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Hot Topic (More than 10 Replies) Gli Indiscussi messi in discussione (Read 4553 times)
pianozero
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Re: Gli Indiscussi messi in discussione
Reply #20 - 27. Jul 2018 at 22:21
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Grazie per i vostri punti di vista!
Condivido in buona parte il pragmatismo di Strimpella ma quando parla dell'ipotetico master di Gould (ie io mi riferisco ad un Gould giovane e non a quello maturo e/o affermato che non avrebbe senso che si sottopenesse a giudizi altrui) io non sono così certo che non avrebbe preso la sua dose di rimbrotti.

E forse così come sottolinea l'argutissimo nonché documentatissimo 10 dita il fatto di NON sottoporsi a giudizi altrui già a 19 anni è stato uno stratagemma che ha ha permesso (a Gould) di sviluppare e poi imporre una personalità che ancora oggi presso  alcuni è opinabile!

Ma perché ricorro a questo paradosso? semplicemente per dire che a volte gli indiscussi si sentono troppo indiscutibili.

PS bellissima la chicca sul "Soccombente" del vulcanico 10 dita. Quindi c'è qualcuno che ipotizzato questo incontro didattico! Mi procurerò presto il libro!
  
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strimpella
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Re: Gli Indiscussi messi in discussione
Reply #21 - 30. Jul 2018 at 18:12
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Verissimo 10dita.... ho letto entrambi i libri da te ora consigliati anni fa, ma mi ero semplicemente dimenticato il passaggio di Gould diciannovenne, che esclude automaticamente la mia fantasia.
Comunque, per dar seguito alla "provocazione" di pianozero ho fatto un salto pindarico di fantasia per dire che di fronte ai geni gli insegnanti devono comunque fare gli insegnanti: tirar fuori quanto c'è di meglio nella interpretazione del pianista... se è già bravo dovrebbero lodare le parti eseguite meglio  Smiley (alcuni insegnanti lo danno invece per scontato che tutto debba essere perfetto e notano solo le imperfezioni  Angry ), ma i metodi didattici possono comprendere anche i rimbrotti severi ed anche su piccoli particolari, se sono utili per il cammino verso la perfezione...

Forse vado OT, ma gli Indiscussi sono sempre messi in discussione... quando si esibiscono in pubblico non devono tanto temere i critici (che ne dicono tante) ma soprattutto il pubblico che di teoria musicale magari ne sa molto poco in confronto ad un professionista, ma che giudica comunque la sua interpretazione in base ad altri parametri.... molto soggettivi....  Angry
(c'era un libro, che ora in montagna, non ho con me per citarlo meglio e che si intitolava "l'interpretazione musicale" [forse del Grazioli ? ed Einaudi ?]  Undecided e che trattava proprio questo tema: anche la persona non particolarmente colta musicalmente ha un suo concetto di interpretazione... e quindi può a suo modo giudicare)...

Scusate se non riesco ad essere più preciso  Sad
  

sbagliando s'impara... forse...
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vecchiobambino
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Re: Gli Indiscussi messi in discussione
Reply #22 - 31. Jul 2018 at 08:22
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strimpella wrote on 30. Jul 2018 at 18:12:
(c'era un libro, che ora in montagna, non ho con me per citarlo meglio e che si intitolava "l'interpretazione musicale" [forse del Grazioli ? ed Einaudi ?]  Undecided ... )


Credo sia il Graziosi: Giorgio Graziosi - L'interpretazione musicale - Einaudi 1952, 1966-67, 1974, citato anche da 10dita.
  
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10dita
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Re: Gli Indiscussi messi in discussione
Reply #23 - 01. Aug 2018 at 03:38
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Gent.mi, mi è sovvenuto che in "Pianisti e fortisti" di Piero Rattalino c'è un paragrafo che titola (Ed. Ricordi/Giunti, pag. 271, 272, 273, 274):

"Gould poteva studiare con Horowitz?"

Interessante l'analisi di Rattalino, e molto sorprendente la conclusione.
In estrema sintesi.

L'incipit recita:

"Nel Soccombente di Bernhard un pianista fallito "soccombe" di fronte alla vita e all'arte perché era prima
soccombuto di fronte a Glenn Gould, suo compagno di studi in un corso di perfezionamento tenuto a Salisburgo
da Horowitz.
".

Rattalino pria enuclea le ragioni, realisticamente più che valide, per cui "Gould non sarebbe mai andato a studiare con Horowitz, e Horowitz non avrebbe mai insegnato a Salisburgo.".

Poi analizzando il "semplicissimo inizio della Sonata K 333" di Mozart rileva che:

"Horowitz esegue l'inciso come un cantante, un grandissimo cantante".

E prosegue:

"Il suono di Gould è mimesi del canto, il suo gesto è di direttore d'orchestra; il suono di Horowitz è canto, il suo gesto è di cantante-attore.".

Rattalino conclude:

"[...] Horowitz, nel pianoforte, non è le seul. Però Glenn Gould, che come artista gli è pari, da lui avrebbe potuto imparare qualcosa che non sapeva: in una Salisburgo fuori dal tempo, nel mito, senza noiosi soccombenti a romper le scatole.".

Ora non saprei se Gould da Horowitz "avrebbe potuto imparare qualcosa che non sapeva".

"La musica per pianoforte non m'interessa affatto" (In "Glenn Gould- No, non sono un eccentrico", EDT/MUSICA, pag. 30), afferma Gould.

Certo, sembra affermazione paradossale!

Ma il modo d'intendere e percepire lo istrumento di Gould è lontano anni luce da Horowitz.

"Gould è un mito, Horowitz è un mito. A mettere insieme due miti non se ne ottiene per certo un terzo". (Rattalino op. cit. pag. 271)


Cordiali saluti

PS

vecchiobambino wrote on 31. Jul 2018 at 08:22:
Credo sia il Graziosi: Giorgio Graziosi - L'interpretazione musicale - Einaudi 1952, 1966-67, 1974, citato anche da 10dita.

Confermo Smiley
  
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andreavezzoli
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Re: Gli Indiscussi messi in discussione
Reply #24 - 01. Aug 2018 at 13:02
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Interessante Smiley

Lessi anch'io "il soccombente" e mi parve strano che ci fosse stato l'incontro tra Gould e Horowitz.
Però dal tuo intervento 10dita estrapolerò un nuovo spunto di discussione partendo dalla frase da citata: "la musica per pianoforte non mi interessa..." scritta da Gould.
  
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