENE e che mi hanno fatto capire come si studia (uno di questi due è la mia primissima insegnante). Purtroppo entrambi abitano lontano, non sono loro a seguirmi. Almeno non regolarmente. Sia con uno che con l’altro, abbiamo a volte la possibilità di vederci, specialmente durante l'estate, e in queste occasioni facciamo lunghissime e piacevolissime sessioni di studio.
Cerco di far tesoro di tutto quello che mi dicono e di metterlo in pratica anche quando studio da sola. Ma non è facile. Magari potessi studiare ogni settimana con un insegnante del genere... Magariiiii !!!
  
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pianozero
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Re: Il "Repertorio"
Reply #10 - 23. Aug 2016 at 15:04
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Zabrina wrote on 23. Aug 2016 at 10:59:
Ho incontrato solo due Maestri (su 7) che mi hanno indirizzato VERAMENTE BENE e che mi hanno fatto capire come si studia (uno di questi due è la mia primissima insegnante).



Ecco quindi chiarito meglio il tuo pensiero, non è semplicemente avere un Maestro ma avere il Maestro giusto. Ma nemmeno la tua ultima mirabolante Maestra di cui ci avevi parlato è risolutiva quindi ?

Piano piano mi si stanno chiarendo i requisiti che chiederei ad un Maestro oggi come oggi. Gli chiederei le seguenti cose :

Accetti che decida io i brani da studiare (previo tua "autorizzazione" allo studio dei medesimi)  eventualmente suggerendo ma non imponendo tu esercizi collaterali?

Va bene se ci vediamo una volta ogni 15 giorni?

Mi sai insegnare a fare questa famosa ottimizzazione dello studio ?

Mi porti ad avere un repertorio (almeno un'ora)  di musica suonata "bene"  nei prossimi 6 mesi eventualmente pescando da quanto fatto fino ad oggi?

PS.... Sì, ma trovarlo un Maestro così....
  
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pianozero
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Re: Il "Repertorio"
Reply #11 - 10. Jul 2018 at 18:39
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sono andato a rileggere questo thread perché il problema sussiste sempre, certo ora faccio meno fatica  a  riprendere un pezzo, ma essendo comunque pezzi via via più complessi il problema rimane. Resto con la sensazione che o si mira ad avere un repertorio o si studiano cose nuove. Difficile davvero fare entrambe le cose  Undecided
  
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Monez
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Re: Il "Repertorio"
Reply #12 - 27. Sep 2018 at 18:29
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Dal "basso" della mia esperienza, io divido le sessioni di studio in due fasi.

La prima, dove sono mentalmente più "fresco", studio il pezzo nuovo. Per limiti di tempo devo forzatamente darmi una scadenza per questa fase (mezz'ora, un'ora, etc) ma cerco di dare il massimo.
Anche se alla fine ho lavorato solo su un passaggio difficile o poche battute, sono contento perchè un passettino avanti è stato fatto.

La seconda fase della sessione di studio è dedicata ai pezzi che già ho studiato.
Ciclicamente risuono tutto quello che mi piace e mi emoziona; non ho quindi uno schema preciso ma "l'effetto collaterale" di questo metodo è avere un mini/micro/nano repertorio di pezzi che amo suonare.

Non suono per lavoro e non ho scadenze da rispettare, il tempo passato sul piano è un regalo che faccio a me stesso e se dedicassi tutto il (poco) tempo a disposizione a studiare pezzi nuovi, mi perderei la parte più bella ed emozionante  Smiley
  
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ibachnew
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Re: Il "Repertorio"
Reply #13 - 27. Sep 2018 at 22:35
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beh credo che trovare la soluzione perfetta per questo problema [equilibrio tra nuovi pezzi e repertorio sempre pronto] sia molto, molto, molto difficile …

frequentando e discutendo con professionisti vedo chiaramente che il problema c’e’ anche per loro: prima di portare un pezzo in concerto DEVONO STUDIARLO anche se e’ un brano che conoscono e hanno suonato in concerto un anno prima!
chiaramente ci sono differenze abissali ma bisogna considerare che loro fanno questo quotidianamente come OCCUPAZIONE PRIMARIA

prendiamo un esempio ESTREMO: come si comporta Sokolov?
a ottobre inizia la sua tourne’e con un programma diviso in due parti A e B ed esegue sempre A+B in tutti i concerti e tra un concerto e l’altro si ripassa questo programma quanto piu’ possibile
dopo qualche mese si ferma per due mesi per studiare un nuovo mezzo programma ossia C
riparte poi in tourne’e suonando sempre B+C
dopo si rifermera’ per studiare D e ripartire poi con  il programma C+D etc etc

forse, tenendo conto che noi amatori siamo distanti da lui anni luce, possiamo anche accontentarci di quel che passa il convento …
  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #14 - 27. Sep 2018 at 22:41
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pianozero wrote on 22. Aug 2016 at 09:46:
Poi vorrei approfondire  il tema di cosa sia esattamente questo ottimizzare lo studio, concetto che avete ripetuto sia tu, che 10dita che Ibach infine.

E' l'idea di fare esercizi e brani in modo coerente ?, andare in un ordine predefinito di difficoltà? Ripetere brani già fatti alternandoli sapientemente con i nuovi?


Mi accorgo ora che questa tua domanda rimase ingiustamente dimenticata. Per riprendere il discorso:


Ecco, in parte, ma in buona sostanza quello che intendo io per ottimizzare lo studio  Smiley :

Monez wrote on 27. Sep 2018 at 18:29:
Anche se alla fine ho lavorato solo su un passaggio difficile o poche battute, sono contento perchè un passettino avanti è stato fatto.


