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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Allevi - Piano Concerto n.1 (Read 6423 times)
radicchio
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #60 - 17. Jan 2018 at 16:04
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Il futuro della composizione è influenzato anche da te, Maestro Vezzoli, e questo è dovuto al tuo instancabile impegno.
Preferisco abbandonare la "piega" che ha preso la discussione, poiché parlare di studio, di sacrificio, di competenza è diventato impopolare in italia.
  
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pianozero
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #61 - 17. Jan 2018 at 23:26
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radicchio wrote on 14. Jan 2018 at 18:08:
Giovanni Allevi è un compositore contemporaneo la cui figura artistica rompe con la consuetudine, sollevando una miriade di questioni, sulle quali si gioca il futuro stesso della composizione.



Proviamo a mettere le cose in termini "misurabili"  possibilmente oggettivi come promosso da Andrea.

Mi colpisce questa cosa che affermi ripetutamente. Abbiamo parlato di Ligeti sopra. L'ho portato come esempio proprio perché lui sì mi sembra essere "il nuovo" che rompe con la consuetudine (lui come altri musicisti contemporanei s'intende). Questi artisti (considerandoli idealmente in vita)  sono poco conosciuti dalle folle, non riempiono teatri, non vengono invitati allo zecchino d'oro. In poche parole non sono parte del sistema.

Allora ti chiedo, veramente per capire, in cosa oggettivamente Allevi farebbe più "scandalo" rispetto ad un Ligeti, a un Berio , Stokausen ecc. se non  , a mio avviso, nel volersi rappresentare per ciò che non è (questa prendila come mia opinione personale, sono  interessato alla tua)



  
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radicchio
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #62 - 18. Jan 2018 at 17:57
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pianozero wrote on 17. Jan 2018 at 23:26:
radicchio wrote on 14. Jan 2018 at 18:08:
Giovanni Allevi è un compositore contemporaneo la cui figura artistica rompe con la consuetudine, sollevando una miriade di questioni, sulle quali si gioca il futuro stesso della composizione.



Proviamo a mettere le cose in termini "misurabili"  possibilmente oggettivi come promosso da Andrea.

Mi colpisce questa cosa che affermi ripetutamente. Abbiamo parlato di Ligeti sopra. L'ho portato come esempio proprio perché lui sì mi sembra essere "il nuovo" che rompe con la consuetudine (lui come altri musicisti contemporanei s'intende). Questi artisti (considerandoli idealmente in vita)  sono poco conosciuti dalle folle, non riempiono teatri, non vengono invitati allo zecchino d'oro. In poche parole non sono parte del sistema.

Allora ti chiedo, veramente per capire, in cosa oggettivamente Allevi farebbe più "scandalo" rispetto ad un Ligeti, a un Berio , Stokausen ecc. se non  , a mio avviso, nel volersi rappresentare per ciò che non è (questa prendila come mia opinione personale, sono  interessato alla tua)




Ma è assolutamente ovvio! Rispetto a Ligeti, Berio, Stockhausen (a cui aggiungiamo il capolista Schoenberg), Giovanni Allevi recupera un filo interrotto con la tradizione di Rachmaninov, Chopin e i grandi compositori di fine Ottocento e i primi del Novecento. In particolare, torna ad essere protagonista la melodia italiana. Anzi, parlerei di "cantabilità" essendo la sua musica prettamente strumentale e non vocale.
E' un ritorno al passato perduto, fatto però in maniera nuova, ed il concerto per pianoforte e orchestra n.1 è, come dire, l'apoteosi di questo discorso, il coronamento del suo impegno estetico, oltre che artistico.
  
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radicchio
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #63 - 18. Jan 2018 at 18:17
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A proposito dello Zecchino d'oro, è interessante la tua osservazione.
Credo che la maggior parte di chi invita Allevi in queste trasmissioni, non abbia la più pallida idea dell'importanza "storica" della sua figura come compositore.
D'altra parte anche Cage era invitato a Lascia o raddoppia, se non sbaglio….
  
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pianozero
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #64 - 18. Jan 2018 at 21:42
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radicchio wrote on 18. Jan 2018 at 17:57:
Ma è assolutamente ovvio! Rispetto a Ligeti, Berio, Stockhausen (a cui aggiungiamo il capolista Schoenberg), Giovanni Allevi recupera un filo interrotto con la tradizione di Rachmaninov, Chopin e i grandi compositori di fine Ottocento e i primi del Novecento. In particolare, torna ad essere protagonista la melodia italiana. Anzi, parlerei di "cantabilità" essendo la sua musica prettamente strumentale e non vocale.
E' un ritorno al passato perduto, fatto però in maniera nuova, ed il concerto per pianoforte e orchestra n.1 è, come dire, l'apoteosi di questo discorso, il coronamento del suo impegno estetico, oltre che artistico.


