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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Giovanni Allevi, tutti contro. (Read 23072 times)
sydanga
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G. Allevi è un'avventura
dell'anima. (Loryjoy)

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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #120 - 13. Dec 2017 at 17:05
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radicchio wrote on 13. Dec 2017 at 11:37:
Orfeo, mi sei troppo simpatico!
Si, il semplice atto di comporre un concerto per pianoforte e orchestra, pone Giovanni Allevi al di fuori della schiera degli incompetenti, dei sopravvalutati, dei nani, dei fenomeni mediatici ecc.
Io trovo il suo concerto una meraviglia, e ripetendo le parole del pianista che lo ha eseguito in prima assoluta negli USA, non ha nulla da temere al confronto con quelli della grande tradizione.

Concordo Radicchio, solo una precisazione, Allevi non ha visto la prima mondiale del suo Concerto negli Usa. Non è potuto andare a causa del problema alla retina che ha avuto in Giappone. Ha assistito alla prima europea a Milano il 15 Novembre. Era seduto per terra a fianco a me... E' stato un concerto strepitoso, sembrava di ascoltare il disco dal vivo!!! Cheesy
  
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Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #121 - 13. Dec 2017 at 17:24
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Zabrina
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #122 - 13. Dec 2017 at 20:15
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Orfeo wrote on 01. Dec 2017 at 17:04:
Mi permetto di spiegarti che un concerto per pianoforte e orchestra (o per tromba e orchestra o una sinfonia, o una sonata per pianoforte, ecc.) lo può scrivere chiunque, almeno chi ha un'infarinatura musicale e un minimo di studi alle spalle.


Orfeo wrote on 13. Dec 2017 at 11:25:
In definitiva a comporre musica (sinfonica, cameristica, ecc.) non ci vuole uno scienziato: basta una preparazione musicale di base e poco più.


Premetto che non prendo posizione sulla diatriba "pro o contro Allevi", perché l'argomento non mi interessa più di tanto.

Mi permetto però di nutrire qualche dubbio in merito alle affermazioni qui sopra  Huh 
Affermare che è sufficiente "una preparazione musicale di base" o addirittura una semplice "infarinatura musicale" per scrivere un concerto per orchestra mi sembra esageratamente riduttivo Shocked  Direi piuttosto che ci vogliono parecchie conoscenze e parecchi studi...  anche per ottenere risultati mediocri (figuriamoci  Tongue ).

'nsomma, va bene difendere le proprie posizioni, ma che siano argomentazioni valide. Mi sembra che qui se ne "sparino grosse" sia da un lato che dall'altro  Grin 
Come direbbe qualcuno di nostra conoscenza: "gli estremi si toccano"  Roll Eyes
  
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Davide.
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #123 - 14. Dec 2017 at 01:59
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Attenzione.

Per quanto riguarda la musica classica e il "giro dei teatri", quando si va in USA è perché qui in Europa (Germania, Austria, Olanda, il gotha insomma...) non ti vogliono né sentire né vedere e saresti ritenuto fuori posto.

Ricorrendo ovviamente a pianisti di terzultimo ordine per l'esecuzione.

E' l'esatto contrario della musica rock, dove il "tour americano" rappresenta da sempre "l'America" e il top.

Allevi ricorre all'America perché al Musikwerein lo userebbero per il concerto di Carnevale. (forse)

Radicchio è nel pieno di un'adorazione adolescenziale, come quando ci si innamora di un gruppo rock (o di una compagna di scuola) e non si vuole sentire altro.