  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #15 - 28. Sep 2018 at 16:11
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pianozero wrote on 10. Jul 2018 at 18:39:
sono andato a rileggere questo thread perché il problema sussiste sempre, certo ora faccio meno fatica  a  riprendere un pezzo, ma essendo comunque pezzi via via più complessi il problema rimane. Resto con la sensazione che o si mira ad avere un repertorio o si studiano cose nuove. Difficile davvero fare entrambe le cose  Undecided


Personalmente insisterei sull'importanza della lettura, che può essere di grande aiuto per riprendere i  pezzi studiati anni fa...
Altrimenti ogni volta che si riprende un pezzo è quasi come ristudiarlo da capo, mentre con una buona lettura si può guadagnare tempo, e non dover riprendere tutto quasi da capo. Studiando a memoria i pezzi, il rischio è quello di "intasare" il nostro cervello con informazioni che potrebbero benissimo essere lette sullo spartito, cioè imparare a memoria potrebbe richiedere molte più energie mentali di quelle che occorrerebbero a suonare il pezzo con lo spartito.

  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #16 - 01. Oct 2018 at 21:33
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Monez wrote on 27. Sep 2018 at 18:29:
Dal "basso" della mia esperienza, io divido le sessioni di studio in due fasi.

La prima, dove sono mentalmente più "fresco", studio il pezzo nuovo. Per limiti di tempo devo forzatamente darmi una scadenza per questa fase (mezz'ora, un'ora, etc) ma cerco di dare il massimo.
Anche se alla fine ho lavorato solo su un passaggio difficile o poche battute, sono contento perchè un passettino avanti è stato fatto.

La seconda fase della sessione di studio è dedicata ai pezzi che già ho studiato.
Ciclicamente risuono tutto quello che mi piace e mi emoziona; non ho quindi uno schema preciso ma "l'effetto collaterale" di questo metodo è avere un mini/micro/nano repertorio di pezzi che amo suonare.

Non suono per lavoro e non ho scadenze da rispettare, il tempo passato sul piano è un regalo che faccio a me stesso e se dedicassi tutto il (poco) tempo a disposizione a studiare pezzi nuovi, mi perderei la parte più bella ed emozionante  Smiley



Ciao Monez, molto interessante il tuo intervento, anche io ultimamente sto cercando di attuare qualcosa di simile. In genere ho un'ora libera dalle 7,30 alle 8,30 di mattina che dedico allo studio del nuovo (incredibile come si rende a quell'ora), poi mi metto al lavoro (ormai lavoro quasi sempre a casa) e quindi durante il giorno provo il nuovo pezzo e cerco di riprendere qualcosa si già fatto, ultimamente sono tutte mazurke e qualcosa di Debussy. Molto lentamente costruisco un'oretta di musica o almeno quello è l'obiettivo. Che musica sia ovvero di quale qualità interpretativa  ... bè  diciamo che quella è soggettiva  Smiley
  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #17 - 01. Oct 2018 at 21:38
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ibachnew wrote on 27. Sep 2018 at 22:35:
forse, tenendo conto che noi amatori siamo distanti da lui anni luce, possiamo anche accontentarci di quel che passa il convento …



ehehe hai citato Sokolov... IL concetto comunque se ho ben capito è che anche il grande musicista alla fine ha pronte solo un paio d'ore di musica . Ok ... consoliamoci così  Embarrassed  Wink

Sentivo dire che Horowitz nel concerto di Mosca ha improvvisato perché non ricordava delle parti, saper fare quello non sarebbe male!
  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #18 - 01. Oct 2018 at 21:41
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andreavezzoli wrote on 28. Sep 2018 at 16:11:
Personalmente insisterei sull'importanza della lettura, che può essere di grande aiuto per riprendere i  pezzi studiati anni fa...
Altrimenti ogni volta che si riprende un pezzo è quasi come ristudiarlo da capo, mentre con una buona lettura si può guadagnare tempo, e non dover riprendere tutto quasi da capo. Studiando a memoria i pezzi, il rischio è quello di "intasare" il nostro cervello con informazioni che potrebbero benissimo essere lette sullo spartito, cioè imparare a memoria potrebbe richiedere molte più energie mentali di quelle che occorrerebbero a suonare il pezzo con lo spartito.


Certo Andrea parole santissime, è un mio cruccio: non leggo abbastanza bene. Sono lento e la mia vista tra l'altro è in peggioramento, faccio molta fatica. Quella sarebbe a chiave di tutto-
  
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Re: Il "Repertorio"
Reply #19 - 01. Oct 2018 at 21:43
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Zabrina wrote on 27. Sep 2018 at 22:41:
pianozero wrote on 22. Aug 2016 at 09:46:
Poi vorrei approfondire  il tema di cosa sia esattamente questo ottimizzare lo studio, concetto che avete ripetuto sia tu, che 10dita che Ibach infine.

E' l'idea di fare esercizi e brani in modo coerente ?, andare in un ordine predefinito di difficoltà? Ripetere brani già fatti alternandoli sapientemente con i nuovi?


Mi accorgo ora che questa tua domanda rimase ingiustamente dimenticata. Per riprendere il discorso:


Ecco, in parte, ma in buona sostanza quello che intendo io per ottimizzare lo studio  Smiley :

Monez wrote on 27. Sep 2018 at 18:29:
Anche se alla fine ho lavorato solo su un passaggio difficile o poche battute, sono contento perchè un passettino avanti è stato fatto.



Grazie del chiarimento Zabrina  Smiley sembra poco come consiglio ma non lo è.

( cosa si deve il cambio del nick  Smiley )
  
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