Breaking News !
Ma quindi la consuetudine non sarebbero i grandi classici che lui però in qualche modo disprezza (vedi uscita su Beethoven) ma i Berio i Ligeti...  questi sarebbero la consuetudine ?! Ma il grande pubblico questi nemmeno sanno chi siano!


Va bene diciamo che sia così (anche se  francamente non mi convince) ma il ritorno al passato è secondo te una genialità, una novità assoluta ? a me al contrario sembra un riciclaggio inverecondo  (e secondo me peggiorativo della materia originaria ma questo è secondario).

Pensavo che al limite tu mi dessi una risposta diversa, ovvero che la rottura della consuetudine è del tutto formale. Non è tanto nella musica ma nell'atteggiamento, nell'avvicinare le masse, con composizioni più facili da digerire forse anche perché già sentite e ripassate in padella.
  
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radicchio
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #65 - 18. Jan 2018 at 22:41
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Messa così, rompe doppiamente con la consuetudine: con i grandi classici per via di un rinnovamento "ritmico" all'interno delle stesse forme classiche.
Con i "contemporanei" che non sono più tali, dei quali non condivide i materiali compositivi.
I sostenitori dell'una e dell'altra tradizione gli fanno guerra con ogni mezzo, lecito e illecito. Ma la sostanza è che ha scritto un concerto per pianoforte e orchestra meraviglioso.
Credimi, 10 dita, non posso chiederti di farlo, ma procurati l'ultimo album di Allevi e ascolta l'Adagio del concerto. Se hai presente Chopin o Rachmaninov, avrai i brividi. Qualcosa di totalmente nuovo e al tempo stesso familiare.
  
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andreavezzoli
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #66 - 20. Jan 2018 at 16:08
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Radicchio ti chiedo perfavore se possiamo portare la discussione su elementi reali, e non sulle tue impressioni soggettive, a te il concerto di Allevi potrà
piacere moltissimo (e nessuno può essere criticato per questo anzi), ma perchè non accetti il fatto il concerto di Allevi può essere una buona composizione, ma non la puoi mettere a confronto dei concerti di Bach,Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms... Nino Rota... : sono due cose diverse, quello di Allevi è un concerto scritto bene, con contaminazioni... mentre gli altri che ho citato sono capolavori.
Ecco se tutti fossimo più obbiettivi allora ognuno avrebbe il suo posto che merita: Allevi a fare il POP contaminato da elementi classici (non mi dispiace questo tipo di musica che nasce da Chick Corea e dal rock progressive) , e  i compositori colti a scrivere musica colta.

Se fossimo tutti obbiettivi veramente, il mondo musicale sarebbe privo di inutili polemiche.
  
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radicchio
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #67 - 21. Jan 2018 at 15:01
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Non ancora, Maestro Vezzoli, poiché come dicevo, non c'è uno spartito ufficiale del concerto per pianoforte di Giovanni Allevi.
Posso far riferimento solo alle mie impressioni soggettive.
Ma non possiamo neanche demonizzare i nostri sentimenti!
Certo è buona regola analizzare dei capolavori, ma l'analisi non potrà mai sostituirsi all'opera stessa.
  
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andreavezzoli
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #68 - 21. Jan 2018 at 17:21
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I sentimenti vanno bene, ma non devono farci perdere di vista la realtà e l'obbiettività.
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #69 - 23. Jan 2018 at 14:38
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andreavezzoli wrote on 21. Jan 2018 at 17:21:
I sentimenti vanno bene, ma non devono farci perdere di vista la realtà e l'obbiettività.


E se l'Arte e la Musica fossero un modo per fuggire dalla realtà e dall'obiettività?
  
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andreavezzoli
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #70 - 23. Jan 2018 at 16:00
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E' una delle possibili interpretazioni di cosa può significare l'arte per una persona... o per un artista, però il problema si pone nel momento in cui ci si vuole  troppo allontanare dalla realtà con la  quale prima o poi dobbiamo fare i conti.
Non ci vorrebbe molto ad ammettere che Allevi è un ottimo compositore (diplomato) di musica POP strumentale con qualche influenza classica, ed ammettere che Bach, Beethoven e Brahms rimarranno sempre su vette irraggiungibili come punti di riferimenti da cui imparare, io non oserei mai a paragonarmi a loro, sempre mi inchinerò nei loro confronti.

