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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Giovanni Allevi, tutti contro. (Read 3328 times)
Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #60 - 27. Nov 2017 at 11:51
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pianozero
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #61 - 27. Nov 2017 at 12:48
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Orfeo wrote on 27. Nov 2017 at 11:51:



Oddio... fantastico, mi ha fatto morire dal ridere.  Grin

MI sembra molto azzeccato e lucido  il commento di Bollani che tra l'altro ha sempre quella'aria serena simpaticissima:

https://www.youtube.com/watch?v=5h3xKl0A4O0
  
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pianozero
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #62 - 27. Nov 2017 at 13:01
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andreavezzoli wrote on 27. Nov 2017 at 10:59:
Ascoltiamoci Bach, ascoltiamoci Bartok... e lasciamo a chi vuole ascoltare Allevi di ascoltare Allevi...
ma non ragioniamo mai per preconcetti, o per partito preso.


va bene
però in questo modo finiamo per sdoganare veramente tutto.

Il fatto che molti lo invidino credo che sia vero. Ma questo non significa automaticamente che lo si debba ammirare come artista. Io almeno come fruitore (che come pianista  conto meno di niente) non faccio il ragionamento per invidia

A me in fondo non dà nessun fastidio reale (diciamo solo "acustico" quando ad esempio guardo la TV e mi viene fuori lo spottino della fiat con la musichetta del Grande Compositore o quando sento l'orrendo inno dell serie A TIM o qualcosa del genere). Penso che dovrebbe darne a chi fa musica con impegno e dedizione. Tu però sembri dimostrare il contrario.

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radicchio
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #63 - 01. Dec 2017 at 13:27
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Non ci siamo capiti, o almeno sembra si faccia finta di non comprendere il vero senso di questo post.
Vi faccio un esempio.
Muti dichiara "Allevi scrive canzonette".
Ma in realtà Allevi ha composto un concerto per pianoforte e orchestra, che almeno a quanto dicono, è ai livelli del Terzo di Rachmaninov, anche come difficoltà.
Quindi mi chiedo che senso ha il giudizio di Muti? Cosa lo spinge veramente a negare l'evidenza? Di cosa ha paura?
  
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Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #64 - 01. Dec 2017 at 16:04
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radicchio wrote on 01. Dec 2017 at 13:27:
Allevi ha composto un concerto per pianoforte e orchestra, che almeno a quanto dicono, è ai livelli del Terzo di Rachmaninov, anche come difficoltà.


Spero che la tua frase costituisca uno scherzo di cattivo gusto... Non meriteresti neppure risposta, però non si può stare zitti di fronte a tale cialtronerie. Hai mai ascoltato il terzo concerto di Rachmaninov, o anche uno degli altri tre o la Rapsodia su un tema di Paganini? Da quello che scrivi penso proprio di no. Io, per scrivere queste mie quattro righe, mi sono sorbito buona parte del concerto di Allevi: desolazione assoluta, un'imbarazzante ed elementare accozzaglia di note. Di complessità tecniche non ne ho percepite neanche mezza. Oltretutto ti segnalo che, per scrivere qualsivoglia composizione, non è necessario (e non è tanto meno un merito inserire "difficoltà tecniche"). Il concerto di Allevi è semplicemente brutto, orribile. Scritto male. Se ti piace ascoltarlo nessun problema, ognuno ha i propri gusti. L'importante è non spararle grosse, molto grosse, come hai fatto.

P.S. ho notato che hai sottolineato con orgoglio il fatto che Allevi abbia composto un concerto per pianoforte e orchestra, come se la semplice azione del comporre sia un merito. A prescindere dal risultato. Mi permetto di spiegarti che un concerto per pianoforte e orchestra (o per tromba e orchestra o una sinfonia, o una sonata per pianoforte, ecc.) lo può scrivere chiunque, almeno chi ha un'infarinatura musicale e un minimo di studi alle spalle. Il problema non è comporre (o la quantità di composizioni), ma la qualità delle composizioni. Qualità che, nel caso di Allevi, latita.
  
