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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Mozart fuga (Read 2200 times)
Zabrina_BT
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Re: Mozart fuga
Reply #20 - 20. Feb 2018 at 10:36
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Mah... il mio udito mi dice tante cose, ma io non sono un'insegnante di pianoforte.

Una cosa però...

capisco ora che hai preso come riferimento quella versione cembalistica. Però quel suono pseudo cembalistico della tastiera non si può proprio udire (almeno in questa ripresa audio)  Undecided  Perché non provi con la funzione del pianoforte?
  
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ale9237
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Re: Mozart fuga
Reply #21 - 20. Feb 2018 at 10:40
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effettivamente la mia tastiera non è un granchè ho una orla stage starter per chi sene intende sa di cosa parlo credo che dovrei comprarmi qualcosa di decente
  
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10dita
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Re: Mozart fuga
Reply #22 - 20. Feb 2018 at 11:47
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Gent.mo, or capisco (pur io Smiley) la scelta dell'eseguir con il timbro del cembalo.

Concordo che la esecuzione di Pedroni è, pur essendo ottimo pianista, un po' troppo veloce.
Decisamente più confacente, a mio parere, il tempo staccato nella esecuzione al cembalo da te proposta.

In partitura è indicato "Allegro", ma come ben dice Paul Badura-Skoda (in "L'interpretazione di Mozart al pianoforte" ed. G. Zanibon):

"Cap. secondo
Problemi di tempo e di ritmo. [pag. 47/48]

Allegro. Questa è la notazione più frequente in Mozart e include tutto ciò che può esser definito <<presto>>. [...] Ma [...] tra le composizioni
definite semplicemente <<Allegro>>, senza ulteriori qualificazioni, bisogna distinguere chiaramente tra quelle liriche cantabili (primo mov. del Concerto
per pf. in la (k. 488), e quelle <<con fuoco>>, virtuosistiche (per esempio, il primo mov. della Sinfonia Haffner).
"

E comunque (op. cit.):

"Mozart è sempre contrario a tempi troppo accelerati che vanno a danno della chiarezza e dell'esattezza ritmica."

Credo poi che al cembalo, per le peculiarità dello strumento, non è cosa buona eseguir troppo rapidamente un tessuto polifonico.

Chiaro: ad ognun le sue scelte interpretative!

Questo per quanto riguarda la questione velocità.


Su:

ale9237 wrote on 20. Feb 2018 at 10:19:
  tutti gli altri problemi

Noto palesi lacune nella tua esecuzione, in particolare (se non ricordo male: poi udrò ancor): imprecisioni ritmiche.
Mi riservo dirti poi, con calma (considera che io son pigrissimo Grin), mie ulteriori impressioni.

Certo è che essendo autodidatta hai tutta la mia stima Smiley
E ti ringrazio per aver acceso un lume su questa opera mozartiana non battutissima Smiley

Cordiali saluti
  
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ale9237
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Re: Mozart fuga
Reply #23 - 20. Feb 2018 at 13:40
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grazie! Smiley terrò a mente
  
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andreavezzoli
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Re: Mozart fuga
Reply #24 - 21. Feb 2018 at 17:17
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ale9237 wrote on 20. Feb 2018 at 10:19:
ho detto solo che la velocità di quel pianista non mi piaceva la mia esecuzione credo sia un pochino troppo lenta e vada velocizzata un po tutto qui  Smiley per quanto riguarda la questione "ultimo dei problemi" illuminami su quali sono tutti gli altri problemi dal momento che non posso permettermi un insegnante di musica mi sarebbero preziosi i tuoi consigli su altre eventuali lacune che non riguardino la velocita Smiley


Non prendertela però secondo il mio modesto parere senza un insegnante questi pezzi forse non sono la cosa più adatta da studiare, hai  qualche nozione di teoria e solfeggio? ti potrei consigliare di studiare pezzi più adatti ad un autodidatta, colonne sonore orecchiabili, canzoni... qualche facile valzer popolare...
ma se proprio vuoi eseguire questa fuga ti consiglio di ristudiarla a mani separate, di segnarti bene le varie entrate delle voci, di usare il metronomo all'inizio, e di non aver fretta di volerla registrare.
  
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ale9237
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Re: Mozart fuga
Reply #25 - 23. Feb 2018 at 12:30
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forse avete ragione credo che mi dedicherò a qualcos altro  Smiley in effetti il pianoforte mi ha un po stufato troverò qualche altro passatempo meno impegnativo Wink
  
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andreavezzoli
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Re: Mozart fuga
Reply #26 - 23. Feb 2018 at 13:43
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Non devi abbandonare il pianoforte, ma solamente partire da qualcosa di più facile poi magari tra qualche anno potrai rivedere questa fuga. Smiley
  
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Zabrina_BT
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Re: Mozart fuga
Reply #27 - 24. Feb 2018 at 14:43
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Ciao ale,

capisco (forse) il tuo stato d’animo. Mi sono tornate in mente alcune sensazioni che avevo all’inizio del mio percorso e che avevo ogni volta che andavo a lezione di pianoforte. Arrivavo a lezione baldanzosa e pure piuttosto orgogliosa del lavoro svolto e ne uscivo demoralizzatissima…  “e questa battuta non va bene, qui non tieni il tempo, qui sbagli il ritmo, e là c’è un accentaccio sbagliato, la sonorità fa schifo…"   per finire con l’ennesimo “Tutto da rifare!!!”. Ma la lezione insegna proprio questo: il confronto. Si “sbanda” e l’insegnante ti rimette in carreggiata. Si "sbanda" di nuovo e ti si rimette in carreggiata di nuovo... e di nuovo… e di nuovo. Nel frattempo l’orecchio un poco si affina, si diventa più consapevoli, sempre più consapevoli. È un percorso infinito.

Ad ogni modo, oggi ho cambiato il mio atteggiamento mentale. Non vado a lezione per sentirmi dire: “wow, bel lavoro”, ci vado per aver nuove osservazioni, nuove critiche, nuovi stimoli per poter fare meglio. E non lo dico tanto per dire. Se suono il brano per una o due settimane nello stesso identico modo (ovvero senza sapere cosa e come poter fare meglio) mi annoio. Spero che tu possa interpretare questo mio racconto nel modo più positivo possibile. Trattasi comunque di un mio vissuto, per nulla generalizzabile, ognuno ha una sua storia. Ad ogni modo, riflettevo in generale sul fatto che, forse, quando si studia da autodidatta questo aspetto viene un po’ meno. Il rapporto settimanale con un insegnante, tra le innumerevoli altre cose, insegna a gestire un confronto (a volte, anzi spessissimo anche “duretto”) senza demoralizzarsi! Non abbandonare la Musica (la lettera maiuscola non è casuale, perché tu hai dimostrato di amare quella che io considero la Grande, la vera Musica). La vita è di un grigiore infinito senza di essa. Ciao Smiley
  
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