Normal Topic Ligeti: staticità in movimento (Read 60 times)
andreavezzoli
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Ligeti: staticità in movimento
09. Jan 2018 at 11:46
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Non sarà sicuramente musica che ascoltate tutti i giorni, forse ad un primo ascolto potrà sembrarvi difficile, ma credo che questi pezzi di Ligeti meritino molto, vi è una sorta di staticità in movimento in queste fasce sonore che gradualmente si dilatano, le voci entrano all'unisono in modo da annullare l'effetto del contrappunto, ma allo stesso tempo si percepisce un lento movimento.

https://youtu.be/1uDim0M5ojI (Lux aeterna)

https://youtu.be/tnn4Y9FbEaQ (atmosgperes)

In qualche modo Ligeti dimostra come la percezione che molti hanno dei clusters sia in qualche modo errata.
I clusters possono essere sia morbidi, sia aspri...
in qualche modo funzionano come gli accordi tradizionali ma una complessità maggiore.
  
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pianozero
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Re: Ligeti: staticità in movimento
Reply #1 - 09. Jan 2018 at 22:45
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andreavezzoli wrote on 09. Jan 2018 at 11:46:
In qualche modo Ligeti dimostra come la percezione che molti hanno dei clusters sia in qualche modo errata.
I clusters possono essere sia morbidi, sia aspri...

in qualche modo funzionano come gli accordi tradizionali ma una complessità maggiore.



Non mi è chiaro il concetto, perché errata ? intendi che lo stesso cluster può sembrare sia morbido che aspro?

I pezzi sono entrambi notevoli, preferisco comunque lo strumentale.

Come anche questo:
https://youtu.be/bnZqZmcyvvI
  
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andreavezzoli
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Re: Ligeti: staticità in movimento
Reply #2 - 10. Jan 2018 at 12:44
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Intendo che molti quando pensano ai clusters in generale si immaginano una massa sonora dissonante, talvolta quasi fastidiosa, percussiva (pensiamo ai clusters che si possono ottenere sul pianoforte utilizzando anche i gomiti).
Mentre Ligeti dimostra come l'utilizzo dei clusters possa (in base alle note che lo compongono) dare anche morbidezza, dare talvolta la sensazione di collegamenti quasi tonali.
Il clusters più morbido che si può ottenere è quello che si avrebbe suonando tutte le note di una scala per toni interi (esatonale), in quanto non vi è nessuna dissonanza di semitono.
In Ligeti vi è anche il concetto di variazione timbrica su uno stesso suono, se per esempio un oboe suona un do e successivamente sempre sul do entra una tromba, allora il timbro cambia gradualmente.
Le fasce sonore di Ligeti spesso partono da una nota sola che pian piano viene dilatata.
  
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pianozero
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Re: Ligeti: staticità in movimento
Reply #3 - 10. Jan 2018 at 22:03
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Grazie per la spiegazione. Personalmente trovo interessante ogni forma di armonia e ne subisco il fascino anche quando è dissonante. Bè... quasi sempre.
  
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andreavezzoli
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Re: Ligeti: staticità in movimento
Reply #4 - 12. Jan 2018 at 16:56
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Di nulla! Smiley

Vorrei far notare anche come, per ottenere un effetto di staticità in movimento Ligeti richiede agli esecutori una grande difficoltà, prima di tutto dal punto di vista ritmico (quintine, settimine...), pensate che in alcuni passaggi la sezione dei violini primi è divisa in 4 o più parti, e cosi via i secondi, le viole...
Difficoltà ancora maggiore per il pezzo vocale.
  
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