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Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #65 - 01. Dec 2017 at 16:08
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Che spasso questo video...

https://youtu.be/5JvRT5nXNx0
  
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Orfeo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #66 - 01. Dec 2017 at 16:15
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Giovanni Allevi, come ormai sappiamo quasi tutti, al solito nel suo modo poco lucido quando ha a che fare con la materia musicale, ha detto che la musica di Beethoven sarebbe caratterizzata da poco ritmo. Che è un po' come dire che Bob Marley era bianco o che i Beatles erano un gruppo vocale e strumentale specializzato nel repertorio medioevale e rinascimentale.

Ma cosa direbbe il buon Beethoven se avesse la possibilità di ascoltare e suonare la musica di Allevi? Ecco a voi la risposta:

https://youtu.be/ruWN-IkI3YA
  
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pirolo
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #67 - 01. Dec 2017 at 17:49
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In compenso ci sono persone che non conoscono assolutamente il significato della parola ritmo.

Terminata nel 1812, cinque anni dopo la Sesta, la Settima venne eseguita sotto la direzione del compositore all'Universitätssaal di Vienna durante un concerto benefico a vantaggio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia napoleonica di Hanau. Il concerto fu accolto in modo entusiastico dal pubblico e l'esecuzione fu giudicata eccellente, anche in virtù del fatto che vi avevano collaborato i maggiori strumentisti residenti a Vienna nel periodo.

Richard Wagner, colpito dall'elemento ritmico che, incessante, pervade l'intera partitura, cosi la definì: «Questa sinfonia è l'apoteosi della danza. È la dama nella sua massima essenza, l'azione del corpo tradotta in suoni per così dire ideali».

Che la danza ed il ritmo penetrino in ogni settore della composizione è del tutto vero; il ritmo ne diviene categoria generatrice: dà forma ad incisi ed idee, innerva e vivifica la melodia, trasforma plasticamente i temi. Ma anche accelera i cambi armonici, concentra o disperde i motivi tra le varie fasce timbriche, sostiene e sospinge vigorosamente le dinamiche in espansione.....
http://www.flaminioonline.it/Guide/Beethoven/Beethoven-Sinfonia7.html

  
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Davide.
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #68 - 01. Dec 2017 at 19:06
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Se posso suggerire una lettura neuropsicologica del problema, credo che Allevi abbia scelto come bersaglio delle sue critiche Beethoven, non per gli aspetti compositivi della sua musica, ma per il suono del cognome del compositore.


In Italia "BEETHOVEN" è inconsciamente sinonimo non di grazia e di bellezza, ma di pesantezza, di pedanti professori di liceo, di notti insonni a tradurre versioni di latino, di grattacapi insopportabili. Nella lingua italiana "BEETHOVEN" crea purtroppo questi effetti collaterali nell'interlocutore impreparato e occorre convincersene.


Di Beethoven, concretamente, le persone oltre al "TA TA TA TAAAA" della quinta, non conosce pressoché nulla.


Cosa ci può essere di più facile che attaccare un compositore il cui nome ispira inconsciamente NOIA e MANCANZA DI RITMO e di cui il pubblico sa poco e niente...?


Più facile di così... Allevi sta sparando sulla Croce Rossa sapendo di farlo.



"A BEETHOVEN E SINATRA PREFERISCO L'INSALATA" recitava un altro personaggio che scelse sempre Beethoven per il significato inconscio del cognome. Infinite schiere di persone avranno rifiutato, evitato e guardato con sospetto la musica (sublime ed eterna) di Beethoven solo perché Franco Battiato ne ha utilizzato il nome.


E' così che funziona.


Nei paesi mitteleuropei "Beethoven" non è niente di speciale, ma qui da noi significa: "tutto il contrario di quello che vuoi dalla vita"...



