Hot Topic (More than 10 Replies) Capire gli accordi da suonare.. (Read 1031 times)
spillo
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Capire gli accordi da suonare..
09. Mar 2017 at 13:10
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Spesso si vedono pianisti (o anche chitarristi) che nel suonare brani di musica leggera (o da pianobar) riescono applicare gli accordi giusti senza alcun spartito... Nel mio caso, da principiante, se non ho una bozza di spartito con gli accordi scritti non riesco immediatamente identificarli..
Come ci si comporta, bisogna impararli a memoria oppure esiste un metodo per riconoscerli in tempo reale.. Grazie
  
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strimpella
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #1 - 09. Mar 2017 at 19:25
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I pianisti studiano anche armonia e quindi hanno un quadro immediato delle tonalità.

Per noi dilettanti occorre però conoscere alcune nozioni di armonia e utilizzare metodi pratici. Provo ad accennarne uno:

1) se conosci la melodia, sai quali alterazioni della scala sono presenti nel brano (numero di # o b presumibilmente in chiave)
2) se individui le alterazioni in chiave sai in quale tonalità stai suonando (se non lo sai basta consultare un manuale o il circolo delle quinte)
3) il dubbio può essere tonalità maggiore o minore, ma questo lo puoi sentire dal tipo di melodia (presenza della terza maggiore o minore); tieni presente che la tonalità minore dista una VI dalla corrispondente maggiore (per esempio: a Do maggiore corrisponde La minore... La è la VI di Do)
4) Una volta individuata la tonalità (per esempio Do maggiore) puoi essere quasi sicuro che nel pezzo dovrai utilizzare anche la relativa dominante (cioè la V che sarebbe Sol) quasi sempre comprensiva della sua VII
5) se esegui le varie toniche con le relative dominanti, già ad orecchio saprai quando utilizzarle
6) oltre alla dominante, quasi sicuramente incontrerai prima o poi la sottodominante (cioé la IV che nell'esempio è Fa maggiore)
7) Molto spesso il pezzo ha come accordo finale la tonica (in questo caso Do maggiore) che viene raggiunta in vari modi, il più usato è dalla dominante (cioè la V, Sol). Questa successione viene chiamata cadenza perfetta ma ne esistono altre che puoi vedere nei manuali di armonia o cercare su internet.

A questo punto però l'accompagnamento può essere noioso; si possono quindi utilizzare accordi "vicini", che hanno delle note in comune, se rispettano il carattere del pezzo, anche se tipicamente appartengono ad altre tonalità.

Poi, per evitare la monotonia, imparare a suonare lo stesso accordo nei suoi rivolti ed anche ad arpeggiarlo.

Poi puoi imparare a memoria i vari "giri" più che collaudati dalla prassi. Tipo quello del Do: Do, Lamin, Remin, Sol,Do
Questi sono costruiti con la tonica, poi la VI minore, la II minore, la V e di nuovo la tonica. Con questo schema li puoi costruire su tutte le tonalità.

E poi serve la pratica e un po' di orecchio...
Wink
  

sbagliando s'impara... forse...
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spillo
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #2 - 10. Mar 2017 at 10:06
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Grazie mille Smiley
  
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andreavezzoli
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #3 - 10. Mar 2017 at 11:57
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Consiglio prima di tutto di suonare molti brani con gli accordi scritti in modo da iniziare a memorizzare le varie combinazioni armoniche possibili, ci si renderà conto che nell'ambito della musica leggera esisto dei clichè armonici per esempio le varie anatolie:
se siamo in do maggiore possiamo avere i seguenti giri (trasportabili in tutte le tonalità) che tornano sempre al punto di partenza:

1)DO, LAm, REm, SOL7

2)DO, Lam,FA,SOL7

3) DO, FA, REm, SOL7

4) DO, MIm, FA, SOL7

5)DO, MIm, REm,SOL7

6)DO,SOL,FA,SOL etc...

ci sono poi altre varianti ma i giri base sono questi, non sempre nelle canzoni si utilizzano giri che si ripetono per tutto il brano, ma la logica è sempre quella di tornare all'accordo di partenza.
Un esercizio utile: ascoltando i brani cercar di capire quando cambia l'accordo...

E' questione di allenamento e pazienza, non esiste la ricetta per imparare in poco tempo (come invece vogliono far credere certi pseudo manuali...) l'arte dell'accompagnamento.

Ti consiglio anche di andare sul sito jazzitalia e leggerti le lezioni di armonia con molta calma, e senza pretendere di imparare subito (il concetto di armonia jazz è simile a quella delle canzoni pop, con la differenza che gli accordi utilizzati contengono la settima, la nona....).