  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #71 - 27. Jan 2018 at 00:03
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andreavezzoli wrote on 23. Jan 2018 at 16:00:
E' una delle possibili interpretazioni di cosa può significare l'arte per una persona... o per un artista, però il problema si pone nel momento in cui ci si vuole  troppo allontanare dalla realtà con la  quale prima o poi dobbiamo fare i conti.
Non ci vorrebbe molto ad ammettere che Allevi è un ottimo compositore (diplomato) di musica POP strumentale con qualche influenza classica, ed ammettere che Bach, Beethoven e Brahms rimarranno sempre su vette irraggiungibili come punti di riferimenti da cui imparare, io non oserei mai a paragonarmi a loro, sempre mi inchinerò nei loro confronti.


Ma io non capisco perché si torna sempre alla presunta questione morale "si paragona a..."
È ovvio che se si compone un concerto per pianoforte e orchestra, il paragone con i grandi del passato è inevitabile! Ed è altrettanto ovvio che se si persevera nell'ossequio al passato, sarà sempre più difficile scrivere musica nuova, a meno chè non si sfugga dal paragone, evitando accuratamente le grandi forme classiche...
  
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andreavezzoli
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #72 - 27. Jan 2018 at 16:14
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Non è questione di venerare il passato come se fosse qualcosa di intoccabile (ci sono stati molti compositori del passato di qualità mediocre che non mi sognerei mai di usare come paragone), ma di accettare la grandezza dei vari Bach, Beethoven a di li partire, non per cercare di superarli ma per cercare di dire qualcosa di originale, Allevi in qualche modo è originale e personale e questo lo riconosco, ma non cosa cambia se invece di considerare la sua musica "classica contemporanea" la definiamo POP?
Il passato non lo si può buttare via deve rimanere come punto di riferimento, questo non significa non poter comporre musica nuova,anzi ma di accettare ciò che è stato.
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #73 - 28. Jan 2018 at 15:03
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andreavezzoli wrote on 27. Jan 2018 at 16:14:
Non è questione di venerare il passato come se fosse qualcosa di intoccabile (ci sono stati molti compositori del passato di qualità mediocre che non mi sognerei mai di usare come paragone), ma di accettare la grandezza dei vari Bach, Beethoven a di li partire, non per cercare di superarli ma per cercare di dire qualcosa di originale, Allevi in qualche modo è originale e personale e questo lo riconosco, ma non cosa cambia se invece di considerare la sua musica "classica contemporanea" la definiamo POP?
Il passato non lo si può buttare via deve rimanere come punto di riferimento, questo non significa non poter comporre musica nuova,anzi ma di accettare ciò che è stato.

Non può essere definita pop, e se lo facessimo commetteremmo un danno.
Giovanni Allevi era un normalissimo studente in composizione, e col passare degli anni si è trovato suo malgrado oggetto di una critica feroce.
Prima di reagire è stato costretto a riflettere, molto a lungo, essendo stato coinvolto (come lui stesso dice) in dispute estetiche che prima di allora non erano centrali nella sua vita.
Il nodo è la definizione di musica classica, e la definizione di pop.
Nel suo saggio Classico Ribelle, esprime la sua visione delle cose, che a mio avviso è illuminante, pienamente condivisibile ed anche molto utile.
Dobbiamo abbandonare il concetto di POP come ciò che piace a molti, perché certe melodie di Beethoven, di Mozart, di Rossini sono entrate nell'immaginario collettivo mondiale, e piacciono di più rispetto ad alcune blasonate canzoni del momento.
In questo senso tutta la musica classica che è "passata alla storia" è anche pop.

L'unica differenza oggettiva tra i due generi, non essendo l'apprezzamento né il contesto in cui si esprimono, è la forma musicale.
E qui Allevi ha ragione: la sua è una osservazione incontestabile!
Comporre un concerto per violino e orchestra, o un concerto per pianoforte e orchestra, così come una fuga o un tema e variazioni, indipendentemente dal riscontro di pubblico, ti pone nell'alveo della tradizione classica.
Se invece componi una canzone, con la sua semplice architettura, sei nel mondo del pop.

Non comprendere questo è dannoso, perché altrimenti regna la confusione ed il relativismo. Questa verità rende anche giustizia al lungo percorso di studi della Composizione, in cui gli studenti, per anni, si cimentano in quelle forme più complesse.
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #74 - 28. Jan 2018 at 15:07
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A complicare tutto ci sono dei risvolti sociologici e culturali, per i quali POP significa scadente, mentre classico è colto, d'elite, superiore.
Giovanni Allevi non ha mai rivendicato la sua appartenenza alla classica in questo senso, ma solo per un fatto puramente tecnico di forma musicale.
  