Allevi, da abile manipolatore sociopatico assetato di notorietà e denaro quale è, ha strumentalizzato Beethoven, non per reali convinzioni compositive, ma perché sa benissimo che "BEETHOVEN" qui da noi significa "NOIA E PESANTEZZA" e visto che nessuno vuole annoiarsi, ma altresì divertirsi ed essere leggero e libero, proprio come la musica di Allevi, BEETHOVEN diviene il termine di paragone negativo della situazione.


Se proprio voleva criticare un compositore per poca "tensione ritmica", poteva prendere in causa qualsiasi compositore antico, poteva anche dire "MONTEVERDI", ma vedete bene che non si produce lo stesso effetto.


"MONTEVERDI"... basta sentire la parola, che viene già il buonumore... "MONTEVERDI"... "VIVALDI"... "TORELLI"...


Sono boccate d'aria pura, fresca acqua di fonte.



Ma "BEETHOVEN"... Solo la parola, fà aumentare la forza di gravità del pianeta.





  
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #69 - 02. Dec 2017 at 08:25
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Secondo me sono sprecate queste pagine di commenti su Allevi,per lui è sempre e comunque pubblicità.Come si dice,non importa come, purché se ne parli Angry
  
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pianozero
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #70 - 02. Dec 2017 at 09:58
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Davide. wrote on 01. Dec 2017 at 19:06:
Se posso suggerire una lettura neuropsicologica del problema, credo che Allevi abbia scelto come bersaglio delle sue critiche Beethoven, non per gli aspetti compositivi della sua musica, ma per il suono del cognome del compositore.


In Italia "BEETHOVEN" è inconsciamente sinonimo non di grazia e di bellezza, ma di pesantezza, di pedanti professori di liceo, di notti insonni a tradurre versioni di latino, di grattacapi insopportabili. Nella lingua italiana "BEETHOVEN" crea purtroppo questi effetti collaterali nell'interlocutore impreparato e occorre convincersene.


Di Beethoven, concretamente, le persone oltre al "TA TA TA TAAAA" della quinta, non conosce pressoché nulla.


Cosa ci può essere di più facile che attaccare un compositore il cui nome ispira inconsciamente NOIA e MANCANZA DI RITMO e di cui il pubblico sa poco e niente...?


Più facile di così... Allevi sta sparando sulla Croce Rossa sapendo di farlo.



"A BEETHOVEN E SINATRA PREFERISCO L'INSALATA" recitava un altro personaggio che scelse sempre Beethoven per il significato inconscio del cognome. Infinite schiere di persone avranno rifiutato, evitato e guardato con sospetto la musica (sublime ed eterna) di Beethoven solo perché Franco Battiato ne ha utilizzato il nome.


E' così che funziona.


Nei paesi mitteleuropei "Beethoven" non è niente di speciale, ma qui da noi significa: "tutto il contrario di quello che vuoi dalla vita"...



Allevi, da abile manipolatore sociopatico assetato di notorietà e denaro quale è, ha strumentalizzato Beethoven, non per reali convinzioni compositive, ma perché sa benissimo che "BEETHOVEN" qui da noi significa "NOIA E PESANTEZZA" e visto che nessuno vuole annoiarsi, ma altresì divertirsi ed essere leggero e libero, proprio come la musica di Allevi, BEETHOVEN diviene il termine di paragone negativo della situazione.


Se proprio voleva criticare un compositore per poca "tensione ritmica", poteva prendere in causa qualsiasi compositore antico, poteva anche dire "MONTEVERDI", ma vedete bene che non si produce lo stesso effetto.


"MONTEVERDI"... basta sentire la parola, che viene già il buonumore... "MONTEVERDI"... "VIVALDI"... "TORELLI"...


Sono boccate d'aria pura, fresca acqua di fonte.



Ma "BEETHOVEN"... Solo la parola, fà aumentare la forza di gravità del pianeta.








Trovo che questo sia l'intervento più a fuoco in assoluto sulla questione. Quello che va più d'ogni altro dritto al punto e che scoperchia risolutamente il verminaio del fenomeno Allevi. Quello che risponde inoltre meglio alla domanda posta da Andrea Vezzoli: Ma a voi cosa ve ne importa ?