  
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10dita
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #4 - 11. Mar 2017 at 12:56
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Gent. Mo,  concordo in parte con quanto detto sopra dagli illustri colleghi.

Cultura etc.  certo,  ma soprattutto: orecchio!
Razionalizzar troppo,  particolarmente nel contesto indicato,  non è la miglior via.

Consiglio leggere:
"L'orecchio musicale"  di Edgar Willems,  Vol.  1° e 2°

Cordiali saluti
  
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spillo
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #5 - 11. Mar 2017 at 19:03
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Ma il cd "orecchio" é  qualcosa che si sviluppa con  l'ascolto e la pratica oppure è un dono di natura? Roll Eyes
  
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strimpella
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #6 - 12. Mar 2017 at 17:25
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Credo poco al solo dono di natura... certo qualcuno può avere maggiore predisposizione di altri, ma ogni cosa si ottiene con l'esercizio, col duro studio (aihmè)...   Angry

Puoi provare ad esercitare l'orecchio con semplici esercizi, aiutandoti col piano (ben accordato ovviamente): suona le terze (maggiori e minori) poi le quinte... prova a cantarle anche senza il pianoforte e vedi se azzecchi i rapporti... (così via con quarte, seste, settime e poi quinte aumentate o diminuite... ma un po per volta, non tutte insieme)  Wink

altro metodo: prendi un motivo che conosci bene: nella mente hai già fissate le note, se non le sai individuale e poi canta i vari salti rispetto alla prima. Quando sentirai altri motivi ti verrà in mente se avranno gli stessi rapporti fra le note.

Per esempio, se prendi la vecchia canzone "Arrivederci Roma" e ne impari a memoria l'inizio, saprai che i rapporti tra le prime tre note sono:  I, III e V
iniziando proprio con Do, Mi, Sol....

e così via con i motivi che più ti piacciono, fissa a mente i rapporti delle note che già conosci bene. Questo ti aiuterà anche nelle trasposizioni di un motivo....

P.S. poi esiste sempre il solfeggio cantato, che può essere di notevole aiuto... ma non osiamo troppo!!!  Huh
  

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Michele Marvulli
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #7 - 12. Mar 2017 at 18:32
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Scusa, Strimpella, sei proprio sicuro che l'inizio di !Arrivederci Roma" sia un salto di terza? Per me, credo di ricordare bene, l'inizio di quel Refrain sarebbe un SOL-MI,
ovvero un salto di VI
  
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strimpella
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #8 - 13. Mar 2017 at 16:49
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Mamma mia che grigia!  Embarrassed  Cry
Essere bacchettato dal Maestro Marvulli è comunque per me un onore!  Huh

Questo dimostra che non esistono metodi infallibili per migliorare l'orecchio... Infatti avevo scritto il precedente post in montagna (dove non ho la mia biblioteca di spartiti da consultare) e sono andato a memoria (scarsa) canticchiando fra me e me il ritornello di "arrivederci Roma"... causa forse il mio rimbambimento senile probabilmente ho canticchiato proprio con un salto di III e poi V...

Mè misero, oggi sono tornato a Roma e ho visto la cortese bacchettata del Maestro... allora, imbarazzato e dubbioso sulla mia memoria, mi sono ricordato che avevo lo spartito di Rascel dell'epoca (1954 ed.Kramer)...
In effetti il salto dell'inizio del Ritornello è di VI (re - si in questa edizione, tonalità di Sol maggiore, dopo la strofa introduttiva che è invece in Sol minore)...

Ma che dire... ormai è fatta...  Sad
Perdonatemi, magari considerando che quanto avevo scritto in montagna l'avevo fatto con le migliori intenzioni di condividere un metodo pratico che può dare qualche buon risultato... (almeno se si ha memoria... forse...)  Embarrassed

Beh! Se non altro avete capito perchè mi chiamo Strimpella!  Wink  Smiley
  

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Michele Marvulli
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #9 - 13. Mar 2017 at 17:34
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Caro Strimpella, bacchettato da me? Suvvia, tutti possiamo avere dei dubbi. Tu parli di senilità; la mia è nota (quasi 88 ormai). Quella canzone mi ha tormentato per un'intera giovinezza...eppure (te lo confesso in tutta semplicità) prima di postare quella che tu chiami "la bacchettata", per sicurezza sono andato a riascoltarmi Rascel.... La vita mi ha insegnato che, specie in Musica, la sicurezza assoluta è pura utopia. Cordiali saluti, direbbe a questo punto l'ottimo 10dita!
  