E' comprensibile e va capito... "L'amore ha ragioni che la ragione non conosce"
  
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Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #124 - 14. Dec 2017 at 09:49
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Risentiamo le parole di Beethoven su Allevi... La musica di Allevi come una flatulenza rumorosa...

https://youtu.be/ruWN-IkI3YA
  
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andreavezzoli
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #125 - 14. Dec 2017 at 10:58
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Vi lamentate di Allevi, però poi quando vi sono TOPIC in cui si parla d'altro non partecipate con così tanto impegno... ( e di TOPIC "interessanti"  ne abbiamo a bizzeffe ma forse preferite la polemica agli argomenti costruttivi? parlare di mi piace/ non mi piace sono capaci tutti, ma a parlare di musica attraverso argomentazioni oggettive non è poi così facile...) state ripetendo gli stessi concetti in mille modi diversi...
Vi invito a visitare anche gli altri TOPIC, vi invito ad argomentare le vostre idee attraverso elementi OGGETTIVI, in musica gli elementi oggettivi riguardano: l'armonia, la forma, il ritmo, la melodia... il timbro, l'orchestrazione, la scrittura strumentale...
mentre invece gli elementi SOGGETTIVI: "a me piace" , "a me non piace però..."   compresi gli aggettivi alcuni anche abbastanza volgari...  non portano da nessuna parte se non a ripetere la stessa cosa in mille salse.

Proposta: analizziamo insieme una per una le variazioni Diabelli di Beethoven (una variazione o due a settimana potrebbero bastare)
  
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radicchio
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #126 - 14. Dec 2017 at 12:29
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Ha totalmente ragione il M°Vezzoli, che saluto.
In realtà, in tutti i miei interventi ho evitato accuratamente di esprimere giudizi musicali, essendomi soffermato soltanto sull'autentico ostracismo, operato contro Giovanni Allevi, dai massimi esponenti del nostro mondo musicale e culturale.
La discussione appassiona, perché suo malgrado, attorno ad Allevi si snodano molti concetti a noi cari:
il futuro della musica classica,
il ritorno della figura del compositore di opere centrate sulle forme della tradizione,
il difficile rapporto tra la musica colta e i nuovi media, tra musica colta e società contemporanea.

Su tutto questo avrei anche un mio personale parere, ma preferisco non esprimerlo, per non incappare nella scontata, prevedibile e noiosa reazione di qualche odiatore.

Presto vi proporrò le ultime due dichiarazioni di importanti personaggi, fatte contro Giovanni Allevi.
  
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Davide.
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #127 - 14. Dec 2017 at 15:10
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Chiunque abbia intrapreso studi importanti in ambito neurocognitivo SA che nulla vi è di OGGETTIVO nella realtà umana.


L'oggettività non ha mai decretato la grandezza di alcun artista.

Confesso che tutto quello che leggo da parte degli "esperti del settore", lo trovo ("oggettivamente") pericolosamente aberrante.


Mi preoccupano più le posizioni degli accademici che non quelle del pubblico di Allevi.


Vi invito a dedicarvi a qualche "esercizio spirituale", prima di occuparvi di musica.


  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #128 - 14. Dec 2017 at 15:14
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Post Scriptum


L'argomento "Allevi" suscita tanto clamore poiché induce coloro i quali conoscono il valore della musica, ad agire in difesa di essa.


Stiamo semplicemente agendo in difesa della Musica e dei suoi valori fondamentali.


Allevi ha ragione: la mentalità accademica ha perso il senso della realtà e dell'arte, se mai l'abbia avuto.

  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #129 - 14. Dec 2017 at 16:28
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #130 - 14. Dec 2017 at 16:29
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radicchio
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #131 - 14. Dec 2017 at 18:13
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Davide. wrote on 14. Dec 2017 at 15:14:
Post Scriptum

L'argomento "Allevi" suscita tanto clamore poiché induce coloro i quali conoscono il valore della musica, ad agire in difesa di essa.

Stiamo semplicemente agendo in difesa della Musica e dei suoi valori fondamentali.

Allevi ha ragione: la mentalità accademica ha perso il senso della realtà e dell'arte, se mai l'abbia avuto.