Il punto è che il mondo ha bisogno  di molto più Beethevon e molta meno brodaglia musicale; e non viceversa. Visto che quest'ultima è ampiamente inflazionata. Visto che appunto Beethoven per l'ignorante medio che ritengo sia anche l'ascoltatore medio di Allevi  altro non è che il citato TATTATTATTAAA' LUi allora cosa fa!? il genio del ritmo... si affretta ad affossare la figura del genio musicale vero affinché la mazzata presso il suo fan sia definitiva e irrevocabile, condannando lo stesso fan  alla ignoranza eterna e facendo il suo male, con il fine di rifilargli le sue composizioni e forse al limite  quelle di Jovanotti, al quale probabilmente stilisticamente si sente più affine ( e in questo non ha torto nella sua versione più popolare)!

A mio modo di vedere si tratta di un comportamente veramente disgustoso, dannoso, direi velenoso. considerando che pretende di venire dall'interno del movimento del Classico. Movimento che giustamente reagisce prendendo le distanze. E come dargli torto!? E' impossibile.

Se il nostro si limitasse alle sue più o meno plausibili composizioni  (su questo c'è margine di discussione ma credo che siamo tutti d'accordo che tra 10 anni, finito il clamore mediatico  saranno dimenticate del tutto) direi che non ce ne deve importare niente. Ma visto che trattasi di un marketing che definirei al limite della vigliaccheria perché colpisce il buono per promuovere il peggio sfruttando la debolezza culturale altrui allora me ne importa un po' più di niente.
  
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andreavezzoli
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #71 - 02. Dec 2017 at 10:14
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Concordo sul fatto che la sparata di Allevi sia sbagliata, io credo che Beethoven però si difenda da solo, chi vuole lo ascolta e capisce che in Beethoven è il anche ritmo il motore della sua musica, pensate al tema e variazioni della sonata op.111 (dove c'è una variazione sincopata che anticipa il jazz) oppure alla grande fuga per quartetto d'archi, il cui soggetto è interamente costruito su una figura ritmica incalzante...
Vedete se però la gente non ascolta Beethoven è anche perchè preferisce non "faticare" , preferisce passare le domeniche ai centri commerciali...
questo perchè purtroppo non c'è più voglia di cultura...
Ma lottare contro la massa diventa difficile se non impossibile quando la stessa massa non vuole essere educata e non vuole conoscere nuove cose.
La gente crede che esistano solo le belle cose...
  
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pianozero
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #72 - 02. Dec 2017 at 10:36
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andreavezzoli wrote on 02. Dec 2017 at 10:14:

Vedete se però la gente non ascolta Beethoven è anche perchè preferisce non "faticare" , preferisce passare le domeniche ai centri commerciali...
questo perchè purtroppo non c'è più voglia di cultura...
Ma lottare contro la massa diventa difficile se non impossibile quando la stessa massa non vuole essere educata e non vuole conoscere nuove cose.
La gente crede che esistano solo le belle cose...



MI hai fatto venire in mente un episodio di pochi giorni fa. La scuola media di mia figlia ha organizzato una giornata presso il Teatro Eliseo per ascoltare le prove di un concerto, violinista Salvatore Accordo. Musiche Bach e Piazzolla  Lodevole iniziativa.

Sui gruppi WhatsApp delle mamme dei ragazzi, una scrive non ti preoccupare se tuo figlio non è potuto andare tanto sarà una rottura di palle pazzesca. Capito come stiamo messi?

A me sembra che Allevi voglia alla fine alimentare tutto ciò a suo vantaggio.

Nota positiva per non finire troppo male l'intervento. Sembra che almeno il figlio di questa signora abbia apprezzato la giornata. Speriamo bene.
  
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Davide.
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #73 - 02. Dec 2017 at 11:40
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Il problema è l'idea di bellezza.