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andreavezzoli
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #10 - 13. Mar 2017 at 18:51
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spillo wrote on 11. Mar 2017 at 19:03:
Ma il cd "orecchio" é  qualcosa che si sviluppa con  l'ascolto e la pratica oppure è un dono di natura? Roll Eyes


L'orecchio lo si sviluppa, parlo dell'orecchio relativo (cioè una volta che si ascolta il la diapason si riesce a partire da quel riferimento a riconoscere le note di una melodia), ci vogliono anni per svilupparlo fino in fondo.
Ma credo che nell'ambito della musica leggera non serva necessariamente un orecchio da "conservatorio" ma un orecchio che riesca a riconoscere prima di tutto i gradi degli accordi, è ovvio che se uno si allena con l'ear training poi gli diventa più facile anche usare l'orecchio nella musica leggera.
  
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #11 - 13. Mar 2017 at 20:51
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strimpella wrote on 12. Mar 2017 at 17:25:
Credo poco al solo dono di natura... certo qualcuno può avere maggiore predisposizione di altri, ma ogni cosa si ottiene con l'esercizio, col duro studio (aihmè)...   Angry


Gent.mo, il "dono" esiste! Credimi!
Ho conosciuto soggetti non acculturati musicalmente (senza contezza di: gradi, scale etc.) con una tale musicalità da far impallidire certi "musici".

Musicalità e sensibilità d'ordine superiore.

Tutto si può "allenar", ovvio.

Occorre una educazione ad hoc.
Come dice molto bene Edgar Willems (op. cit.) è:

"[...] indispensabile considerare <<l'orecchio>> o <<l'audizione>> musicale sotto un triplice aspetto: fisiologico, affettivo e mentale"

E giustamente Willems mette in guardia da un “eccesso di intellettualismo”:

"Lo sviluppo della sensibilità musicale-sensibilità sensoriale e affettiva- è sostituita, si crede con vantaggio, dallo studio di conoscenze musicali di carattere più sommario ed eminentemente pratico."


Cordiali saluti
  
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andreavezzoli
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #12 - 14. Mar 2017 at 10:14
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Sul concetto di "musicalità" e "sensibilità" musicale ho sempre avuto dei dubbi:
1) il soggetto che dimostra quella che viene chiamata musicalità forse potrebbe essere vissuto in un ambiente in cui l'ascolto della musica è sempre stato all'ordine del giorno, e quindi abbia all'allenato l'orecchio inconsciamente avendo avuto la possibilità di essere "bombardato" da stimoli uditivi.

2) Ho conosciuto persone che indubbiamente avevano una sensibilità musicale (anche in senso emozionale) fuori dal comune (innata??) che poi utilizzavano questa stessa sensibilità musicale per giustificare lacune dal punto di vista tecnico (lettura, tocco...), se solo avessero studiato anche un decimo di quello che studiano i "normodotati" forse avrebbero ottenuto risultati...

3) spesso persone dotate di "musicalità" rifiutano (ne ho avuto esperienza) l'aspetto analitico della musica adducendo argomentazioni del tipo: "con l'analisi si rovina l'aspetto emozionale della musica", oppure dicono che la musica non può essere ridotta a una semplice serie di dati "matematici".
Io penso invece che l'aspetto emozionale della musica nasca dal modo in cui il compositore riesca a combinare assieme questa serie di "numeri" trovando (a volte casualmente, a volte per abilità) quelle proporzioni che stimolano nel cervello certe sensazioni.

  
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Re: Capire gli accordi da suonare..
Reply #13 - 09. Apr 2017 at 23:57
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andreavezzoli wrote on 14. Mar 2017 at 10:14:
1) il soggetto che dimostra quella che viene chiamata musicalità forse potrebbe essere vissuto in un ambiente in cui l'ascolto della musica è sempre stato all'ordine del giorno, e quindi abbia all'allenato l'orecchio inconsciamente avendo avuto la possibilità di essere "bombardato" da stimoli uditivi.


Gent.mo Andrea, dubbio non v'è sulla importanza dello "ambiente".

Ho però le prove che due soggetti (ho avuto spesso fratelli come allievi) pur vivendo nello stesso ambiente ottengono spesso risultati assai differenti.

E pur con stesso "patrimonio genetico" Shocked

Ulla! Qui l'affare me se impiccia Huh

Certo è che:

"Avevo sentito raccomandare a mia madre di impedirmi di strimpellare il pianoforte secondo la mia fantasia, e di obbligarmi a eseguire le scale e altre musiche insopportabili. Penso che allora prese radice nel mio piccolo subcosciente la convinzione assoluta che il bambino non deve incominciare a suonare il piano prima di aver ricevuto un’educazione preliminare basata sullo sviluppo della sensibilità e delle facoltà uditive

(A. Berchtold, "Emile Jaques Dalcroze et son temps, Neuchàtel, 1965").



Cordiali saluti
  
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