La posizione degli "accademici" mi sembra fin troppo chiara, come è indicato dal titolo del topic.
Ma è proprio questo accanimento che non mi convince.
Anche quando dici "dobbiamo difendere la Musica".
Lo pensi sul serio? Pensi che la Musica debba essere difesa dalla "minaccia" di Giovanni Allevi? Addirittura?
Te la metto in un altro modo: pensi davvero che Allevi possa in qualche modo intaccare Beethoven, o Muti, o Accardo o chi per loro?
Questo manicheismo estremo è del tutto fuori luogo, anche perché, come Allevi stesso ha dichiarato:
"non posso andare contro l'Accademia, perché io ne sono un prodotto. Sono io l'Accademia!"
  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #132 - 14. Dec 2017 at 18:24
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Nella seguente intervista considerazioni più che condivisibili di Riccardo Muti su Allevi e Bocelli, che vengono definiti giustamente come individui che fanno pop e canzonette (non in senso spregiativo, si badi bene). Muti dice solo che Allevi e Bocelli fanno un altro mestiere rispetto ai "Grandi" della musica o come diavolo volete chiamarli.

http://www.corriere.it/cronache/15_dicembre_24/riccardo-muti-patriota-una-rivali...
  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #133 - 14. Dec 2017 at 18:53
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Orfeo wrote on 14. Dec 2017 at 18:24:
Nella seguente intervista considerazioni più che condivisibili di Riccardo Muti su Allevi e Bocelli, che vengono definiti giustamente come individui che fanno pop e canzonette (non in senso spregiativo, si badi bene). Muti dice solo che Allevi e Bocelli fanno un altro mestiere rispetto ai "Grandi" della musica o come diavolo volete chiamarli.

http://www.corriere.it/cronache/15_dicembre_24/riccardo-muti-patriota-una-rivali...

Si si, tutti conoscono quell'intervista, ed io stesso ho citato sopra la dichiarazione di Muti.
Non riesco a capire di cosa abbia paura Muti…o forse si.
Tenta di denigrare due artisti, che a loro volta sono in qualche modo simili.
Entrambi hanno portato la "musica alta" alle masse: Bocelli nell'ambito della Lirica, Allevi nella composizione, soprattutto sinfonica.
In altre parole Bocelli e Allevi non si sono rivolti agli "accademici" ma direttamente alla gente, come per altro fece Beethoven nel periodo "eroico" della sua vita.
E la gente li ha incoronati di alloro.
Anche Muti vorrebbe, in cuor suo, assumere il ruolo di simbolo per le masse della musica colta. Ecco spiegato il suo risentimento. E' un potere che è venuto meno.
Sinceramente non trovo altra spiegazione, perché se un artista non ti piace, non ti interessa, non lo reputi tale, lo ignori, non cerchi di denigrarlo agli occhi della gente.
  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #134 - 14. Dec 2017 at 18:56
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radicchio wrote on 14. Dec 2017 at 18:53:
Si si, tutti conoscono quell'intervista, ed io stesso ho citato sopra la dichiarazione di Muti.
Non riesco a capire di cosa abbia paura Muti…o forse si.
Tenta di denigrare due artisti, che a loro volta sono in qualche modo simili.
Entrambi hanno portato la "musica alta" alle masse: Bocelli nell'ambito della Lirica, Allevi nella composizione, soprattutto sinfonica.
In altre parole Bocelli e Allevi non si sono rivolti agli "accademici" ma direttamente alla gente, come per altro fece Beethoven nel periodo "eroico" della sua vita.
E la gente li ha incoronati di alloro.
Anche Muti vorrebbe, in cuor suo, assumere il ruolo di simbolo per le masse della musica colta. Ecco spiegato il suo risentimento. E' un potere che è venuto meno.
Sinceramente non trovo altra spiegazione, perché se un artista non ti piace, non ti interessa, non lo reputi tale, lo ignori, non cerchi di denigrarlo agli occhi della gente.


Non ti piacciono le critiche dei c.d. "accademici" (che poi, alla fin fine, sono quelli che capiscono di musica un po' più degli altri). Prendiamo allora una delle tante critiche di "non accademici". Vediamo un po' cosa dicono i "non accademici" di Allevi:

http://www.rockol.it/recensioni-musicali/album/400/giovanni-allevi-13-dita?refre...
  