Per spiegarmi con un esempio, oggi abbiamo quasi un unico modello di bellezza femminile: corpi di patologica magrezza, infilati in abiti attillati e stretti.


Non importano altri aspetti corporei: quello che conta è l'aderenza alla "figura ritenuta ideale" per la società, figura che esprime per la psicologia forti connotazioni di nevrosi e di disturbi della personalità.


Se non ci fosse questo modello "x", ce ne sarebbe un altro. Quello che vale è l'aderenza al modello.



Il rifiuto della cultura, il rifiuto di aprirsi a ciò che non si conosce, così come il rifiuto di corpi femminili (e maschili) diversi dal "modello", nasce dall'incapacità di emozionarsi senza provare disagio e dall'abnorme esigenza d'essere conformi ai modelli.


Dopo alcuni decenni di narcisismo quasi strutturale (si vedano gli studi di Alexander Lowen e colleghi), emozionarsi è ritenuto indesiderabile, inconsciamente dannoso e si vive in una volontaria semi-assenza di sentimenti.


Quasi tutti hanno paura di emozionarsi, di sentirsi coinvolti e di provare le drammatiche contraddizioni della vita.


Va da sé che tutta la musica sinfonica, sonatistica, così come il teatro classico, la letteratura, la filosofia, risultino attraenti quanto una ragazza dall'aspetto fisico della Monnalisa di Leonardo Da Vinci, che sarebbe soggetta per moto spontaneo all'emarginazione, alla violenza, al sospetto, alla gelosia, alle "trame di palazzo" che ne conseguono per chi inevitabilmente "non rappresenta il modello".



Siamo onesti con noi stessi e chiamiamo le cose con il loro nome: la musica classica, come quasi ogni forma d'Arte, oggi sono "cose per sfigati noiosoni".



Ovvero, letteralmente: forme d'intrattenimento attraverso le quali coloro che non sono in possesso dei "mezzi" per darsi ai veri piaceri della vita (discoteca, seduzioni multiple e degradato piacere sessuale) riempiono in qualche modo il loro tempo.


Solo un uomo riuscito ed attraente, così come solo una donna di sfolgorante bellezza possono dire pubblicamente "IO AMO BEETHOVEN", senza che tutti intorno abbiano un moto spontaneo d'involontaria irrisione, insieme a un'infinità di "pensierini" d'umorismo tipicamente cameratesco.



Di Grigory Sokolov qual'è la prima cosa che tutti corrono urgentemente a notare e ad annotare? Il sovrappeso.



Tuttavia, c'è una spietata giustizia nel mondo della natura: il male non è quello che la natura ha previsto per il genere umano.


Il male fà solo male e compiere il male è gravemente dannoso alla salute, anche se si tratta "solo di una battutina".




La tendenza al sarcasmo, la gelosia, l'invidia, la critica acuta a chiare tinte di violenza latente, sono sentimenti che traboccano in modo evidente proprio da Allevi.



Questa è la verità vera.




Allevi e tutti coloro che si pongono nella vita come Allevi, meritano solidarietà e dovrebbero rivolgersi a un medico psicoterapeuta sperando in un miracolo.



Allevi sa perfettamente d'essere una mezza tacca e ce l'ha semplicemente a morte con chiunque abbia artisticamente o umanamente più valore di lui.

Allevi è un ottimo esempio di chi può essere in grado di desiderare la morte di un suo simile.



Eros e Thanatos!




Coloro i quali si scagliano contro Allevi, sono persone sane di mente che hanno ancora la forza interiore, la spina dorsale e la presenza di spirito, di scandalizzarsi e di ribellarsi, anche sbagliando.



Allevi è "establishment", Allevi è espressione artistica e metaforica del potere corrotto, non libertà o ribellione. Per questo non sarà mai eterno.




In ultima analisi, Allevi è un personaggio pubblico che ha saputo sfruttare l'attuale assetto culturale, dando al pubblico ciò che desiderava per naturale disposizione.



