Normal Topic Gnossiennes, se manca la misura. (Read 140 times)
pianozero
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Gnossiennes, se manca la misura.
28. Dec 2017 at 21:20
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Satie, il gran burlone francese, ci ha regalato queste perle senza misura, nel senso che non sono divise nella scrittura nelle convenzionali battute cui viene attribuito un tempo.

Essendo pezzi  semplici non è difficile venirne a capo. Tuttavia mi chiedo qual è il vero punto della questione? Se non abbiamo la divisione in misure e non abbiamo un tempo da seguire, l'unico appiglio che ci resta  per il solfeggio è attribuire una durata ad ogni nota a seconda della sua grafia. Ciò che resta impossibile da stabilire è l'accento. Il tempo forte e quello debole. Per cui l'autore stesso  alla fine si fida dell'esecutore cui demanda il tutto, ma mi chiedo se a rigore ciò sia possibile. Cioè la scrittura fatta in questo modo ha senso o è assolutamente incompleta e "disonesta"? Noto poi che alcune composizioni sono effettivamente divise in convenzionali battute, la 5 per esempio , un po' più complessa nel numero di  note e nella suddivisione. Perché quella sì e le altre no?  Huh

Poiché questa è musica d'arredamento come Satie stesso la definiva, il significato di questa scrittura può essere in sé una indicazione , ovvero "da suonare in modo piatto e senza particolari accenti"? Magnifiche per altro   e super ironiche   le indicazioni d'interpretazione che costellano il pentagramma  Smiley

Che gran personaggio Satie.
  
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