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radicchio
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #135 - 14. Dec 2017 at 19:15
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Una recensione negativa è sacrosanta. Se è argomentata, non è problematica. Se vuoi sul web te ne trovo a dozzine.
Ma qui stiamo parlando del Gotha che si è schierato.
E' molto interessante questo fatto.

Come altra possibile interpretazione c'è che Allevi ne risulti un grandissimo, più di tutti quelli lì messi insieme.

  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #136 - 15. Dec 2017 at 01:12
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radicchio wrote on 14. Dec 2017 at 18:13:
La posizione degli "accademici" mi sembra fin troppo chiara, come è indicato dal titolo del topic.
Ma è proprio questo accanimento che non mi convince.
Anche quando dici "dobbiamo difendere la Musica".
Lo pensi sul serio? Pensi che la Musica debba essere difesa dalla "minaccia" di Giovanni Allevi? Addirittura?
Te la metto in un altro modo: pensi davvero che Allevi possa in qualche modo intaccare Beethoven, o Muti, o Accardo o chi per loro?
Questo manicheismo estremo è del tutto fuori luogo, anche perché, come Allevi stesso ha dichiarato:
"non posso andare contro l'Accademia, perché io ne sono un prodotto. Sono io l'Accademia!"



Allevi, Muti, insieme a buona parte dei più grandi interpreti della seconda metà del Novecento, hanno prodotto incalcolabili danni alla musica di repertorio.


La musica (de facto) deve essere "rimessa in vita" ogni volta... l'abilità personale riveste un ruolo d'enorme e determinante importanza.


Non basta suonare le note in partitura, non basta suonarle bene, non basta arrivare in fondo al concerto e non bastano gli applausi o le vendite.


Le paginate d'interventi che leggo dimostrano la caparbia predominanza di quel gruppo di "esperti e professionisti del settore" che devono ancora rendersi conto che la partitura sta alla musica come il testo teatrale sta all'opera recitata sul palcoscenico.


Allevi (e chi come lui) invece sta ancora perdendo il suo tempo facendo le pulci ai grandi compositori, senza rendersi conto che nessun collega attore ha mai avuto lo stimolo o il bisogno di criticare Shakespeare e che la sua preoccupazione va integralmente al SAPERLO RECITARE!


Le critiche e le chiose analitiche ai compositori classici sono discorsi da bar di campagna. Un pò di umiltà!


Sono sempre più spiacevolmente meravigliato del grado d'ignoranza del personale musicale.

Sarà per questo che il settore è così tanto in crisi?


"Dopo di me, chi farà ancora musica?"  Sergiu Celibidache
  
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Reply #137 - 15. Dec 2017 at 12:32
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Scrivo rivolto a tutti. Parlare di Allevi è necessario, perché bisogna smetterla di fingere o far finta di niente: la cultura pop o mainstream (che, per definizione, ha pochi e discutibili strumenti di giudizio) in cui siamo immersi ci dipinge Allevi e altri fenomeni da baraccone (in ambito musicale, letterario, pittorico, ecc.) come il nuovo che avanza, come cose interessanti ecc. ecc.

In verità, chi ha un minimo di cultura e consapevolezza sa che la cultura c.d. pop o mainstream tende volutamente a semplificare, a distorcere la realtà, spesso e volentieri per ragioni unicamente di marketing e commerciali. Nulla di male a fare soldi e pensare esclusivamente (o quasi) al guadagno, però basta essere consapevoli che dove c'è tale ricerca ossessiva del soldo, del successo, la qualità artistica è inevitabilmente povera. Anzi, l' "artista" pop (o mainstream) perde necessariamente lo status d'artista non per questione solo nominale, bensì per l'essenza della sua opera, del suo prodotto, inevitabilmente povero, caratterizzato da un linguaggio semplificato per ottenere il massimo risultato possibile in termini di vendite e di guadagni. Non pensando molto all'arte vera e propria.

