Normal Topic Brani per la mano sinistra (Read 107 times)
Gabri_BT
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Brani per la mano sinistra
20. Apr 2017 at 10:27
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Buondì  Smiley

recentemente mi sono imbattuta in una conversazione sul  Preludio op. 9 n. 1  di Scriabin, scritto per la sola mano sinistra. Da subito mi sono chiesta quali fossero le motivazioni per le quali l'autore non volesse che si eseguisse con due mani. Motivi di fraseggio?

Indagando leggo che Scriabin si era gravemente danneggiato la mano destra ed in quel periodo scrisse questo preludio.

Scopro così che, in realtà, molti compositori hanno scritto opere per la sola mano sinistra, opere scritte appositamente per pianisti rimasti invalidi della mano destra (per es. Otakar Hollmann, Geza Zichy, Paul Wittgenstein).

Mi venne tal curiosità: esiste anche del repertorio pianistico per la mano sinistra la cui nascita non sia strettamente legata ad un caso di invalidità?  Huh
  
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andreavezzoli
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Re: Brani per la mano sinistra
Reply #1 - 20. Apr 2017 at 12:44
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Brahms trascrisse per la mano sinistra sola la ciaccona per violino solo di Bach dicendo a Clara Schumann: "«solo in un modo mi procuro un piacere minuscolo ma puro, quando suono con la mano sinistra. Le stesse difficoltà, la tecnica, l'arpeggiare, tutto l'insieme mi fa sentire un violinista»

https://youtu.be/j4xwTq9KPoU
  
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Gabri_BT
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Re: Brani per la mano sinistra
Reply #2 - 23. Apr 2017 at 09:09
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andreavezzoli wrote on 20. Apr 2017 at 12:44:
Brahms trascrisse per la mano sinistra sola la ciaccona per violino solo di Bach

https://youtu.be/j4xwTq9KPoU


Molto bello!
  
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Gabri_BT
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Re: Brani per la mano sinistra
Reply #3 - 23. Apr 2017 at 10:02
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Il pianista Paul Wittgenstein (1887-1961) commissionò una quarantina di opere per la mano sinistra ai migliori compositori dell’epoca (Wittgenstein perse l’uso della mano destra durante la prima guerra mondiale). Una delle opere più celebri scritte per lui: il "Concerto per pianoforte per la mano sinistra in Re maggiore" (1929-1930) di Ravel. Anche Benjamin Britten, Paul Hindemith, Prokofiev, Franz Schmidt composero per lui.  (Da Wikipedia)


Secondo voi, l'intenzione, in questo tipo di repertorio, è quella di dare l'illusione di due mani con una mano? Pensate sia possibile suonare con la sola mano sinistra esattamente come si può fare a due mani?


  
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10dita
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Re: Brani per la mano sinistra
Reply #4 - 24. Apr 2017 at 00:42
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Gent.ma, mi è gradito citar da un libro di Rattalino, “Il concerto per pianoforte e orchestra” (Ed. Ricordi), alcune interessanti informazioni per alimentar, spero, la discussione:

VIRTUOSISMO DALLE SETTE VITE. [pag. 119, 120, 121, 294, 295, 296]
[…] Negli anni 20 […] il virtuosismo era out ed aveva avuto solo una giustificazione…umanitaria.
Due pianisti, il cecoslovacco Otakar Hollmann e l’austriaco Paul Wittgenstein, avevano perduto in guerra il braccio destro. Hollmann chiese qualcosa per sola mano sinistra a Janáček, il quale gli scrisse il Capriccio (1926) per mano sinistra e pochi strumenti […].Wittgenstein, fratello del filosofo ed appartenente a famiglia di cospicui mezzi di fortuna, affrontò il problema con spirito e con metodo imprenditoriali.

Uscito dalla scuola di Leschetizki […]virtuoso di istinto e di formazione mentale, ambizioso e tenace, Wittgenstein cominciò col trascriversi per mano sinistra  e orch. il Concerto n. 4 di Rubinstein…che però stava uscendo dal repertorio e che non era salvabile. Wittgenstein pensò quindi di offrire ad importanti compositori contemporanei una somma allettante in cambio di pezzi per mano sinistra e orch., con la esclusiva di esecuzioni per un certo numero di anni.