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andreavezzoli
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #75 - 30. Jan 2018 at 11:45
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In realtà la differenza tra musica "classica" e pop non sta solo nella forma ma anche nei contenuti che vengono inseriti nella struttura musicale...
Non basta scrivere in forma sonata per essere un compositore "classico"... anche alcuni gruppi progressive scrissero utilizzando forme prese a prestito dalla musica colta.
Allevi semplicemente è un buon  compositore ibrido che utilizza forme classiche per inserire contenuti pop.
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #76 - 30. Jan 2018 at 16:21
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La scelta del contenuto è un'altra faccenda, ma è a totale discrezione del compositore.
Anche Chopin inserisce contenuti "pop" del suo tempo nelle Mazurche e nelle Polacche. Anche Beethoven, anche Ravel…TUTTI! In maniera più o meno dichiarata. Bartok?

Il contenuto "popolare" è proprio l'elemento che aggancia la forma al proprio tempo.
Quindi questa NON può essere una colpa, che deve pagare Allevi!

Finché resta in vigore la paura della melodia, la tradizione italiana è destinata a soccombere lasciando spazio ai vari Ligeti e compagnia bella, e ai cantanti pop...

Vorrei anche mettere in chiaro che la discussione sull'ipotetico valore di Allevi come compositore è già superata. Va rispettato, così come va rispettato il
M°Vezzoli e tutti coloro che provano a scrivere una musica nuova!
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #77 - 02. Feb 2018 at 08:01
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radicchio wrote on 30. Jan 2018 at 16:21:
Finché resta in vigore la paura della melodia, la tradizione italiana è destinata a soccombere lasciando spazio ai vari Ligeti e compagnia bella, e ai cantanti pop...



Ah c'è del nazionalismo quindi ! Lodevole! ma scusami ancora se intervengo, qui la cosa si spinge al limite del ridicolo. Mi piacerebbe sapere chi è la compagnia bella ma visto che Ligeti lo nomini a me sembra di poter dire che questo è un grandissimo compositore cui con una certa supponenza tu vorresti togliere spazio a colpi di melodia all'italiana ripassata in padella da Allevi,  se ho ben capito.

Sarebbe bello davvero essere qui tra cento anni solo per sapere chi tra Allevi e Ligeti ha superato la prova del tempo. Però io una certa idea la ho già.  Anzi Ligeti come un certo Beethoven diciamo che già l'ha superata; vedremo Allevi .
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #78 - 02. Feb 2018 at 21:14
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pianozero wrote on 02. Feb 2018 at 08:01:
radicchio wrote on 30. Jan 2018 at 16:21:
Finché resta in vigore la paura della melodia, la tradizione italiana è destinata a soccombere lasciando spazio ai vari Ligeti e compagnia bella, e ai cantanti pop...



Ah c'è del nazionalismo quindi ! Lodevole! ma scusami ancora se intervengo, qui la cosa si spinge al limite del ridicolo. Mi piacerebbe sapere chi è la compagnia bella ma visto che Ligeti lo nomini a me sembra di poter dire che questo è un grandissimo compositore cui con una certa supponenza tu vorresti togliere spazio a colpi di melodia all'italiana ripassata in padella da Allevi,  se ho ben capito.

Sarebbe bello davvero essere qui tra cento anni solo per sapere chi tra Allevi e Ligeti ha superato la prova del tempo. Però io una certa idea la ho già.  Anzi Ligeti come un certo Beethoven diciamo che già l'ha superata; vedremo Allevi .

Pianozero,
hai un modo di esprimerti sincero che sottende una gentilezza ed un rispetto di fondo nei confronti dell'interlocutore.
Non posso che darti ragione: Ligeti è un grandissimo. Ma poiché il materiale che adopera è fondamentalmente a-tonale, credo dodecafonico o in generale seriale, accade che tutti i brani costruiti evitando la tonalità, finiscano per somigliarsi. Non dirmi che non è così!
Lui sicuramente passerà alla storia, ma proseguire quella corrente, inaugurata da Schoenberg, credo non abbia senso, perché...
Perché...
Non è nel nostro dna.
Noi siamo figli di Puccini, Verdi, Rossini.
Voglio dire solo questo.
Ma è solo una idea! Ognuno deve sentirsi libero di comporre come vuole.
  
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Re: Allevi - Piano Concerto n.1
Reply #79 - 02. Feb 2018 at 22:19
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E comunque di ridicolo non c'è proprio niente. Forse mi sono espresso male, ma il tema è di fondamentale importanza.
  
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