Il caso Allevi (ma al posto suo si potrebbero fare miriadi di nomi) è esemplificativo di una decadenza totale della cultura contemporanea: musicisti, scrittori, pittori, attori di mediocre fattura vengono tramutati in delle "star", ospitati in trasmissioni televisive, tramutati in veri e propri "marchi pubblicitari". E' evidente che in tale situazione - piuttosto triste e drammatica - l'arte ne esca con le ossa rotte...

La battaglia culturale che andrebbe compiuta è quella che passa, inevitabilmente, attraverso lo studio delle varie tecniche (musicali, letterarie, pittoriche, ecc.) e lo studio della storia (della musica, della letteratura, della pittura, ecc.). Ciò peraltro non è ancora sufficiente, dato che bisogna acquisire anche una propria individualità e consapevolezza che non ci faccia fagocitare dai modelli impoveriti della cultura contemporanea e/o pop e/o mainstream. Solo in questo modo sapremo valutare e "criticare" in modo costruttivo e serio. E potremo salvare la cultura e l'arte - quelle vere - dalla mediocrità impersonificata da modelli di discutibile valore e di mediocre talento (come Allevi, Bocelli e tanti altri).


  
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Reply #138 - 15. Dec 2017 at 12:47
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Ciao a tutti, per quel poco che ne so non credo Allevi faccia male alla musica classica, anzi. Il cuore del suo pubblico chiaramente non è fatto dai frequentatori delle sale da concerto e dei grandi autori della tradizione classica. Probabilmente i commenti di Allevi su Beethoven sono pure finalizzati a recuperare un pubblico che ha pregiudizi verso la musica classica, e vanno letti in questo senso. E se qualcuno dopo aver applaudito Allevi sarà invogliato a entrare in una sala da concerto e accostarsi - o riaccostarsi - alla Grande Musica, speriamo si trovi davanti un gigante dell'interpretazione dal carisma di un Sokolov che sappia inchiodarlo all sedia, e non un professore o professorino che ne spenga per sempre il lumicino...
  
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Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #139 - 15. Dec 2017 at 13:01
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MZ wrote on 15. Dec 2017 at 12:47:
Ciao a tutti, per quel poco che ne so non credo Allevi faccia male alla musica classica, anzi. Il cuore del suo pubblico chiaramente non è fatto dai frequentatori delle sale da concerto e dei grandi autori della tradizione classica. Probabilmente i commenti di Allevi su Beethoven sono pure finalizzati a recuperare un pubblico che ha pregiudizi verso la musica classica, e vanno letti in questo senso. E se qualcuno dopo aver applaudito Allevi sarà invogliato a entrare in una sala da concerto e accostarsi - o riaccostarsi - alla Grande Musica, speriamo si trovi davanti un gigante dell'interpretazione dal carisma di un Sokolov che sappia inchiodarlo all sedia, e non un professore o professorino che ne spenga per sempre il lumicino...


Mi permetto di dire che la tua spiegazione è lievemente semplicistica e un po' troppo ottimistica. Faccio il solito parallelo con la letteratura, dato che mi pare un esempio piuttosto efficace: Fabio Volo (che in un certo senso rappresenta in letteratura quello che rappresenta ) scrive maluccio, con poco idee e pure confuse. Ecco, non penso proprio che la lettura di Fabio Volo aiuti le persone a leggere poi Balzac, Flaubert, Zola, Tolstoj, Checov, Kafka, Mann, Saul Bellow, Philip Roth e altri autori grandiosi. E' più facile se mai il contrario: che la gente che legge Volo non prenderà mai in mano uno dei libri degli autori suddetti.

Stessa cosa per Allevi (e altri musicisti come lui che scrivono musiche "easy listening" o "new age"): il suo linguaggio musicale povero, privo di idee, privo di complessità e di profondità, disabitua l'orecchio delle persone alla ricchezza, alla complessità e alla bellezza pura della musica c.d. colta (o come preferite chiamarla).

Purtroppo la cifra distintiva di questi nostri tempi moderni è la semplificazione (in musica e in tutti i campi), con la conseguenza che l'ignoranza e la scarsa consapevolezza di quello che ci circonda aumentano. Ahimè!
  
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