Richard Strauss […] per Wittgenstein scrisse due pezzi da concerto: il Parergon zur Symphonia Domestica (1924-25) e il Panathenäenzug (1926-27). […] Nel Parergon Strass pensava al pianoforte un po’ come ad uno strumento a cui mancasse il registro basso: teneva la mano sinistra prevalentemente nella zona che di solito è coperta dalla destra e scriveva un pezzo che sembrava pensato per un violino che avesse i suoni di cristallo del pianoforte. […] Nel Panathenäenzug. Studi sinfonici in forma di Passacaglia, Strauss trovava una scrittura miracolosa, di perfetto equilibrio classicistico, ma affidata ad una sola mano. Chiunque non veda l’esecutore pensa ad una parte concertante di pianoforte, pungente e trasparente, suonata da un allievo; […] Wittgenstein […] in cuor suo teneva per altre cose, più direttamente legate alla tradizione romantica: il Concerto [di] Josef Labor, il suo preferito, i concerti di Bortkiewicz e di Korngold, il Concerto e le Variazioni su un tema di Beethoven di Franz Schmidt. Ma siccome non era tanto sciocco da non capire dove andasse il mondo, Wittgenstein si rivolse a Ravel e a Prokofiev.

L’esito dell’ordinazione non fu, per Wittgenstein, brillante. Il Concerto n. 4 op. 53 di Prokofiev fu scritto nel 1931: Wittgenstein non lo mise addirittura mai in repertorio […] Il Concerto in re di Ravel fu scritto anch’esso nel 1931: Wittgenstein lo eseguì [in prima esecuzione all’inizio del 1932] a Vienna, ma dopo averne riscritti alcuni passi […].
Marguerite Long […] ha raccontato di un incontro a Vienna tra Ravel e  Wittgenstein, durante il quale Wittgenstein avrebbe borbottato <<Sono un vecchio pianista e quella cosa là [il Concerto] non suona>> e Ravel avrebbe seccamente replicato <<Sono un vecchio orchestratore e quella cosa là suona>>.

[…] In un incontro a due che ebbe luogo in Francia Ravel fece ascoltare la parte pianistica del Concerto (suonadola a due mani) al buon Wittgenstein, il quale-per colpa della musica e dell’esecutore?- ci capì molto poco. Ed era appena all’inizio…
[…]Wittgenstein incise il Concerto solo nel dopoguerra: non sappiamo come lo eseguisse prima, ma l’incisione documenta parecchie e non marginali modifiche ch’egli introdusse nella parte pianistica dell’opera.
[…] Paul Wittgenstein- e qui si deve dimenticare la tragedia della sua esistenza […]- culturalmente era un vecchio trombone, formatosi con Leschetizki nella tradizione slava del virtuosismo trascendentale e che si presentava come aedo di un mondo scomparso…, da far rivivere con una mano sola.
”.

Mi par che la risposta a codesta Tua domanda:

Gabri_BT wrote on 23. Apr 2017 at 10:02:
Secondo voi, l'intenzione, in questo tipo di repertorio, è quella di dare l'illusione di due mani con una mano? Pensate sia possibile suonare con la sola mano sinistra esattamente come si può fare a due mani?

sia contenuta nella lunga (perdona Embarrassed) citazione Smiley

Certo: tra CHI esegue e CHI scrive...non sempre c'è "comprensione"!


Cordiali saluti 
  
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andreavezzoli
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Re: Brani per la mano sinistra
Reply #5 - 24. Apr 2017 at 10:08
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Gabri_BT wrote on 23. Apr 2017 at 10:02:
Il pianista Paul Wittgenstein (1887-1961) commissionò una quarantina di opere per la mano sinistra ai migliori compositori dell’epoca (Wittgenstein perse l’uso della mano destra durante la prima guerra mondiale). Una delle opere più celebri scritte per lui: il "Concerto per pianoforte per la mano sinistra in Re maggiore" (1929-1930) di Ravel. Anche Benjamin Britten, Paul Hindemith, Prokofiev, Franz Schmidt composero per lui.  (Da Wikipedia)


Secondo voi, l'intenzione, in questo tipo di repertorio, è quella di dare l'illusione di due mani con una mano? Pensate sia possibile suonare con la sola mano sinistra esattamente come si può fare a due mani?




Credo che il problema non sia suonare esattamente come se ci fossero due mani, ma dare l'impressione all'ascoltatore di questo... cioè fare in modo che ci siano (parlo soprattutto dei pezzi per pianoforte solo per la mano sinistra: il preludio e notturno di Scriabin per esempio) tutti gli elementi (melodia, accompagnamento e basso armonico) che rendano il brano completo.
Il punto di partenza, secondo me, è la scrittura ad una voce (che implica più parti) di Bach,dove una sola linea suggerisce 2 o più parti armoniche.
Questo avviene non solo nei pezzi per violino solo e violoncello solo, ma anche nella scrittura tastieristica:
il soggetto della fuga in mi minore dal libro primo del CBT , ne è un esempio, oppure il soggetto della fuga dalla fantasia e fuga in la minore per organo.
Ricordiamoci che ciò che percepisce l'ascoltatore è talvolta diverso da quello che c'è scritto sullo spartito.
  
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