Allevi riempie quella "mangiatoia" dalla quale le persone hanno già scelto liberamente di nutrirsi.




  
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radicchio
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Re: Giovanni Allevi, tutti contro.
Reply #74 - 03. Dec 2017 at 12:16
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La celebre dichiarazione di Bollani:
"Allevi ha scoperto che esistono anche i tasti neri del pianoforte".
Senza prendere in considerazione lo studio per pianoforte "Le sole notizie che ho" di Allevi, che se non sbaglio dovrebbe essere in Si bemolle minore, ma la stessa "Panic", famosissima, è in SOL BEMOLLE!!! Praticamente solo tasti neri!!!! (Tanto che nella raccolta JOY, è presente anche nella tonalità di Sol maggiore).
Ancora una volta, affermazioni fatte per negare l'evidenza.
Con quale obiettivo?  Shocked
  
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Reply #75 - 03. Dec 2017 at 13:33
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radicchio wrote on 03. Dec 2017 at 12:16:
La celebre dichiarazione di Bollani:
"Allevi ha scoperto che esistono anche i tasti neri del pianoforte".
Senza prendere in considerazione lo studio per pianoforte "Le sole notizie che ho" di Allevi, che se non sbaglio dovrebbe essere in Si bemolle minore, ma la stessa "Panic", famosissima, è in SOL BEMOLLE!!! Praticamente solo tasti neri!!!! (Tanto che nella raccolta JOY, è presente anche nella tonalità di Sol maggiore).
Ancora una volta, affermazioni fatte per negare l'evidenza.
Con quale obiettivo?  Shocked


Questo messaggio l'hai già scritto mille volte.

Sono discorsi di chi con la musica ci gioca ancora e ne ha un'idea infantile, così come i bambini fanno col secchiello in spiaggia.


  
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radicchio
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Reply #76 - 04. Dec 2017 at 10:06
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Mentre invece, il pianista americano Biegel, che ha eseguito negli USA il concerto per pianoforte e orchestra di Allevi, ha definito questa opera come "Liszt che incontra Keith Emerson".
  
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Reply #77 - 04. Dec 2017 at 10:26
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radicchio wrote on 04. Dec 2017 at 10:06:
Mentre invece, il pianista americano Biegel, che ha eseguito negli USA il concerto per pianoforte e orchestra di Allevi, ha definito questa opera come "Liszt che incontra Keith Emerson".



"Biegel chi è costui"... Ahaha!



Un medico psicologo direbbe che ripeti lo stesso "pattern" da anni e che forse sarebbe ora di crescere.



Liszt e Keith Emerson! 



A Natale ti regaliamo un corredo da spiaggia tutto bello colorato.


Uno a te, uno ad Allevi e uno a Biegel. Così potrete fare insieme appassionatamente le vostre "costruzioni" con la sabbia.






  
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Reply #78 - 04. Dec 2017 at 23:55
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radicchio wrote on 04. Dec 2017 at 10:06:
ha definito questa opera come "Liszt che incontra Keith Emerson".



sarebbe un complimento?    Huh
  
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Reply #79 - 05. Dec 2017 at 13:34
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radicchio wrote on 04. Dec 2017 at 10:06:
Mentre invece, il pianista americano Biegel, che ha eseguito negli USA il concerto per pianoforte e orchestra di Allevi, ha definito questa opera come "Liszt che incontra Keith Emerson".


Ma non eri tu che sentivi in questa "operetta" (con tutto il rispetto, per le operette) influssi di Rachmaninov? Adesso pure Liszt... In definitiva Allevi è un misto di Mozart, Rachmaninov e Liszt (Beethoven no, quello è un pirla che non conosce neppure il "senso ritmico") ma ad accorgersene sono solamente adolescenti con i brufoli, casalinghe "disperate" e anziani abbandonati dai loro cari al loro triste destino. Dimenticavo, anche l'esperta Benedetta Parodi si è accorta della genialità specchiata di Allevi:

https://youtu.be/Nc_GOGEtU_o
  
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